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Giorno della Memoria: ricordare è un dovere morale di tutti

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Giorno della Memoria, Bardi: ricordare è un dovere morale di tutti. L’orrore della Shoah non è paragonabile a nessun altro delitto.

 

“Vanno prese in sera considerazione le preoccupazioni di quanti, a partire dai sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, hanno lanciato un grido d’allarme sul pericolo che con il passare degli anni si possa perdere il significato profondo della memoria dell’Olocausto. Le istituzioni pubbliche devono fare di più per alimentare nella comunità il ricordo del genocidio degli ebrei. Abbiamo il dovere di coltivare la memoria e di educare le giovani generazioni a rigettare la violenza e ad essere protagoniste della vita democratica, del confronto delle idee, del rifiuto di ogni forma di razzismo e di intolleranza. L’orrore della Shoah non è paragonabile a nessun altro delitto. Ricordare è un dovere morale di tutti”.

È il messaggio del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi per il “Giorno della Memoria”.

“Mentre la guerra è tornata alle porte dell’Europa con l’invasione russa dell’Ucraina e con le conseguenze che il conflitto in corso sta determinando sulla vita di tante persone – ha aggiunto Bardi – occorre riaffermare con maggiore forza i valori della nostra Costituzione repubblicana, i principi di libertà e democrazia che l’Occidente ha saputo faticosamente costruire dopo il secondo conflitto mondiale e che oggi rappresentano il riferimento essenziale per immaginare un mondo migliore per le nuove generazioni. Un mondo che proprio facendo tesoro della memoria del passato non deve arrendersi alla violenza e alla sopraffazione per indicare una prospettiva per il futuro”.

Condizioni atmosferiche: “colture gravemente danneggiate”

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Condizioni atmosferiche: “colture gravemente danneggiate” in diverse aree della Basilicata, l’allarme di Quarto (FdI)

“Il tanto atteso inverno è arrivato anche a livello di rigidità di temperature. Le difficili condizioni atmosferiche, come del resto avviene ogni anno, hanno prodotto disagi e danni. Nei giorni scorsi si sono registrate copiose precipitazioni nevose nell’area sud di Potenza, mentre uguali fenomeni di minor entità si sono prodotti a nord della Valle d’ Agri. A Terranova del Pollino si è verificata una pericolosa disavventura per una quindicina di macchine rimaste intrappolate per strada con circa quaranta passeggeri a bordo con la presenza anche di bambini. Per fortuna la situazione è stata risolta dopo circa tre ore. La stessa circolazione ferroviaria in relazione ai collegamenti con la Campania ha subito intoppi e blocchi, tuttora presenti”. E’ quanto evidenzia il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto. “Non solo le infrastrutture e i mezzi di comunicazione sia viaria che per gomma hanno patito i disagi del maltempo, infatti il settore economico maggiormente colpito risulta come al solito – afferma Quarto – quello agricolo.

Le colture ortofrutticole del Metapontino e del Lavellese risultano gravemente danneggiate dalle incessanti piogge giornaliere.

A tal proposito, diventa doveroso prendere atto che i danni non risultano ingenti grazie alla perfetta manutenzione ordinaria dei canali tenuta dal Consorzio di Bonifica. Comunque, nonostante tutto, diventa indispensabile programmare interventi straordinari in grado di alleviare il grave pericolo determinato dall’ingrossamento dei fiumi. Occorre prestare – conclude Quarto – la massima attenzione a fenomeni siffatti per scongiurare ulteriori gravi perdite per l’intero mondo agricolo, da troppo tempo costretto, suo malgrado, a subire una serie irripetibile di congiunture negative.

Scanzano Jonico: pubblica assemblea del PD con l’onorevole Amendola

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“Manca l’assessore all’agricoltura in Basilicata e lo faremo presente al ministro Lollobrigida”, così l’onorevole Vincenzo Amendola (Deputato e commissario regionale in Basilicata del Partito Democratico) in visita a Scanzano Jonico in occasione della pubblica assemblea che ha affrontato, lunedì sera, il tema “Agricoltura e fondi europei”.

Nel corso dell’iniziativa sono stati sviluppati temi strategici, si è discusso della PAC (politica agricola comune), sono state proposte soluzioni e sono state messe in evidenza tante criticità che affliggono il settore.

Il saluto introduttivo è stato affidato al segretario cittadino del Partito Democratico, l’avvocato Rocco Durante, il quale nel passaggio più politico del suo intervento ha fatto cenno all’appuntamento elettorale di primavera quando la città sarà chiamata al voto per eleggere il consiglio comunale e il sindaco. Appuntamento molto atteso dopo il lungo periodo fatto di commissari prefettizi, prima per lo scioglimento legato alle presunte infiltrazioni mafiose; poi per le irregolarità amministrative che hanno indotto le competenti autorità a non proclamare il candidato risultato poi essere il più suffragato, Mario Altieri.
Durante ha detto: “Il Partito Democratico cittadino è già attivo ed è aperto agli altri partiti e movimenti civici. Lo diciamo oggi che è il 23 gennaio quando ancora non c’è nemmeno una data per le elezioni.

Lo diciamo con la consapevolezza che da sempre ci contraddistingue: prima delle persone ci interessano i temi e non certo le postazioni. La città e il benessere dei cittadini sono le cose che vogliamo. Teniamo allo sviluppo sociale ed economico di Scanzano Jonico, queste sono le nostre aspirazioni politiche”.

Il dibattito è stato aperto agli interventi dei componenti del Pd in rappresentanza dei rispettivi territori.

La PAC e le sue straordinarie possibilità, il tema che ha catalizzato l’attenzione, come sottolineato da Vincenzo Montesano (PD Rotondella): uno strumento potente che si sviluppa su assi strategici che sono la sostenibilità – quindi un’agricoltura più verde – e l’equità intesa come inclusione di quelle realtà aziendali medio-piccole che sono il telaio dell’agricoltura italiana e europea.
Salvatore Pecchia (Pd Scanzano Jonico) ha sottolineato invece il valore dell’aggregazione, elemento ineludibile e che si pone come una sorta di pre-requisito di partecipazione per le aziende alle misure. Pecchia ha poi sollecitato l’importanza della progettazione, pertanto ha invocato il ruolo di protagonista che la “Politica” deve tornare ad esercitare evitando deleghe ai tecnici che devono assolvere ad altre funzioni.

“Stiamo vivendo uno dei momenti più importanti, sta per finire la programmazione dei fondi europei sull’agricoltura. Inizia un altro ciclo, quello dei fondi PNRR, questo è il momento della programmazione per un comparto che in Basilicata rappresenta il 10% del pil e il 16% dell’export”, ha detto Amendola ai registratori dei cronisti presenti. E, ancora: “Detto ciò

è uno scandalo che la Basilicata non abbia un assessore all’Agricoltura, lo diciamo al ministro Lollobrigida affinché riunisca il centrodestra e si proceda alla nomina di un assessore regionale.

Agricoltura significa produzione di ricchezza ma anche consumo accurato di acqua e territorio. Significa intervenire sul dissesto idrogeologico. In Basilicata ci sono 30mila piccole imprese e 80mila addetti”.
Quanto alla stretta attualità, ad Amendola è stato chiesto dell’ipotesi che sta facendo molto discutere, cioè la proposta dell’Irlanda di apporre l’etichetta “nuoce gravemente alla salute” sulle bottiglie di vino (e altri alcolici), come accade per la vendita dei tabacchi.
Cosa pensa in merito, onorevole?
“Quella è la posizione dell’Irlanda e noi non la condividiamo. L’uso modico di una sostanza non è una dipendenza”.

Ascoltato a margine dell’iniziativa, Claudio Scarnato, segretario provinciale (Matera) del PD e fra i principali promotori dell’evento ha detto: “Questa sera a Scanzano abbiamo inaugurato un nuovo modo di fare politica: stare piedi per terra sui problemi dei cittadini e sulle necessità vere dell’economia del nostro territorio. È stata una bella e partecipata assemblea nella quale sono stati discussi i problemi più rilevanti del comparto agricolo e dalla quale chiediamo con forza alla Regione Basilicata la nomina dell’assessore regionale all’agricoltura (che manca da quattro mesi) e un attenzione verso e concreta al settore. Il PD continuerà, come questa sera a Scanzano, a girare i territori e incontrare i cittadini: prossima tappa a Tricarico dove parleremo di sanità”.

Azione: “Ripristinare accesso risonanza magnetica al Giovanni Paolo II di Policoro”

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Azione: “Ripristinare accesso risonanza magnetica al Giovanni Paolo II di Policoro”

È inaccettabile la presenza di strumenti all’avanguardia qui nel nostro Ospedale e l’impossibilità da parte dei cittadini di poterne usufruire”

In una nota inviata alla Direzione Generale dell’ASM, all’Assessore alla Sanità Regionale, e per conoscenza al Sindaco quale autorità sanitaria locale, il circolo di Policoro in Azione, attraverso il suo referente Francesco Cirigliano ed il consigliere comunale Vincenzo Ligorio, chiede la riapertura del calendario delle prestazioni di Risonanza Magnetica presso l’Ospedale di Policoro.

“Al netto delle richieste messe in campo in questi mesi dalle associazioni, comitati ed amministrazioni locali – che ringraziamo per il lavoro e l’attenzione costante- per quanto riguarda i disagi nei nostri nosocomi, chiediamo che venga riattivato, nell’immediato, l’ordinario svolgimento della prestazione ambulatoriale specialistica (RMN), importante strumento di diagnosi a cui molti cittadini fanno accesso per la prevenzione di patologie in diversi ambiti, tra cui; neurologico, cardiologico ed oncologico. È inaccettabile, nonché uno spreco di risorse, la presenza di strumenti all’avanguardia qui nel nostro Ospedale e l’impossibilità da parte dei cittadini di poterne usufruire, vedendosi costretti a recarsi in altre strutture, spesso extraregionali, per poter avere questo importante servizio specialistico. Chiediamo, quindi, che venga ripristinato un ordinario calendario di prenotazione, o attingendo come in passato alle convenzioni con AOR. San Carlo, o attraverso la disponibilità costante a recarsi a Policoro da parte dei medici ASM del Madonna delle Grazie. Chiediamo, inoltre, che venga conferito il primario di Radiologia, così come prevede una struttura di unità complessa come quella attribuita al presidio di Policoro, da troppo mancante”.

 

Foto: non si riferisce al fatto descritto nel comunicato stampa,  fonte: PX

Amministratori PD: “Il partito torni ad essere perno di aggregazione”

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Amministratori PD: “Il partito torni ad essere perno di aggregazione”. Superare le correnti e i litigi

Dopo una fase di lunga e triste serie di sconfitte perpetratesi a ogni livello, il Partito Democratico nazionale e in regione ha avviato la sua fase congressuale costituente. La portata della sconfitta e il contesto nel quale si è materializzata rendono questo appuntamento molto importante. Non è un congresso ordinario. Vanno comprese non solo le ragioni di questo risultato ma soprattutto va fatto uno sforzo di elaborazione profondo, coinvolgendo società e territori, che contribuisca a definire bene identità e proposte.
Ancora oggi vediamo tanta confusione, sia nel Paese, sia nel Parlamento, sia nella nostra Regione e purtroppo anche nel nostro partito!
Il combinato disposto del doppio governo di destra, nazionale e regionale, impone alla nostra comunità politica di affrontare con la giusta consapevolezza questo congresso.

Dal 2013 ad oggi il PD, in Basilicata, è passato da circa 80 mila voti a 37 mila e nel 2018 ne avevamo ottenuti 50 mila. In dieci anni il PD ha perso oltre 40 mila voti. Un dato che non può essere ignorato. Nel frattempo, abbiamo perso sul territorio le amministrative in entrambe le città capoluogo e la Regione.

Dobbiamo quindi ripartire nella ricostruzione che deve muoversi su un doppio binario culturale e sentimentale da un lato e organizzativo dall’altro. Le alleanze vengono dopo. Questo è il tempo del “noi” inteso come nuovo PD.
Come amministratori locali delle province di Matera e Potenza, ci stiamo organizzando per partecipare a questa fase congressuale e mettere a disposizione di questa comunità esperienza e passione partendo proprio dai territori, affinché il nostro partito possa rimettersi in cammino anche rispetto alle prossime elezioni, Amministrative prima e Regionali poi, che difatti segneranno la sfida per il futuro.
Lo facciamo non “contro” qualcosa o qualcuno, ma “per” restituire innanzitutto orgoglio di appartenenza e per una evidente e ormai non più rinviabile questione del rinnovamento delle classi dirigenti. Non in una ottica di rottamazione, ma di confronto e collaborazione con la convinzione che per cambiare “rotta” bisogna appunto cercare di cambiare “rotta”.
Oggi, com’è evidente, si registra una preoccupante crisi economica per le famiglie, per le imprese ma, soprattutto per le aspirazioni delle nuove generazioni.
Siamo dentro la più impressionante crisi economica che il mondo Occidentale e l’Italia abbia mai conosciuto e che sta cambiando il modo di vivere, di pensare, di guardare al futuro della collettività.

Dobbiamo dunque lavorare per fare in modo che il PD, dopo tre commissariamenti e la fine traumatica della segreteria Laregina, torni a dialogare e torni ad essere perno di un’aggregazione più ampia che costruisca l’alternativa alle fallimentari politiche della destra.

Su sanità, scuola, trasporti, infrastrutture vogliamo costruire quelle proposte in grado di intercettare non solo il malcontento ma di offrire delle soluzioni concrete.
Sui temi della sicurezza: sicurezza di un lavoro e sul lavoro, sicurezza di assistenza sanitaria, sicurezza di accesso ad un’istruzione di qualità.
Sui temi della transizione ecologica ed energetica, sul rapporto con l’attività estrattiva, sulla tutela dell’ambiente, sulla Zes jonica, sul buon utilizzo delle risorse del Pnrr.
Sul futuro della Stellantis di San Nicola di Melfi che sta vivendo una drammatica situazione per i tanti lavoratori e le tante famiglie della nostra Regione e non solo, delle aree industriali da Tito alla Valbasento.
Sui grandi temi legati all’agricoltura, alla cultura, allo sviluppo locale e al grande patrimonio che abbiamo in ogni singolo paese della nostra Regione, del contrasto allo spopolamento che dobbiamo vincere attraverso azioni che frenino la fuga dei giovani dalla Basilicata che di fatto determina un tangibile crollo demografico dal quale ne deriva un mancato ricambio generazionale, nonché sul mantenimento dei servizi pubblici, giochiamo la partita che riguarda il futuro di questa regione. Un partito autenticamente riformista non può che partire da questi temi per segnare una profonda discontinuità sia con il presente ma anche con oggettivi errori compiuti dai nostri governi che ci hanno alienato consensi e attenzione da parte degli elettori.

Il PD deve tornare ad avere una sua forma partito che riesca nuovamente a radicarsi tra le persone e nella società, superando le correnti, i litigi, e quelle dichiarazioni “gratuite” che molto spesso si fanno a solo danno del nostro partito.

C’è da ripristinare un rapporto di fiducia, che si recupera sulla base della credibilità di un partito che si mette in cammino partendo da chi fa delle proposte e non da chi sa soltanto insultare; partendo da chi ha delle idee e non soltanto polemiche.
E’ da qui che parte il recupero di una identità forte per poi aprire successivamente un confronto politico programmatico con tutte quelle forze politiche che, come noi, intendono offrire un’alternativa e una nuova opportunità alla Lucania.
Per essere efficace questo percorso occorre ricercare, assieme, una figura che, scevra da preconcetti e diffidenze, ci aiuta a scegliere dove vogliamo andare e ci motiva nelle nostre azioni, avendo sempre di mira la tenuta di un rapporto coeso e unitario nel partito, nella società e tra le forze politiche, così come ci ha insegnato il compagno Antonio Luongo!
Un leader, il più possibile condiviso, che dia corpo alla politica che abbiamo sempre sognato, che si appassioni a questo progetto di ricostruzione e che non usi la sua funzione come trampolino di lancio per proprie cariche elettive.
Seneca sosteneva che la vita si divide in tre tempi: presente, passato e futuro. Di questi il presente è brevissimo, il futuro dubbioso, il passato certo.
E poiché abbiamo certezza del passato, vogliamo che questo tempo, brevissimo, sia utilizzato per cambiare e costruire un partito rinnovato che sia capace di dare voce ai territori e sappia riprendersi la funzione di guida in uno schieramento politico di un centrosinistra largo che provi a guardare nuovamente ad una prospettiva di sviluppo e ad un nuovo progetto per la società di Basilicata.
#insiemepossiamo

Voragine a Montalbano: “ricognizione dei locali utili per eventuali esigenze abitative”

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Voragine a Montalbano: “ricognizione dei locali utili per eventuali esigenze abitative”

Nell’esprimere piena e totale solidarietà ai nostri concittadini che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per una grossa voragine apertasi in via Sant’Antuono, comunichiamo pure che abbiamo inoltrato come gruppo consiliare una interrogazione urgente e scritta, sperando di ricevere almeno una nota di riscontro, alla Amministrazione comunale, con la quale suggeriamo loro un percorso finalizzato all’acquisizione di locali per fare fronte a situazioni, volta per volta ed in via temporanea, di disagio sociale oppure calamità naturali oppure eventi imprevedibili, come è il caso, purtroppo, che abbiamo dovuto registrare nei giorni scorsi.

L’Amministrazione comunale si è dotato infatti nei mesi scorsi di un Regolamento che prevede, onde evitare situazioni di abbandono di beni immobili, urbani o fondiari, che possano causare danni a persone o a cose, la requisizione di tali beni per fini privati o pubblici.

Proprio a tale Regolamento si potrebbe mettere mano con urgenza per una ricognizione dei locali ricadenti in tale ipotesi, al fine di poter contare su un numero adeguato, case eventualmente da sistemare con sollecitudine nel caso non fossero utilizzabili da subito, e tenute a disposizione per le più svariate esigenze che si dovessero presentare.

Voragine a Montalbano Jonico: sgomberate precauzionalmente sei famiglie

Leonardo Rocco Tauro, consigliere comunale Montalbano, La Città Che Vogliamo

Scarnato Pd: “Si ripristini la linea ferroviaria Nova Siri – Metaponto – Taranto”

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Scarnato Pd: “Si ripristini quanto prima la linea ferroviaria Nova Siri – Metaponto – Taranto”

 

Ferrovie della Magna Grecia addio. Con grande rammarico devo sottolineare un grave disservizio a cui sono sottoposti tutti i residenti del metapontino. Infatti, dal primo gennaio è stata soppressa ogni forma di collegamento ferroviario da e per Taranto, di conseguenza anche da e per Metaponto (foto apertura) dove ricordiamo parte e arriva il Freccia Rossa “Taranto-Torino” che sale lungo lo Stivale attraversando le stazioni di Ferrandina, Potenza, Salerno, Napoli, Roma Termini, Firenze, Bologna, Milano per giungere a Torino e ritorno. Fino allo scorso 31 dicembre un servizio sostitutivo delle Ferrovie dello Stato garantiva su gomma i collegamenti da Nova Siri, da Policoro e da Scanzano Jonico a costi anche accessibili e popolari. Basti dire che da Scanzano Jonico a Metaponto il servizio mattutino del sostitutivo regionale consentiva con partenza alle 5.40 di arrivare in tempo a Metaponto per le 6 per agganciare il Freccia Rossa pagando un biglietto di 1,30 euro. Ora tutto questo non esiste più. Le nostre stazioni sono “binario morto”, senza treni regionali. Immagino e conosco tanti nostri corregionali che dallo Jonio lucano si recano a Taranto per studio o per lavoro e che oggi sono costretti ad usare l’auto, aumentando i costi, il pericolo di stare su strada due volte al giorno nonché le emissioni di Co2. Ho interpellato pertanto il nostro capogruppo in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli che presenterà una interrogazione urgente all’assessore regionale ai Trasporti, Donatella Merra per sanare immediatamente questa incresciosa e paradossale situazione che vede tagliato fuori il Metapontino dalla linea ferroviaria e dai grandi corridoi dell’alta velocità. La stessa cosa ho chiesto al nostro deputato, l’onorevole Enzo Amendola, affinché si attivi presso il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Il compito di chi, come il sottoscritto, fa politica è soprattutto quello di ascoltare i cittadini, recepirne le istanze e rivolgersi a chi di dovere per trovare soluzioni.

Nota stampa di Claudio Scarnato (foto a sx) , segretario PD Provincia di Matera

Numero chiuso Medicina? Favorevole il governatore della Basilicata Vito Bardi

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Numero chiuso Medicina? Favorevole il governatore della Basilicata Vito Bardi

Sull’opportunità di rivedere il “numero chiuso” alla facoltà di Medicina, in  questi giorni,  si è espressa la sottosegretaria Augusta Montaruli, molto vicina alla premier Giorgia Meloni.“Abolire il test di ingresso alla facoltà di medicina? Lo vogliamo di sicuro rivedere” ha detto intervistata a Un giorno da pecora su Rai Radio2.
Il tema della carenza di medici è oggetto di attenzione ministeriale, l’Italia è sempre più a corto di camici bianchi e ora dal Ministero dell’Università “si studia il modo per superare il numero chiuso alla facoltà di Medicina”. Nei giorni scorsi, come riportato dalla stampa nazionale, la ministra Anna Maria Bernini con una lettera al Corsera – notizia ripresa anche da Repubblica –  ha annunciato l’istituzione di una commissione che dovrà fornire proposte sul “come” entro la primavera. Il gruppo di lavoro è presieduto da Eugenio Gaudio, ordinario all’Università La Sapienza di Roma.

 

“L’istituzione di una apposita commissione che, entro la prossima primavera, valuterà la possibilità di modificare l’accesso programmato alla facoltà di Medicina soddisfa finalmente una istanza che viene da più parti e che sosteniamo convintamente”. È quanto dichiara il presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi, commentando la recente iniziativa del ministro dell’Università Annamaria Bernini.

“La carenza di personale medico – aggiunge – sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari regionali che spesso non riescono a garantire nei tempi sperati l’erogazione delle prestazioni ai cittadini, con tutto ciò che ne consegue anche in termini di carico di lavoro per gli stessi specialisti nei reparti ospedalieri. La pandemia con cui stiamo ancora convivendo – prosegue il presidente – ha messo maggiormente in evidenza la necessità di potenziare i sistemi sanitari, con particolare riguardo alla medicina territoriale. Tuttavia, per riuscire a raggiungere questo risultato, in linea con quanto è stato programmato nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza che ridisegna la rete assistenziale e dei presidi territoriali, abbiamo bisogno di rivedere una volta per tutte i criteri legati all’accesso alla facoltà di Medicina – che grazie alla mia Giunta per la prima volta nella storia è anche in Basilicata – per disporre di un adeguato numero di specialisti da collocare sul territorio e negli ospedali. Nella fascia che va ai 23 ai 54 anni, proprio per effetto del numero programmato, è ben visibile il numero inferiore di medici rispetto agli specialisti con una età più avanzata. Inoltre, da qui ai prossimi 7 anni – conclude Bardi – andranno in pensione circa 48 mila medici che andranno sostituiti per evitare di appesantire il Sistema sanitario nazionale che invece deve essere potenziato per andare incontro ai bisogni di salute dei cittadini. Sono dati eloquenti che dimostrano l’utilità di un gruppo di lavoro che approfondisca la questione per assicurare una programmazione lungimirante in materia di reclutamento del personale nel comparto sanitario”.

Foto da PX

 

Consiglio provinciale Matera su Sanità e criticità

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Consiglio provinciale Matera su Sanità e criticità: “La sanità non è né di destra, né di sinistra”

Un tavolo istituzionale per aprire un confronto serio sulle criticità della sanità, in particolare di quella del materano, e un invito al confronto con i rappresentanti del territorio prima della presentazione della bozza del nuovo piano sanitario regionale.

Sono queste, in estrema sintesi, le richieste che il Consiglio provinciale di Matera, aperto ai sindaci del territorio e celebrato nella mediateca comunale di Pisticci scalo, ha recapitato sia alla Regione Basilicata che all’Agenas, per il tramite di una delibera condivisa e approvata all’unanimità nella quale si recepiscono proposte e criticità segnalate dai primi cittadini della provincia.

Alla massima assemblea provinciale hanno partecipato in maniera massiccia non solo i sindaci (ben 25 quelli presenti), ma anche i cittadini e numerose associazioni territoriali, unitamente ai rappresentanti di numerose strutture sanitarie private accreditate e ai consiglieri regionali Luca Braia, Pasquale Cariello e Roberto Cifarelli.

Il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, ha chiesto “unità, sinergia e condivisione nell’interesse di tutti i cittadini, non solo quelli del territorio provinciale di Matera, ma di tutta la regione. La nostra è una battaglia che riguarda il sistema lucano nel complesso, perché salvare la sanità materana vuol dire salvare anche quella regionale. Dobbiamo evitare che i lucani siano costretti a recarsi in strutture extraregionali, circostanza questa che incide economicamente anche sulle casse regionali oltre che sulle tasche dei cittadini.

Chiediamo che la discussione sul nuovo piano sanitario regionale si avvii nei tempi giusti e con il coinvolgimento di tutti i territori affinché questa opportunità sia concreta per tutti. Nel contempo, però, segnaliamo anche che ci sono criticità e disservizi nell’offerta sanitaria, che andrebbero subito affrontati”.

Marrese ha concluso sottolineando: “La sanità non è né di destra, né di sinistra: da parte nostra non c’è alcuna volontà di polemizzare, ma solo la consapevolezza che bisogna agire. Per questo abbiamo voluto aprire un momento di confronto, con l’obiettivo di provare a dare tutti, insieme, un contributo per migliorare il sistema sanitario”.

Al Consiglio erano stati invitati anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, l’assessore alla Sanità, Francesco Fanelli, e il direttore generale dell’ASM, Sabrina Pulvirenti: nessuno dei tre, però, era presente anche se l’assessore Fanelli ha inviato una lettera nella quale, oltre a scusarsi per l’assenza, ha evidenziato “una completa disponibilità all’ascolto e al confronto”, invitando sindaci e consiglieri “presenti a trasmettermi gli eventuali spunti di riflessione e di intervento che emergeranno in questa ulteriore preziosa occasione, per continuare ad attenzionare la tematica ed impostare in modo partecipato e condiviso, le future linee di programmazione che possano rivelarsi quanto più risolutive possibile”.

I consiglieri regionali di opposizione, Braia e Cifarelli, hanno chiesto maggiore condivisione e confronto sul tema della sanità e un deciso cambio di passo nella gestione di un diritto che, hanno evidenziato, “non ha colore politico”.

Il consigliere regionale di maggioranza, Cariello, ha definito “sbagliato il comportamento di Bardi e Fanelli che non sono venuti qui, questa sera”, ed ha preannunciato la convocazione di “una delegazione di sindaci in Commissione Sanità, affinché, prima che venga presentato il nuovo piano sanitario regionale, in quella sede si approvi un documento con proposte e impegni”.

Il presidente Marrese ha chiesto che della delegazione preannunciata da Cariello facciano parte anche i sindaci di quei comuni del materano che ospitano strutture sanitarie.

Dopo gli interventi di natura politica e istituzionale, numerosi sono stati anche quelli dei rappresentanti di strutture private accreditate, comitati, associazioni e medici.

Il video integrale della seduta è disponibile al link 

Fanelli su sanità e strutture private: “molti più fondi rispetto al 2019”

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Fanelli su sanità e strutture private: “molti più fondi dalla Regione Basilicata rispetto al 2019. Sospendere protesta”

 

“In riferimento alle questioni sollevate dalle strutture sanitarie private regionali accreditate istituzionalmente ai sensi della LR n.28/2000 e s.m.i. si precisa che la necessità di assicurare i Livelli Essenziali uniformi di Assistenza (LEA) e il diritto di libera scelta dell’utente nella scelta del luogo di cura deve trovare un equo bilanciamento nell’azione amministrativa di governo del settore che tenga conto della pretesa degli assistiti alle prestazioni sanitarie, con la connessa salvaguardia del diritto alla salute sancito dall’art.32, comma 1, della Costituzione e del mantenimento degli equilibri finanziari, della razionalizzazione e del controllo della spesa sanitaria, che – come noto – non può contare su risorse illimitate.

A tal riguardo, si precisa che nell’anno 2019, ai sensi dell’art.15 comma 14 del DL n.95/2012, il Tetto di spesa complessivo regionale annuo per le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate dalle strutture private accreditate, era pari a circa 28,5 milioni di euro e di ulteriori risorse di cui alla LR n.18/2018.

Negli anni 2020 e 2021, ai sensi dell’art.45 comma 1 ter del DL n.124/2019, tale importo era incrementato di un ulteriore 2% per effetto della certificazione positiva dell’equilibrio economico finanziario del SSR rilasciata dal MEF (circa 29 milioni di euro) e di ulteriori risorse per garantire il pagamento delle prestazioni erogate negli anni 2020 e 2021.

Per l’anno 2022, con la LR n.29/2022, la Regione Basilicata, prevedeva risorse aggiuntive per il privato accreditato pari a 5 milioni di euro, con la finalità di ridurre le liste di attesa che inevitabilmente nel biennio 2020-2021 si sono allungate in maniera significativa a causa dell’emergenza pandemica Covid.
Pertanto, le risorse messe a disposizione nell’anno 2022 per le Strutture private accreditate ammontavano complessivamente a circa 34 ml di euro.
Tale importo sarà confermato anche per l’anno 2023, previa modifica della LR n.29/2022.

Non esiste, dunque, alcun ostacolo, di origine economico-finanziario, alla erogazione, a partire dal mese di gennaio 2023, con oneri a carico del SSR, delle prestazioni di specialistica ambulatoriale erogabili da parte delle Strutture private accreditate.
Pertanto, si invitano le stesse a sospendere la protesta al fine di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

Per quanto attiene all’anno 2022, è importante sottolineare che ad oggi i dati degli ultimi mesi dell’anno non sono ancora disponibili in Regione, in considerazione delle scadenze naturali dei flussi informativi che – anche a livello Nazionale – prevedono la chiusura delle rendicontazioni alla fine del primo trimestre dell’anno successivo, compresa la rendicontazione della mobilità sanitaria interregionale.
Infatti, al fine di risolvere le questioni sollevate dalle strutture private accreditate per le prestazioni erogate nell’anno 2022, la Direzione Generale per la Salute e le Politiche della Persona ha convocato un incontro con i rappresentanti delle citate Strutture in data 11 gennaio 2023, avente oggetto “aggiornamento remunerazione 2022 e programmazione 2023”.

Si sottolinea, infine, con i dati di seguito riportati, l’impegno della Regione Basilicata in merito a tale tematica, considerato che sono stati erogati, dall’anno 2014 all’anno 2018 circa 28,5 milioni di euro annui; nell’anno 2019 circa 28,9 milioni di euro, nell’anno 2020 circa 32 milioni di euro complessivi, incluse le risorse aggiuntive, nell’anno 2021 circa 37,2 milioni di euro complessivi, incluse le risorse aggiuntive e nell’anno 2022 circa 34 milioni di euro, incluse le risorse aggiuntive.

Lo afferma in una nota il vicepresidente della giunta regionale e assessore alla salute e alle politiche della persona, Francesco Fanelli.

 

Sanità: strutture private accreditate verso lo sciopero

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