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agricoltura

UCI: “Coronavirus, l’agricoltura del Metapontino in  serie difficoltà”

in Emergenza Covid-19

Il presidente dell’Unione Coltivatori Italiani della Provincia di Matera,  Saverio Buono,  oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza alle famiglie di quanti stanno soffrendo per colpa del Corona Virus, esprime un  ringraziamento  verso  i medici, personale infermieristico,  volontari, forze dell’ordine e  a tutti coloro che in questi giorni sono impegnati in prima linea ed esposti continuamente al rischio di contagio per limitare la diffusione Corona Virus.

Nello stesso tempo mette in risalto che l’agricoltura del Metapontino risente notevolmente della crisi economica che stiamo fronteggiando,

infatti crescono le disdette degli ordinativi soprattutto verso il mercato estero.

A rilento anche il mercato interno a causa dei limiti alle attività produttive ma anche al calo generalizzato dei consumi fuori casa degli italiani. Il fatturato è in calo, fatta eccezione per i prodotti a più lunga conservazione.

Le aziende agricole già da ora risentono della mancanza della manodopera stagionale, la quale potrebbe ostacolare la raccolta delle primizie primaverili provocando un danno economico elevato.

L’Unione Coltivatori Italiani della Provincia di Matera tramite il suo delegato al settore agricoltura Agr. Dott. Giambattista Dimatteo lancia l’appello di rendere utilizzabili nel settore agricolo i voucher semplificati, in modo da poter dar continuità alla filiera agroalimentare ma nello stesso tempo offrire l’opportunità di integrazione al reddito alle fasce più bisognose della popolazione. Inoltre sottolinea ancora una volta il bisogno ormai divenuto necessità di acquistare solo prodotti Agroalimentari Italiani perché solo Uniti si può vincere questa terribile battaglia, quindi una sensibilizzazione sia del consumatore finale che della Gdo di utilizzare solo prodotti Italiani.

Agricoltura, emergenza Covid19. Scarnato (PD): “Tutelare il Made in Italy”

in Emergenza Covid-19

È giunta l’ora che le istituzioni adottino misure di contenimento delle importazioni estere per consentire al tanto declamato made in Italy di poter trovare maggiore spazio sul mercato nazionale, specie nella grande distribuzione.

E’ forte e chiaro il messaggio che il segretario provinciale di Matera Claudio Scarnato lancia a sostegno dei produttori agricoli già duramente colpiti dalle ristrettezze dei provvedimenti anti contagio del Covid-19 a cui si aggiungono i disagi causati dal maltempo di questi giorni.
“Viviamo una situazione di stasi e di crisi profonda con una distribuzione rallentata e soggetta alle misure contingenti il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus nel nostro Paese a cui, nelle ultime ore, si è aggiunto l’aggravante del maltempo con gelate, vento forte e piogge abbondanti che di fatto hanno messo in ginocchio le produzioni fruttifere e di ortaggi del nostro metapontino.
Nonostante le calamità da alluvione e vento, il prodotto fragola come altri, c’è ed è anche in abbondanza ma la GDO, che assorbe la maggior parte della nostra offerta, preferisce ritirare prodotto dall’estero e non quello italiano. Così facendo, si affossano gli agricoltori che hanno visto una riduzione quasi totale degli ordini, con conseguente calo dei prezzi e con l’aggravio dei costi di trasporto dei braccianti agricoli, nel rispetto delle distanze di sicurezza idonee durante il viaggio per raggiungere il posto di lavoro con i dovuti dispositivi di sicurezza.
È giunta l’ora – prosegue Scarnato – che le istituzioni adottino misure di contenimento delle importazioni estere per consentire al tanto declamato made in Italy di poter trovare maggiore spazio sul mercato nazionale, specie nella grande distribuzione.
Alla Regione Basilicata, per il tramite del vicepresidente ed assessore alle politiche agricole Fanelli, chiediamo che si adottino provvedimenti immediati ed urgenti da parte del Governo nazionale.
In caso contrario si opti per una scelta coraggiosa come può essere il blocco della produzione e della distribuzione con misure di sostegno alle imprese agricole per il mancato introito dovuto alla crisi più dura dal secondo dopoguerra.”

Filiera agricola, Fanelli: garantita la continuità produttiva

in Economia

“La filiera agricola e quella agroalimentare non si fermano. Continueranno a garantire i beni di prima necessità da portare sulle nostre tavole. Tutte le attività connesse al funzionamento delle stesse filiere resteranno aperte”. Lo dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli che ha voluto dare un chiarimento dopo le continue richieste di agricoltori, allevatori e organizzazioni di categoria, i quali hanno sollevato alcuni quesiti interpretativi dopo l’ultima ordinanza firmata dal presidente della Regione, Vito Bardi che stabilisce la chiusura della Basilicata per contenere i probabili flussi di persone che dal Nord potrebbero rientrare al Sud dopo la chiusura di servizi non essenziali decretati dal premier Conte nell’ordinanza del 22 marzo. Al punto 3a dell’art 1 del dispositivo regionale viene ordinato che “su tutto il territorio regionale è vietato a chiunque di allontanarsi dal proprio domicilio, abitazione o residenza, salvo nei seguenti casi : a) comprovate esigenze lavorative dirette a garantire l’erogazione dei servizi pubblici essenziali, ivi compreso il transito e il trasporto delle merci”.

“Tra questi servizi essenziali – ha chiarito Fanelli – rientrano le attività connesse con i lavori agricoli, dalla raccolta di primizie stagionali alla trasformazione di materie prime come il latte.

Un ringraziamento va a tutti gli operatori del settore agricolo e zootecnico che, nonostante l’emergenza sanitaria e le tante difficoltà, continuano, con l’impegno e la dedizione di sempre, ad assicurare il lavoro nei campi e nelle stalle, assicurandoci l’approvvigionamento quotidiano di beni di prima necessità, di qualità e sicuri”. “Nello specifico, rispetto alle questioni inerenti il comparto agricolo – ha specificato Fanelli – si sta lavorando a una circolare per esplicitare oltremodo ogni dubbio”.

La FruitHydroSinni a Pordenone al Novelfarm il prossimo 19 Febbraio

in Storie di Frutta

POLICORO. La FruitHydroSinni il prossimo 19 Febbraio sarà a Pordenone al Novelfarm, la mostra-convegno internazionale dedicata alle “nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming”. La partecipazione di Anna Cirigliano e Ivan Santarcangelo, rispettivamente CEO e responsabile della produzione dell’azienda, è in programma nell’ambito della sessione intitolata “Soilless market” nel corso della quale saranno affrontati argomenti che vanno dai “consumi in Italia della IV Gamma”, “economia circolare”, “le analisi del DNA per una filiera sicura e di qualità”, “il sistema di coltivazione indoor a cm 0”.

La FruitHydroSinni è una realtà aziendale che opera nel Metapontino e si occupa di coltivazione con il supporto di studi specializzati che, come hanno spiegato Anna e Ivan sulle pagine del sito web aziendale: “ hanno permesso di trovare una soluzione efficace non solo per eliminare il nichel e l’istamina ma tutti gli altri metalli pesanti”.

Anna Cirigliano e Ivan Santarcangelo hanno così commentato la partecipazione in quella che è una vetrina autorevole del settore: “Sollecitare la curiosità dei consumatori, fornire tutte le spiegazioni necessarie e condividere in quella sede l’innovazione rappresentata dalla FruitHydroSinni sia nel modo di coltivare, sia in quello di commercializzare”, ha detto Ivan Santarcangelo. Che poi ha aggiunto: “Le analisi sui nostri prodotti sono eccellenti, sia per quanto riguarda il nichel, infatti sono “stop nichel®”, cioè alimenti testati in cui il loro rapporto risulta non rilevato: “assenza” di nichel; sia in particolare per l’istamina (stop istamina®) che non è né contenuta, né deliberata nei semi. Come è noto, per natura qualsiasi pomodoro dovrebbe contenere istamina, i nostri invece no. Le analisi – fatte in laboratori specializzati – dimostrano inoltre l’assenza di altri metalli nei nostri prodotti”, ha detto Ivan.

Per quanto riguarda la commercializzazione, Anna Cirigliano ha aggiunto: “Abbiamo un e-commerce, quindi vendiamo i nostri prodotti attraverso il sito web aziendale. Abbiamo iniziato da una semplice pagina sul social network  che è tuttora attiva e utilissima per rispondere alle tante domande e curiosità che giungono dai nostri clienti affezionati e che quotidianamente lasciano commenti e feedback molto positivi sul nostro lavoro. Inoltre, diamo molta attenzione al packaging, verifichiamo con precisione l’intero procedimento di vendita per accertarci che le consegne avvengano nei tempi e nei modi giusti”.

Anna Cirigliano ha infine spiegato: “La filiera corta che abbiamo creato sta praticamente azzerando il ‘fermo deposito’ perché il prodotto viene raccolto la mattina e spedito per raggiungere i destinatari in tutta Italia nel giro di 24, 48 ore. Seguiamo il pacco e se riscontriamo anomalie interveniamo. Attualmente spediamo pomodori, fragole, sedano, prezzemolo, basilico, piselli, broccoli, rape, melanzane, cipolle, carote, conserve e confetture stop nichel® e stop istamina®”. Il prossimo 19 Febbraio, sulla pagina Facebook aziendale sarà possibile seguire in diretta l’intervento dalle 11:30.

Psr Basilicata: raggiunto l’obiettivo di spesa per l’annualità 2019

in Politica

L’assessore Francesco Fanelli comunica che “il Programma di Sviluppo Rurale della Basilicata 2014-2020 ha conseguito l’obiettivo di spesa previsto al 31 dicembre 2019, superando la regola sul disimpegno automatico, imposta dai Regolamenti europei e che stabilisce che le risorse finanziarie connesse a un impegno sul bilancio comunitario vengano disimpegnate dalla Commissione qualora non siano state inserite in una dichiarazione di spesa dell’Organismo Pagatore all’UE entro il 31 dicembre del terzo anno successivo all’anno dell’impegno di bilancio.

L’Organismo Pagatore Agea ha infatti reso noto che l’obiettivo di spesa al 31 dicembre 2019 per la Regione Basilicata, pari a circa 116 milioni di euro, è stato raggiunto con un totale di spesa sostenuta pari a circa 120 milioni di euro.

I dati sull’avanzamento fisico e finanziario hanno evidenziato una forte accelerazione dell’attuazione del programma nel corso della seconda metà del 2019, grazie ad una serie di interventi intrapresi dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali, nonché all’impegno profuso da tutti gli attori del sistema, dalle imprese, dagli organismi di rappresentanza del sistema agricolo, dai tecnici che svolgono attività di assistenza tecnica alle imprese stesse.

Recuperando anche le indicazioni emerse nel corso del Comitato di Sorveglianza tenutosi lo scorso mese di giugno sia dai rappresentanti della Commissione Europea che dal partenariato economico e sociale, sono state messe in atto azioni di velocizzazione per favorire una più efficace ed efficiente attuazione degli interventi previsti dal programma e una conseguente maggiore spesa”.

“Operando nel solco della programmazione in essere – afferma l’Assessore Francesco Fanelli – senza ricorrere a soluzioni emergenziali ma solo a misure di semplificazione adottate d’intesa con l’O.P. Agea, sono state portate a compimento importanti attività di sostegno alle imprese agricole attraverso l’attuazione di misure a favore delle imprese avviate da giovani beneficiari del cosiddetto primo insediamento, delle imprese produttrici e di quelle della trasformazione, secondo le previste modalità ordinaria e di filiera.”.

“E proprio le filiere produttive hanno rappresentato il più importante sforzo organizzativo ed operativo degli Uffici del Dipartimento, con cui, da un lato sono state portate a compimento le attività di valutazione delle proposte progettuali dei vari comparti produttivi, dall’altro si è permesso di intraprendere questi importanti processi di partenariato dell’agroalimentare lucano, favorendo la spesa di importanti risorse per consentire di dare immediato avvio alle attività previste dai progetti di filiera, sin dai primi giorni del 2020”.

“E’ stato dato anche un impulso ai pagamenti delle cosiddette misure a superficie – biologico, semina su sodo, indennità compensativa – grazie ad una maggiore collaborazione con Agea e con i Caa – continua l’Assessore – nonostante i notevoli problemi di carattere organizzativo che hanno rappresentato una forte criticità e rappresentano una delle sfide più importanti per affrontare non solo il 2020 ma anche la nuova fase di programmazione. A tal fine mi preme rivolgere un ringraziamento al Direttore generale, ai Dirigenti, al personale e ai collaboratori degli Uffici del Dipartimento che, con impegno e senso di responsabilità, hanno permesso il conseguimento di un risultato straordinario e, per certi versi, insperato fino a qualche mese fa”.

“L’agricoltura lucana, seppure interessata anch’essa al pari di tutti gli Stati membri, dalla possibile riduzione delle risorse per la PAC della prossima programmazione, a causa della Brexit, può pertanto continuare a contare sulle risorse comunitarie della attuale programmazione. Tutto ciò – sottolinea Fanelli – nella consapevolezza di dover attivare processi di rafforzamento organizzativo della struttura regionale, consolidare i meccanismi di confronto con il partenariato economico e sociale, elevare la qualità delle proposte progettuali, assicurare il corretto svolgimento dei programmi da parte delle imprese, per migliorare l’impatto del PSR, a vantaggio del sistema agroalimentare lucano, volendo ambire a stare al passo delle regioni che registrano i migliori indici.

Nei prossimi giorni, alla luce degli ulteriori e più puntuali calcoli che l’Organismo Pagatore effettuerà sulla spesa sostenuta dalle varie regioni che rientrano nel sistema di pagamento Agea, saranno comunicati i dati di dettaglio riguardanti l’avanzamento fisico e finanziario del PSR Basilicata, delle misure attivate e degli indicatori di prodotto e di risultato”.

Rimozione monolite Fossa 7.1, Rosa: “Oggi giorno importante”

in Cronaca

L’assessore regionale all’Ambiente ha partecipato oggi all’iniziativa organizzata da Sogin per celebrare la conclusione dei lavori di estrazione del blocco di cemento contenente rifiuti radioattivi nell’impianto Itrec di Rotondella
“Abbiamo vissuto un momento importante: la conclusione delle operazioni di rimozione del monolite della Fossa 7.1 nell’impianto Itrec di Rotondella”. Lo ha detto oggi, l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa, che ha partecipato all’iniziativa organizzata da Sogin – la società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari – per celebrare la conclusione degli interventi di estrazione, da una profondità di 6,5 metri, di una massa di cemento armato contenente rifiuti radioattivi, di circa 130 tonnellate e con un volume di 54 metri cubi. “All’interno del monolite – ha ricordato Rosa, presente a Rotondella insieme all’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone – sono conservati fusti di tipo petrolifero da 220 litri, inglobati in malta cementizia, all’interno di quattro pozzi. Oggi si è provveduto al sollevamento e all’estrazione di quel blocco contenente materiali pericolosi. Come spiegato dalla Sogin, i quattro pozzi rimossi sono stati trasferiti in massima sicurezza in un deposito del sito per il loro stoccaggio temporaneo. Dopo le operazioni odierne – ha detto ancora l’esponente dell’esecutivo – sarà possibile passare all’ultima fase dei lavori, che consentiranno di procedere alla bonifica e al rilascio dell’area della Fossa 7.1. Siamo certamente soddisfatti – ha aggiunto Rosa – che si sia giunti, dopo anni di attesa e di pazienza da parte dei lucani, in primis dei cittadini residenti nelle vicinanze dell’impianto, ad un’avanzata fase nelle operazioni di messa in sicurezza, nella speranza che si arrivi quanto prima alla riconsegna dell’intera area. Vogliamo dare ai cittadini – ha concluso Rosa – un messaggio di tranquillità: continueremo a prestare la massima attenzione alle tematiche ambientali e alla salvaguardia della salute dei lucani”

Bando aiuti alle imprese in aree rurali, presentate 236 domande

in Economia

Fanelli: “E’ la dimostrazione di come anche nelle aree interne, nei Comuni più piccoli della nostra regione, permane la volontà di fare impresa, come scelta economica ma anche di vita”. Stanziati 5,6 milioni di euro con la Misura 6.2 del Psr

Sono 236 le domande presentate da operatori economicidelle aree interne e dei piccoli Comuni per ottenere i finanziamenti del bando Misura 6.2 “Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per attività extra-agricole nelle zone rurali”. L’adesione al bando, che presenta una dotazione finanziaria complessiva di 5,6 milioni di euro, “è anche il risultato dell’attività di divulgazione svolta dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione in otto tappe presso altrettanti Comuni delle aree interessate dal bando, rivolto ai 66 Comuni lucani con popolazione inferiore a duemila abitanti”, afferma l’assessore regionale alle Politiche Agricole e Forestali Francesco Fanelli. Attraverso seminari dal carattere operativo, si sono incontrati cittadini e potenziali beneficiari, sono stati illustrati gli obiettivi del bando, le opportunità offerte, le modalità di partecipazione per accedere al contributo forfettario di 40 mila euro per l’avvio di iniziative imprenditoriali in ambito extra agricolo, in un contesto di ruralità che caratterizza fortemente la Basilicata.

“E’ la dimostrazione di come anche nelle aree interne, nei Comuni più piccoli della nostra regione, permane la volontà di fare impresa, come scelta economica ma anche di vita – afferma ancora Fanelli -. Ma è anche la riprova che occorre essere vicini alle comunità locali, informare correttamente circa le opportunità offerte dalle risorse comunitarie, stimolare una partecipazione matura e realmente motivata, accompagnare i potenziali beneficiari verso scelte consapevoli e mai illusorie, affinché le risorse vengano impiegate nel modo migliore, come investimento e non come semplice spesa”.

A breve gli Uffici avvieranno la fase istruttoria, al termine della quale si procederà alla definizione delle graduatorie di merito.

 

Basilicata, progetti di filiera: consegnati i decreti

in Economia

“L’aggregazione premia: Asso Fruit Italia è prima in graduatoria rispetto ai progetti integrati di filiera messi a punto dalla Regione Basilicata”

SCANZANO JONICO. Si è svolta ieri (giovedì), nella sede dell’organizzazione di produttori Asso Fruit Italia (AFI) a Scanzano Jonico,  la consegna ufficiale dei decreti relativi ai progetti di filiera regionali. Al tavolo delle consegne erano presenti, fra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Fanelli, i responsabili degli uffici regionali preposti, i rappresentanti delle aziende beneficiarie e associate AFI, Andrea Badursi, direttore generale Asso Fruit Italia, Salvatore Pecchia, agronomo e responsabile della progettazione AFI.

“Soddisfazione perché si è raggiunto un risultato atteso da tanto tempo: sono stati premiati i progetti di filiera risultati ammissibili e finanziabili. Sono stati così riconosciuti i meriti ai progetti migliori e che hanno ricadute sul territorio. Crediamo nelle filiere e abbiamo inoltre già provvedimenti in Giunta che si rivolgono ad altre filiere”, ha spiegato l’assessore regionale Fanelli. Che ha aggiunto: “Siamo convinti che attraverso l’aggregazione e la condivisione di percorsi si possano superare le difficoltà tuttora esistenti sui fronti della produzione, trasformazione e commercializzazione e eccellere sui mercati”.

Andrea Badursi ha aggiunto: “L’aggregazione premia: Asso Fruit Italia è prima in graduatoria rispetto ai progetti integrati di filiera messi a punto dalla Regione Basilicata. L’azione messa in campo oggi è la 4.2 che si riferisce alle innovazioni tecnologiche, quindi dotare le aziende degli strumenti e macchinari che consentiranno  di accrescere l’appeal delle produzioni e permettere alle imprese agricole di essere così maggiormente competitive”, ha concluso Badursi.

Metapontino, il mondo agricolo protesta e chiede governo e dignità (VIDEO)

in Cronaca

Le promesse delle ripetute e reiterate campagne elettorali susseguitesi nell’ultimo anno cominciano a sciogliersi con il caldo dell’estate: gli agricoltori del Metapontino sono esasperati perché “è meglio non raccogliere proprio”, uno dei tanti commenti registrati nel corso della mattinata che li ha visti protagonisti di un corteo e di incontri con le istituzioni comprensoriali a Scanzano Jonico.

Lo hanno detto e ripetuto, la loro protesta è rivolta a tutti i livelli: Regione, Governo e Unione Europea. Anzi, su uno dei tanti manifesti affissi sui trattori è scritto a chiare lettere: “L’Europa pensa alle banche”.

Ce n’è davvero per tutti: vecchi e nuovi governanti: “Questi sono i vostri risultati”, o ancora si legge sui cartelloni della protesta: “Incominciamo a sospendere l’Imu comunale 2014 – 15”. C’è poi chi invoca rispetto per l’agricoltura e chi puntualizza: “La vera agricoltura messa in ginocchio”.

Tante le voci della protesta che avanza nonostante il caldo torrido di queste ore. “I prezzi al produttore sono bassissimi: 0,15 – 0,20 cent”, ha raccontato Antonio Tornese, uno dei manifestanti. Che ha aggiunto: “Poi però vediamo che la frutta confezionata in Basilicata è venduta a 4,50 euro. Vogliamo capire come bloccare questo fenomeno. Ai produttori restano soltanto le briciole”.

La protesta va avanti comunque, il sit in è a Montalbano Jonico ma la protesta potrebbe continuare estendendosi anche a Potenza. “A Matera ci siamo già andati e per protesta abbiamo preferito regalare la nostra frutta anziché venderla”, ha aggiunto Tornese.

Ora, l’impegno dei sindaci del Metapontino, che oggi hanno accolto la pacifica protesta a Scanzano Jonico, è quello di portare sui tavoli istituzionali le richieste del mondo agricolo.

La speranza è quella che il Governo anziché paventare prossime campagne elettorali decida seriamente di governare. Certo, cosa molto impopolare per chiunque ma che qualcuno dovrà fare.

Protesta degli agricoltori del #Metapontino: sono esasperati e chiedono dignità. Il tempo delle campagne elettorali è finito, ora bisognerà governare #staymet #gianlucapizzolla

Geplaatst door ilMetapontino.it op Vrijdag 21 juni 2019

 

Grow! A Matera si è parlato di Infrastrutture con il ministro Centinaio: “Chi se ne frega della Tav”

in Economia

“Se con i soldi che Toninelli risparmia per la Tav decide di investire sulle infrastrutture nel Mezzogiorno e mi permette di arrivare così al Sud più velocemente:  chi se ne frega della Tav”,

così il ministro Gian Marco Centinaio nel suo intervento conclusivo, questa mattina a Matera,  al Grow, l’action tank di Agrinsieme”, non ha fatto mancare,  in sintonia con il clima di governo nazionale, la stilettata quotidiana ai colleghi di governo del Movimento Cinque Stelle.

Le carenze infrastrutturali e le difficoltà legate all’Export sono stati i temi al centro del confronto di questa mattina le cui conclusioni sono state affidate al ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

Lo studio del Nomisma ha svelato le dimensioni dell’insufficienza infrastrutturale che coinvolge in particolare il Mezzogiorno: se la media nazionale di autostrade su cui le aziende possono contare è di 23 km ogni 1000 kmq, in Basilicata il dato è di 3 km/ 1000kmq, 8 invece il dato del Molise.

Anche la dotazione di reti ferroviarie, al Sud risulta molto ridotta rispetto al Nord e anche in questo caso i numeri sono impietosi.

Sul fronte delle infrastrutture immateriali, i dati sulla digitalizzazione sono leggermente più incoraggianti sebbene il Sud sia sempre dietro al Nord: accede ad internet il 78% delle famiglie nel Meridione contro l’84% di quelle del Nord.

Il rapporto riguardante la diffusione delle innovazioni tecnologiche nelle imprese vede il Sud al 26% e il Nord al 40%.

Il settore agroalimentare ne risente fortemente, ancor di più il Mezzogiorno in cui l’agroalimentare vale all’incirca 30 miliardi, di cui 7 di export.  La Spagna, stando all’export, consolida il suo primato rispetto all’Italia come leader di mercato per quanto riguarda l’olio di oliva (2,3 mld contro 1,2 mld dell’Italia. Non va meglio per gli agrumi, il divario è molto ampio: 3 mld di export per la Spagna contro i 239 milioni dell’Italia.

Le “lentezze” riguardanti l’export sono state poi segnalate dai produttori, infatti Andrea Badursi, direttore generale di Asso Fruit Italia, ha rappresentato le contraddizioni nella definizione dei dossier necessari per consentire ai prodotti italiani di approdare in mercati come la Cina. Badursi ha citato i recenti fatti di cronaca e il “No” dalla Cina alle arance bionde prodotte in tutto il Mezzogiorno, e il via libera invece, sempre da Pechino, a quelle rosse prodotte solo in Sicilia. Inoltre, la questione uva da tavola che vede l’Italia primo produttore in Europa ma la Spagna primo esportatore, una situazione paradossale determinata proprio dalla mancanza di dossier che riguardino l’uva da tavola italiana. Il ministro ha risposto alle sollecitazioni, assumendo l’impegno di portare nelle opportuni sedi le anomalie al fine di risolvere il problema. Centinaio ha inoltre fornito forti rassicurazioni sui rapporti stabiliti proprio con la Cina con il suo ministero di competenza.

Sono inoltre intervenuti Francesco Fanelli, assessore all’Agricoltura per la regione Basilicata, Ivano Vacondio, presidente Federalimentare, Ugo Patroni Griffi, presidente autorità Sistema portuale Mare Adriatico Meridionale, Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura, Dino Scanavino, presidente Cia – Agricoltori italiani, Giorgio Mercuri, presidente Alleanza Cooperative Agroalimentari, Franco Verrascina, coordinatore nazionale Agrinsieme e presidente Copagri, Francesco Battifarano, presiente Confragricoltura Basilicata e produttore di vino.

Infine, richieste di potenziamento del Porto di Taranto sono giunte dal mondo produttivo. Così come in numerosi interventi si è sottolineata l’importanza dello sviluppo della piattaforma logistica di Ferrandina a ridosso del porto di Taranto.

Il ministro Gian Marco Centinaio a Matera per Grow, l’action tank di Agrinsieme #staymet #gianlucapizzolla

Geplaatst door ilMetapontino.it op Donderdag 13 juni 2019

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