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Cronaca

All’Università della Basilicata il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia

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“Per troppo tempo in Basilicata si sono sprecate tantissime parole intorno alla possibilità di istituire anche nella nostra regione il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia. La firma di questo accordo oggi a Roma pone la parola fine alle attese di tantissimi giovani che vogliono restare in Basilicata per avviare questi studi. Ad appena un anno dal nostro insediamento, il corso di laurea in medicina diventa realtà testimoniando l’impegno dell’intero governo regionale a trasformare le idee in fatti concreti”.
Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, a margine dell’accordo firmato oggi anche dalla rettrice dell’Università degli studi della Basilicata, Aurelia Sole, dal Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza.
“E’ questa – ha aggiunto Bardi – la migliore risposta a chi, anche nelle ultime settimane ha avanzato dubbi sull’esito della nostra interlocuzione. Quello di oggi è un traguardo storico che abbiamo voluto raggiungere tutti insieme con uno sforzo notevole anche in termini economici. La Regione Basilicata, infatti, ha messo a disposizione 3 milioni di euro per il primo anno e 4 milioni di euro per gli anni successivi per il periodo di vigenza e ad integrazione del Piano dodicennale Regione / Università 2012–2024, somme che si aggiungono ai 10 milioni di euro all’anno già stanziati nell’ambito di questo Piano.
Il corso partirà già con il prossimo anno accademico, ma credo che già da oggi l’Università, insieme a tutti gli attori coinvolti, debbano già lavorare per avere docenti di alto profilo in grado di qualificare l’offerta formativa e di integrarla con il servizio sanitario regionale aprendo la strada a una nuova stagione della medicina e della salute in Basilicata”.  Al fine di sostenere i costi di funzionamento relativi all’avvio del corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università, il Ministero dell’Università e della Ricerca si impegna ad assegnare un contributo finanziario a favore dell’Università per il triennio 2021-2023 pari a 2 milioni di euro annui. Al fine di implementare la ricerca sanitaria nonché l’ammodernamento del polo tecnologico sanitario connessi all’avvio della facoltà di Medicina, il Ministero della Salute si impegna, previa valutazione ed approvazione di un piano di investimenti, ad assegnare a favore dell’Università, per il triennio 2021 – 2023, una somma pari a 3 milioni di euro annui. Con l’obiettivo di monitorare l’attuazione dell’accordo e il percorso temporale per l’istituzione del corso, si è deciso di costituire presso il Ministero dell’Università e della Ricerca un apposito Comitato composto da 5 componenti, di cui 4 designati da ciascuno dei soggetti sottoscrittori del presente accordo, e da un Presidente designato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Rettrice Unibas Sole, risultato storico per Ateneo e per Basilicata

“Oggi sono molto emozionata: chiudo il mio mandato con un risultato storico per il nostro Ateneo, l’avvio del percorso di istituzione del corso di laurea in Medicina nell’Università degli Studi della Basilicata. L’Ateneo prosegue nel suo progetto di crescita, a 40 anni dal terribile evento che ne ha segnato la nascita. Si tratta di una straordinaria opportunità per la nostra comunità regionale e per l’intero Mezzogiorno: l’investimento in ricerca e in alta formazione evidenzia la lungimiranza politica delle istituzioni coinvolte, perché, fra i tutti, il diritto al sapere e alla salute costituiscono la cornice coesiva di ogni società. Ringrazio per questo i ministri Ministri, Gaetano Manfredi e Roberto Speranza e il Presidente della Regione Vito Bardi. In tutti questi anni, il rapporto con il territorio lucano e l’investimento nei giovani e nello sviluppo sono state le mie priorità, che ho perseguito sia a livello locale che a livello nazionale, all’interno dell’ateneo e della CRUI. Tutto questo ha portato visibilità alla nostra comunità accademica, confermandone il peculiare protagonismo all’interno del sistema universitario nazionale”. Lo ha detto la Rettrice dell’Università degli studi della Basilicata, Aurelia Sole.

Capi “contraffatti” venduti online, due giovani sospettati di Scanzano Jonico

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Un sistema di vendita di capi contraffatti su internet è stato scoperto dai Finanzieri della Compagnia di Policoro, a seguito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera.

I militari delle Fiamme Gialle hanno avviato un’approfondita e prolungata attività di presidio sui profili e sulle pagine presenti su un noto social network, individuando due giovani di Scanzano Jonico, “risultati evasori totali”, secondo i finanzieri, “dediti alla vendita online di prodotti di abbigliamento contraffatti di noti brand, quali: ADIDAS, NIKE, ALL STAR, SAUCONY, NAPAPIJRI”. 

“A seguito di un preliminare monitoraggio sulle modalità di commercializzazione dei capi, i finanzieri di Policoro hanno proceduto, con l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, ad accedere presso i domicili dei soggetti interessati, così interrompendo il prosieguo dell’attività delittuosa. Gli elementi nella circostanza acquisiti, anche attraverso l’approfondito esame del contenuto degli smartphone sequestrati ai due giovani, hanno permesso di tracciare numerose vendite online effettuate in varie Regioni italiane e di appurare una consistente commercializzazione di capi contraffatti in progressiva crescita”, è riportato nella nota diffusa dalla Guardia di Finanza di Policoro. E, ancora: “Gli organizzatori della rete di vendita, infatti, attraverso l’esposizione della merce su una nota piattaforma telematica, provvedevano a reperire e incrementare la clientela tramite gruppi di vendita attivi su applicazioni di messaggistica istantanea.

I responsabili dell’illecito traffico sono stati pertanto denunciati all’Autorità Giudiziaria materana per “Commercio di prodotti con segni falsi”, reato previsto e punito dall’art. 474 del codice penale, mentre agli acquirenti, ubicati in diverse Regioni italiane, sono stati sequestrati i capi contraffatti acquistati e comminate le previste sanzioni amministrative”.

“Operazione Paride”, rinvenuti denaro e droga

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Nel corso delle perquisizioni eseguite in data 1 luglio dalla Polizia di Stato, connesse all’esecuzione delle 29 misure cautelari nei confronti del gruppo criminale che gravitava principalmente su Bernalda e su altri comuni del Materano, sono stati effettuati numerosi sequestri a carico degli indagati a riscontro delle imputazioni.

Gli Agenti della Squadra Mobile di Matera hanno rinvenuto a casa di 5 degli arrestati cospicue quantità di denaro contante, che per l’attività lavorativa svolta e per il reddito dichiarato a fini fiscali appariva del tutto ingiustificata, potendosi così presumere che tali somme siano il provento dell’attività di spaccio di sostanza stupefacente.

Complessivamente sono stati sequestrati all’incirca 32.000 euro. In particolare, a casa di un cittadino albanese arrestato, sono stati rinvenuti ben 27.000 euro in contanti,

divisi in mazzette e banconote di vario taglio, di cui il soggetto, che li nascondeva nel comodino della camera da letto, non ha fornito alcuna giustificazione.

E’ questa un ulteriore conferma del notevole giro d’affari mantenuto dagli appartenenti al gruppo criminale scompaginato con l’operazione del 1 luglio. Alcuni di loro, in particolare, avevano decine di clienti pronti a prosciugare i propri risparmipur di ottenere la cocaina.

Oltre ai soldi, a casa di altri soggetti coinvolti, nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati diversi grammi di eroina, hashish e materiale da taglio e confezionamento.

In particolare, nella cantina di un soggetto di Policoro di 41 anni, gli Agenti del Commissariato che hanno partecipato alle perquisizioni, hanno trovato 10 bustine termosaldate contenenti in totale 5 grammi di eroina, una piccola quantità di Subuxone(farmaco oppioide) nonché un bilancino di precisione. L’uomo, già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, è stato arrestato. Il P.M. di turno ne ha disposto la liberazione immediata.

“Operazione Paride”, eseguite 29 ordinanze, il sospetto è “traffico illecito di sostanze stupefacenti”

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Le indagini hanno preso avvio con il rinvenimento lo scorso mese di dicembre, in agro del comune di Bernalda, di 1,2 kg. circa di cocaina, 2,7 kg circa di hashish suddivisi in 27 panetti,  125 gr di marijuana, 2 fucili da caccia, 5 pistole revolver e semiautomatiche, circa 5.000 proiettili di vario calibro e potenzialità, 4,5 kg di materiale esplodente, costituito da diversi ordigni e manufatti esplosivi completi di miccia

 

A partire dalle prime ore di questa mattina, sono state eseguite 29 ordinanze di custodia cautelare, di cui 8 in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 10 dell’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di vari soggetti, tra cui elementi di spicco della criminalità organizzata operanti nel materano, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e altri gravi delitti.

L’operazione, denominata “Paride”, è il frutto di indagini condotte dalla Squadra Mobile di Matera e dagli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Potenza ed è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Potenza.

Le misure cautelari, che hanno interessato i territori di Matera, Bernalda, Policoro, Montescaglioso, Scanzano Jonico, Pisticci, Altamura (BA), Manduria (TA), Eboli (Sa), sono state eseguite unitamente a 42 provvedimenti di perquisizione personale e domiciliare disposti dal magistrato titolare delle indagini.

Sono stati impiegati circa 150 agenti della Polizia di Stato delle Squadre Mobili di Matera e di Potenza, coadiuvati dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine “Basilicata”, “Puglia”, “Campania”, “Lazio” e “Calabria”, con l’ausilio di unità cinofile e la copertura aerea di un elicottero della Polizia di Stato.

Le indagini hanno preso avvio con il rinvenimento lo scorso mese di dicembre, in agro del comune di Bernalda, di 1,2 kg. circa di cocaina, 2,7 kg circa di hashish suddivisi in 27 panetti,  125 gr di marijuana, 2 fucili da caccia, 5 pistole revolver e semiautomatiche, circa 5.000 proiettili di vario calibro e potenzialità, 4,5 kg di materiale esplodente, costituito da diversi ordigni e manufatti esplosivi completi di miccia.

 Oltre al territorio di Bernalda, divenuta nel tempo la più importante piazza di spaccio della Basilicata, l’organizzazione malavitosa, secondo gli inquirenti,  vedeva la propria operatività estesa anche ai comuni materani di Policoro, Scanzano Jonico, Pisticci, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Miglionico, Calciano, Salandra, Valsinni, Peraltro, a Bernalda, ove convergevano anche esponenti di criminalità di altri territori e regioni per approvvigionarsi di sostanze stupefacenti, a dimostrazione della crescente centralità del territorio lucano nel contesto del traffico di droga.

La pericolosità del gruppo criminale era anche legata alla sua capacità di trattare, “alla pari”, con altri clan di criminalità organizzata del Metapontino, nei cui confronti gli arrestati  agivano mantenendosi equidistanti.

Nel corso dell’attività, condotta anche mediante la registrazione di immagini di telecamere, sono stati monitorati e successivamente riscontrati centinaia di episodi di spaccio. È stato altresì rilevato che, tra le centinaia di consumatori che si rifornivano dal gruppo il cui epicentro era Bernalda, molti erano soggetti insospettabili, padri di famiglia. Alcuni di questi consumatori erano addirittura giunti a prosciugare tutti i propri risparmi pur di acquistare stupefacenti; in casi estremi, arrivavano persino a lasciare in pegno agli spacciatori le proprie carte bancomat, assegni, gioielli con rilevante valore affettivo, documenti personali e patenti di guida.

Il volume d’affari del gruppo si aggirava intorno ai 120 mila euro al mese, con acquisti all’ingrosso da fornitori albanesi o marocchini, e una vendita al dettaglio che si realizzava attraverso una capillare rete di pusher che agivano non solo nel territorio di Bernalda ma anche in altri comuni del Materano.

Il gruppo era in grado di acquistare con denaro in contante le partite di stupefacenti e di ottenere pertanto condizioni di acquisto più favorevoli sul mercato.

Sequestrati prodotti venduti indebitamente come “sanificanti”

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Nell’ambito dei servizi di istituto relativi anche all’attuale emergenza epidemiologica da COVID-19, i Finanzieri della Compagnia di Matera, presso un’azienda di questa provincia, hanno proceduto al sequestro preventivo di oltre 14 tonnellate di prodotti venduti indebitamente come “sanificanti” in quanto riportanti in etichetta diciture e/o segni che riconducevano ad un’azione biocida degli stessi, ma sprovvisti della prescritta indicazione del Ministero della Salute.

L’assenza della prescritta autorizzazione ministeriale e la circostanza che sulle relative etichette, mediante diciture e/o segni, erano riportate indicazioni e caratteristiche qualitative tali da indurre in inganno il compratore, hanno portato a configurare l’ipotesi delittuosa di “frode nell’esercizio del commercio”, reato previsto e punito dall’art. 515 del codice penale, in capo al legale rappresentante della società, con conseguente deferimento alla locale Autorità Giudiziaria.

Le Fiamme Gialle, in questo delicato momento storico, hanno intensificato le attività mirate al contrasto delle condotte più marcatamente illegali e fraudolente, con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e l’attività degli operatori commerciali onesti, nonché di individuare e di contrastare coloro i quali, approfittando dell’attuale situazione emergenziale, pongono in essere pratiche commerciali scorrette per soli fini di lucro.

Tavolo verde, illustrate misure per dare liquidità al mondo agricolo

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Due misure per ripartire. Illustrate, stamattina, durante la riunione del tavolo verde le due proposte che dovrebbero dare liquidità agli agriturismi e alle aziende agricole. All’incontro erano presenti l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, i dirigenti del dipartimento e i rappresentati delle organizzazioni professionali (Cia, Coldiretti, Copagri e Confagricoltura).

In apertura di incontro, tenutosi per la prima volta in presenza dopo l’emergenza covid, l’assessore Fanelli ha voluto ringraziare le organizzazioni agricole per il lavoro svolto, congiuntamente con il Dipartimento, nei periodi di maggiore criticità a causa della pandemia.

L’autorità di gestione del Psr Basilicata 2014-2020, Vittorio Restaino, ha illustrato, in ottica di condivisione di scelte e criteri,  i due interventi che rappresenteranno una prima risposta alle esigenze di liquidità del mondo agricolo. Una nuova  misura del PSR consentirà di concedere delle sovvenzioni a fondo perduto agli esercizi di agriturismo, grazie a una rimodulazione dei fondi europei non ancora impegnati attraverso bandi.

Il contributo erogabile è stato fissato dall’Unione Europea fino a un massimo di 7 mila euro.

Un altro intervento riguarderà le aziende agricole che hanno maggiormente subito danni dal Covid: gli elementi di dettaglio  saranno definiti successivamente, sempre attraverso una azione condivisa con i rappresentanti delle imprese agricole.

Altro punto all’ordine del giorno, lo stato di aggiornamento delle misure a superficie degli anni che vanno dal  2016 al 2019,  che è stato illustrato nel dettaglio dalla responsabile dell’Ufficio erogazioni comunitarie agricole (Ueca), Emilia Piemontese. Il dirigente generale, Donato Del Corso, ha illustrato le modifiche alla normativa regionale  sugli usi civici in ottica di  sburocratizzazione delle procedure. Sul problema dei danni da fauna selvatica sollevato dalle organizzazioni, l’Assessore ha assicurato che il tema è alla costante attenzione del Dipartimento e che , nonostante le sollecitazioni avanzate al Governo nazionale, ancora non si sono avute risposte. “Purtroppo – ha ribadito Fanelli – la questione richiede misure straordinarie che riguardano i diversi livelli istituzionali e i diversi ambiti e non può essere risolta con cure palliative perché la popolazione della fauna selvatica è cresciuta a dismisura e i mezzi per contenerla sono poco efficaci. Il problema non può trovare soluzione con misure ordinarie e per tale ragione serve un decreto di urgenza. In ogni caso, quanto prima sarà convocato in Regione un tavolo ad hoc con le organizzazioni ”.

Bilancio operazioni svolte dalla Squadra Volante: cinque denunce, tre segnalazioni al Prefetto

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Personale della Squadra Volante, nel corso dell’attività di servizio svolta in questa settimana, ha proceduto a denunciare in stato di libertà cinque persone e a ritirare armi e relativo munizionamento per ragioni di Pubblica Sicurezza.

Negli oltre 140 posti di controllo cittadini, e lungo le vie di accesso e di uscita da Matera, sono state identificate 1242 persone, fermati nr. 689 veicoli con il ritiro di 2 patenti di guida e contestate numerose infrazioni al Codice della Strada.

 Sono stati sottoposti a controlli di rito 89 persone sottoposte agli arresti domiciliari. Nella circostanza, tresono state denunciate rispettivamente per i reati di violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale, per evasione e l’ultimo per violazione delle prescrizioni.Nello specifico, il primo ha assunto comportamenti non consoni e non rispettosi del controllo; il secondo è stato sorpreso all’esterno dell’abitazione senza autorizzazione e il terzo, pur non potendo, ospitava in casa una donna. Un pregiudicato, sottoposto al provvedimento di affidamento in prova ai servizi sociali, è stato rintracciato in un bar della città in compagnia di altri pregiudicati e intento nel bere alcolici; per tale motivo è stato denunciato alla competente A.G.

Sempre all’interno di un bar, è stato identificato un soggetto, risultato irreperibile, nei cui confronti si rilevava un rintraccio per i reati di tentata truffa e sostituzione di persona.

Un uomo è stato poi denunciato poiché, dagli accertamenti compiuti dagli operatori di Polizia in questo centro cittadino, è emerso che il proprietario di una abitazione aveva minacciato due inquilini per obbligarli ad andar via a causa della loro omosessualità.

Tre cittadini materani, inoltre, sono stati segnalati al Prefetto di Matera per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti con il sequestro di 12 grammi di hashish e 3 grammi di marijuana, suddivise in dosi.

Nel corso dell’attività di servizio, si è proceduto infine a ritirare per ragioni di pubblica sicurezza due fucili, due pistole con diverso munizionamento da caccia e per pistola, detenuti legalmente da un genitore, il cui figlio, convivente, è stato sottoposto agli arresti domiciliari per detenzione di droga ai fini di spaccio.

Picchia anziano, arrestato l’aggressore

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A Matera, la Polizia di Stato ha arrestato un uomo per aver malmenato una persona anziana provocandogli gravi lesioni.

 

Gli agenti della Squadra Volante, intervenuti presso un condominio a seguito di una richiesta al 113, hanno trovato un uomo anziano, ottantaquattrenne, riverso sulle scale d’accesso all’immobile. L’uomo, che accusava forti dolori alla gamba sinistra e non era assolutamente in grado di camminare, ha riferito di aver subito un’aggressione, è quanto riportato in una nota diffusa dalla Questura di Matera.

La vittima è stata prontamente soccorsa tramite ambulanza del 118 e trasportata in ospedale, dove è stata ricoverataperla frattura del bacino e di una vertebra lombare, con prognosi di 40 giorni.

“Dalle indagini esperite nell’immediatezza, gli agenti hanno accertato che l’aggressore era stato un vicino di casa, 55 enne, pregiudicato, noto per la sua indole violenta, il quale è stato rintracciato e accompagnato in Questura. Gli operatori delle Volanti hanno ricostruito l’accaduto nella sua interezza. È emerso che alla base c’è stato un litigio per futili motivi, degenerato in violenza. A seguito dell’esecuzione di lavori edili condominiali, l’aggressore ha gettato il materiale di risulta vicino l’ingresso di casa della vittima e alle sue rimostranze il pregiudicato lo ha aggredito con schiaffi in faccia, calci e pugnisino a farlo cadere a terra, dove lo ha lasciato dolorante senza prestargli alcun soccorso”, è riportato nella nota.

L’aggressore è stato tratto in arresto per lesioni personali gravi in flagranza di reato e posto ai domiciliari su disposizione dell’Autorità giudiziaria. “L’intervento della Polizia di Stato ha evitato il peggio, consentendo di soccorrere la vittima e di assicurare alla giustizia l’aggressore”.

Progetto trattamento acque petrolifere, le associazioni chiedono che sia rigettato il progetto

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Con una nota congiunta firmata da Mediterraneo no triv, Cova Contro e ISDE Basilicata, è stata sottoposta all’attenzione delle istituzioni e quindi, Dipartimento Ambiente della Regiona Basilicata, Comune di Viggiano e di Grumento, nonché al Difensore Civico della Basilicata, la situazione relativa al procedimento P.A.U.R. ID_10/2018 relativo all’impianto di Trattamento Acque di Produzione da realizzare a Viggiano Contrada Le Vigne, progetto promosso da Eni-Syndial oggi Eni Rewind.

Nella nota le associazioni hanno evidenziato di aver partecipato alla Conferenza di servizi del 9 luglio 2019, presentando in quell’occasione vari spunti di riflessione e depositando poi diverse osservazioni scritte e di contrarietà al progetto valutandone la potenziale pericolosità,.

Tuttavia, altro aspetto critico è la mancata chiusura del procedimento e con pronunciamento di rigetto del progetto nonostante il parere negativo espresso, con nota del 9 settembre Prot. 0008446, dalla Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio della Basilicata.

Il parere negato della Soprintenza è stato poi reiterato anche con nota del 29 novembre 2019 Prot. 0200457, pronunciamento resosi necessario a seguito dei nuovi documenti prodotti dalla società Eni Rewind, subentrata a Eni-Syndial.

Quindi, i chiarimenti, le precisazioni e gli sforzi della società che intende trattare le acque di produzione del Cova a Viggiano in C.da Le Vigne, non sono stati tali da far mutare opinione.

A questo punto la Regione Basilicata avrebbe dovuto rigettare il progetto e a fronte della contrarietà espressa dalla Soprintendenza, atteso in tale procedimento l’efficacia vincolante del suo parere.

Inoltre, ai sensi dell’art. 27 bis comma 8, tutti i termini del procedimento sono perentori e come sintetizzato proprio dall’ufficio con uno schema presentato a tutti gli enti durante la convocazione della Conferenza di Servzi del 9 luglio 2019 e che le associazioni ambientaliste hanno prodotto alle istituzioni, unitamente ad una nota di chiarimento. In effetti, la questione è molto importante ed attentamente disciplinata dalla legge. Eppure, l’ufficio Dipartimento Ambientale-Regione Basilicata ha consentito la pubblicazione di nuovi documenti e chiarimenti da parte della società Rewind, subentrata alla Syndial (fonte), benché, a parere delle associazioni, per legge non è consentito.

Per tutte le ragioni sopra indicate, si è chiesto l’espunzione dei predetti documenti dal sito relativo al procedimento di trattamento delle acque di produzione a Viggiano-C.da Le Vigne. Inoltre le associazioni ambientaliste hanno chiesto alla Regione Basilicata, la conclusione del procedimento con il rigetto del progetto.

La questione, comunque, data la sua rilevanza, sarà anche sottoposta all’attenzione del Difensore Civico della Basilicata nonché alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza.

 

Mediterraneo no triv-Avv. Giovanna Bellizzi pec: avvbellizzi@pec.it

Cova Contro- Dott. Giorgio Santoriello

ISDE Basilicata-Dott. Gianpaolo Farina

Arrestato un 42enne: “coltivava marijuana nel luogo di lavoro”

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Agenti della Squadra Volante hanno tratto in arresto un 42enne di Matera “per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio”, si legge nella nota inviata dalla Questura di Matera in queste ore. D’intesa con il P.M. di turno, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

“Nella tarda serata di ieri, la Polizia procedeva al controllo di una persona, già nota per i precedenti penali, fermata alla guida della sua auto. Il predetto veniva trovato in possesso di una dose di 2,2 grammi di hashish e della somma in contanti di 500 euro”. Successivi e più “approfonditi accertamenti investigativi hanno permesso di recuperare all’interno di una automobile nella sua disponibilità, un involucro contenente 38,5 grammi di marijuana”, è riportato nel comunicato. E, ancora: “Il prosieguo delle indagini presso il luogo di lavoro ha consentito di sequestrare nr. 48 piantine di marijuana, in 20 vasi, di altezza ricompresa tra i 20 e 50 centimetri. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Alla luce degli elementi probatori acquisiti, si è proceduto all’arresto dell’uomo”.

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