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Guardia di Finanza, selezione per reclutamente 3 allievi congiunti di “vittime del dovere”

in Economia

 Termine di presentazione delle domande: ore 12.00 del 1° aprile 2021

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 17 del 2 marzo 2021 – 4^ Serie Speciale – è stata pubblicata la procedura di selezione per il reclutamento di 3 allievi finanzieri del contingente ordinario della Guardia di Finanza, riservata al coniuge e ai figli superstiti, nonché ai fratelli o alle sorelle del personale delle Forze di polizia, deceduto o reso permanentemente invalido al servizio, con invalidità non inferiore all’80% della capacità lavorativa.

Possono partecipare i cittadini italiani che, alla scadenza del termine per la presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18° anno di età, non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età e siano in possesso del diploma di istruzione secondaria

di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento della laurea. La domanda di partecipazione alla procedura reclutativa dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “https:concorsi.gdf.gov.it”, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato. I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (P.E.C.), dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al format di compilazione della domanda di partecipazione e concluderne la presentazione seguendo la relativa procedura automatizzata. Sul predetto sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

Guardia di Finanza, concorso per 66 allievi ufficiali

in Cronaca

Anno accademico  2021/2022. La presentazione delle domande dovrà avvenire entro le ore 12.00 dell’8 aprile 2021 e riguardare uno solo dei predetti comparti e specializzazioni

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4a Serie Speciale – nr. 19 del 9 marzo 2021, è stato pubblicato il concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’ammissione di 66 allievi ufficiali del ruolo normale – comparti ordinario e aeronavale – all’Accademia della Guardia di Finanza per l’anno accademico 2021/2022.
I posti disponibili sono così ripartiti:
a) 58 (cinquantotto) destinati al comparto ordinario;
b) 8 (otto), destinati al comparto aeronavale, suddivisi così come segue:
(1) 4 (quattro) riservati alla specializzazione “pilota militare”;
(2) 4 (quattro) riservati alla specializzazione “comandante di stazione e unità navale”.
La presentazione delle domande dovrà avvenire entro le ore 12.00 dell’8 aprile 2021 e riguardare uno solo dei predetti comparti e specializzazioni.
Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che:
– abbiano, alla data del 1° gennaio 2021, compiuto il diciassettesimo anno di età e non superato il giorno del compimento del ventiduesimo anno di età (vale a dire siano nati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1999 e il 1° gennaio 2004 – estremi inclusi);
– siano in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione a corsi di laurea previsti dalle Università statali o legalmente riconosciute;
– non essendo in possesso del previsto diploma alla data di scadenza per la presentazione delle domande, lo conseguano nell’anno scolastico 2020/2021.
La domanda di partecipazione al concorso dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “https://concorsi.gdf.gov.it”, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.
I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (P.E.C.) o ricorrere, se minorenni, a quello in uso a uno dei componenti del nucleo familiare esercente la potestà genitoriale o, in mancanza, al tutore, dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al form di compilazione della domanda di partecipazione.
Sul predetto sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

Lavoratori supermercati, le buste paga di alcuni lavoratori al centro delle indagini della Guardia di FInanza di Policoro

in Cronaca

Nel corso di un’attività ispettiva nei confronti di due supermercati sul litorale della costa ionico-metapontina, i Finanzieri della Compagnia di Policoro hanno scoperto irregolarità nell’assunzione con contratto a tempo indeterminato di nove (9) dipendenti. L’attività ispettiva ha consentito di riscontrare l’omissione, da parte del datore di lavoro, della registrazione, nel libro unico del lavoro, dei dati che determinano differenti trattamenti retributivi, previdenziali e fiscali, relativamente all’annualità 2019.

In particolare, nelle buste paga dei suddetti lavoratori venivano indicate ore lavorative in misura inferiore rispetto a quelle effettivamente prestate, per un totale di circa 1000: a fronte delle 4/6 ore di lavoro contrattualmente previste, i dipendenti effettuavano turni praticamente raddoppiati.

Per quanto sopra, al rappresentante della società sottoposta a controllo è stata comminata la sanzione amministrativa fino ad € 3.000,00 con diffida a sanare le irregolarità riscontrate.

Il servizio testimonia il costante impegno profuso dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Matera sul territorio e si inquadra nel contesto delle quotidiane attività ispettive svolte a contrasto del sommerso da lavoro in ogni settore economico, con il duplice scopo di tutelare i lavoratori e sanzionare coloro che traggono indebiti vantaggi finanziari e competitivi dal disonesto sfruttamento della manodopera irregolare.

Sequestrato ingente patrimonio a imprenditore

in Cronaca

E’ stata condotta, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Matera che ha agito d’intesa con la Procura della Repubblica di Potenza, una complessa e articolata attività di indagine da parte del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Matera, finalizzata all’individuazione delle reali condizioni patrimoniali di un noto imprenditore nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti originario di Altamura  “risultate notevolmente sproporzionate rispetto alle fonti reddituali ufficialmente dichiarate al Fisco”, è quanto riportato nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza in queste ore.

E, ancora:  “In particolare l’imprenditore in questione, per evitare potenziali controlli e altresì “cautelare” la propria ricchezza, ha nel tempo posto in essere condotte di “trasferimento” del proprio patrimonio personale a beneficio dei familiari e della ex moglie, pur risultando di fatto l’effettivo “dominus” di tutto. In particolare oltre a “svendere” a prezzi del tutto incongrui la totalità delle quote sociali della società cassaforte di famiglia alla convivente, al figlio e alla ex moglie per la modica cifra di 151.000 euro rispetto al patrimonio netto della stessa società ammontante ad oltre 3.600.000 euro, il soggetto destinatario delle misure ablative confezionava una ardita procedura divorzile riconoscendo al coniuge separato da 17 anni la rilevante cifra di 5 milioni di euro a titolo di assegno di mantenimento, arretrati e assegno divorzile ancor prima della presentazione del ricorso congiunto per il divorzio avvenuto l’anno successivo”, è spiegato nel comunicato stampa.
E, ancora: “per completare la trama, l’ex coniuge provvedeva sempre nel medesimo anno a riversare la predetta somma proprio nella società di cui aveva acquistato le quote a valore irrisorio (acquisto delle quote avvenuto due mesi prima dell’accredito dei 5 milioni).
Il collegio giudicante, sulla base della puntuale analisi condotta dal Nucleo PEF su un ampio arco di tempo, ha ritenuto il soggetto destinatario del provvedimento “persona socialmente pericolosa in quanto ha adottato uno stile di vita connotato dalla plurima, seriale violazione di precetti penali, come attestato dalle numerosissime contestazioni che gli sono state mosse …… documentando perciò un atteggiamento di abituale opposizione ai precetti penali …. in un autentico continuum criminogeno “.
Il Tribunale di Potenza, con proprio decreto, ha pertanto statuito il sequestro e la confisca di n. 6 aziende di cui 4 società e dei connessi 12 punti vendita, 21 immobili, 9 tra auto e moto di grossa cilindrata per un valore stimato di circa 10 milioni di euro nei confronti dei 4 soggetti coinvolti, che non trovano giustificazione nei redditi ufficialmente dichiarati”.

L’accusa è “malversazione”, denunciato un imprenditore agricolo dalle Fiamme Gialle di Policoro

in Cronaca

Il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, in seguito alla scoperta della mancata esecuzione del progetto, ha provveduto a notificare la decadenza del contributo

La Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro ha portato a termine un’articolata attività di polizia economico-finanziaria, nel comparto della spesa pubblica, “nei confronti di una ditta individuale attiva nel Metapontino nel settore ortofrutticolo, che aveva avuto accesso ad un contributo di 620.000,00 Euro, nell’ambito degli aiuti Europei previsti dalla Politica Agricola Comune (P.A.C.). Il titolare della ditta sottoposto a controllo, dopo aver presentato domanda di aiuto alla Regione Basilicata per la realizzazione di un micro impianto per la produzione di energia solare e macchinari per l’ammodernamento dell’azienda, riusciva ad ottenere un anticipo di Euro 310.000,00 per l’avvio del programma di investimento, da concludere entro il mese di marzo 2017″, è riportato nel comunicato stampa diffuso in queste ore dalla Guardia di Finanza.

E, ancora: “Tali lavori, tuttavia, come documentato dalle Fiamme Gialle di Policoro, anche a mezzo di rilevazioni effettuate sul posto, non sono mai stati eseguiti così come sono risultati assenti i macchinari previsti nel progetto. Le indagini svolte, anche attraverso una minuziosa analisi di documentazione bancaria, consentivano di rilevare che il cospicuo acconto percepito dall’imprenditore era stato destinato a finalità diverse da quelle previste. Infatti, i fondi ottenuti erano prima trasferiti su rapporti bancari intestati ad altre aziende comunque riconducibili al beneficiario e, poi, prelevati per contanti e destinati ad altri fini.  Pertanto, il responsabile è stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato di malversazione a danno dello Stato. Il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, in seguito alla scoperta della mancata esecuzione del progetto, ha provveduto a notificare la decadenza del contributo. La Guardia di Finanza prosegue la propria azione di contrasto agli sperperi di risorse pubbliche provenienti dai fondi europei, nazionali, regionali e locali, che rappresentano un rilevante danno per il complessivo sistema degli incentivi alle imprese e che alimentano una concorrenza sleale a nocumento degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole”.

 

“Falsi nullatenenti” scoperti dalla Guardia di Finanza. Gli investigatori: “Percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza”

in Cronaca

I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Matera, durante i numerosi controlli volti al riscontro del possesso dei requisiti previsti per legge da parte dei percettori di Reddito di Cittadinanza, hanno scoperto “5 persone (due uomini e tre donne) che hanno indebitamente percepito il beneficio, perché avevano omesso di annotare nell’ISEE la reale consistenza del patrimonio mobiliare avendo conseguito ingenti vincite di premi in danaro”, è scritto nel comunicato stampa inviato dalla Compagnia di Matera.

E, ancora: “All’Ente erogatore veniva, invece, evidenziata una falsa situazione patrimoniale familiare di sostanziale indigenza, tanto da ottenere l’attribuzione del Reddito di Cittadinanza. Le Fiamme Gialle materane, attraverso analisi informatiche svolte con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo, hanno scoperto che i 5 soggetti, abitualmente dediti al gioco online (poker, scommesse sportive, tombola e bingo, ecc.) erano tutti titolari di conti gioco sui quali erano state accreditate vincite complessive per circa 1,7 milioni di euro. Nessuno di loro, però, in sede di richiesta di ammissione al beneficio patrimoniale di cui risultavano percettori, né successivamente, aveva provveduto a segnalare gli importi vinti al gioco online, violando così gli obblighi previsti in tal senso dalla legge n. 26 del 2019, ed ottenendo indebitamente il Reddito di Cittadinanza per complessivi 50.000,00 euro. L’esito delle indagini della Guardia di Finanza ha comportato sia l’interessamento dell’Autorità Giudiziaria, in quanto la condotta omissiva prevede una pena da due a sei anni di reclusione, sia la segnalazione all’I.N.P.S. finalizzata alla revoca del beneficio economico non spettante”.

 

 

 

Indagini per “evasione fiscale”: scommesse sportive online, secondo la GDF l’imponibile sarebbe di oltre 19 mln. Di 1,2 la presunta evasione.

in Cronaca

“I conseguenti approfondimenti di natura fiscale hanno consentito di ricostruire una base imponibile pari a 19.710.000,00 di euro. Secondo gli investigatori, l’evasione dell’imposta unica ammonterebbe a 1,2 milioni”

 

 Le Fiamme Gialle della Tenenza di Metaponto “hanno scoperto un’evasione dell’imposta unica, prevista su concorsi pronostici e scommesse di qualunque tipo, per quasi 1,200 milioni di euro. I Finanzieri lucani hanno svolto numerosi controlli volti all’individuazione di agenzie che operano in maniera illecita per conto di bookmaker stranieri privi di concessione e autorizzazione ad operare in Italia nel settore del gioco. Nell’ambito dell’attività di ricerca, sono stati scoperti 3 centri di raccolta scommesse, ubicati nella provincia di Matera, che hanno operato quali intermediari italiani per la gestione delle scommesse illecite organizzate da allibratori esteri”, è quanto riportato nella nota stampa diffusa dalla Guardia di Finanza.

E, ancora: “Nel corso dei controlli, sono stati sottoposti a sequestro 18 personal computer utilizzati dalle tre agenzie per accettare scommesse per conto di bookmakers esteri, già inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. In questo modo, veniva consentito agli avventori italiani l’esercizio illecito del gioco on-line con vincite in denaro. I conseguenti approfondimenti di natura fiscale hanno consentito di ricostruire una base imponibile pari a 19.710.000,00 di euro. Il contrasto e la repressione dei giochi e delle scommesse illecite on-line da parte della Guardia di Finanza trova la condivisione di percorsi operativi con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per garantire la sicurezza dei giocatori, tutelare i minori e mantenere elevata la soglia di attenzione alle sottostanti dinamiche di evasione fiscale e di cointeressenze della criminalità organizzata”.

Contributi europei, sotto inchiesta una società di persone sospettata di truffa

in Cronaca

la società controllata ha fruito di una “sovra-fatturazione” finalizzata a prospettare una spesa sostenuta sensibilmente più elevata rispetto ai normali prezzi e condizioni di mercato, in contrasto con quanto previsto dal Bando Regionale

La Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro ha condotto un’articolata attività di polizia economico-finanziaria nei confronti di una Società di persone dell’area sinnica destinataria di un contributo europeo per oltre 90.000 euro, erogato dalla Regione Basilicata nell’ambito delle agevolazioni per lo sviluppo e la qualificazione della filiera turistica del “Metapontino Basso Sinni”. “Gli accertamenti, svolti attraverso l’analisi della documentazione contabile, bancaria e vari rilevamenti sul posto, hanno consentito di appurare come il rappresentante legale della società, titolare di una nota struttura ricettiva della zona, al fine di ottenere le provvidenze in parola, necessarie per ristrutturare l’attività, avesse presentato alla Regione Basilicata fatture attestanti l’acquisto di beni informatici (non conferenti con l’attività esercitata), presso una ditta individuale intestata ad un familiare, indicando costi notevolmente maggiorati rispetto al prezzo originario”, è quanto riportato nella nota della Guardia di Finanza. E, ancora: “In tal modo, la società controllata ha fruito di una “sovra-fatturazione” finalizzata a prospettare una spesa sostenuta sensibilmente più elevata rispetto ai normali prezzi e condizioni di mercato, in contrasto con quanto previsto dal Bando Regionale.  Peraltro, i suddetti importi, artatamente gonfiati, annotati sui registri obbligatori, hanno consentito un indebito risparmio di imposta. I responsabili sono stati segnalati alla Procura competente sia per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.) che per i reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (artt. 2 ed 8 del D.Lgs. 74/2000). Gli interventi della Guardia di Finanza nel comparto delle uscite del bilancio comunitario, esperiti per evitare un utilizzo improprio dei fondi destinati allo sviluppo delle zone economicamente disagiate, mirano altresì alla tutela delle imprese che agiscono nella piena legalità e nel rispetto delle leggi”.

 

Produzione stupefacenti e detenzione armi, un arresto effettuato dalla Guardia di Finanza di Policoro

in Cronaca

Prosegue senza sosta l’attività dei reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Matera per contrastare ogni forma di illegalità posta in essere sul territorio. Nei giorni scorsi è stata eseguita dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Policoro e dalle unità cinofile della Compagnia di Matera, una complessa attività di prevenzione e repressione dei reati inerenti la produzione di sostanze stupefacenti nelle campagne ioniche.

Nell’ambito di tale dispositivo, a seguito di una preliminare attività investigativa, i militari localizzavano ed accedevano presso un’area adiacente al fiume Agri nel Comune di Policoro, individuando un cittadino italiano di anni 60 intento alla cura di piante di cannabis ad alto fusto, ben occultate all’interno di una piantagione di albicocche e circondate da un sistema di irrigazione a gocce.

La successiva approfondita ispezione di tutta la zona circostante e dell’abitazione adiacente, in uso allo stesso soggetto ed alla sua famiglia, permetteva il rinvenimento di numerose piante ad alto fusto di cannabis, per circa 250 kg, e di diverse armi da fuoco, in particolare, sono state rinvenute e sottoposte a sequestro:

  • una carabina ad aria compressa mod. 22, calibro 5,5 risultata rubata;
  • un fucile semiautomatico “Benelli” calibro 12, modello 121, risultato rubato;
  • un fucile da caccia “Franchi” calibro 12, a canne sovrapposte, con matricola abrasa;
  • ventitré cartucce calibro 12;
  • ventitré candelotti contenenti polvere da sparo utilizzati per la pesca da frodo;
  • due balestre.

Alla luce di quanto scoperto, le operazioni proseguivano sotto la direzione ed il coordinamento del P.M. di turno D.ssa Annunziata Cazzetta della Procura della Repubblica di Matera e si concludevano con l’arresto in flagranza del responsabile per le condotte di cui all’art. 73 DPR 309/90 (produzione di sostanze stupefacenti), all’art. 23 Legge 110/75 (detenzione abusiva di armi clandestine), all’art. 7 Legge 895/67 (detenzione abusiva di armi comuni da sparo) e all’art. 648 c.p. (ricettazione).

 

Sequestrati prodotti venduti indebitamente come “sanificanti”

in Cronaca

Nell’ambito dei servizi di istituto relativi anche all’attuale emergenza epidemiologica da COVID-19, i Finanzieri della Compagnia di Matera, presso un’azienda di questa provincia, hanno proceduto al sequestro preventivo di oltre 14 tonnellate di prodotti venduti indebitamente come “sanificanti” in quanto riportanti in etichetta diciture e/o segni che riconducevano ad un’azione biocida degli stessi, ma sprovvisti della prescritta indicazione del Ministero della Salute.

L’assenza della prescritta autorizzazione ministeriale e la circostanza che sulle relative etichette, mediante diciture e/o segni, erano riportate indicazioni e caratteristiche qualitative tali da indurre in inganno il compratore, hanno portato a configurare l’ipotesi delittuosa di “frode nell’esercizio del commercio”, reato previsto e punito dall’art. 515 del codice penale, in capo al legale rappresentante della società, con conseguente deferimento alla locale Autorità Giudiziaria.

Le Fiamme Gialle, in questo delicato momento storico, hanno intensificato le attività mirate al contrasto delle condotte più marcatamente illegali e fraudolente, con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e l’attività degli operatori commerciali onesti, nonché di individuare e di contrastare coloro i quali, approfittando dell’attuale situazione emergenziale, pongono in essere pratiche commerciali scorrette per soli fini di lucro.

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