5 buone pratiche che aiutano a mantenere la mente allenata dopo i 50 anni

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Se è vero che l’età media si è allungata lo è anche che le connessioni neuronali iniziano il loro invecchiamento a partire dai 30 anni. La buona notizia è che questo processo non avviene in modo omogeneo e che, agendo sul nostro stile di vita, possiamo rallentare tale processo. Alcune pratiche, infatti, favoriscono la neuroplasticità del cervello, diventando cruciali soprattutto dopo i 50 anni. In questa fase investire sul proprio benessere mentale significa predisporre il terreno per una migliore qualità della vita che verrà.

Rompere la routine e imparare nuove cose

La tranquillità della routine può essere nemica del nostro cervello, perché lo spinge ad adagiarsi senza compiere alcuno sforzo. Il cambiamento introduce invece un impulso, che incentiva la realizzazione di nuovi schemi mentali. Ecco che intraprendere una passeggiata diversa dal solito per rientrare a casa o modificare la cronologia dei compiti quotidiani pone la mente nelle condizioni di riadattarsi alla novità e di attivarsi.

Sulla base dello stesso principio un’altra buona pratica riguarda l’immergersi in qualcosa di totalmente inedito. È auspicabile iniziare un nuovo hobby oppure seguire un corso per acquisire nuove competenze. Imparare nozioni o sviluppare altre capacità dà origine a nuove connessioni neuronali e la nostra mente ringrazia.

La mente si muove: dalla socialità al dual task

È comprovato che a qualsiasi età le relazioni sociali siano imprescindibili per la salute del cervello. Avere una vita sociale attiva ha effetti positivi sull’umore, ma si configura anche come un continuo stimolo per la mente, che è chiamata ad ascoltare, recepire e condividere. Anche nella semplice organizzazione di un incontro siamo chiamati alla verifica di diversi aspetti che ci inducono a compiere più attività simultaneamente.

Proprio il dual task, cioè la capacità del cervello di gestire un doppio compito, attiva aree cerebrali che rallentano l’invecchiamento. Può essere utile allora effettuare attività che richiedono l’attivazione del corpo e della mente, come ad esempio il ballo, lo yoga o la cucina.

Svagarsi potenziando l’ingegno

Si sa che per restare davvero giovani il vero segreto è non smettere di giocare, soprattutto se parte del divertimento è legato alla capacità di elaborare strategie e calcoli per mettere l’avversario ko. Ben vengano, dunque, tutti quei giochi come sudoku, puzzle e rompicapo che ci aiutano a mantenere alta la concentrazione e il rigore logico. In tal caso anche i classici giochi di carte, come scala 40, oggi disponibili anche in digitale, favoriscono la memoria a breve termine, poiché il giocatore è chiamato a ricordare le carte scartate e quelle raccolte dall’avversario.

Insomma, proprio recuperando quel desiderio di scoperta, che ha caratterizzato la nostra infanzia, e una buona dose di pazienza possiamo predisporre un futuro più roseo per il nostro cervello.