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Cronaca

A Valsinni il nuovo ufficio postale “completamente ristrutturato” riapre il 14 Ottobre 2026

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 Riaprirà al pubblico domani 14 ottobre l’ufficio postale di Valsinni, completamente ristrutturato nell’ambito del progetto Polis: l’iniziativa di Poste Italiane che coinvolge circa 7 mila uffici postali dei comuni con meno 15 mila abitanti in Italia e punta a promuovere la coesione economica, sociale e territoriale fornendo i servizi della Pubblica Amministrazione ai cittadini.

La sala che accoglie i clienti è stata dotata di nuovi arredi e colori, oltre a una corsia per ipovedenti. Gli ambienti sono stati migliorati con soluzioni a basso impatto ambientale e una nuova illuminazione a basso consumo energetico. È stato inoltre realizzato uno sportello ribassato per agevolare l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, oltre ai tradizionali prodotti e servizi di Poste Italiane.

Disponibili in sede i certificati anagrafici oltre ai servizi INPS come, ad esempio, il cedolino della pensione, la certificazione unica e il modello “OBIS M”. Inoltre, grazie alla convenzione firmata tra Poste Italiane, Ministero dell’Interno e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i cittadini possono richiedere o rinnovare il passaporto presentando la documentazione direttamente allo sportello, senza doversi recare in Questura, con la possibilità di riceverlo a domicilio.

L’ufficio postale di Valsinni è a disposizione dei cittadini con il consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.20 alle 13.45 e il sabato fino alle 12.45.

Attraverso Polis Poste Italiane conferma, ancora una volta, non solo la missione al servizio del sistema Paese ma anche il valore della capillarità, elemento fondante del proprio fare impresa, in netta controtendenza con il progressivo abbandono dei territori.

Operazione antidroga della Guardia di Finanza: a Bernalda due sospettati di spaccio di cocaina

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Ritrovati 7,5 kg di cocaina che secondo gli inquirenti era destinata alle piazze del Metapontino

Nell’ambito dei servizi di intensificazione del controllo economico del territorio e, in particolare, delle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro “hanno arrestato due cittadini Kosovari, rispettivamente di 24 e 27 anni, sorpresi mentre trasportavano, a bordo di un SUV, circa 7,5 kg di cocaina. L’operazione è scattata nel territorio di Bernalda (MT), dove i finanzieri hanno sottoposto a controllo un’autovettura di grossa cilindrata con a bordo i due soggetti. Nel corso delle operazioni ispettive, il comportamento particolarmente nervoso manifestato dagli occupanti ha insospettito i militari, inducendoli ad approfondire il controllo e a procedere alla perquisizione dell’autovettura. Le attività di ricerca effettuate anche con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga, hanno consentito di individuare un sofisticato sistema di occultamento ricavato all’interno del veicolo. In particolare, sotto i sedili anteriori, nella struttura metallica dell’auto, era stato realizzato un doppiofondo, all’interno del quale erano nascosti sette panetti di sostanza stupefacente, risultata essere cocaina, per un peso complessivo di circa 7,5 chilogrammi”, è riportato nel comunicato stampa della Guardia di Finanza.

E, ancora: “I due cittadini Kosovari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati “ristretti” presso la Casa Circondariale di Matera. Il Tribunale del capoluogo lucano, ha convalidato il sequestro dello stupefacente, dell’autovettura e l’arresto degli interessati. L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Guardia di Finanza, volto a contrastare i traffici illeciti e, in particolare, a impedire che gli ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti possano raggiungere le piazze di spaccio alimentando il mercato illegale e i relativi profitti illeciti della criminalità. Si precisa che, in ossequio al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile. L’operazione testimonia il costante impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto al traffico di droga e alle organizzazioni che lo gestiscono, attraverso una costante attività di prevenzione e repressione”.

Vincitori di concorso ma trattati come precari: la lettera dei vincitori del concorso del Ministero della Cultura

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Roma, 24 Settembre 2026 – Nonostante siano vincitori di un concorso pubblico nazionale sono ancora fuori dalle procedure di stabilizzazione!

È l’assurda sorte dei 321 lavoratori, tra funzionari e assistenti, assunti mediante la procedura selettiva pubblica per il reclutamento di 1956 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato e a tempo parziale di diciotto ore settimanali, della durata di diciotto mesi, di cui 271 unità di Area III – F1, 84 unità di Area II – F2 e 208 unità di Area II – F1 nel Ministero della cultura (rif. G.U. – 4ª serie speciale – Concorsi ed esami – n.28 dell’08.04.2022 e successivi provvedimenti di proroga (ex Art. 50-ter D.L. 73/2021).

Un vero e proprio cortocircuito burocratico e politico che, nel silenzio generale, penalizza musei, parchi archeologici e soprintendenze del Mezzogiorno ( Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). I lavoratori denunciano tre fatti gravissimi:

Denaro pubblico sprecato: lo Stato ha speso ingenti risorse per selezionare, inserire e formare questi 321 professionisti e soprattutto rinnovandoli in regime part-time per 36 mesi complessivi che si concluderanno ufficialmente a novembre 2026; mandarli a casa ora significa gettare al vento tre anni di investimenti sulla loro qualificazione, mutilando la continuità dei progetti proprio nella fase cruciale.

Disparità ingiustificabile rispetto al Ministero della Giustizia: a parità di concorso lo Stato ha usato due pesi e due misure, infatti i colleghi della Giustizia sono stati regolarmente stabilizzati a tempo indeterminato e senza aver raggiunto 36 mesi di servizio Quelli della Cultura vengono invece abbandonati, creando dipendenti pubblici di serie A e di serie B.

Sfruttamento burocratico: pur avendo un contratto part-time a sole 18 ore settimanali, la maggior parte dei vincitori ha gestito responsabilità e carichi di lavoro da full-time e per non far paralizzare gli uffici cronicamente sotto organico, sono stati costretti a rincorrere continue autorizzazioni per ore aggiuntive; gli stessi luoghi e istituti della cultura senza il personale di accoglienza e vigilanza avrebbero rischiato la chiusura o la drastica diminuzione delle ore di apertura al pubblico, come del resto era già successo prima del rinnovo ad Aprile in sede del decreto PNRR.

Questi lavoratori hanno garantito le aperture e il fitto calendario di iniziative, in particolare durante la stagione estiva e lo Stato si è retto proprio su questo tipo di lavoro straordinario in tuti i sensi eppure l’emendamento per la stabilizzazione di questi vincitori di concorso nel Decreto PA è stato affossato in Commissione, mentre norme analoghe nello stesso comparto sono state salvate anche in seno agli stessi ministeri come nel comparto Giustizia.

“Non siamo precari in cerca di una sanatoria, abbiamo vinto un concorso pubblico” – dichiarano i lavoratori. “Chiediamo che il Governo smetta di nascondersi dietro i formalismi dei regolamenti parlamentari. L’esecutivo deve inserire la nostra stabilizzazione nel primo decreto utile, sanando una discriminazione inaccettabile”. I lavoratori uniti annunciano lo stato di mobilitazione permanente e l’avvio di ogni azione utile al raggiungimento di tale obbiettivo.

 

[Foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo]

LA LETTERA. Quando viaggiare diventa un’odissea e viene meno il rispetto per la persona.

in Cronaca

Si riceve la lettera della lettrice Marissunta Carlucci, docente, che segnala i disservizi legati all’uso dei treni.

Chiedo risposte chiare su questa gestione disastrosa della tratta appena riaperta e un cambio di rotta immediato. I cittadini e i lavoratori regionali non sono passeggeri di serie B

Quando viaggiare diventa un’odissea e viene meno il rispetto per la persona.

Con la presente lettera aperta intendo porre all’attenzione pubblica e dei vertici aziendali di Trenitalia, la gravità dei disservizi che, in quanto lavoratrice (docente a tempo determinato nei Licei di Rionero in Vulture e Melfi) e cittadina, mi sono trovata a subire sulla rete ferroviaria Regionale Potenza-Melfi.

La situazione appare ancora più inaccettabile se si considera il contesto: la tratta in questione ha subìto una totale sospensione ferroviaria durata oltre un anno, durante la quale i viaggiatori hanno dovuto fare affidamento esclusivamente sul servizio di bus sostitutivi, in verità molto efficienti. La suddetta linea ferroviaria è stata finalmente ripristinata lo scorso 13 settembre, in concomitanza con la riapertura delle scuole. Ci si sarebbe aspettati un rientro in servizio impeccabile, e invece, a pochissimi giorni dalla ripartenza, la linea è già sprofondata nel caos.

Nello specifico, desidero segnalare quanto mi è accaduto in due occasioni ravvicinate.

Il primo episodio, il 16 settembre: il treno Regionale 19915 delle ore 14:34 in partenza dalla stazione di Rionero-Atella-Ripacandida è stato improvvisamente annullato. La notifica del provvedimento è giunta via app Trenitalia solo intorno alle 13:30, senza che venisse fornita alcuna tempestiva alternativa logistica se non quella di attendere semplicemente il treno successivo, con pesanti ripercussioni sulla mia giornata.

Il secondo episodio, il 18 settembre: il treno Regionale 19902 delle ore 06:25 da Potenza Superiore non è partito per dei lavori sulla tratta, accumulando un ritardo indefinito. Oltretutto, il biglietto è stato persino convalidato dal controllore a bordo nonostante l’iniziale ritardo annunciato fosse di soli 10 minuti (protrattosi poi oltre i 30 minuti). Di fronte al silenzio dell’azienda e all’assoluta necessità di raggiungere la scuola in cui insegno, sono stata costretta a rinunciare al viaggio ferroviario e a trovare un passaggio privato all’ultimo minuto per poter rispettare il mio orario di lavoro.

Questi disagi non sono isolati. Confrontandomi con altri pendolari della linea, è emerso che molti di loro hanno riferito l’annullamento di viaggi in altre occasioni in questa prima settimana.

Ciò che preme sottolineare con forza non è tanto l’aspetto puramente economico: il rimborso del biglietto, per quanto dovuto, è una magra consolazione che non cancella il danno subìto.

Quello che qui viene a mancare è il rispetto fondamentale verso la persona.
Dietro ogni passeggero fermo su una banchina non c’è solo un biglietto pagato, ma una vita, una responsabilità, un’urgenza. Ci sono persone che devono raggiungere il proprio posto di lavoro e rischiano sanzioni o problemi professionali a causa di Trenitalia (nel mio caso specifico, la puntualità del servizio ferroviario è vitale per raggiungere in orario, in diversi comuni, i due Licei in cui presto servizio). Ma come me, ci sono anche tanti altri cittadini, persone che devono raggiungere un ospedale per una visita medica programmata da mesi, o studenti che devono andare a scuola. Impedire a queste persone di muoversi, lasciandole nel totale abbandono logistico, significa calpestarne i diritti e la dignità.

Chiedo risposte chiare su questa gestione disastrosa della tratta appena riaperta e un cambio di rotta immediato. I cittadini e i lavoratori regionali non sono passeggeri di serie B e meritano un servizio che garantisca, prima di ogni cosa, il rispetto del loro tempo e della loro vita.

Potenza, 19/09/2026

(foto archivio ilmetapontino.it, non si riferisce al fatto descritto nella lettera)

Mariassunta Colucci

Terremoto: dalla Calabria le scosse avvertite anche in Sicilia e Basilicata

in Cronaca

“Un terremoto di magnitudo Mw 6.1 è avvenuto nella zona della Costa Calabra nord occidentale (Cosenza)”, è quanto riportato sul sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

 

L’epicentro sarebbe stato individuato a 250 chilometri di profondità e al largo della costa tirrenica cosentina. La scossa è stata registrata a 41 chilometri da Cosenza, a 48 da Lamezia Terme e a 72 da Catanzaro.

Altre scosse nelle 24-48 ore precedenti sono state avvertite in Basilicata.

Un terremoto di magnitudo ML 2.1 è avvenuto nella zona: 5 km S Accettura (MT), il 1° Giugno alle 01.36.

“Un terremoto di magnitudo ML 2.7 è avvenuto nella zona: 6 km W Moliterno (PZ), alle 21.37 del 31 Maggio 2026.

Il 30 Maggio a Castelezzano 2.1 di magnitudo  alle 15:50:30.

Terremoto 6.1: cosa significa e come difendersi (i consigli dei Vigili del Fuoco)

La scossa di magnitudo 6.1 registrata in queste ore accende inevitabilmente l’attenzione sulla sicurezza sismica. Ma come si traduce questo dato scientifico e cosa rischiamo davvero?

Spesso si parla erroneamente di “Scala Richter”, ma la magnitudo – come ben spiegato sul sito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco –  non è una scala a gradini: è la misura della forza pura di un terremoto calcolata dai sismografi. Poiché si tratta di un calcolo logaritmico, ogni piccolo decimale in più comporta un aumento enorme dell’energia rilasciata.

Il confronto con la storia

Per capire la portata dell’evento attuale, basta guardare ai grandi sismi che hanno segnato l’Italia, pur ricordando che l’impatto reale dipende sempre dalla profondità del focus sismico e dalla qualità degli edifici:

  • Terremoto dell’Irpinia (1980): di magnitudo 6.9, liberò un’energia notevolmente superiore a quella odierna, distruggendo interi paesi.

  • Terremoto di Messina (1908): con una magnitudo di 7.2 (il più devastante del Novecento italiano), causò circa 90.000 vittime.

Un sisma di magnitudo 6.1 viene definito “distruttivo” in un raggio circoscritto (circa 10-30 km dall’epicentro), sprigionando un’energia persino superiore a quella della bomba atomica di Hiroshima (che equivale storicamente a una magnitudo 5).

Autoprotezione: le regole d’oro in caso di scossa

Come raccomandato dalle linee guida ufficiali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in caso di sismo il pericolo maggiore non è il terreno che trema, ma ciò che ci circonda. Ecco come comportarsi:

  • Se sei al chiuso: Riparati subito sotto un tavolo, un letto o i banchi se sei a scuola. In alternativa, posizionati sotto i punti portanti della casa: architravi, vani delle porte o muri maestri, lontano da finestre e mobili pesanti.

  • Se sei all’aperto: Allontanati immediatamente da edifici, balconi, cornicioni e pali della luce. Se sei in auto, rimani dentro l’abitacolo purché tu non sia fermo sotto ponti, viadotti o palazzi.

  • In zone costiere: Se ti trovi vicino al mare, allontanati subito dalle spiagge e spostati in alto: i forti terremoti possono generare rapide onde di maremoto (tsunami) pericolose per diverse ore.

 

 

 

Mappa 2 dal sito earthquake

 

Ultim aggiornamento alle 01.42 del 2 Giugno 2026

Autovelox Scanzano Jonico 106 Jonica direzione Reggio Calabria torna attivo. Il limite è a 90 Km h

in Cronaca

 

L’Amministrazione di Scanzano Jonico, attraverso un post sui social dai canali ufficiali, ha fatto sapere in queste ore  che “a partire dall’1 giugno 2026, alle ore 8:00, l’autovelox posto al km 435 + 960 direzione Reggio Calabria, Strada Statale Jonica 106,  tornerà ad essere attivo con il limite massimo di 90 km orari”.

In passato, il limite in quel tratto era di 110 Kmh.

L’Amministrazione ha rivolto, infine,  agli automobilisti un invito alla prudenza.

La ragione del provvedimento sarebbe da ricercare nelle condizioni deteriorate del manto stradale nel tratto. Quando lo stesso sarà ripristinato, come scritto pubblicamente sui social dall’assessore Francesco Puppio, il limite di velocità sarà riportato a 110 kmh.

Bandiere Blu 2026: la Basilicata fa il pieno con 5 eccellenze tra Ionio e Tirreno

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La Basilicata conferma le sue 5 Bandiere Blu nel 2026. Premiate Nova Siri, Policoro, Bernalda (lido di Metaponto), Pisticci (marina) e Maratea dalla FEE per sostenibilità e mare eccellente.

La Basilicata si conferma una perla del turismo sostenibile anche per la stagione estiva 2026. La FEE (Foundation for Environmental Education) ha ufficializzato l’elenco delle località che potranno fregiarsi della prestigiosa Bandiera Blu, e il territorio lucano risponde presente con una cinquina di eccellenze.

A guidare la carica lungo il litorale ionico sono i comuni di Nova Siri, Policoro, Pisticci (con la Marina) e Bernalda, che vede nuovamente premiato il Lido di Metaponto. Sul fronte tirrenico, la “Perla” Maratea mantiene salda la sua posizione, completando un quadro di qualità che abbraccia l’intera costa regionale.

I criteri del riconoscimento

L’assegnazione della Bandiera Blu non è un semplice premio alla bellezza estetica, ma il risultato di una rigorosa analisi basata su 32 indicatori. La FEE, organizzazione non governativa internazionale, valuta diversi parametri fondamentali:

  • Purezza delle acque: monitoraggi costanti negli ultimi quattro anni.

  • Gestione ambientale: efficienza della depurazione e raccolta differenziata.

  • Servizi e sicurezza: accessibilità delle spiagge, presenza di bagnini e aree verdi.

  • Educazione ecologica: iniziative per sensibilizzare turisti e residenti.

La conferma di questi cinque vessilli ribadisce il ruolo centrale della Basilicata come destinazione d’élite per chi cerca un mare limpido e una gestione del territorio rispettosa dell’ecosistema.

Nello specifico i lidi premiati: Maratea, con Acquafredda, Marina di Santa Teresa Calaficarra, Macarro Illicini Nera, Castrocucco Secca di Castrocucco.

Bernalda, Lido di Metaponto. E, ancora: Pisticci,con Marina di Pisticci, Policoro – Lido Nord e Sud – e Nova Siri con riferimento al suo lido.

Policoro selezionato come approdo turistico per la Basilicata.

Bandiera blu 2025: in Basilicata sono andate a Policoro, Pisticci, Metaponto di Bernalda, Nova Siri e Maratea

Svolta all’ospedale di Policoro l’autopsia sul corpo di Nicola Scarascia

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Sara Sablone è la dottoressa del Policlino di Bari che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Nicola Scarascia, l’esame è stato svolto all’ospedale di Policoro fra la tarda mattinata e il pomeriggio di oggi.

Il corpo dell’uomo, dopo tre giorni di ricerche, è stato ritrovato ieri 12 Maggio dietro la stazione ferroviaria di Scanzano Jonico, in una zona di campagna isolata e popolata da folta vegetazione spontanea oltre che da animali selvatici.

Quanto alle indagini dei carabinieri utili a ricostruire tutti i movimenti di Scarascia, sono state ascoltate alcune persone, sebbene non risulta ci siano indagati.

Questa sera la trasmissione Rai di approfondimento Chi L’ha Visto si occuperà della triste e agghiacciante vicenda.

Nicola Scarascia era tornato a Scanzano Jonico dalla Germania dove viveva con la sua famiglia per aiutare nello svolgimento di alcuni lavori i suoi parenti a Scanzano.

L’ultima volta che è stato visto, prima del ritrovamento del suo corpo senza vita, è stato venerdì 8 Maggio 2026, nel rione Santa Sofia di Scanzano.

Sarà eseguita all’ospedale di Policoro l’autopsia sul corpo di Nicola Scarascia

Sarà eseguita all’ospedale di Policoro l’autopsia sul corpo di Nicola Scarascia

in Cronaca

Sarà svolta domani all’ospedale di Policoro l’autopsia sul corpo di Nicola Scarascia. “Una brava persona”, così è stato ricordato dagli amici che lo hanno cercato, così si è espresso ai microfoni Rai, Nunzio Lospinuso della protezione civile di Scanzano Jonico.

Il corpo di Nicola Scarascia sarà studiato durante l’autopsia prevista domani a Policoro, l’esame consentirà di capire le cause del decesso e dirà molto su cosa è realmente accaduto.

Il ritrovamento da parte dei Carabinieri è avvenuto in una zona impervia, con canneti e “tunnel” verosimilmente scavati da animali selvatici.

Il cinquantaduenne viveva in Germania, era a Scanzano per contribuire allo svolgimento di alcuni lavori in famiglia e da venerdì non c’erano sue notizie. Sono così incominciare incessanti le ricerche da parte di forze dell’ordine, volontari della Protezione civile e cittadini. Le ricerche sono state condotte con droni, elicotteri e cani molecolari. A Scanzano Jonico, nelle vicinanze della casa comunale, è stato allestito un centro di coordinamento dei Vigili del Fuoco.

Purtroppo stamattina la tragica notizia del ritrovamento di un corpo senza vita e la conseguente conferma con messaggi di cordoglio istituzionali.

Ai microfoni Rai, il sindaco di Scanzano, Pasquale Cariello, ha espresso a nome di tutta la comunità il profondo dolore e lo sgomento per la morte di un ragazzo ricordato come una brava persona.

Il sindaco ha poi affidato il suo appello alla magistratura affinché faccia chiarezza sul fatto che addolora una famiglia e un’intera comunità.

A coordinare le indagini, il pubblico ministero della Procura di Matera, Annunziata Cazzetta. I carabinieri hanno ascoltato alcune persone per ricostruire le ore che hanno preceduto la morte di Nicola. Alla verità contribuirà chiaramente l’autopsia.

Ritrovato il corpo senza vita di un uomo: potrebbe essere quello di Nicola Scarascia di Scanzano Jonico

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Il corpo senza vita di un uomo, che potrebbe essere quello di Nicola Scarascia,  è stato trovato nel territorio di Scanzano Jonico dai carabinieri nella tarda mattinata odierna. La zona del ritrovamento è quella di Fosso Valle, nei pressi della stazione ferroviaria cittadina.

Le ricerche di Nicola andavano avanti da venerdì.

“Siamo vicini alla famiglia. Attendiamo gli sviluppi della vicenda”, ha dichiarato a caldo Pasquale Cariello, sindaco di Scanzano Jonico.

Sono in corso gli accertamenti del caso.

Ulteriori notizie saranno rese note in seguito.

 

Nicola Scarascia scomparso da venerdì: proseguono le ricerche a Scanzano Jonico

 

[Ultima modifica 12 Maggio h 13.19]

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