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Vaccino Covid-19, dalla Regione Basilicata assicurano: “al lavoro sul piano vaccinale”

in Emergenza Covid-19

“La Basilicata è tra le Regioni che, entro i termini previsti, hanno indicato al commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, le strutture sanitarie che potranno provvedere alla conservazione e alla somministrazione del vaccino anti-covid, in linea con quello che sarà il piano nazionale per le vaccinazioni che si sta predisponendo”.

 Lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone.

 “Con l’obiettivo di definire gli aspetti organizzativi e logistici legati alla campagna vaccinale, a breve sull’argomento è in programma un ulteriore incontro tra i responsabili della task force lucana e i vertici delle aziende sanitarie.

Si parlerà, tra le altre cose, della possibilità di dotare alcuni presidi dei frigoriferi indispensabili per garantire al preparato la catena del freddo a meno 75 gradi, dal momento che l’apparecchiatura è attualmente disponibile all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera e all’Irccs Crob di Rionero.

A fronte del fatto che la casa farmaceutica Pfizer – conclude Leone – ha assicurato la consegna del vaccino direttamente nei punti di somministrazione in apposite borse, contenenti 5 scatole da 975 dosi ciascuna, capaci di garantirne la conservazione per ben 15 giorni

Foto archivio, non si 

riferisce al fatto descritto nell’articolo

Vaccino antinfluenzale, parte la campagna: chiedeteloaldottorLeone

in Politica

“Vorrei invitare gli organi di informazione ed i responsabili di organizzazioni sociali e sindacali a venire in Dipartimento e chiedere informazioni prima di diffondere dichiarazioni basate su dati inesatti che finiscono per creare ansia e tensioni in un momento in cui ce ne sono già a sufficienza. Noi siamo come sempre disponibili a fornire ogni utile chiarimento”.
Così scriveva il Dott. Leone il primo ottobre 2020 dopo aver annunciato che a metà mese sarebbero state disponibili 150.000 dosi di vaccino. È passato ottobre e di vaccini a medici di famiglia e pediatri ne è stata consegnata solo una metà, esaurita in pochi giorni. Con ampio risalto sui media la regione però assicurava: le nuove dosi saranno disponibili a metà novembre, la vaccinazione può attendere.

Passa il 15 novembre e l’attesa risulta vana: il termine è spostato a fine mese.
Il Quotidiano del Sud riporta l’ultima dichiarazione dell’Assessore: “il vaccino arriverà entro il 10 di dicembre”.

Signor Assessore, non le sembra di stare giocando, prima con i numeri ed ora anche con le date?

Noi però ci fidiamo di lei e vogliamo prenderla in parola. Da domani inviteremo tutti i pazienti a telefonare ai numeri pubblici del suo Dipartimento per pretendere le dovute spiegazioni. Siano stanchi di essere additati dai nostri pazienti, mi spiace dirlo per colpa sua, come responsabili di questa situazione. Ci tocca persino subire le insinuazioni di quanti,contando ingenuamente sull’anonimato dei social, stanno diffondendo la voce che noi medici di famiglia i vaccini ce li abbiamo ma li stiamo riservando agli amici degli amici.
Attenderemo il 10 dicembre per tirare le somme ma poi, stia sicuro, non le crederemo più.

Dott. Erasmo Bitetti

segretario SIMG Matera

Vaccino antinfluenzale, Leone: “Abbiamo ordinato il doppio delle dosi dell’anno scorso”

in Politica

“Quest’anno abbiamo ordinato 145 mila dosi di vaccino antinfluenzale, mentre l’anno scorso ne avevamo ordinate 71 mila e a effettuare il vaccino era stato il 17,6 per cento della popolazione, contro una media nazionale del 16 per cento.

Ad oggi abbiamo ricevuto e distribuito 74 mila dosi di vaccino e presto ne arriveranno altre 71 mila di cui una parte già nei prossimi giorni, quelli recuperati attraverso la Regione Puglia, e un’altra parte nelle prossime settimane.

Pur comprendendo l’ansia dei cittadini, desiderosi di effettuare il vaccino il prima possibile in questa stagione emergenziale, vorrei ricordare che fino al 10 dicembre rientriamo tranquillamente nei tempi utili per poter vaccinare, dal momento che il periodo influenzale si concentra generalmente tra la metà di gennaio e l’inizio di febbraio. Certo, quello dell’approvvigionamento dei vaccini, a fronte di una maggiore richiesta da parte degli italiani, è un tema caldo in tutto il Paese, ma la Basilicata ha recuperato il doppio delle dosi rispetto allo scorso anno”.

È quanto dichiara l’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone, rispondendo alle numerose critiche sollevate da più parti riguarda alla presunta insufficienza di approvvigionamento dei vaccini.

Vaccini antinfluenzali, partita la distribuzione in Basilicata

in Politica

E’ partita oggi la distribuzione in tutta la Basilicata dei vaccini antinfluenzali. Lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone. Nei prossimi giorni, quindi, con gradualità e in accordo con i medici di famiglia ed i pediatri di libera scelta si inizierà la vaccinazione alle categorie a rischio come anziani e bambini e a tutti coloro che vogliono evitare l’influenza.

In distribuzione, da parte delle due aziende sanitarie di Potenza e di Matera, 74 mila vaccini, vale a dire più de 50 percento del fabbisogno regionale. “Una cifra – afferma Leone – che ci fa stare abbondantemente tranquilli se consideriamo che lo scorso anno la Basilicata è stata una regione virtuosa. Infatti, rispetto alla media nazionale del 16 percento, ricorse al vaccino il 17,6 percento della popolazione lucana. E’ evidente che a causa del Covid assisteremo a un brusco aumento delle percentuali di richiesta. I numeri quindi ci dicono che abbiamo una adeguata copertura”.

Tricarico, al via lo screening su popolazione con tampone e test sierologico

in Emergenza Covid-19

Leone: “La Basilicata modello per le regioni del nord”

Continua in Basilicata l’attività di screening sui cittadini delle ex zone rosse. Dopo lo studio conclusosi lo scorso 26 aprile a Moliterno parte, da questa mattina, la mappatura con tampone nasofaringeo e test sierologico della popolazione di Tricarico.

Il progetto, approvato con delibera dalla Giunta regionale, si basa su una joint venture tra le due Aziende sanitarie territoriali, l’Asp e l’Asm: gli operatori delle due Aziende, fino a domenica prossima, effettueranno 1100 tamponi e 1100 test ad altrettanti cittadini di Tricarico.

“Un lavoro importante che la Basilicata sta portando avanti. Con questo progetto – ha affermato l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Rocco Leone – ci siamo posti come modello per le regioni del nord Italia, facendo da apripista a questo tipo di analisi. Lo studio ci servirà per conoscere l’andamento del contagio all’interno della comunità considerando che il tampone fotografa il momento, mentre l’esame sierologico, più anamnestico, informa se il soggetto ha avuto rapporti con il virus. Un lavoro importante – ha aggiunto Leone – che ci può servire anche per valutare l’apertura delle nostre attività: più dati abbiamo a disposizione e meno sbaglieremo sulla programmazione della Fase 2”.

“Come Asp esportiamo a Tricarico e nelle altre zone rosse della Basilicata il modello Moliterno” ha affermato il direttore generale dell’Azienda sanitaria potentina, Lorenzo Bochicchio. “Un modello realizzato nella nostra Regione per la prima volta in Italia. Attraverso la somministrazione contestuale di tamponi naso-faringei e test sierologici siamo nelle condizioni di verificare la presenza di positivi asintomatici e di tracciare il grado di immunizzazione della popolazione. Un’iniziativa – ha aggiunto Bochicchio – che oggi prosegue attraverso la collaborazione con l’Asm a conferma della sinergia tra Aziende e Regione nel garantire una risposta immediata ai cittadini in termini di sicurezza diagnostica”.

Il direttore generale facente funzione dell’Asm, Gaetano Annese, ha dichiarato che “Si tratta di un’iniziativa che conferma e sottolinea il livello dell’impegno e l’azione sinergica tra le aziende sanitarie, Asp e Asm, con il coordinamento dell’Assessorato regionale alle Politiche per la Persona, che stanno ponendo per questa difficile congiuntura”.

Coordinatore del progetto è il direttore amministrativo dell’Asp, Giuseppe Spera.

Emergenza Covid-19, al via attività di screening nella “zona rossa” di Moliterno

in Emergenza Covid-19

Emergenza Covid-19: partita l’attività di screening nel Comune di Moliterno

È iniziata oggi nel Comune di Moliterno, “zona rossa” sottoposta ad Ordinanza del Presidente della Giunta della Regione Basilicata per il “divieto di allontanamento e di accesso dal territorio comunale”, l’attività dell’Asp di mappatura della popolazione residente nell’ambito di un progetto condiviso con la Regione Basilicata ed esteso a più centri abitati.

Sono state trecento le persone alle quali è stato effettuato il tampone naso-faringeo e il test sierologico. L’attività di screening continuerà fino a domenica 26 aprile e riguarderà mille abitanti, uno per ogni nucleo familiare dell’intero Comune, scelti come componenti più “attivi” incaricati di uscire dalle abitazioni per le esigenze di vita e quindi potenziali vettori del contagio.

“Oggi diamo avvio ad un progetto innovativo voluto dall’Azienda Sanitaria di Potenza e concordato con la Regione Basilicata in quanto affianca due diverse tecniche di indagine – ha spiegato il direttore amministrativo dell’Asp, Giuseppe Spera – la tecnica classica basta sulla ricerca dell’Rna del virus attraverso il tampone oro-faringeo, e una tecnica finalizzata ad individuare lo sviluppo di anticorpi nei cittadini che hanno contratto l’infezione da Covid-19, attraverso un prelievo ematico. Raggiungiamo in questo modo un duplice scopo: quello di individuare persone asintomatiche o paucisintomatiche e quello di capire quanto il virus si è sviluppato all’interno della popolazione di riferimento”.

“Per la prima volta in Italia si svolge un’indagine epidemiologica di questo genere – ha affermato il direttore generale dell’Asp, Lorenzo Bochicchio – proviamo in questo modo a tracciare le direttrici di diffusione del virus e valutare, sulla base di dati statistici, il grado di immunizzazione della popolazione; elemento di conoscenza quanto mai necessario per gestire in maniera corretta la Fase 2”. “Questo screening rappresenta l’ultimo tassello di un percorso virtuoso avviato con l’istituzione delle Unità Speciali Covid-19 – ha aggiunto il direttore generale – che stanno svolgendo in maniera estremamente puntuale e con continuità l’attività di sorveglianza clinica sui cittadini in isolamento domiciliare. Con le USCO abbiamo, altresì, potenziato le squadre deputate all’effettuazione dei tamponi, che offrono risposte tempestive alle istanze di test diagnostici, ed avviato, in maniera massiva, la mappatura delle strutture sanitarie che ospitano condizioni di comorbilità e, più in generale, di fragilità. Ai nostri operatori va il sentito ringraziamento dell’Azienda tutta per la professionalità e il senso di responsabilità che li sta animando in questa stagione di gravi difficoltà”, ha concluso Bochicchio.

“La valenza dello studio che stiamo effettuando ci consentirà, per la prima volta, di vedere e provare a conoscere cosa c’è sotto la punta dell’iceberg, ossia i positivi asintomatici che sono il motivo del perpetuarsi dell’infezione – ha spiegato il direttore sanitario dell’ASP, Luigi D’Angola – Il nostro compito, in previsione dell’avvio della Fase 2, sarà quello di studiare tutto ciò che, fino ad oggi, non è stato possibile analizzare”.

“Moliterno – ha detto l’assessore regionale alla Sanità Rocco Leone – diventa un laboratorio non solo lucano ma addirittura nazionale, perché indagini di questo genere nel corso dell’epidemia non sono state fatte. C’è un lavoro fatto a Vo, sui Colli Euganei, dove sono stati fatti solo i tamponi, mentre a Moliterno ai tamponi aggiungiamo l’esame ematico per vedere ciò che è accaduto nei giorni precedenti, per valutare cioè se ci sono soggetti asintomatici nella popolazione che hanno avuto il coronavirus. Quindi un momento importante che potrà servire a livello nazionale come studio epidemiologico. Con questo tipo di lavoro comincia la fase 2, un momento che arriva dopo i tanti sacrifici dei lucani, che sono stati bravi a stare in casa. Ma anche la Regione ha fatto un grandissimo lavoro: il 50 per cento della mortalità per coronavirus a livello europeo si registra nelle residenze per anziani, in Basilicata attraverso il monitoraggio di tutte le residenze per anziani abbiamo scoperto i focolai a Tricarico e a San Giorgio lucano. È il segno che abbiamo programmato e lavorato bene, evitando tante morti nelle residenze per anziani. Come pure l’istituzione delle unità speciali è stata un’altra eccellenza che ci ha permesso di non snaturare gli equilibri familiari e non ospedalizzare molte persone, che sono rimaste a casa per fare la terapia domiciliare con un monitoraggio continuo da parte del personale sanitario”.

“Questa indagine ci darà risultati importanti – ha affermato il dirigente generale del Dipartimento Politiche della Persona Ernesto Esposito – e stiamo pensando già di estenderla ai reparti di terapia intensiva e di rianimazione. I dati di tutto il campione esaminato avranno un grosso peso a livello nazionale. Siamo la regione a più bassa incidenza di mortalità e siamo pronti a riprendere. Questo vuol dire che, al di là dei numeri contenuti, abbiamo retto bene come servizio sanitario regionale”.

I risultati dei test sugli abitanti di Moliterno saranno disponibili nella prima metà della prossima settimana.

Covid-19, Leone (VIDEO): “A Matera, Potenza e Venosa pronti 234 posti letto”

in Politica

Il componente del governo regionale annuncia l’arrivo di 10 mila test diagnostici rapidi ed evidenzia che tra l’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ e il ‘San Carlo’ sono disponibili 64 posti in rianimazione che possono diventare 90 in caso di necessità

In questo video spiego cosa stiamo facendo, cosa abbiamo predisposto ed il perché di alcune scelte.

Posted by Rocco Luigi Leone on Wednesday, March 18, 2020

“Abbiamo a disposizione 94 posti letto all’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ di Matera, 40 al San Carlo di Potenza e 100 all’Ospedale di Venosa per il ricovero di pazienti affetti da Coronavirus che non presentano ulteriori complicazioni. Per la terapia intensiva possiamo contare su 64 posti, che possono diventare 90 in caso di necessità. Le altre terapie intensive presenti in Basilicata dovranno essere a disposizione di pazienti non affetti da Coronavirus”.

È quanto ha dichiarato oggi in un videomessaggio pubblicato sulla sua pagina facebook l’assessore regionale alla Salute e Politiche sociali, Rocco Leone, per fare chiarezza sulle ultime misure messe in campo dalla Regione per l’emergenza Covid-19.

“Sono in arrivo 10 mila test rapidi che verranno distribuiti tra Potenza e Matera, così da rendere anche la città dei Sassi sede per effettuare test per una diagnosi più celere. I test – ha proseguito – saranno estesi preliminarmente ai sanitari, medici e infermieri, e a chi vive in prima linea l’emergenza, come le forze dell’ordine e la polizia penitenziaria.

Ritengo necessario e doveroso – ha aggiunto Leone – fare chiarezza sulle strategie che la Regione Basilicata, attraverso il lavoro incessante della task force, sta mettendo in atto in questo momento per fronteggiare l’epidemia del Coronavirus. Sulla scelta di Venosa, c’è da chiarire che occorreva individuare strutture senza altri ammalati, per evitare il rischio contaminazione. In questa logica, quella struttura era la più idonea, tanto che gli ammalati presenti sono già stati tutti trasferiti, in totale sicurezza, in altre sedi.

Non era idonea la struttura di Stigliano, dove si trova l’Hospice e dove non possono convivere malati oncologici con pazienti affetti da patologie infettive. Così come non era idonea Tinchi, perché ci sono i lavori in corso e passerebbero mesi prima di rendere agibile la struttura, dotandola anche di impianti per la respirazione artificiale: sarebbe più facile attrezzare un ospedale da campo”.

L’assessore Leone si è poi soffermato sulle sollecitazioni giunte da alcuni primi cittadini: “Molti sindaci hanno proposto alcuni ospedali dei loro territori, altri invece hanno contestato le scelte fatte sui loro territori. A tutti loro ricordo che l’ammalato è un individuo a cui vanno garantiti il massimo rispetto, la necessaria competenza e cure adeguate. E, a proposito di rispetto e cure adeguate, occorre sottolineare che la rianimazione non può essere estesa altrove perché in Basilicata abbiamo carenza di anestesisti, nonostante i tanti avvisi emanati dalle aziende sanitarie. Questa figura professionale, indispensabile per il reparto di rianimazione, è merce rara”.

Il componente del governo regionale, nel suo messaggio, ha fatto un passaggio sui dati, rapportando la situazione lucana a quella della Lombardia: “Noi stiamo lavorando pensando allo scenario più pessimistico, mediante il confronto tra ciò che accade in Lombardia e quello che stiamo vivendo in Basilicata, pur considerando il tasso di popolazione. Tuttavia, dobbiamo ricordare che nella regione del nord si è intervenuti in totale emergenza per contrastare un fenomeno già diffuso, mentre in Basilicata, come nelle altre Regioni del Mezzogiorno d’Italia, stiamo intervenendo già da diversi giorni, mettendo in campo misure restrittive e costringendo i cittadini a stare a casa. I dati diffusi in queste ore sono fisiologici. L’arrivo del Covid-19 nella nostra regione è consequenziale, come lo era il fatto che ci fossero dei casi accertati. Ma sono numeri che non ci devono spaventare perché siamo attrezzati per sconfiggere questa epidemia”. Infine, Leone ha ricordato che permane per i cittadini l’invito a rimanere a casa, così come sono valide tutte le restrizioni indicate nei provvedimenti del presidente Bardi.

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