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Bando paesaggio rurale: in Basilicata al via presentazione candidature

in Economia

Bando paesaggio rurale: in Basilicata al via presentazione candidature. Le domande potranno essere presentate fino al 24 Maggio. Stanziati complessivamente 10.208.684 euro

Le domande di finanziamento possono essere inoltrate da oggi e fino al 24 maggio 2022. Bardi: Un bando molto atteso che consentirà il recupero di un patrimonio inestimabile.

Aperto nei giorni scorsi lo sportello telematico per presentare le candidature finalizzate ad ottenere i finanziamenti previsti dall’Avviso pubblico “PNRR – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”. Approvazione dell’Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale”, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 18 del 16 aprile 2022. Le domande possono essere presentate da soggetti privati (persone fisiche, imprese, enti del terzo settore e organizzazioni culturali, enti ecclesiastici, fondazioni e altre organizzazioni)

per progetti di recupero e valorizzazione di edifici storici rurali (mulini ad acqua o a vento, frantoi, masserie, jazzi, scuole rurali, habitat rupestre, ecc.), di elementi della cultura, religiosità, tradizione locale (cappelle, chiese rurali, edicole votive, ecc.) nonché progetti di manutenzione dei paesaggi rurali.

Per il bando la Giunta regionale ha stanziato un importo complessivo di 10.208.684 euro. “Si tratta di una misura molto attesa che offre una grande opportunità al territorio lucano: un territorio che racconta la storia attraverso l’economia agricola tradizionale. Un patrimonio inestimabile che merita di essere valorizzato”, ha commentato il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. La domanda di finanziamento, completa della proposta, dei documenti e delle dichiarazioni, deve essere presentata utilizzando esclusivamente l’applicazione informatica predisposta da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e accessibile all’indirizzo https://portale-paesaggirurali.cdp.it/ a partire dalle ore 12:00 di oggi 21/04/2022 e fino alle ore 23.59 del 24/05/2022. La procedura di selezione degli interventi da ammettere a finanziamento è una procedura a sportello con valutazione, nella quale dunque l’ordine temporale di arrivo delle domande guiderà l’istruttoria e la valutazione di merito da parte della Commissione. Le eventuali richieste di chiarimenti e informazioni relative all’Avviso devono essere inoltrate al seguente indirizzo: dg.ambiente.energia@cert.regione.basilicata.it, mentre eventuali richieste di chiarimenti e informazioni relative al funzionamento della piattaforma informatica predisposta da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. devono essere inoltrate esclusivamente all’indirizzo: bando.architettura@cdp.it.

Lavoro agricolo di qualità: la “rete” sarà presentata a Policoro

in Economia

Lavoro agricolo di qualità: la “rete” sarà presentata a Policoro: incentivare l’iscrizione delle aziende alla Rete. Favorire azioni di contrasto al lavoro sommerso e all’evasione contributiva

 

Con Protocollo d’intesa del 2 dicembre u.s., siglato tra la Prefettura di Matera, INPS, lNAIL, Regione Basilicata, Ispettorato Territoriale del Lavoro, Organizzazioni rappresentative datoriali e dei lavoratori ed Ente Bilaterale di settore, è stata costituita la Sezione Territoriale Provinciale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito delle disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo, nasce per rispondere alle esigenze e alle problematiche del territorio, in particolare in quelle aree con una maggiore diffusione del rischio di sfruttamento lavorativo.

La Sezione Provinciale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, la cui Cabina di regia nazionale è istituita presso la Direzione Generale dell’INPS, attraverso le sinergie dei soggetti istituzionali coinvolti, riconosce l’importanza di promuovere un tessuto di aziende agricole fondato su presupposti etici ed organizzativi in grado di garantire la qualità dei processi e dei prodotti, valorizzare il proprio potenziale economico e promuovere la crescita e il benessere del territorio.

Finalità ed attività promozionali della Rete saranno illustrate nel corso della conferenza stampa che si terrà il prossimo martedì 29 marzo alle ore 12:00 a Policoro, presso la sala consiliare del Comune, cui prenderanno parte anche il Presidente della Provincia di Matera e il Sindaco del Comune di Policoro.

Con lo scopo di contribuire attivamente al presidio della qualità e della legalità nel mondo agricolo, la neocostituita Sezione provinciale si pone quali principali obiettivi:

  • la promozione di iniziative volte ad incentivare l’iscrizione delle aziende alla Rete che, ad oggi, nella provincia materana, conta già diverse presenze;
  • la definizione di proposte finalizzate all’introduzione di meccanismi premianti in favore delle aziende aderenti nell’accesso ai contributi ed ai benefici resi disponibili nel settore agricolo;
  • il monitoraggio del mercato del lavoro e l’individuazione di buone prassi operative che possano favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in una cornice di legalità;
  • il rafforzamento delle attività di vigilanza attraverso l’azione congiunta di INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro e Forze dell’Ordine;
  • l’individuazione di proposte ed iniziative dirette ad assicurare idonee condizioni logistiche e di trasporto dei lavoratori agricoli, anche mediante la stipula di convenzioni con gli enti locali;
  • l’adozione di ogni utile iniziativa, in collaborazione con tutti i soggetti istituzionali interessati, per favorire azioni di contrasto al lavoro sommerso e all’evasione contributiva e per promuovere la cultura della legalità e della sicurezza sul lavoro.

 

Al fine di definire e coordinare la propria attività, la Sezione si prefigge di riunirsi periodicamente, anche per promuovere tavoli tecnici, eventualmente allargati ad altri soggetti che operano sul territorio a tutela del settore agricolo.

La Cia in piazza a Scanzano per continuare a produrre il cibo più buono del mondo

in Economia

La Cia in piazza a Scanzano per rivendicare il diritto di continuare a produrre il cibo più buono del mondo marchiato “Made in Italy”. Fra gli altri temi: la guerra,  i rincari del gasolio e più in generale dei mezzi di produzione. E gli animali selvatici –  cinghiali e lupi – che distruggono i campi: chieste misure urgenti e condivise.

Il reportage fotografico dalla pagina facebook ufficiale del Met

A riscaldare la grigia giornata di inizio primavera a Scanzano Jonico c’erano gli agricoltori della Cia con le loro ragioni sostenute dalla gente comune, dai sindaci e dalle rappresentanza istituzionali regionali che hanno risposto sì all’invito.

E’ stato ribadito dal palco, in una piazza del Commercio piena, che c’è bisogno di tutti per uscire da un momento buio per il settore primario, vessato dai costi di produzione alle stelle, dalla fauna selvatica che distrugge campi e sacrifici degli agricoltori, e dalle risposte governative ancora troppo blande su temi come il latte e l’incremento, tra gli altri, dei costi dei mangimi

C’erano sì e no 1o gradi, a metà mattinata, ma sono scesi in in piazza in tanti: uomini, donne e giovani agricoltori, domenica mattina, perché vogliono continuare a mantenere “il primato di migliori produttori di cibo al mondo”; perché vogliono difendere il “Made in Italy” dal rincaro insostenibile delle materie prime e per dire con forza “no alla guerra”. Tantissime infatti le bandiere della pace che sventolavano.

“Gli agricoltori sono abituati a conquistare lavorando e sapendo aspettare. Le conquiste che avvengono con la guerra sono il fallimento della politica e dell’umanità”

Dal palco, inoltre, è stato sottolineato come “si era avviata la crescita dopo la pandemia, ora la guerra sta generando aumenti delle materie prima e blocchi della produzione”. E’ stato osservato che senza agricoltura non c’è cibo e che produrlo a queste condizioni, con il costo del gasolio che si è impennato di 50 centesimi, è divenuto insostenibile. Anche il costo dei mangimi è salito. E quando è stato chiesto ai rappresentanti del Governo di ritoccare i prezzi del latte alla stalla in cambio, come hanno spiegato i vertici Cia, si sono ottenute risposte evasive.

Il prezzo del grano è raddoppiato e quel che è peggio: “oggi il grano ce l’hanno i commercianti e gli industriali non certo gli agricoltori”. Vogliamo continuare a seminare grano e dare cibo ma vogliamo costi di produzione sostenibili.

Dobbiamo dare cibo ai cittadini e questo può farlo il Sud Italia che può dare impulso alla crescita. All’agricoltura si legano turismo e la bellezza

dei paesaggi italiani che tutti, nel mondo, riconoscono e apprezzano.

Infine, il tem a della gestione della selvaggina e il dramma dei cinghiali. La Cia ha chiesta una strategia che non si limiti agli abbattimenti. A tal proposito sono stati ringraziati i cacciatori, gli ambientalisti ma è stato rilevato come è necessaria una pianificazione che vada nella direzione di “de-popolare” la selvaggina che fa razzia dei campi, delle produzioni e distrugge il lavoro e il reddito degli agricoltori. “Non vogliamo risarcimenti, vogliamo vivere di quello che coltiviamo e che non devono mangiarsi le bestie selvatiche”.

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Bando 6.1: 401 domande per nuove aziende agricole da parte di giovani

in Economia

Bando 6.1, 401 domande per nuove aziende agricole da parte di giovani. Si tratta di 316 aziende (il 79% circa delle candidature) che dovranno presentare la domanda di sostegno e la documentazione a corredo, come previsto dall’avviso pubblico

Sono 401 le domande di partecipazione al bando della Sottomisura 6.1 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata per il periodo 2014-2022, che si prefigge di sostenere il primo insediamento di giovani in agricoltura. Attivato nello scorso mese di novembre, il bando prevedeva quale termine della prima fase di candidatura il 18 febbraio scorso. Nella parte finale del 2021, gli Uffici della Direzione per le Politiche agricole, alimentari e forestali, hanno realizzato una capillare opera di divulgazione dell’avviso pubblico, attraverso undici incontri sul territorio regionale, per favorire la più ampia conoscenza delle opportunità offerte dalla misura del PSR Basilicata.
Con atto dell’Ufficio Autorità di Gestione del PSR Basilicata, si è proceduto alla individuazione delle istanze che, sulla base delle autovalutazioni dei requisiti di accesso e di merito saranno chiamate a presentare il piano di sviluppo aziendale. Si tratta di 316 aziende (il 79% circa delle candidature) che dovranno presentare la domanda di sostegno e la documentazione a corredo, come previsto dall’avviso pubblico.

“Esprimo particolare soddisfazione per i tempi celerissimi con cui sono state istruite le domande. Grazie all’applicazione di una procedura semplificata e più snella – sostiene il vicepresidente e assessore al ramo Francesco Fanelli – è stato possibile procedere in pochi giorni all’approvazione di un primo elenco dei candidati che ora sono chiamati a presentare i propri progetti di sviluppo aziendale, nei quali rappresentare la propria idea di impresa agricola, verificando l’esistenza degli elementi di redditività che possano assicurare la sostenibilità economica e sociale della nuova iniziativa imprenditoriale”.
Il bando, rivolto a giovani di età compresa fra 18 e 40 anni (41 anni non compiuti), in possesso di partita IVA agricola da non più di 24 mesi dalla domanda di partecipazione, presenta una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro e prevede il riconoscimento di un premio forfettario di 70 mila euro agli insediamenti ricadenti in aree territoriali con vincoli naturali (aree montane) o specifici (Aree Parco o Natura 2000) e di 60 mila euro per quelle aziende situate in altre aree del territorio regionale.
“La risposta dei giovani dimostra ancora una volta quanto stia crescendo l’appeal del settore agricolo verso le nuove generazioni – conclude Fanelli – e, al tempo stesso, quanto possano essere importanti i giovani che scelgono l’agricoltura come ambito di impegno lavorativo, apportando la loro propensione all’innovazione, le competenze avanzate e una maggiore resilienza alle condizioni di contesto”.
Nei prossimi giorni, a seguito della pubblicazione sul BURB dell’atto di approvazione dell’elenco delle aziende ammesse alla Fase 2 della procedura di selezione, i giovani candidati avranno 45 giorni di tempo per poter candidare le proprie istanze con la presentazione della domanda di sostegno sul Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian) e mediante l’inoltro della documentazione richiesta nel portale SIA-RB.

Basilicata: al vaglio la crisi del settore lattiero caseario

in Politica

Basilicata: al vaglio la crisi del settore lattiero caseario: basso prezzo del latte alla stalla, insufficiente a coprire i costi

Si è svolto nei giorni scorsi, in modalità telematica, un incontro con le associazioni di categoria per affrontare il tema della crisi che sta colpendo il settore lattiero-caseario, provocata dai pesanti aumenti del costo di energia elettrica, gas e materie prime e dal basso prezzo del latte alla stalla, insufficiente a coprire tali costi. Alla riunione erano presenti il vicepresidente e assessore alle Politiche Agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata Francesco Fanelli, il direttore generale Emilia Piemontese e l’autorità di gestione del PSR Basilicata Vittorio Restaino.

“Le aziende agricole stanno subendo il repentino aumento dei prezzi degli alimenti per il bestiame e dell’energia elettrica, con costi di produzione sempre più insostenibili. La situazione è così grave che moltissime stalle sono a un passo dalla chiusura – affermano i rappresentanti delle organizzazioni professionali – così come c’è preoccupazione anche per le imprese della trasformazione del latte che potrebbero subire a breve le conseguenze di tale crisi rischiando di riflesso la paralisi. Chiediamo, da una parte, sostegni economici immediati per fronteggiare la grave situazione emergenziale che stiamo vivendo e dall’altra un aumento del prezzo del latte al litro che non può fermarsi a 40 centesimi”.

Quest’ultimo è l’importo stabilito dal Protocollo d’intesa per la salvaguardia degli allevamenti italiani, trasmesso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che tuttavia non risulta bastevole per gli allevamenti del Sud Italia, in ragione del fatto che storicamente vi è una variazione di circa 4-5 centesimi al litro rispetto alle regioni del Nord.

“Per tale motivo è stato presentato un addendum tecnico a questo protocollo, che sarà discusso nella prossima riunione della Conferenza Stato-Regioni, con la richiesta, da parte degli assessori delle Regioni meridionali – spiega l’assessore Fanelli – di un rialzo del prezzo del latte alla stalla di 4-5 centesimi, in modo da tener conto del differenziale economico tra il Nord e il Sud Italia. È innegabile che il comparto sia in grande difficoltà non solo a livello locale, tant’è che la questione viene trattata direttamente dal Ministro competente. L’attenzione della Regione è massima, come dimostrato non solo dall’aiuto straordinario concesso a 80 aziende del settore nella prima ondata della pandemia – aggiunge Fanelli – ma anche dalla campagna di comunicazione ‘Compra lucano’ che ha voluto promuovere i prodotti lattiero-caseari. Il nostro impegno sarà quello di far sentire la nostra voce in seno alla Conferenza e, al contempo, di verificare l’esistenza di eventuali poste economiche nel bilancio regionale, al fine di aggredire la crisi in tempi brevi”.

Infine, su proposta dell’autorità di gestione Restaino, il tavolo è stato aggiornato con la prossima convocazione dei rappresentanti delle tre filiere del latte che aggregano una trentina di soggetti della produzione. “Sarà utile capire se e in che modo queste filiere – conclude Restaino – possano diventare eventuale strumento di calmierazione dei prezzi e quali siano i vantaggi effettivi dello stare in filiera in condizioni di crisi”.

“Oggetto: aumento prezzi”. I produttori denunciano gli aumenti

in Economia

Oggetto: aumento prezzi. I produttori ortofrutticoli denunciano gli aumenti. Dalle etichette alle pedane. La “crisi” pesa su frutta e verdura

 

Se il caffè espresso rischia di essere più amaro del solito, visto che in alcune zone d’Italia la tazzina è arrivata a costare 1,50 euro, anche frutta e ortaggi rischiano di avere almeno metaforicamente un sapore diverso e molto poco gradevole per le tasche dei consumatori e non solo.

Già dall’autunno scorso i primi sintomi: aziende fornitrici di packaging, etichette e altri servizi collegati e indispensabili per l’ortofrutta, hanno cominciato ad avvertire i produttori del Metapontino con email il cui “oggetto” (foto a sx) è quello che letto appena svegli, la colazione te la fa andare storta.

E la situazione non sembra mettersi bene, anzi per capire e quantificare gli altri aumenti sarà necessario tornare sul tema.

L’istantanea attuale.

Dall’autunno 2021 i produttori di cibo – di ortofrutta – hanno ricevuto email con quell’oggetto. Nel Metapontino ne sono arrivate in quantità industriali. Dalle etichette agli imballaggi, fino ad arrivare alle cassette e alla “gestione delle pedane”, tutto cambia e soprattutto tutto aumenta. La domanda è legittima: quanto costa al consumatore finale un chilo di clementine o di navel. Quanto costano e costeranno le fragole?

Cosa resta ai produttori e all’economia dei territori che d’agricoltura vivono?

Le ragioni dei rincari sono elencate nelle email spedite dai fornitori di packaging (in questo caso) alle aziende agricole: “scarsa disponibilità di materie prime come legno, plastica”. E, ancora: “cartone, carburanti, energia aumentati fino al 60%. Questo contesto ci porta a chiedere un ulteriore aumento del 12% rispetto alle condizioni attuali”, si legge in una delle tante email spedite ai produttori agricoli e poste all’attenzione di questo giornale che continuerà a seguire la vicenda e i diversi e numerosi aspetti in cui i “costi” hanno un peso strategico e vitale per le stesse aziende produttrici. Un’altra azienda che fa packaging ripercorre l’intera filiera mettendo in evidenza le cause che starebbero alla base degli aumenti: “prima gli incrementi del polipropilene, poi la carenza dello stesso”. Come se non bastasse nella primavera 2021 è iniziata la salita della plastica riciclata (“rpet “) che “ha toccato i livelli della resina vergine”. E infine la “crisi energetica” con “i costi fuori controllo dell’energia elettrica e del petrolio”.

Le cassette e le “pedane”?

Le “cassette” (500x300x155) passano da 0,690 a 0,734. Cambia anche la gestione di quelle, infatti la scarsa disponibilità di materie prime (in particolare il legno) e gli aumenti dei prezzi hanno pregiudicato la reperibilità delle pedane che “dovranno essere restituite contestualmente alla consegna”.

L’Azienda Scarnato di Scanzano Jonico

Nei giorni scorsi, a lanciare un appello è stato Claudio Scarnato, produttore che opera a Scanzano Jonico. “Basta agli aumenti smisurati, ci vogliono azioni”, ha scritto in un post Scarnato. Che spiega: “quest’anno i prezzi di vendita degli agrumi non sono variati. Ma sono triplicati quelli di produzione”.

E, infine Scarnato ha aggiunto: “tutto ciò accadrà anche per albicocche, pesche e fragole”.

La speranza è che le “azioni” chieste dal mondo produttivo ci siano. In ogni caso, l’attenzione resterà alta.

 

Per dettagliare ulteriormente l’inchiesta conoscitiva, mandate le segnalazioni e le richieste di aumento ricevute a redazione@ilmetapontino.it

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PSR 2014-2022: obiettivo di spesa annuale raggiunto il Basilicata

in Economia

PSR 2014-2022: obiettivo di spesa annuale raggiunto il Basilicata. Per il primo insediamento dei giovani in agricoltura 15 milioni di euro

 

Il Programma di Sviluppo Rurale della Basilicata 2014-2022 ha conseguito l’obiettivo di spesa previsto al 31/12/2021; è stata superata la soglia del cosiddetto “disimpegno automatico” delle risorse comunitarie. A comunicarlo è il vicepresidente e assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Francesco Fanelli.

La spesa complessiva si è attestata a circa 88 milioni di euro (3,1 Meuro di fondi Next Generation EU), di cui il 55% per le misure ad investimento e il 45% per le misure pluriennali a carattere climatico ambientale.

“Il 2021 è stato un anno che ha ancora risentito dell’emergenza pandemica, con evidenti impatti sulle imprese e sulla capacità delle stesse di rispettare i piani di investimento programmati – spiega l’assessore Fanelli – attraverso l’accesso alle misure del PSR Basilicata e alle risorse da esso assicurate. Le recenti tendenze all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei macchinari e i ritardi nei tempi di consegna delle attrezzature e di realizzazione delle opere strutturali hanno aggiunto ulteriori difficoltà per le imprese, mettendo a serio rischio l’avanzamento fisico e finanziario del programma e degli investimenti contrattualizzati con le aziende beneficiarie”.

Numerose le misure messe in campo dalla competente Direzione generale. Per risarcire le imprese dalle perdite di fatturato subite a causa della pandemia sono stati impiegati 10 milioni di euro a favore di oltre 3.000 aziende con risorse rivenienti dal Feasr e dal Programma Operativo Val d’Agri e sostenuti gli investimenti nelle filiere produttive, con circa 6 milioni di euro destinate a 45 aziende agricole. A queste si aggiungono le misure a sostegno delle iniziative multifunzionali (agriturismo, fattorie didattiche e sociali), gli interventi a favore delle zone rurali svantaggiate nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne e il sostegno alle aree Leader attraverso i GAL.

Quello che si avvia a conclusione è stato il primo anno di attuazione del periodo di transizione 2021-2022; la Basilicata ha attivato una serie di misure, tra le quali particolare rilievo assumono la sottomisura 6.1 a favore del “Primo insediamento dei giovani in agricoltura”, con uno stanziamento di 15 milioni di euro e le misure a carattere climatico ambientale, fra cui il nuovo bando triennale a favore dell’agricoltura biologica, con una dotazione finanziaria di 60 milioni di euro a favore di circa 3.100 imprese.

“Si è reso necessario operare in una logica bivalente che, da un lato, ha inteso rassicurare le imprese attraverso misure emergenziali e, dall’altro – continua il vicepresidente – ha garantito un adeguato supporto al sistema agroalimentare comunque impegnato in processi di sviluppo che consentiranno alle aziende di agganciare in modo efficace quella che, ci auguriamo, sarà una prossima fase di ripresa economica”.

Un ringraziamento è stato rivolto dall’assessore agli uffici della Direzione generale che hanno garantito il rispetto degli impegni assunti, alle organizzazioni di rappresentanza degli operatori agricoli e ai tecnici per il loro importante contributo al comune raggiungimento degli obiettivi.

“Il 2022 si prospetta come un anno di grande impegno, tanto sul fronte dell’attuazione di quanto già messo in campo con il PSR 2014-2022, quanto sul piano della programmazione. È necessario agire in modo condiviso e corresponsabile con gli altri portatori di interesse – conclude Fanelli – per creare una visione ampia e distinta del futuro del sistema agroalimentare lucano, in cui le risorse siano il mezzo per superare la difficile fase pandemica, realizzare traiettorie di sviluppo innovativo, creare valore aggiunto per l’intera filiera produttiva e favorire occupazione, soprattutto di giovani e donne”.

Primo insediamento agricoltura: tappa a Policoro

in Economia

Bando primo insediamento, Policoro e Corleto Perticara le prossime tappe:   “Incentivi per la costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori. Dotazione disponibile di 15 milioni di euro

“Dare la possibilità ai nostri giovani agricoltori di restare o magari di far rientro in Basilicata, regione attrattiva per nuove imprese sempre più innovative e green. Non ci stancheremo mai di ripeterlo, stiamo vivendo un periodo inedito, chiamato di ‘estensione’ per questo biennio 2021-2022 del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) Basilicata. Ci sono risorse aggiuntive, sia per gli impegni di spesa, che per l’erogazione delle risorse.

A tre anni di distanza dal precedente bando sul primo insediamento in agricoltura, disponiamo oggi di una dotazione finanziaria di 15 milioni.

Abbiamo lavorato insieme ai protagonisti del settore, adesso ci aspettiamo una dose di ottimismo dai nostri ragazzi. È per questo che gli incontri divulgativi in lungo e in largo della nostra regione diventano fondamentali per intercettare tutti i potenziali beneficiari e confrontarci ancora una volta insieme, questa volta in presenza, dopo un lungo periodo di isolamento dovuto alla pandemia”.
Lo ha detto l’Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata Francesco Fanelli, ricordando agli operatori del settore, l’importanza degli incontri divulgativi nelle diverse aree della Basilicata, sulle opportunità previste dal nuovo bando ‘Primo insediamento in agricoltura 2021’ del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Basilicata 2014-2020”, il cui target di riferimento sono giovani imprenditori agricoli di una età compresa dai 18 ai 41 anni non ancora compiuti.
La scadenza per la presentazione delle domande di aiuto, esclusivamente in via telematica sul portale Siarb, è fissata entro il 18 gennaio del 2022, proseguono quindi gli incontri divulgativi nelle diverse aree della regione per presentare tutte le opportunità ai possibili beneficiari.

Sono due gli appuntamenti previsti per la prossima settimana: martedì 23 novembre a Policoro alle 17,00 nella sala consiliare del Comune e il 26 novembre a Corleto Perticara alle 17,30 nella Sala Piazzetta del Risorgimento Lucano, situata all’interno del Palazzo comunale.

Ad aprire i lavori delle due rispettive giornate, i sindaci delle due amministrazioni, Enrico Mascia e Mario Montano, a cui seguiranno gli interventi tecnici da parte del personale dell’Ufficio Autorità di Gestione del PSR Basilicata 2014-2020 sulla Misura 6 “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”, Sottomisura 6.1 “Incentivi per la costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori”. Previsti inoltre, momenti di confronto per i diretti interessati alla misura, con risposte immediate a cura dell’Ufficio dell’Autorità di Gestione del PSR, a conclusione, l’intervento dell’assessore regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Francesco Fanelli. I contenuti degli incontri saranno on line e scaricabili sul sito europa.basilicata.it/feasr, e sarà inoltre garantita parità di accesso alle persone con deficit uditivo, con la presenza di un esperto della lingua dei segni.
Per motivi di sicurezza legati all’emergenza Covid-19 la partecipazione a tutti gli eventi sarà contingentata e sarà necessario registrarsi al seguente link.

Bando giovani agricoltori: incontri territoriali

Giovani in agricoltura: 15 milioni per l’avviamento in Basilicata

in Economia

Fanelli: 15 milioni di euro per l’avviamento dei giovani in agricoltura in Basilicata. Approvato il bando per la concessione di incentivi destinati alla costituzione di nuove aziende

Agganciare la ripresa post pandemia investendo su un settore strategico per l’economia come quello agroalimentare e dare ai giovani un sostegno iniziale per avviare un’impresa agricola. Con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro la Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, ha approvato il bando Misura 6 “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese forestali”, Sottomisura 6.1 “Aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori” a valere sul Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, risorse rinvenienti dal biennio di transizione 2021-2022.

L’avviso pubblico è rivolto a giovani di età compresa fra 18 e 40 anni (41 anni non compiuti), in possesso di partita IVA agricola da non più di 24 mesi dalla domanda di sostegno, con adeguate qualifiche e competenze professionali (titoli di studio in materia agronomico – forestale, attestati di frequenza corsi in materia agronomico – forestale, esperienza lavorativa), che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di titolare di impresa individuale, contitolare e socio amministratore di società di capitale o cooperative.

La misura, con una dotazione finanziaria pari a 15 milioni di euro, prevede il riconoscimento di un premio forfettario di 70 mila euro agli insediamenti ricadenti in aree territoriali con vincoli naturali (aree montane) o specifici (Aree Parco o Natura 2000) e di 60 mila euro per quelle aziende situate in altre zone del territorio regionale.
Importante novità è rappresentata dalla procedura finalizzata alla semplificazione e al rafforzamento dei controlli amministrativi, in modo tale da ottimizzare la gestione dell’elevato numero di richieste che si prevede possano pervenire. In una prima fase gli aspiranti imprenditori potranno presentare l’istanza di candidatura, compilando l’apposito format sul portale SIA-RB della Regione Basilicata (il sistema informativo regionale per l’agricoltura) e trasmettendo l’asseverazione dei punteggi attribuibili alle rispettive proposte progettuali. Sarà elaborata una graduatoria provvisoria che includerà le istanze rientranti nel 130 per cento della dotazione finanziaria dell’avviso pubblico e consentirà esclusivamente ai rispettivi proponenti di accedere alla fase successiva. Nella seconda fase, coloro che sono rientrati nella suddetta graduatoria, procederanno alla presentazione della domanda di sostegno e del Piano di impresa attraverso il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale).
“Il bando è un altro tassello significativo delle operazioni messe in campo dalla Direzione generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali. Con questo avviso, frutto di ampio confronto con le organizzazioni professionali – afferma l’assessore Fanelli – vogliamo accompagnare i giovani che intendono investire nel comparto agricolo, favorendo il ricambio generazionale e migliorando la competitività del settore. La forte richiesta riveniente dai giovani e dalle rappresentanze delle imprese agricole è un indicatore dell’importanza del settore primario come ambito privilegiato per attivare strategie di sviluppo dell’economia regionale, dimostratosi anticiclico anche nella difficile fase della pandemia da Covid 19. Sostenere l’insediamento di nuove imprese condotte da giovani consente, inoltre, di contrastare il fenomeno della desertificazione sociale, attraverso nuove opportunità lavorative e accrescimento del reddito individuale”.
Questo bando viene attivato a distanza di poco più di tre anni dal precedente, grazie alle risorse aggiuntive che l’UE ha messo a disposizione del PSR Basilicata per il periodo di transizione 2021-2022, consentendo di andare incontro alle aspettative dei numerosi giovani che, nel tempo trascorso dal precedente avviso, hanno conseguito le competenze e le esperienze lavorative per poter attivare nuove iniziative imprenditoriali in agricoltura.
“L’auspicio – conclude l’assessore – è che i nostri giovani possano avviare aziende innovative, sempre più green e sostenibili dal punto di vista ambientale e delle pratiche agronomiche. Per sensibilizzare e coinvolgere i potenziali aspiranti abbiamo programmato una serie di incontri divulgativi sul territorio regionale, al fine di portare la Direzione sul territorio e fornire in modo diretto ogni utile informazione a favorire la partecipazione”.

Ortofrutta lucana in vetrina al Macfrut di Rimini

in Storie di Frutta

Ortofrutta lucana in vetrina al Macfrut di Rimini. Fanelli: “Importante il ruolo svolto dalle Organizzazioni di Produttori”

 La Basilicata sarà protagonista con un suo stand alla 38° edizione del Macfrut 2021, fiera internazionale dell’ortofrutta in programma al Rimini Expo Center da domani a giovedì 9 settembre. Le produzioni lucane di eccellenza e di pregio saranno raccontate ai visitatori nel Padiglione D5 – Stand 78, dove ad accoglierli ci saranno, da un lato, i rappresentanti delle Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli (A.O.P. Arcadia, O.P. Primo Sole e O.P. Terre della Luce), dall’altro l’istituzione regionale promotrice di alcuni importanti appuntamenti.

In particolare, il vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali Francesco Fanelli (foto apertura)  parteciperà domani mattina all’evento inaugurale del Macfrut 2021 e Fieravicola, nella Hall centrale di Rimini Fiera, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15, sarà aperto lo stand della Basilicata con una tavola rotonda dal titolo “Ortofrutta di Basilicata al Macfrut 2021”, nel corso della quale verranno presentate le principali colture lucane: pomodori, finocchi e cavolfiori tra le ortive e agrumi, uva da tavola, drupacee e fragole tra le fruttifere. Sempre lo stand lucano ospiterà mercoledì 8 settembre, alle 10,30, la conferenza di presentazione del Team Bocuse d’Or Italy Academy che prenderà parte alla più importante competizione culinaria al mondo – il Bocuse d’Or – nell’ambito del Salone della gastronomia “Sirha 2021”, previsto a Lione nei giorni 26 e 27 settembre 2021.

“L’ortofrutta rappresenta un settore chiave del Made in Italy, incidendo per il 20% sull’agroalimentare, con 1,2 milioni di ettari coltivati a frutta e verdura per 300 mila aziende coinvolte. Un comparto diventato, nel corso degli anni, sempre più ambizioso – spiega il vicepresidente Fanelli – che necessita di una forte aggregazione per affrontare le nuove sfide poste dai mercati. Partendo da questo presupposto la Regione Basilicata ha promosso e riconosciuto nove Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli e una Associazione di Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli, che presentano un livello di aggregazione prossimo al 40%, il livello più alto dell’intero Mezzogiorno. Soprattutto nell’area del Metapontino si distingue un distretto di produzione veramente importante, che ha permesso al comparto ortofrutticolo di aprirsi a mercati sempre più vasti, proprio grazie al ruolo delle OP, le quali hanno messo insieme aziende e piccoli imprenditori al fine di garantire una migliore organizzazione dell’offerta e un maggior peso contrattuale”.

Nella categoria dedicata “Storie di Frutta”  le notizie sulle iniziative e l’economia virtuosa che riguarda il settore agricolo e il food regionale e non solo.

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