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Al via la petizione: “In Basilicata un tampone in ogni famiglia”

in Emergenza Covid-19

 

Matera – Un gruppo di cittadini lucani nella giornata di ieri, sabato, ha lanciato una petizione sulla piattaforma online “change” chiedendo alla Regione Basilicata di effettuare più tamponi ed arrivare ad un tampone per ogni famiglia lucana. Iniziativa che in poche ore ha superato le 1500 firme.

Test, test, test è quello che tutti chiedono.  “Non puoi combattere un incendio con gli occhi bendati” ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Stare a casa è la miglior tattica ma aggredire il nemico e passare al contrattacco in una guerra invisibile come questa è fondamentale per reagire e vincere.

Grazie alla rete un gruppo di cittadini ha recentemente lanciato una petizione sul web dal titolo “Un tampone per ogni famiglia lucana”.

“Siamo tutti consapevoli del difficile momento –dichiarano i promotori- e che un test a tappeto risulta impossibile, almeno in tempi brevi ma garantire uno per ogni famiglia lucana è una cosa fattibile, grazie anche alla morfologia del nostro territorio e al nucleo familiare lucano. Sensibilizzare e collaborare anche con le strutture private può essere un’altra strategia ma la Regione deve rappresentare la cambia di regia insieme alla rete del volontariato del terzo settore, altro fiore all’occhiello della nostra terra”

 

Di seguito il testo della petizione.

Così come altre Regioni stanno procedendo ad effettuare i tamponi sull’intera popolazione, per la Basilicata si potrebbe invocare il motto “Un tampone per ogni famiglia lucana”.

L’idea è quella di mappare tutti i nuclei familiari, considerando l’esiguo numero degli abitanti in Basilicata. L’operazione verrebbe agevolata grazie alla conformazione morfologica dei nostri piccoli centri abitati, 131 comuni, moltissimi piccoli borghi. Anche il nucleo familiare lucano risulta molto ridotto, costituito da pochi membri.

Parliamo sempre di Basilicata come area svantaggiata, formata da piccoli comuni. Oggi la Basilicata, formata soprattutto da aree interne, per la maggior parte da zone montuose e con comuni che solitamente non superano le 5.000 persone, potrebbe essere una best practice, per la prevenzione alla lotta del Covid19.

Con una popolazione inferiore a 600.000 abitanti, e per un numero di nuclei familiari contenuti, l’iniziativa potrebbe essere un esempio e servire da mappatore della reale situazione regionale.

L’operazione può risultare fattibile solo grazie alla cabina di regia della Regione Basilicata, chiedendo uno sforzo enorme alle notevoli realtà del volontariato quali protezione civile e al settore sanitario. Per quanto riguarda il finanziamento dell’operazione si potrebbe attingere dai fondi nazionali e/o regionali oppure, se le tempistiche lo permettono, sfruttare i fondi europei.

Per aderire all’iniziativa: http://chng.it/Rg979ZPB

 

 

 

Sui social gli indirizzi di presunti pazienti positivi, scattano le denunce

in Emergenza Covid-19
Giustizia: il tribunale di Potenza

“Nessun documento ufficiale è stato reso pubblico e fatto circolare dal Comune di Matera”

Scattano le denunce a Matera in “riferimento alla pubblicazione in rete, tramite i canali social, di un elenco di indirizzi di residenza di presunte persone contagiate dal virus covid-19”, il Comune  “ha denunciato il fatto all’Autorità giudiziaria e a quelle di pubblica sicurezza” affinché “vengano puniti i responsabili di questi gravissimi comportamenti”. In una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’amministrazione comunale è inoltre specificato che “nessun documento ufficiale è stato reso pubblico e fatto circolare dal Comune di Matera”.

foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo

Controlli Prefettura per emergenza Covid-19: sono 19 le denunce

in Cronaca

Sono 1127 le persone controllate per il contenimento della diffusione del virus Covid-19, in totale 19 sono quelle denunciate ex articolo 650 del codice penale: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206”.
E’ il bilancio delle attività di controllo svolte dalle Forze dell’Ordine e comunicato dalla Prefettura di Matera.
Sono 359 invece gli esercizi commerciali controllati. Il bilancio è al 21 Marzo 2020.

Federfarma Matera: farmacie operative su territorio provinciale

in Cronaca

La Federfarma di Matera informa che tutte le farmacie presenti sul territorio provinciale sono pienamente operative .

Allo stato attuale,  dopo una indagine richiesta dalla nostra federazione nazionale, nessun collega o suo collaboratore risulta aver contratto il coronavirus .

Questa precisazione scaturisce non solo per rassicurare i cittadini circa l’efficienza del servizio farmaceutico di comunità che anche in questa emergenza  è in prima linea,

 

ma anche per smentire in maniera categorica dei file audio che da ieri sono in circolazione. Si tratta di autentico sciacallaggio nei confronti dei colleghi Nicola Gentile e Rita Fraschetti,

 

titolari di sede farmaceutica a Scanzano Jonico. La farmacia  Dottori Gentile Fraschetti snc è pienamente efficiente, svolge regolarmente e professionalmente  il proprio servizio i cittadini possono continuare a rivolgersi per le proprie esigenze.

L’ accaduto è stato denunciato alle autorità competenti.

 

 

 

Il Presidente

Antonio Guerricchio

Matera 2019, presentati i risultati dell’indagine sulla percezione della Capitale Europea della Cultura

in Cultura

Secondo l’indagine “Rispetto a come era Matera prima della candidatura a Capitale europea della cultura” il 96,8 percento ha risposto che oggi è più famosa e il 92,8 percento più internazionale. Ma per l’80 percento degli intervistati è anche più caotica.

Sono stati presentati oggi, a Matera, nella sala conferenze della Camera di commercio della Basilicata, i risultati di una indagine condotta da Datacontact e voluta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 per comprendere “Il vissuto del 2019 e l’eredità della Capitale europea della cultura”. L’incontro è stato condotto dalla giornalista della redazione cultura del TG3, Luciana Parisi.
Il monitoraggio si articola in cinque capitoli: Domande introduttive (target residenti), eventi e Passaporto Matera 2019 (target residenti e turisti), soddisfazione programma e location (target residenti e turisti), aspettative per il futuro (target residenti), vissuto e opinioni dei turisti (target turisti).
A presentare i risultati è stata Rossella Tosto, vicepresidente di Datacontact. Due le modalità di interviste, effettuate dal 14 dicembre 2019 al 9 gennaio 2020: una modalità face to face con interviste ai residenti e turisti in visita a Matera e l’altra con domande effettuate alle persone iscritte alla newsletter di Matera 2019. Sono state 4609 le interviste effettuate così distribuite: 2866 a residenti (1700 face to face e 1166 interviste online); 1743 a turisti (845 face to face e 898 online).
Secondo l’indagine “Rispetto a come era Matera prima della candidatura a Capitale europea della cultura” il 96,8 percento ha risposto che oggi è più famosa e il 92,8 percento più internazionale. Ma per l’80 percento degli intervistati è anche più caotica.
“Tanti i cittadini che, dopo l’esperienza di Matera 2019 si sentono cambiati. L’84,8 percento ha affermato di essere orgoglioso per il percorso che la città ha compiuto, il 66,8 percento ha detto di essere disponibile ad impegnarsi per rendere la città migliore anche facendo volontariato e quasi il 62 percento ha espresso la volontà di mettersi in gioco in prima persona rispetto a progetti culturali. Mentre l’82,5 percento ha risposto che è più aperto nei confronti di chi è diverso e di chi ha capacità diverse”.
Un dato molto importante riguarda una delle principali sfide di Matera 2019, quello dell’allargamento del pubblico e di portare la cultura nelle mani di tutti.
Secondo l’83,5 percento degli intervistati agli eventi di Matera 2019 ha partecipato un tipo di pubblico che in precedenza non frequentava questo genere di iniziative come teatro, danza e opera.
In particolare, rispetto a prima del 2019, circa un intervistato su due ha affermato di aver partecipato alle mostre più di prima, mentre una persona su tre è andata a teatro più di prima.
“Quasi il 70 percento degli intervistati ha affermato che grazie al Passaporto per Matera 2019 è stato stimolato a partecipare a un maggior numero di eventi rispetto a quello che avrebbe fatto senza Passaporto. E sempre secondo il 70 percento degli intervistati il Passaporto ha facilitato l’allargamento del numero degli spettatori agli eventi culturali in generale”.
Positivi anche i commenti relativi al programma culturale. Infatti, il 70,4 percento degli intervistati ha affermato di essere soddisfatto della manifestazione Matera 2019 esprimendo gradimento soprattutto per la varietà e la ricchezza del programma (66,3 percento), per l’originalità dei contenuti prodotti (63,8 percento) e per i contenitori culturali (72 percento).
Non mancano le criticità emerse e segnalate dai cittadini come il sistema di prenotazione agli eventi (53,1 percento), il sistema dei parcheggi (47,9 percento), la gestione dei flussi turistici (35,8 percento) e la richiesta di spazi di dimensione maggiore (28,7 percento). In ogni caso, secondo il 75,2 percento degli intervistati Matera ha saputo sfruttare al meglio questa opportunità per promuovere e valorizzare la sua immagine.
Particolarmente interessanti, infine, i dati relativi alle opinioni dei turisti sulla città e alle aspettative per il futuro dei cittadini materani.
Solo l’8 percento dei turisti intervistati ha detto che la visita alla città di Matera è stato al di sotto delle aspettative, mentre per il 36 percento è stata superiore alle aspettative e il 55,8 percento in linea con le aspettative.
La maggior parte dei turisti intervistati ha saputo di Matera Capitale europea della cultura dai media tradizionali, tv e stampa (59 percento), e molto ha inciso nella scelta di visita il titolo di Capitale europea della cultura (68,1 percento).
Infine, ma altrettanto importante, è il sentimento che Matera 2019 ha seminato fra i cittadini. “L’anno di Matera 2019 che sensazione le lascia?”. In prevalenza felicità perché è stato un anno eccezionale (36,8 percento), tristezza perché è già finito e vorrei che continuasse (31,7 percento).
Interventi:
Michele Somma, Presidente della Camera di Commercio della Basilicata: “L’ordinario per Matera non basta più. La città ha dimostrato di saperci fare. Ormai non si può tornare indietro, e tutti noi abbiamo una responsabilità sul futuro”.
Carmelo Petraglia, professore associato di economia politica dell’Università degli Studi della Basilicata: “Dall’indagine risulta una percezione positiva dell’evento, ma emergono anche delle forti aspettative sul post 2019. Esistono diversi segnali di incremento della domanda di fruizione di servizi culturali da parte dei residenti. Questo chiama in causa le politiche, che devono contribuire a rafforzare strutturalmente l’offerta di servizi culturali e su questi basare l’idea di sviluppo che sia inclusiva e che riesca a creare in loco altre professionalità connesse all’attività culturale”.
Rossella Tarantino, manager sviluppo e relazioni della Fondazione Matera Basilicata 2019: “I dati sono positivi in generale e in particolare su alcuni aspetti che possono essere forieri per gli anni a venire, come la percezione di come il Passaporto per Matera 2019 abbia accresciuto l’accesso alla cultura di chi generalmente non la frequenta. Questo è un riconoscimento di come si è cercato di lavorare sull’abbattimento delle disuguaglianze nell’accesso alla cultura, che è un indicatore importante per le Capitali europee della cultura ma anche un criterio di selezione per il titolo di Capitale italiana della cultura. Interessante è anche l’aspettativa su quello che si vuole si lasci per il futuro, ovvero che Matera si attesti come luogo in cui fare cultura, anche da un punto di vista economico. Questo in estrema analogia con il Piano per il Sud, in cui tra l’altro, si riconosce a Matera questo tipo di ruolo, come esempio per le città non solo del Sud ma di tutta Italia”.
Valentina Montalto, analista di politiche pubbliche per Joint Research centre della Commissione Europea, in collegamento da Parigi, si è soffermata su tre aspetti fondamentali per le nuove strategie di politiche culturali europee, a cominciare dalla partecipazione dei cittadini: “Da questo monitoraggio emerge chiaramente la capacità del progetto di coinvolgere i cittadini in piena coerenza con le nuove strategie europee che mettono al primo posto proprio la co-creazione. Un altro aspetto centrale è il tema del cultural divide e dalla ricerca emerge che a Matera c’è stato un grande allargamento di pubblico. Caratteristica importante è infine la “fame” di cultura, a cui le prossime politiche nazioni ed europee dovranno dare una risposta”.
Salvatore Adduce, Presidente Fondazione Matera Basilicata 2019: “I risultati emersi dall’indagine sono estremamente utili poiché ci danno sia indicazioni per apportare delle correzioni in corso d’opera, ma fungono anche da sprone rispetto al lavoro intrapreso, a partire dalle cose più interessanti evidenziate da cittadini e turisti. La vera sfida inizia oggi”.

Le Sardine Lucane scendono in piazza a Matera il 27 dicembre

in Politica

La manifestazione che si terrà il prossimo 27 dicembre a Matera, in Piazza Vittorio Veneto, dalle ore 18, sarà una manifestazione propositiva, ricca di temi e di contenuti, di musica e di colori. Non sarà una manifestazione contro qualcuno, ma sarà una manifestazione di prospettiva per il futuro della nostra regione. Saranno tanti i temi che verranno affrontati Si partirà dallo spopolamento e dalla migrazione di massa dei giovani lucani, costretti a costruire il proprio futuro lontano dalla propria terra. Si parlerà di lavoro, di scuola, di università, di sanità, di ambiente, di legalità, temi caldi ed attuali per la nostra regione, troppo spesso dimenticati o non considerati prioritari. Grande attenzione, poi, sarà riservata ai temi dell’accoglienza, della solidarietà e dell’integrazione.

Sarà una manifestazione libera, pacifica e aperta a tutti, una manifestazione colorata e ricca di musica e di cultura. Una manifestazione che vorrà mettere al centro la piazza, le persone e quei valori espressi e sanciti dalla Carta Costituzionale. Un’occasione per ritrovarci tutti insieme, a prescindere dalle nostre appartenenze partitiche, per ritornare in piazza dopo anni e fare comunità. Per riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori è un fatto intimo ma rivoluzionario. Se cambio io, non per questo cambierà il mondo, ma qualcosa comincerà a cambiare perché solo quando tutti contribuiranno con la loro legna da ardere sarà possibile creare un grande fuoco. Vi aspettiamo a Matera, in Piazza Vittorio Veneto, venerdi 27 dicembre, alle ore 18.00, senza bandiere di partito, ma con tante sardine disegnate e colorate dai vostri bambini in quanto futuro di questa meravigliosa Regione.

NOTA STAMPA SARDINE LUCANE

Causa un incidente stradale ed è positivo all’alcotest, denunciato dalla Polizia

in Cronaca

La Polizia di Stato ha denunciato un uomo di 28 anni per guida in stato di ebbrezza.  Domenica 8 dicembre, l’uomo,  mentre percorreva via Annunziatella a Matera con direzione di marcia Campo Sportivo Comunale, imboccava il quadrivio tra via Annunziatella e via Rosselli andando prima ad impattare contro il marciapiede e poi, dopo aver invaso la corsia opposta, collideva contro un’auto parcheggiata su via Annunziatella.
Il conducente è stato sottoposto all’accertamento mediante etilometro presso la locale Sezione della Polizia Stradale, risultando positivo con tasso compreso tra 0,8 e 1,5 g/l.
Il personale delle Volanti intervenuto ha pertanto proceduto a carico del soggetto con la denuncia all’Autorità giudiziaria,il ritiro della patente di guida e il fermo amministrativo dell’autovettura dallo stesso condotta.

I barman della Basilicata campioni d’Italia, trionfo al CIB PRO in Sardegna

in Storie di Frutta

È lucano il cocktail a km zero più buono d’Italia premiato a Cagliari, nel 2020 la competizione – CIB PRO –  sarà ospitata a Matera, città capitale europea della Cultura 2019

 

La Basilicata trionfa e diventa campione d’Italia 2019 al Campionato Nazionale Barman che si è svolto in Sardegna, a comporre la squadra lucana, tre affermati professionisti del settore: Paolo D’Amore (presidente FIB Basilicata), Antonio Camardo e Giulio Bonafede che hanno proposto un cocktail a base di infuso di castagne e altri prodotti tipici della Basilicata (Cordial Caffè Amaro Lucano, Soluzione Citrica, Ficotto Terravecchia di Pisticci, Imperial Stout So Biologa Birrificio del Vulture).

Un richiamo aromatico alla tradizione ancestrale Lucana della figura del Masciaro, lo stregone che con i suoi infusi trovava cura ai mali fisici e dell’anima del tempo. La tecnica di preparazione del drink “U Masciar – il masciaro” racconta un momento importante per la miscelazione di totale incrocio con la cucina,

con una cottura criogenica a bassa temperatura tramite Dry Ice, ispirandosi alla più antica tecnica di preparazione di un miscelato, datata 1632, di origine indiana, il punch. Per accompagnarlo la Basilicata ha preparato come appetizer Lecca Lecca di Pecorino di Moliterno, Tuille di Lenticchie con Maionese di Crusco, Zabaione Freddo Salato al Tartufo nero di Serrapota di Carbone Azienda Bruno Tartufi,su Ficotto, Chutney piccante di mango con Peperone Crusco Genuino.

Dal 2017 la Basilicata è sempre presente sul podio, dopo la vittoria nel 2017, il secondo posto nel 2018, è arrivato il meritato successo nel 2019 in Sardegna (Regione di provenienza dei campioni del 2018)  il 23 e il 24 Novembre all’Hotel Regina Margherita di Cagliari.

“Al di là della gara e dei punteggi quello che conta è la condivisione di competenze ed esperienze – commenta il segretario nazionale della Federazione Italiana Barman Federico Salvetti – anche quest’anno a vincere è stata la nostra filosofia FIB improntata alla formazione e alla promozione del bere consapevole e di qualità, attraverso la valorizzazione dei territori e dei loro prodotti. Di questi valori e della loro centralità dobbiamo ringraziare soprattutto il presidente Roberto Giannelli che con professionalità e passione li porta avanti da vent’anni all’interno della Federazione Italiana Barman”.

Nella due giorni di Cagliari spazio anche alla finale nazionale dello Sparkling Tour, miscelazione delle bollicine, dove si è imposto Nicola Ansaldi (Academy FIB Sardegna). Il suo cocktail “La Macchia Marina” (1cl chervu, 2cl gin Macchia Mediterranea, 1cl mirto bresca dorada, 0,5cl sciroppo al cetriolo, Polvere di alghe nibiri Marentia estratto purissimo di mare, 6cl Su’ Entu brut) ha conquistato la giuria, al secondo posto si classifica la Basilicata con Giulio Bonafede, ed al terzo posto Jacopo Righetti del programma Berlino eseguito dal docente Paolo D’amore a Berlino in Aprile 2019.

La manifestazione ha visto come protagonisti anche i migliori prodotti delle aziende partner FIB, come la linea di vermouth e aperitivi Gamondi, gli sciroppi Mixer, la nuova tonica Premium Mixer Schweppes, l’acqua Antica Fonte della Salute San Benedetto, la grappa e i distillati Deta, gli articoli professionali per barman Piazza.

A scegliere il cocktail a km zero più buono d’Italia una giuria d’eccezione: Andrea Balleri, uno dei più affermati sommelier italiani (Miglior Barman dell’anno Aibes 2009, semifinalista al concorso Miglior Sommelier del Mondo WSA 2013, Miglior Sommelier d’Italia 2013), Emilio Rocchino, barman professionista nonché produttore di Macchia Mediterranea, Giovanni Fancello, giornalista, enogastronomo, ispettore per la guida “Espresso Ristoranti“ e protagonista della rubrica “Appunti di Cucina” per la radio nazionale Fizzshow.

 

 

AltoFest Matera Basilicata 2019, terza tappa a Tursi e Montalbano Jonico

in Cultura

Dal 29 novembre al primo dicembre è in programma la terza tappa del progetto AltoFest Matera Basilicata 2019 che porta artisti nazionali e internazionali nelle abitazioni dei cittadini lucani, attraverso residenze e spettacoli aperti al pubblico. Dopo l’area del Vulture con Melfi e Venosa e la Val d’Agri con Moliterno e Sarconi, nel prossimo weekend il progetto si sposta nell’entroterra jonico, nei comuni di Tursi e Montalbano Jonico.  Tre famiglie per comune ospiteranno sei formazioni artistiche con i loro spettacoli di teatro, danza, arte performativa, in replica nelle tre giornate.

A Montalbano il collettivo artistico messicano Colectivo Querido Venado propone “Mr Arigato and Mrs Gozaimasu”, due giapponesi in uno spazio che non si trova da nessuna parte e che potrebbe essere ovunque. Collocati nel vuoto, evocano l’esercizio contemplativo della ripetizione. I loro corpi convergono in un dialogo assurdo, il loro movimento è robotico, preciso e sarcastico. Entrambi, in sincronia precisa, modellano un paesaggio oscuro che sibila come l’autotune di un karaoke. “Materia” dell’artista italiano Andrea Salustri è invece una coreografia per diverse forme di polistirolo ed un umano. Esplora le possibilità di un materiale, il polistirolo, fino a renderlo vivo e protagonista dello spettacolo. Il ruolo del performer scivola verso quello del facilitatore, e il focus viene continuamente negoziato fra oggetto, manipolatore, e manipolazione. La compagnia spagnola Babirusa Danza si esibisce in “La naturaleza del silencio”, un’opera per quattro danzatori. Il silenzio ha molte qualità. C’è il silenzio tra due rumori, il silenzio tra due note musicali e il silenzio che si espande nell’intervallo tra due pensieri. C’è il silenzio condiviso da due esseri umani quando entrambi hanno visto la stessa cosa, hanno provato la stessa cosa e hanno agito.

Tursi ospita Park Keito, che riunisce i lavori di Kotomi Nishiwaki e Miquel Casaponsa, presentando “NewAdays”, una riflessione su come si muovono gli esseri umani. Dai movimenti inconsci, innati, da quelli coscienti di base, alla costruzione di movimenti più complessi legati alla comunicazione, ai rituali, alla danza, alle tradizioni e alla propria evoluzione.  Basato sul lavoro di Donna Haraway, Vinciane Despret, Tristan Garcia and Ilda Teresa de Castro, l’opera “Refugio” dell’artista nata alle Canarie Acerina Amador, nasce dalla necessità di creare uno spazio di riflessione attorno all’animale umano-non umano. Una partitura coreografica realizzata da un corpo nell’era capitalista-preapocalittica e con desideri di nidi e giungla. Un lampo di luce prima della possibilità reale di stare insieme. Una delicata canzone di comunione. Infine “Hombre, la riVelazione della luce” dell’artista padovana Claudia Fabris nasce dalla fotografia. Se la luce è accecante l’ombra si fa rivelazione, capovolgendo la percezione consueta; punto di partenza per la trasfigurazione dell’ombra nella vita quotidiana di una casa, nel suo aspetto iconografico e simbolico. Quanto ti esponi alla luce e allo sguardo determina la qualità e la quantità della tua ombra.

La programmazione nelle abitazioni sarà preceduta, nella giornata di giovedì 28 novembre dalle 19:00 alle 21:00 nel Centro Polifunzionale “San Giuseppe” a Tursi, da un’Agorà, assemblea a porte aperte in cui i cittadini della comunità accogliente si confrontano con quelli che ospiteranno la tappa successiva del progetto. La Falegnameria Ditursi a Montalbano, ospiterà invece, nella giornata di domenica 1 dicembre dalle 11:30 alle 12:30, Voice Over, la conversazione con gli artisti trasmessa in diretta sulla webradio del festival all’indirizzo bit.ly/WRAltofestMatera

Gli orari e gli indirizzi delle abitazioni che ospiteranno la programmazione sono disponibili su www.materaevents.it  e su www.altofest.net  nella sezione “Altofest Matera Basilicata 2019”. Per accedere agli spettacoli è necessario il Passaporto per Matera 2019 e la prenotazione. Un’ora prima dell’inizio degli spettacoli verrà aperta una lista d’attesa per consentire gli accessi in caso di no-show. L’Agorà e il Voice Over sono invece ad accesso libero fino a esaurimento posti. Nella giornata di sabato i comuni di Tursi e Montalbano Jonico potranno essere raggiunti tramite il servizio navetta con partenza da Matera, Piazza Matteotti. Per informazioni sugli orari di partenza e per le prenotazioni: tel. 0835 314233 – escursioni@ridolaviaggi.it – www.ridolaviaggi.it

Biografie

Querido Venado è un collettivo artistico dedicato alla creazione di processi nel campo della danza contemporanea attraverso laboratori sperimentali che coinvolgono diverse discipline, discorsi e concetti creativi. È stato fondata nel 2013 dagli artisti: Guillermo Aguilar, Isis Piña e Sergio Valentín. Immagini, film ed esperienze visive sono gli elementi principali che ispirano le loro opere, caratterizzate da movimenti minimi, ossessione per i temi di simmetria, electro, pop e mainstream. L’obiettivo è quello di offrire allo spettatore esperienze significative estetiche, collocandole in uno spazio e un tempo di contemplazione. Il minimalismo è il punto di partenza per lo sviluppo di discorsi che, in combinazione con segni visivi, consentono l’amplificazione delle possibilità della realtà. Crediamo nell’importanza dei segni in una società completamente visiva e nella rilevanza di una sintassi che va di pari passo con la sua contemporaneità. Il lavoro del Collettivo ha fatto parte di festival in Messico, Cuba, Spagna, Costa Rica, Guatemala e Italia.

Andrea Salustri viene da Roma, dove ha appreso il contact juggling, la manipolazione del fuoco, ed ha lavorato come artista di strada. Nel 2013 si è laureato con lode in filosofia a La Sapienza Università di Roma, di seguito si è trasferito a Berlino per conseguire un’educazione in danza contemporanea. Ha dapprima completato il programma Dance Intensive presso Tanzfabrik Berlin, e successivamente ha studiato danza e coreografia alla HZT Berlin University, università delle arti di Berlino. Andrea è un’artista premiato da circusnext 2018-2019.

Babirusa Danza è stata fondata nel 2006 da Beatriz Palenzuela e Rafael de la Lastra. Fin dalla sua creazione ha presentato in anteprima varie produzioni, per teatri e spazi non convenzionali: danza contemporanea, teatro fisico, video dance e video mapping. La coreografa Beatriz Palenzuela ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Primo Premio Festival Molina de Segura 2014, il Primo Premio al Concorso DeUnaPieza all’Università Carlos III di Madrid 2013, il secondo premio per Video Dance II Capturadanza 2010 e il Premio AISGE come miglior danzatore al Certamen Coreográfico de Madrid 2006. La compagnia ha presentato i suoi lavori in diversi festival tra cui Body Navigation Festival a San Pietroburgo, International Tanzmesse Dusseldorf, IDN Festival Mercat de Les Flors, Madrid en Danza, American Dance Festival USA, International Theatre e Street Arts Festival a Valladolid, Festival Vila-Real en Dansa, il Concorso coreografico di Madrid, Centro Botín Santander, Festival Iberoamericano di Cadice, dan-za_MOS Conde Duque Madrid, tra gli altri.

Con sede a Barcellona, ​​Park Keito riunisce il lavoro di Kotomi Nishiwaki e Miquel Casaponsa. Sviluppano i loro interessi e la loro ricerca in varie discipline, come la performance, il suono e l’arte visiva, in collaborazione con altri artisti. Le loro esibizioni e installazioni giocano con il corpo, gli oggetti e altri elementi, come la luce e lo spazio. Mettendo insieme questi elementi, ne esibiscono i contrasti: con paesaggi artificiali, finzione, paesaggi sonori organici, movimento cinetico, costruendo strutture e spazi in cui tutti i ruoli possono essere continuamente scambiati.

Acerina Amador, nata a Tenerife, Isole Canarie. Si è laureata al PEPCC (Programma di ricerca e creazione coreografica) al Forum Dança (Lisbona), con Meg Stuart, Joao Fiadeiro, Deborah Hay, Miguel Pereira, Patricia Portela, Vera Mantero, Loic Touzé, Emmanuelle Huyhn, Mark Tompkins, Nuno Bizarro. MA in Prácticas Escénicas y Cultura Visual de l’Universidad Alcalá de Henares. I suoi lavorisono stati rappresentate in diversi paesi e contesti. Come interprete ha lavorato con Deborah Hay, Ana Borralho e Joao Galante, Javier Cuevas, Superamas, Josep María Martín, Michelle Boulé, Wojtekz Ziemilski, Vera Sofia Mota, Ana Trincao, Viviane Moin, Mauricio Glez, Javier Alemán, Mariana Tengner Barros, Margarida Bettencourt, artisti con cui ha collaborato negli ultimi anni. Ha collaborato con Danceweber nel 2010 e nel 2013 e ha partecipato a SKITE 2011 a Caen, Interferencias in Messico. L’Auditorio de Tenerife ha prodotto il suo lavoro negli ultimi dieci anni.

Claudia Fabris nasce a Padova nel 1973. Progetta spazi, installazioni ed interventi performativi che creano relazioni e sinergie tra parola e visione, ascolto e gusto, in una ricerca che trova il fulcro nel corpo, coinvolgendo gli spettatori su differenti piani percettivi nella convinzione che la Bellezza e lo stupore silenzioso che genera possano ancora ricondurre l’ uomo allo spazio intimo e sacro della propria anima, dove ogni trasformazione e rinascita trae origine, forza e nutrimento. Cresce con TamTeatromusica, premio speciale Ubu 2014. Nel 2011 crea La Cameriera di Poesia, ristorazione itinerante di poesie in cuffia. Aderisce con entusiasmo dall’inizio al processo di rigenerazione di AltoFest a Napoli. Dal 2013 scrive Parole Sotto Sale, il suo piccolo vocabolario poetico, e appare come Nostra Signora dei Palloncini, regalando parole a chi le parla. Crede che la tecnologia più potente oggi in uso sulla terra sia la lingua. È presenza fissa a La Luna e i Calanchi e dal 2016 collabora con VersoSud Festival (Corato). Ama il Sud. Crede al corpo come luogo della rivelazione e che l’Arte non dovrebbe essere un evento, ma parte integrante della vita quotidiana. Per questo lavora.

Lucus a Lucendo a Matera e Aliano

in Cultura

A proposito di Carlo Levi un film di Alessandra Lancellotti, Enrico Masi

 

 

 

Un viaggio per luoghi, immagini, e tracce dell’eredità di un grande pittore, un grande scrittore, un grande uomo del nostro Novecento. Del nostro presente.

 

Viene presentato in prima mondiale al 37. Torino Film Festival Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi, il film documentario di Alessandra Lancellotti ed Enrico Masi dedicato a una figura unica del panorama artistico e intellettuale del Novecento.

Il film è una produzione Caucaso con Istituto Luce Cinecittà, e in collaborazione con Domus Films. È stato realizzato con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, con il fondo etico BCC Basilicata, il supporto della Fondazione Carlo Levi, del Comune di Tursi, del Comune di Aliano e con il Patrocinio della Città di Torino, Città di Matera e Lucana Film Commission.

Tra il genere biografico e creativo, il documentario è l’incontro delle diverse traiettorie di vita, di tempo e di espressione artistica di Carlo Levi, personalità angolare del Novecento italiano ed europeo. Un uomo che ha che contributo alla complessa storia d’Italia tra il fascismo e il dopoguerra.

L’autore mondialmente noto per il suo capolavoro, il romanzo sul confino politico Cristo si è fermato a Eboli (da cui anche la trasposizione filmica di Francesco Rosi del 1979), e di altri importanti testi narrativi e saggistici. Il creatore di un’opera pittorica intensa e riconosciuta. Il propulsore di un lascito etico e politico lucido, ispirante, sorprendentemente attuale. Scrittore, pittore, medico, uomo politico per passione condannato al confino per antifascismo, antropologo e poeta per vocazione. Il film interroga queste diverse tensioni, e un florilegio di temi leviani per niente superati, e urgenti: il significato della libertà, l’idolatria del potere, le retoriche della propaganda. E la stupenda scoperta dell’altro, la sua antropologia nel Mezzogiorno dei poveri, dei contadini, delle classi subalterne. Che significò per lui e per la nostra cultura una straordinaria scoperta di sé. Un fuoco di pensiero critico e di umanità. Non un documentario biografico, ma un viaggio alla scoperta delle realtà attuali descritte da Levi nel suo percorso, con una voce chiaroveggente e resistente al tempo. Una figura tanto unica da poter incorporare due anime che oggi pare inconcepibile accostare: l’uomo politico, e il poeta. Protagonista del film è Stefano Levi Della Torre, pittore e nipote dell’intellettuale torinese, che a distanza di due generazioni intraprende un viaggio nei luoghi del confino e della vita pubblica di Carlo, tra il Piemonte, Parigi, la Lucania, Roma, con l’obiettivo di creare un’opera pittorica che possa racchiudere i simboli dell’impegno politico e artistico di Levi. Ad accompagnarlo uno dei più importanti studiosi e intellettuali italiani, Carlo Ginzburg, e Alessandra Lancellotti, regista e personaggio in campo, che incarna un nuovo discepolo, ruolo che Stefano aveva ricoperto con lo zio. Il loro dialogo si intreccia con le immagini di alcuni dei più importanti archivi visivi d’Italia; con i grandi avvenimenti della storia collettiva e con la dimensione intima, familiare e artistica di Carlo Levi.

E corrono le immagini di ieri e di oggi della Lucania, rivelata nel Cristo. Quel territorio di cui Carlo Levi ricordava il passato boschivo con l’espressione lucus a non lucendo (bosco della non luce). Quel paesaggio oscuro conosciuto durante il suo confino, oggi, ospita Matera, Capitale Europea della Cultura. film segna l’esordio alla regia di Alessandra Lancellotti, architetto lucano e assegnista di ricerca a Torino. Ed è la nuova regia di Enrico Masi, che col precedente Shelter ha rappresentato il caso nel 2019 di un documentario italiano presentato in numerosi, importanti festival europei. Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi sarà presentato in competizione al TFF in Italiana.doc, il 24 Novembre al Cinema Massimo. Dopo Torino, il film raggiungerà Matera il 27 Novembre come evento di chiusura di un importante convegno dedicato all’artista, “Carlo Levi e la Crisi della Civiltà”, nella programmazione ufficiale di Matera 2019.

E il 28 novembre il Comune di Aliano, luogo dove Carlo visse il suo confino e dove fu sepolto, ospiterà una nuova presentazione del film, nel giorno che precede il suo compleanno.

Si prevede la distribuzione in sala del documentario nella primavera del 2020.

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