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agricoltura

Tavolo verde, illustrate misure per dare liquidità al mondo agricolo

in Cronaca

Due misure per ripartire. Illustrate, stamattina, durante la riunione del tavolo verde le due proposte che dovrebbero dare liquidità agli agriturismi e alle aziende agricole. All’incontro erano presenti l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, i dirigenti del dipartimento e i rappresentati delle organizzazioni professionali (Cia, Coldiretti, Copagri e Confagricoltura).

In apertura di incontro, tenutosi per la prima volta in presenza dopo l’emergenza covid, l’assessore Fanelli ha voluto ringraziare le organizzazioni agricole per il lavoro svolto, congiuntamente con il Dipartimento, nei periodi di maggiore criticità a causa della pandemia.

L’autorità di gestione del Psr Basilicata 2014-2020, Vittorio Restaino, ha illustrato, in ottica di condivisione di scelte e criteri,  i due interventi che rappresenteranno una prima risposta alle esigenze di liquidità del mondo agricolo. Una nuova  misura del PSR consentirà di concedere delle sovvenzioni a fondo perduto agli esercizi di agriturismo, grazie a una rimodulazione dei fondi europei non ancora impegnati attraverso bandi.

Il contributo erogabile è stato fissato dall’Unione Europea fino a un massimo di 7 mila euro.

Un altro intervento riguarderà le aziende agricole che hanno maggiormente subito danni dal Covid: gli elementi di dettaglio  saranno definiti successivamente, sempre attraverso una azione condivisa con i rappresentanti delle imprese agricole.

Altro punto all’ordine del giorno, lo stato di aggiornamento delle misure a superficie degli anni che vanno dal  2016 al 2019,  che è stato illustrato nel dettaglio dalla responsabile dell’Ufficio erogazioni comunitarie agricole (Ueca), Emilia Piemontese. Il dirigente generale, Donato Del Corso, ha illustrato le modifiche alla normativa regionale  sugli usi civici in ottica di  sburocratizzazione delle procedure. Sul problema dei danni da fauna selvatica sollevato dalle organizzazioni, l’Assessore ha assicurato che il tema è alla costante attenzione del Dipartimento e che , nonostante le sollecitazioni avanzate al Governo nazionale, ancora non si sono avute risposte. “Purtroppo – ha ribadito Fanelli – la questione richiede misure straordinarie che riguardano i diversi livelli istituzionali e i diversi ambiti e non può essere risolta con cure palliative perché la popolazione della fauna selvatica è cresciuta a dismisura e i mezzi per contenerla sono poco efficaci. Il problema non può trovare soluzione con misure ordinarie e per tale ragione serve un decreto di urgenza. In ogni caso, quanto prima sarà convocato in Regione un tavolo ad hoc con le organizzazioni ”.

Il nuovo video cartolina dal titolo “Basilicata bellezza inesplorata”

in Economia

Pubblicato il nuovo video cartolina dal titolo “Basilicata bellezza inesplorata” a cura del Comitato regionale Pro Loco Unpli Basilicata, organismo di rappresentanza delle associazioni di promozione sociale, turistica e culturale Pro Loco APS che operano nei paesi della nostra regione.

Continua l’attività promozionale del Comitato regionale Pro Loco Unpli Basilicata dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, per incentivare maggiormente un turismo di prossimità. Dopo il successo del video “Meraviglia Basilicata: Scoprila, Vivila e Amala” con la musica Sangue Lucano del maestro Pietro Cirillo e l’avvio del blog #ioviaggiolucano sul sito www.unplibasilicata.it curato da Antonella D’Andria, Mariapina Potenza, Gelsomina Ruggiero e Sara D’ Agrosa, il Comitato regionale Pro Loco Unpli Basilicata ha pubblicato sulla pagina Facebook Pro Loco Unpli Basilicata e sul canale Youtube Unpli Basilicata l’ultimo progetto in musica e immagini: “Basilicata bellezza inesplorata”. Il video è il nuovo racconto realizzato da Eufemia Telesca, Davide Monticelli e Rocco Franciosa, attraverso gli scatti fotografici di tutti e 131 paesi lucani, messi a disposizione gratuitamente da tanti fotografici lucani e fotoamatori. La colonna sonora scelta è “Lukania” del gruppo lucano Krikka Reggae, un vero invito a visitare le meraviglie che la nostra Regione vanta. “I volontari delle Pro Loco – afferma il presidente regionale Pro Loco Unpli Basilicata Rocco Franciosa – sono da anni custodi di storia e tradizioni, promotori di turismo e territorio, i primi ambasciatori del territorio lucano, l’ospitalità lucana è stata apprezzata da migliaia di turisti che hanno potuto godere delle bellezze artistiche, culturali e naturalistiche. La nostra cucina di eccellenza e un artigianato di qualità – prosegue Franciosa – rappresentano il fiore all’occhiello del ‘saper fare’ lucano. Grazie ai Krikka Reggae per questa bella opportunità. La Basilicata non si ferma, – conlcude Franciosa – siamo pronti a vivere l’estate dei nostri borghi, delle nostre montagne, dei nostri parchi letterari, dei nostri mari con grande entusiasmo. Meraviglia Basilicata: scoprila, vivila, amala!”. Il progetto di promozione territoriale e turistica si è arricchito negli ultimi mesi, grazie alla stretta collaborazione con la PMI innovativa lucana IINFORMATICA srls che dopo la realizzazione del gioco da tavola “Lucanum il gioco con le Pro Loco della Basilicata”, in tandem con il Comitato Pro Loco Unpli Basilicata, ha messo a disposizione gratuita per i comuni di Maratea, Bernalda, Rotondella, Pisticci, Policoro, Nova Siri, Scanzano Jonico e le strutture balneari della Costa Jonica e Tirrenica lucana l’applicazione IPLAYA per la gestione e fruizione in totale sicurezza dei lidi e delle spiagge lucane. A breve sarà presentata dal Comitato regionale Pro Loco Unpli Basilicata e dalla società IINFORMATICA l’applicazione “IOORDINO lite” a disposizione gratuita dei ristoranti, pub, pizzerie e agriturismi lucani per rispondere alle normative vigenti post Covid-19.

Battuta d’arresto per Dop Igp, Stg che in Basilicata valgono 13,4 milioni

in Economia

La Cia-Agricoltori Basilicata lancia l’allarme: se le imprese della grande distribuzione sono riuscite a tenere testa all’emergenza Coronavirus, le piccole attività, legate a ristorazione e turismo, hanno subito il contraccolpo più duro. A risentirne, quindi, soprattutto i produttori più piccoli e le specialità di nicchia Dop e Igp, Stg.
Per avere una stima precisa – secondo l’ultimo Rapporto Ismea-Qualivita – tra Dop, Igp e Stg, in Basilicata è in ballo un giro d’affari che vale 13,4 milioni di euro (con un incremento annuo del 25,1%), di cui 12 milioni per il vino e 1,4 milioni per i prodotti alimentari. Nella distinzione territoriale la provincia di Potenza registra un giro d’affari per 10,3 milioni (in gran parte vino doc-dop-docg che ha un incremento annuo del 26,5%)e quella di Matera 1,4 milioni di euro.
Con il recente riconoscimento “IGP Olio lucano” sono saliti a 18 i prodotti a marchio d’eccellenza della Basilicata: 5 Dop, 7 Igp, 4 Doc, 1 Docg, 1 Igt. A questi vanno aggiunti i 114 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Basilicata.
L’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali realizzato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali riconosce 114 prodotti lucani, di cui 39 classificati quali paste fresche e prodotti panetteria e pasticceria; 32 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati; 17 carni fresche e loro preparazione; 14 formaggi; 4 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari); 3 prodotti della gastronomia, uno bevande alcoliche, distillati e liquori (il sambuco di Chiaromonte).
Nel dettaglio la situazione lucana: formaggi – 2 dop e 1 igp; ortofrutticoli e cereali – 2 dop e 2 igp; olio extravergine di oliva, 1 dop; altri prodotti, 1 igp. I produttori lucani interessati sono 96 (erano 65 nel 2011) per una superficie di 157,14 ettari; 37 gli allevamenti (di cui 15 suinicoli per 30mila capi) ; 40 i trasformatori, 45 gli impianti di trasformazione per complessivi 129 operatori.
Abbiamo un potenziale enorme che – sottolinea il direttore regionale della Cia Donato Distefano – non a caso è indicato dal Rapporto Censis come “energia positiva”, tenuto conto che la quota dell’export alimentare del “made in Basilicata” è appena dello 0,1% dell’ammontare complessivo delle Regioni del Sud e che la tendenza del “mangiare italiano”. Tanto più che l’alimentare “made in Basilicata” continua a tirare sui mercati esteri persino rispetto ad auto (Fiat) e salotti. Per la Cia ”si tratta di un primato che conferma ancora una volta l’eccellenza dell’agroalimentare ‘made in Italy’ rispetto ai nostri competitor piu’ agguerriti”, che pero’ avverte: ”si puo’ fare molto di piu’ per sviluppare il segmento: da un lato serve piu’ promozione a sostegno dei nostri prodotti a denominazione meno conosciuti; dall’altro occorre intensificare la lotta alla contraffazione alimentare, che ogni anno ”scippa” alle nostre imprese di qualità oltre 1 miliardo”.
La produzione di prodotti tipici – aggiungono i presidenti della Cia di Potenza Lorusso e Matera Stasi- è importante per le varie zone della Basilicata perché è anche fattore di comunicazione della cultura e del paesaggio in cui questi sono inseriti. Per questo motivo dobbiamo lavorare per innalzare la qualità dei prodotti tipici che calati nel contesto degli agriturismi, alberghi, borghi albergo, ristoranti, musei della civiltà contadina, artigiani, commercianti consentono di proporre l’intero territorio, dando così vita ad una nuova filiera agricoltura-turismo-ambiente-cultura. L’obiettivo centrale è quello di accrescere la fruibilità del territorio e le opportunità occupazionali dei territori rurali attraverso lo sviluppo e il sostegno di attività non tradizionalmente agricole. Per la Cia non è più rinviabile l’istituzione di una una società – l’Agripromo – per favorire la promozione e la commercializzazione dei prodotti che hanno ottenuto o che stanno per ottenere i marchi Dop, Igp e Stg, e per allargare la “rete” dei marchi a livello comunale e territoriale, specie in attuazione del recente protocollo “Res Tipica” tra Cia ed Anci. C’è poi da contrastare efficacemente l’agripirateria: una “rapina” da 7 milioni di euro l’ora e da 60 miliardi di euro l’anno, di cui alcune centinaia di milioni di euro solo in Basilicata. Si tratta di un vero e proprio “scippo” ai danni del settore, un assalto indiscriminato e senza tregua, dove la criminalità organizzata fa veri affari. I consumatori vengono truffati, gli agricoltori e gli industriali dell’agroalimentare derubati. A questo si aggiunge il fatto che ogni anno entrano nel nostro Paese prodotti alimentari “clandestini” e “pericolosi” per oltre 2 miliardi di euro. Poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane negli ultimi due anni si sono più che quadruplicati. E ciò significa che i controlli funzionano, ma il pericolo di portare a tavola cibi “a rischio” e a prezzi “stracciati” è sempre più incombente. Da noi, insieme alla fragola del Metapontino “taroccata” in Spagna, sono vittime di agropirateria numerosi prodotti tipici lucani come il caciocavallo, il pecorino di Moliterno, i salumi di Picerno, l’aglianico del Vulture, l’olio delle colline del Materano, la farina di grano duro “senatore” del Materano, il peperone di Senise.

Cia – Agricoltori: disfunzioni nei servizi irrigui,

in Economia

CIA-AGRICOLTORI: “disagi e disfunzioni nei servizi irrigui nell’area metapontina”.

Il direttore della Cia-Agricoltori Basilicata Donato Distefano oggi ha nuovamente segnalato all’Assessore all’Agricoltura Francesco Fanelli “disagi e disfunzioni nei servizi irrigui nell’area metapontina.In particolare – si riferisce in una nota – numerose aziende agricole segnalano carenze di portata idriche, intervalli prolungati sulle turnazioni, bassa fluenza e pressione.Tali disagi si registrano sia sullo schema del Sinni che sullo schema dell’Agri che alimenta la Diga di Gannano e i relativi areali dell’agro di Montalbano e Scanzano.

Riteniamo utile organizzare un incontro con CdB Basilicata”: è la richiesta urgente di Distefano nell’attuale fase di raccolta dei prodotti ortofrutticoli perché è ancor più indispensabile garantire adeguata irrigazione.

La nuova iniziativa fa seguito alla denuncia dei giorni scorsi del Presidente Cia Matera Giuseppe Stasiche ha sollecitato in primo luogo alla Regione Basilicata e a seguire il CdB, l’Autorità di Bacino e l’Eipli a fornire le più ampie garanzie per la corretta e puntuale gestione dei servizi irrigui per l’anno in corso, a partire dall’utilizzo dell’acqua invasata nel Pertusillo, garantendo certezze erisposte immediate agli agricoltori che hanno prenotato quantitativi d’acqua necessari alle colture pregiate specie dell’ortofrutta.

La Cia-Agricoltori da mesi ha tentato di accendere l’attenzione degli enti di gestione delle risorse idriche e della Regione sulla carenza di acqua nelle dighe e negli invasi lucani e la mancanza di oltre 70 milioni di metri cubi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Proprio perché la disponibilità complessiva è ridotta non possiamo permetterci di sprecarne nemmeno una goccia ma al contrario dobbiamo concentrarne l’impiego nelle aree dove oggi il bisogno è maggioree necessario; per queste motivazioni chiediamo alla Regione e al CdB di vigilare e porre in essere tutte le indispensabili soluzioni atte a garantire ora e nei prossimi mesi quantitativi adeguati e precise utilizzazioni.

 

Fondo Covid-19. Cento Mln di euro per l’Agricoltura dal “Cura Italia”

in Emergenza Covid-19

La Conferenza Stato-Regioni ha trovato l’accordo sul Fondo predisposto nel Cura Italia per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza sanitaria Covid-19 e per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura. La dotazione è di 100 milioni di euro per il 2020 ed è finalizzata alla copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti, alla copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni su mutui contratti dalle suddette imprese, nonché per la sospensione dell’attività economica delle imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura. “Stiamo accelerando le procedure per poter garantire questo aiuto finanziario alle imprese del comparto primario – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Nonostante le tante difficoltà causate dall’emergenza sanitaria Covid-19, con i canali ho.re.ca chiusi e le difficoltà nelle esportazioni, le filiere agroalimentari non si sono fermate garantendo alimenti, lavoro e PIL al Paese. Abbiamo pertanto l’obbligo di sostenere i loro sforzi in tutti i modi possibili, attraverso diversi strumenti. Il Fondo previsto dal Cura Italia è uno di questi e confido – conclude L’Abbate – che gli istituti che gestiranno la distribuzione delle risorse, Agea e Ismea, emaneranno a stretto giro le relative circolari per rendere operative le misure”.

L’erogazione degli aiuti avverrà sotto forma di contributo finanziario a copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti con un importo massimo ad impresa di 20.000 euro. A questa misura, gestita da Ismea, sono destinati 20 milioni di euro. Il secondo intervento prevede la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati e pagati nel biennio 2018-2019 su mutui contratti nell’esercizio delle imprese con un importo erogato da Agea da un minimo di 500 euro ad un massimo di 6.000 euro ad azienda. A questa finalità sono dedicati 60 milioni di euro. L’ultima misura, infine, riguarda la sospensione dell’attività di pesca, anche nelle acque interne del Paese, e dell’acquacoltura: per distribuire i 20 milioni di euro stanziati si procederà con un decreto ad hoc.??

Cgil Cisl e Uil su emergenza migranti e coronavirus:

in Emergenza Covid-19

Cgil – Cisl – Uil della provincia di Matera – a distanza di circa un mese dalla segnalazione della situazione critica della situazione dei migranti e consapevoli della difficile situazione che l’intero Paese stava e sta affrontando per l’emergenza Covid-19, che impone misure imponenti per contenere il rischio di contagio a garanzia della salute pubblica –

continuano a rilevare l’assenza di un programma e di misure di intervento igienico-sanitario nei confronti della complessa situazione dei migranti presenti sul territorio della provincia di Matera ed in tutta la Basilicata.

Si tratta di una grave sottovalutazione che, di fronte all’emergenza Covid–19 in atto, potrebbe avere un alto prezzo individuale e collettivo in considerazione anche della notevole presenza di migranti nel nostro territorio, caratterizzata da migranti “regolari” ospitati all’interno dei CAS e nelle altre strutture di accoglienza gestite dalle associazioni umanitarie, ma anche e soprattutto dagli “invisibili”, che, a seguito dello sgombero de “La Felandina”, si sono organizzati in gruppi informali e sono dislocati sull’intero territorio del Metapontino.
L’inerzia e la sottovalutazione – da parte della Regione Basilicata – di questa pericolosissima situazione, conferma la scarsa sensibilità politica in materia di accoglienza dei migranti, dimostrata anche dal mancato recepimento di quanto ripetutamente evidenziato dalle OO.SS. ai tavoli provinciali e regionali per combattere il caporalato. In quelle sedi le OO.SS. hanno sostenuto la necessità di attivare interventi per la creazione di posti letto, per strutturare servizi di trasporto, per attivare uno sportello dedicato del Centro dell’Impiego, per realizzare un presidio sanitario dedicato dell’Asm nell’area metapontina. Il tutto anche al fine di dare supporto e sostegno all’azione delle cooperative e degli enti morali e religiosi che, nonostante le difficoltà oggettive, meritoriamente hanno garantito il servizio di accoglienza dei migranti
L’inerzia della Regione Basilicata non è comprensibile, anche perché:

•l’Ente Regione ha la disponibilità di risorse finanziarie per gli interventi rientranti nell’ambito del Progetto SUPREME-PIU, già presentato al ministero del lavoro dalla Regione Basilicata e concordato negli appositi Tavoli presso le Prefetture di Matera e Potenza;
•la situazione complessiva si è aggravata con l’entrato in vigore del Decreto Sicurezza del 18 ottobre 2018, che ha ridotto in modo sostanziale la quota destinata alla spesa per l’accoglienza con una forte sforbiciata ai costi dell’integrazione per i richiedenti asilo e la creazione di criticità per il mantenimento di standard adeguati alle necessità richieste.
Eppure, il lavoro svolto dai migranti è un lavoro importante per la Basilicata.

I lavoratori migranti sono impegnati nel settore zootecnico e nei servizi, ma in modo particolare nell’agricoltura intensiva del Metapontino che stanno sostenendo in questo momento emergenziale, garantendo la manodopera stagionale per la raccolta delle primizie primaverili

in un settore dove si riscontrano ripercussioni negative, per effetto delle disdette degli ordinativi operate dalla grande distribuzione e dalla chiusura dei mercati di quartiere.
Silenzio assoluto anche rispetto alle sollecitazioni avanzate alla Regione Basilicata in relazione all’opportunità di intraprendere azioni nelle sedi istituzionali di confronto con il Governo che vadano verso la regolarizzazione degli immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale e regionale; tale regolarizzazione avrebbe un’importante valenza per la riduzione del rischio di esposizione al contagio, per il contrasto al lavoro nero e per garantire l’accesso al sistema delle tutele e degli ammortizzatori sociali a migliaia di lavoratrici e lavoratori che si trovano attualmente in condizioni di estrema difficoltà.
Pertanto, le OO.SS. ribadiscono che, alla situazione di precarietà ordinaria, oggi, si aggiunge quella straordinaria legata alle necessità emergenziale di mettere in condizione di sicurezza igienico-sanitarie tutto il complesso mondo dei migranti, formale ed informale, organizzando e programmando interventi e misure specifiche igienico–sanitarie mirate, impegnando le strutture della sanità pubblica e coinvolgendo le organizzazioni non governative impegnate nel campo sanitario internazionale in applicazione delle disposizioni normative, legislative e dei protocolli riguardanti la sicurezza generale e la sicurezza del mondo del lavoro.
Infine, le sottofirmatarie sigle sindacali, ritengono che il perpetuarsi dell’assenza delle misure e programmi per mettere in sicurezza igienico – sanitaria – COVID -19 – i migranti che si trovano sul territorio materano e regionale potrebbe ravvisarsi come una violazione alle precipue responsabilità di competenza della istituzione regionale.

Cgil Cisl Uil
Eustachio Nicoletti
Giuseppe Amatulli
Bruno Di Cuia

Con il “Cura Italia”, accesso diretto al fondo di garanzia per imprese agricole

in Emergenza Covid-19

CORONAVIRUS: CON IL CURA ITALIA APPROVATO PER LE IMPRESE AGRICOLE L’ACCESSO DIRETTO AL FONDO DI GARANZIA

Con l’approvazione definitiva del Cura Italia alla Camera dei Deputati, il testo viene convertito in legge e, con esso, la norma che estende alle imprese agricole la possibilità di avvalersi in maniera diretta degli interventi del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, comprendendo ovviamente i benefici previsti dalle ultime disposizioni normative. L’obiettivo è quello di permettere un rapido e consistente afflusso di liquidità alle imprese del settore primario che diviene ancor più cruciale in questo momento drammatico per l’economia italiana, bloccata dalle misure di contrasto alla diffusione del COVID-19. L’intera filiera agroalimentare sta continuando ad operare ma il mondo agricolo va sostenuto attraverso strumenti in grado di iniettare finanziamenti in modo immediato.

“Sarà, pertanto, presto attivo un ulteriore canale per l’accesso al credito delle imprese agricole, oltre quello previsto da Ismea – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Si tratta di un risultato importante che ho fortemente voluto e che risponde alle esigenze e alle richieste del mondo agricolo, soprattutto in questo periodo d’emergenza sanitaria. Fino ad oggi, infatti, l’agricoltura poteva accedere solo attraverso i Confidi agricoli che, però, di fatto non esistono a livello nazionale e, quelli esistenti, riescono a far erogare finanziamenti in poche province per importi di entità modestissima. Come già verificatosi per l’agroalimentare, con 1 miliardo di euro concesso nel solo 2019, il Fondo di Garanzia – prosegue L’Abbate – sarebbe in grado di concedere agevolmente erogazioni di prestiti di liquidità, ripianamento passività e investimenti in grado di sostenere e rilanciare il settore agricolo, anche in previsione della cosiddetta Fase 2. Risulterà determinante, infatti, mettere gli istituti finanziari nelle condizioni di poter sostenere in maniera agile e immediata anche il comparto agricolo. Un risultato raggiungibile con l’accesso diretto al Fondo di Garanzia, su cui convergono anche le stesse banche con cui mi sono confrontato. Questo settore dell’economia nazionale – conclude il Sottosegretario L’Abbate – ancor di più in questa fase di emergenza, si sta rivelando strategico per l’interesse del Paese e l’economia nazionale e va sostenuto nel modo adeguato”.

CGIL: “Regolarizzare gli immigrati in Basilicata, urge manodopera”

in Emergenza Covid-19

La Cgil di Matera, unitamente alla Flai Cgil sollecitano la Regione Basilicata ad intraprendere azioni nelle sedi istituzionali di confronto con il Governo che vadano verso la regolarizzazione degli immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale e regionale. Il provvedimento avrebbe un’importante valenza per la riduzione del rischio di esposizione al contagio,   per il contrasto al lavoro nero  e per garantire l’accesso al sistema delle tutele e degli ammortizzatori sociali a migliaia di lavoratrici e lavoratori che si trovano attualmente in condizioni di estrema difficoltà.

Inoltre, risolverebbe anche l’emergenza dovuta  alla mancanza di manodopera che rischia di compromettere sia le coltivazioni che i raccolti, condizionare i cicli produttivi e determinare la perdita di fette di mercato, con il rischio di compromettere la stessa sopravvivenza delle aziende.

Considerato che in Italia,  gli immigrati regolari incidono per circa un punto di Pil attraverso 8 miliardi all’anno di contributi sociali, che i versamenti pensionistici sono pari a 3 miliardi, con un   saldo netto nelle casse dell’INPS di circa 5 miliardi, se ne deduce che,  il procrastinare la regolarizzazione,  risulterebbe esclusivamente annoverato ad aspetti di natura ideologica. L’emergenza Covid – 19 e la necessità della tenuta di una filiera essenziale come quella agroalimentare, ormai  ha creato una larga consapevolezza e condivisione nel ritenere che i  600.000 migranti  stagionali utilizzati in agricoltura, di cui una buona parte in nero, sono una incontrovertibile risorsa. Per queste ragioni, la Regione Basilicata, dal sostegno dei 25.000 residenti stranieri in Basilicata e dalla tutela dei  45.000 lavoratori e lavoratrici stagionali, riceverebbe importanti ricadute e vantaggi sul sistema economico e sociale della regione, essenziale anche per programmare un nuovo futuro. Si tratta di un lavoro importante per la Basilicata che impegna lavoratrici nel lavoro di cura, gli stagionali nell’area metapontina, nel settore zootecnico e nei servizi.

In particolare, l’agricoltura intensiva del Metapontino che, in questo momento emergenziale, rischia di avere notevoli ripercussioni per effetto delle disdette degli ordinativi operate dalla grande distribuzione e dalla chiusura dei mercati di quartiere, si aggraverebbe ulteriormente per la mancanza di manodopera stagionale che non garantirebbe la raccolta delle primizie primaverili.

Pertanto, il rilancio di un settore strategico quale è l’agricoltura passa attraverso interventi che mirino a regolarizzare, stabilizzare e contrattualizzare il mercato del lavoro ovviando così all’introduzione dei  voucher che, al contrario,  precarizzano  il lavoro utilizzando uno strumento improprio, in quanto il suo impiego è previsto per il solo lavoro accessorio e non per il lavoro ordinario. Risulterebbe altresì insopportabile e lesivo della dignità dei lavoratori agricoli e decontestualizzato perché, in un momento in cui vengono riconosciute le piene tutele contrattuali, si propone una misura inefficace.

 

UCI: “Coronavirus, l’agricoltura del Metapontino in  serie difficoltà”

in Emergenza Covid-19

Il presidente dell’Unione Coltivatori Italiani della Provincia di Matera,  Saverio Buono,  oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza alle famiglie di quanti stanno soffrendo per colpa del Corona Virus, esprime un  ringraziamento  verso  i medici, personale infermieristico,  volontari, forze dell’ordine e  a tutti coloro che in questi giorni sono impegnati in prima linea ed esposti continuamente al rischio di contagio per limitare la diffusione Corona Virus.

Nello stesso tempo mette in risalto che l’agricoltura del Metapontino risente notevolmente della crisi economica che stiamo fronteggiando,

infatti crescono le disdette degli ordinativi soprattutto verso il mercato estero.

A rilento anche il mercato interno a causa dei limiti alle attività produttive ma anche al calo generalizzato dei consumi fuori casa degli italiani. Il fatturato è in calo, fatta eccezione per i prodotti a più lunga conservazione.

Le aziende agricole già da ora risentono della mancanza della manodopera stagionale, la quale potrebbe ostacolare la raccolta delle primizie primaverili provocando un danno economico elevato.

L’Unione Coltivatori Italiani della Provincia di Matera tramite il suo delegato al settore agricoltura Agr. Dott. Giambattista Dimatteo lancia l’appello di rendere utilizzabili nel settore agricolo i voucher semplificati, in modo da poter dar continuità alla filiera agroalimentare ma nello stesso tempo offrire l’opportunità di integrazione al reddito alle fasce più bisognose della popolazione. Inoltre sottolinea ancora una volta il bisogno ormai divenuto necessità di acquistare solo prodotti Agroalimentari Italiani perché solo Uniti si può vincere questa terribile battaglia, quindi una sensibilizzazione sia del consumatore finale che della Gdo di utilizzare solo prodotti Italiani.

Agricoltura, emergenza Covid19. Scarnato (PD): “Tutelare il Made in Italy”

in Emergenza Covid-19

È giunta l’ora che le istituzioni adottino misure di contenimento delle importazioni estere per consentire al tanto declamato made in Italy di poter trovare maggiore spazio sul mercato nazionale, specie nella grande distribuzione.

E’ forte e chiaro il messaggio che il segretario provinciale di Matera Claudio Scarnato lancia a sostegno dei produttori agricoli già duramente colpiti dalle ristrettezze dei provvedimenti anti contagio del Covid-19 a cui si aggiungono i disagi causati dal maltempo di questi giorni.
“Viviamo una situazione di stasi e di crisi profonda con una distribuzione rallentata e soggetta alle misure contingenti il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus nel nostro Paese a cui, nelle ultime ore, si è aggiunto l’aggravante del maltempo con gelate, vento forte e piogge abbondanti che di fatto hanno messo in ginocchio le produzioni fruttifere e di ortaggi del nostro metapontino.
Nonostante le calamità da alluvione e vento, il prodotto fragola come altri, c’è ed è anche in abbondanza ma la GDO, che assorbe la maggior parte della nostra offerta, preferisce ritirare prodotto dall’estero e non quello italiano. Così facendo, si affossano gli agricoltori che hanno visto una riduzione quasi totale degli ordini, con conseguente calo dei prezzi e con l’aggravio dei costi di trasporto dei braccianti agricoli, nel rispetto delle distanze di sicurezza idonee durante il viaggio per raggiungere il posto di lavoro con i dovuti dispositivi di sicurezza.
È giunta l’ora – prosegue Scarnato – che le istituzioni adottino misure di contenimento delle importazioni estere per consentire al tanto declamato made in Italy di poter trovare maggiore spazio sul mercato nazionale, specie nella grande distribuzione.
Alla Regione Basilicata, per il tramite del vicepresidente ed assessore alle politiche agricole Fanelli, chiediamo che si adottino provvedimenti immediati ed urgenti da parte del Governo nazionale.
In caso contrario si opti per una scelta coraggiosa come può essere il blocco della produzione e della distribuzione con misure di sostegno alle imprese agricole per il mancato introito dovuto alla crisi più dura dal secondo dopoguerra.”

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