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Economia

Carrelli elevatori: tutto quello che c’è da sapere

in Economia

Una gestione efficiente e accurata della logistica e del magazzino è fondamentale per ogni attività imprenditoriale, dalla più piccola fino alla più grande delle industrie. Un magazzino ben organizzato permette di risparmiare tempo prezioso e di evitare rallentamenti nello stoccaggio.Anche la tecnologia entra in campo per garantire la massima efficienza.

L’utilizzo di muletti all’avanguardia è sicuramente il primo passo per garantire un flusso di lavoro senza intoppi. Proprio per l’importanza che questi macchinari avranno in azienda, è di primaria importanza informarsi sulle varie tipologie in commercio prima di effettuarne l’acquisto, in modo da investire al meglio i propri soldi. Cercando informazioni sulle varie tipologie di carrelli elevatori, vi ritroverete davanti un’offerta molto ampia, in grado di coprire ogni esigenza.Criteri da tenere in considerazione per la scelta sono per esempio la capacità di caricol’altezza di sollevamento, l’alimentazione del motore e l’ergonomia.

Per quel che riguarda l’alimentazione, troverete sul mercato carrelli elevatori:

  • Diesel
  • Elettrici
  • A Gas

La prima selezione dovrà essere fatta in base all’ambiente di utilizzo, poiché nel caso in cui il vostro magazzino sia uno spazio chiuso la vostra scelta sarà ristretta a macchinari elettrici o alimentati a gas.

Carrelli elevatori elettrici

Un muletto elettrico è la scelta giusta se l’ambiente di lavoro è interno e il carico sarà inferiore a 3 tonnellate.È consigliato se:

  • Siete attenti all’ambiente: sono a zero emissioni e quindi garantiscono un uso sicuro in ambienti chiusi, anche se sprovvisti di impianto di aerazione;
  • Volete costi di manutenzione bassi: questi carrelli hanno una vita molto lunga, occorrerà solamente cambiare la batteria, con un costo di gestione decisamente contenuto;
  • Cercate una soluzione non rumorosa: non avendo motore a combustione, un muletto di questo tipo garantisce maggior tranquillità all’ambiente di lavoro;
  • Volete maneggevolezza e compattezza: hanno dimensioni ridotte e questo li rende ideali in caso di corsie strette.

Carrelli elevatori diesel

Un muletto diesel è la scelta ideale se l’ambiente di lavoro è esterno e se avete carichi importanti. È consigliato se:

 

  • Cercate lunga autonomia: il suo motore garantisce un’autonomia considerevolmente più lunga di uno elettrico;
  • Il carico è considerevole: sollevano carichi fino a 50 tonnellate;
  • Lo utilizzerete sporadicamente: il diesel è la scelta giusta se vi occorre un macchinario da usare sporadicamente. In questo modo non risentiràdi temperature rigide e umidità e non si deteriorerà.

Carrelli elevatori a gas

La vostra scelta ricadrà su un muletto alimentato a gas se avete bisogno di sollevare carichi fino 6 tonnellate in ambienti esterni o interni (se dotati di adeguati impianti di ventilazione). È consigliato se:

  • Avete un budget limitato: il prezzo è decisamente basso;
  • Volete un macchinario duraturo: un muletto a gas ha una vita lunga.

La scelta non finisce qui

Una volta individuata l’alimentazione ideale per le vostre esigenze, non vi resta che scegliere il modello.

Se il vostro magazzino ha spazi di manovra molto ridotti, optate per un carrello quadrilaterale, che si muove su quattro lati e solleva merce da ogni lato.

In alternativa,potete acquistare un carrello trilaterale, adatto anch’esso a corsie ristrette, in quanto gestisce il carico da tre lati: frontale, laterale sinistro e destro. Se lo spazio di lavoro è davvero ridotto potete scegliere un carrello retrattile al quale sono sufficienti 2,5 metri di corridoio.

Avete bisogno principalmente di sollevare ed accatastare la merce? Un commissionatore o uno stoccatorepotrebbe bastarvi, la loro capacità di carico è di circa 1-2 tonnellate per il commissionatore e di 10-16 quintali per lo stoccatore.

 

Giovanni Matarazzo è il nuovo presidente della sezione Turismo di Confindustria Basilicata

in Economia

MATERA, 11 novembre 2019 – L’assemblea della sezione Turismo di Confindustria Basilicata ha eletto i nuovi organi per il quadriennio 2019/2023. Presidente è Gio-vanni Matarazzo, imprenditore di Oliver Club Metaponto srl, il più grande gruppo turistico che opera in Basilicata, titolare dei paradisi per vacanze Akiris, Alessidamo Club e Danaide Resort.
Nella carica di vicepresidente è stata eletta Carmelina Triunfo di Hotel Boungaville, rinomata struttura ricettiva del potentino, dalla robusta e comprovata esperienza nel mondo dell’accoglienza e della ristorazione.
Entrano inoltre a far parte del nuovo Consiglio direttivo: Claudia Castellano (MH Ma-tera hotel); Elisabetta Dottorini (Dimora di Metello); Giuseppe Ferrara (Lido Sabbia d’Oro); Francesco Garofalo (Welcome Lucania); Nunzio Oliveri (hotel San Domeni-co); Amedeo Tucci (Travel Bound srl); Valentina Verrascina (Ai Terrazzini).
“Il turismo – ha dichiarato il direttore generale di Confindustria Basilicata, Giuseppe Carriero, in apertura dei lavori – è il settore che ha mostrato il maggiore dinamismo in questi anni, confermando di essere un potente motore di crescita economia per il territorio, con ricadute importanti anche in termini occupazionali. Le imprese del comparto che trovano ampia e qualificata rappresentanza nella sezione di Confindu-stria Basilicata hanno saputo rispondere in maniera adeguata ai tanti stimoli arrivati, grazie soprattutto a Matera 2019, dimostrandosi all’altezza di una sfida che richiede standard qualitativi sempre più elevati. Ora bisogna lavorare per consolidare quanto creato in questi anni”.
Un intendimento che il neo presidente Matarazzo ha fatto proprio nelle dichiarazio-ni seguite alla sua elezione: “Lavoreremo insieme, in continuità con il precedente mandato, con l’obiettivo condiviso di fare della Basilicata una regione di destinazio-ne turistica, estendendo le ricadute della Capitale europea della Cultura a tutto il territorio. Ci impegneremo per garantire servizi e assistenza alle realtà più piccole
che possono trovare nel fare rete un potente fattore di sviluppo, non solo dimensio-nale ma soprattutto qualitativo. Fino a qualche anno fa la Basilicata era sconosciuta ai più. La notorietà finalmente conquistata in questi anni, ci consente oggi di avere le condizioni per spingere ancora di più sull’acceleratore della crescita”.
“Essere imprenditori di questo settore sul nostro territorio è indubbiamente più dif-ficile che altrove – ha continuato la vicepresidente Triunfo – Una sfida complessa che può essere raccolta solo lavorando con caparbietà, impegno e dedizione. Stando in-sieme e facendo rete avremo sicuramente una marcia in più”.

Basilicata, misure di sostegno per Agriturismi: nuove risorse stanziate

in Economia

Risorse incrementate a 10 milioni

La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 10 milioni di euro, mentre l’investimento massimo ammissibile per ogni azienda è di 400 mila euro e l’entità massima dell’aiuto è pari a 200 mila euro per azienda
Dieci milioni di euro per il “sostegno alla costituzione e lo sviluppo di agriturismi e fattorie multifunzionali”. È quanto prevede il bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Basilicata n. 42 dell’8 novembre 2019, che rientra nell’ambito della Misura 6 del Psr Basilicata (Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese). Le risorse inizialmente a disposizione erano di 3,6 milioni di euro, che sono state incrementate fino a 10 milioni grazie all’intervento dell’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli.
Incentivare lo sviluppo di nuovi modelli produttivi e organizzativi orientati alla diversificazione delle attività agricole nelle aree rurali e nelle aziende agricole; stimolare e incentivare la creazione di reti e network e l’approccio di filiera; favorire azioni integrate di sistema per la valorizzazione turistica del patrimonio naturale, storico – culturale e architettonico delle aree rurali: questi, in sintesi, gli obiettivi dell’avviso pubblico.
La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 10 milioni di euro, mentre l’investimento massimo ammissibile per ogni azienda è di 400 mila euro e l’entità massima dell’aiuto è pari a 200 mila euro per azienda. Possono essere finanziati gli interventi riguardanti il recupero funzionale di immobili accatastati dall’azienda agricola da almeno 5 anni, piccole costruzioni ex novo per la realizzazione di laboratori polifunzionali aziendali, agricampeggi, aree verdi attrezzate ed allestimento di spazi per musei sulle tradizioni contadine, sistemazioni esterne, piccole piscine e campetti, acquisto di nuovi impianti e attrezzature funzionali alla realizzazione del progetto. Finanziabili inoltre le spese generali e quelle per la cartellonistica obbligatoria.

La domanda di sostegno deve essere rilasciata al SIAN (Sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo, agroalimentare e forestale) entro 80 giorni dalla pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale.

“Con questo avviso pubblico – dichiara l’assessore alle Politiche agricole e forestali della Regione Basilicata Francesco Fanelli – intendiamo favorire lo sviluppo e il riequilibrio del territorio agricolo, agevolando la permanenza degli imprenditori agricoli e favorendo la creazione di nuove imprese attraverso il sostegno ad investimenti finalizzati alla diversificazione delle attività agricole. Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, che hanno mostrato un rinnovato interesse per la terra e per le molteplici attività che è possibile svolgere in agricoltura. Attività che richiedono passione ma anche competenze e professionalità nuove, che sono indispensabili per lo sviluppo delle aree montane e per la promozione del territorio”.

foto illustrativa, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo

Settore “Luxury”, la Basilicata si promuove a New York

in Economia

Nei giorni 29 e 30 ottobre scorsi l’offerta turistica della Basilicata è stata protagonista a New York, nell’ambito di una due-giorni di appuntamenti organizzati dalla sede dell’Enit.

Si è trattato di workshop finalizzati all’incontro tra la domanda e l’offerta prevalentemente del settore luxury a cui hanno partecipato sei regioni italiane che si sono presentate ad un pubblico di settore. Per la Basilicata è stata l’Agenzia di Promozione Territoriale a guidare e coordinare all’Italian Luxury una delegazione di 5 strutture e DMO (Destination Management Organization) del settore lusso lucano, prevalentemente ubicate a Matera e provincia dove l’ospitalità di questa tipologia è maggiormente strutturata. Antichi palazzi, strutture uniche e originali, dimore ricercate che hanno mantenuto habitat rupestri naturali per far vivere all’ospite un’ospitalità autentica e a volte quasi selvaggia che, appunto, oggi in vari mercati del turismo contemporaneo è considerato settore di lusso, laddove i servizi siano chiaramente classificati come tali.

“Si è trattato di una ulteriore occasione per la Basilicata di promuoversi su mercati esteri che sempre più stanno dimostrando forte interesse per la nostra regione”, ha commentato il direttore generale dell’Apt, Mariano Schiavone. “Gli Stati Uniti in particolare – ha aggiunto Schiavone -, nonostante siano un mercato di recente ingresso tra i principali obiettivi, in breve tempo si sono attestati come principale nazione di origine dei turisti stranieri in Basilicata. Gli Usa sono infatti il mercato da cui proviene il maggior numero di arrivi e presenze con una crescita dal 2018 al 2019, relativi ai primi 7 mesi dell’anno, che si attesta rispettivamente a oltre il 3% per gli arrivi e oltre il 4% per le presenze”.

Lusso e ospitalità diffusa, ovviamente, rappresentano un pubblico potenziale a cui la destinazione offre innanzitutto alcune delle principali sue caratteristiche come lo slow tourism, la natura inesplorata, l’experience legata a tradizione e autenticità e, in particolare, l’offerta legata al cinema, con oltre 60 film girati nelle location lucane. Chiaramente Matera recita il ruolo di set privilegiato dove proprio i cast hollywoodiani hanno ritrovato condizioni ideali. Da Richard Gere a Mel Gibson, da Morgan Freeman a Daniel Crieg, fresco di riprese di quest’estate per la saga di James Bond, tante star hanno fatto la “bella scoperta” della Basilicata ed è stato un argomento di particolare interesse per il pubblico newyorkese.

Anche la gastronomia lucana ha avuto occasione di farsi apprezzare, in particolare al cocktail reception di “Italian Luxury”, organizzato da Enit, dove la Basilicata è stata regione sponsor coi suoi prodotti.

Nei giorni 29 e 30 ottobre scorsi l’offerta turistica della Basilicata è stata protagonista a New York, nell’ambito di una due-giorni di appuntamenti organizzati dalla sede dell’Enit.

Si è trattato di workshop finalizzati all’incontro tra la domanda e l’offerta prevalentemente del settore luxury a cui hanno partecipato sei regioni italiane che si sono presentate ad un pubblico di settore. Per la Basilicata è stata l’Agenzia di Promozione Territoriale a guidare e coordinare all’Italian Luxury una delegazione di 5 strutture e DMO (Destination Management Organization) del settore lusso lucano, prevalentemente ubicate a Matera e provincia dove l’ospitalità di questa tipologia è maggiormente strutturata. Antichi palazzi, strutture uniche e originali, dimore ricercate che hanno mantenuto habitat rupestri naturali per far vivere all’ospite un’ospitalità autentica e a volte quasi selvaggia che, appunto, oggi in vari mercati del turismo contemporaneo è considerato settore di lusso, laddove i servizi siano chiaramente classificati come tali.

“Si è trattato di una ulteriore occasione per la Basilicata di promuoversi su mercati esteri che sempre più stanno dimostrando forte interesse per la nostra regione”, ha commentato il direttore generale dell’Apt, Mariano Schiavone. “Gli Stati Uniti in particolare – ha aggiunto Schiavone -, nonostante siano un mercato di recente ingresso tra i principali obiettivi, in breve tempo si sono attestati come principale nazione di origine dei turisti stranieri in Basilicata. Gli Usa sono infatti il mercato da cui proviene il maggior numero di arrivi e presenze con una crescita dal 2018 al 2019, relativi ai primi 7 mesi dell’anno, che si attesta rispettivamente a oltre il 3% per gli arrivi e oltre il 4% per le presenze”.

Lusso e ospitalità diffusa, ovviamente, rappresentano un pubblico potenziale a cui la destinazione offre innanzitutto alcune delle principali sue caratteristiche come lo slow tourism, la natura inesplorata, l’experience legata a tradizione e autenticità e, in particolare, l’offerta legata al cinema, con oltre 60 film girati nelle location lucane. Chiaramente Matera recita il ruolo di set privilegiato dove proprio i cast hollywoodiani hanno ritrovato condizioni ideali. Da Richard Gere a Mel Gibson, da Morgan Freeman a Daniel Crieg, fresco di riprese di quest’estate per la saga di James Bond, tante star hanno fatto la “bella scoperta” della Basilicata ed è stato un argomento di particolare interesse per il pubblico newyorkese.

Anche la gastronomia lucana ha avuto occasione di farsi apprezzare, in particolare al cocktail reception di “Italian Luxury”, organizzato da Enit, dove la Basilicata è stata regione sponsor coi suoi prodotti.

Tecnologia e innovazione sono l’unica soluzione contro la crisi

in Economia

Nonostante la crisi economica, la tassazione elevata e le mille difficoltà per chi oggi fa impresa in Italia, esistono delle eccellenze che continuano a fa registrare ottimi risultati, con alti tassi di crescita e una buona salute aziendale. Si tratta di aziende italiane che hanno saputo investire in tecnologia e formazione, affiancandosi quando necessario a grandi gruppi internazionali, per creare delle partnership proficue e affrontare in maniera adeguata le sfide della globalizzazione.

L’importanza dell’innovazione tecnologica per le imprese

Chi ha iniziato a fare impresa anni fa, in un mondo completamente diverso rispetto a quello attuale, nel corso degli ultimi anni si è ritrovato davanti a un bivio, continuare secondo i dettami dei vecchi modelli, oppure investire nell’innovazione tecnologica e attrezzarsi per competere nel mondo attuale. Si tratta di un processo complesso e difficile, che richiede un’accurata pianificazione aziendale e una visione di lungo periodo, tuttavia non bisogna mai farsi spaventare dalle difficoltà insite nel cambiamento.

Un esempio evidente è Impreglon Italia, azienda specializzata in rivestimenti e trattamenti superficiali per metalli, attiva fin dal 1980 e oggi un’impresa di successo, lanciata sulla scena internazionale grazie alla collaborazione con il gruppo Impreglon. La soluzione è stata investite nelle nuove tecnologie, nell’aggiornamento professionale e nei giovani, un politica aziendale che ha permesso alla società di ammodernarsi nel tempo, proponendo soluzioni tecniche in linea con i progressi del settore industriale.

Oggi il panorama mondiale è dominato infatti dall’industria hi-tech 4.0, un modello dove a fianco di lavoratori altamente specializzati sono presenti robot di precisione, programmi di autoapprendimento e strutture modulari per adattarsi in fretta alle innovazioni tecnologie. I settori dove il nostro Paese eccelle sono diversi, dalle macchine laser alle stampanti 3D, dalle biotecnologie alle attrezzature mediche più evolute, proponendo un tipo di business sano, all’avanguardia e aperto all’internazionalizzazione dei servizi proposti.

Come avviare un processo di aggiornamento tecnologico

La strada da percorrere per chi è rimasto indietro è irta di insidie e difficoltà, in quanto il progresso è un treno da prendere subito, che non aspetta nessuno. Tuttavia il grande know-how di molte imprese italiane consente comunque un buon margine per recuperare, ma è necessario studiare strategie accurate e investire in ricerca e sviluppo. La prima cosa da fare è aggiornare il personale dell’impresa, promuovendo corsi di formazione per poter contare su dipendenti preparati e con capacità in linea con le sfide attuali.

Allo stesso tempo è essenziale scommettere sui giovani, specialmente quelli che mostrano le abilità più promettenti, i quali altrimenti si vedono costretti ad emigrare all’estero, cercando opportunità che non riescono a trovare in Italia. L’inserimento all’interno dell’azienda è un passaggio cruciale, che deve essere affrontato con attenzione e con la dovuta preparazione. Inoltre bisogna continuare a proporre incentivi ai propri dipendenti e collaboratori, affinché siano in grado di rivelarsi pronti ad ogni cambio di tecnologia.

Altrettanto vale per gli investimenti nelle infrastrutture, nei macchinari e nelle soluzioni più innovative, per riuscire ad affiancare i propri partner commerciali fornendo loro soluzioni tecnologicamente avanzate, in linea con le richieste del mercato. Come mostrato pocanzi dall’esempio di Impreglon, le imprese hanno continuamente bisogno di prodotti e servizi adeguati alle proprie esigenze, che rispondano perfettamente agli obiettivi della nuova industria 4.0, collaborazioni da cui possono nascere nuove sinergie e partnership particolarmente proficue.

Le aziende del futuro: quali saranno i nuovi scenari?

Secondo diversi studi di ricerca, l’industria di domani sarà un settore altamente specializzato, quasi totalmente automatizzato, dove troveranno posto soltanto alcune figure professionali di altissimo profilo. L’innovazione sempre più veloce, con l’introduzione di robot avanzati e sistemi di intelligenza artificiale, richiederanno l’impiego di lavoratori dalla capacità specifiche, in grado di gestire ruoli estremamente delicati all’interno dell’ecosistema industriale e aziendale.

Per questo motivo sono sicuramente importanti gli investimenti strategici, tuttavia è necessaria una partecipazione attiva dei dipendenti ai procedimenti dell’impresa, in qualsiasi ambito. Le aziende per competere nei prossimi anni avranno bisogno di personale partecipativo, specializzato e integrato nel business aziendale, con soluzioni personalizzate che ne rispettino le esigenze (formazione, smartworking, autonomia, orari flessibili).

Attrezzandosi nel modo giusto è possibile crescere e rafforzarsi, creando i presupposti per un modello aziendale sano, flessibile e tecnologicamente avanzato, aspetti cruciali per un’impresa 4.0. Le storie di successo sono infatti sempre di più uno sforzo di gruppo, in cui tutti gli attori in campo, la proprietà, il management e i lavoratori, si muovono verso un obiettivo comune, facendo coincidere gli interessi dell’azienda con quelli di ogni individuo al suo interno.

 

Crescita delle richieste per i prestiti personali

in Economia

Le famiglie italiane si rivolgono sempre di più alle richieste di prestiti personali. Gli ultimi dati a disposizione sull’argomento, che provengono attraverso un’indagine effettuata dal barometro Crif, hanno messo in evidenza che si è avuto un aumento del 2,5% per settembre 2019 rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente. In realtà l’aumento si riferisce sia ai prestiti personali che ai prestiti finalizzati, ma il dato è significativo, perché indica una tendenza in atto anche a favore dei prestiti personali. Ma vediamo di saperne di più su questa ricerca, sui dati che ne sono emersi e poi di spiegare come funzionano i prestiti personali, per capirne anche i vantaggi ricavabili dai richiedenti e quindi per diventare consapevoli del loro successo.

I dati dell’indagine del barometro Crif

Se vi state chiedendo come funzioni questa tipologia di prestiti, trovate sui prestiti personali per ogni esigenza spiegati sul sito Prestitiperte.com una guida dettagliata. Intanto vi diciamo che dall’indagine del barometro Crif sono emersi dei dati molto importanti, che ci fanno riflettere sul successo che stanno ottenendo questi finanziamenti.

Per esempio un’informazione da non sottovalutare è quella che riguarda l’importo medio richiesto. È risultato dalla ricerca che la somma media richiesta, considerando complessivamente i prestiti personali e finalizzati si attesta intorno ai 9.240 euro.

A livello sostanziale non ci sono state variazioni molto rilevanti rispetto allo stesso mese del 2018. Per i prestiti personali, a livello complessivo, come importo medio si parla di circa 12.585 euro.

Le caratteristiche più importanti dei prestiti personali

Di solito si è soliti distinguere un prestito personale da un prestito finalizzato. Infatti una delle caratteristiche più importanti dei prestiti personali consiste nel fatto che si possono considerare a tutti gli effetti dei prestiti non finalizzati.

Questo significa che, se vi rivolgete alla richiesta di un prestito personale, non siete obbligati a specificare il motivo per cui richiedete un finanziamento. In generale i prestiti non finalizzati non sono collegati all’acquisto di beni o servizi.

Ma c’è anche un’altra essenziale differenza tra i prestiti personali e quelli finalizzati. La differenza è rappresentata dal convenzionato. Infatti nei prestiti personali non compare il convenzionato e il contratto viene stipulato direttamente fra il richiedente, da una parte, e dall’altra l’istituto di credito o la società finanziaria autorizzata.

Tutto ciò comporta che, se la richiesta va a buon fine, la somma erogata viene concessa direttamente al consumatore e non a terze persone o a terzi enti convenzionati.

Quali sono i requisiti per richiedere un prestito personale

Ci sono alcuni requisiti fondamentali per richiedere un prestito personale. Al momento della richiesta, il soggetto deve avere determinati requisiti di età. È fondamentale che l’età del contraente sia superiore a 18 anni. Inoltre il soggetto richiedente deve poter contare su un reddito che sia documentabile attraverso la presentazione di alcuni documenti.

Infatti, per richiedere un prestito personale ad una banca o ad una società finanziaria, è necessario presentare la dichiarazione dei redditi. Si può presentare il modello Unico o il modello 730. Inoltre, se vengono richiesti, bisogna esibire le ultime due buste paga, il cedolino della pensione o il modello Certificazione Unica.

Gli altri documenti che il soggetto richiedente deve presentare, per fare richiesta di un prestito personale, sono rappresentati da una carta di identità in corso di validità e dalla copia del codice fiscale, molto importanti per registrare i dati del contratto.

I costi da sostenere

Ma a quanto ammontano i costi che sono collegati alla richiesta di un prestito personale? Quanto è il budget economico da possedere, per poi essere in grado di restituire la somma ricevuta? Da questo punto di vista entrano in gioco diversi fattori.

Infatti devi considerare non soltanto gli interessi, ma anche le spese accessorie, come possono essere per esempio quelle di istruttoria, le commissioni e tutte quelle spese che sono previste dal contratto.

Devi valutare poi il TAN, tasso annuo nominale, e il TAEG, tasso annuo effettivo globale. Inoltre considera i costi aggiuntivi previsti per la polizza assicurativa, che può essere facoltativa, ma che di solito la banca richiede per avere una garanzia in caso di rischi di insolvenza che possono subentrare per eventi improvvisi e non prevedibili, come malattie, invalidità, perdita del lavoro o morte prematura, a cui può essere soggetto il richiedente.

Futuro delle crypto: il Bitcoin detronizzato

in Economia

Le criptovalute occupano la mente di tanti, sono tra gli asset più richiesti e per tantissimo sono indiscutibilmente il futuro. Tutti vogliono salire sul carro, nessuno è disposto a restare indietro e per questo tantissimi truffatori approfittano della buona volontà e del desiderio di piccoli risparmiatori di guadagnare per fregarli alla bella e meglio.

Sono tante le realtà sicure dove potete apprendere molte cose sulle criptovalute, come Criptovalute 24, e le piattaforme sicure su cui investire, proviamo a vedere qualche nozione in più sull’argomento.

La situazione del Bitcoin

Nonostante i Bitcoin siano da sempre la parola che ci viene naturale associare a quella di criptovaluta, visto che è con essi che questa realtà si è fatta conoscere da tutti, anche chi del trading non conosce neppure le basi o non si interessa, non sono più i Bitcoin il toker più scambiato.

Essi rappresentano sempre il 70% circa di tutto il valore del mercato del mondo per quel che riguarda gli asset digitali, restando la capostipite e la più importante tra le criptovalute, ma deve lasciare il passo alla criptovalutaTether per quel che riguarda lo scambio giornaliero e mensile, nonostante questa abbia una capitalizzazione di mercato 30 volte più piccola.

Questo accade perché Tether a differenza di altre valute è stata ideata con l’idea di essere una “stablecoin”, ovvero una criptovaluta nata per essere ferma, con un livello privo di fluttuazioni improvvise, che tiene il passo di uno a uno col dollaro. Sono questi i motivi che la portano ad essere la più usata.

Nel podio delle valute digitali più scambiate, dopo Tether e Bitcoin spicca subito dopo a distanza di poco Etherum.

Come funzionano le criptovalute

Per capire il funzionamento delle criptovalute, bisogna tornare sempre alla madre di tutte le criptovalute, il Bitcoin, e osservare la sua storia.

Ideata da SatoshiNakamoto nel 2009, il Bitcoin è stato subito seguito da altre criptovalute emergenti, che hanno visto una strada primaria nascere e pensato che il mercato si potesse allargare anche a loro. Queste sono spesso definite Altcoins.

Nonostante la nascita di queste valute digitale parallele, Bitcoin ha tenuto negli anni il suo status, arrivando a raggiungere anche la cifra di 1000 dollari per singolo bitcoin.

Le criptovalute sono un mezzo di scambio alla pari delle classiche monete, ma che posseggono al loro interno lo scopo di scambiare informazioni in digitale attraverso un processo crittografico.

La crittografia è qui usata per proteggere le transazioni e per controllare le creazione di nuove monete.  La differenza tra le modalità delle banche e la criptovalute, consiste nell’assenza di un controllore per quel che riguarda la quantità di denaro stampato. Questo avviene perché tutto è già prestabilito in precedenza e niente e nessuno può alterare in maniera illecita il valore della criptovaluta.

Criptovalute, estremamente sicure

Quello che rende molto sicure le criptovalute è la loro “composizione”, è molto difficile trovare i bug nei set di un hash, questo grazie al ruolo che la crittografia possiede, che garantisce la sicurezza di ogni transazione e garantisce il possesso delle criptovalute.

Sicurezza che però rischia di venire meno viste le continue truffe che circondano questo mondo, purtroppo in tantissimi vengono attirati dal nome di Bitcoin o di criptovalute generalmente, viste anche le notizie che si sono accumulate negli anni, che hanno visto i fortunati possessori di bitcoin ritrovarsi in pochi anni una vera e propria fortuna tra le mani.

Questo attira gli utenti più ingenui e i personaggi più furbi, i quali lasciano credere di poter funzionare da Exchange, prendendo il denaro dei primi e scomparendo nell’arco di pochi mesi. Per questo bisogna sempre investire su piattaforme sicure e regolamentate.

 

 

Spese notarili: quanto costa un atto dal notaio?

in Economia

Quella del notaio è una figura fondamentale, poiché si tratta di un professionista abilitato, il cui compito è verificare alcuni atti ufficiali e controllare che tutto venga eseguito secondo le norme. Tuttavia rappresenta anche un costo considerevole, da tenere in conto quando si devono eseguire alcuni procedimenti come il rogito notarile per l’acquisto di un immobile, una successione ereditaria o una donazione. Diamo un’occhiata alle principali spese notarili per capire quanto costa realmente un atto dal notaio.

Costi notarili per la compravendita di immobili

Una delle occasioni più comuni per rivolgersi a un notaio è durante una compravendita immobiliare. In questi casi, prima di acquistare un’abitazione è indispensabile eseguire il rogito notarile, un documento con il quale viene certificato l’effettivo passaggio di proprietà dell’immobile, di un terreno o di qualsiasi altra unità edificata. In questo caso il costo del notaio non dipende soltanto dall’onorario del professionista, in quanto bisogna versare anche una serie di imposte, tra cui la tassa di registro, quella ipotecaria e l’imposta catastale.

Un dato molto importante è il valore catastale dell’immobile, che si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente di 155,5 per la prima casa, oppure di 126 per le seconde abitazioni. Da tale riferimento dipendono alcuni costi come l’imposta di registro (2% del valore catastale se prima casa altrimenti 9%), perciò più il valore dell’abitazione e dell’ipoteca sono elevati maggiore sarà la spesa complessiva da sostenere.

Infine è necessario pagare anche la parcella del notaio, il cui servizio per la compravendita immobiliare dipende da due fattori principali, la presenza o meno di un mutuo ipotecario e il valore dell’abitazione. In linea di massima, per una casa da 250 mila euro l’onorario del notaio è di circa l’1%, perciò intorno ai 2.500 euro. Queste cifre sono vincolate alle tabelle ufficiali del Ministero della Giustizia, dunque è possibile controllare i valori riportati sulla Gazzetta Ufficiale prima di contattare l’esperto.

Spese notarili per le successioni ereditarie

Un altro evento abbastanza comune è la successione ereditaria, che occorre quando una persona scomparsa mette a disposizione il proprio patrimonio. In questi casi esistono due procedimenti principali da seguire, il testamento o la successione legittima. La prima opzione è una delle più utilizzate, poiché consente ad ogni persona di indicare espressamente a chi devono andare le proprietà detenute in vita, specificando per ogni erede i beni o le quote del patrimonio che riceverà.

La successione legittima invece avviene quando non esiste un documento testamentario, perciò un giudice interviene e tramite le norme del Diritto ereditario individua gli eredi legittimi. Dopodiché bisogna realizzare la dichiarazione di successione, attraverso l’accettazione dell’eredità e la formalizzazione dell’atto dal notaio, senza dimenticare le comunicazione da fare presso l’Agenzia delle Entrate. Le imposte di successione prevedono un’esenzione per i patrimoni fino a 1 milione di euro, per i gradi di parentela prossimi come coniugi e figli, altrimenti il limite è di 100 mila euro.

Oltre tale soglia bisogna versare un’imposta fissa, pari al 4% per i figli e il coniuge del defunto, oppure al 6 e all’8% per gli altri gradi di parentela (fratelli, nipoti, ecc…). Infine c’è sempre l’atto di successione, un documento ufficiale da firmare davanti a un notaio competente, il cui costo può andare da 300 a 900 euro, in base al valore del patrimonio e alla complessità dell’operazione da eseguire.

Come risparmiare sul costo del notaio?

Grazie alle nuove tecnologie, oggi è possibile utilizzare delle soluzioni evolute anche per i servizi notarili. Rivolgendosi a delle piattaforme specializzate si possono ottenere preventivi gratuiti online, per conoscere il costo del notaio in anticipo e scegliere l’opzione con il miglior rapporto qualità-prezzo. Alcuni portali propongono infatti dei sistemi per il calcolo online della spesa per l’atto notarile da realizzare, riempiendo un veloce questionario per ricevere le proposte dei professionisti più adatti a svolgere il servizio.

Si tratta di un sistema molto utile per farsi un’idea della spesa da sostenere, per affrontare una compravendita immobiliare, una donazione o redigere un testamento in maniera più oculata. Inoltre oggigiorno si possono trovare velocemente notai online, selezionando gli esperti della propria zona tramite il web, invece di recarsi dal primo nome indicato da un amico o da un parente. L’importante è che all’interno del preventivo siano sempre specificati tutti i costi, in maniera dettagliata e trasparente, affinché sia possibile valutare adeguatamente ogni proposta ricevuta.

 

“Le Srl trainano l’economia italiana”, gli addetti +3,8%, il fatturato +6,3%

in Economia

I Dati emersi dall’ “Osservatorio sui bilanci delle SRL” del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Dottori Commercialisti che analizza il trend 2016-2018. Medie e grandi imprese sostengono la crescita, aumentando rispettivamente del +4,3% e del +9,6% a fronte delle micro che registrano un calo del -1,5%.

Non si arresta la crescita delle SRL in Italia, seppur il ritmo segna una moderata decelerazione: gli addetti aumentano del+3,8% e il fatturato del +6,3%. Questa la fotografia scattata dall’ “Osservatorio sui bilanci delle SRL” per il Triennio 2016-2018” realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Lo studio, che ha riguardato 367.350 Srl, propone un’elaborazione dei principali indicatori economici ed ha confermato il trend emerso nella primavera scorsa. In particolare oltre ad addetti e ricavi, cresce il valore della produzione (+6%) ed il valore aggiunto (+5,7%). Migliora invece la quota di Srl che nel 2018 chiudono il bilancio in utile, passando dal 70,3% del 2017 al 71,6% del 2018 (+1,3%). In linea anche il ROE che si attesta al 12,4% (+0,8% rispetto al 2017) e il ROI (+3,3% sul 2017). Un quadro positivo se paragonato all’andamento globale dell’economia italiana che nello stesso periodo ha registrato una stagnazione del PIL. La tenuta del trend di crescita coinvolge tutti i comparti, con una accelerazione per costruzioni, trasporti e servizi professionali. Rallentano invece industria, commercio, ristoranti ed alberghi.

Nel dettaglio, emerge per quanto riguarda gli addetti, il settore dei trasporti (+12,5%), seguito da alberghi e ristoranti (+5,5%) mentre per fatturato il comparto in maggiore espansione risulta quello dei servizi (+8,1) che precede i trasporti (+8%).

In relazione alle dimensioni, si conferma la tendenza che vede le grandi aziende più performanti delle piccole. Infatti le medie e le grandi trainano l’incremento, aumentando rispettivamente del +4,3% e del +9,6% a fronte delle micro che registrano un calo del -1,5%.

Soprattutto in relazione al valore aggiunto, sono le medie e grandi imprese a trainare la crescita (+5,9% e +9,9% rispettivamente l’incremento nel 2017), mentre le piccole crescono di meno (+3,1%) e le micro sono in calo (-0,9%). Una dinamica simile si riscontra per ciò che concerne le variazioni di fatturato, valore della produzione e numero di addetti.

Le Srl in Italia globalmente sono 866.247 pari a quasi 5,5milioni di addetti per un fatturato di 1.219miliardi di euro. Il 61,7% è costituito da microimprese (ovvero aziende con fatturato fino a 350mila euro, il 26,9% da piccole imprese (fatturato compreso tra 350mila e 2milioni di euro) ed il restante rispettivamente da medie (9,5%) e grandi (1,9%).

Fruit Attraction 2019, Asso Fruit Italia a Madrid con Italia Ortofrutta

in Economia

“Promuovere le produzioni dei soci, cercare nuovi contatti commerciali e confronto sui temi strategici per l’ortofrutta italiana”, così Andrea Badursi, direttore generale Asso Fruit Italia (AFI), ha commentato quella che sarà la partecipazione di AFI al Fruit Attraction 2019 di Madrid dal 22 al 24 Ottobre.

“La partecipazione con Italia Ortofrutta – Unione Nazionale testimonia ancora una volta l’importanza dell’aggregazione che costituisce il principale obiettivo per la nostra Organizzazione. L’ortofrutta quando è aggregata è competitiva, vincente e riesce a farsi sentire con maggior voce nei consessi istituzionali. A tal proposito prosegue, ed è altissima, l’attenzione sulle politiche commerciali, ricordiamo che l’Italia rispetto a produzioni come l’uva da tavola – uno degli esempi più attuali vista la stagionalità –  ancora non ha alcuno sbocco su mercati importantissimi come la Cina per la mancanza di protocolli. Altri competitor come la Spagna invece da questo punto di vista sono già attivi. Una situazione che merita tutte le attenzioni del caso”.

Asso Fruit Italia sarà presente a Madrid nel padiglione 3, stand 3C04. Ci saranno: Francesco Nicodemo, presidente AFI, Andrea Badursi, direttore generale AFI, Domenica Gallo, responsabile marketing AFI.

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