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Araneo e Verri: Tavolo di crisi regionale con trasportatori e agricoltori

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Crisi energetica. Bardi ascolti l’appello dei sindaci del Vulture e degli agricoltori. Camion e trattori fermi, diciassette Comuni chiedono un tavolo di crisi alla Regione

Da giorni, anche nella nostra regione, trasportatori e agricoltori protestano a oltranza perché i conti non tornano più, e a darne voce istituzionale sono stati i sindaci di diciassette comuni, da Melfi a Venosa, da Lavello a Rionero, che hanno scritto al Presidente Bardi e alla Giunta chiedendo un incontro urgente e l’istituzione di un tavolo di crisi per conto degli stessi operatori.

Questa richiesta fa seguito alle numerose proteste che, dal Metapontino al Vulture, hanno mobilitato gli agricoltori lucani.

Facciamo nostra questa proposta, senza esitazioni. Ed è un fatto che a preoccuparsi per primi siano stati i sindaci e non la stessa Giunta regionale. Possibile che per rilevare un disagio così evidente sia stata necessaria una protesta a oltranza? Possibile che chi governa una Regione non si accorga di interi comparti che stanno manifestando a oltranza? Il Presidente Bardi ha l’occasione di dimostrare ascolto e attenzione verso la comunità che amministra. La convocazione deve arrivare subito, non tra settimane.

C’è poi una contraddizione che da sempre denunciamo. La Basilicata è la regione che estrae petrolio, che mette a disposizione del Paese il proprio sottosuolo, con tutti i costi ambientali e sanitari che ne derivano.  Eppure la crisi energetica qui si sente esattamente come altrove, anzi per molti versi di più, come dimostrano tutti i dati socio-economici che riguardano la nostra regione.

Per anni ci hanno ripetuto che royalties e compensazioni avrebbero cambiato la vita delle lucane e dei lucani. Bardi, qualche anno fa ha avuto anche il coraggio di sostenere che il Bonus gas sarebbe diventato l’incentivo che avrebbe evitato lo spopolamento. Anzi, che avrebbe reso la Basilicata attrattiva. Oggi chi vive e lavora in Basilicata non vede nulla di tutto questo. Dove sono i risultati? Dove sono le misure strutturali per alleggerire il peso dell’energia su chi produce e fa impresa in una terra che l’energia la regala al Paese?

Non servono altri annunci né rinvii. Chiediamo al Presidente e alla Giunta di convocare subito il tavolo di crisi, con i rappresentanti di trasportatori e agricoltori; di presentare in tempi brevi un piano di interventi concreti per i comparti più colpit e di riferire senza ritardi in Consiglio regionale.

Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

Agricoltura. Centrosinistra regionale: la Basilicata arranca mentre la Puglia annuncia risorse concrete

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Agricoltura, Consiglieri regionali del centrosinistra: “Cicala conferma che non ci sono risorse. La Basilicata arranca mentre la Puglia annuncia misure concrete”

“La conferenza stampa dell’Assessore Cicala ha chiarito un dato preoccupante: per l’emergenza dei costi di produzione, in Basilicata non ci sono ancora risorse aggiuntive formalmente stanziate. Dopo settimane di proteste e richieste, alle imprese agricole vengono prospettate ipotesi e linee di intervento, ma mancano importi, tempi e provvedimenti concreti”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali del centrosinistra Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello commentando le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala.

“Le difficoltà del comparto sono note: gasolio, fertilizzanti, acqua, credito e redditi sempre più bassi. Eppure, mentre in Puglia sono stati annunciati 10 milioni di euro per il carburante agricolo e 20 milioni per le filiere, in Basilicata si continua a parlare di verifiche, coperture da individuare e iniziative da proporre. L’assessore ammette che le risorse non ci sono ancora, ma le aziende non possono aspettare i tempi della burocrazia”.

“E soprattutto continua il gioco delle parti tra l’assessore Cicala e il presidente Bardi, che ormai sembra vivere un’altra realtà della Basilicata, lontana dalle difficoltà quotidiane delle imprese agricole e dei cittadini. Mentre gli agricoltori chiedono risposte urgenti, dalla Regione arrivano soltanto annunci e rinvii”.

“C’è poi un problema di credibilità politica. Sono in molti ad aver chiesto le dimissioni dell’assessore, anche esponenti della sua stessa maggioranza dopo il voto contrario di Cicala al bilancio di previsione della Regione di cui è componente. In questo quadro, ci auguriamo che il vuoto di risposte non venga coperto da annunci e assegnazioni solo apparenti, come già accaduto in passato: somme indicate per il comparto agricolo e poi sottratte nel corso di successive manovre”.

“La Regione dica con chiarezza quali risorse intende mettere a disposizione, con quali tempi e attraverso quali strumenti. Per questo chiederemo la convocazione dei comitati spontanei degli agricoltori nelle commissioni consiliari competenti e delle organizzazioni agricole, affinché possano rappresentare direttamente le proprie richieste. Il mondo agricolo ha bisogno di essere ascoltato, ma soprattutto di risposte verificabili e immediate”.

Agricoltura e caro energia. Cicala: al momento non ci sono risorse aggiuntive

Cia-Agricoltori Italiani Basilicata: basta rimpalli la Regione si assuma le responsabilità

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L’organizzazione agricola, oggi a Roma per la seconda giornata della mobilitazione nazionale, non ritiene esaustive le dichiarazioni dell’assessore Cicala: «Basta rimpalli di responsabilità, la Regione deve assumere impegni concreti»

La Cia-Agricoltori Italiani Basilicata in merito alle dichiarazioni dell’assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala, rese in occasione della conferenza stampa di oggi, non riesce a capire i motivi dei nuovi rinvii. L’organizzazione, impegnata da oggi nella seconda giornata di mobilitazione nazionale con il presidio a Roma davanti al Parlamento, giudica insufficienti le risposte arrivate dalla Regione alle emergenze denunciate dal mondo agricolo lucano.

Nel mirino, innanzitutto, il metodo istituzionale adottato dall’assessore. «Non condividiamo un’impostazione che continua a chiedere interventi al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, come se l’assessore non fosse egli stesso parte integrante del Governo regionale. È un metodo che non aiuta a risolvere le emergenze, ma rischia piuttosto di tradursi in un rimpallo di responsabilità, mentre le questioni poste dagli agricoltori richiedono risposte complessive e impegni condivisi da parte dell’intera Giunta».

Ma le perplessità della Cia Agricoltori Italiani Basilicata riguardano soprattutto i contenuti. «Abbiamo riascoltato proposte già presentate nel recente Tavolo Verde, senza che venissero indicate le risorse finanziarie necessarie per affrontare le criticità più urgenti, a partire dal caro gasolio agricolo. Senza coperture economiche e tempi certi, gli annunci non bastano a sostenere le imprese».

A rendere ancora più evidente la distanza tra le esigenze delle aziende e le risposte istituzionali è, secondo la Cia Agricoltori Italiani Basilicata, quanto avvenuto proprio oggi in Puglia, dove la Regione ha stanziato 30 milioni di euro a sostegno del comparto agricolo.

«È questo il punto sul quale i conti non tornano: mentre gli agricoltori lucani chiedono interventi immediati e risorse adeguate, altrove arrivano segnali concreti. Non si tratta di alimentare contrapposizioni tra territori, ma di capire perché in Basilicata non si riesca ancora a dare risposte finanziarie proporzionate alla gravità della situazione».

Per la Cia-Agricoltori Italiani Basilicata, il caro carburanti e le altre difficoltà che gravano sulle aziende non possono essere affrontati con il solo confronto istituzionale, senza un piano operativo e risorse dedicate. Le imprese hanno bisogno di misure tempestive per contenere i costi di produzione e salvaguardare la continuità delle attività, già messe sotto pressione dall’aumento delle spese e dalla riduzione dei margini.

Per queste ragioni, l’organizzazione conferma che la mobilitazione proseguirà sia a livello nazionale sia in Basilicata. La richiesta alla Regione è chiara: superare le dichiarazioni di principio, individuare le risorse disponibili e assumere impegni verificabili sulle priorità indicate dal settore.

«Gli agricoltori non possono più aspettare. Servono risposte concrete, piena consapevolezza della gravità della situazione di emergenza che vive il mondo agricolo, non altri rinvii», è la posizione della Cia Agricoltori Italiani Basilicata, che chiede al Governo regionale di farsi carico unitariamente dell’emergenza e di passare dalle proposte agli interventi.

 

Agricoltura e caro energia. Cicala: al momento non ci sono risorse aggiuntive

Il Coordinamento Agricoltori Basilicata chiede le dimissioni di Cicala

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Oggi l’assessore Cicala ha annunciato 20 milioni di euro per il caro gasolio. Ha poi aggiunto di non sapere se esistono e di non sapere quando arriverebbero. È la sintesi di mesi di gestione: annunci senza atti, promesse senza date, conferenze stampa senza delibere.

Il CAB chiede le dimissioni di Cicala e pone tre condizioni al presidente Bardi: delibera firmata, copertura di bilancio certificata, data di erogazione. Entro 48 ore.

Siamo in piazza. Non per protestare. Per proporre e per certificare il fallimento di chi ha avuto mesi per agire e ha scelto gli annunci.

Restiamo disponibili per interviste, approfondimenti e materiali aggiuntivi.

Coordinamento Agricoltori BasilicataIl presidente Pasquale Bruno

Di seguito il testo

Produciamo petrolio. Non riusciamo a pagare il gasolio. Qualcuno ci spieghi perché.

La Basilicata è la prima regione petrolifera d’Italia. Ogni anno estrae risorse dal suo sottosuolo che finanziano il paese intero. Eppure oggi i suoi agricoltori non riescono a sostenere il costo del gasolio per lavorare i campi. E l’assessore all’agricoltura annuncia 20 milioni per risolvere il problema, poi aggiunge che non sa se ci sono e non sa quando arrivano.

Questa non è una crisi. È un paradosso. Ed è una vergogna.

Lo avevamo previsto. Lo diciamo da mesi: in questa regione gli annunci sostituiscono i fatti. Le conferenze stampa sostituiscono le delibere. Le promesse sostituiscono i pagamenti. Cicala oggi lo ha confermato lui stesso, davanti alle telecamere, senza rendersene conto.

Ci state prendendo in giro. Lo diciamo senza insulti e senza rabbia cieca. Lo diciamo come fatto: ogni volta che abbiamo sollevato un problema, abbiamo ricevuto un annuncio. Mai un atto. Mai una firma. Mai una data certa.

Chiediamo le dimissioni di Cicala. Non per punizione. Perché chi annuncia 20 milioni che non sa se esistono, dopo mesi di crisi conclamata, non ha più gli strumenti per guidare il cambiamento. Quando il modello fallisce, si cambia chi lo gestisce.

Chiediamo a Bardi di passare dalle parole agli atti. Le condizioni sono tre. Delibera firmata. Copertura di bilancio certificata. Data di erogazione definita. Entro 48 ore. Senza questi tre elementi, i 20 milioni non esistono. Esistono solo sulla carta di una conferenza stampa.

Siamo in piazza. Non per protestare. Per proporre e per certificare il fallimento di chi ha avuto mesi per agire e ha scelto gli annunci. I conti li sappiamo fare. E sappiamo anche presentarli.

Policoro. Scarcia replica a Maiuri: nessuna criticità contabile ma controllo di routine da parte della Corte dei Conti

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Osservazioni della Corte dei conti sul rendiconto 2024, l’assessore Massimiliano Scarcia: «Nessuna criticità contabile, solo un controllo di routine interpretato con superficialità in modo strumentale».

 

«Leggere la pronuncia della Corte dei conti sul Rendiconto 2024 solo per evidenziarne le criticità, è un’operazione facile. Leggerla per intero, considerando anche le risposte e gli atti già messi in campo dall’Amministrazione comunale, è un esercizio di correttezza istituzionale». A rimarcarlo è l’assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, dopo la polemica strumentale sollevata dalla minoranza. «Facciamo un esempio semplice -sottolinea Scarcia- leggere il foglietto illustrativo di un farmaco soffermandosi esclusivamente sulle controindicazioni, significa ignorare le indicazioni, le precauzioni e le raccomandazioni per affrontare i possibili problemi. Il risultato è un’informazione incompleta e, proprio per questo, fuorviante. Lo stesso vale per la pronuncia della Corte dei conti. I rilievi vanno presi sul serio, ma nella stessa nota sono richiamati anche atti e iniziative attraverso i quali l’Amministrazione comunale ha dato riscontro alle raccomandazioni, avviando interventi concreti sulle questioni segnalate.

Proprio qui sta la differenza tra chi amministra e chi si limita alla polemica sterile. Governare significa affrontare i problemi, assumersi responsabilità e trasformare le criticità in azioni concrete. -rimarca Scarcia- Per questo

il Comune ha messo in campo una serie di azioni con la duplice finalità di incrementare gli incassi e offrire ai cittadini la possibilità di pagare senza interessi e sanzioni.

Vanno in questa direzione la pace fiscale, l’adesione alla rottamazione quinquies e il rafforzamento della riscossione coattiva attraverso un concessionario privato. Questo non significa ignorare le osservazioni della Corte dei conti, che meritano attenzione e risposte puntuali. -prosegue Scarcia- ma raccontare correttamente le criticità ma anche il lavoro svolto per affrontarle, considerando anche il contesto operativo in cui il Comune ha gestito importanti interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), per i quali la stessa Corte dei conti di Basilicata ha elogiato l’efficienza dell’Amministrazione guidata dal sindaco Enrico Bianco (con delibera delibera n. 14/2026/Inpr)». In conclusione, l’assessore Scarcia rileva l’evidente incoerenza politica del consigliere Maiuri, che ha sollevato la questione:

«In Consiglio Maiuri ha espresso voto favorevole sul tema -ricorda Scarcia- è legittimo chiedersi perché oggi ne proponga una lettura esclusivamente allarmistica.

Le posizioni assunte nelle sedi istituzionali, dovrebbero essere spiegate con la stessa chiarezza con cui si muovono le critiche pubbliche. L’Amministrazione non deve sottrarsi alle osservazioni della Corte, ma dimostrare con gli atti di saperle affrontare. Ed è proprio questo che i cittadini hanno diritto di conoscere. Non basta dichiararsi favorevoli in linea di principio al risanamento dei conti e al miglioramento della riscossione -insiste Scarcia- occorre poi assumersi la responsabilità di sostenere, con il voto, gli atti concreti che perseguono questi obiettivi. A tal proposito, lo stesso consigliere Maiuri ha espresso voto contrario quando si è trattato di deliberare l’affidamento della riscossione al concessionario privato (delibera di consiglio comunale n. 19 del 14 giugno 2025).  Quando alle dichiarazioni non corrispondono i voti sugli specifici provvedimenti, i cittadini hanno diritto di chiedere spiegazioni. Quindi non soltanto le criticità evidenziate, ma anche le misure adottate per superarle. È questa la differenza tra un’opposizione che esercita seriamente il proprio ruolo, controllando, avanzando proposte e indicando alternative. L’Amministrazione ha il dovere di rispondere dei propri atti e migliorare dove necessario. L’opposizione ha il diritto e il dovere di controllare, ma anche la responsabilità di essere chiara sulle proprie proposte e coerente nelle proprie posizioni. Perché governare significa dare risposte. Fare opposizione significa contribuire al confronto con serietà e contenuti. -conclude Scarcia- La polemica, da sola, non risolve i problemi della città».

 

Maiuri: “la Corte dei Conti riaccende i riflettori sui conti del comune di Policoro”

Maiuri: “la Corte dei Conti riaccende i riflettori sui conti del comune di Policoro”

in Politica
Dopo i rilievi sul rendiconto 2023, anche l’esame del 2024 evidenzia problemi rilevanti. Questioni che si trascinano e interrogativi che attendono risposte. È questo il quadro che emerge dagli atti della Sezione regionale di controllo per la Basilicata relativi alla gestione finanziaria del Comune di Policoro.
Nel merito, e per essere quanto più corretti e leali possibile, occorre ricordare che con la deliberazione n. 12 del 3 febbraio 2026, la Corte aveva giudicato inadeguate le misure correttive adottate dall’Amministrazione dopo i rilievi sul rendiconto 2023. Con la successiva deliberazione n. 96 del 23 luglio 2026, sono state ulteriormente evidenziate importanti criticità riguardanti il rendiconto 2024, la gestione della liquidità, gli accantonamenti di bilancio, i tempi di pagamento e la trasparenza amministrativa.
Non si tratta di interpretazioni politiche, non si tratta di critiche da parte della minoranza, ma di rilievi evidenti contenuti in atti ufficiali della magistratura contabile.
Nello scorso Consiglio comunale di giovedì 1° ottobre si è consumato un aspro confronto tra me e il Sindaco, che mi avrebbe accusato di fare «terrorismo psicologico» sui bilanci dell’Ente. Ma non sono io a sostenere che qualcosa non funzioni: sono i rilievi della Corte dei conti, formulati in due distinti provvedimenti, a richiamare l’Amministrazione su criticità che non possono essere sottovalutate. Non è una questione di maggioranza o opposizione, né di bandiere da sventolare. È una questione di serietà, responsabilità, trasparenza e rispetto verso i cittadini. La realtà non si annulla con le giustificazioni, con le polemiche, le offese o le accuse, e la responsabilità di chi amministra non si esaurisce nella sterile difesa politica. Su questi temi servono compostezza, risposte di merito e interventi concreti, perché in gioco non c’è il destino di una parte politica, né il futuro politico di qualcuno degli attori in campo, ma il futuro di Policoro e quello dei nostri figli.
Tra gli aspetti più delicati c’è la riapprovazione del rendiconto 2024, avvenuta nel novembre 2025. La Corte ha espresso perplessità sulla mancanza di motivazioni adeguate a sostegno delle riduzioni degli accantonamenti che hanno contribuito a ridurre il disavanzo dichiarato, richiamando il Comune ai principi di veridicità, prudenza e continuità dei bilanci. Nel successivo controllo, la Corte ha ribadito che le spiegazioni fornite dal Comune non risultavano adeguatamente dimostrate negli atti, riservandosi di verificare il superamento di queste criticità negli anni a venire. Ancora più significativo è il dato relativo alla cassa, che racconta difficoltà persistenti. La Corte ha richiamato espressamente il Comune sulla necessità di limitare l’utilizzo della cassa vincolata a situazioni eccezionali e temporanee, assicurando il tempestivo reintegro delle somme. Ha inoltre evidenziato il carattere sistematico di questa situazione, già riscontrata in occasione del controllo sul rendiconto 2023. Quando una criticità viene rilevata in esercizi successivi, la domanda non può essere soltanto quali misure siano state annunciate, ma quali risultati concreti abbiano prodotto.
Quando queste stesse questioni venivano sollevate in Consiglio dal sottoscritto, non mancavano gli attacchi e le contestazioni. Oggi, però, sono gli atti della magistratura contabile a richiamare l’Amministrazione. E allora la domanda è inevitabile: cosa vogliamo fare almeno per il futuro? È facile coalizzarsi contro un consigliere di minoranza e liquidare le sue osservazioni come “allarmismo”, più difficile è confrontarsi con rilievi ufficiali che richiamano l’Ente sulle medesime criticità. A quel punto non bastano le polemiche: servono risposte, assunzione di responsabilità e la volontà concreta di correggere ciò che non funziona.
Anche sui ritardi nei pagamenti e sull’utilizzo della cassa vincolata si è consumato, recentemente, un confronto acceso in Consiglio comunale tra il sottoscritto e alcuni membri della maggioranza. Oggi, però, a parlare non sono le polemiche politiche, ma la Corte dei conti che evidenzia una situazione peggiorata rispetto all’anno precedente. Un tema che avevamo già sollevato e sul quale, ancora una volta, le nostre preoccupazioni trovano riscontro nei rilievi della magistratura contabile. Perché, che piaccia o meno, amministrare significa anche rispettare gli impegni assunti, garantire trasparenza e dare risposte concrete, non liquidare con sufficienza le argomentazioni di chi esercita il proprio ruolo di controllo. La Sezione ha chiesto di intensificare le misure necessarie per rispettare i termini di legge, richiamando le conseguenze che i ritardi possono produrre sugli equilibri finanziari dell’Ente. Anche sul fronte della trasparenza amministrativa sono state rilevate carenze.
Sia chiaro: non intendo trasformare i rilievi della Corte dei conti in una battaglia politica, né alimentare ulteriori polemiche. Ma una cosa va detta con chiarezza: un consigliere di minoranza non può essere liquidato con accuse e offese solo perché solleva questioni scomode e mette in discussione l’operato di chi governa. Anche perché prima o poi, come nel caso di specie, i nodi vengono al pettine. I conti pubblici non si difendono attaccando chi parla, ma affrontando le criticità con serietà e senso delle istituzioni.
Il confronto politico è legittimo, anche quando è duro. Quello che non è accettabile è dover ricorrere all’offesa dell’altro per difendere se stessi. Le questioni sollevate meritavano di essere affrontate per tempo, in consiglio e con compostezza, senza fingere che tutto andasse bene, per poi ritrovarsi davanti ai rilievi della magistratura contabile sugli stessi identici temi.
La magistratura contabile, in sintesi, ha segnalato criticità e irregolarità nella sana gestione finanziaria, riservandosi di verificarne il superamento nei controlli successivi.
Questi richiami devono diventare un’occasione per cambiare passo: meno arroganza, più ascolto, meno contrapposizione pregiudiziale e maggiore disponibilità a una collaborazione istituzionale seria e responsabile. Perché l’obiettivo non può essere dimostrare chi abbia ragione in una disputa politica, ma risolvere i problemi nell’interesse della comunità. La minoranza ha il dovere di controllare, segnalare e proporre. La maggioranza e l’Amministrazione hanno il dovere di governare e dare risposte. Sono ruoli diversi, ma entrambi devono essere esercitati nell’interesse della collettività.
Policoro non ha bisogno di polemiche fini a sé stesse, ma neppure di silenzi o rassicurazioni generiche.
Tanto era dovuto perché la città ha il diritto di conoscere le questioni.
La tutela dei conti pubblici non appartiene né alla maggioranza né alla minoranza: appartiene all’intera comunità, a ciascuno di noi, a ognuno di voi.
[Nota stampa di Giuseppe Maiuri,  capogruppo di Policoro Futura]

“La Città Jonica” per riunire Policoro, Scanzano e Montalbano Jonico

in Politica

Montalbano Jonico lì 1 febbraio 2026. In un’affollatissima e gremitissima sala di Palazzo Rondinelli, in Montalbano Jonico, quella che una volta era la sala consiliare del comune jonico, si è tenuto un convegno-dibattito sull’ipotesi di unire i tre comuni di Montalbano Jonico, Scanzano Jonico e Policoro in un’unica entità territoriale e cittadina.

Erano presenti i tre sindaci dei comuni, Giuseppe Di Sanzo, Pasquale Cariello, Enrico Bianco, vari consiglieri comunali di Montalbano come Marcello Maffia, Fabiana Bitonte, Maria Grazia Gioia, Michele Giordano, il neoeletto consigliere provinciale Alberto Marzano, ex amministratori ed ex sindaci di Montalbano come Franco Puzzovivo, Leonardo Giordano, Rocco Tauro e Rocco Pontevolpe.

Il dibattito è stato organizzato dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia e il coordinatore cittadino Alessio Cipriano nella sua introduzione ha chiarito lo scopo dell’iniziativa che è quello di iniziare una riflessione approfondita su questa ipotesi di riunificazione.

Il dibattito è stato moderato da Michele Giordano il quale ha sottolineato che le tre cittadine hanno in comune una storia che parte dalla Magna Grecia e che arriva fino alla Riforma Agraria e agli anni ’70. Infatti Policoro si è staccato da Montalbano nel 1959 e Scanzano nel 1974.

Nessuno dei tre sindaci intervenuti si è pronunciato contro questa ipotesi. Essi hanno al tempo stesso evidenziato i punti critici, per superare i quali occorre un lavoro continuo e tempi non brevi, ma ne hanno anche evidenziato punti di forza e vantaggi, a cominciare da quello di integrare tre territori, diversi sì, ma complementari comprendendovi polmoni verdi quali il Bosco Pantano, il Bosco di Andriace e la Riserva regionale dei calanchi, le aree archeologiche di Eraclea, di Termitito, e della Fattoria Magno Greca del bosco di Andriace, la rete viaria di tutto rispetto che collega i tre comuni.

Il convegno-dibattito si è concluso con il proposito di iniziare con il mettere insieme ed integrare servizi importanti delle tre città e di proseguire con l’opera di sensibilizzazione iniziata questa sera.

Nota stampa: Coordinamento Cittadino “Fratelli d’Italia”

Policoro candidata a Capitale del mare 2026: il sostegno bipartisan da Scanzano Jonico

in Politica

Sostegno da parte delle forze politiche di Scanzano Jonico alla vicina Policoro candidata a Capitale italiana del mare, iniziativa che come riportato sul sito del Dipartimento per le politiche del Mare è istituito per promuovere progetti, iniziative e attività dedicate alla valorizzazione e alla piena fruizione della cultura marittima italiana. L’iniziativa favorisce il confronto e la competizione positiva tra le diverse realtà territoriali costiere, coinvolgendo tutti i Comuni italiani affacciati sul mare. Sono considerate tutte le componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine.

A partire dal 2026, il Comune costiero che otterrà il riconoscimento riceverà un finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma di attività presentato nella candidatura. La selezione avverrà tramite procedura pubblica.

Le candidature dovranno includere un piano annuale di iniziative, interventi di valorizzazione del patrimonio marittimo, elementi di sostenibilità e obiettivi misurabili. Una commissione composta da cinque esperti indipendenti valuterà i progetti sulla base di criteri quali coerenza, innovazione, capacità di collaborazione istituzionale e ricadute sul territorio.

Di seguito le noti integrali del sindaco di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, e del Gruppo Scanzano Al Centro formato dai consiglieri comunali, Nicola Mangialardi, Claudio Scarnato e Felicetta Salerno.

Scanzano Jonico sostiene la candidatura di Policoro candidata a “Capitale del mare 2026”

Il Sindaco di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, dà pieno sostegno alla vicina città di Policoro, candidata a “Capitale del mare, 2026”.
“Quando si parla di mare, non esistono confini geografici o città differenti, esiste il mare della Costa metapontina che abbraccia tutte le città che hanno la fortuna di essere accarezzate dalle acque cristalline del mare Jonio. Pertanto, sostenere la candidatura di Policoro come “Capitale del mare 2026”, attraverso una sentita manifestazione d’interesse, era il minimo che la mia amministrazione, con il sostegno dell’intera comunità, potesse fare”.
Il primo cittadino di Scanzano sostiene, quindi Policoro, poiché convinto che la sua candidatura possa essere un volano per l’intera zona metapontina “Siamo certi che, ora più che mai, fare squadra per sostenere Policoro, sia la cosa giusta, perché la crescita della città di Heraclea, offre un impulso positivo per tutti noi e dà lustro a tutte le città della zona, città ricche di storia, cultura e troppo spesso dimenticate. Collaboreremo con Policoro affinché la sua candidatura ci faccia brillare proprio come è successo con Matera Capitale della Cultura 2019”.

“Scanzano al Centro”: pieno sostegno della candidatura di Policoro a Capitale Italiana del Mare 2026

Il Gruppo Consiliare “Scanzano al Centro” del Comune di Scanzano Jonico con i Consiglieri Felicetta Salerno, Claudio Scarnato e Nicola Mangialardi, esprime il proprio pieno sostegno alla candidatura del Comune di Policoro al titolo di “Capitale Italiana del Mare 2026”.
La scelta di Policoro di candidarsi a questo importante riconoscimento nazionale rappresenta un segnale di visione e di responsabilità territoriale, che va oltre i confini comunali e guarda allo sviluppo dell’intero Metapontino. Un’area che condivide storia, vocazione marittima, patrimonio ambientale e una comune sfida: valorizzare il mare come risorsa culturale, economica e identitaria.
Sostenere Policoro significa sostenere un’idea di territorio coeso e solidale, in cui ogni Comune contribuisce, secondo le proprie peculiarità e i propri percorsi, a un progetto di crescita condivisa. Siamo convinti che iniziative come questa rafforzino l’intera costa jonica lucana e creino le condizioni per innalzare complessivamente la qualità ambientale, turistica e dell’offerta legata al mare.
Come Gruppo Consiliare, riteniamo che il successo di un Comune del Metapontino sia un’opportunità per tutti, nella consapevolezza che la collaborazione istituzionale e il sostegno reciproco sono elementi indispensabili per affrontare sfide complesse e raggiungere obiettivi ambiziosi. È questo lo spirito con cui guardiamo alla candidatura di Policoro, certi che lo stesso approccio di lealtà territoriale sarebbe condiviso anche in percorsi analoghi.
Per queste ragioni, “Scanzano al Centro” auspica la più ampia convergenza istituzionale e territoriale attorno alla candidatura, come già hanno fatto altri comuni del territorio, nella convinzione che il mare possa e debba essere un fattore di unione e di crescita per tutto il Metapontino.

Scanzano Jonico, 20 gennaio 2026
I Consiglieri comunali
del Gruppo consiliare “Scanzano al Centro”
Felicetta Salerno
Claudio Scarnato
Nicola Mangialardi

Consiglio comunale Scanzano: ok al rendiconto. Rinviato punto su Expo Fragola

in Politica

Consiglio Comunale di Scanzano Jonico: approvati tutti i punti all’ordine del giorno volti alla crescita della città, sospesa invece la delibera su Fragola Expo

 

L’Amministrazione Comunale di Scanzano Jonico dopo un Consiglio municipale durato quasi quattro ore, porta a casa importanti provvedimenti per la crescita della città. Su 11 punti all’ordine del giorno, la maggioranza si assicura la posta in palio, mettendo in ordine innanzitutto i conti e le spese in bilancio approvando il Rendiconto 2024, ereditato in gran parte dalla gestione commissariale, con i tre consiglieri di opposizione che scelgono, chi di astenersi chi di votare contro, restando ininfluenti sul computo finale.

L’Amministrazione si schiera favorevole nel secondo punto all’ordine del giorno, ovvero la presentazione di un documento di sostegno al mondo agricolo presentato dai due consiglieri di Scanzano al Centro, Felicetta Salerno e Claudio Scarnato.

Con l’avvicinarsi della stagione estiva e la possibilità di una crisi idrica senza precedenti, l’intero Consiglio scanzanese manda dunque un messaggio forte e conciso al Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata come sostegno agli imprenditori agricoli della città metapontina, già in forte difficoltà.

Voto unanime dell’assemblea anche ai due punti successivi, quelli che hanno trattato dalla dichiarazione di “Scanzano Jonico Città del Tartufo”,

fino all’approvazione della proposta di candidatura nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco per i Cammini dei Popoli lucani verso il Sacro Monte di Viggiano. Due temi importanti che hanno visto convergere entrambi gli schieramenti politici senza alcuna criticità.

Il dibattito si è acceso alla proposta di approvazione del Regolamento comunale su dehors e chioschi: l’iniziativa, voluta dall’Assessore alle Attività Produttive, Maria Ponzio ha trovato qualche resistenza tra i banchi della minoranza.

Alla fine, però, anche grazie ad una lunga discussione ed all’approvazione di un emendamento presentato da Claudio Scarnato, l’Aula si è espressa favorevolmente al testo che entrerà in vigore da gennaio 2026 e che permetterà una forte scontistica agli esercenti così come la possibilità di dilazionare nel tempo i contributi dovuti.

Dopo questo importante provvedimento, che era atteso da tempo a Scanzano come l’approvazione della delibera sulle aree verdi, l’Assise ha dovuto confrontarsi e decidere su ben quattro punti dal tema urbanistico.

Piani di lottizzazione in diverse zone della città, piani volumetrici e varianti hanno ricevuto il parere favorevole, rispettando così, come enunciato dal Sindaco, le promesse fatte in campagna elettorale dalla formazione vincitrice Noi per Scanzano.

Tornare a costruire il futuro di Scanzano ma anche sbloccare pratiche divenute preda di lungaggini amministrative e burocratiche: come il penultimo punto all’ordine del giorno, per esempio, approvato dalla maggioranza e che stabilisce la possibilità di asservire adozioni di fondi non contigui nel computo dell’indice fondiario.

L’ultimo punto all’ordine del giorno invece, particolarmente dibattuto tra i consiglieri in Aula, è stato alla fine ritirato dall’Assessore Puppio: la delibera in questione, riguardante l’EXPO Fragola Basilicata, impegnava il Sindaco a cominciare a lavorare da subito riguardo la nuova edizione 2026, invitandolo a dialogare con gli altri 8 Comuni, interessati dal marchio IGP Fragola di Basilicata.

I consiglieri Scarnato, Salerno e Sgarrino hanno chiesto ed ottenuto che la delibera venisse ritirata e ripresentata alla prossima assemblea, quando i protagonisti politici si ritroveranno di nuovo a dibattere su un protocollo d’intesa che genera ancora confusione tra le parti.

 

[Foto e comunicato: Ufficio Stampa comune di Scanzano Jonico]

“Nel Metapontino ma Fragola Expo resti a Scanzano Jonico”

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I consiglieri di minoranza, Mangialardi, Salerno e Scarnato manifestano contrarietà a quanto riportato nel protocollo d’intesa che vorrebbe alternanza nell’ospitare l’evento,  fra Scanzano e Policoro

Il giorno 22 aprile, con delibera n° 45, la Giunta Comunale di Scanzano Jonico formata, oltre che dal Sindaco Cariello, da Ugo Valicenti, Maria Ponzio, Enza Natale e Franco Puppio, quest’ultimo con delega all’agricoltura, ha deliberato un protocollo d’intesa con il Comune di Policoro che prevede un principio di alternanza sulla sede dell’importante iniziativa partita già nell’anno 2023 come “Sagra della fragola”, diventata oggi “Fragola Expo Basilicata”. Questo principio di alternanza prevede, come riportato dal protocollo, che “l’ Evento sarà realizzato a Scanzano Jonico nella sua prima edizione 2025 per poi essere realizzato a Policoro nell’anno seguente e in maniera alternata per le edizioni future”.

I Consiglieri Comunali del gruppo Scanzano al Centro Salerno, Scarnato e Mangialardi manifestano netta contrarietà a questa scelta sia nei modi che nella sostanza.

I tre dichiarano: “La scelta è stata presa unilateralmente dalla giunta comunale senza essere discussa né in Consiglio Comunale come riportato dall’Art. 42 comma 2 lettera c) del TUEL e come fatto, ad esempio, in occasione della denominazione di Scanzano Jonico “Città della Fragola della Basilicata”, né tantomeno con gli attori protagonisti del prodotto fragola, gli agricoltori di Scanzano Jonico!

Nella sostanza, questa amministrazione ha venduto la maternità di un proprio “frutto” agendo con la sua solita povertà di visione politica e futura rispetto alla crescita del nostro territorio!

Nulla togliere agli amici di Policoro che hanno mostrato interesse e partecipazione all’evento, nulla togliere al principio di volontà di collaborazione e intesa con tutti i Comuni del Metapontino, nulla togliere al principio di apertura e accoglienza di chi ci circonda ma ciò non significa snaturare e smembrare un evento di tale portata, privarlo della sua radice e spacchettarlo una volta qui una volta lì denaturandolo della sua identità!

Un’ amministrazione lungimirante avrebbe puntato i piedi affinché un evento del genere avesse unito gli intenti di tutti i Comuni del Metapontino ma mantenendo la sede fissa nella propria città perché questo significherebbe: crescita economica, turistica, commerciale e chi più ne ha più ne metta! Chiedetelo ai commercianti, agli imprenditori, alle strutture ricettive di Scanzano Jonico!

Forse noi pensiamo in grande, ma è questa la Scanzano che da sempre immaginiamo: chiedete a città come Bari, ad esempio, dove ogni anno si svolge la Fiera del Levante, ed accoglie imprenditori da tutta Italia e anche dal mondo, se accetterebbe di spostare la location altrove!

Il principio di reciprocità poteva essere basato su due o più iniziative promosse dalle due comunità.

L’amministrazione Cariello con arroganza decide di alternare un evento che è nato a Scanzano Jonico e che per tre anni è andato in crescendo con un altro comune.

Perché non si è aspettato che il comitato organizzatore si costituisse e decidesse liberamente scevro da qualsivoglia decisione politica? Cariello e i suoi adepti non perdono occasione per mettere le mani in pasta e vendersi una cosa bella che questa comunità aveva creato.

La domanda sorge spontanea: In cambio di che cosa? Vedremo!”

[Fonte: nota stampa Scanzano al Centro]

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