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Cronaca

Tragico incidente sulla Val D’Agri a Montalbano: un morto

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Incidente d’auto nella mattinata di oggi lungo la Val D’Agri nel territorio di Montalbano Jonico, un sessantenne, il tarantino Angelo Palmisano,  ha perso la vita mentre altre quattro persone sono rimaste ferite. Due donne sono apparse in condizioni gravi e sono state trasportate al San Carlo di Potenza in eliambulanza.

L’auto su cui viaggiavano le persone coinvolte è una Mercedes che pare sia uscita fuori strada per cause ancora da accertare. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, la Polstrada.

 

Guardia di Finanza, concorso per 10 tenenti

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Sulla Gazzetta Ufficiale – 4^ Serie Speciale – n. 97, del 10 dicembre 2019 è stato pubblicato il concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 10 tenenti in servizio permanente effettivo del “ruolo tecnico-logistico-amministrativo” del Corpo, per l’anno 2019. Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che, alla data del 1° gennaio 2019, non abbiano superato il giorno di compimento del trentacinquesimo anno di età (siano quindi nati in data non antecedente al 1° gennaio 1984) e siano in possesso di una laurea specialistica o di una laurea magistrale o titolo equipollente, richiesto per la specialità per la quale concorrono.

 La presentazione delle domande dovrà avvenire entro le ore 12.00 del 10 gennaio 2020.

La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “https://concorsi.gdf.gov.it” – dove è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio – seguendo le istruzioni del sistema automatizzato. I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (P.E.C.), dopo essersi registrati al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al format di compilazione della domanda di partecipazione.

Sospettato di spaccio e percettore del reddito di cittadinanza: giovane indagato

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Gli uomini della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Matera, nel corso di un controllo lungo il litorale jonico, hanno fermato un giovane di 28 anni intento a consumare uno spinello di marijuana.

Il comportamento sospetto assunto dal giovane – come riportato nel comunicato stampa diffuso in queste ore –  ha indotto i finanzieri ad effettuare più minuziosi accertamenti nei suoi confronti, successivamente estesi alla propria abitazione.

A seguito delle perquisizioni eseguite, anche con l’ausilio di unità cinofile del Corpo, sono stati rinvenuti oltre 30 grammi di sostanze stupefacenti di vario genere, abilmente occultati in vari nascondigli, materiale vario utile per il confezionamento di dosi di narcotico e ben 3.600 euro in banconote di vario taglio, provento dell’illecita attività di spaccio.

Al termine delle attività, il giovane è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per spaccio di stupefacenti e, nei suoi confronti, veniva adottata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

“Le Fiamme Gialle, inoltre, hanno accertato che il giovane spacciatore, formalmente disoccupato, aveva avuto accesso ai benefici del cosiddetto “reddito di cittadinanza” percependo i relativi emolumenti mensili. A tale ultimo riguardo, in ossequio alla normativa di settore, è stato immediatamente avviato il previsto iter finalizzato alla sospensione del Reddito di Cittadinanza”, si legge nel comunicato stampa.

 

Sorgente Frida, migliora la torbidità: nel pomeriggio previsto il ripristino normale dell’erogazione

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La tregua delle precipitazioni meteoriche a partire dalla tarda serata di ieri, ha consentito un graduale miglioramento dei valori di torbidità delle sorgenti del Frida in agro di San Severino Lucano. In queste ore i tecnici di Acquedotto Lucano stanno verificando costantemente il trend dei valori di torbidità per consentire la graduale reimmissione, nello schema di adduzione principale, delle varie scaturigini di cui si compone la sorgente.

Si ipotizza un ripristino della normale erogazione entro il pomeriggio di oggi, salvo imprevisti che verranno tempestivamente comunicati.

 

Scanzano Jonico, il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento. La maggioranza annuncia azioni per “tutelare la Comunità”

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La notizia dello scioglimento del comune di Scanzano Jonico sta occupando in queste ore le attenzioni di un’intera comunità che attende impaziente sviluppi e aggiornamenti. Il pomeriggio di ieri è stato all’insegna dell’incredulità, la fonte istituzionale che ha dato riscontro alle prime notizie fornite dalla stampa è rappresentata dal comunicato stampa apparso nella rassegna del Governo (Consiglio dei Ministri) consultabile al seguente link.  Non è stato possibile parlare telefonicamente con il primo cittadino di Scanzano Jonico, Raffaello Ripoli, nel pomeriggio di ieri e nella mattinata odierna, tuttavia nella tarda serata di ieri, sindaco e maggioranza hanno affidato il loro commento ad un comunicato stampa in cui annunciano, tra le altre azioni, quella di

“essere pronti a far valere la verità ed a tutelare in ogni sede e con tutte le nostre forze il buon nome del Comune e la dignità dell’intera Comunità”.

Tanti i commenti, perlopiù affidati ai rispettivi profili Facebook, degli altri componenti del consiglio comunale di Scanzano Jonico. Fermo restando che nessun consigliere comunale o dipendente risulta indagato, al momento dopo la delibera del Consiglio dei Ministri, la domanda ricorrente è cosa accadrà già da domani (lunedì 23 Dicembre 2019) al comune jonico?

 DAL GOVERNO. Di ufficiale c’è che sul sito del Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri, ieri (21 Dicembre 2019) è apparso fra gli altri comunicati stampa quello riguardante le “deliberazioni a norma del Testo unico degli Enti Locale” e in esso è riportato che “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi dei Consigli comunali di San Giorgio Morgeto (RC) e Scanzano Jonico (MT), e il contestuale affidamento dell’amministrazione di ciascun ente a una Commissione di gestione straordinaria”.

Le fibrillazioni in città e nel comprensorio jonico sono iniziate quando è apparso un Tweet del Tgr Rai (edizione regionale – Basilicata) che riportava alle 17:44 la notizia del deliberato del Consiglio dei Ministri sullo scioglimento del Consiglio comunale di Scanzano Jonico.

IL SINDACO E LA MAGGIORANZA. Da quel momento si è attivato il tam tam, l’Ente comunale alle 20:39 del 21 Dicembre 2019 ha inviato alla stampa un comunicato firmato dal sindaco, Raffaello Ripoli e dalla Maggioranza: “Oggi pomeriggio, intorno alle 17.23, abbiamo appreso con sconcerto dalla stampa (TGR Rai Basilicata) dell’avvenuto scioglimento del Consiglio Comunale di Scanzano Jonico per “infiltrazioni mafiose”. La notizia è stata poi confermata anche da altre testate giornalistiche. Sta di fatto che, sino a questo momento, nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta ad alcun organo del Comune (il che induce ad immaginare che eventuali “infiltrati”, semmai, potrebbero risiedere altrove e non certamente in questo Ente). Ovviamente attendiamo gli eventuali sviluppi della procedura con la tranquillità di chi ha la coscienza serena perché sa di essere distante mille miglia da qualsivoglia forma di criminalità ed, al contrario, di aver combattuto ogni genere di fenomeno delinquenziale e di aver lavorato, sin dal primo giorno, con onestà, nel pieno rispetto della legge e nell’interesse esclusivo della Comunità. In ogni caso, profondamente dispiaciuti per l’intera città che non merita affronti di questa portata, sui quali ci sarà comunque tempo e modo di fornire ogni particolare, preannunciamo di essere pronti a far valere la verità ed a tutelare in ogni sede e con tutte le nostre forze il buon nome del Comune e la dignità dell’intera Comunità”

LE MINORANZE. I consiglieri di minoranza del comune di Scanzano Jonico, dalle rispettive pagine social, hanno espresso la loro posizione. Claudio Scarnato e Rossana De Pascalis (Scanzano Conta), hanno così commentato: “Da cittadini della comunità di Scanzano Jonico, di cui tra l’altro abbiamo avuto l’onore di amministrare negli anni precedenti, esprimiamo il nostro più profondo rammarico per quanto accaduto in queste ore soprattutto pensando alla tanta gente onesta che lavora e vive nella nostra città. Rispettiamo la decisione del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e ci auguriamo che gli accertamenti delle autorità competenti, possano restituire l’integrità morale e sociale alla nostra comunità che non meritava di essere macchiata da questa notizia che ci lascia sgomenti. Già quando nel marzo scorso abbiamo appreso dell’insediamento della Commissione di accesso antimafia, l’organismo che, secondo quanto stabilito dell’art. 143 del decreto legislativo 267/2000, è composto da vice prefetti, funzionari di prefettura e funzionari delle forze dell’ordine che hanno avuto il compito di verificare l’eventuale infiltrazione e/o condizionamento di tipo mafioso all’interno del Consiglio Comunale, nonché degli uffici, si percepiva un clima di sconforto nella nostra cittadina. Oggi questa decisione scrive una delle pagine più nere della nostra breve storia, ma può rappresentare un momento di svolta e di rivincita sociale della comunità composta da persone perbene e che sicuramente saprà rialzarsi anche da questa batosta. Antonello Musillo (Movimento 5Stelle) ha scritto: “Una notizia sconcertante per la nostra piccola comunità. Ma come abbiamo sempre fatto la Scanzano onesta saprà riscattarsi a testa alta”. Il Gruppo Scanzano Libera, composto da Maria Giovanna Merlo e Sabino Giacco, dalle pagine ufficiali Facebook, ha fatto sapere di aver appreso la notizia da Twitter (TG Rai) e annunciato aggiornamenti. Il consigliere comunale Pasquale Cariello, dal suo profilo FB personale ha invece così commentato: “La notizia ha fatto velocemente il giro di tutta la Basilicata, e apprendiamo che il Comune di Scanzano Jonico è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Il provvedimento è stato deliberato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Al momento è noto solo che la decisione è maturata dopo mesi di lavoro dedicati a un’area del Materano, il Metapontino, che mi onoro di rappresentare nell’assise regionale. Una decisione che apre profonde riflessioni e ci fa tenere alta la guardia. La disposizione arriva a pochi giorni dal Santo Natale e invito tutta la comunità Scanzanese ad avere fiducia nelle istituzioni tutte e a trascorrere le festività con la serenità di sempre. Sono sicuro e ottimista che gli organi preposti accerteranno con professionalità la vicenda per sincerarsi chi la legalità l’abbia rappresentata finora. Sono vicino alla comunità di Scanzano Jonico e a tutta la gente perbene che è la stragrande maggioranza, che non va avvolta insieme alle organizzazioni criminali, quella gente va rispettata e tutelata. Si dice che dopo ogni tempesta il sole sorriderà, Scanzano rinascerà anche dopo questa nube”.

L’ARTICOLO 143 DEL TESTO UNICO.  “Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso”.

L’articolo a cui fa riferimento il comunicato stampa presente sul bollettino ufficiale del Governo nella sua formulazione iniziale riporta: “Fuori dei casi previsti dall’articolo 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell’articolo 59, comma 7, emergono elementi su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalita’ organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento delle amministrazioni comunali e provinciali, nonche’ il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di presidente della provincia e di componente delle rispettive giunte, anche se diversamente disposto dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e funzionamento degli organi predetti, nonche’ di ogni altro incarico comunque connesso alle cariche ricoperte”.

Il secondo comma dello stesso descrive gli aspetti più procedurali: Lo scioglimento e’ disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il provvedimento di scioglimento deliberato dal Consiglio dei Ministri e’ trasmesso al Presidente della Repubblica per l’emanazione del decreto ed e’ contestualmente trasmesso alle Camere. Il procedimento e’ avviato dal prefetto della provincia con una relazione che tiene anche conto di elementi eventualmente acquisiti con i poteri delegati dal Ministro dell’interno ai sensi dell’articolo 2, comma 2-quater, del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 330 dicembre 1991, n. 410, e successive modificazioni ed integrazioni. Nei casi in cui per i fatti oggetto degli accertamenti di cui al comma 1 o per eventi connessi sia pendente procedimento penale, il prefetto puo’ richiedere preventivamente informazioni al procuratore della repubblica competente, il quale, in deroga all’articolo 329 del codice di procedura penale, comunica tutte le informazioni che non ritiene debbano rimanere segrete per le esigenze del procedimento. Il decreto di scioglimento conserva i suoi effetti per un periodo da dodici a diciotto mesi prorogabili fino ad un massimo di ventiquattro mesi in casi eccezionali, dandone comunicazione alle commissioni parlamentari competenti, al fine di assicurare il buon andamento delle amministrazioni e il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati. Il decreto di scioglimento, con allegata la relazione del Ministro, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana”.

Per approfondireTesto unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali

 

Accesso ispettivo antimafia, Scanzano Jonico verso lo scioglimento del Consiglio comunale

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La decisione è stata assunta dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: il consiglio comunale di Scanzano Jonico va verso lo scioglimento per “infiltrazioni mafiose”. Non ci sono amministratori o dipendenti indagati. La notizia della deliberazione dello scioglimento è rimbalzata con una certa insistenza nelle ultime ore.
Come si ricorderà, nella scorsa primavera (Marzo 2019, ndr), con delega dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, il prefetto Bellomo, ha disposto – sensi dell’art. 143 del Dl.vo 267/2000 – l’accesso di un’apposita commissione presso il Comune di Sanzano Jonico per ”verificare – come riportò la nota diffusa dalla Prefettura all’epoca – se l’attività amministrativa sia soggetto a influenze e condizionamenti riconducibili ad ambienti della criminalità organizzata”.
Il consiglio comunale a questo punto potrebbe restare sciolto per 18 mesi e l’Amministrazione eventualmente affidata alla Commissione straordinaria di gestione.
Lo scioglimento di un comune nel Metapontino è un fatto del tutto insolito, il solo precedente risale al 1993 quando il provvedimento riguardò il comune di Montalbano Jonico.
Attualmente in Basilicata, nel comune di Melfi è a lavoro un’altra commissione che ha il compito di verificare l’eventuale “sussistenza di collegamenti diretti o indiretti” tra l’amministrazione comunale di Melfi e la criminalità organizzata.

Marconia: picchia la moglie e la Polizia lo arresta

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La Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo sospettato di aver posto in essere “maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate”, è scritto in comunicato stampa diffuso dalla Questura di Matera.
Martedì sera, a seguito di chiamata pervenuta sul 113, personale in servizio di controllo del territorio del Commissariato di P.S. di Pisticci è intervenuto in un appartamento ubicato in Marconia di Pisticci “facilitati dalla porta socchiusa, sono entrati nell’appartamento. Nel corridoio una donna era stretta nell’angolo, in posizione di difesa per respingere violenti calci e pugni sferrati da un uomo poi risultato essere il marito.
Immediatamente gli operatori sono intervenuti per fermare l’azione violenta mettendo al sicuro la donna”, è riportato nel comunicato.

E, ancora: “Nella circostanza, la donna ha riferito di essere stata oggetto, in passato, anche di pesanti minacce perpetrate con l’utilizzo di armi da taglio. A riscontro di ciò”, è riportato nel comunicato, “la vittima ha indicato un coltello da cucina con manico nero e lama da 13 cm che il marito nascondeva all’interno del forno della cucina. Venivano inoltre rinvenuti, all’interno di una stanza in uso esclusivamente all’uomo, un mattarello da cucina in legno della lunghezza di 55 cm con alla punta innestata artigianalmente una lama della lunghezza di 6 cm; un nunchaku di colore nero con al centro una catena in metallo tradizionalmente utilizzato nelle arti marziali; una catena in metallo della lunghezza di 80 cm; un’ascia in metallo lunga 37 cm con lama di 9 cm perfettamente affilata e un martello di grandi dimensioni lungo 36 cm. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’A.G”.
E, infine: “Successivi accertamenti, posti in essere anche mediante l’audizione di alcuni testimoni che nel corso degli anni avevano assistito agli episodi violenti subiti dalla donna, hanno fornito un quadro esaustivo al Sostituto procuratore della Repubblica di Matera,che ha disposto l’arresto dell’uomo con traduzione presso la casa circondariale di Matera”.

Rimozione monolite Fossa 7.1, Rosa: “Oggi giorno importante”

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L’assessore regionale all’Ambiente ha partecipato oggi all’iniziativa organizzata da Sogin per celebrare la conclusione dei lavori di estrazione del blocco di cemento contenente rifiuti radioattivi nell’impianto Itrec di Rotondella
“Abbiamo vissuto un momento importante: la conclusione delle operazioni di rimozione del monolite della Fossa 7.1 nell’impianto Itrec di Rotondella”. Lo ha detto oggi, l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa, che ha partecipato all’iniziativa organizzata da Sogin – la società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari – per celebrare la conclusione degli interventi di estrazione, da una profondità di 6,5 metri, di una massa di cemento armato contenente rifiuti radioattivi, di circa 130 tonnellate e con un volume di 54 metri cubi. “All’interno del monolite – ha ricordato Rosa, presente a Rotondella insieme all’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone – sono conservati fusti di tipo petrolifero da 220 litri, inglobati in malta cementizia, all’interno di quattro pozzi. Oggi si è provveduto al sollevamento e all’estrazione di quel blocco contenente materiali pericolosi. Come spiegato dalla Sogin, i quattro pozzi rimossi sono stati trasferiti in massima sicurezza in un deposito del sito per il loro stoccaggio temporaneo. Dopo le operazioni odierne – ha detto ancora l’esponente dell’esecutivo – sarà possibile passare all’ultima fase dei lavori, che consentiranno di procedere alla bonifica e al rilascio dell’area della Fossa 7.1. Siamo certamente soddisfatti – ha aggiunto Rosa – che si sia giunti, dopo anni di attesa e di pazienza da parte dei lucani, in primis dei cittadini residenti nelle vicinanze dell’impianto, ad un’avanzata fase nelle operazioni di messa in sicurezza, nella speranza che si arrivi quanto prima alla riconsegna dell’intera area. Vogliamo dare ai cittadini – ha concluso Rosa – un messaggio di tranquillità: continueremo a prestare la massima attenzione alle tematiche ambientali e alla salvaguardia della salute dei lucani”

Prostatricum, l’integratore più venduto del momento: opinioni sul reale funzionamento per la prostatite

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Nella vita dell’uomo, talvolta e specialmente in tarda età, sopraggiungono problematiche legate all’apparato sessuale. Una di queste patologie è la prostatite, ovvero, l’infiammazione della ghiandola prostatica. La prostatite, oltre ad essere considerato un disturbo potenzialmente imbarazzante, può rivelarsi, per via dei suoi fastidiosi sintomi, invalidante e, pertanto, anche la cura e l’alleviamento di questi, dev’essere di massima priorità al fine di ripristinare il normale tenore di vita e l’equilibrio della salute del soggetto.

Il primo passo è quello di superare ogni forma di timidezza e ricorrere immediatamente, già dalle prime avvisaglie, ad una visita dal medico specialista di fiducia, che vi offrirà delucidazioni sullo stato della vostra prostata e vi prescriverà una terapia adatta alle vostre esigenze per la risoluzione del problema. Nel frattempo, però, occuparsi dei fastidi che ne derivano, è possibile mediante alcuni integratori naturali come il vendutissimo Prostatricum che può essere un valido sostegno nella gestione di alcuni problemi causati dalla prostatite. Ovviamente non è possibile affidarsi a un integratore naturale per la cura di questa patologia, in quanto talvolta la prostatite provoca fastidi anche molto importanti, quali: dolori localizzati a livello perianale esteso all’interno coscia e al pube, ipersensibilità del glande, tracce di sangue all’interno dello sperma e minzione dolorosa e incompleta.

 Conoscere il prodotto: la sua composizione e i benefici per la salute prostatica

Secondo quanto riportato dall’azienda produttrice, Prostatricum agisce stabilizzando la fisiologia della risposta infiammatoria dell’organismo, equilibrando il processo di minzione giornaliera e aiutando a recuperare la potenza erettile dell’organo sessuale maschile. Leggendo le opinioni di fonti autorevoli su Prostatricum, presenti su recensioni dettagliate del prodotto, come questa presente su InversaOnLus, sembra che questo integratore naturale possa davvero alleviare i sintomi della prostatite.

La formulazione del composto è al 100% naturale e i suoi ingredienti garantiscono la massima sicurezza per il soggetto che ne fa uso. Si tratta di un integratore in pillole contenenti agenti antibiotici naturali come Ginkgo ed Echinacea ed eccipienti che si occupano del ripristino delle funzioni urinarie come la Serenoa, Licopene e Zinco. Il Saw Palmetto, invece, si occupa della disfunzione erettile che viene, in molti casi, causato dal disturbo della prostatite. La presenza di pochi ingredienti diminuisce il rischio di effetti collaterali e allergie ai principi attivi.

Prostatricum: come utilizzarlo e come ottenere buoni risultati dall’utilizzo

La posologia consigliata è di tre capsule al giorno, subito prima dei pasti principali: colazione, pranzo e cena. É importante ricordare, tuttavia, che prima che i miglioramenti siano visibili è necessario che la cura sia completata, in modo tale da dare all’organismo il giusto tempo per migliorare la sua condizione.

La prima raccomandazione è quella di affidarsi, in fase d’acquisto, solo ed esclusivamente al sito ufficiale dell’azienda produttrice, diffidando da siti esterni che potrebbero commercializzare imitazioni che non apporteranno alcun beneficio alla vostra salute e che, anzi, potrebbero risultare addirittura dannosi. Quando si inizia il consumo dell’integratore, seppur composto da ingredienti totalmente naturali, è opportuno chiedere il parere del proprio medico curante, soprattutto se sono in corso terapie farmacologiche di differente natura e leggere attentamente tutte le istruzioni fornite dalla confezione o dal foglietto illustrativo al suo interno.

Infine, come già accennato, è importante sottolineare che non è possibile affidare la risoluzione della prostatite unicamente a questo composto. Pur essendo un buon prodotto, che promette l’alleviamento dei fastidi dovuti alla condizione di prostatite, deve essere considerato un coadiuvante, che abbinato ad una cura prescritta dallo specialista, può essere di grande aiuto. Prostatricum non garantisce miracoli, ma è un prodotto studiato e messo a punto da specialisti che, in anni di esperienza, hanno fatto della sicurezza e della salute l’obbiettivo principale del loro mestiere e che credono nella forza della natura che ci viene in soccorso quando ne abbiamo necessità.

Policoro, la Guardia di Finanza indaga su due autofficine che risulterebbero abusive

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“La Compagnia della Guardia Finanza di Policoro ha individuato due autofficine abusive, ubicate alla periferia di Policoro, gestite da due distinti soggetti completamente sconosciuti al fisco che, all’atto dei rispettivi interventi, sono stati rinvenuti intenti a svolgere illecitamente l’attività di meccanico, in un caso, con l’ausilio di un dipendente in nero”, è quanto riportato in queste ore in una nota dalla Guardia di Finanza di Policoro.

E, ancora si legge nel comunicato stampa: “I militari delle Fiamme Gialle hanno pertanto riscontrato, in entrambi i casi, la mancata iscrizione alla Camera di Commercio e la carenza di atti autorizzativi necessari all’avvio ed all’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Tutte le attrezzature utilizzate (ponti sollevatori, pistole pneumatiche, idropulitrici, compressori, saldatrici, banchi da lavoro, cric, utensili vari) sono state sottoposte a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca.

Ai rispettivi responsabili sono state contestate le violazioni amministrative previste dall’apposita normativa in tema di esercizio dell’attività di autoriparazioni da impresa non iscritta nell’apposito registro.

Inoltre, sono stati acquisiti elementi probanti atti alla effettiva ricostruzione del volume d’affari realizzato dai due abusivi e a definire la loro reale posizione fiscale.

Tali interventi, condotti nell’ambito delle attività preordinate al contrasto dei fenomeni di abusivismo e di lavoro sommerso, costituiscono ulteriore testimonianza dell’azione posta in essere dalla Guardia di Finanza nello specifico settore, con lo scopo di contribuire a contrastare gli effetti distorsivi in termini di libera concorrenza e di equità fiscale”.

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