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Piano regionale delle Coste: ok a modalità attuative

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Piano regionale delle Coste: ok a modalità attuative: difendere le coste e ristabilire gli equilibri ambientali compromessi

“Con la deliberazione n. 28 del 14 gennaio 2020 la Giunta regionale ha approvato le modalità attuative per l’aggiornamento del Piano Regionale delle Coste (PRC), demandando al dirigente generale del Dipartimento Ambiente l’adozione degli atti conseguenziali a questo provvedimento, che traccia le linee strategiche per un’attenta valutazione delle condizioni dei litorali della Basilicata e definisce in quale modo operare per difendere le coste e ristabilire gli equilibri ambientali compromessi, perseguendo l’obiettivo della ricostruzione delle spiagge in crisi strutturale. In tale contesto viene ripreso un tema importante per lo sviluppo e la salvaguardia delle aree costiere, tema fermo al 2016, quando l’allora Giunta regionale adottò una versione non completa di un piano di gestione delle aree che non ha concluso mai il suo iter di approvazione. Questa impostazione è finalizzata anche a facilitare il lavoro del Commissario Straordinario delegato volto alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e alla verifica dell’efficacia dei sistemi di difesa adottati fino ad oggi permettendo quindi una ridefinizione di interventi finanziati. Il Documento conferma l’impegno politico a redigere e ad approvare quanto prima non solo il Piano regionale delle coste ma anche di procedere alla revisione dell’intero impianto normativo in merito alla gestione delle aree del demanio marittimo. Intanto si sta lavorando anche alla revisione della legge regionale n. 39 del 2009 che disciplina le funzioni di programmazione, pianificazione e gestione integrata degli interventi di difesa della costa”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Territorio ed Energia Cosimo Latronico, che è intervenuto ieri nel corso del convegno su “La sicurezza alla balneazione sulle coste lucane: l’area pilota di Metaponto Lido (foto apertura)”, che si è svolto ieri pomeriggio nell’auditorium del Comune di Bernalda.

“Negli ultimi decenni – ha aggiunto Latronico – il deficit di trasporto solido dei corsi d’acqua della Basilicata ha determinato, con particolare rilevanza lungo la costa ionica, una crisi del sistema di alimentazione del litorale modificando sensibilmente gli equilibri che regolano la dinamica costiera. La causa principale del mancato apporto solido dei fiumi lucani è stata facilmente correlata alla realizzazione di invasi destinati ad uso irriguo, plurimo, industriale o per la produzione di energia elettrica, che hanno interessato, tra il 1955 ed il 1994, tutti fiumi ad eccezione del Cavone. L’apporto di sedimenti è stato ulteriormente ridotto dal prelievo di inerti lungo gli alvei e dalle opere di regimazione idraulica realizzate in questo periodo. Tra gli effetti più rilevanti del modificato equilibrio delle dinamiche costiere lungo la fascia ionica quello più evidente è stato un importante arretramento della linea di costa lungo ampi tratti di litorale ionico, che ha determinato significativi danni o limitazioni significative delle attività economiche presenti in quelle aree.

Nel corso degli anni, soprattutto nel settore nord orientale, sono stati eseguiti interventi più o meno localizzati finalizzati a contrastare il processo di arretramento della linea di costa i cui effetti sono stati di norma o inefficaci o non risolutivi”.

“L’aggiornamento del Piano Stralcio della Costa Ionica – ha detto ancora l’assessore -, riguarderà l’acquisizione di ulteriori dati, e quindi l’integrazione ed il completamento del quadro conoscitivo; contestualmente si procederà alla redazione del Piano Stralcio della Costa Tirrenica, per il quale oltre alle attività già previste per il primo aggiornamento della costa ionica, saranno realizzati ulteriori e mirate indagini finalizzate all’acquisizione dei dati necessari alla definizione del Piano ed alla popolazione del data base a supporto del Sistema informativo. La seconda fase prevedrà inoltre un programma dettagliato di monitoraggio dei parametri che sovrintendono alla dinamica costiera. Queste ultime attività saranno realizzate con innovative tecniche di rilevamento e monitoraggio di remote sensing, sia satellitari che attraverso l’uso di droni specializzati, con l’utilizzo di immagini sia ottiche che radar”.

“La nuova proposta di Piano prevede due distinte fasi e l’approvazione di due distinti stralci riguardanti il primo la costa ionica, il secondo quella tirrenica attraverso la riorganizzazione delle informazioni disponibili, anche in funzione della creazione di un S.I.T. dedicato, e ad integrare il Piano stesso sia con nuovi tematismi, e con un incremento della definizione dei dati geologici disponibili, con particolare riferimento agli aspetti inerenti la dinamica costiera ed al trasporto dei sedimenti lungo costa. Nella seconda fase è prevista l’approvazione del secondo aggiornamento del Piano Stralcio della Costa Ionica e del secondo stralcio della Costa Tirrenica. Il secondo aggiornamento del Piano Stralcio della Costa Ionica, riguarderà l’acquisizione di ulteriori dati, e quindi il completamento del quadro conoscitivo; contestualmente si procederà all’aggiornamento del Piano anche per la costa tirrenica, per la quale oltre alle attività già previste per il primo aggiornamento della costa ionica, saranno realizzate ulteriori e mirate indagini finalizzate all’acquisizione dei dati necessari alla definizione degli interventi ed alla popolazione del database a supporto del Sistema Informativo. Quest’ultima attività sarà svolta con la collaborazione dell’I.N.G.V. e dell’Agenzia Spaziale Italiana”.

“Sulla base delle conoscenze acquisite per il litorale ionico lucano e delle prime elaborazioni condotte sulla dinamica costiera – ha concluso Latronico -, pur non trascurando gli effetti che hanno avuto le barriere soffolte nel ridurre l’energia e quindi il potere erosivo delle mareggiate, nel documento preliminare al PRC si sottolinea la necessità di prevedere interventi finalizzati principalmente e prioritariamente ad impedire la perdita continua dei sedimenti costieri trasportati verso nord est dalle correnti longshore, evitando che questi si disperdano poi nei canyon della valle di Taranto. Attualmente è in corso la procedura di VAS del redigendo piano stralcio fase 1 il cui obiettivo è quello di intervenire sulle decisioni ‘a monte’ e durante tutto il processo di formazione e approvazione del Piano, al fine di orientare le scelte verso la posizione più sostenibile”.

A Policoro la Giornata per la Vita

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A Policoro la Giornata per la Vita. Appuntamento con i volontari del Cav il 5 Febbraio: “contro l’inverno demografico”

POLICORO – La prima domenica di febbraio di ogni anno il Cav nazionale (Centro di aiuto alla vita) organizza la giornata per la vita. Tale appuntamento si è ormai “istituzionalizzato”nel corso degli anni assumendo il significato di impegno costante contro l’inverno demografico, il tasso di natalità pari allo zero se non addirittura negativo in termini di nascite. “Tuttavia c’è chi non si perde d’animo davanti al segno meno delle impietose statistiche nazionali e regionali come i volontari del Cav di Policoro, che domenica 5 febbraio saranno presenti nelle chiese della città a raccogliere fondi a favore della nobile causa del diritto alla vita”.

In cambio di un contributo simbolico i donatori riceveranno la primula, pianta simbolo della vita/amicizia nascente. Ad affiancarli la diocesi di Tursi-Lagonegro ha allargato il tema anche alla famiglia e alla pace con i sacerdoti e fedeli

“tutti insieme contro il demone dell’aborto, divorzio e guerre che stanno inquinando la società italiana di disvalori”, è scritto nella nota diffusa alla stampa. E, ancora: “In particolare la diocesi nella giornata di domenica ha assegnato al Cav di Policoro anche uno dei tavoli tematici previsti nella giornata di sensibilizzazione: “Famiglia culla della vita”dove tre facilitatori/volontari aiuteranno i laici a raccontare le loro esperienze, proposte, riflessioni, sempre sul tema del giorno, i cui contributi saranno poi sintetizzati dal Prof. Marcello Ricciuti, esperto di bioetica, che per l’occasione ha preparato anche una relazione che porta lo stesso titolo del tavolo tematico. I lavori di tutti i tavoli saranno poi portati all’attenzione di Padre Marco Vianelli, dell’ufficio nazionale per la pastorale della famiglia, il quale tirerà le somme della giornata intorno alle 18:30 presso la chiesa Buon Pastore del centro jonico. A seguire le conclusioni di Monsignor Vincenzo Orofino, vescovo della diocesi Tursi Lagonegro”.

Al Fermi di Policoro incontro sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili

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“Prevenire è meglio che curare”.
Al Fermi incontro sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili promosso dagli studenti per l’Educazione Civica

L’8 febbraio 2023, alle ore 11.30, presso l’auditorium dell’IIS Fermi di Policoro, si terrà un incontro pubblico dal titolo “Prevenire è meglio che curare”, con lo scopo di promuovere la prevenzione e la consapevolezza riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili, fornendo agli studenti informazioni utili e aggiornate sull’argomento.

La promozione dell’evento è a cura degli studenti della classe 4B del Liceo Scientifico. Al fine di una migliore sensibilizzazione delle giovani generazioni circa la prevenzione di queste malattie, gli allievi hanno prodotto e diffuso un questionario sull’argomento, che ha consentito di selezionare le classi dell’istituto maggiormente interessate all’argomento, nonché le fasce d’età più sensibili.

Il programma dell’incontro prevede l’intervento di esperti del settore, che forniranno una panoramica completa sul tema delle malattie sessualmente trasmissibili e sulle modalità di prevenzione.

Relatori dell’evento saranno il dottor Salvatore Gentile, psicologo e Dirigente del Servizio Consultoriale per Minori di Policoro, e il dottor Vito Donnola, ginecologo responsabile del team medico ginecologico ambulatoriale del ‘Consultorio itinerante’ della zona.
“Riteniamo che sia fondamentale fornire a noi giovani – scrivono gli studenti della classe promotrice – gli strumenti e le conoscenze necessarie per prendere decisioni informate riguardo alla propria salute”.

Cinema di Policoro: la programmazione del week end

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Cinema di Policoro: la programmazione del week end: Me contro te missione giungla! e Il primo giorno della mia vita

Sabato 4 e domenica 5 febbraio, alle ore 18:30, saranno proiettate le simpatiche avventure di Luì e Sofì, in Me contro te missione giungla!
Prosegue fino a martedì 7 febbraio, alle ore 21:00, la proiezione dell’ultimo intenso lavoro del regista Paolo Genovese: “Il primo giorno della mia vita”.

 

Sconfiggere il bullismo: quando il problema sono i chili di troppo e una fede diversa

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Sconfiggere il bullismo: quando il problema sono i chili di troppo e una fede diversa

Il 7 febbraio prossimo è la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo: fenomeni globali e sempre più pericolosi. Secondo una statistica delle Nazioni Unite, nel mondo 1 studente su 3, tra i 13 e i 15 anni, ha vissuto esperienze di bullismo. Anche il cyberbullismo è in sensibile aumento. La tecnologia è sempre più presente nella vita dei bambini: con un semplice clic i cyberbulli possono deridere, molestare e minacciare senza sosta, entrando tra le mura domestiche attraverso cellulari e computer.

Gli effetti dannosi del bullismo hanno implicazioni molto ampie sulle relazioni sociali delle vittime, che si sentono braccate, perseguitate, isolate e senza speranza. La loro salute fisica e mentale ne risente (mal di testa, dolori allo stomaco, mancanza di appetito e disturbi del sonno), e alcuni arrivano a provare un malessere che li spinge addirittura al suicidio.

Marco è stato bullizzato per anni a scuola. “Già dalle elementari ero preso costantemente di mira perché vivevo al nord e la mia famiglia veniva dal sud Italia. Mi insultavano perché ero in sovrappeso, così mi sono chiuso in me stesso e sono arrivato a pesare quasi 100 chili. Mi attaccavano anche perché la mia fede è diversa da quella della maggioranza: io e la mia famiglia siamo Testimoni di Geova. Mi offendevano a parole e in un’occasione sono arrivati a fratturarmi il polso. Ne parlai con i miei insegnanti, ma non ci furono grandi cambiamenti”.

Cosa possono fare i genitori per proteggere i figli? Interessarsi al mondo online dei figli può fare la differenza, senza bisogno di diventare esperti di tecnologia. Gli addetti ai lavori suggeriscono invece ai genitori di osservare i piccoli indizi che qualcosa non va, come ad esempio il fatto che il figlio o la figlia si isoli, nasconda lo schermo quando gli altri sono nelle vicinanze o reagisca “emotivamente” a ciò che accade al suo dispositivo.

Parlare con i ragazzi apertamente aiuta. “Più parlate di bullismo con i vostri figli, più saranno a loro agio nel raccontarvi se lo vedono o lo subiscono”, afferma il sito dell’UNICEF. Molti esperti consigliano di tenere sempre aperto il canale di comunicazione all’interno della famiglia. Inoltre, un ambiente familiare e sereno aiuterà i ragazzi a sviluppare rispetto, empatia e sensibilità verso gli altri.

Marco e la sua famiglia hanno vinto il bullismo grazie alla loro fede. Marco spiega: “Se sei vittima di bullismo, prima di tutto non ti vendicare. A me è servito ricordare la norma cristiana ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso’. E poi chiedi aiuto a qualcuno di cui ti puoi fidare, i tuoi genitori, amici, insegnanti o esperti. Come nel mio caso, avere una famiglia che ti sostiene e ti dà buoni consigli è essenziale per sconfiggere il bullismo”.

“La Bibbia si è dimostrata un manuale pratico per molte famiglie nella lotta contro il bullismo”, ha detto Giacomo Cecere, portavoce locale dei Testimoni di Geova. “I principi che si trovano in questo libro possono aiutare tutti a risolvere i contrasti e a mantenere buoni rapporti con gli altri”.

Molti ragazzi e le loro famiglie hanno trovato utile consultare le informazioni e le risorse disponibili su jw.org, il sito ufficiale dei Testimoni di Geova, come il video “Metti i bulli KO senza fare a pugni”.

Foto fonte PX

Medici e operatori socio sanitari cercasi per l’ospedale di Stigliano

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Medici e operatori socio sanitari cercasi per l’ospedale di Stigliano. Domande da inviare entro il 16 febbraio 2023

L’Azienda Sanitaria Locale di Matera ha pubblicato ieri, 2 febbraio, quattro avvisi per assumere nuovo personale da destinare all’Ospedale distrettuale di Stigliano e all’Unità Operativa Complessa di Lungodegenza Medica, presso lo stesso nosocomio.

Si cercano, in particolare, operatori socio sanitari, un Dirigente Medico di geriatria, un Dirigente Medico di medicina fisica e della riabilitazione, un Dirigente Medico di medicina interna.

Gli avvisi sono pubblicati sul sito web dell’Asm all’indirizzo www.asmbasilicata.it dove è possibile prendere visione dei requisiti richiesti e delle modalità di presentazione delle domanda di partecipazione da inviare esclusivamente con procedura telematica. Per tutti i profili la scadenza è fissata al 16 febbraio 2023.

Grazie all’impegno costante dell’assessorato regionale alla Salute e della Direzione strategica dell’ASM, prosegue l’opera di potenziamento dei servizi sanitari del distretto collinare e montano della provincia di Matera. Con queste nuove assunzioni si potranno offrire ulteriori prestazioni sanitarie per la popolazione di queste aree svantaggiate dal punto di vista dei collegamenti, rispondendo in maniera sempre più puntuale ai bisogni dei cittadini.

Una lucana per il cuore dei lucani: al San Carlo opererà la dottoressa Mariassunta Telesca

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Una lucana per il cuore dei lucani: al San Carlo opererà la dottoressa Mariassunta Telesca, cardiochirurga originaria di Avigliano
La cardiochirurga di Avigliano, Mariassunta Telesca, in forze al San Carlo di Potenza
L’ospedale San Carlo di Potenza si è dotato del primo cardiochirurgo donna della Basilicata.
Si tratta della dottoressa Mariassunta Telesca di Avigliano. Prima di lei soltanto un’altra chirurga aveva operato nel reparto di cardiochirurgia del San Carlo ma la dottoressa Telesca è la pima lucana che si prenderà cura del cuore dei lucani. Tornata in Basilicata per fronteggiare l’emergenza Covid, il suo rapporto di lavoro è stato poi confermato a tempo indeterminato.
Come ha commentato il sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca: “Quando si riportano nella nostra bella regione eccellenze e competenze come quelle di Mariassunta è una vittoria per tutti i lucani”.
La dottoressa Telesca racconta il suo lungo percorso di formazione che dopo 25 anni l’ha portata al servizio della sanità in Basilicata.
Ascolta il podcast.

 

Incidente sul lavoro a Policoro: uomo in prognosi riservata al San Carlo di Potenza

in Cronaca

Incidente sul lavoro a Policoro: uomo in prognosi riservata al San Carlo di Potenza

Ricoverato, in prognosi riservata, l’operaio che questa mattina è stato vittima di un incidente sul lavoro a Policoro. Il cinquantunenne, originario di Castellaneta (TA), si trova nel reparto di ortopedia all’ospedale San Carlo di Potenza dove è stato trasportato di codice rosso in eliambulanza.
A svolgere le indagini per accertare la dinamica dell’accaduto gli uomini del Commissariato di Policoro.

Basilicata: concorso pubblico unico regionale per ostetriche

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Basilicata: concorso pubblico unico regionale per ostetriche. La domanda di partecipazione andrà presentata in modalità telematica.

 

È stato indetto il concorso unico regionale, per titoli ed esami, per la copertura di dodici posti di Collaboratore Professionale Sanitario- Ostetrica, Cat.D, per l’Azienda Sanitaria Locale di Matera, per l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza e per l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza.
Lo ha annunciato l’assessore alla Salute e Politiche della Persona, Francesco Fanelli, di concerto con il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Matera, Sabrina Pulvirenti.

Il concorso unico regionale, indetto dall’Azienda sanitaria locale di Matera, quale azienda capofila, anche nell’interesse e previa intesa con l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza e con l’Azienda sanitaria locale di Potenza, prevede complessivamente la messa a concorso di dodici posti.

“Grazie al prezioso contributo delle Aziende sanitarie del territorio, stiamo continuando in modo spedito, ad attuare tutte le procedure utili alla stabilizzazione e all’assunzione tramite concorso del personale del comparto sanitario” – ha dichiarato l’assessore Francesco Fanelli. “L’obiettivo è quello di estendere a tutte le categorie del settore la possibilità di partecipare alle procedure di assunzione in rinforzo alle strutture sanitarie del territorio affinché si continuino a potenziare i servizi offerti e si possano efficientare le risposte ai bisogni di cura e di assistenza ai cittadini”.

“Con questo bando di concorso – sostiene il direttore generale dell’Asm, Sabrina Pulvirenti – selezioneremo le unità che andranno a rafforzare il personale dei reparti Ostetricia e Ginecologia, i consultori e lo screening territoriale. Prosegue dunque senza sosta l’impegno della Regione Basilicata e dell’Azienda sanitaria locale di Matera nel reclutare nuovo personale a tutti i livelli per migliorare l’assistenza ai cittadini”.

La domanda di partecipazione al concorso pubblico va presentata, a pena di esclusione, unicamente tramite procedura telematica accedendo al seguente indirizzo web e compilando l’apposito modulo presente nel bando.

Rete Siti Unesco: valorizzare 16 siti Unesco con la provincia di Matera capofila

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Rete Siti Unesco: valorizzare 16 siti Unesco con la provincia di Matera capofila. Le regioni coinvolte: Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia

L’obiettivo del progetto “Rete Siti Unesco” è stato ribadito nella sala stampa della Camera dei Deputati (la conferenza stampa è visibile integralmente al link webtv camera, dove è stato presentato il resoconto dell’idea progettuale che ha come ente capofila proprio la Provincia di Matera e l’Associazione Patrimoni del Sud quale partner finanziatore. Il progetto intende valorizzare in rete 16 siti Unesco di 5 regioni del Sud Italia: Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Nato per dare visibilità ai territori, implementare la sinergia tra enti locali e far sì che, attraverso i primi due obiettivi, ciascun sito possa fungere da attrattore per gli altri, il progetto, finanziato dal Ministero del Turismo, ha come partner 15 enti locali del Meridione: oltre alla Provincia di Matera (capofila), anche quelle di Barletta Andria Trani, Caserta, Foggia, Salerno; le Città Metropolitane di Bari e Palermo; i Liberi Consorzi Comunali di Enna, Siracusa ed Agrigento; i Comuni di Alberobello, Barumini, Benevento, Matera, Monte Sant’Angelo e Noto.
Presenti a Roma il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, l’on. Gianluca Caramanna, consigliere per i rapporti istituzionali del Ministro del Turismo; Tiziana D’Oppido, assessora alla Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Unesco del Comune di Matera; Claudia Giovannini, vice direttrice dell’UPI; Vincenzo Santoro, responsabile Dipartimento Cultura e Turismo dell’Anci; Elisabetta Gabrielli, Project Leader Progetto Rete Siti Unesco; Emanuele Pecora, CEO della Simposio.
Il presidente Marrese ha evidenziato la mission del progetto: “Mettere al centro la promozione dei territori attraverso il motto un sito tira l’altro. L’obiettivo è quello di utilizzare la forza dei siti Unesco per promuovere tutto il territorio circostante e fare rete, non solo tra i siti. Siamo consapevoli dell’importanza della sinergia tra enti per provare a massimizzare sempre più le presenze turistiche sui rispettivi territori. Il progetto è al momento in una fase conclusiva sotto l’aspetto della rendicontazione, ma, sotto quello pratico, è all’inizio del suo percorso. Dopo essere riusciti a mettere in rete i vari siti di regioni diverse, infatti, è stata creata l’Associazione Patrimoni del Sud, che ringrazio, ad iniziare dal presidente Giuseppe Canfora, per l’importante apporto dato in questi anni. Adesso, invece, è il momento di creare maggiori servizi sui territori – ha concluso Marrese –, anche come effetto della realizzazione di pacchetti turistici, per provare a coinvolgere le aree interne”.
L’on. Caramanna, consigliere per i rapporti istituzionali del Ministro del Turismo, ha evidenziato come “progetti come questo vanno nella giusta direzione e nello spirito del Ministero, cioè quello di mettere a sistema tutto il mondo del turismo. La Rete Siti Unesco è riuscita a farlo per le maggiori bellezze del Sud e a conciliare i siti Unesco, dando loro il ruolo di traino. Proprio il sistema, la rete, a mio giudizio, dovrà essere la svolta per i prossimi anni. La nostra attenzione sul tema è massima”.
Giovannini, vice direttrice dell’UPI, si è soffermata sui “brillanti risultati” che la rete dei siti Unesco ha portato a termine. “Come UPI abbiamo visto la nascita di questa idea progettuale e ci complimentiamo con il presidente Marrese e con la project manager, Elisabetta Gabrielli, per aver portato avanti tutte le attività dell’iniziativa, peraltro in un contesto normativo che, per le Province, nel frattempo è molto cambiato, in peggio. Auspichiamo che i risultati raggiunti non si esauriscano qui e coinvolgano anche altri siti Unesco d’Italia”.
Per Santoro, responsabile Dipartimento Cultura e Turismo dell’Anci, è “stata un’ottima idea mettere insieme i siti Unesco del Sud aggregando intorno ad essi le Province, non solo per far sì che i primi portassero a spalmare il turismo su aree più vaste, ma anche per far confrontare tra loro i vari siti e consentire l’accessibilità dell’offerta turistica globale delle aree interessate. Sarà nostra cura chiedere agli enti nazionali che si occupano di bandi e finanziamenti per il settore turistico maggiore attenzione per il lavoro in rete. Fa piacere evidenziare il protagonismo delle Province del Sud, perché esse sono state particolarmente penalizzate dalla riforma Delrio”.
D’Oppido, assessora alla Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Unesco del Comune di Matera, non ha mancato di sottolineare come la “rete funzioni, perché si è passati dagli iniziali 14 agli attuali 16 siti, ciascuno con il suo fascino e la sua storia. Io credo che siano necessarie per tutti i siti visibilità, coesione e sinergia, anche attraverso lo scambio di eventi e di buone pratiche. Serve una rete soprattutto nel Sud Italia. Ecco perché questo progetto va nella giusta direzione”.
La Project Leader del progetto, Elisabetta Gabrielli, ha relazionato sulle caratteristiche del progetto, mentre Emanuele Pecora, CEO della Simposio, ha illustrato tutti i servizi informatici connessi al progetto, curati dalla Simposio.

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