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Cronaca

Accusata di aver rubato capi di abbigliamento, arrestata

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La Polizia di Stato ha arrestato una donna di 52 anni per aver perpetrato in mattinata più furti in diversi negozi del centro a Matera. La titolare di un negozio di questa via del Corso ha chiamato il 113 riferendo che una donna aveva tentato di asportare senza pagare una borsa del valore di 50 euro, ma poiché sorpresa nel commettere il furto aveva desistito e si era allontanata.

Gli agenti della Squadra Volanti sono subito intervenuti, rintracciando e bloccando ancora nei paraggi l’autrice del tentato furto, soggetto noto per precedenti analoghi. Gli operatori hanno svolto una veloce indagine e hanno scoperto che la donna poco prima, in rapida sequenza temporale, si era introdotta in altri 4 negozi, sempre situati nel centro del Capoluogo, riuscendo a impossessarsi di capi di abbigliamento e altra merce del valore di circa 350 euro. Tutta la refurtiva dei negozi “visitati” è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Dopo aver informato l’Autorità giudiziaria, la donna, residente a Matera, è stata arrestata in flagranza per furto aggravato e sottoposta agli arresti domiciliari.

Bonifica ex stazione carburanti, sopralluogo a Montalbano Jonico del direttore Arpab, Antonio Tisci

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Dopo gli ultimi rilievi sollevati dall’ARPAB in merito ad alcuni valori di metalli pesanti, emersi dall’ultimo campionamento sull’area e fuori dall’area della ex Stazione Carburanti “Esso” di Montalbano Jonico, Leonardo Giordano, già sindaco della città di Francesco Lomonaco, ha scritto all’ARPAB e all’Assessorato all’Ambiente della Regione Basilicata per chiedere un incontro.
Ieri il neo direttore dell’Arpab Antonio Tisci ha effettuato sul posto un sopralluogo di ricognizione a riscontro della richiesta di Leonardo Giordano.
L’ex sindaco ha illustrato al direttore Tisci il meccanismo messo in moto con la bonifica, con l’impianto di “Pumping and Treat” e lo ha portato nei pressi dei pozzi (PM 5, 6 e 8) in cui sono emerse maggiori criticità. Al riguardo Leonardo Giordano ha dichiarato: “Ho spiegato al direttore Tisci che la contaminazione ha intercetto una falda acquifera che attraversa la ex stazione di servizio, Viale Sacro Cuore e probabilmente finisce ad incrementare il fosso di Santa Maria che raccoglie buona parte delle acque bianche del paese; fosso dove non è raro che si abbeverino degli animali di vicini allevamenti. Di fatto finché il livello di contaminazione (CSC) non scende sotto la soglia considerata massima, quei suoli e gli immobili vicini perdono di valore. Questi sono i motivi per cui quella bonifica va seguita con molta attenzione”.
Il direttore dell’Arpab si è impegnato a sollecitare una conferenza di servizio che effettui un puntuale monitoraggio sullo stato dell’arte.

Sequestrati attrezzi agricoli, denunciato un presunto ricettatore

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Agenti della Polizia di Stato, nel corso delle attività di controllo del territorio, hanno scoperto in un capannone numerosi attrezzi e strumenti di lavoro agricolo, ritenuti provento di furti e denunciato all’Autorità giudiziaria un 50enne per ricettazione. Mentre transitavano in questa contrada Ciccolocane, operatori della Squadra Volante sono stati insospettiti da un furgoncino che si trovava all’ingresso di un’azienda ed hanno quindi proceduto al controllo anche perché le aree di campagna circostanti sono state interessate nel recente passato da alcuni furti. A bordo del furgone è stato identificato un materano di 50 anni, il quale ha reagito con nervosismo e insofferenza al controllo, insospettendo gli operatori. All’interno del veicolo è stato rinvenuto del materiale ferroso di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza in maniera convincente. Atteso il ritrovamento di origine dubbia, gli agenti hanno deciso di effettuare alcuni approfondimenti investigativi presso l’abitazione del soggetto. All’interno di un capannone di sua proprietà, è stato rinvenuto così un quantitativo consistente di attrezzi per il lavoro agricolo, di cui l’uomo non ha saputo giustificare il possesso non disponendo di alcuna documentazione dimostrativa relativa all’acquisto. La merce di dubbia provenienza, fotografata dalla Polizia Scientifica, è stata sequestrata. Il suo valore è stato stimato in 20 mila euro circa. L’uomo è stato denunciato per ricettazione. S’invitano i cittadini che hanno subito il furto di materiale delgenere a prendere contatti con la Questura di Matera, e nello specifico con l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (Squadra Volanti).

Comunicato stampa Questura di Matera

Contributi europei, sotto inchiesta una società di persone sospettata di truffa

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la società controllata ha fruito di una “sovra-fatturazione” finalizzata a prospettare una spesa sostenuta sensibilmente più elevata rispetto ai normali prezzi e condizioni di mercato, in contrasto con quanto previsto dal Bando Regionale

La Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro ha condotto un’articolata attività di polizia economico-finanziaria nei confronti di una Società di persone dell’area sinnica destinataria di un contributo europeo per oltre 90.000 euro, erogato dalla Regione Basilicata nell’ambito delle agevolazioni per lo sviluppo e la qualificazione della filiera turistica del “Metapontino Basso Sinni”. “Gli accertamenti, svolti attraverso l’analisi della documentazione contabile, bancaria e vari rilevamenti sul posto, hanno consentito di appurare come il rappresentante legale della società, titolare di una nota struttura ricettiva della zona, al fine di ottenere le provvidenze in parola, necessarie per ristrutturare l’attività, avesse presentato alla Regione Basilicata fatture attestanti l’acquisto di beni informatici (non conferenti con l’attività esercitata), presso una ditta individuale intestata ad un familiare, indicando costi notevolmente maggiorati rispetto al prezzo originario”, è quanto riportato nella nota della Guardia di Finanza. E, ancora: “In tal modo, la società controllata ha fruito di una “sovra-fatturazione” finalizzata a prospettare una spesa sostenuta sensibilmente più elevata rispetto ai normali prezzi e condizioni di mercato, in contrasto con quanto previsto dal Bando Regionale.  Peraltro, i suddetti importi, artatamente gonfiati, annotati sui registri obbligatori, hanno consentito un indebito risparmio di imposta. I responsabili sono stati segnalati alla Procura competente sia per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.) che per i reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (artt. 2 ed 8 del D.Lgs. 74/2000). Gli interventi della Guardia di Finanza nel comparto delle uscite del bilancio comunitario, esperiti per evitare un utilizzo improprio dei fondi destinati allo sviluppo delle zone economicamente disagiate, mirano altresì alla tutela delle imprese che agiscono nella piena legalità e nel rispetto delle leggi”.

 

Accusato di spaccio: eseguito l’arresto di un uomo

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Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, l’uomo avrebbe ceduto stupefacenti agli acquirenti dalla finestra di casa

Agenti della Polizia di Stato, nel corso di specifici servizi disposti dal Questore di Matera, hanno arrestato un materano di 46 anni perché sospettato di “cessione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti nonché per violazione delle prescrizioni della Sorveglianza Speciale”, è riportato nel comunicato stampa della Questura. E, ancora:  “Nei pressi dell’abitazione dell’uomo, pluripregiudicato e sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, negli ultimi giorni era stato notato un sospetto viavai di persone. Nel corso di un appostamento eseguito nei pressi della casa dell’uomo, gli agenti della Squadra Mobile hanno notato il pregiudicato affacciarsi alla finestra sita al piano terra, e scambiare qualcosa con un altro uomo, noto assuntore di stupefacenti, avvicinatosi dalla strada ed allontanatosi subito dopo allorché è stato raggiunto e perquisito dagli agenti che gli hanno trovato in tasca una bustina di cellophane contenente una dose di cocaina”.

Nella nota diffusa alla stampa è poi scritto che: “La conseguente ed immediata perquisizione domiciliare ha permesso il sequestro di: 52 gr di cocaina, in parte in bustine già confezionate e termosaldate; 2,5 gr di hashish; nr. 3 bilancini di precisione, materiale per il confezionamento della sostanza; 1.170 euro in contanti, provento di reato”.

“È stato così ricostruito il modus operandi dello spacciatore: i clienti lo raggiungevano sotto la finestra della sua abitazione, dalla quale si affacciava per cedere le dosi di cocaina ricevendo in cambio il denaro.In tal modo evitavadi dover uscire per strada e di incorrere nei possibili controlli da parte delle forze di polizia.  L’uomo è stato portato al carcere di Matera.  L’acquirente dello stupefacente è stato invece segnalato al Prefetto per uso personale di stupefacenti”, è riportato nel comunicato stampa della Questura.

Cinghiale a spasso nei Sassi, necessario l’intervento della Polizia

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Nella serata di domenica, gli agenti della Squadra Volanti sono intervenuti nel Sasso Caveoso per allontanare un cinghiale che si era avventurato negli antichi rioni destando allarme nella cittadinanza. Al 113 sono arrivate numerose chiamate di cittadini allarmati per un animale di grossa taglia che era stato visto aggirarsi tra i vicoli dei Sassi. Sono poi cominciati a circolare sui social diversi video e foto amatoriali che dimostravano l’effettiva presenza nei Sassi di un cinghiale, giunto fino a ridosso di Piazzetta Pascoli.

Gli agenti delle Volanti si sono prontamente posti alla ricerca a piedi del grosso animale, secondo le segnalazioni ricevute e muniti di torce per scrutare negli anfratti bui.E’ intervenuto inoltre personale della Polizia municipale. Dopo averlo individuato, gli agenti si sono attivati al fine di collocarlo in una recinzione prospiciente alla vegetazione naturale che, attraversata, consentiva il passaggio verso la Gravina e tornare nel suo habitat naturale.

Trasporti, Merra: “Al via i rimborsi per i viaggiatori pendolari”

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Approvate le linee guida per l’attuazione delle disposizioni del decreto rilancio: entro il 31 dicembre gli aventi diritto potranno presentare alle aziende la domanda per ottenere un voucher o l’estensione temporale degli abbonamenti non utilizzati durante il lockdown

I viaggiatori pendolari del trasporto ferroviario o su gomma, che non hanno potuto utilizzare un abbonamento o un titolo di viaggio valido nel periodo del lockdown intercorso tra i mesi di marzo e di maggio potranno presentare anche in Basilicata, entro il 31 dicembre, una domanda di rimborso al gestore del servizio che li ha emessi. Su iniziativa dell’assessore regionale ad Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra, la giunta regionale ha infatti approvato le linee guida per l’attuazione dell’art. 215 del decreto rilancio “Misure di tutela per i pendolari di trasporto ferroviario e Tpl”, in cui è previsto che

“in caso di mancata utilizzazione di titoli di viaggio, in conseguenza delle misure di contenimento del Covid-19, le aziende erogatrici di servizio di trasporto ferroviario ovvero di servizio di trasporto pubblico locale procedono al rimborso nei confronti degli aventi diritto”.

Nel provvedimento dell’esecutivo lucano è stabilito che “hanno diritto al rimborso i pendolari che non hanno potuto utilizzare gli abbonamenti nel periodo dello stato di emergenza. Gli interessati dovranno presentare al gestore del servizio la necessaria documentazione ed i titoli di viaggio aventi validità durante il lockdown. L’azienda, una volta effettuata l’istruttoria, entro 30 giorni potrà disporre il rimborso sotto forma di voucher valevole per un anno, di importo pari all’ammontare della spesa effettivamente sostenuta dall’utente nei giorni di non utilizzo del titolo di viaggio o l’estensione dell’abbonamento per un periodo corrispondente allo stop del servizio”. Del provvedimento e della relativa modulistica sarà data adeguata comunicazione da parte delle stesse aziende. “Abbiamo approvato queste linee guida – ha commentato l’assessore Merra – allo scopo di omogeneizzare l’attuazione delle previsioni dell’articolo 215 del decreto rilancio da parte di tutte le aziende esercenti il trasporto pubblico locale sul territorio regionale, rispetto all’utenza titolare di un diritto in forza della normativa nazionale. I pendolari che non hanno potuto utilizzare il proprio abbonamento – ha sottolineato l’esponente della giunta regionale – avranno quindi la possibilità di chiedere e di ottenere una forma di rimborso da parte delle aziende, che a loro volta saranno ristorate dalle risorse del fondo nazionale istituito presso il Ministero dei Trasporti, nei tempi e con le modalità previste dal decreto di attuazione. Si tratta – ha concluso Merra – di un provvedimento sicuramente importante per tanti lavoratori pendolari che non hanno potuto usufruire di un servizio da loro già pagato”.

Incidenti stradali, in Basilicata l’Istat segnala un calo nel 2019

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Nel 2019 si sono verificati in Basilicata 903 incidenti stradali che hanno causato la morte di
29 persone e il ferimento di altre 1.484. Rispetto al 2018, gli incidenti e i feriti diminuiscono del 7,8%, i morti del 35,6%; a livello nazionale, le variazioni sono state sensibilmente più contenute: -0,2% per gli incidenti, -0,6% per i feriti e -4,8% per i deceduti

Il rischio di incidente stradale
Tra il 2018 e il 2019 l’indice di lesività (164,3) risulta stabile, l’indice di mortalità,invece, scende da 4,6 a 3,2 decessi ogni 100 incidenti, quello di gravità (rapporto tra il numero dei decessi e somma di decessi e feriti moltiplicato 100)passa da 2,7 nel 2018 a 1,9 nel 2019.Gli incidenti tendono a concentrarsi nei centri di maggiore dimensione demografica (nei 5 comuni con oltre 15.000 abitanti si concentra il 56,0%), ma quelli a maggiore pericolosità si verificano in centri minori (l’indice di mortalità è pari a 1,6 nei comuni con più di 15.000 abitanti e a 5,3 negli altri comuni) ubicati lungo i principali assi della rete stradale regionale (Figura 2). Nel 2019, gli assi viari più critici per la sicurezza stradale nella regione sono stati la SS 407 Basentana (5 morti e 30 feriti), la SS 598 Fondo Valle d’Agri (3 morti e 44 feriti) e la SS 653 della Valle del Sinni (3 morti e 33 feriti).
Nel 2019 il maggior numero di incidenti (518, il 57,4% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 5morti (17,2% del totale) e 771 feriti (52,0%). Rispetto all’anno precedente i sinistri diminuiscono del 4,4% in ambito urbano, del9,6%sulle strade extra urbane e del 29,4% sulle autostrade.Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (6,9decessi ogni 100 incidenti).
Sulle strade urbane il 45,2% dei sinistri stradali avviene lungo un rettilineo. Sulle strade extraurbane tale percentuale sale al 52,2%. In ambito urbano gli incidenti che avvengono in corrispondenza degli incroci rappresentano il 19,9% del totale, seguono quelli che si verificano in curva (12,9%) e nei pressi di una intersezione (12,6%). Lungo le strade extraurbane il 32,2%degli incidenti si verifica in curva,il 6,5% nei pressi di una intersezione, il 6,0% a un incrocio(Figura 4 e Cartogrammi in allegato).

I mesi e le ore più a rischio
La concentrazione degli incidenti è maggiore tra l’estate e l’autunno. Tra giugno e agosto si contano 255 incidenti (il 28,2%di quelli avvenuti durante l’anno), tra settembre e novembre se ne contano 251 (27,1%).Gli incidenti più gravi si concentrano nei mesi di aprile (8,1 morti ogni 100 incidenti) e agosto (6,5)(Figura 5).Il75,6% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20,l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati tra le due e le tre di notte (12,5 morti ogni 100 incidenti) e tra le nove e le dieci del mattino (11,3) con valori di molto superiori alla media giornaliera (3,2) (Figure 6 e 7).Il venerdì e

il sabato notte si concentrano il 40,5% degli incidenti notturni,

il 33,3% delle vittime e il 40,8% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 5 decessi ogni 100 incidenti.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte
La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (59,3%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (246 casi,4 vittime e 451 feriti), seguita dalla fuoriuscita (163 casi, 10 vittime e 237 feriti) e dal tamponamento (153 casi con 288 persone ferite). La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (10,3decessi ogni 100 incidenti), seguono l’urto con veicolo non in movimento (8,3) e la fuoriuscita (6,1). Gli incidenti a veicoli isolati risultano piùrischiosi,con una media di 4,3 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli(2,4).
Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la velocità troppo elevata, la guida distratta e il mancato rispetto delle regole di precedenza sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 45,0% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la velocità troppo elevata incide da sola per il 21,3%(Tavola 14, in allegato).
Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 65+anni (9,3 per 100 mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 65,5% delle vittime e il 61,7% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il24,1% dei morti e il 30,7% dei feriti, i pedoni il’10,3% dei deceduti e il 7,6% dei feriti. Il 66,7% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+, mentre il 66,4% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 481,5per la classe di età 15-29 anni e a 359,3 per quella 30-44 anni (Figure 8-11)(b).

La mobilità e l’incidentalità stradale ai tempi del COVID19: primi dati del 2020
L’arrivo della pandemia da COVID19 ha modificato radicalmente le abitudini di tutti e la mobilità ha avuto una battuta d’arresto come mai si era verificato prima. Nel periodo di lockdown il tasso di mobilità (percentuale di persone che hanno compiuto almeno uno spostamento in giornata, ad eccezione dei tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti) è passato dall’85% al 32% mentre la lunghezza media degli spostamenti è diminuita del 40%
Un effetto positivo è sicuramente dato dalla diminuzione di incidenti stradali dovuta alla minore esposizione al rischio

Liberato un esemplare di tasso (Meles meles), rientrante tra le specie protette

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La Polizia Ambientale del Dipartimento Ambiente ed energia della Regione Basilicata, a seguito di una segnalazione pervenuta ai Carabinieri forestali da parte degli operai forestali del Consorzio di Bonifica di Tolve, ha allertato il Servizio veterinario competente e, con il supporto tecnico e logistico del Comando dei Vigili del Fuoco di Potenza, nella mattinata di ieri ha soccorso e liberato un esemplare di tasso (Meles meles).
L’animale selvatico, rientrante tra le specie protette, era stato catturato mediante un laccio realizzato con filo di acciaio, presumibilmente posizionato da bracconieri. Grazie all’operazione condotta dagli operatori intervenuti sul posto ha riacquistato la libertà ritornando nel suo ambiente naturale.

Marijuana, scoperta piantagione a Metaponto di Bernalda: due arresti

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La Polizia di Stato ha arrestato per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, due materani, uno 50enne, con precedenti penali specifici per stupefacenti e sottoposto alla sorveglianza speciale, l’altro 35enne, incensurato e militare dell’Esercito Italiano.

Nell’ambito di specifici e mirati servizi finalizzati al contrasto del fenomeno della coltivazione di marijuana, agenti delle “unità specializzate antidroga”, nei giorni scorsi hanno scoperto una coltivazione di Cannabis indica in Metaponto di Bernalda, Contrada San Salvatore. Le 55 piante poi estirpate, alcune alte anche 2 metri, erano posizionate in un luogo molto favorevole: oltre ad essere protette da un fitto canneto ed immerse in una boscaglia, che ne facilitava l’occultamento riparandole da occhi indiscreti, erano anche vicinissima al fiume Bradano, circostanza questa che ne aveva verosimilmente consentito il facile innaffiamento anche nei mesi più caldi e asciutti della scorsa estate.

Dopo averla scoperta, gli agenti si sono appostati per alcuni giorni nei pressi della coltivazione finché i due uomini non sono stati visti dapprima entrare all’interno del campo, e poi tagliare alcune piante, ormai giunte a maturazione e pronte per essere essiccate. A quel punto gli agenti sono intervenuti e hanno arrestato i due coltivatori. Nei pressi, in un locale in uso al 35enne, è stata poi trovata un’altra pianta già essiccata, un bilancino di precisione e tutto il necessario per la coltivazione e la commercializzazione.

Le abitazioni dei due complici sono state perquisite. A casa del 50enne sono stati rinvenuti 100 gr. di hashish, 3 gr. di cocaina, 20 gr. di marijuana, mentre nell’abitazione del 35enne sono stati sequestrati 2 bilancini di precisione e alcuni grammi di hashish.

Al primo dei dueè stato contestato anche il reato di violazione della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, che lo obbligava a rimanere all’interno del Comune di Matera.

Il 50enne è stato condotto in carcere mentre l’altro complice, essendo incensurato, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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