Archivio categoria

Economia

Finanziamenti per insegnanti: guida al piccolo prestito NoiPa

in Economia

Sono disponibili delle soluzioni di prestito molto convenienti per varie categorie, ovvero i lavoratori dipendenti (pubblici, statali o privati) e i pensionati. Anche i docenti possono usufruire di diverse possibilità di finanziamento. Un docente o un dipendente scolastico possono valutare la possibilità di chiedere un prestito con la cessione del quinto. Si tratta di un prestito garantito non finalizzato, una buona soluzione in caso si debba far fronte alle spese del mutuo o si debba ristrutturare la propria abitazione. Ma può essere impiegato pure per cose come l’acquisto di un’automobile o, anche, per affrontare qualche imprevisto: essendo non finalizzato implica il fatto di non dover giustificare per cosa viene speso. La restituzione del prestito avverrà con la “cessione” di un quinto (20%) dello stipendio.

Le modalità di rimborso contemplate, nel caso della cessione del quinto per gli insegnanti, sono il Piccolo Prestito e il Prestito Pluriennale INPS (quello che una volta era il prestito INPDAP). Il finanziamento non funziona, poi, per tutti i docenti allo stesso modo, questo in virtù delle condizioni economiche previste e dei requisiti minimi che occorre avere per ottenere il prestito. Per esempio, se si insegna in una scuola privata, non si può accedere alle condizioni riservate ai lavoratori del settore pubblico.

Piccoli prestiti: ecco come funziona il sistema NoiPa

Non necessariamente si ha bisogno di grosse cifre. A tal proposito, se occorre ricevere un finanziamento non troppo sostanzioso, si tenga presente che per le piccole somme è disponibile il piccolo prestito NOIPA richiesto appunto mediante il sistema informaticoNoiPa, che consente di gestire le pratiche in modo semplice e veloce. Queste possono riguardare procedure come l’elaborazione e la liquidazione degli stipendi dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Telematicamente, si può fare domanda per un piccolo prestito all’INPS (gestione ex INPDAP) e, se la richiesta va a buon fine, si potrà vedere accreditato sul conto corrente la somma desiderata, da restituire tramite la trattenuta sullo stipendio.

Per usufruire del servizio occorre avere, chiaramente, un conto corrente bancario o postale su cui si riceve la retribuzione mensile. Poi bisogna possedere le credenziali di accesso al portale, ovvero il codice fiscale e una password, oppure la Carta Nazionale dei Servizi. Nel primo caso, è necessario avere il codice PIN riservato a ogni amministrato, per la convalida delle operazioni.

Queste ultime sono effettuabili online in ogni momento, senza bisogno di recarsi fisicamente presso gli uffici dell’amministrazione da cui si dipende o presso l’INPS. Basta andare sulla propria area riservata e cercare la sezione dedicata al “Piccolo Prestito”, a sua volta nello spazio Self Service. Oltre a presentare domanda, tramite il sistema si possono compiere delle simulazioni e si può monitorare la propria pratica, la quale può essere anche bloccata dal richiedente prima che venga evasa.

Piccoli prestiti NoiPa: requisiti e somme erogate

Gli insegnanti che fanno domanda per un piccolo prestito devono compilare un modulo in cui risulteranno già le informazioni presenti sui sistemi relativi ai servizi stipendiali. I requisiti di accesso prevedono il fatto di essere un docente dipendente pubblico e il fatto di aver provveduto alla contribuzione facoltativa per il fondo della gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali.

La somma che si può richiedere non è assoluta, dipende dallo stipendio percepito e dalla durata del finanziamento. In base ai dati relativi alla prima metà dell’anno, si può ottenere un importo pari a una mensilità di stipendio con rimborso a 12 rate, a due mensilità con rimborso a 24 rate, a tre o quattro mensilità rispettivamente con rimborso a 26 o 48 rate. La cifra può essere raddoppiata se la busta paga non prevede altre trattenute.

 

 

Wedding: “con 30 invitati una mazzata per gli operatori lucani”

in Economia

Il settore conta 50mila tra imprese e partite iva e 300mila dipendenti tra impiegati stabili e stagionali ed è uno dei più colpiti dalla pandemia con migliaia di eventi rinviati a data da destinarsi

C’è poco da girarci intorno: consentire, come fa il nuovo Dpcm, che “le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose possono svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti” per gli operatori lucani del weddingèun’ “autentica mazzata”. Soprattutto a Maratea che negli ultimi anni grazie all’evento “ DiscoverDestinationWedding Maratea”, nato dalla collaborazione di Mariangela De Biase e Sabrina Cannas (nella foto) imprenditrici turistiche marateote, si è affermata come “location matrimoni” richiamando anche sposi di Paesi esteri.

È la stessa presidente di Federmep (Federazione matrimoni ed eventi privati), Serena Ranieri, a lanciare l’allarme e a chiedere al Governo e alle Regioni di rivedere le nuove misure, altrimenti «tutti gli operatori del settore sono pronti a scendere in piazza». Intanto gli operatori lamentano: nessuno ha coinvolto i rappresentanti del settore che da mesi rispettano i rigidi protocolli e chiedono di avere un ristoro per le ingenti perdite subite. Il settore conta 50mila tra imprese e partite iva e 300mila dipendenti tra impiegati stabili e stagionali ed è uno dei più colpiti dalla pandemia con migliaia di eventi rinviati a data da destinarsi.  Ranieri, sottolinea che “i pochi eventi (sinora) confermati per questo autunno, l’ultima boccata d’ossigeno rimasta, rischiano adesso di essere cancellati o di subire forti limitazioni sul numero dei partecipanti con danni per tutti: per chi si deve sposare o deve battezzare un figlio, e magari ha già pagato lauti anticipi, e per le aziende che hanno già fatto fronte alle spese organizzative e non riceveranno il saldo, oltre a veder vanificati gli investimenti per le attrezzature sanificanti. Nel frattempo i mezzi del trasporto pubblico locale continuano ad essere affollati, fuori dalle scuole i capannelli di genitori e studenti sono la regola, i centri commerciali lavorano a pieno regime, e gli untori saremmo noi? Lanciamo l’ultimo appello al governo, alle istituzioni locali ed a tutta la politica: ascoltateci prima che sia troppo tardi” conclude Ranieri a nome del direttivo e degli associati di FEDERMEP.

Sabrina Cannas, tra le più influenti Wedding Planner nazionali e referente regionale Federmep, non nasconde “lo sconforto” dei colleghi. È un settore – aggiunge – messo in ginocchio e, purtroppo senza provvedimenti mirati e più efficaci, molti professionisti di settore non supereranno indenni  la fine di quest’anno. Le cifre: 220mila matrimoni celebrati in Italia nel 2019. Un fatturato da 10 miliardi di euro per l’organizzazione, che arriva a 40 miliardi se si considerano tutte le voci di spesa che i futuri sposi devono sostenere. Circa 83 mila le aziende coinvolte nel giro del Wedding e 1 milione i lavoratori dell’indotto. Questa è l’industria dei matrimoni in Italia tradotta in numeri. Cifre che dimostrano quanto il settore sia un volano per l’economia del Paese, a tutti gli effetti parte del segmento degli Eventi e del Turismo. Cifre dietro cui si celano storie di imprenditori – da noi tutti piccoli  sottolineaCannas– che ormai da mesi fanno i conti con l’emergenza Coronavirus e lo stop alle loro attività.  Le prescrizioni – concludeCannas, tra i vincitori del Trofeo Globo Tricolore, dedicato al rilancio dell’Italia post pandemia con docufilm di 120 secondi per testimoniare come gli italiani siano riusciti a trasformare la loro vita o riconvertire la propria attività – che hanno spinto oltre 60 mila coppie a rinviare le nozze al 2021 e migliaia di aziende e privati ad annullare gli eventi o, in misura minore, a posticiparli a tempi migliori. E adesso con soli 30 invitati è facile prevedere annullamenti e rinvii ulteriori”.

Niente Tari” per le attività che disinstallano slot, video poker e video lotterie

in Economia

Il comune di Tito combatte la ludopatia

La disinstallazione deve essere intervenuta a partire dall’annualità 2020. L’ esenzione sarà riconosciuta per i tre anni successivi alla disinstallazione a partire dall’annualità 2021, su istanza di parte che dovrà essere presentata al Comune entro i termini e nei modi stabiliti dalla delibera di approvazione delle tariffe Tari

La Ludopatia è una piaga che affligge molti centri lucani e per contrastarla servono azioni dirette e mirate. In tal senso, il Comune di Tito, sensibile alla tematica (basti pensare che nel solo anno 2018 sono stati giocati a Tito circa 8,5 milioni di euro), ha approvato, nel corso della riunione del Consiglio Comunale tenutasi lo scorso 29 settembre, una delibera che prevede l’esenzione totale della Tassa sui rifiuti per gli esercizi pubblici che esercitano, a titolo principale, attività di bar o attività di commercio al dettaglio di prodotti del tabacco che provvedono alla disinstallazione di apparecchi di video poker, slot machine, videolottery o altri apparecchi con vincita in denaro, installati nei propri locali.

La disinstallazione deve essere intervenuta a partire dall’annualità 2020. L’ esenzione sarà riconosciuta per i tre anni successivi alla disinstallazione a partire dall’annualità 2021, su istanza di parte che dovrà essere presentata al Comune entro i termini e nei modi stabiliti dalla delibera di approvazione delle tariffe Tari, allegando la documentazione che comprova la disinstallazione. “ Dobbiamopromuovere, ha dichiarato il Sindicato di Tito GrazianoScavone,  azioni efficaci per contrastare il fenomeno della ludopatia, una piaga sociale per tanti cittadini e per le loro famiglie. Questa misura, per quanto non risolutiva di una problematica ampia, vuole essere un primo passo e la dimostrazione che si può rinunciare ad introiti derivanti dalla disperazione delle persone.  Serve che lo Stato riveda l’intera materia erinunci agli introiti delle giocate”.

Nella medesima delibera, inoltre, è previsto un importante intervento a favore delle utenze non domestiche per il tributo Tari la cui copertura, eccezionalmente per l’anno 2020 in considerazione dell’emergenza epidemiologica Covid-19, potrà essere assicurata mediante un contributo regionale straordinario a favore di imprese/professionisti che verrà trasferito al Comune in linea con specifiche disposizioni previste da un avviso regionale di prossima pubblicazione. “Stiamo per concluderecome Anci Basilicata, ha sottolineato il Sindaco di Tito, una importante procedura negoziale con la Regione Basilicataaffinché si riconosca entro quest’anno  un contributo alle imprese ed ai liberi professionisti a copertura  delle spese sostenute per il pagamento della Tari nel 2020.Tale misura straordinaria, qualora diventi efficace, consentirebbe di alleggerire il carico della pressione fiscale locale ed interverrebbe in un momento più che opportuno, considerati gli aumenti delle tariffe,  in particolare alle utenze non domestiche,  resisti necessari a causa degli aumenti dei costi di conferimento della frazione secca ed organica, allegando la documentazione che comprova la disinstallazione. “ Dobbiamo promuovere, ha dichiarato il Sindaco di Tito Graziano Scavone,  azioni efficaci per contrastare il fenomeno della ludopatia, una piaga sociale per tanti cittadini e per le loro famiglie. Questa misura, per quanto non risolutiva di una problematica ampia, vuole essere un primo passo e la dimostrazione che si può rinunciare ad introiti derivanti dalla disperazione delle persone.  Serve che lo Stato riveda l’intera materia erinunci agli introiti delle giocate”.

 

Avviso pubblico per sostegno a ripresa Pmi e professioni lucane

in Economia

Cupparo: la finalità è di inserire l’imprenditorialità diffusa nelle catene del valore a scala regionale e sovraregionale rafforzandone la competitività, anche favorendo il ricambio generazionale e le ristrutturazioni aziendali

Per favorire la ripresa dell’attività dei liberi professionisti e delle micro, piccole e medie imprese operanti in Basilicata nei settori dell’industria, dell’artigianato, del turismo, del commercio e dei servizi la Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca, Francesco Cupparo, ha approvato un Avviso Pubblico con misure di sostegno. Le risorse finanziarie disponibili ammontano ad euro 10.000.000 a valere sulle risorse ex PAR FAS 2007-2013 così come rimodulate dalla delibera CIPE n. 29/2015; la Regione si riserva la facoltà di destinare risorse aggiuntive a quelle attualmente stanziate.“L’obiettivo – spiega l’assessore Cupparo – è quello di sostenere il tessuto imprenditoriale delle micro, piccole e medie imprese operanti in settori tradizionali, spesso ‘esclusi’ dal campo di intervento della programmazione comunitaria, finanziando programmi di investimento di tipo più ‘tradizionale’ e non esclusivamente vocati all’innovazione e/o alla ricerca, che abbiamo la finalità – nel ri spetto del principio di incentivazione – di promuoverne lo sviluppo, migliorarne i processi ed i prodotti, aumentarne il livello di efficienza e di adattabilità al mercato ed accrescerne la competitività. Il sistema imprenditoriale lucano – sottolinea l’assessore – si caratterizza per una presenza di imprese per lo più di piccola taglia diffuse sull’intero territorio regionale. La pandemia Covid-19, come ben noto, ha colpito il Sistema Paese con importanti ripercussioni sull’intero contesto territoriale determinando una emergenza non solo sanitaria ma anche economica e sociale che, in Basilicata, ha prodotto risvolti negativi per tutti i settori produttivi con rallentamenti nella produzione, nonché interruzioni delle attività e chiusure forzate. Le piccole realtà produttive con meno di 10 addetti, che costituiscono il 90% del tessuto imprenditoriale regionale (50.000 microimprese su 53.000 imprese attive in Basilicata al 01 marzo 2020) a causa dei provvedimenti restrittivi, che hanno imposto la chiusura o i rallentamenti delle attività, registrano rilevanti problemi di ripresa. In questo momento di difficoltà economica, la priorità per la Regione Basilicata – afferma ancora l’assessore Cupparo – rimane quella di attivare misure di sostegno, volte a favorire gli investimenti e la ripresa di quei settori, duramente colpiti dall’emergenza, che ad oggi fanno fatica a ripartire quali commercio, turismo, artigianato, che rappresentano, senza dubbio, il perno del sistema imprenditoriale regionale. L’Avviso Pubblico, pertanto, persegue la finalità di inserire questa imprenditorialità diffusa nelle catene del valore a scala regionale e sovraregionale rafforzandone la competitività attraverso il sostegno ad investimenti in grado di promuoverne lo sviluppo, migliorarne i processi ed i prodotti, aumentarne il livello di efficienza e di adattabilità al mercato ed accrescere la competitività, anche favorendo il ricambio generazionale e le ristrutturazioni aziendali”. Secondo quanto prevede il bando possono accedere alle agevolazioni le PMI (micro, piccole e medie imprese), secondo la definizione del Regolamento (CE) n. 651/2014, compreso i liberi professionisti che intendono realizzare investimenti in sedi operative ubicate in Basilicata e che alla data di inoltro della candidatura telematica abbiano una serie di requisiti individuati nel bando stesso.

I settori di investimento ammissibili sono i seguenti: – Produzione/Industria); – Artigianato (incluso il settore dell’edilizia); – Commercio; – Turismo; – Servizi; – informatica – trasporti – Attività professionali – Sociale – Servizi alla persona – Intrattenimento e benessere Sono ammissibili i programmi di investimento di importo, pari o superiore a euro 5.000,00 al netto delle spese generali da realizzarsi sul territorio della Regione Basilicata. I programmi di investimento devono essere compresi nelle seguenti tipologie di intervento: – interventi su impianti e macchinari volti ad aumentare o migliorare la capacità produttiva aziendale; – investimenti in attivi materiali (opere edili connesse ai programmi di investimento finanziati, impianti, macchinari ed attrezzature) ed immateriali (es. acquisizione di licenze di sfruttamento) finalizzati ad accrescere il livello quali-quantitativo dei prodotti e/o dei processi; – introduzione di adattamenti e modifiche del processo produttivo finalizzati allo sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi; – interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro; – interventi legati ai processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale; I programmi di investimento devono essere completati entro 12 mesi dalla data di accettazione del provvedimento di concessione. Sono ammissibili ad agevolazioni le spese, strettamente funzionali allo svolgimento dell’attività e al programma di investimento candidato, sostenute a partire dalla data di pubblicazione sul BUR dell’Avviso, relative a: • Investimenti in beni strumentali materiali: – macchinari, impianti, attrezzature varie, arredi, hardware; – mezzi di trasporto (immatricolati come autocarri cassonati/furgonati). – spese di ristrutturazione e spese per impianti di cui al Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 37 del 22 gennaio 2008 e ss.mm.ii. • Investimenti in beni strumentali immateriali: – programmi informatici, licenze e Know-How; – spese connesse all’acquisizione di certificazioni, intese come importo pagato dall’impresa all’organismo certificatore per l’acquisizione della certificazione, nonché le consulenze necessarie al conseguimento delle stesse.

Sono agevolabili solo i costi relativi all’acquisizione della prima certificazione con esclusione degli interventi successivi di verifica periodica e di adeguamento ad intervenute disposizioni in materia di certificazione; – acquisizione di consulenze informatiche e specialistiche. • Spese per la redazione della domanda, l’assistenza alla realizzazione del progetto candidato e la perizia giurata candidato nel limite del 3% degli investimenti ammessi ad agevolazione in beni strumentali (materiali e immateriali). Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in c/impianti e in c/gestione. L’agevolazione concessa con l’avviso pubblico è a titolo di “de minimis”, in attuazione del Reg. (UE) n. 1407/2013. L’intensità massima di aiuto è pari al 50% dei costi ammessi sia relativi agli investimenti in beni strumentali (materiali ed immateriali) sia alla gestione. Si evidenzia che la somma dell’importo degli aiuti a titolo di “de minimis” ottenuti nell’esercizio finanziario in cui è concessa l’agevolazione e nei due esercizi finanziari precedenti non deve superare euro 200.000,00 per beneficiario. Il contributo concedibile non potrà superare euro 100.000. La presentazione delle istanze alle agevolazioni previste dall’ Avviso Pubblico (dettaglio linee guida riportate nella piattaforma informatica “Centrale Bandi”) avverrà attraverso la piattaforma informatica “Centrale Bandi” (connessione al sito istituzionale: www.regione.basilicata.it nella sezione “Avvisi e Bandi”) e richiede obbligatoriamente da parte dei soggetti richiedenti il possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata e un certificato di firma digitale. Per la candidatura telematica, lo sportello sarà aperto a partire dalle ore 8.00 del giorno 02/11/2020 e fino alle ore 18.00 del giorno 22/12/2020. Differimenti dei termini e/o integrazioni del calendario di apertura dello sportello telematico potranno essere stabiliti con provvedimento del Dirigente dell’Ufficio competente.

Sostegno aziende agricole: un bando per fronteggiare crisi

in Economia

Oltre 11 milioni di euro a fondo perduto alle aziende agricole lucane che hanno subito perdite di fatturato durante il lockdown per la pandemia di Covid-19. A stanziarli, tramite l’approvazione di un’apposita delibera e l’approvazione del relativo bando, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli. Il provvedimento adottato è stato attivato sulla misura straordinaria 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e Pmi particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19”, sottomisura 21.1.2 a favore della aziende agricole, a valere sul Programma di sviluppo rurale 2014-2020.

“E’ un ulteriore provvedimento – ha spiegato Fanelli – che abbiamo messo in campo per dare un aiuto concreto alle numerose aziende agricole che hanno subito un calo di fatturato e che vanno sostenute in quanto rendono la Basilicata una terra di eccellenze agricole ed agroalimentari, contribuendo allo sviluppo e all’incremento del pil nella nostra Regione. E’ un ulteriore tassello a una serie di interventi adottati per limitare le conseguenze economiche delle restrizioni e chiusure causate dalla pandemia e che si aggiunge, come ultimo in ordine cronologico, all’avviso pubblico approvato la scorsa settimana, sempre nell’ambito della misura 21, rivolto ad agriturismi e fattorie didattiche. In questo momento di difficoltà per l’economia – ha aggiunto Fanelli – non potevamo che sostenere le nostre aziende che, nonostante l’emergenza sanitaria hanno continuato, con tutte le difficoltà e i pericoli connessi, a lavorare per garantire che la filiera agricola ed agroalimentare assicurasse beni di prima necessità sulle nostre tavole”.

L’intervento prevede nello specifico un contributo una tantum alle aziende agricole che va da un minimo di 2 mila euro a un massimo di 5 mila euro al fine di sostenere la liquidità aziendale e mantenere la continuità delle attività. Potranno presentare domanda le aziende agricole, in possesso di fascicolo aziendale, attive in Basilicata ed iscritte alla Camera di commercio, che abbiano per l’anno 2019 un fatturato derivante da attività agricola pari almeno a 7 mila euro e dimostrino di aver subito una riduzione di fatturato, nel trimestre marzo-aprile-maggio 2020 rispetto al medesimo trimestre 2019 pari ad almeno il 25 per cento.  I beneficiari avranno a disposizione trenta giorni, a partire del giorno successivo alla pubblicazione sul Bur della Regione Basilicata dell’avviso pubblico, per presentare domanda di pagamento a titolo di saldo, mediante la piattaforma informatica Sian. Non sarà possibile cumulare il premio con la tipologia di intervento 21.1.1 rivolta ad agriturismi e fattorie didattiche.

Tutte le informazioni saranno disponibili sul sito istituzionale regionale www.regione.basilicata.it e sul sito dedicato al Programma di Sviluppo Rurale http://europa.basilicata.it/feasr/.

Calzature artigianali: è boom di vendite online

in Economia

L’artigianato di pregio è il nuovo must delle calzature: la qualità cresce e il made in Italy spopola, trovando il suo fulcro nelle vendite online. Il web è infatti il canale favorito da chi cerca il meglio della manifattura italiana, una tradizione un tempo custodita all’interno di botteghe o calzaturifici, oggi esportata in tutto il mondo. Fautore di questo successo, il linguaggio inconfondibile dei designer italiani, ispirati a modelli iconici, ma sempre alla ricerca di innovazione.

L’identità delle calzature made in Italy

I protagonisti delle vendite online sono quei brand di calzature che hanno saputo coniugare la tradizione con i nuovi processi produttivi.Realtà come per esempioFabi, che hanno affiancato alle sapienti lavorazioni dei maestri artigiani l’efficienza dei macchinari di ultima generazione. Al centro di questo successo, un’arte tramandata da padre in figlio, che si esprime della sapiente ricerca di materiali di altissima qualità.

L’arte manifatturiera è infatti da sempre protagonista delle creazioni Fabi, un brand di grande identità, che dal 1965 si impone sul mercato per la sua proposta di scarpe artigianali. Oggi, dalla consapevolezza delle lavorazioni dell’azienda nascono calzature ricercate ed eleganti, frutto di una progettualità che tiene conto delle nuove tendenze.

A tutto ciò si aggiunge la propensione del brand a proiettare la propria eccellenza all’interno di un canale online: la bottega, un tempo luogo d’esposizione per eccellenza, si trasforma per arrivare ovunque, tramutando la sua storica filosofia in un linguaggio più universale.

 

La qualità dell’artigianato anche online

È il linguaggio della tradizione, che oggi parla al mondo intero e si concretizza nel Fabi store online,un e-store che pone al centro il prodotto.

I canali digitali di Fabi oggi si pongono come tramite fra il consumatore e i processi artigianali, ma lo storeparla anche di stile, anticipando forme e tendenze sui nuovi ritrovati in fatto di calzature.

Trovano spazio nello store anche i modelli da uomo e da donna più iconici della storia del brand, accolti nella linea Must Eve, nei quali Fabi, da oltre 50 anni, ravviva una tradizione ancora attuale.

Must Eve è infatti una linea senza tempo che si rinnova pur restando fedele al suo stile; una linea che affida l’eleganza alla pregevolezza di pellami ricercati, che oggi si arricchisce della tecnologia Flex Goodyear, che dona comfort e leggerezza accompagnando i movimenti del piede.

Le proposte di Fabi: la nuova collezione autunno inverno

 

Per quanto riguarda le nuove collezioni autunno inverno da uomo, Fabiboutiqueapre le porte alle sneakers, declinate in un nuovo modello celebrativo, in occasione dei 55 anni del brand: sono le Sneaker Fabi 55, calzature sportive e originali che uniscono alla morbidezza della pelle di vitello la qualità degli inserti in tessuto tecnico. Caratterizza il modello un fondo bicolore dalle dimensioni extra large, che dona robustezza, senza nulla togliere alla leggerezza.

Più adatto a uno stile casual è invece la sneakers Emil, un modello che racchiude l’eleganza del marchio in una calzatura di altissimo design. La composizione è realizzata in pregiato vitello – all’occorrenza con effetto scamosciato – e fondo in gomma bicolore, in una gamma di texture che si adattano davvero a tutti. Il risultato è una sneakers formale e dalle finiture pregiate, arricchita da un effetto traforato che ricalca il logo del brand.

Per le donne, in questa nuova collezione Fabi ha pensato a dei modelli originali e unici nel loro genere come, ad esempio, lo stivaletto bianco nato dalla combinazione di diversi pellami come il vitello lucido e il cuoio, realizzato con linee molto morbide che rendono la scarpa particolarmente comoda e leggera.

Vivace e contemporanea, invece, la linea che comprende il modello Serena, un double monk con passanti laterali, e il modello Martina, un Oxford broguerealizzata in pelle con rifiniture vintage e senza tempo, cui si aggiungono i classici stivaletti Beatle dall’effetto glamour e fortemente trendy.

 

Ortofrutta, dalla Conferenza Stato-Regioni novità per le Organizzazioni di Produttori

in Economia

Importanti novità per il comparto ortofrutticolo giungono dalla Conferenza Stato-Regioni. È stata, infatti, raggiunta l’intesa sul nuovo testo integrale relativo alle disposizioni nazionali in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori (OP) ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e di programmi operativi.

La realtà operativa del settore ha fatto emergere l’esigenza di portare innovazioni alla Strategia nazionale – dichiara il Sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate, il quale ha partecipato alla Conferenza Stato-Regioni – Il Ministero ha, pertanto, attivato un confronto con le Regioni, gli organismi pagatori e le organizzazioni di filiera per individuare gli adeguamenti più opportuni da apportare per rendere più efficace lo strumento dell’Organizzazione dei Produttori. Ciò è ancor più necessario – prosegue L’Abbate – in questo momento di particolare crisi causata dal Covid-19, a cui si aggiungono gli effetti di importanti fitopatie che decimano la produzione”.

Diverse, dunque, le modifiche normative introdotte dal coordinamento interregionale. Vengono ammessi al finanziamento gli spazi allestiti dalle OP, anche con proprie attrezzature, presso le strutture della distribuzione organizzata o del canale Ho.re.ca destinati esclusivamente alla promozione, valorizzazione e vendita dei propri prodotti. Viene trasferita dal Ministero delle Politiche agricole alle Regioni, l’Autorità competente ad autorizzare le operazioni di raccolta in verde e mancata raccolta nell’ambito delle misure per la prevenzione e gestione delle crisi. Si semplifica la gestione del fascicolo aziendale in presenza dei contratti di compartecipazione, a condizione che le superfici siano assoggettate alle verifiche del sistema integrato di gestione e controllo. Si interviene, inoltre, sulle condizioni minime per la concessione del riconoscimento alle OP, dando facoltà alla Regione di stabilire un fatturato minimo che ogni socio produttore deve rappresentare e, infine, sono state inserite disposizioni tese a garantire la democraticità delle decisioni e a contrastare la costituzione di filiali di comodo circoscritte agli interessi di singole aziende.

Smartphone in commercio: ecco quali sono i migliori per caratteristiche e prestazioni

in Economia

Il mercato degli smartphone è sempre florido, grazie a un’offerta molto articolata, che permette di assicurarsi prodotti all’avanguardia e di qualità a qualsiasi fascia di prezzo. I consumatori continuano a premiare le proposte dei principali brand del settore, in particolare Samsung ed Apple, guardando tuttavia con favore sempre crescente ad altre realtà più giovani ma già molto affermate come Huawei o in fase di costante espansione come Xiaomi.

La vivacità delle vendite, in ogni caso, non viene garantita soltanto dall’impegno da parte di questi marchi nel garantire modelli sempre più performanti, ma anche dalle principali compagnie di telefonia mobile, che attraverso promozioni, offerte e pagamenti rateali permettono ai consumatori di beneficiare di prezzi più convenienti in fase d’acquisto.

Ovviamente, in fase di scelta sarà determinante valutare con attenzione le caratteristiche tecniche e le prestazioni che lo smartphone è in grado di assicurare, consultando eventualmente anche appositi approfondimenti disponibili sul web, per esempio proprio sui portali delle principali compagnie di telefonia.

Fastweb, a questo proposito, alla pagina https://www.negozi.fastweb.it/it/qual-e-il-miglior-smartphone-da-comprare/ mette a disposizione una pratica guida che permette di individuare i migliori smartphone in commercio per funzionalità e fascia di prezzo.

iPhone 11: un successo di vendite a livello mondiale

I prodotti Apple certamente sono indubbiamente tra i più ricercati sul mercato, anche per quanto riguarda il comparto specifico degli smartphone. L’altissima qualità dell’interfaccia grafica,del software e del processore sono gli elementi che maggiormente contraddistinguono questi dispositivi.

Anche a livellostrutturale vengono impiegati materiali molto resistenti, progettati per durare nel tempo. L’ultimo modello uscito in commercio è l’iPhone 11, che ha registrato vendite molto alte in tutto il mondo, ed è disponibile in 3 versioni, vale a direquella base, Pro e Pro Max.

Tutti i modelli si caratterizzano per la notevole capacità della memoria interna, che va dai 64 GB della versione Pro ai 256 GB della versione Pro Max: ciò permette di archiviare un elevato quantitativo di contenuti multimediali e scaricare app senza compromettere le prestazioni dei dispositivi.

Per quello che riguarda il comparto fotografico, invece, l’iPhone 11 base è dotato di doppia fotocamera, che con i suoi 12 megapixel garantisce immagini sempre nitide e di qualità.

Stessi megapixel anche per le tre fotocamere dell’iPhone 11 Pro, che monta anche un sensore grandangolare in grado di soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati di fotografia.

Infine, nelmodello Pro Max è possibile usufruire per le tre fotocamere anche di doppia stabilizzazione ottica e zoom digitale.

Smartphone Android: dal Samsung 10 all’Huawei P30 Pro

 

Anche gli smartphone Android vantano caratteristiche eccellenti, sia dal punto di vista del sistema operativo, particolarmente versatile e intuitivo, sia a livello di materiali.

Uno dei modelli migliori attualmente in commercio èsenza dubbio il Samsung S10, anch’esso disponibile in 3 versioni, ovvero base, S10Ee S10 Plus, la cui memoria interna va da un minimo di 128 GB fino a un terabyte.La RAM, o memoria volatile, ha invece valori che nei rispettivi modelli va dai 6 ai 12 GB.

Dal punto di vista fotografico, tutti e tre i modelli sono dotati di grandangolo, mentre la fotocamera è doppia nel Samsung S10 base e tripla negli altri due dispositivi. Il display, inoltre, è stato dotato di tecnologia dinamica AMOLED, per assicurare massima luminosità e una definizione sempre più dettagliata.

Grande successo per le sue caratteristiche e un rapporto qualità-prezzo ottimale sta riscuotendo anche il Huawei P30 versione Pro. Il dispositivo vanta una memoria interna che si può espandere fino a 256 GB, quadrupla fotocamera posteriore (più una anteriore) e l’innovativa lente Super Zoom fino a 50x. 

Grazie alle nuove tecnologie grafiche sfruttate, la nitidezza delle foto e delle riprese è garantita anche in condizioni di scarsa visibilità. Infine, risulta eccellente anche la velocità di ricarica, che può arrivare al 70% in appena mezz’ora grazie alcaricatore Super Charge in dotazione.

 

 

Aumento del costo del pane di Matera, Adiconsum: “Del tutto ingiustificato”

in Economia

L’aumento del costo del pane, da parte di alcuni panificatori, da 30 a 50 centesimi registrato in questi giorni a Matera è del tutto ingiustificato.
Ai panificatori un chilo di farina costa 40-44 centesimi dal quale si riesce a fare una pagnotta da un chilo e 800 grammi che viene venduta da 2,50 a 3 euro al chilo, mentre nella Provincia di Matera il prezzo del pane si mantiene stabile intorno a euro 1,50 al chilogrammo.
È fuor di dubbio – ha affermato Marina Festa, Presidente Provinciale dell’Adiconsum di Matera – che tali aumenti porteranno a una riduzione dei consumi, considerato che il potere di acquisto delle famiglie, da oltre dieci anni, si è notevolmente ridotto e ora a causa del Covid 19, che ha colpito duramente le famiglie e le piccole imprese, stiamo registrando un forte aumento dei casi di sovraindebitamento che sta creando emergenza economica e disagio sociale.
Per questo occorre porre attenzione all’andamento dei prezzi sia per contrastare una decisione assunta da alcuni panificatori sia per tutelare quanti mantengono giusti prezzi e utilizzano prodotti locali.
L’Adiconsum di Matera propone la costituzione di un tavolo tecnico cui faccia parte l’Amministrazione Comunale, le Associazioni di categoria e le Associazioni dei consumatori per individuare delle soluzioni che tengano conto sia gli interessi dei panificatori e sia delle famiglie.
Difendiamo l’accesso al pane!

foto a scopo illustrativo, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo, estratta da: http://www.molinodellacqua.it/pane-di-matera/

Economia digitale: perché lo shopping online ha conquistato il mercato?

in Economia

In un futuro lontano, il terzo millennio verrà sicuramente ricordato nei libri di storia come l’inizio della digitalizzazione mondiale, un periodo in cui ogni variabile dell’esistenza umana ha dovuto fare i conti, adattarsi e integrarsi con il Web. Di conseguenza, questo processo di digitalizzazione non solo ha cambiato notevolmente il modo di esprimersi delle persone e i canali di comunicazione, ma le ha anche trasformate in utenti, completamente proiettati in una dimensione virtuale che sempre di più influisce sulla dimensione reale in qualsiasi suo aspetto: sociologico, economico e finanziario.

In rete è ormai possibile vendere e acquistare di tutto, si possono trovare anche consigli per la vendita su Instagram, Facebook e su tutti i social network più frequentanti. Il digital marketing ha spazzato via quello classico e i market place sono sempre di più i centri commerciali virtuali del futuro. Allo shopping fisico si è sostituito lo shopping online, che negli ultimi 20 anni ha quasi monopolizzato l’economia digitale, prendendosi  una fetta di mercato molto ampia a livello mondiale. Tra fattori negativi e positivi, l’e-Commerce ha conquistato l’economia per diverse ragioni, ecco quali sono.

Lo shopping online come antidoto alla crisi economica

Anche se i fattori esterni che possono determinare l’andamento positivo o negativo dell’economia a livello nazionale, internazionale e mondiale, sono diversi e molto spesso non prevedibili, l’e-Commerce negli ultimi  20 anni ha rappresentato una costante, in quanto ha saputo tenere a galla l’economia nonostante le crisi economiche che si sono succedute. Quello che era  già accaduto, ad esempio, per la crisi finanziaria globale del 2007, si è ripetuto quest’anno a seguito della pandemia globale di Covid19 e il conseguente lockdown. Cosa è accaduto? In entrambi i casi il mercato digitale non ha mai cessato di vendite e lo shopping online, soprattutto nel 2020, ha registrato addirittura un aumento del fatturato, segno di tempi moderni e conferma delle previsioni per il futuro.  Non è un caso, se anche le previsioni per il 2020 erano ottimiste per quanto riguarda il mercato digitale, tutti i siti più autorevoli pronosticavano un aumento del fatturato, al di là delle condizioni esterne e di una imprevedibile pandemia, che avrebbe fermato tutte le attività commerciali fisiche. Ma non è tutto oro quello che luccica, è evidente che anche lo shopping  online e il mondo dell’e-Commerce, presentino dei fattori positivi e degli altri negativi, sia per i compratori che per i venditori.

Vantaggi e svantaggi dell’e-Commerce e dello shopping online

Nonostante i notevoli vantaggi che il mercato digitale offre, bisogna tenere presenti anche i fattori negativi. Aprire un’e-Commerce, oggi, significa confrontarsi con il mondo e avere una concorrenza infinita, inoltre, è importante valutareil tipo di prodotto o servizio da vendere e fare attenzione che il mercato non sia già saturo. Un altro fattore negativo, riguarda le tempistiche di spedizione e i suoi costi, un dettaglio da non sottovalutaremai se si vuole ottenere successo, onde evitare feedback negativi e la vanificazione di una buona Web reputation. Anche gli acquirenti devono stare attenti, affidarsi a siti sicuri e legali è sicuramente un ottimo modo per non subire frodi, furto dell’identità o dei dati sensibili. Affidarsi solo ai venditori che hanno la migliore reputazione è sempre un ottimo metodo, non sempre i prodotti più economici possiedono la qualità migliore.

A parte  queste lievi pecche, i vantaggi del mercato digitale sono davvero tanti sia per i compratori che per i venditori. Innanzitutto, un’e-Commerce non ha orari di chiusura, questo significa che è possibile vendere o acquistare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. In secondo luogo, la grandissima varietà di competitor, garantisce per gli acquirenti più prodotti o servizi con un miglior rapporto qualità prezzo, onde migliorare la reputazione aziendale attraverso i feedback e le recensioni positive. Vendere online è sempre più semplice per qualsiasi attività commerciale, anche grazie a i numerosi strumenti multicanale di marketing digitale.

La nuova frontiera dell’economia digitale

Ed è proprio grazie alla digitalizzazione della realtà che il mondo virtuale attraverso lo shopping online ha conquistato l’economia e la finanza mondiale. Oggi, qualsiasi negozio, persino un mini market o il fruttivendolo di quartiere possiedono una pagina aziendale sui social, questo a tutto vantaggio dei compratori e dei venditori stessi, che anche in un periodo di lockdown, considerato come peggiore situazione possibile e anti economica, hanno la possibilità di acquistare o vendere. La nuova  frontiera  dell’economia digitale è lo shopping online e nonostante i fattori  determinanti della pandemia che hanno scatenato la crisi economica attuale, si prepara ad essere un investimento per il futuro sicuro, in quanto comprende una vera e propria modalità di compravendita inedita fino a poco tempo fa, ma che si sta consolidando sempre di più negli anni.

1 2 3 14
Torna su