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Economia

Alleanza delle Cooperative: Giuseppe Nicola Crocco presidente per la Basilicata

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Alleanza delle Cooperative: Giuseppe Nicola Crocco presidente per la Basilicata. E’ un imprenditore sociale di 46 anni.

È Giuseppe Nicola Crocco il nuovo presidente dell’Alleanza delle cooperative Basilicata, il soggetto unico di rappresentanza tra le centrali Agci, Confcooperative e Legacoop. Quarantasei anni, imprenditore sociale e presidente regionale di Agci, Crocco è stato eletto il 28 luglio a Matera nel corso dell’assemblea regionale. Succede a Giuseppe Bruno (Confcooperative), che riveste adesso il ruolo di copresidente regionale insieme a Innocenzo Guidotti (Legacoop).
L’Alleanza delle cooperative, in Basilicata, rappresenta circa 47mila soci e oltre 8mila occupati stabili, un fatturato annuo che supera 500 milioni di euro. Non solo per dimensione economica, ma soprattutto per il ruolo di cerniera sociale derivante dalla sua nervatura su tutto il territorio, inclusi aree interne e luoghi marginali, e per i valori di mutualità, di sussidiarietà, di reciprocità ed equità che ne costituiscono le fondamenta, la cooperazione costituisce il soggetto privilegiato per provare a uscire da una delle stagioni più difficili. “Cooperare significa puntare a uno sviluppo inclusivo e sostenibile sia sul piano economico che su quello ambientale e sociale”, ha dichiarato il presidente Giuseppe Crocco all’interno dell’iniziativa che ha scelto come titolo “Ricostruire meglio insieme”. “E per ripartire meglio insieme occorre anzitutto spingere sulle politiche di coprogettazione tra pubblico e privato – ha continuato Crocco – e completare l’iter attuativo della legge regionale 12/2015, velocizzare i cantieri e migliorare le infrastrutture, investire sull’innovazione, sulla ricerca, sul turismo e sulla cultura, puntare a filiere agroalimentari di qualità, affinare il sistema delle conoscenze, completare il processo di accreditamento delle strutture sociosanitarie estendendolo anche agli altri servizi, focalizzare l’attenzione sul benessere delle persone, sull’azzeramento delle diseguaglianze, nella relazione con le comunità, sul rispetto per l’ambiente: tutti temi che sono nelle corde di una cooperazione già pronta alla sfida del futuro”.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza si presenta oggi come un’occasione storica per il riequilibrio territoriale e lo sviluppo del Mezzogiorno e della Basilicata. All’interno dell’iniziativa, è stato dedicato un apposito approfondimento a più voci sulle opportunità che il Pnrr apre per la cooperazione lucana, moderato dalla giornalista Margherita Sarli e a cui hanno preso parte l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa, il direttore generale del dipartimento programmazione e finanze Domenico Tripaldi e l’amministratrice unica di Sviluppo Basilicata Gabriella Megale. Oltre a tanti cooperatori presenti, sono intervenuti il segretario  regionale Cgil Vincenzo Iacovino, il presidente regionale di Confimi Industria Nicola Fontanarosa, il presidente di Confagricoltura / Agrinsieme, Francesco Battifarano, il direttore generale Cia Basilicata Donato Di Stefano, il consigliere regionale Roberto Cifarelli.

 

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Miglioramenti ambientali: bando per gli agricoltori

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Miglioramenti ambientali: bando della Regione Basilicata per gli agricoltori

L’iniziativa è finanziata con 550 mila euro rivenienti dalle compensazioni ambientali previste nell’ambito dell’accordo Regione – Total, Shell, Mitshui. Rosa: “La tutela dell’ecosistema agricolo assume una valenza strategica nelle politiche ambientali del governo regionale”

Contributi agli agricoltori che attraverso la realizzazione di specifiche azioni si impegnano a migliorare l’ambiente favorendo la ricostituzione del patrimonio faunistico: è quanto prevede un bando approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Ambiente Gianni Rosa, condivisa dall’assessore alle Politiche agricole e forestali Francesco Fanelli.

L’iniziativa rientra nell’ambito del “Progetto integrato di miglioramenti ambientali per la tutela e la ripresa spontanea delle popolazioni faunistiche con interventi di ricostituzione del patrimonio faunistico ottimale”, finanziato con 550 mila euro rivenienti dalle compensazioni ambientali previste nell’ambito dell’accordo Regione – Total, Shell, Mitshui.

Sono cinque gli specifici interventi per i quali è possibile chiedere, nel biennio 2021/2022, i contributi regionali: 1_realizzazione di “colture a perdere”, realizzate specificatamente per la fauna selvatica; 2_realizzazione di siepe campestre sul margine del bosco o lungo il confine di un campo; 3_realizzazione di strisce di set-aside faunistico (ritiro dalla produzione agricola di un determinato appezzamento di terreno che viene lasciato a riposo per un periodo più o meno lungo); 4_rinuncia alla bruciatura delle stoppie; 5_realizzazione di impianto di piccoli nuclei boscati.

Una sesta misura, che sarà gestita direttamente dalla Regione, riguarderà invece il ripopolamento faunistico delle popolazioni selvatiche di piccola selvaggina nobile, lepre e fagiano. “Attraverso queste iniziative – afferma l’assessore Rosa – che sollecitano tra l’altro il ritorno a pratiche tradizionali virtuose legate alla cura della terra e degli ecosistemi, chiediamo agli agricoltori di essere protagonisti di una nuova stagione di iniziative che possono realmente migliorare l’ambiente e contribuire a creare le condizioni per il ripopolamento di alcune specie faunistiche in via di estinzione. Lo facciamo con le risorse delle compensazioni ambientali, cioè con i fondi stanziati dalle compagnie petrolifere che saranno utilizzati per questa ed altre iniziative volte a mitigare l’impatto delle attività industriali ed a tutelare meglio la natura. Fra queste rientra appunto anche la tutela dell’ecosistema agricolo, che assume una valenza strategica nelle politiche ambientali del governo regionale, volte a conciliare la tutela e l’incremento della biodiversità con le esigenze produttive ed economiche degli agricoltori”.

Sul sito web della Regione è possibile consultare il bando, dove vengono esplicitati anche i criteri per la concessione dei contributi, e scaricare il modulo per le domande, che vanno presentate entro il 30 settembre 2021 (per gli interventi 1, 2 e 3), entro il 3 settembre (per l’intervento 4) ed entro il 30 novembre 2021 (per l’intervento 5). Le stesse date sono da considerarsi valide anche per l’annualità 2022.

Petrolio: accordo con Eni e Shell 1,05 euro a barile più 95 mln alla Basilicata

 

LucAS: il progetto in Basilicata per “ambiente e posti di lavoro”

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LucAS, il progetto in Basilicata per “ambiente e posti di lavoro”, le risorse dai fondi di compensazione ambientale

“Abbiamo approvato il progetto Luc.A.S.: Lucani tra Ambiente e Salute per dare riscontro alle istanze dei cittadini. Le preoccupazioni sullo stato di salute dell’ambiente e sulle ripercussioni delle attività antropiche sull’uomo non potevano essere ignorate ancora. Così nasce questo progetto, finanziato con le compensazioni ambientali derivanti dalle estrazioni petrolifere. Il progetto sarà interamente gestito dalla Regione, senza intromissioni da parte dei ‘finanziatori’, in modo da escludere ogni e qualsiasi possibilità di intromissione”. Lo dichiara Gianni Rosa,  assessore all’Ambiente ed Energia della Regione Basilicata. 

“Del resto, – prosegue –  i fondi delle compensazioni sono soldi dei Lucani. Quello che cambia è il metodo e le finalità per le quali saranno spesi. Dopo aver chiuso un accordo che quota circa 70 milioni di euro l’anno con ENI, abbiamo messo intorno ad un tavolo tutte le aziende petrolifere che operano in Basilicata. Niente più azioni spot e scoordinate ma un progetto unitario per lo sviluppo e la salvaguardia della Basilicata.

Un progetto ambizioso che guarda a tutti i Lucani, a tutto il territorio lucano e a tutte le aziende che operano in Basilicata e che hanno attività impattanti sull’ambiente e sulla salute. La prima innovazione riguarda, appunto, l’oggetto della ricerca: tutte le zone interessate da attività impattanti da un punto di vista sanitario e ambientale. Non solo le aree delle concessioni, quindi, ma anche l’area di Tecnoparco, ad esempio, le aree vicine alle cementerie e tutte le zone più a rischio.

È un altro tassello importante della visione politica di questo Governo regionale che mira a utilizzare fondi del petrolio, che prima venivano sperperati, per portare benefici concreti ai Lucani. Abbiamo abbandonato il metodo spot del centrosinistra, l’utilizzo delle compensazioni ambientali derivanti dal petrolio per coprire la spesa corrente della Regione, per concentrarci su azioni che hanno come obiettivo un ambiente sano, lo sviluppo sostenibile e il gas estratto proprietà di tutti i cittadini. Queste le tre gambe su cui si poggia l’azione portata avanti sul tema delle estrazioni. A noi non si potrà eccepire, come a chi ci ha governato in passato, che non si sa come e dove sono stati spesi i soldi delle compensazioni.

In questa visione: la tutela dell’ambiente e l’innovazione stimoleranno ulteriori investimenti che contribuiranno a creare nuove opportunità occupazionali; le risorse lucane, qual è il gas, restano ai Lucani; la tutela della salute si trasforma in prevenzione. 

La politica del cambiamento che stiamo mettendo in atto riguarda, dunque, anche le compagnie petrolifere e l’uso risorse rinvenienti dalle compensazioni ambientali. Ci siamo accollati l’onere di rivedere il rapporto con le società del petrolio, ovviamente nei limiti di quelle che sono le competenze regionali, che ricordiamo, anche a chi ne dovrebbe sapere di più, non riguardano la concessione né l’intesa tra Stato e Eni. Quella è competenza statale. Come pure, è nel potere degli azionisti stabilire il futuro di decarbonizzazione dell’ENI, azionisti tra i quali vi è lo Stato italiano, governato anche dal Pd.

Invece, chiedere alle aziende che operano in Basilicata con il petrolio di supportare progetti di sviluppo che non siano legati al petrolio stesso, nel tentativo di creare un’economia green, questo è nei poteri del Governo regionale ed è stato ampiamente messo nero su bianco negli accordi sulle compensazioni ambientali. Che, è bene ribadirlo, non riguardano l’atto di proroga della concessione.

Dunque, anche con il progetto Luc.A.S., nessuno sperpero e atti concreti per la tutela dell’ambiente e della salute, con opportunità per nuovi posti di lavoro”. 

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Digitalizzazione e burocrazia più snella: la ricetta delle microimprese per la ripresa

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Burocrazia, digitalizzazione, riforma fiscale: parola all’Italia che guarda al futuro. La strada per uscire dalla crisi dovuta al Coronavirus passa difatti per una burocrazia più snella per l’87% delle micro-imprese,secondo una ricerca di Fatture in Cloud   del gruppo Team System effettuata in collaborazione con Kantar. Lo studio di Fatture in Cloud, che si può consultare qui e che è stato tradotto in una infografica, ha analizzato l’impatto della pandemia sulle imprese italiane, con uno sguardo al futuro e alla possibile ripresa.

Fotografia della situazione attuale: il 57% degli intervistati ha avuto ricadute sul fatturato dopo un anno di restrizioni e limitazioni di vario genere; la metà attende ancora sviluppi prima di implementare nuove strategie. C’è inoltre una diffusa preoccupazione sul proficuo utilizzo degli aiuti legati al Recovery Fund: il 91% degli intervistati sostiene che si tratti di un’opportunità che, se non sfruttata in modo adeguato, potrebbe gravemente compromettere le possibilità di rilancio del Paese. Temi caldi della ripresa: non solo burocrazia più veloce, il 48% del panel richiede anche una riforma fiscale, mentre non sembra prioritaria in agenda una possibile riduzione dei tempi della giustizia.

Se nel merito della digitalizzazione una micro-impresa su tre ritiene di essere ancora ad un livello basico, c’è anche un forte divario in termini di sostenibilità ambientale tra l’impegno personale (il 65% ritiene di essere estremamente impegnato) e quello professionale (solo il 38% sul posto di lavoro mantiene lo stesso livello di attenzione).

“Il manifesto delle imprese per la ripartenza è chiaro ed evidenzia gli elementi che per anni hanno rappresentato un fardello per la crescita delle micro imprese”, ha dichiarato Daniele Ratti, CEO e founder di Fatture in Cloud. “La trasformazione digitale in atto può essere un importante abilitatore del cambiamento, l’obiettivo è chiaro: semplificare la vita di milioni di micro imprenditori e liberi professionisti italiani”.

Proprio per favorire la digitalizzazione delle micro-imprese e sottolineare l’importanza di un cambiamento nell’ottica della ripresa post-Covid 19, Fatture in Cloud propone un fitto calendario di interventi di figure di primo piano nel mondo digital sui propri canali YouTube.

Dal noto autore, presentatore e creator Rudy Bandiera all’attivista e manager Elisa Serafini, fino ad una figura di spicco del Facebook Marketing come Veronica Gentili, ecco tutte le date da segnare sul calendario:

  • Rudy Bandiera -21 luglio
  • Veronica Gentili – 22 luglio
  • Ruben Santopietro- 23 luglio
  • Martina Maccherone – 26 luglio
  • Elisa Serafini – 28 luglio
  • Raffaele Gaito – 30 luglio

Auto elettriche: transizione ecologica con protagonista la Basilicata

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Auto elettriche: transizione ecologica con protagonista la Basilicata, la nuova mobilità partirà dal Sud

Auto elettriche e batterie al litio: la nuova mobilità partirà dal Sud
Transizione ecologica, Intervista a Paolo Scudieri (Adler Group e Anfia): “Convertire un intero settore dell’auto è una sfida complessa che richiede investimenti e comporta rischi”

L’industria delle auto elettriche e delle batterie a litio che fa rotta a Sud puntando a portare le nuove produzioni nel Mezzogiorno è il focus al centro del prossimo numero del Rapporto Sud in edicola con il Sole 24 Ore venerdì 23 luglio in Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Primo tassello: Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fca e Psa, ha scelto Melfi per produrre dal 2024 nuove vetture full elettric. Al Sud, insomma, un cambio epocale attende lo stabilimento di Melfi che diventa il primo plant della galassia Stellantis a ospitare la nuova piattaforma elettrica 2030 ready (Stla Medium) con autonomia fino a 700 km e lo sviluppo di quattro nuove vetture tutte elettriche, multibrand, da distribuire sui mercati domestici europei. Secondo tassello del rilancio industriale del Sud: dopo una lunga attesa, il 12 luglio è stato pubblicato in «Gazzetta» il decreto interministeriale che dà il via libera tra l’altro al finanziamento di 500 milioni per la fabbrica di batterie al litio del gruppo Seri Industrial a Teverola (Ipcei) dove sono previste 625 assunzioni da metà 2023.

Nell’intervista a Paolo Scudieri, presidente di Adler group e presidente di Anfia, l’associazione di categoria dei produttori di componenti per l’auto: “Il passaggio alla nuova mobilità è necessario, ma è bene precisare che avrà costi molto alti. Proprio per difendere produzioni, industria e occupazione è necessario che coinvolga tutti i Paesi. Il cammino verso la nuova mobilità – chiarisce Scudieri – richiede all’industria sforzi economici e organizzativi importanti. L’impatto in termini di emissioni di CO2 che attengono al settore auto rappresenta lo 0,9 del totale emesso. Dobbiamo quindi essere consapevoli che c’è in ballo, per una causa senza dubbio nobile quale la transizione verso una mobilità sostenibile, un settore da 1,2 milioni di posti di lavoro, 80 miliardi di gettito fiscale, e che produce il 20% del Pil”.

Gigafactory Stellantis: scartata la Basilicata

Le inchieste del Rapporto Sud del Sole 24 Ore
In edicola venerdì 23 luglio in Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna

Basilicata: pneumatici fuori uso per fare strade

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Basilicata: pneumatici fuori uso per fare strade. Trenta mila tonnellate di Pneumatici Fuori Uso raccolte e recuperate solo in regione.

Dieci anni di strategia green e circolare al servizio del Paese:
in Basilicata 30 mila tonnellate di Pneumatici Fuori Uso gestiti da Ecopneus in 10 anni di attività nell’ultimo decennio in Basilicata l’equivalente in peso di oltre 3 milioni di Pneumatici Fuori Uso sono stati raccolti e riciclati da Ecopneus, la società senza scopo di lucro principale operatore della gestione dei PFU in Italia (circa il 60% del totale)

Oltre 700 km chilometri di strade “silenziose”, che resistono a buche e fessurazioni e che quindi durano anche di più oppure più di 150 innovativi campi da calcio di ultima generazione, performanti, sicuri e sostenibili. Sono quelli che si potrebbero realizzare con il recupero delle circa 30 mila tonnellate di Pneumatici Fuori Uso raccolte e recuperate solo in Basilicata nella filiera Ecopneus in 10 anni di attività, equivalenti in peso a oltre 3 milioni pneumatici da autovettura.
Questi i risultati nella Regione dei primi 10 anni di attività di Ecopneus, società senza scopo di lucro principale operatore della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia, diffusi in occasione della presentazione del Rapporto di Sostenibilità, elaborato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. La società, responsabile di circa il 60% dei PFU generati ogni anno in Italia, gestisce mediamente ogni anno circa 200.000 tonnellate di PFU, l’equivalente in peso di circa 22 milioni di pneumatici per automobile.
In 10 anni di attività in Basilicata Ecopneus ha raccolto e recuperato oltre 30mila tonnellate di Pneumatici Fuori Uso effettuando mediamente ogni anno circa 1.300 missioni di raccolta presso gommisti, stazioni di servizio e autofficine della Regione.
Risultati importanti che confermano la validità di un sistema che ha profuso un impegno unico nel panorama nazionale e che grazie al contributo di tutti gli attori coinvolti ha portato negli anni un beneficio concreto alla collettività e all’ambiente promuovendo con forza un sempre maggiore impiego della gomma riciclata in tante applicazioni utili per la vita quotidiana e favorendo lo sviluppo di una cultura del riciclo e della sostenibilità.

“Continueremo a fare innovazione dedicando grande attenzione alla ricerca e contribuendo allo sviluppo della cultura della sostenibilità attraverso attività di informazione e formazione, con lo scopo di massimizzare i benefici per la collettività derivanti dal recupero dei Pneumatici Fuori Uso” – ha dichiarato il Direttore Generale di Ecopneus Federico Dossena

“Negli anni Ecopneus si è fortemente impegnata per lo sviluppo dei mercati di sbocco della gomma riciclata, un materiale elastico, resistente all’usura, agli agenti atmosferici e chimici, che se inserita in un circuito virtuoso come quello che abbiamo costruito può fare davvero la differenza e contribuire all’economia circolare di molti settori, dall’edilizia, all’industria, allo sport, alle infrastrutture”

Al livello nazionale dal 2011 ad oggi Ecopneus ha gestito 2.220.090 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso (come il peso di 20 super portaerei), 130 mila tonnellate in più rispetto agli obiettivi di legge (+6% in media ogni anno) ed effettuato oltre 700 mila missioni di raccolta presso circa 25 mila gommisti registrati su tutto il territorio nazionale, con un impegno straordinario per gli interventi negli stock storici e per il prelievo straordinario dei PFU abbandonati nei territori della Terra dei Fuochi, per un totale di 87 mila tonnellate di PFU prelevati.

Il Centro eccellenza droni in Basilicata

in Economia

Il Centro eccellenza droni in Basilicata: accordo fra Regione e Total E&P Italia. L’avvio delle attività a fine 2022: produrre nella fase iniziale almeno 500 piccoli velivoli

 

L’iniziativa, promossa dalla Società in collaborazione con la Regione Basilicata per la costruzione di droni in un centro specializzato nell’area industriale di Stigliano, è stata approvata dall’esecutivo lucano.

Produrre entro l’inizio del 2023 i primi droni, nell’ambito di un’iniziativa che punta a creare un ecosistema unico nel panorama mondiale e opportunità occupazionali in un settore in continua crescita. E, allo stesso tempo, avviare progetti di studio, tutela e salvaguardia del territorio lucano utilizzando proprio i piccoli velivoli radiocomandati, sempre più presenti nella nostra quotidianità e dalle innumerevoli potenzialità. Sono questi gli obiettivi principali di un Progetto di Sviluppo finanziato e lanciato da c in collaborazione con la Regione Basilicata, che è stato approvato dalla Giunta regionale, per la realizzazione di un Centro di eccellenza per droni (Ced) nell’area della Concessione Gorgoglione; il programma prevede l’avvio delle attività a fine 2022 con l’obiettivo di produrre nella fase iniziale almeno 500 piccoli velivoli, concepiti per i settori energia, ambiente e gestione di scenari di crisi. Ma il piano aziendale prevede la costruzione di un numero ben maggiore di velivoli, oltre alla fornitura di servizi specializzati. Recenti studi di mercato, infatti, stimano che l’utilizzo dei droni aumenterà drasticamente nei prossimi dieci anni in settori di particolare interesse per la Basilicata, come la gestione delle emergenze, il monitoraggio ambientale, l’ispezione delle infrastrutture e l’agricoltura.

Il Protocollo d’intesa riguardante il progetto – che prevede un investimento di Total E&P Italia di circa tre milioni di euro – è stato già sottoscritto tra i contitolari della Joint Venture Gorgoglione e la Regione Basilicata.

E ora, dopo il formale semaforo verde dell’esecutivo lucano potranno iniziare le attività preliminari. “Con questo investimento ‘no oil’ – afferma il direttore Affari Istituzionali, Relazioni Esterne e CSR di Total E&P Italia Dante Mazzonipromuoviamo lo sviluppo di un’attività che avrà importanti ricadute a livello tecnologico, economico e sociale sul territorio. Oltre a fornire soluzioni per la messa in sicurezza del territorio e la protezione degli habitat, il progetto consentirà lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali ad alto potenziale di crescita, favorendo la nascita di eccellenze e l’impiego di personale residente in Basilicata”. Il Ced sarà un centro di ricerca e sviluppo in grado di testare soluzioni innovative nel settore coprendo l’intera catena del valore dei droni dalla progettazione alla certificazione da parte dell’Agenzia dell’Aviazione Civile, passando per l’assemblaggio del prodotto, i test e il controllo qualità.  Il Centro sarà localizzato all’interno della Concessione Gorgoglione per sfruttare le potenziali sinergie con gli impianti Tempa Rossa e consentire una più rapida industrializzazione di soluzioni innovative. La necessità di dotare la struttura di una pista di atterraggio e decollo di circa 500 metri di lunghezza e di uno spazio aereo di circa un chilometro per i test di volo, ha portato alla preselezione della zona industriale di Stigliano per la realizzazione della struttura.

“È una grande opportunità per quest’area e per tutta la Basilicata nella quale saranno create le competenze – aggiunge Mazzoninecessarie a integrare la catena del valore del Ced. Immaginiamo di sviluppare un’imprenditorialità in questo settore e percorsi formativi per creare figure professionali ad hoc, con il coinvolgimento di Unibas e di altri Atenei italiani. Coinvolgeremo le Pmi lucane e promuoveremo partnership e consorzi tra il fabbricante di droni e gruppi industriali locali specializzati nel campo energetico, automobilistico, della meccatronica ed elettronica”.

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Informazioni su Total E&P Italia

Total E&P Italia S.p.A. è la filiale italiana operante nel settore dell’esplorazione e produzione di TotalEnergies S.E., uno dei primi quattro gruppi petroliferi mondiali.

TotalEnergies è presente in Italia da oltre 60 anni ed è attivo in tutti i settori energetici, dall’esplorazione e produzione alla distribuzione di prodotti petroliferi e relativi servizi, ai prodotti petrolchimici, dalle batterie all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili. I suoi 600 dipendenti sono impegnati ogni giorno a raggiungere il principale obiettivo di TotalEnergies: diventare la major dell’energia responsabile.

In Basilicata, Total E&P Italia S.p.A., con il 50% di partecipazione (25% Shell e 25% Mitsui E&P Italia B S.r.l.), è operatore della concessione Gorgoglione, dove nel 1989 è stato individuato il giacimento di Tempa Rossa.

 

 Informazioni su TotalEnergies

TotalEnergies è un’azienda multienergetica che produce e commercializza energie su scala globale: petrolio e biocarburanti, gas naturale e gas green, energie rinnovabili ed energia elettrica. I nostri 105.000 dipendenti si impegnano per un’energia sempre più conveniente, pulita, affidabile e accessibile al maggior numero di persone possibile. Presente in oltre 130 paesi, TotalEnergies pone lo sviluppo sostenibile, in tutte le sue dimensioni, al centro dei suoi progetti e operazioni per contribuire al benessere delle popolazioni.

Gianni Fabbris: “torniamo a Genova per annunciare il futuro”

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Gianni Fabbris: “torniamo a Genova per annunciare il futuro”.  Sarà presentata la Marcia 2021 per la Nuova Riforma Agraria ed Agro-ecologica.

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“Torniamo a Genova venti anni dopo, non per celebrare il passato ma, forti delle nostre ragioni, per annunciare il futuro” così Gianni Fabbris (portavoce dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare e presidente onorario di Altragricoltura) annuncia da Genova la tre giorni di iniziative in cui l’Alleanza sarà impegnata in occasione del ventennale della mobilitazione di Genova 2001.  Giornate di partecipazione ai diversi eventi in programma (a cominciare dall’Assemblea generale del pomeriggio di lunedi 19 luglio e dalla manifestazione a Piazza Alimonda in cui fu ucciso Carlo Giuliani) e che vedranno mercoledi pomeriggio 21 luglio presentare presso il circolo ARCI Barabini di Trasta a Genova la Marcia 2021 per la Nuova Riforma Agraria ed Agroecologica che il movimento nato a Genova venti anni sta sviluppando e che prenderà forma fra i pesi di ottobre e dicembre.

“Quando, dopo tanti anni di lavoro, arrivammo a Genova per denunciare con forza la crisi che stava investendo le nostre aree rurali e minando il diritto al cibo ed al territorio di tutti i cittadini, chiamando alla mobilitazione per costruire un’altrenativa al modello neoliberista della globalizzazione che ne era responsabile, fummo tacciati da provocatori e visionari” ricorda Fabbris “la storia, purtroppo ci ha dato ragione. Milioni di aziende chiuse e di posti di lavoro persi, le campagne che si svuotano di attività umane per riempirsi di ferraglia, cemento e discariche, una crisi climatica che ogni giorni ci ricorda che non abbiamo più tempo. Ora è arrivato il momento di cambiare e di assumere scelte coerenti con l’obiettivo di restituire al mondo ed ai suoi cittadini un pianeta in equilibrio e di edificare una società giusta, un Paese che si è trasformato da millenario luogo della produzione del cibo e di lavoro della terra e nel mare in una grande piattaforma commerciale speculativa.”

“In questi venti anni abbiamo resisistito mettendo in campo un grande cammino di iniziative provando a difenedere le comunità rurali e tutti i cittadini nel loro diritto al cibo dalla aggressione sempre più colpevole contro gli interessi comuni. Ora è il tempo di mettere in campo la proposta per il cambiamento fondandola sulla Sovranità Alimentare fondata sui diritti e non sulla speculazione finanziaria e su scelte agroecologiche che restituiscano al cibo ed ai suoi cicli il valore pieno nel promuovere benessere e qualità della vita. Un lungo percorso quello fatto da Altragricoltura dalle giornate di Genova nel 2001 e dal lavoro di preparazione di “Piazza Rossetti” la piazza dei contadini dentro la mobilitazione contro il G8

Nel Febbraio del 2001 l’Associazione Michele Mancino (attiva nel sud Italia nelle battaglie contro il caporalato e costituita a Metaponto), la Rivista Carta dei Cantieri Sociali e il Comitato Italiano d’Appoggio al MST, produssero un appello a partecipare alle mobilitazioni in Italia per il 17 aprile, in occasione della Giornata Mondiale di Lotta Contadina indetta da Via Campesina. L’appello (firmato da Gianni Fabbris, Serena Romagnoli e Marco Calabria) si intitolava “LA TERRA SENZA RECINTI”. Decine di iniziative si tennero in quei giorni; ne nacque un dibattito che avrebbe portato alla proposta di organizzare la presenza dei contadini italiani e dei loro alleati durante la mobilitazione contro il G8 a Genova. Fu così che a Piazza Rossetti nelle giornate fra il 19 e il 22 luglio 2021 si ritrovarono gli agricoltori italiani che sceglievano di resistere alla crisi imposta dal modello agroalimentare neoliberista dominante.

Basta rileggere l’appello che chiamava a ritrovarsi a Genova per valutare tutta la forza delle ragioni che portarono tanti a ritrovarsi in quei giorni (e che avrebbero coinvolte nel tempo tanta parte delle campagne italiane con innumerevoli iniziative). Si legge nel documento: “E’ interesse di tutti i cittadini avere un sistema agricolo che produca cibo sicuro, valorizzi il territorio, riproduca le risorse naturali e sia diversificato, vitale e pieno di donne ed uomini al lavoro. Per questo è indispensabile un’alternativa al modello agricolo che si cerca di imporre a livello planetario, basato sulla furia produttivista e che ci consegna insicurezza alimentare, fame nel mondo, desertificazione o impoverimento di interi territori. Il cibo non è una merce, il lavoro della terra ha una funzione sociale che non può essere regolata dalla semplice competitività d’impresa che vorrebbe un’agricoltura dove il lavoro e la terra non vengono valorizzati …..Noi vogliamo un‘agricoltura contadina, perché questa ha una dimensione sociale basata sul lavoro, sulla solidarietà tra produttori e consumatori ma anche tra regioni e contadini del mondo, altrimenti le regioni più ricche e gli agricoltori più forti lederanno il diritto alla vita degli altri, e questa logica non ha futuro. Per nessuno.. Ogni giorno in Europa chiudono seicento aziende agricole, entro quattro anni 750.000 lavoratori agricoli italiani corrono il rischio di scomparire piegati dalle scelte di chi predica la liberalizzazione economica e cerca di imporre un’agricoltura che esaurisce le risorse naturali, che trasforma il cibo in un pericolo per chi lo può comprare ed in un incubo per chi non vi può accedere restando nella fame, un’agricoltura basata sui monopoli, sul terrore della repressione nei Paesi più poveri e sulla illusione dell’efficacia di scelte antidemocratiche e antisociali dai costi pesantissimi per la salute, l’ambiente e il lavoro. …”

Oggi, dopo la messa in campo dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare che i contadini di Altragricoltura hanno fortemente voluto e che sempre di più sta diventando lo spazio di un laboratorio di innovazione sociale, politica, culturrale, il Movimento torna a Genova non per celebrare il passato ma per annunciare il Futuro e, in particolare, per presentare la Marcia 2021 per la Nuova Riforma Agraria ed Agroecologica.

“Abbiamo bisogno di ricostruire uno spazio pubblico comune in cui lavorare fra diversi per riaprire le ragioni della partecipazione. Oggi fra il potere e la società c’è un deserto lasciato dal fallimento della politica e dalla sua totale subalternità al mercato.

Per uscire dalla crisi serve puntare ad un progetto di società che va fondato sulla rottura con i modelli imposti dal neoliberismo. Se cosi le istanze di giustizia ambientale, economica e sociale non potranno essere soddisfatte ma, al contrario, i poteri speculativi che sono responsabili della crisi si rafforzeranno magari cambiando pelle. Il movimento per la Sovranità Alimentare è in campo per dare il suo contributo e la Marcia 2021 ne sarà l’occasione. Chiamiamo, ancora una volta e come facemmo a Genova nel 2001, gli agricoltori a uscire dalle loro aziende anche solo per un giorno, i braccianti a partecipare con gli scioperi alla rovescia, i pescatori a scendere dalle loro motobarche, i cittadini a includersi … faremo sentire con forza di nuovo le nostre ragioni ma, soprattutto, useremo il nostro tempo per organizzarci. Perché il tempo del cambiamento è ora!”.

La Marcia 2021, in realtà, è la Quarta Marcia messa in campo dal Movimento della Sovranità Alimentare dopo Genova (la prima fu la Marcia Sud nel 2005, la seconda quella CONTRO LA CRISI del 2009, la terza quella DEL RISCATTO del 20015) , quando sarà terminata avrà comportato un grande impegno di 8 mesi di lavoro (dal 17 aprile di quest’anno) e nei sue ultime settimane di sviluppo materiale (di marcia fisica) fra la metà di ottobre e il 5 dicembre in cui terminerà avrà sviluppato 6000 km di percorso attraversando tutte e venti le regioni italiane con circa cento iniziative diverse concordate con i territori.

La Marcia 2021 sarà presentata a Genova nel Circolo ARCI Barabini mercoledi fra le ore 18.30 e le 21 e, oltre agli interventi in presenza di Fabbris, di Roberto Pisani, di Antonio Desimone ed altri prevede il collegamento da diverse realtà che si stanno preparando alla Marcia oltre che a una diretta da Napoli in cui nello stesso giorno l’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare è impegnata nella mobilitazione contro il G20 dei Ministri dell’Ambiente.

 

Nella categoria dedicata le Storie di Frutta, le eccellenze e la sostenibilità applicata al cibo e non solo.

In pandemia le piccole imprese puntano su siti, Facebook e WhatsApp (ma non sui podcast): il report di GoDaddy

in Economia

Il marketing digitale al centro delle strategie delle PMI italiane durante la pandemia di Covid-19: l’Osservatorio Piccole Imprese di GoDaddy, l’azienda che supporta gli imprenditori di tutti i giorni fornendo loro gli strumenti necessari per far crescere il proprio business online, condotto dalla società di ricerca Kantar, ha preso in esame 5100 piccole e medie imprese in Italia, Germania, Francia e Spagna. Sotto la lente d’ingrandimento proprio le scelte strategiche dell’ultimo anno.

Secondo il report di GoDaddy il 62% delle piccole imprese italiane possiede un sito web, di queste il 71% svolge attività di marketing e promozione attraverso il proprio sito o i propri canali social media. 

Facebook è ancora il social network più utilizzato in Italia (86%), seguito da Instagram (58%). Il 36% delle piccole imprese italiane utilizza anche LinkedIn, chiude al 18% Twitter, contro il record della Spagna del 31%.

WhatsApp è stato usato come canale per promuovere servizi e prodotti e mantenere il contatto con i clienti dal 54% delle piccole imprese italiane che utilizzano i social media per scopi di marketing: secondo l’Osservatorio di GoDaddy, l’app di messaggistica è stata lo strumento più utilizzato soprattutto da piccoli ristoranti, negozi al dettaglio, artigiani e aziende ortofrutticole a conduzione familiare. 

In quest’ultimo anno si è vista un’accelerazione della penetrazione degli strumenti di marketing digitale nelle piccole imprese italiane, soprattutto in quei settori che prima si affidavano quasi interamente ai canali di vendita fisici, come il retail, la piccola ristorazione, i negozi di alimentari e artigianato”, spiega Gianluca Stamerra, Regional Director di GoDaddy per Italia, Spagna e Francia. “Tuttavia, ci sono ancora un po’ di resistenze verso gli strumenti digitali. Per questo GoDaddy è fortemente impegnata a educare e formare gli imprenditori sulle potenzialità del digitale nel supportare il loro business quotidiano, attraverso corsi e incontri come la School of Digital, un ciclo di lezioni gratuite tenute da esperti del mondo digital per aiutare gli imprenditori a ridurre il gap di competenze. 

Per quanto riguarda le attività di marketing, le imprese italiane intervistate hanno mostrato di prediligere quelle online (48%) rispetto a quelle offline (40%), con una nicchia del 27% che predilige una forma ibrida tra online e offline. Rimangono ancora poco esplorate alcune nuove attività di marketing digitale: solo il 7% ha infatti attivato campagne di influencer marketing e solamente il 2% ha invece sfruttato la popolarità dei podcast.

Bollette Acquedotto Lucano: scadenza 16 agosto

in Economia

Bollette Acquedotto Lucano: scadenza 16 agosto. Differimento termine. Gli utenti potranno contattare il numero verde 800 99 22 92

Spostato al 16 agosto il termine per effettuare il pagamento delle bollette idriche che verranno recapitate nei prossimi giorni agli utenti lucani.  

Potenza, 16 luglio 2021 – Acquedotto Lucano in questi giorni farà recapitare agli utenti serviti circa 195 mila bollette relative ai consumi medi annui fino a 100 mc (semestrali), con scadenza al 31 luglio 2021.

A causa, tuttavia, di un riscontrato ritardo nel recapito delle fatture, le bollette potrebbero pervenire al domicilio degli utenti in prossimità della scadenza indicata nel documento stesso.

Acquedotto Lucano scusandosi con gli utenti interessati del disguido, informa che le bollette recapitate con scadenza al 31 luglio 2021 potranno essere pagate entro il 16 agosto  senza l’applicazione di interessi per ritardato pagamento.

“Il differimento del termine di scadenza delle prossime bollette dal 31 luglio 2021 al 16 agosto 2021 senza nessun aggravio di spesa per gli utenti, è un atto dovuto nei confronti dei cittadini che, per i motivi esposti, potrebbero vedersi recapitare la bolletta idrica in una data molto prossima alla scadenza– dichiara Alfonso Andretta, Amministratore Unico di Acquedotto Lucano Spa. Nell’ottica di collaborazione e miglioramento del rapporto con i nostri utenti, – prosegue Andretta, il gestore porrà in essere quanto necessario per accogliere le richieste di rateizzazione degli importi fatturati, fornendo supporto e assistenza in virtù delle esigenze di volta in volta rappresentate, sia attraverso il potenziamento del call center che attraverso il ricevimento degli utenti direttamente allo sportello”.

Si ricorda che gli utenti potranno contattare per qualsivoglia necessità il numero verde 800 99 22 92 o recarsi agli sportelli commerciali dislocati sul territorio direttamente o su appuntamento accedendo all’App – appuntamenti, l’ applicazione attraverso cui prenotare un appuntamento senza dover attendere alcuna fila evitando anche assembramenti.

Accedendo al sito di Acquedotto Lucano, inoltre, si può cogliere l’occasione anche per scegliere una bolletta più comoda e sostenibile attraverso la domiciliazione bancaria dei pagamenti senza alcun costo aggiuntivo e addebiti puntuali,  evitando di doversi recare presso istituti bancari o uffici postali per il pagamento della stessa. È inoltre possibile richiedere l’invio della bolletta direttamente via mail, ricevendola in modo istantaneo e completamente gratuito. 

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Reti idriche in Basilicata: 2miliardi per ammodernamento

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