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Enti subregionali, Bardi procede con le nomine

in Politica

Si tratta di Canio Santarsiero (Egrib), Antonio Nicoletti (Apt), Aniello Crescenzi (Alsia), Rosanna Gruosso (Ardsu), Roberto Rivela (coordinamento Politiche lavoro)

 

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha nominato i vertici di alcuni enti subregionali. Assumerà le funzioni di amministratore dell’Egrib Canio Santarsiero, direttore generale dell’Apt è stato designato Antonio Nicoletti, direttore dell’Alsia Aniello Crescenzi, direttore dell’Ardsu Rosanna Gruosso e, infine, presidente del Comitato di coordinamento istituzionale delle Politiche del lavoro, Roberto Rivela.

Canio Santarsiero, architetto, vanta esperienza come progettista nei settori dell’urbanistica e della sicurezza. Dal 2007 è docente del corso “Disegno assistito al calcolatore” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata.

Antonio Nicoletti, ingegnere, ad oggi svolge un incarico dirigenziale nello staff del sindaco di Matera con competenze in alcuni aspetti legati al ruolo di capitale europea della Cultura 2019. Ha approfondito temi legati alla progettazione e alla gestione dei sistemi culturali e turistici.

Aniello Crescenzi, laureato in Scienze agrarie, dal 2001 è professore associato all’Università degli Studi della Basilicata per il settore scientifico “patologia vegetale”. Si è occupato, per l’Università lucana, della direzione e del coordinamento scientifico di progetti nazionali e internazionali.

Rosanna Gruosso, laureata in giurisprudenza, ha svolto dopo la laurea attività forense. Attualmente è dipendente dell’Agenzia delle Entrate, ente in cui ha maturato esperienze tecnico-amministrative.

Roberto Rivela, diplomato all’Istituto tecnico per geometri, dal 1992 svolge la professione di agente di commercio con una multinazionale che opera nel settore dell’editoria.

Forestaziona, Bardi invoca un ruolo diverso per il comparto: “Sia strategica”

in Politica

 

Sono state reperite le coperture finanziarie che consentiranno di proseguire le attività legate alla forestazione e di garantire i livelli occupazionali per il 2019. E’ quanto è emerso nell’incontro presieduto dal governatore lucano, Vito Bardi, con le organizzazioni sindacali. Al tavolo erano presenti gli assessori regionali alle Attività produttive e alle Politiche forestali, Francesco Cupparo e Francesco Fanelli, il consigliere regionale Piergiorgio Quarto, il capo di gabinetto Fabrizio Grauso e i sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil di Basilicata, rappresentati da Vincenzo Esposito, Michele Andriulli, Vincenzo Cavallo, Antonio Lapadula e Gerardo Nardiello.

Sono state affrontate anche le prospettive del settore per il medio e lungo periodo, in particolare gli obiettivi di servizio, la riprogrammazione e il riposizionamento delle attività per il comparto.

“Dobbiamo assegnare – ha detto il presidente Bardi – un ruolo diverso alla forestazione, che rappresenta una risorsa indisponibile per il territorio, che è stato deteriorato, malmesso e danneggiato. Oggi necessita di essere messo in sicurezza in tutti i suoi aspetti, sia morfologici che ecologici. Pertanto non può più esistere una politica improntata su aspetti dozzinali dando tutto a tutti ma dobbiamo arrivare a una forestazione di qualità che sia strategica per il territorio”.

“Il Governatore Bardi non conosce la storia della fascia jonica lucana”

in Politica

A 16 anni da Scanzano Bardi dimostra di non conoscere né la storia né la cultura della fascia jonica lucana.

Ringraziare i petrolieri per eventuali fondi sulle disgrazie climatiche da corrispondere alla fascia Jonica, dimostra non solo che il presidente bardi non conosce la storia degli ultimi 16 anni della fascia Jonica lucana ma nemmeno la cultura economica e sociale della popolazione locale.

Nel corso della riunione abbiamo con favore registrato la disponibilità di Eni ad erogare, fuori dalle trattive, un sostegno economico per far fronte ai danni causati dalle avversità atmosferiche che hanno interessato negli ultimi giorni le popolazioni del metapontino e del materano”.

E’ da 40 anni (16 da Scanzano) che questo territorio con le sue comunità ha detto no al deposito nazionale di scorie nucleari e da oltre 12 a qualsiasi nuovo pozzo e permesso di ricerca petrolifera per trivellare terra e mar Jonio.

Con ciò la popolazione locale ha detto no alle famose compensazioni ambientali per il deposito nazionale e royalties petrolifere, circa 300 milioni di euro anno a tempo indeterminato per il solo nucleare, circa il doppio di quanto hanno elargito i petrolieri alla regione Basilicata in val d’Agri negli anni quando il barile quotava anche 100 dollari. Con il risultato che la Val d’ Agri si ritrova più povera e inquinata di prima, mentre la fascia Jonica (disgrazie climatiche a parte) resta una delle poche zone produttive della Basilicata grazie alle economie locali agricole/agroalimentari e turistiche. Ci saremmo aspettati invece un presidente che alzasse la voce verso il governo nazionale per chiedere aiuto allo stesso modo in cui i classici partiti del nord difendono Venezia, dove si sono spesi notevoli fondi nazionali per opere che non hanno ancora risolto il problema storico di quella città, non a caso lì Conte propone risarcimenti per gli operatori e allora perché non farlo per quelli del metapontino. Invece di ringraziare i petrolieri per fondi da destinare alle disgrazie climatiche della fascia Jonica e di parlare di rinnovo concessioni petrolifere il presidente Bardi e l’assessore Rosa devono ancora risponderci su vecchie domande che abbiamo posto e cui non è stata data risposta. In particolare: 1) se esiste un fondo bonifiche e dismissioni degli impianti petroliferi dismessi e su quelli attivi nella nostra regione, 2) su come risolverà le questioni ambientali, 3) dove finiranno e saranno trattati i reflui petroliferi a radioattività naturale considerato che questa regione con diversi comuni non è in grado di assicurare nemmeno il controllo e la depurazione dei reflui civili .

Le premesse di sviluppo delle comunità partono dalla capacità locale e dagli investimenti pubblici/privati di valorizzare il proprio territorio e le sue peculiarità e non da speculazioni e sfruttamento indiscriminato dello stesso, questo la fascia Jonica indipendentemente dalla sua classe politica poco rappresentativa lo ha potuto dimostrare nei fatti.

NO SCORIE TRISAIA

MEDICI PER L’AMBIENTE BASILICATA

MAMME LIBERE

MEDITERRANEO NO TRIV

Regione, linee programmatiche. Il governatore Bardi: “A breve piano strategico”. Braia (Pd): “Puntare sul petrolio è una retromarcia politica”

in Politica

Botta e risposta fra il governatore lucano, Vito Bardi e il consigliere di minoranza, Luca Braia (Pd). Di seguito un estratto delle note giunte in redazione.

Il presidente della Regione Basilicata si è soffermato su alcuni aspetti emersi dalle dichiarazioni dei consiglieri. “Presto – ha detto – avremo un piano strategico”

“Siamo solamente a un mese di governo: giudicatemi quando avremo redatto un piano strategico: c’è differenza fra linea programmatica e programmazione. La prima non è definitiva, è soltanto un indirizzo politico”. Lo ha detto il governatore della Basilicata, Vito Bardi, nel replicare alle dichiarazioni dei consiglieri nel dibattito in aula sulle linee programmatiche. “A breve – ha continuato il presidente – avremo un piano strategico, che avrà contenuti e che avrà anche quei numeri che tanto professa l’opposizione. Mi è sembrato di assistere ad arringhe di chi fa finta di non capire di averle perse, le elezioni. Ma il popolo lucano ha scelto un’inversione di rotta, un cambiamento. La parola cambiamento non è così volatile, tale da rimanere nell’aria, è di sostanza. Dimostreremo con i fatti che vogliamo il cambiamento. È chiaro – ha ribadito – che ci vuole un po’ di tempo per ottenerlo. Cambiare per noi significa dare quelle risposte che da tanto tempo sono attese dai lucani”. Bardi si è soffermato su alcuni temi, quali ad esempio gli idrocarburi. “Il petrolio – ha assicurato – sarà gestito con la tutela dell’ambiente: i proventi del petrolio devono essere utilizzati soprattutto per il miglioramento delle infrastrutture. I cittadini però devono avere fiducia: l’ambiente sarà salvaguardato”. Un passaggio anche su Matera 2019: “Non dobbiamo guardare – ha detto in merito il governatore – ai risultati che otterremo tra un anno, ma a quello che riusciremo ad avere, in termini di crescita, nel 2030. Cercheremo di programmare attività che guardino lontano, anche oltre il quinquennio: ce la metteremo tutta”. Infine, un passaggio sulla protesta di alcuni esponenti della minoranza, che hanno abbandonato l’aula: “Mi auguro che quello di questa sera sia solo un episodio che venga ricomposto al più presto: amo dialogare, anche e soprattutto con le minoranze”, ha concluso Bardi.

Un estratto della nota di Luca Braia

Da un governo di Centrodestra e da un Governatore come Bardi (come dallo stesso affermato, scelto da Berlusconi e accettato da Salvini e Meloni) che in campagna elettorale ci hanno riempito di slogan all’insegna del famigerato “Cambiamento”, ci saremmo aspettati una discontinuità totale con il passato, una visione opposta in grado di farci sognare e sperare in una Basilicata stile “Dubai”, magari. Preso atto della voglia di tornare a puntare sul petrolio come unica possibilità per i lucani, reputiamo ciò una vera retromarcia politica che, al netto delle rassicurazioni di non estendere ad altre aree della nostra regione, dovesse essere solo palesata, ci troverà netti oppositori senza se e senza ma. Attendevamo indicazioni e scelte chiare sui temi del trasporto su ferro e gomma, sulla viabilità anche rurale e provinciale oltre che sulla sanità, sulla quale non possiamo che denunciare irrituali dichiarazioni contrarie, assunte sull’hospice di Stigliano, e il blocco dell’investimento sulla radioterapia a Matera, su cui assumeremo fermamente nette posizioni.

Semplici auspici e principi nella relazione, riguardo l’Agricoltura: si parla di improbabili ri-programmazioni del PSR Basilicata 2014/2020, con operazioni che metterebbero a rischio la spendibilità dei fondi residui nel poco tempo a disposizione. Si finanzino, piuttosto (anche facendo ricorso ad altri fondi come FSC) gli scorrimenti di tutte le graduatorie esistenti. Parliamo di quelle relative al sostegno dei giovani (bando misura 6.1), oppure quelle legate al miglioramento aziendale (misura 4.1), trasformazione (misura 4.2) e filiere (misura 16.0).

Si impegni, il Governo Regionale (invece non se ne fa neanche menzione) a continuare senza indugi il percorso di digitalizzazione e implementazione del Sistema Informativo Agricolo Regionale (SIA-RB), l’operazione già in corso consentirà al comparto di fare un vero grande salto di qualità nel servizio e nella programmazione, consentendo di poter tornare a puntare anche, come Basilicata, a ritornare ad essere organismo pagatore e, quindi, recuperare il gap legato ai ritardi sull’erogazione dei sostegni agli agricoltori.

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