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L’ortofrutta italiana e quella della Basilicata vanno: ma c’è carenza di manodopera

in Economia

L’ortofrutta italiana continua a correre sui mercati internazionali, raggiungendo risultati mai registrati prima. Nell’ultima annata, infatti, l’export ha segnato una crescita dell’11% in valore e dell’8% in volume, arrivando a circa 4 milioni di tonnellate esportate. Un dato che conferma il ruolo dell’Italia tra i principali protagonisti europei, insieme a Spagna e Paesi Bassi. Eppure, dietro questo successo si nasconde una criticità sempre più evidente e strutturale: la mancanza di manodopera. A lanciare l’allarme è la Cia-Agricoltori Italiani, attraverso il presidente nazionale Cristiano Fini, che evidenzia come al comparto manchino oggi oltre 120 mila lavoratori, tra addetti qualificati e giovani under 30. Una carenza che rischia di compromettere la capacità produttiva e la competitività dell’intero sistema.

In questo scenario, la Basilicata rappresenta un tassello fondamentale. Il comparto ortofrutticolo lucano è infatti uno dei pilastri dell’economia agricola regionale, con una produzione che si attesta intorno a 1,5 milioni di tonnellate l’anno su una superficie di circa 18-21 mila ettari. Il valore complessivo del settore oscilla tra i 330 e i 350 milioni di euro, mentre la produzione commercializzata attraverso le Organizzazioni di produttori ha raggiunto nel 2023 i 267 milioni di euro, pari a quasi il 70% del totale.

Il cuore produttivo è il Metapontino, che concentra circa il 75% della produzione regionale e rappresenta un vero distretto agroindustriale. Qui si coltivano ortaggi, frutta e, in misura minore, agrumi, con una forte vocazione all’export e alla grande distribuzione organizzata. Tra le eccellenze spicca la fragola, di cui la Basilicata è il primo produttore nazionale: un comparto da circa 150 milioni di euro di fatturato, con 1.200 ettari coltivati e oltre 500 mila quintali prodotti. Non a caso, il territorio si prepara a ospitare anche l’edizione 2026 di Fragola Expo Basilicata 2026, vetrina internazionale del settore.

Proprio l’export rappresenta uno dei principali punti di forza dell’ortofrutta lucana, con un valore stimato tra i 120 e i 180 milioni di euro, pari fino alla metà della produzione complessiva. I mercati di riferimento restano quelli europei, in particolare Germania, Francia, Austria e Svizzera. Tuttavia, questa forte esposizione internazionale comporta anche criticità: prezzi instabili, dipendenza da poche grandi catene distributive e una concorrenza sempre più aggressiva da parte di Paesi come Marocco ed Egitto, che possono contare su costi di produzione più bassi.

A ciò si aggiunge un altro elemento di fragilità: la redditività aziendale. Nonostante ricavi potenzialmente elevati, soprattutto per colture come la fragola, i margini restano compressi a causa dell’aumento dei costi di produzione, in particolare energia, fertilizzanti e manodopera. Le aziende più strutturate, inserite nelle OP o con contratti diretti con la GDO, riescono a reggere meglio l’urto del mercato, mentre le realtà più piccole risultano più esposte e vulnerabili.

Secondo Cia, il nodo centrale resta proprio quello del lavoro. Le attuali procedure legate al decreto flussi, pur migliorate, continuano a generare ritardi tra le richieste e l’effettivo arrivo dei lavoratori, creando difficoltà operative e, in alcuni casi, favorendo il ricorso al lavoro irregolare. Allo stesso tempo, la forza lavoro italiana è in calo e sempre più anziana, mentre i giovani faticano ad avvicinarsi al settore, scoraggiati da condizioni di impiego discontinue e poco attrattive.

Per questo, l’organizzazione agricola – evidenzia il presidente regionale Leonardo Moscaritolo – propone una serie di interventi concreti. In primo luogo, una forte semplificazione delle procedure di assunzione, anche attraverso strumenti digitali e formule flessibili per il lavoro stagionale, come voucher agricoli rivisitati. Fondamentale è poi una riforma del decreto flussi, che superi la logica emergenziale del click day e introduca una programmazione pluriennale basata sui reali fabbisogni delle imprese, con la possibilità di attivare corridoi dedicati per i lavoratori stranieri.

Altro punto cruciale è la razionalizzazione dei controlli, oggi spesso duplicati, e la revisione della normativa sul caporalato, con la semplificazione dell’accesso alla Rete del lavoro agricolo di qualità e la creazione di uno sportello digitale unico per le aziende.

Accanto al tema del lavoro, Cia – dice Moscaritolo – richiama anche la necessità di riequilibrare i rapporti lungo la filiera, garantendo maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e un giusto riconoscimento del valore agli agricoltori. In ambito europeo, l’organizzazione chiede il rafforzamento delle politiche di sostegno al settore e l’introduzione di regole di reciprocità negli scambi internazionali, affinché i prodotti importati rispettino gli stessi standard ambientali e sociali richiesti alle imprese europee.

In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi e crescente competizione globale, il messaggio della Cia è chiaro: l’ortofrutta resta un motore fondamentale dell’economia agricola, anche in Basilicata, ma senza interventi strutturali su lavoro, filiera e competitività, il successo dell’export rischia di non essere sostenibile nel lungo periodo.

Consegnato il terno elettrico monopiano: è il terzo nella flotta Trenitalia della Basilicata

in Economia

Potenza, 22 novembre 2024 – A distanza di poche settimane dalla consegna del secondo treno elettrico monopiano, un nuovo convoglio arriva sui binari della Basilicata, il terzo treno elettrico di nuova generazione per la flotta regionale della Basilicata. Il nuovo convoglio è già in circolazione dallo scorso 20 novembre sulla rete ferroviaria lucana.

Prosegue spedita l’opera di ammodernamento della flotta del Regionale, brand di Trenitalia (Gruppo FS) che rientra nell’ampio piano di investimenti previsti dal Contratto di Servizio tra la Regione Basilicata e Trenitalia, sottoscritto a gennaio 2024 e valido fino al 2031, finalizzato a migliorare l’offerta di servizi a favore dei viaggiatori. Sono previsti investimenti per circa 98 milioni di euro, dei quali circa 51 destinati all’acquisto dei nuovi treni elettrici, simbolo dell’eccellenza della flotta regionale di Trenitalia, con un finanziamento della Regione Basilicata pari a circa 42 milioni (fondi PNRR e PSC) e un autofinanziamento di Trenitalia pari a circa 56 milioni.

Le consegne proseguiranno fino al 2026 per un totale – al termine della fornitura – di 8 treni di nuova generazione. Il rinnovo del parco mezzi della flotta lucana abbasserà l’età media dei convogli dai 19 anni attuali a 11 anni.

Riciclabile fino al 96% con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto alla generazione di treni precedenti, il nuovo treno elettrico monopiano vanta elevati standard di affidabilità e sicurezza. Tecnologicamente avanzati ed ecologici, i nuovi convogli sono dotati di oltre 500 posti complessivi, insieme ai 12 posti per le bici e, per il massimo comfort dei passeggeri, di prese di alimentazione per pc, tablet e smartphone un’illuminazione led ottimizzata grazie ai grandi finestrini che consentono un maggiore ingresso di luce naturale. Livello di rumore e vibrazioni sono ridotti al minimo per garantire un viaggio sempre più confortevole.

L’arrivo di questi nuovi treni riflette pienamente i valori di sostenibilità, accessibilità e intermodalità del Regionale. L’impegno verso un futuro più green si concretizza attraverso tecnologie che riducono consumi energetici e impatto ambientale, rendendo il treno l’opzione di una mobilità sempre più sostenibile. Allo stesso tempo, l’attenzione all’ accessibilità è in grado di garantire a tutti un’esperienza di viaggio confortevole, inclusiva e conveniente. L’integrazione con altre modalità di trasporto e l’uso della digitalizzazione sono elementi chiave per garantire un viaggio connesso e agevole, in linea con i bisogni di una generazione in movimento.

 

IL COMMENTO DELL’ASSESSORE REGIONALE PASQUALE PEPE

L’assessore alle Infrastrutture, Pasquale Pepe: “Prosegue su tutti i fronti l’ammodernamento dei sistemi e delle infrastrutture di trasporto in regione. Lavoriamo per avere ferrovie e strade sicure e aumentare l’interconnessione tra diversi sistemi di collegamento”

“Prosegue l’opera di ammodernamento della flotta del Regionale, brand di Trenitalia (Gruppo FS) che rientra nell’ampio piano di investimenti previsti dal Contratto di Servizio tra la Regione Basilicata e Trenitalia, sottoscritto a gennaio 2024 e valido fino al 2031”, è scritto in una nota. Il contratto prevede un investimento complessivo di 98 milioni di euro (42 della Regione e 56 di Trenitalia), di cui circa la metà destinata all’acquisto dei nuovi treni, che saranno consegnati progressivamente entro il 2026.

I nuovi treni sono altamente performanti e rispettano i criteri di sostenibilità ambientale e di comfort per gli utenti. Possono dare spazio fino a 500 passeggeri, 12 bici e offrono alimentazione per pc, smartphone e tablet. Sono stati progettati per il presente, ma guardano anche al futuro, visto che per il 97 per cento sono realizzati con materiali riciclabili che avranno vita anche dopo la dismissione dei convogli. Inoltre, il consumo elettrico è ridotto del 30 per cento.

“Prosegue su tutti i fronti  l’ammodernamento dei sistemi e delle infrastrutture di trasporto in Basilicata. Lavoriamo per avere ferrovie e strade sicure e aumentare l’interconnessione tra diversi sistemi di collegamento e presentiamo costantemente lo stato di avanzamento del programma di sviluppo della mobilità lucana. La consegna del nuovo treno elettrico rappresenta uno dei tasselli fondamentali di questa nuova idea di futuro che abbiamo progettato e che stiamo realizzando con i nostri partner istituzionali”.

L’APPROFONDIMENTO. A Scanzano Jonico l’erosione anche al Lido Bufaloria: arenile ristretto

in Cronaca

Se Terzo Madonna è ormai “distrutta”, a Bufaloria il fenomeno non sembra più solo “incipiente”: l’arenile si è ristretto. Le ultime mareggiate del 19-20 e 21 Ottobre 2024 non hanno risparmiato anche quest’altro “angolo di paradiso” presente a Scanzano Jonico e che merita di essere preservato.

 

L’erosione del litorale a Scanzano Jonico se al Lido Terzo Madonna ha devastato spiaggia, opere e vegetazione, al vicino lido di Bufaloria ha avviato un processo distruttivo sicuramente più lento ma in prospettiva altrettanto preoccupante.
Appare evidente che l’arenile in località Bufaloria si sia di molto ridotto negli ultimi anni, nell’estate 2024 il fenomeno è diventato molto importante.

Senza adeguati provvedimenti per quanto ancora esisterà la storica Bufaloria con la sua spiaggia bella e selvaggia?

Il patrimonio naturalistico e marino di Scanzano Jonico è a serio rischio, come la sicurezza dei luoghi e delle persone.

Nel prossimo speciale “la Spiaggia degli Dei di Metaponto”, anch’essa interessata dai fenomeni erosivi.

 

Erosione a Terzo Madonna a Scanzano: il fallimento da sinistra a destra

Fragole in Basilicata nel 2024: Apofruit rileva liquidazioni in aumento del 14%

in Economia

“+14 % rispetto agli ottimi risultati del 2023. La media riconosciuta ai produttori associati Apofruit per le 2 principali varietà piantate – 63% Sabrosa, 30% Rossetta – si attesta infatti sui 3,20 euro”

 

La fragola si conferma sempre più regina del Metapontimo. Questa coltura, infatti, supportata dagli investimenti che da oltre quindici anni Apofruit sta conducendo in zona, ha prodotto anche quest’anno risultati molto soddisfacenti per i produttori locali.
A fare il punto della situazione sono Ernesto Fornari e Mirco Zanelli, rispettivamente direttore generale e direttore commerciale di Apofruit, che oggi conta 2.700 soci produttori in diverse regioni d’Italia, di cui trentacinque in Basilicata che coltivano 120 ettari di fragola.

“Il 90% della nostra produzione di fragole – spiegano – si concentra nell’areale lucano. Sta quindi proseguendo molto bene il progetto di rinnovamento della coltura intrapreso da Apofruit nel Metaponto una quindicina di anni fa.

La produzione di fragole viene veicolata nei canali della Grande Distribuzione e del Normal Trade (80 posteggi nei mercati generali di tutta Italia) attraverso i due marchi di qualità: Solarelli e Piraccini e in diverse confezioni e linee di valorizzazione. Sempre in Basilicata abbiamo investito negli ultimi anni anche in termini di lavorazione dell’ortofrutta, con il rinnovo e l’ampliamento del nostro magazzino di Scanzano Jonico. Inoltre, ci impegniamo costantemente per assicurare ai soci un’assistenza tecnica dedicata, con la presenza in loco di nostri tecnici per seguire tutte le fasi della produzione, con un servizio di acquisto/distribuzione delle piantine da mettere a dimora ogni anno e, dove previsto, con le contribuzioni Europee per copertura di parte dei costi a carico delle aziende agricole”.

Fatte queste premesse, Fornari e Zanelli proseguono: “Sebbene anche questa campagna sia stata condizionata dagli andamenti climatici che ogni anno influenzano le produzioni agricole e di conseguenza abbia necessitato di maggiori rimpiazzi di piantine, abbiamo registrato una produzione su 120 ettari molto soddisfacente – 550 grammi per pianta, contro il record di 600 grammi del 2023 – e, soprattutto, un livello di liquidazione straordinario.

Nello specifico, ci siamo attestati complessivamente sui 54.000 quintali, rispetto ai 58.000 del 2023, il 98% dei quali allevati con sistema convenzionale. La media riconosciuta ai produttori per le 2 principali varietà piantate – 63% Sabrosa, 30% Rossetta – si attesta infatti sui 3,20 euro, rispetto ai 2.80 euro del 2023, che era già un ottimo risultato.

Le altre varietà – che coprono complessivamente un 7 % della produzione tra piante a cima radicata e nuove cultivar – si sono comunque attestate mediamente sui 3 euro il chilo”.

I risultati della liquidazione primaverile sono stati presentati ai soci lucani di Apofruit nell’assemblea tenutasi nei giorni scorsi a Scanzano Jonico.

 

[Fonte: comunicato stampa Apofruit del 15 Ottobre 2024]

Forza Italia Basilicata: nominati responsabili Dipartimenti Regionali.

in Politica

Il Ministro Sen. Maria Elisabetta Casellati, Segretario Regionale di Forza Italia per la Basilicata, in accordo con i Segretari Provinciali di Potenza, Vincenzo Taddei, e di Matera, Gianluca Modarelli, ha proceduto nei giorni scorsi all’assegnazione delle nomine dei Responsabili dei dipartimenti Regionali, che faranno parte della Giunta Esecutiva per l’attuazione delle delibere degli Organi Regionali all’interno della Segreteria Regionale del partito. In particolare:

– Affari Costituzionali e Giustizia: Matteo RESTAINO
– Affari Esteri e Politiche dell’Unione Europea: Luisa LACAVA
– Economia: Ester MIRA
– Istruzione: Anna DELL’AQUILA
– Bilancio e Finanze: Nicolino LOPATRIELLO
– Sanità: Maria Assunta TELESCA
– Bioetica e Diritti Umani: Antonella VACCARO
– Solidarietà: Antonella TANCREDI
– Ambiente e territorio: Antonino CAPUANO
– Turismo: Francesco CORBINO
– Agricoltura: Antonio DI MATTEO
– Politiche della Montagna: Donatello MININNI
– Sud: Giovanni SALVIA
– Professioni: Giuseppe GRANDE
– Tutela dei Consumatori: Lucrezia GUIDA
– Famiglia: Alessia Grazia BRAICO
– Disabilità e Sociale: Alessandra SAGARESE
– Casa, Edilizia Sociale e Riqualificazione delle Periferie: Giuseppe MAIURI
– Attività Produttive e Tutela delle Imprese: Giuseppina LAURINO
– Politiche Venatorie: Vincenzo DONADIO
– Pesca e Acquacoltura: Giovanni SARDELLA
– Lavori Pubblici: Leonardo COSENTINO
– Immigrazione: Maria Giovanna MERLO
– Cooperazione Internazionale: Antonello Mario VENEZIA
– Lavoro: Maurizio SAVINO
– Italiani all’Estero: Nicola CASINO
– Energia: Francesco MONTANO
– Difesa: Domenico CIANCIARULO
– Trasporti: Gerardo BELLETTIERI
– Diritti degli Animali: Mattia FAMIGLIETTI
– Semplificazione e Sburocratizzazione: Rosemarie COLUCCI

“Si tratta di nomine”, ha dichiarato il Ministro Casellati, “di persone in grado di contribuire fattivamente non solo al rafforzamento del partito, ma anche a un migliore sviluppo del territorio sotto i diversi aspetti. A loro va il mio augurio di un buon e proficuo lavoro.”

Grandine. Stasi: bene il riconoscimento della calamità ma il fondo nazionale va irrobustito”

in Economia

Grandine. Stasi: bene il riconoscimento della calamità ma il fondo nazionale fa irrobustito”

Il riconoscimento da parte del Dipartimento Agricoltura, con l’assessore Cicala, dello stato di calamità naturale per i territori della provincia di Matera e del Metapontino, colpiti da una violenta grandinata lo scorso 2 luglio, raccoglie la nostra sollecitazione e pertanto è un provvedimento importante. Così Giuseppe Stasi presidente Cia-Agricoltori Matera esprimendo un giudizio positivo sull’attivazione di un bando con dotazione di circa 2 milioni di euro e con una intensità di aiuto pari al 100 per cento della spesa sostenuta.

“Lo scorso anno – aggiunge – è stato uno degli anni peggiori per ciò che attiene agli eventi climatici estremi, anche in Basilicata. E i primi sette mesi di quest’anno non lo sono da meno, sino alla più recente tromba d’aria del 4 agosto che si è abbattuta su Bernalda ed aree limitrofe. Dobbiamo fare i conti con frequenti eventi calamitosi. Cia-Agricoltori Italiani, per questo, torna a ribadire le proprie preoccupazioni per le criticità che riguardano il Fondo Agricat, uno strumento per la gestione dei rischi in agricoltura inserito dall’Italia nella nuova PAC. Le risorse economiche del Fondo derivano in parte dai fondi comunitari e in parte dal prelievo del 3% dell’importo dell’aiuto diretto (PAC) che viene riscosso dagli imprenditori beneficiari. Cia rileva come si tratti di un prelievo che rappresenta un ulteriore aggravio finanziario in capo alle aziende, peraltro nell’ambito di un sistema piuttosto farraginoso e complicato la cui efficienza effettiva resta ancora tutta da valutare. “Bisogna modificare il decreto legislativo 102/2004, istituire un nuovo e più corposo fondo nazionale per i danni da calamità naturali, prevedere un più ampio e agevolato accesso alla copertura assicurativa per le imprese agricole danneggiate da eventi estremi”, aggiunge Stasi.

“Inoltre, occorre semplificare le procedure burocratiche per permettere, ad aziende e lavoratori, di usufruire nell’immediato degli aiuti previsti. È drammatico quanto sta succedendo negli ultimi anni, ma le istituzioni, al di là delle parole, fanno come se nulla fosse cambiato. La nostra proposta è di costituire un fondo assicurativo per tutelare le aziende agricole dagli eventi naturali e dalle crisi di mercato, in parte coperto dalla fiscalità generale e in parte dai fondi del CSR. Non possiamo più permetterci che i sacrifici di una vita vengano annientati dalle calamità. I cambiamenti climatici in atto devono spingerci a una approfondita e seria riflessione, che non si limiti al momento dell’emergenza, ma sia utile a predisporre misure strutturali in grado di salvaguardare il patrimonio agricolo”.

 

[Foto archivio]

Basilicata. Oprol: crollo del 95% di produzione olio evo lucano

in Economia

Oprol: crollo del 95% di produzione olio evo lucano

Il crollo della produzione di olio evo lucano, rispetto alla passata campagna olearia – secondo la stima di Oprol-Olivicoltori Lucani – è del 95%.

Paolo Colonna, presidente dell’OP, descrive “una situazione condizionata dalla siccità prolungata e dalle alte temperature. L’olivicoltura lucana – afferma – in Basilicata è pressoché azzerata, tranne qualche sporadica isola felice nella parte settentrionale della regione”.

Dopo la cerealicoltura, con la campagna pomodoro in affanno, è l’olivicoltura lucana in ginocchio. Il periodo prolungato di siccità è stato il colpo di grazia, al punto che – sottolineano i dirigenti Oprol – non solo è saltata la produzione nella sua totalità per la campagna di autunno, ma se perdurano le attuali condizioni climatiche, si metterà una pesante ipoteca sulla campagna 2025/26.

La richiesta prioritaria in questa fase di emergenza è il riconoscimento dello stato di calamità, per il settore agricolo nel suo complesso e nello specifico per quello olivicolo. “Chiediamo politiche a sostegno della olivicoltura lucana che – evidenzia Colonna – è fatta non dai grandi numeri, di aziende familiari, ma da eccellenze legate ai territori. Quindi mettere in un quadro di visione comune tutte una serie di proposte dove portare l’olivicoltura lucana”.

E’ tempo di passare agli impegni promessi a fatti concreto attraverso un maggiore sostegno alle organizzazioni professionali del settore come volano per le politiche commerciali e di salvaguardia del paesaggio. “Si immagina – spiega il presidente Oprol – una misura del Csr sulla scorta di un bando Agea- Pnrr già realizzato con enorme successo. Scopo centrale: dare indirizzi ad areali specifici vocati alla olivicoltura per un aumento della superficie oliveta con il chiaro obbiettivo dell’aumento della produzione. Ancora, sostenere l’aggregazione. Dove la filiera olivicola ha riscosso maggiore successi con chiari riflessioni sul settore socio economico”. Dunque interventi di emergenza accompagnati da un piano o meglio una visione condivisa della olivicoltura lucana fatta da chiari obiettivi: aumento delle produzioni; ricambio generazionale; contrastare l’abbandono; Recupero delle aree interne; favorire studi e ricerche su cultivar locali come la majatica che negli ultimi decenni facendo da campanello di allarme, sostanzialmente non produce più (fenomeno legato ai cambiamenti climatici).“Queste proposte – continua Colonna – vanno condivise e sostenute da una politica regionale che dia supporti certi come l’equa distribuzione delle risorse idriche con tutto quello che comporta. Ed una politica a sostegno di una manodopera che nella agricola da frutto non c’è più”. “L’olivicoltura rappresenta una parte fondamentale della nostra economia, della nostra agricoltura, ma anche un patrimonio culturale da valorizzare, eccellenza del made in Italy sicuramente in termini di prodotto, ma anche di paesaggio”. Infine la cooperazione in questo settore rappresenta un pezzo importante, può fornire una risposta efficace a tanti piccoli agricoltori. Il mondo cooperativo ha saputo svilupparsi e creare filiera, in grado di favorire la commercializzazione.

Emergenza idrica: le OP scrivono nuovamente a Bardi

in Economia

Le rinnoviamo con estrema sollecitudine la richiesta di un incontro per rappresentarLe nel dettaglio la situazione emergenziale e valutare insieme le possibili soluzioni da porre in essere.

 

Egregio Presidente della Regione Basilicata,

Gen. Vito Bardi,

Egregio Assessore all’agricoltura Carmine Cicala

Facciamo seguito alla nostra comunicazione del 3 luglio u.s, che ad ogni buon fine si allega, con la quale Le abbiamo rappresentato in qualità di rappresentanti delle Organizzazioni di Produttori Agricoli (OP) della piana del Metapontino la gravissima situazione idrica che sta attualmente affliggendo il nostro territorio.

La crisi sta peggiorando di giorno in giorno anche in considerazione delle temperature elevatissime che stanno interessando le zone costiere, con punte anche di 42 gradi. Per la prossima settimana si prevedono temperature ancora superiori che non solo metteranno a repentaglio le produzioni ancora non compromesse, ma danneggeranno irreparabilmente gli stessi impianti arborei con conseguenze che si riverbereranno anche nelle prossime stagioni.

La necessità principale è quella di avere volumi di acqua adeguati al periodo estivo, come testimoniato dal prelievo storico ventennale. L’acqua distribuita in alcuni comprensori particolarmente critici non è per nulla sufficiente a garantire il funzionamento degli schemi idrici, con pesantissime ricadute sulle aziende agricole.

Tutto ciò premesso Le rinnoviamo con estrema sollecitudine la richiesta di un incontro per rappresentarLe nel dettaglio la situazione emergenziale e valutare insieme le possibili soluzioni da porre in essere.

Il comitato – Tavolo di crisi per l’emergenza idrica
O.P. Agorà
O.P. Frutthera
O.P. Terre della Luce
O.P. Agricola Felice
O.P. Ancona
O.P. Assofruit Italia
O.P. Apofruit
O.P. Primo Sole
O.P. Athena
O.P. Ortoromi

 

Emergenza idrica: le OP del Metapontino chiedono incontro a Bardi

Giunta Basilicata 2024: Il Presidente Bardi firma il decreto di nomina dei nuovi assessori

in Politica

Pasquale Pepe, Francesco Cupparo, Carmine Cicala, Laura Mongiello, Cosimo Latronico. Per surroga entrano in Consiglio Galella, Fanelli, Picerno e Leone

Il presidente della giunta regionale Vito Bardi ha firmato in serata il decreto di nomina dei cinque assessori, componenti la Giunta regionale.
Ecco l’elenco completo con le relative deleghe:
Pasquale Pepe, Vicepresidente e Assessore con delega alle infrastrutture, reti idriche, trasporti e Protezione Civile.
Francesco Cupparo, Assessore con delega alle attività produttive, lavoro e formazione, Stazione unica appaltante della Regione Basilicata.
Carmine Cicala, Assessore con delega alle politiche agricole e forestali.
Laura Mongiello, Assessore con delega all’ambiente e alla transizione energetica.
Cosimo Latronico, Assessore con delega alla salute, politiche per la persona e PNRR.
Ai nominati assessori entrano, per surroga, in Consiglio regionale: Alessandro Galella, Francesco Fanelli, Fernando Picerno e Rocco Leone.

Contrasto ai cinghiali in Basilicata: per la CIA la Regione ha fatto poco

in Cronaca

Contrasto ai cinghiali in Basilicata: per la CIA la Regione ha fatto poco. “Stanziati appena 137mila euro ai comuni”

Da mesi assistiamo dalla Regione ad annunci di “impegni straordinari” per affrontare adeguatamente l’emergenza cinghiali. Accade invece che la Regione ha stanziato appena 137mila euro da destinare ai comuni lucani per l’acquisto e l’installazione di dispositivi di cattura. Troppo poco per pensare semplicemente di fare qualcosa.

Così la Cia-Agricoltori di Potenza e Matera che nelle scorse settimane ha promosso la raccolta di firme (obiettivo 20 mila adesioni) per sollecitare l’immediata adozione del piano straordinario di gestione e contenimento della fauna sul territorio Regionale di Basilicata. Lo scopo di tale iniziativa è quello di sollecitare le Istituzioni Regionali ad intervenire con sollecitudine per porre un argine a questo crescente fenomeno che genera guasti incalcolabili e pericoli sempre più diffusi, ricorrenti e impattanti a colture, impianti, bestiame, mezzi e persone. Tra l’altro – aggiunge la nota – risulta che i Comuni hanno grandi difficoltà per rispondere all’Avviso Pubblico della Regione per l’acquisto degli strumenti di cattura e sui 94 comuni lucani che hanno registrato incidenti stradali con cinghiali, solo 15 hanno fatto richiesta di quei fondi, spendendo quasi 45mila euro dei 200mila a disposizione. Alla Regione, a nome dei nostri associati e di tutti gli agricoltori lucani danneggiati, rinnoviamo l’appello per un piano di abbattimento speciale, per la fauna selvatica, soprattutto per i cinghiali che hanno una popolazione demografica fuori controllo e che non hanno più un predatore naturale. In questo piano di abbattimento si deve riconoscere quanto meno un ampliamento del periodo di caccia: attualmente è aperto da fine settembre a inizio gennaio, ma tre mesi e mezzo non sono sufficienti! I soli cacciatori e gli agricoltori con possesso di porto d’armi non bastano e penso vadano incentivati in qualche modo, anche economico. Gli indennizzi per gli agricoltori per il risarcimento dei danni da ungulati sono limitati e insufficienti e inoltre vi è la beffa che l’indennizzo viene erogato, se riconosciuto, solamente dopo 2-3 anni. L’auspicio – conclude la nota della Cia – è che finalmente venga nominato l’Assessore all’Agricoltura e ci sia data la possibilità di riavere un interlocutore istituzionale con il quale riprendere il confronto sull’emergenza ungulati e sulle altre di questa estate, tra tutte la siccità.

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