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Nova Siri Genetics dà il via al “Club Varietale”

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Nova Siri Genetics, azienda di Policoro (Matera) specializzata nell’attività di ricerca, sperimentazione e moltiplicazione di nuove varietà di fragola è ideatrice e promotrice del Club Varietale della fragola, un progetto di valorizzazione, dedicato a tutti gli attori della filiera, vivaisti, produttori e distributori.
‘’Il Club Varietale NSG – spiega Alida Stigliano, responsabile marketing e comunicazione – giunge in un momento nel quale la competizione nel mercato delle fragole è basata sul prezzo. Con questo progetto intendiamo sostenere tutte le realtà della filiera mettendo a disposizione le nostre migliori selezioni con un approccio di segmentazione dell’offerta e politiche di marca profilate per soddisfare differenti fasce di mercato, presidiare lo scaffale sino a 8-9 mesi l’anno’’, completa. L’elemento differenziante del Club è dunque sviluppare un’offerta contraddistinta da brands che identificano posizionamenti chiari, distintivi sulla base di differenti cluster di consumatori.
I singoli brands sono accomunati dai valori che contraddistinguono Nova Siri Genetics e il progetto Club in termini di ‘’filiera virtuosa’’ in grado di offrire produzioni dalle aree più vocate del Bacino del Mediterraneo, sicurezza alimentare, qualità organolettica e sostenibilità grazie a cultivar innovative a basso impatto ambientale.
Il progetto prende in queste settimane vita con il lancio del brand Rossetta®, che identifica la fascia premium dell’offerta del Club, disponibile da gennaio a giugno. Rossetta®, che attualmente comprende la varietà NSG 120, si distingue per una shelf-life elevata, per un calibro medio-grande, una colorazione rosso medio uniforme, una buona consistenza della polpa e un grado Brix elevato.
Nelle prossime settimane sarà attivata una campagna di promo-comunicazione rivolta in particolare al target B2B e finalizzata a sviluppare la notorietà e la penetrazione commerciale del brand premium sul mercato domestico.

Covid-19 Basilicata, sono 61 i tamponi positivi, 5 i pazienti in terapia intensiva

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La task force regionale comunica che ieri, 18 gennaio, sono stati processati 752 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 61 (e fra questi 58 residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Le positività riscontrate riguardano: 1 persona residente in Liguria in isolamento a Grumento Nova, 1 persona residente in Puglia in isolamento a Potenza, 1 persona residente e in isolamento nel Lazio, 1 persona residente ad Atella, 1 ad Avigliano, 1 a Brienza, 1 residente a Calvello in isolamento a Potenza, 10 residenti a Filiano, 2 a Grumento Nova, 2 a Lauria, 5 a Lavello, 1 residente a Marsicovetere in isolamento a Moliterno, 5 residenti a Matera, 2 a Melfi, 1 a Moliterno, 1 a Pietragalla, 3 a Pignola, 6 residenti a Potenza (di cui 1 in isolamento a Filiano e 1 in isolamento a Pignola), 1 residente a Rapolla, 4 a Rionero in Vulture, 7 a San Martino d’Agri (di cui 5 in isolamento a Viggiano), 1 residente a Sarconi, 1° Satriano di Lucania, 1 a Tramutola e 1 a Vietri di Potenza.

Nella stessa giornata sono decedute 8 persone (1 residente a Brienza, 1 residente a Gallicchio che si trovava in isolamento a Brienza, 1 residente a Grumento Nova, 1 residente a Potenza, 2 residenti a Sasso di Castalda che si trovavano in isolamento a Brienza, 2 residenti a Vietri di Potenza), e sono guarite 14 persone, tra cui 1 persona residente in Lombardia e in isolamento Ripacandida. I 13 guariti lucani risiedono 3 ad Atella, 1 a Brienza (in isolamento a Potenza), 1 a Calvello (in isolamento a Potenza), 2 a Lavello, 1     a Melfi, 1 a Pignola, 1 a Rionero in Vulture, 1 a Ruoti, 1 a Satriano di Lucania e 1 a Tramutola.

Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.725 di cui 6.643 in isolamento domiciliare. Sono 5.172 le persone residenti in Basilicata guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 294 quelle decedute.

Le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane sono 82: a Potenza 32 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 26 in Pneumologia, 8 in Medicina d’urgenza e 3 in Terapia intensiva dell’ospedale San Carlo; a Matera 6 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 5 in Pneumologia e 2 in Terapia intensiva dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 200.646 tamponi, di cui 185.833 risultati negativi, e sono state testate 125.394 persone.

In allegato il bollettino quotidiano con i dati riassuntivi.

VIDEO. Deposito scorie in Basilicata? Bardi: “né ora, né mai”

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Policoro, l’assessore Cacciatore lascia la maggioranza

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Una nota congiunta firmata da Francesco Labriola e Carmine Agresti per annunciare che Policoro Ideale lascia la maggioranza, nel documento che ha data 31 Dicembre 2020 è riportato: “con la presente, per comunicarLe che sono venute meno le condizioni politiche per poter continuare a far parte della maggioranza e del governo della città. I motivi li spiegheremo nel dettaglio alla città, alla base ci sono i contenuti del documento politico e quanto accaduto nell’ultima giunta. Per noi sognatori la politica è esclusivo interesse per il bene della città e prima di ogni cosa “le persone”, il cinismo politico non ci appartiene e per questo continueremo ad impegnarci con gli amici di Policoro Ideale, con la nostra ottima Titti Cacciatore, alla quale abbiamo chiesto di rassegnare le dimissioni e a continuare nell’impegno politico per la città. Con il nostro consigliere comunale Carmine Agresti, nell’assise del consiglio comunale da indipendente, fuori dalla maggioranza e distante anni luce da certa minoranza, porteremo il contributo politico, valutando volta per volta, nell’esclusivo interesse di Policoro e dei policoresi. Buon lavoro.

Sanità, incontro in Prefettura: sul tavolo anche la questione “Ospedale di Tinchi””

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L’associazione Infrastrutture, Servizi e Mobilità incontra in prefettura sua S.E. il Prefetto di Matera in concomitanza con FIALS, il Sindaco di Pomarico e il Comitato Ospedali del Metapontino. Nell’incontro si è voluto portare al corrente il Prefetto di Matera sulle criticità dell’annosa questione della Sanità nel Materano con relative prospettive e punti programmatici per una soluzione della stessa
Il segretario della FIALS, Gianni Sciannarella, nel corso dell’incontro, ha posto in essere il pericolo dell’annunciata chiusura dei reparti di Geriatria, Chirurgia Vascolare e Chirurgia Plastica del Madonna delle Grazie in adeguamento al DM 70 sull’efficientamento delle strutture ospedaliere e relativa attuazione della delibera 2/2017 della precedente giunta Pittella. È stato sottolineato che questi reparti sono di fondamentale importanza per il bacino di utenza accreditato e per i comuni limitrofi della vicina Puglia, in particolare Geriatria è un reparto storico del nostro Ospedale, Chirurgia Vascolare è un HUB che rappresenta una eccellenza per tutta la Sanità Lucana, mentre la chiusura del reparto di Chirurgia Plastica andrebbe a congestionare la Chirurgia generale divenendo una parte di essa e senza specializzazioni specifiche con ulteriore perdita di professionisti specializzati dedicati. Inoltre ribadisce l’urgenza di nominare il DG (Dirigente Generale), il DA (Direttore Amministrativo) ed il DS (Dirigente Sanitario) della ASM che allo stato attuale risultano ancora con incarichi provvisori di Facenti Funzione, ed approntare e mettere a bando pubblico le assunzioni a tempo indeterminato di tutto il personale sanitario dei presidi ospedalieri della Provincia di Matera.
Il Sindaco di Pomarico Francesco Mancini, ha sollecitare S.E. il Prefetto di Matera sull’urgenza ad intervenire in merito alla proroga della delibera Regionale che di fatto provocherebbe la chiusura dei fondamentali reparti di cui sopra, attraverso una contro delibera di giunta, entro e non oltre il 31/12/2020 che è la data attuativa prevista della stessa. Inoltre, puntualizza il Sindaco, è indispensabile ed altrettanto urgente che la giunta Regionale ed i relativi amministratori provvedano nel proporre una modifica del DM 70 che possa meglio rappresentare le eccezioni degli ospedali di confine, che nel nostro caso si tradurrebbe in una adeguata facilitazione degli accordi interregionali con Puglia e Calabria per sancire e meglio normare gli stessi affinché le due realtà delle strutture ospedaliere di Policoro e Matera, possano regolarizzare il servizio sanitario offerto ai cittadini dei comuni limitrofi delle due Regioni confinanti. Inoltre aggiunge il Sindaco, si rende indispensabile un’altra deroga al DM 70 in merito al potenziamento del servizio sanitario di pronto soccorso e del turismo sanitario, delle città turistiche come Matera che negli ultimi anni ha visto crescere le presenze italiane e straniere fino ad 1 milione nel 2019, per assicurare agli stessi un servizi sanitario di qualità e sicurezza da offrire ai visitatori che si recano in visita alle mete turistiche della nostra Provincia.
Per l’Associazione Infrastrutture, Servizi e Mobilità nel Materano il vice presidente Biagio Plasmati ha sottolineato che la nota bozza di riforma della Sanità Lucana proposta dal governo Regionale, nel nome dell’assessore Rocco Leone, il Presidente Vito Bardi e con dietro la supervisione del dirigente del Dipartimento alla persona Ernesto Esposito di creare una unica ASL (Azienda Sanitaria Locale) composta da una parte Amministrativa che farebbe capo a Matera ed un’altra Ospedaliera che farebbe capo al San Carlo di Potenza, nasce dall’unico obiettivo di mantenere il II Livello del DEA di Potenza rendendola l’unica Azienda Ospedaliera in Regione ed inoltre, dare continuità al progetto della facoltà di medicina che altrimenti non potrebbe essere istituita. Continua il vice Presidente, la Basilicata ha un numero di ospedalizzazioni, di tutte le strutture ospedaliere di cui è dotata, pari a circa 78 mila/anno. Poiché il DEA di II livello di Potenza per non essere declassato a DEA di I Livello, a causa dell’adeguamento agli standard minimi previsti dal DM 70, ha necessità di un bacino di utenza di almeno 600 mila residenti ed un numero di ricoveri e quindi ospedalizzazione di almeno 70 mila/anno. Ecco perché il progetto delineato dalla bozza si pone come obiettivo di trasferire alla costituenda AUR (Azienda Unica Regionale), nella fattispecie il San Carlo di Potenza, che ha già acquisito le ospedalizzazioni nosocomi di Melfi, Lagonegro e Val d’Agri attraverso un accorpamento/depotenziamento, i ricoveri di tutto il territorio Regionale, accorpando/depotenziando anche gli ospedali della Provincia di Matera, per rientrare nei parametri minimi previsti dal DM 70. Inoltre il San Carlo di Potenza, in quanto Azienda Autonoma, proprio per la mancanza di risorse ministeriali che risultano dal numero di ospedalizzazioni e non dal numero di abitanti del bacino di utenza come le Aziende Sanitarie autonome dell’ASP (Azienda Sanitaria di Potenza) ed ASM (Azienda Sanitaria di Matera), continua ad indebitarsi per oltre 2 milioni di Euro al mese, gravando di debiti tutta la popolazione e la Sanità Lucana.
Il presidente dell’Associazione, Leonardo Bia, interviene prima sulla necessità dell’autonomia della nostra Provincia a partire da quella Sanitaria in un territorio mai unito dal punto di vista sociale, economico e delle infrastrutture. Inoltre il Presidente fa il punto sulla situazione delle strutture per paucisintomatici che necessitano di una soluzione urgente in vista di possibili capovolgimenti di sorta della pandemia ancora in corso. Ribadisce Bia che si rende necessario l’intervento del Governo Regionale in merito agli accordi interregionali di confine con la Puglia e la Calabria per aumentare il bacino di utenza degli ospedali Provinciali di Matera e Policoro, che di fatto sono già utenti acquisiti, nell’intento di rientrare nei termini numerici minimi previsti da DM 70, in merito ai numeri richiesti per le strutture complesse inserite nei rispettivi nosocomi. Per creare un connubio imprescindibile tra i presidi ospedalieri territoriali provinciali, bisogna potenziare l’assistenza domiciliare integrata, istituendo le cosi dette Case della Salute o porta del paziente nel proprio territorio di residenza, potenziando l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e quindi per attuare un processo di sinergia tra risorse ospedaliere, medici di base e pronto soccorso, ottemperando i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) previsti per migliorare la presa in carico globale del paziente nel suo bisogno di salute e garantire la continuità dei suoi percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali, in ottemperamento all’accordo Stato-Regioni e quindi filtrando e decongestionando le strutture ospedaliere principali. Inoltre sottolinea Bia la necessità di implementare la rete infrastrutturale necessaria per i collegamenti della Rete Sanitaria in ambito Provinciale e quindi favorire gli spostamenti e il raggiungimento dei presidi ospedalieri. Infine sottolinea, la necessita di potenziare l’autonomia delle ASM e quindi di tutti presidi ospedalieri della rete Provinciale Materana, per ridare la giusta autonomia gestionale ed operativa alle strutture preposte nel Materano
Il comitato degli Ospedali del Metapontino interviene Gaetano Giannace sull’annosa questione dell’ospedale dipartimentale di Tinchi, che nonostante sia divenuto il punto di riferimento Provinciale per visite e cure della tiroide, verte in un condominio non adeguato agli standard ospedalieri e soprattutto della pressante pandemia COVID ancora in corso. Giannace sollecita il prefetto di Matera a riaprire l’ospedale distrettuale di Tinchi bloccato dall’Assessore al ramo per mancanza di agibilità dell’ormai concluso ampliamento dello stesso ospedale di Tinchi che è una struttura nuova e funzionale, ma continua ad essere quasi del tutto inutilizzata da troppi anni con conseguenti aggravio di costi per la gestione in un appartamento preso in affitto in un vicino condominio che risulta completamente inadeguato alle funzioni che dovrebbe svolgere. Inoltre chiede di attivare immediatamente la struttura in quanto, fino allo stato di emergenza COVID la stessa può andare in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento dell’agibilità, fino al termine dello stato di emergenza.
Nel mentre si svolgeva il nostro incontro in Prefettura, apprendiamo da un comunicato stampa ed accogliamo con grande favore che la Giunta Regionale delibera la proroga di chiusura dei reparti del Madonna delle Grazie di cui sopra. Il nostro plauso all’Assessore Leone per aver preso in esame le istanze portate avanti dalla FIALS, dalla conferenza dei Sindaci della Provincia di Matera, e dai cittadini tutti ed Associazioni, in merito allo sconsiderato tentativo di depotenziamento del nostro ospedale e di quelli dell’intera Provincia. Restiamo comunque in attesa del piano strategico Sanitario Regionale in ottemperanza al DM 70 e delle annunciate richiesta di modifica dello stesso, con l’auspicio che vengano potenziate tutte le strutture ospedaliere Regionale ed i relativi bacini di utenza reali attraverso gli auspicati accordi interregionali di bacino secondo quanto previsto dal DM 70, per ottemperare alle esigenze di cura della Salute di tutti i cittadini Lucani, evitando di salvaguardare altri obiettivi che contrastano con le esigenze sanitarie reali, per fare della Sanità Lucana una eccellenza territoriale e punto di riferimento anche per i comuni delle Regioni limitrofe.

Notte di Halloween, disordini: 21 le persone denunciate

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Secondo gli investigatori non si tratta di azioni di protesta contro gli attuali D.P.C.M. in tema di prevenzione da contagio da infezione da Sars-Cov.2 né a motivi di carattere politico;  “alla base delle azioni c’è stata la volontà di festeggiare la notte delle streghe in modo plateale e goliardico”

 

Personale dell’apparato preventivo ed investigativo, a seguito di specifici disposti dal Questore Liguori, all’esito di immediati accertamenti, denunciava alla Procura della Repubblica di Potenza, 21 individui responsabili di incendio, danneggiamento e atti di vandalismo nella recente notte di Halloween nella zona denominata Aquarium di Matera.

Sono adolescenti di età ricompresa tra i 14 ed i 16 anni

Rispondono tutti del reato di accensioni ed esplosioni pericolose in concorso tra di loro con l’impiego di diversi tipi di petardi quali bombe carta e Kobra 31 K, particolarmente potenti.

Inoltre per alcuni dei 21 individui s’ipotizza anche il reato di danneggiamento aggravato ai danni di autovetture parcheggiate in via dai residenti della zona.

Otto in tutto, difatti, il numero delle autovetture “interessate” dall’azione del gruppo di cui 3 imbrattate con delle bombolette spray mentre altre 5 presentano gli specchietti laterali infranti.

Altri, ricompresi sempre nel cerchio dei deferiti all’Autorità giudiziaria, risponderanno di danneggiamento seguito da incendio di 4 cassonetti della spazzatura, dati alle fiamme tramite la deflagrazione al loro interno di mortaretti dall’apprezzabile azione deflagrante.

La ricostruzione investigativa avviata nella notte tra sabato e domenica scorse da parte della Polizia di Stato consentiva di bloccare sul posto due minorenni nonché di eseguire una serie di verifiche ed approfondimenti che permettevano di giungere a diverse prove a carico del nutrito gruppo di minorenni.

I 21 sono stati identificati grazie ad un incrocio di elementi scaturiti dalla conoscenza del territorio nonché dal confronto di album fotografici dei volti degli indiziati comparati con le immagini degli stessi, estrapolate dalle telecamere comunali, nel corso dei raid notturni. È stato ricostruito anche il movente dei gesti delinquenziali. Essi non sono riconducibili ad azioni di protesta contro gli attuali D.P.C.M. in tema di prevenzione da contagio da infezione da Sars-Cov.2 né a motivi di carattere politico et similia. Alla base delle azioni c’è stata la volontà di festeggiare la notte delle streghe in modo plateale e goliardico. Sono tuttora in corso ulteriori verifiche da parte degli investigatori volte a chiarire eventuali altri coinvolgimenti nella vicenda.

Basilicata, Covid-19: nuova ordinanza su trasporto, sport e estero

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 emanata l’ordinanza n. 38

 Sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata è stata pubblicata l’ordinanza n. 38 del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi recante “Disposizioni di contenimento del contagio da Covid-19 e in materia di trasporto pubblico locale, sport di contatto e di ingressi o rientri dall’estero”. Oltre a confermare le disposizioni già emanate in precedenza allo scopo di contenere la diffusione del Covid-19, l’ordinanza obbliga i cittadini a utilizzare protezioni per le vie respiratorie anche all’aperto, nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e comunque negli spazi di pertinenza di luoghi e locali aperti al pubblico. Non sono soggetti a questo obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva.

Ferme restando le attività economiche, produttive, sociali e ricreative già autorizzate con precedenti provvedimenti, l’ordinanza vieta lo svolgimento di gare, competizioni e attività legate allo svolgimento degli sport di contatto organizzate a carattere amatoriale o da associazioni e società dilettantistiche non riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) o dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip). Per lo svolgimento degli sport di contatto da parte delle società professionistiche e dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Coni o dal Cip, sono consentite le attività nel rispetto dei protocolli idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio.

Restano inoltre sospese le attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale e locali destinati all’intrattenimento, ristoranti, bar, pub e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose potranno avere una partecipazione massima di trenta persone e dovranno svolgersi nel rispetto delle “Linee Guida sulle misure minime per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 in relazione allo svolgimento in sicurezza di ricevimenti per cerimonie ed eventi analoghi in Basilicata.

Per il trasporto pubblico locale, l’ordinanza del presidente Bardi dispone che sul territorio regionale dovrà essere rispettato un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all’ottanta per cento dei posti consentiti

dalla carta di circolazione dei mezzi stessi, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti.

Il Cotrab dovrà impartire a tutte le aziende consorziate precise disposizioni e direttive per il rispetto dei provvedimenti governativi, in modo che ciascuna azienda applichi le necessarie misure di sicurezza. Sugli spostamenti da e per l’estero, ferme restando le disposizioni nazionali in materia di divieti e limitazioni di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020 e le misure di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 del medesimo decreto, sull’intero territorio regionale restano in vigore le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 1 a 4, dell’ordinanza 10 luglio 2020, n. 29. Le disposizioni contenute nell’ordinanza n. 38 si applicano da oggi 14 ottobre e sono efficaci sino al 13 novembre 2020, salvo ulteriori prescrizioni che dovessero rendersi necessarie in relazione all’andamento della situazione epidemiologica.

È possibile consultare il testo integrale del documento sul sito web della Regione Basilicata, collegandosi al BUR

La roulette ritrova online il vecchio splendore grazie ai live dealer

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Mentre le roulette dei casino fisici sono in crisi, a causa delle restrizioni da covid che hanno ulteriormente aggravato la situazione delle casse, più che mai in rosso, sul web la tendenza è opposta. Le roulette online vanno alla grande. Questo grazie soprattutto alla rivoluzione delle roulette live.

Le regole della roulette nei casino online

Il gioco della roulette è senza dubbio il gioco più iconico se si pensa ai casino. Le regole della roulette online sono le stesse di quelle che esistono ormai da 300 anni visto che questo gioco è nato nel XVII secolo in Francia. Il gioco della roulette online prevede un disco diviso in 37 spicchi (o 38 nella versione americana) colorati di rosso, nero o verde nel caso dello 0 o del doppio 0. Il disco viene fatto ruotare dal croupier che lancia poi la pallina della roulette nel senso opposto. Prima del lancio o durante, fino al classico “le jeux sont fait rien ne va plus” frase simbolo della roulette, i giocatori possono fare la loro puntata. I tipi di giocata nella roulette online sono gli stessi presenti nel gioco da casino.

Anche nella roulette online quindi, i giocatori possono puntare sul singolo numero, sul cavallo, sulla terzina, sulla quartina, sulla sestina, sulla dozzina e sulla colonna. Ovviamente le giocate più comuni nella roulette sono quelle del pari o dispari del manque o passe (1-18 e 19-36) o del rosso e nero. Le sessioni in una roulette online sono molto più veloci rispetto a quella dei casino. Questo è uno dei tanti vantaggi della roulette online rispetto alla tradizionale roulette da tavolo. Anche la numerose tipologie di roulette presenti sui casino online sono un vantaggio rispetto alle classiche tre versioni, francese, inglese e americana. Ma il vero boom è arrivato con l’approdo sul mercato delle roulette live di cui ora vi spiegheremo il funzionamento.

Roulette live, la grande novità del gaming sul web

La roulette live mette insieme il gioco online con quello reale. Se infatti fino a poco tempo fa, le roulette online vedevano l’utente interfacciarsi solo con una sorta di videogame, dove tutto era automatizzato, ora la concezione di questo gioco è totalmente cambiata. Paradossalmente i principali operatori di settore hanno voluto portare il casino reale dentro ai pc, tablet e smartphone degli italiani, proprio tramite la roulette live. In questa versione della roulette online, l’utente si collega a un canale in streaming in tempo reale e gioca direttamente alla roulette live avendo davanti un vero croupier come se fosse in un casino reale. I dealer delle roulette live sono professionisti e rendono l’esperienza davvero unica.

La roulette live ha avuto talmente successo che tutti i maggior casino online del mercato italiano hanno inserito questo gioco nella loro offerta. Ma non solo visto che oltre alla roulette giocata online e live sui siti di gaming sono arrivati altri giochi in streaming in diretta come il blackjack, il poker, il baccarat i dadi e tanto altro. La nascita della roulette live ha portato ancora più registrazioni e fatturato ai siti di gaming italiani, in un periodo dove il gioco d’azzardo legale sembrava essersi arenato. Infatti in un settore del genere servono sempre novità per stimolare il divertimento e il lato ludico del gioco e la roulette ha rappresentato in pieno il tipo di caratteristica che gli operatori stavano cercando. Oggi che le case da gioco hanno riaperto post covid con regole molto stringenti da rispettare sembrano sempre più destinate a lasciare una consistente fetta di mercato a quello che rappresenta il presente ed il futuro ovvero l’online.

Fino a qualche anno fa nessuno aveva mai pensato alla roulette in versione live, ora invece questo gioco è molto diffuso e apprezzato. Chissà quindi cosa ci riserverà il mondo della roulette nel panorama online in futuro, visto il continuo processo di innovazione nel mondo del gioco.

 

 

 

Enoturismo, Fanelli: stretto legame tra territorio e produzioni

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Visite in cantina, mappatura delle aziende in grado di offrire proposte in termini di visite guidate e degustazioni, possibilità di organizzare la cantina come una vera e propria struttura ricettiva per ospitare wine travellers interessati al mondo del vino e scoprirlo in modo più lento e suggestivo. Con l’approvazione della delibera di Giunta, proposta dall’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, avente come oggetto “Disposizioni regionali per lo svolgimento dell’attività enoturistica in Basilicata da parte degli imprenditori agricoli”, la Regione, recependo la legge nazionale che regolamenta il settore dell’enoturismo, punta a potenziare questo segmento di attività extra-agricola anche in questo momento di ripartenza. Si punterà a offrire ai cultori del vino un’offerta di qualità sia in termini di accoglienza e sia di professionalità, organizzando i tour e il servizio con personale altamente specializzato. Proprio per questo, la Regione ha inteso istituire un elenco regionale degli operatori che svolgono attività enoturistica per dare all’enoturista garanzie di qualità. “Il turismo del vino – ha dichiarato l’assessore Fanelli – è un fenomeno culturale ed economico sempre più crescente. Bisogna promuovere lo stretto legame tra territorio, prodotti agroalimentari e turismoQuesta è una strada che, anche in questa fase di ripartenza, potrà favorire un turismo di prossimità, sostenibile, slow, incentivando gli appassionati a scoprire quello che c’è dietro un’etichetta, ossia il prodotto, il luogo di produzione, le storie dei produttori, la cultura e le origini di un luogo che avranno un sapore indimenticabile. Oltre alla classica degustazione si punta a offrire un’esperienza autentica, a un tipo di turismo integrato che si basa sul binomio turismo -agricoltura e questo, diventa un vero e proprio modo di fare vacanza. Le nostre zone, a forte vocazione rurale, potranno essere mete privilegiate per trascorrere qualche giornata in pieno relax, dopo questo periodo caratterizzato da ristrettezze di mobilitazione. Si tratta – ha concluso Fanelli – di una strategia di marketing territoriale che si mira a consolidare interessanti opportunità offerte dalla valorizzazione del territorio, specie quello delle nostre aree interne, con la possibilità di crescita per tutta la filiera agroalimentare”.

Tra i requisiti minimi da possedere per un’azienda: l’apertura settimanale o stagionale per almeno 3 giorni; l’uso di strumenti di prenotazione informatizzati; la presenza di cartelli da affiggere con le informative relative all’accoglienza; la presenza di una pagina web aziendale; l’uso di calici di vetro per le degustazioni; la preparazione del personale addetto all’accoglienza (che può essere costituito dal titolare dell’azienda o dai familiari, dai dipendenti dell’azienda o da collaboratori esterni), l’indicazione di  parcheggi in azienda o nelle vicinanze, di disporre di materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno tre lingue, compreso l’italiano.

Le attività enoturistiche comprendono: visite guidate nei vigneti alla scoperta dei luoghi di coltivazione della vite, della storia e della pratica vitivinicola ed enologica, iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo compresa la vendemmia didattica, attività di degustazione anche in abbinamento ad alimenti.

“Il settore della mobilità turistica azzerato dal Coronovirus”

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“Il settore della mobilità turistica non è un settore invisibile e non può essere dimenticato né dal Governo Nazionale né da quello Regionale.”

E’ il grido di allarme lanciato da Carmela Rabite, responsabile della “Rabitebus”, azienda di trasporto di Tursi che opera in Basilicata da 61 anni.

“L’emergenza legata al Coronavirus – spiega Rabite – come del resto ha fatto con tutti i settori ha causato anche al nostro parecchi problemi ma, se per gli altri si cerca di trovare una soluzione alla crisi, per quello della mobilità turistica sembra tutto ancora in alto mare”.

“E’ vero, si parla ogni giorno, e si è parlato sin da subito, del turismo ma non si parla mai della mobilità legata ad esso che, tengo a sottolineare è per il turismo stesso imprescindibile.  Il 23 di febbraio – continua Rabite –  è stato un giorno particolare perché con le gite scolastiche annullate è iniziata la nostra crisi. Capite bene che la nostra attività è fortemente legata a quella scolastica e pertanto venendo meno le prenotazioni legate ai viaggi di istruzione è iniziato il periodo critico. Ovviamente è stato giusto fermare tutto perché la salute dei nostri viaggiatori e dei nostri collaboratori per noi è al primo posto tuttavia, essendo saltati i mesi cruciali della mobilità turistica legata alla scuola, per noi del settore è saltata una completa stagione e purtroppo, ed è la cosa che più ci spaventa, non sappiamo ancora se si potrà partire il prossimo anno e in che modo.” In nessun Decreto nazionale e in nessuna ordinanza regionale si leggono capitoli dedicati specificatamente alla mobilità turistica e questo getta un’ombra sul nostro lavoro perché per noi equivale a brancolare nel buio”.

“Siamo in collegamento – specifica la Responsabile della Rabitebus – con tutti i colleghi e per tutti vale lo stesso timore, la paura di cosa accadrà. Non possiamo permetterci di sbagliare la ripartenza.  Secondo l’Unwto l’80% delle imprese turistiche nel mondo sono piccole o medie e per queste l’impatto coronavirus potrebbe essere vissuto come uno tsunami, non si può quindi non prendere in considerazione i segnali che gli operatori direttamente coinvolti stanno dando alle Istituzioni.  Secondo lo studio Cerved,stiamo vivendo  ora il primo scenario possibile individuato, quello “base” con la ripresa di maggio che si protrarrà per altri due mesi prima di ritornare alla normalità ma il settore della mobilità turistica non è compreso in questo scenario, perché ancora non si intravede la fase 2 e per questo non vorremmo ritrovarci nell’altro scenario ipotizzato dallo studio, quello  “pessimistico” nel quale l’emergenza si protrarrà fino a dicembre e saranno necessari sei mesi per recuperare la situazione: ricettività e intermediazione rischiano di perdere il 60-70% in quello pessimistico. Non possiamo permetterlo. Non si deve dimenticare il settore della mobilità turistica su gomma che in Basilicata è il maggiore settore per quello che concerne i trasporti per il turismo. Per questo non può e non deve essere trasparente, non è un appendice del turismo ma un elemento fondamentale di esso. Come esiste l’albergo, o il ristorante per l’attività turistica esiste la mobilità, il trasporto.  Sono oltre200 gli addetti in Basilicata e non possono più aspettare.  Mi auguro- conclude Rabite -che qualcosa si inizi a muovere in estate. Intanto rimaniamo in attesa che la nostra fase 2 abbia inizio. Siamo aperti ad un confronto con le istituzioni regionali ai quale chiediamo di accogliere il nostro grido di allarme e di trovare insieme la strada percorribile per permetterci di ritornare a lavoro nella più totale sicurezza. ”

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