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Migranti e inclusione: se ne discute a Nova Siri

in Cronaca

Migranti, inclusione e lavoro: se ne discute a Nova Siri. L’iniziativa è promossa da MediHospes, con il patrocinio del Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dell’Interno e del Comune di Nova Siri

NOVA SIRI – “Inclusione e accesso al lavoro. Prospettive per i beneficiari del centro Sai di Nova Siri”. E’ il titolo dell’incontro in programma presso l’Oratorio di Nova Siri Scalo il 29 febbraio alle ore 18.

L’iniziativa è promossa da MediHospes, con il patrocinio del Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dell’Interno e del Comune di Nova Siri.

L’intento è quello di condividere con la comunità territoriale le esperienze e le prospettive di inclusione del Centro Sai di Nova Siri, che è attivo da anni e ha già contribuito a costruire virtuosi percorsi di accompagnamento e integrazione per i tanti immigrati transitati nella struttura del centro jonico.

La logica dell’incontro con la comunità è anche quella di individuare attori territoriali che possano contribuire al percorso e trarne vantaggi anche in chiave lavorativa.

Molto ricco il parterre dei relatori, segno dell’ampiezza della rete di accoglienza, costituita da numerose realtà istituzionali e no.

Introdurrà la serata Camillo Aceto, della Cooperativa Medihospes, che gestisce il centro.

A seguire l’intervento del sindaco di Nova Siri, Eugenio Stigliano, che tratterà il tema “L’impegno del Comune di Nova Siri per l’inclusione dello straniero”.

A seguire gli altri interventi delle istituzioni.
Per la Prefettura di Matera sarà presente la dottoressa Marilena Minutiello, Referente Settore Immigrazione.
Per il Ministero dell’Interno, in rappresentanza del Servizio Centrale Sai, interverrà il dottor Giuseppe Traina.

Per l’Arlab (Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento Basilicata) prenderà la parola la Dott.ssa Maria Rosaria Sabia, Dirigente Servizi per l’Immigrazione e Politiche Attive del Lavoro, che illustrerà il progetto regionale “Arlab for migrants”.

A seguire la relazione del dottor Mario De Santis, Presidente dell’Escla, Ente Scuola Lavoro, che si soffermerà sul tema “Formazione, tirocini extracurricolari e promozione dell’inserimento lavorativo”.

Il dibattito sarà moderato dal giornalista Pino Suriano.
Seguirà buffet per i partecipanti, offerto da Medihospes Cooperativa Sociale.

 

[Foto archivio dal valore illustrativo, fonte PX]

Basilicata: sul sito web ARLAB pubblicate 49 offerte di lavoro

in Economia

Basilicata: sul sito web ARLAB pubblicate 49 offerte di lavoro

Riguardano 80 posti di lavoro richiesti dalle imprese ai centri per l’impiego in Basilicata. Casino: “Una piccola ma significativa dimostrazione dell’efficacia dell’attività dell’ARLAB e dei Centri per l’impiego”

Collegandosi al sito web dell’ARLAB, nella pagina dedicata agli annunci di lavoro è possibile consultare 49 offerte di lavoro, per complessive 80 posizioni riguardanti le diverse professionalità richieste da alcune imprese lucane ai Centri per l’impiego che operano sul territorio in stretto raccordo con l’Agenzia regionale Lavoro e Apprendimento Basilicata (ARLAB). Per ogni scheda vengono indicati il nome dell’impresa richiedente, la figura professionale e il titolo di studio richiesti, la sede di lavoro, la relativa tipologia contrattuale e le modalità per presentare l’eventuale candidatura. I Centri per l’impiego organizzano le relative selezioni con le imprese interessate. Sul sito web dell’ente, in continuo aggiornamento, negli ultimi mesi sono stati pubblicati 144 annunci di lavoro da parte di imprese lucane, per un totale di 278 posti disponibili.

“Una piccola ma significativa dimostrazione dell’efficacia dell’attività dell’ARLAB e dei Centri per l’impiego – afferma l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro della Regione Basilicata, Michele Casino – che anche in un contesto non facile come quello attuale operano con impegno per mettere in contatto la domanda e l’offerta di lavoro, raccogliendo le richieste delle imprese e indirizzandole verso la composita platea dei disoccupati. Con i 51 nuovi assunti si è rafforzata la struttura dei Centri per l’impiego che hanno così potuto incrementare i loro servizi. Sempre più imprese si rivolgono ai Centri per l’impiego, e questo ha un grande impatto, con un ritorno di fiducia degli imprenditori nei confronti delle strutture pubbliche. Una attività di valore strategico, che il governo regionale intende sostenere attraverso il rafforzamento di tutte le strutture che a vario titolo operano per una migliore gestione del mercato del lavoro. Naturalmente l’attività dell’ARLAB e dei Centri per l’impiego – aggiunge ancora Casino – si inserisce in un contesto più vasto, che riguarda complessivamente le iniziative da mettere in campo per lo sviluppo economico, per la formazione e la riqualificazione professionale e per la creazione di opportunità di lavoro, in coerenza con gli obiettivi declinati dal Piano strategico regionale e con gli ingenti investimenti finanziati dal PNRR e dai fondi comunitari”.

 

“Lavoro nero”: indagini su 27 dipendenti di un centro assistenza anziani

in Cronaca

“Lavoro nero”: indagini su 27 dipendenti di un centro assistenza anziani. Secondo gli investigatori gli stipendi erano pagati in contanti

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Matera, nell’ambito dei numerosi controlli volti al contrasto del sommerso da lavoro, hanno scoperto nr. 27 persone che, stando a quanto riportato dagli investigatori, avrebbero “prestato attività lavorativa in nero, per conto di una Società cooperativa di assistenza domiciliare e ospedaliera per anziani, malati e disabili. Nello specifico, i militari della “Città dei Sassi”, con l’ausilio di personale qualificato “Computer Forensics e Data Analyst”, hanno esaminato i sistemi informatici in uso alla società controllata, acquisendo numerosi dati di interesse investigativo”, è riportato nel comunicato stampa diffuso in queste ore.

“L’articolata disamina dei dati estrapolati ha permesso di individuare che nr. 27 dipendenti che dal 2019 al 2023 hanno svolto attività lavorativa privi di regolare contratto di lavoro. La società effettuava servizio domiciliare di assistenza agli anziani, ai malati e ai disabili che avevano la necessità di cure continue, fra le quali l’igiene personale, la vestizione, il pasto, la compagnia, la vigilanza e la tutela, la prevenzione dalle piaghe da decubito o il supporto per la cura e la gestione di determinate patologie; lo stesso servizio socio-assistenziale veniva prestato presso un centro diurno per malati di Alzheimer, gestito sempre dalla medesima società. Successivamente, è stato anche rilevato il pagamento di stipendi con mezzi non tracciabili, in contanti”.

Infine, tre dei lavoratori irregolari, per il periodo in cui hanno prestato attività lavorativa in “nero”, sono risultati percettori del beneficio del “Reddito di Cittadinanza”. Pertanto, al responsabile della società cooperativa è stata comminata una maxi-sanzione, per un importo complessivo di circa 220.000,00 euro. Gli approfondimenti della Guardia di Finanza sono stati segnalati all’I.N.P.S., all’I.N.A.I.L. e all’Istituto Territoriale del Lavoro (ITL), per le specifiche competenze.

Il dispositivo di contrasto al sommerso di lavoro delle Fiamme Gialle mira a salvaguardare contestualmente i diritti degli operatori onesti e le fasce più deboli della popolazione: il lavoro nero e l’evasione fiscale costituiscono un grave ostacolo allo sviluppo economico del Paese perché sottraggono risorse all’Erario, ledono gli interessi dei lavoratori e alimentano la concorrenza sleale a danno delle imprese oneste.

Sindacati: vietare il lavoro nei campi dalle 12 alle 16

in Economia

Sindacati: vietare il lavoro nei campi dalle 12 alle 16 vista la situazione climatica con forti ondate di calore

“Vista la situazione climatica che si sta verificando in questo periodo con forti ondate di calore”, è necessario vietare il lavoro “nei campi e nei cantieri forestali nelle ore più calde della giornata, dalle 12 alle 16”.
E’ la richiesta fatta dai sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, “per una maggior tutela dei lavoratori agricoli e forestali”, “L’intervento – hanno sottolineato i segretari lucani di Fai, Flai e Uila, Lorenzo Roesel, Vincenzo Pellegrino e Gerardo Nardiello – si rende necessario per evitare incidenti sul luogo di lavoro, come purtroppo le cronache spesso ci consegnano.
In caso di allerta meteo, come sono anche le ondate di calore, il contratto collettivo nazionale del settore prevede, tra l’altro, la retribuzione delle ore non lavorate. Ciò – hanno concluso – a maggiore tutela di tutta la platea dei lavoratori e delle lavoratrici” [ansa]

 

Foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo

Cisl su contrasto al lavoro povero: “Non solo lavoro ma lavoro buono”

in Economia

Cisl su contrasto al lavoro povero: “Non solo lavoro ma lavoro buono”

Il lavoro povero è un aspetto caratterizzante il lavoro del Sud ed in un periodo come questo di aumento vertiginoso dei prezzi, determina effetti compromettenti la qualità della vita dei lavoratori, perché lavorare ma non potersi emancipare grazie al lavoro è una distorsione che ci riporta indietro di secoli. Nonostante l’obiettivo del PNRR, che avrebbe dovuto assottigliare il divario tra Nord e Sud, il Mezzogiorno continua a restare in una situazione di grande affanno: è qui, infatti, che gli effetti dell’inflazione all’ 8% sono più accentuati, portando ad una riduzione dei consumi, ad un che PIL cresce in misura minore rispetto al resto del Paese, ad un conseguente aumento il numero dei lavoratori a rischio povertà.

Intervenendo in un mercato del lavoro già segnato da una crescita dell’occupazione di bassa qualità, la ripresa dell’occupazione del 2021 nel Mezzogiorno si è concentrata sulla crescita del lavoro precario che supera le forme di impiego più stabile. Nella nostra regione le ombre che aleggiano sul mondo del lavoro sono preoccupanti. Rispetto alle tipologie contrattuali rilevate dall’Istat, la Basilicata ad esempio sconta una percentuale molto alta di contratti a tempo determinato (66,8%), superiore sia alla media del Mezzogiorno (64,8%) che a quella italiana (55,9%), il che incide inevitabilmente sul fattore “precarietà”.

Il Sud e la Basilicata non solo ha bisogno di lavoro ma ha bisogno di buon lavoro, anche il lavoro povero è da contrastare, perché alimenta le dinamiche della soggezione, del clientelismo, del sottosviluppo economico e sociale. Stando ai dati Istat riferiti al 2022 sono il 77% gli impiegati che lavorano in part time involontario al Sud contro i 55% del Centro-Nord. I dipendenti a termine rappresentano il 23% al Mezzogiorno e scendono al 14% per il le Regioni settentrionali. Numeri più alti nel Meridione anche per gli occupati a termine da più di cinque anni (24% contro i 14 del Centro-Nord) e per i dipendenti con bassa paga (15% contro gli 8 del Centro-Nord).

Nel Mezzogiorno è urgente costruire politiche industriali all’altezza delle sfide di questa epoca, politiche di sviluppo che sappiano intercettare le transizioni ossia quella digitale ed energetica innanzitutto e che producano robusti posti di lavoro. Invece ci sono segnali che non vanno in questa direzione. Il ministero del Sud sostanzialmente non esiste più, perché sovrastato dalla delega sul PNRR, l’Agenzia per la coesione è stata soppressa e il risultato è una stasi delle iniziative economiche in materia di Mezzogiorno che riguardano sia la riconversione delle aree di crisi che lo sviluppo delle aree industriali, tutti questi progetti potrebbero invece favorire la crescita di posti di lavoro buono e la modernizzazione delle politiche industriali del mezzogiorno.

Nuove selezioni per giovani lucani in cerca di occupazione

in Economia

Nuove selezioni per giovani lucani in cerca di occupazione: il 4 Aprile la presentazione del progetto finalizzato alla formazione professionalizzante tra Sviluppo Basilicata e Hspi

 

Si terrà il prossimo 4 aprile alle ore 11:00 nella Sala B del Consiglio Regionale della Regione Basilicata la presentazione del progetto finalizzato alla formazione professionalizzante tra Sviluppo Basilicata e Hspi.

Alla presentazione interverranno, insieme all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Lavoro e Servizi alla comunità, Alessandro Galella e all’amministratore unico di Sviluppo Basilicata, Gabriella Megale, Massimiliano Pierro manager hspi del gruppo txt, Sebastiano Manno CEO hspi, il prorettore all’internazionalizzazione Unibas Michele Greco ed il prof. Luigi Milella direttore del CISIT dell’Unibas.
Le selezioni si apriranno dal 5 aprile e si accetteranno fino al 28 aprile; l’8 maggio inizierà la formazione della durata di un mese e terminerà il giorno 9 giugno. All’interno dell’attività di formazione, per coloro che supereranno il periodo formativo di 1 mese, è previsto lo svolgimento di stage fino al 31 dicembre 2023.
La società HSPI, che fa parte di TXT GROUP, è una società di consulenza direzionale, leader in Italia sui Servizi di Business Consulting, IT Governance, Digital Innovation grazie ad un modello operativo capace di integrare competenze distintive di Consulenza Direzionale e conoscenze specialistiche in ambito ICT.

In Basilicata ci sarà la possibilità di formarsi e di acquisire una professionalità, per una platea di 50 tra diplomati e laureati compresi tra i 18 e i 35 anni.

I profili ricercati sono:

• IT Governance Consultant

• IT Data Scientist

• Demand PMO

II candidati selezionati per i tre profili, saranno inseriti in un percorso formativo nell’ambito dell’IT Governance,Data Science nei settori della Sanità, attività produttive e Turismo e in generale ai progetti iniziative di Digital Transformation della PA Centrale e Locale.

La formazione potrà prevedere inoltre anche ulteriori pacchetti formativi personalizzati, che includono il conseguimento di certificazioni riconosciute a livello internazionale e l’apprendimento continuo delle principali best practice di settore (es. ITIL, Prince2, COBIT).

Basilicata: fuga dal lavoro a tempo indeterminato

in Economia

Basilicata: fuga dal lavoro a tempo indeterminato, nel 2022 in Basilicata oltre 18 mila cessazioni. I dati sono dell’Osservatorio del mercato del lavoro regionale

POTENZA, 20 MAR – Sono 18.309 i lavoratori lucani che nel corso del 2022 hanno cessato il proprio rapporto di lavoro a tempo indeterminato, e di questi oltre il 50 per cento (9.281) si sono dimessi: è il dato più importante venuto fuori dalla elaborazione dell’Osservatorio del mercato del lavoro regionale che sono stati resi noti stamani, a Potenza, dall’assessore regionale alle attività produttive, Alessandro Galella, e dal project manager di Ett, società che ha progettato il sistema informativo dell’Osservatorio, Marco Velludo.

La rilevazione dei dati occupazionali in regione ha ricompreso un periodo che va dal 2019, precovid, al 2022, passando attraverso i giorni di pandemia.

“Il quadro – ha spiegato Velludo – rivela comunque una Basilicata dinamica che ha reagito, specie nell’ultimo anno di riferimento alle varie situazioni”.
Nello specifico, agli oltre 18 mila cessati nel 2022 da contratti a tempo indeterminato, vanno aggiunti anche i 32.918 fuoriusciti da accordi a tempo determinato, nei quali ha inciso particolarmente (per il 47 per cento) la modifica del termine inizialmente fissato.
“La differenza per provincia – ha commentato Galella – evidenzia nel 2022 il saldo attivo tra avviamenti e cessazioni nel Materano, con 1.880 unità in più, mentre nel Potentino si registra un saldo negativo di 542 unità, in pratica con una velocità tripla”.
Il focus sulle trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato ha evidenziato un trend di crescita: nel 2022 sono stati 4.745 (1.783 per il Materano, 2.962 per il Potentino) con la maggiore stabilizzazione nel settore del commercio.
Per i contratti a tempo indeterminato, dove si passa da 24.030 movimenti del 2019 ai 18.936 del 2022, il settore maggiormente coinvolto è quello del commercio e dei servizi; mentre per i contratti a tempo determinato, dove l’oscillazione è tra i 149.587 e i 146.420, è l’agricoltura a farla da padrone, con percentuali che in ogni anno di riferimento si avvicinano molto alla metà dei movimenti. (ANSA).

Incidente sul lavoro a Policoro: uomo in prognosi riservata al San Carlo di Potenza

in Cronaca

Incidente sul lavoro a Policoro: uomo in prognosi riservata al San Carlo di Potenza

Ricoverato, in prognosi riservata, l’operaio che questa mattina è stato vittima di un incidente sul lavoro a Policoro. Il cinquantunenne, originario di Castellaneta (TA), si trova nel reparto di ortopedia all’ospedale San Carlo di Potenza dove è stato trasportato di codice rosso in eliambulanza.
A svolgere le indagini per accertare la dinamica dell’accaduto gli uomini del Commissariato di Policoro.

L’Asm comunica le 86 assunzioni ma i sindacalisti non ci stanno

in Economia

L’Asm comunica all’opinione pubblica le 86 assunzioni ma i sindacalisti Cgil precisano: “è il gioco delle tre carte

La Cgil e la Fp Cgil di Matera, con riferimento al comunicato stampa dell’ASM di Matera del 29 dicembre dal titolo: L’AZIENDA SANITARIA LOCALE DI MATERA POTENZIA LA STRUTTURA ASSUMENDO 86 UNITA’ LAVORATIVE, con il quale si annuncia che “Medici, infermieri, e personale amministrativo a tempo indeterminato: saranno immessi in ruolo già dal prossimo 1 gennaio 2023”, intervengono per fare chiarezza sul reale significato dei numeri divulgati dalla Direzione dell’Azienda Sanitaria di Matera.
Infatti, il Direttore Generale, mette a conoscenza l’opinione pubblica di aver “…. dato il via libera all’assunzione di nuovo personale sanitario e alla stabilizzazione di quello già in servizio…. “ e che “… in questi giorni ha firmato una serie di delibere per il potenziamento delle risorse umane in forza presso le strutture sanitarie di Matera e provincia, attraverso l’assunzione di nuovo personale medico, infermieristico, tecnico ed amministrativo e la stabilizzazione di quello interno, con la stipula di contratti a tempo indeterminato, per un totale di 61 unità…Delle 61 unità assunte, 41 derivano dalla procedura di stabilizzazione Covid, mentre 20 sono state assunte con la procedura di immissione in ruolo. L’ASM ha assunto, inoltre, 7 unità di personale amministrativo di livello C e 18 amministrativi di livello D che andranno a migliorare le performance dei servizi sanitari”.

Innanzitutto, scrivono i sindacalisti Cgil,  rileviamo che il comunicato stampa presenta un’articolazione di dati privi di specificazioni di dettaglio relativi alle specifiche professionalità oggetto delle assunzioni e alla destinazione delle risorse umane già assunte e da assumere. Con i dati viene fatto una sorta di gioco delle tre carte, rendendo difficile per i lettori la comprensione delle ricadute reali che questa operazione tanto sbandierata comporterà sull’aumento del personale in servizio e, conseguentemente, sull’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini, sull’assicurazione del rispetto dei LEA e sull’abbattimento delle liste di attesa.
Per comprendere meglio è necessario mettere in fila i numeri e fare delle semplici operazioni matematiche, per fare chiarezza sulla composizione reale delle 86 assunzioni “già dal 1° gennaio 2023”.
Le 86 assunzioni sono costituite da 61 assunzioni a tempo indeterminato e 25 assunzioni a tempo determinato di personale amministrativo (18 collaboratori amministrativi e 7 assistenti amministrativi).
Le 61 assunzioni a tempo indeterminato sono così costituite:
• n. 41 unità si riferiscono al personale “stabilizzato”, cioè assunto a tempo indeterminato in applicazione delle norme nazionali per la stabilizzazione dei “precari COVID” e delle ripetute battaglie e sollecitazioni delle Organizzazioni Sindacali; si tratta di personale – prevalentemente non medico – e in gran parte già in servizio presso l’ASM;
• n. 20 unità sono il risultato della procedura di immissione in ruolo, ai sensi dell’art. 30, comma 2 bis, del D. Lgs. N.165/2001 di personale già in servizio presso l’ASM in comando o in assegnazione temporanea; hanno presentato domanda di immissione in ruolo n. 20 persone e n. 19 sono state dichiarate ammissibili (1 Dirigente Medico, 1 Dirigente Veterinario, 1 Dirigente Ingegnere, 1 Assistente Sociale, 1 Fisioterapista, 4 Infermieri, 6 Operatori Socio Sanitari, 3 figure Amministrative/tecniche, 1 Autista ambulanza); attualmente sono state assunte solo 5 unità di personale, le altre 14 potranno essere assunte dopo la concessione del nulla osta da parte delle Aziende di appartenenza.

Sempre secondo i sindacalisti:

“Facendo i conti per bene la maggior parte delle 86 unità di “nuovo personale” sono già in servizio presso l’ASM e sostanzialmente non si tratta delle risorse umane aggiuntive che servirebbero per l’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini, sull’assicurazione del rispetto dei LEA e sull’abbattimento delle liste di attesa”.

Vorremmo inoltre sapere dall’ASM a quanto ammonta invece il numero delle unità di personale che sono cessate nel corso del 2022 per dimissioni volontarie, mobilità esterna e pensionamenti e quale sarà il saldo al 31 dicembre 2022 tra le (poche) entrate e le (tante) uscite di personale.
In questa totale assenza di chiarezza e trasparenza non possiamo associarci alla soddisfazione espressa dall’assessore regionale alla Salute e Politiche Sociali Francesco Fanelli, al quale riproponiamo la convocazione urgente del Tavolo regionale che affronti la grave situazione in cui versa la Sanità materana come sottolineata dalle manifestazioni e dalla Petizione “Contro il declino della sanità materana” sottoscritta da 13.000 cittadini.

Al di là di comunicati roboanti e furbeschi la collettività ha bisogno di azioni e numeri reali e trasparenti

sulle assunzioni di personale, perché l’erogazione dei servizi cammina sulle gambe degli uomini e delle donne che tutti i giorni sono in prima linea in tutte le strutture ospedaliere e territoriali dell’ASM a contatto con i cittadini/utenti, gli uni e gli altri oramai logorati ed esausti dalla situazione drammatica della sanità.

Sanità: in Basilicata 86 nuove assunzioni

Comunicato stampa:

Il Segretario generale

La Segretaria Generale
CGIL Matera FP CGIL Matera
Eustachio Nicoletti Giulia Adduce

Impastiamo il futuro: per l’inserimento lavorativo dei ragazzi dell’Istituto penale

in Cultura

Impastiamo il futuro: per l’inserimento lavorativo dei ragazzi ospiti dell’Istituto penale. Circuito virtuoso “formazione-lavoro in favore dei minori e giovani”.

Comunicato stampa – Evento pubblico “IMPASTIAMO IL FUTURO – dalla formazione al lavoro” – 10 marzo 2022 (9:00-13:00) c/o Polo Bibliotecario di Potenza

La Direzione dell’Istituto Penale per i Minorenni di Potenza (IPM) ha avviato, presso la propria sede, “Il Forno dei Briganti”, un laboratorio produttivo artigianale nel settore dolciario, realizzato nell’ambito di una progettualità triennale denominata “Il brigantino”, propedeutica alla sottoscrizione di un Accordo formale coinvolgente questo IPM, l’Agenzia Regionale Lavoro Apprendimento Basilicata (ARLAB), Confcooperative Basilicata e la Cooperativa sociale “LiberaMente ETS”. L’accordo è finalizzato all’avvio di un circuito virtuoso Formazione-Lavoro in favore dei minori e giovani ospiti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Potenza, attraverso la messa in rete di risorse del territorio, che garantiscano sia percorsi formativi (corsi di formazione professionale e tirocini formativi retribuiti) –principalmente curati dall’Agenzia Regionale Lavoro Apprendimento Basilicata (ARLAB) – sia reali esperienze di inserimento lavorativo all’interno de “Il Forno dei Briganti”, gestito da “LiberaMente cooperativa sociale ETS, società afferente a Confcooperative Basilicata.
Al fine di rendere partecipe la comunità ospitante dell’esperienza fin qui realizzata, delle finalità sottese nonché dei nuovi obiettivi individuati, la Direzione dell’IPM di Potenza, di concerto con gli altri partner coinvolti, ha organizzato un evento pubblico di presentazione de “Il Forno dei Briganti”, dal titolo “IMPASTIAMO IL FUTURO – Dalla Formazione al Lavoro”, che si terrà in data 10 marzo p.v., dalle ore 09:00 alle ore 13:00, c/o il Polo Bibliotecario di Potenza che ha assicurato la sua collaborazione nell’organizzazione e realizzazione della manifestazione.
Protagonista della mattinata sarà la Giustizia Minorile, i cui vertici dipartimentali saranno rappresentati dal Direttore del Centro Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata, Giuseppe Centomani, che aprirà i lavori con un momento di riflessione condivisa al quale prenderanno parte anche i principali rappresentanti degli organi giudiziari minorili lucani.
Seguiranno gli interventi dei referenti dei partner progettuali coinvolti: Angela Telesca, Direttore dell’IPM di Potenza; Francesco Paolo Di Ginosa, Direttore Generale dell’Agenzia Regionale Lavoro Apprendimento Basilicata (ARLAB); Giuseppe Bruno, Presidente di Confcooperative Basilicata; Vincenzo Martinelli, Presidente di LiberaMente Cooperativa Sociale ETS.
L’incontro si concluderà con le testimonianze di Teresa Potenza, educatrice in servizio presso l’IPM lucano nonché di un giovane tirocinante impiegato presso “Il Forno dei Briganti”.
L’evento è finalizzato non solo a dare visibilità ai risultati conseguiti grazie al lavoro dei ragazzi ospiti dell’IPM e di tutti gli operatori a vario titolo coinvolti, ma soprattutto ad avvicinare il territorio lucano all’istituzione detentiva minorile, che apre le sue porte avviando processi di scambio e di reciproco arricchimento con la comunità locale, nella convinzione che solo grazie al contributo di ogni suo singolo componente sia possibile garantire alle nuove generazioni spazi di ascolto e di bellezza, in cui rispecchiarsi, recuperare la dimensione del sogno ed allenarsi nella costruzione di progetti di vita ispirati ai valori della legalità e della cittadinanza attiva.

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