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“Argentina Italia”: concerto e film documentario. Appuntamenti a Pomarico e Scanzano Jonico

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“Argentina Italia”: concerto e film documentario. Appuntamenti a Pomarico e Scanzano Jonico

 

L’Argentina ha un forte legame con l’Italia, è la nazione dove vivono più di trentamila lucani. Per celebrare questo forte rapporto, la Provincia di Matera, nell’ambito di “Percorsi culturali italiani” ha organizzato due serate dedicate all’emigrazione con due iniziative interessanti. La prima sabato 19 novembre a Pomarico presso il palazzo Marchesale alle ore 17 e , la seconda, domenica 20 a Scanzano Jonico alle ore 17 presso il Palazzo Baronale. Per l’occasione verrà proiettato il documentario “El Vestido de Dora” (Premio Flaiano 2022) di Maxi Manzo e il concerto Madre Tierra, Sonorità Argentine tra folkore, tango e altre storie…a cura del M° Martin Diaz.

Il film documentario si sviluppa attraverso il racconto della comunità italiana d’oltre oceano negli anni ’60 e la nascita di nuovi costumi che rappresentano la fusione delle tradizioni di entrambi i Paesi. Viene evidenziato il ruolo della comunità italiana che con la sua rete associativa e le sue attività, incoraggia i giovani discendenti ad esprimere le proprie vocazioni. Il concerto Madre Tierra propone invece delle melodie che hanno la profondità delle radici della cultura sudamericana, le armonie sono infinite come las pampas della Patagonia. Un repertorio straordinario tra folklore, tango e la musica argentina con le sue interessanti contaminazioni.

Maximiliano Manzo, detto Maxi, nato a Mar del Plata, si è aggiudicato il Premio Flaiano per la prima edizione Under 35 della sezione di Italianistica intitolata a Luca D’Attanasio. Maxi Manzo è un musicista, operatore culturale e avvocato, che ha un legame speciale con le sue radici italiane: è Consigliere del Consiglio Regionale per gli Abruzzesi nel mondo, ed è membro della Rete dei Giovani Italiani nel Mondo della Commissione VII del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), che include circa 150 rappresentanti under 35 delle collettività italiane all’estero.

Martin Diaz è chitarrista e compositore Argentino. Nato in Comodoro Rivadavia, nel cuore della Patagonia Argentina. Dal 1999 svolge in Europa una ininterrotta attività concertistica come compositore, arrangiatore e solista. Scrive tre tesi sulla musica colta Argentina e del Sudamerica: “Gli Afro-argentini”, “La musica ancestrale Argentina”, “L’elemento latino nell’opera di Duke Ellington”. Ha scritto la musica dell’opera di teatro di Anna Marchesini “Cirino e Marilda non si può fare” accompagnandola nelle sue ultime tre tournèe nazionali con il suo trio “Aire de Mar”. Attualmente lavora come chitarrista e cantante a fianco di Michele Placido, Paola Gassman, Ugo Pagliai.

Andreas Langer Inizia gli studi musicali nel 1988 presso il conservatorio Luis Gianneo di Mar del Plata (Argentina). Oltre alla formazione di stampo classico si interessa ai generi più leggeri e, con il gruppo Del Barrio fondato insieme a Hilario Baggini, si dedica alla diffusione della musica autoctona dell’America del sud, in particolare del folklore argentino, attività che l’ha visto impegnato in prestigiose situazioni concertistiche di tutto il territorio nazionale e anche all’estero. Con Hilario Baggini scrive colonne sonore di documentari per Longway Factory, ed arrangia per quartetto d’archi numerosi brani del repertorio dei Del Barrio, nonché dell’opera Misa Criolla di A. Ramirez.

Ricorso Mario Altieri: la Cassazione boccia la richiesta “inammissibile”

in Cronaca

Ricorso Mario Altieri: la Cassazione boccia la richiesta giudicata “inammissibile”. Il ricorrente dovrà pagare anche le spese processuali e tremila euro in favore della Cassa ammende.

Come si ricorderà, nel corso dell’ultima campagna elettorale  per il rinnovo dei consigli comunali del novembre 2021, l’aspirante sindaco eletto con la maggioranza assoluta non fu poi proclamato. “E’ stata accertata, dopo l’avvenuta ammissione delle candidature a Sindaco e delle liste collegate, una causa di incandidabilità a carico del sopracitato candidato sindaco, che il Presidente della Commissione Elettorale Circondariale di Matera ha trasmesso, con la correlativa documentazione, all’Adunanza dei Presidenti di Seggio per il prescritto esame in sede di proclamazione degli eletti” era riportato nella nota della Prefettura di Matera in merito alla non proclamazione a Sindaco di Scanzano Jonico di Mario Altieri.

Il commento sarcastico dell’avvocato Durante che ha sfidato nella competizione elettorale, Mario Altieri: “Per le mie poche conoscenze giuridiche i gradi di giudizio in Italia sono finiti”, ha scritto sul suo profilo facebook personale.

 

SCANZANO JONICO. “Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende”, così la Corte di Cassazione, lo scorso 30 Settembre 2022, si è espressa sul ricorso di Mario Altieri.
Come riportato nella sentenza della Corte con il provvedimento del 12 Dicembre 2018 il Tribunale aveva concesso una riabilitazione parziale a Mario Altieri limitatamente contenuta in un provvedimento di cumulo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribuna di Matera il 13 Ottobre 2020.
“Nell’istanza di correzione, Altieri chiedeva di correggere tale provvedimento e di dichiarare la riabilitazione con riferimento ai reati oggetto del successivo provvedimento di cumulo della stessa Procura dell’11/4/2014. Il Tribunale, dopo aver ribadito la possibilità di dichiarare una riabilitazione
parziale, giustificava la mancata riabilitazione per i reati compresi nel secondo provvedimento di cumulo nell’essere stata contestata e ritenuta la recidiva ai sensi dell’art. 99, comma 4, cod. pen.: di conseguenza, il termine di cui all’art. 179 cod. pen. non era ancora decorso. Per questo motivo il Tribunale aveva proceduto allo scorporo dei reati, pronunciando la riabilitazione per quelli per i quali il termine era decorso. In definitiva, non sussisteva alcun errore materiale”.

Il ricorso presentato da Altieri, come riportato nella sentenza della Cassazione, è stato suddiviso in tre distinte motivazioni: Con un primo motivo il ricorrente deduce violazione dell’art. 130 cod. proc. pen. con riferimento alla declaratoria di inammissibilità dell’istanza di correzione. In un secondo motivo il ricorrente deduce violazione di legge per l’affermazione per cui il Tribunale di Sorveglianza può applicare la riabilitazione soltanto su alcune sentenze di condanna, scindendo il cumulo giuridico, violando il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
In un terzo motivo il ricorrente deduce manifesta illogicità della motivazione del provvedimento impugnato. Si affermava che, con l’ordinanza del 12/12/2018 si era provveduto allo
scorporo delle pene quando, al contrario, il Tribunale aveva provveduto sull’istanza di riabilitazione con riferimento a tutte le sentenze di condanna riportate nel certificato del casellario giudiziale, così come già avvenuto in precedenza con una precedente ordinanza del 12/1/2018”.

La Corte, presieduta dal dottor Stefano Mogini, con relatore Giacomo Rocchi, nel fornire le ragioni del mancato accoglimento del ricorso e nel ribadire l’inammissibilità del ricorso ha anche spiegato che “Si deve sottolineare che il ricorrente ammette implicitamente che la decisione adottata con l’ordinanza per la quale aveva chiesto la correzione dell’errore materiale era corretta, avendo il Tribunale negato la riabilitazione per la condanna rispetto alla quale non era decorso il termine di otto anni dall’esecuzione della pena previsto dall’art. 179, secondo comma, cod. pen., applicabile in presenza della recidiva qualificata. Paradossalmente, con il ricorso si chiede di accreditare – con il tramite della correzione dell’errore materiale – una decisione del Tribunale di Sorveglianza contraria alla legge: la concessione della riabilitazione rispetto ad una condanna pur non essendo decorso il termine minimo previsto dalla norma. Si tratta di richiesta che il Tribunale di Sorveglianza non poteva né doveva soddisfare”.

La Cassazione ha infine stabilito che è dichiarato “inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende”.

“Il sottoscritto sotto il diluvio (ma non contava nulla), poi il Senatore Morra, poi il Prefetto uscente, poi ilPrefetto entrante, poi la Commissione elettorale, poi il TAR, poi lo ha ribadito il Consiglio di Stato, poi il Tribunale di Matera e finanche la Corte di Cassazione. Per le mie poche conoscenze giuridiche i gradi di giudizio in Italia sono finiti”, il commento di Rocco Durante che ha sfidato Mario Altieri nella competizione elettorale e giunto secondo,

 

Scanzano Jonico: il Prefetto nomina la dottoressa Camerini

Nuovo raid incendiario a Scanzano Jonico: stavolta tocca al comparto ortofrutta

in Cronaca

Nuovo raid incendiario a Scanzano Jonico: stavolta tocca al comparto ortofrutticolo. Le fiamme si sono sviluppate qualche minuto prima della mezzanotte di mercoledì 25 Maggio. E’ il quarto episodio in città, indaga l’antimafia. Sul posto il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e degli agenti di Polizia e Carabinieri. Sopralluogo svolto anche dal commissario prefettizio, la dottoressa Ermelinda Camerino, che attualmente governa Scanzano Jonico.

SCANZANO JONICO. Ancora un rogo a Scanzano Jonico, in fiamme stavolta un magazzino ortofrutticolo in località Parisi. Sembrerebbero due gli inneschi esterni che nella notte fra il 24 e il 25 Maggio hanno devastato l’immobile, relative pertinenze e apparecchiature.

In meno di un mese si tratta del quarto episodio in città, gli altri tre hanno riguardato i lidi la Baia delle Scimmie, in località Bufaloria, e il lido la Kicca, a Terzo Cavone. In quest’ultimo caso gli autori hanno agito in due volte, per l’esattezza in due nottate consecutive: il secondo tentativo ha praticamente distrutto la struttura che era in allestimento e pronta per l’estate 2022.

Scenario apocalittico anche nell’ultima orribile vicenda: lamiere piegate e annerite, roghi, fumo e quel puzzo che strozza gole e speranze di una città, Scanzano Jonico, che ormai sembra l’epicentro di una sorta di guerra dichiarata dalla criminalità allo Stato.

Ad indagare è la Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza a cui toccherà far luce sui recenti fatti di fuoco. E non solo.

 

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Scanzano Jonico. Correre o ricorrere: questo è il dilemma.

in Cronaca

Scanzano Jonico. Correre o ricorrere: questo è il dilemma. Il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Mario Altieri. Dopo quella del Tar è la seconda bocciatura.

L’incandidabilità dell’aspirante sindaco scaturita da una condanna per abuso di ufficio che secondo i giudici non sarebbe stata oggetto di riabilitazione. Un infortunio giudiziario non contemplato fra gli altri oggetto di riabilitazione, come spiegato nella sentenza.

 

LA CRONACA. Ancora una nuova e sonora bocciatura per l’aspirante sindaco di Scanzano Jonico, Mario Altieri. Dopo il Tar a stabilirlo è stato il Consiglio di Stato che in sede giurisdizionale pronunciandosi definitivamente rispetto all’Appello lo ha respinto. La sentenza è stata pubblicata il 20 Maggio del 2022.

IL PERCORSO GIUDIZIARIO IN SEDE AMMINISTRATIVA. Il 7 Novembre del 2021 si sono svolte le elezioni amministrative a Scanzano Jonico, città che veniva fuori dalla gestione commissariale per presunte infiltrazioni mafiose.

In quella circostanza accadde che l’Adunanza dei presidenti delle sezioni elettorali del comune non proclamò l’aspirante sindaco Mario Altieri, uscito vincitore dalla tornata con il 52%. Altieri ha così proposto ricorso. Dalla ricostruzione fatta dai giudici del Consiglio di Stato, la mancata proclamazione dell’aspirante sindaco si fondava “sull’accertamento di una causa di incandidabilità in ragione di una condanna per abuso di ufficio”, è quanto riportato nella sentenza (fatto e diritto, ndr). Nel provvedimento è poi spiegato che la Prefettura – anche in vista dell’eventuale convalida degli eletti – ha effettuato i necessari riscontri sui candidati alla carica di sindaco acquisendo i relativi certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti.

Dagli accertamenti è emersa la condanna per abuso di ufficio “per la quale non era intervenuta la riabilitazione” come confermato dal presidente del Tribunale di Sorveglianza. La causa di incandidabilità è stata comunicata alla Commissione elettorale circondariale, al presidente dell’Adunanza dei presidenti delle sezioni elettorali del comune di Scanzano Jonico che ha poi dichiarato l’incandidabilità dell’aspirante sindaco Mario Altieri.

Il Consiglio di Stato riprende anche la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Gennaio 2022 che aveva respinto la richiesta di Altieri e in cui è spiegato che

“qualora la condizione di incandidabilità sopravvenga o sia accertata successivamente alle operazioni di cui al comma 2, la condizione stessa viene rilevata ai fini della mancata proclamazione dall’ufficio preposto alle operazioni di proclamazione degli eletti”.

Sull’infondatezza dell’Appello, i giudici del Consiglio di Stato hanno spiegato: “La mancata proclamazione dell’appellato a sindaco si fonda su una causa di incandidabilità emergente sia dal certificato del casellario giudiziale che dall’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza acquisita in data 5 novembre 2021. E’ quest’ultimo provvedimento, in particolare, che ha consentito di dissolvere in via definitiva ogni dubbio in merito alla mancata riabilitazione dell’appellante in relazione alla condanna per abuso d’ufficio della Corte d’Appello. La ridetta condanna, come precisato nella sentenza, è divenuta irrevocabile il 17 Gennaio 2014. Condanna ritenuta dai giudici “al di fuori del perimetro della riabilitazione”.

In sintesi la riabilitazione di Mario Altieri riguarda solo “le condanne inflitte e confluite nel seguente titolo giuridico: cumulo Procura della Repubblica presso il Tribunale di (omissis) 13.10.10, condanne tra le quali non è compresa quella per abuso di ufficio del 16 Novembre 2012 divenuta irrevocabile il 17 Gennaio del 2014”

IL COMMENTO. Al netto delle sacrosante facoltà riconosciute ad ogni cittadino di far valere in ogni sede giurisdizionale le proprie ragioni, c’è un dato di “socialità” che non può lasciare nessuno indifferente a Scanzano Jonico. Un dato oggettivo che vale sia per il 52% dei cittadini che hanno scelto Mario Altieri, sia per il 48% che ha scelto altro. Un dato che deve far riflettere anche gli aventi diritto che al voto non sono andati. E sono tantissimi. Un dato che se ignorato deve far perdere a chiunque la facoltà di “lamentarsi” della mancanza di prospettiva per la città, perché ignorare quel dato significa essere complici dello stallo.

Il dato è semplice e può essere così parafrasato: a Scanzano non importa che tu sia il 52%, il 48% o l’astenuto. Ogni mattina, se vuoi bene a Scanzano Jonico e al suo futuro, comincia a correre. Perché a ricorrere ne basta uno di cittadino.

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In Basilicata attesa per il premio Nobel per la Pace Jody Williams

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In Basilicata attesa per il premio Nobel per la Pace Jody Williams. La professoressa e attivista americana sarà anche a Scanzano Jonico

 

Il 23 e il 24 maggio sarà in visita in Basilicata il Premio Nobel per la Pace Jody Williams, la professoressa e attivista americana che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1997 per aver fondato e coordinato la Campagna Internazionale Contro le Mine Antiuomo. Lo rende noto la Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, precisando che “la visita di un Premio Nobel per la Pace assume un significato particolare in un periodo in cui la Pace è sempre più minacciata ed il rispetto dei diritti umani appare essere non più solo una questione astratta ma una necessità per garantire un futuro alle nuove generazioni”.

Lunedì 23 a Potenza, presso il Palazzo della Regione, Jody Williams si insedierà come nuovo Presidente della Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata ed incontrerà il Presidente della Regione Vito Bardi.

Il 24 il Premio Nobel sarà a Scanzano Jonico, in località Terzo Cavone, per partecipare alla cerimonia di inaugurazione della “Abitazione per la Pace”.

L’Abitazione sarà intitolata al Premio Nobel per la Pace Betty Williams che, insieme all’attrice e attivista americana Sharon Stone, ha promosso la realizzazione di questa oasi di Pace unica al mondo dove imprenditori privati, istituzioni pubbliche ed enti del terzo settore si incontrano per realizzare un modello di accoglienza integrata. Qui infatti sono già accolti da novembre scorso i rifugiati del corridoio umanitario della Caritas in collaborazione con la Parrocchia della Santissima Annunziata, inoltre l’Abitazione è stata messa a disposizione per ospitare anche profughi ucraini.

Parteciperanno alla cerimonia insieme al Commissario Prefettizio di Scanzano Ionico, Rosalia Ermelinda Camerini, il famoso architetto Mario Cucinella che ha donato il progetto, gli imprenditori Nicola Benedetto e Pasquale Natuzzi che hanno permesso la realizzazione della struttura ecosostenibile con i propri fondi privati.

Jody Williams piantumerà al termine della cerimonia anche il primo albero di limoni nell’ambito del progetto “Gli alberi per la Pace” che è una iniziativa, realizzata insieme alla società benefit ZeroCO2, per contrastare il cambiamento climatico e dare nuove opportunità di lavoro sia giovani locali che ai rifugiati.

La visita del Premio Nobel in Basilicata si concluderà il 24 pomeriggio a Sant’Arcangelo dove Jody Williams incontrerà, insieme al Sindaco Salvatore La Grotta, al Presidente della Provincia Rocco Guarino ed al Prefetto di Potenza Michele Campanaro, i rifugiati accolti dal Progetto SAI della Provincia di Potenza che ha come enti gestori la Fondazione Città della Pace e Arci Basilicata.

“Sarà difficile per me seguire le orme di Betty Williams che è stata una persona unica e straordinaria e sono onorata di dare continuità al suo sogno inaugurando l’Abitazione per la Pace ed assumendo l’incarico di Presidente della Fondazione da lei istituita” ha dichiarato il Premio Nobel prima della sua partenza per l’Italia. “Tre sfide ci aspettano nei prossimi anni: la tutela dei diritti umani e della Pace, la lotta alle disuguaglianze e ai cambiamenti climatici che saranno sempre più le cause determinanti delle migrazioni”.

La Fondazione Città della Pace, nei progetti che gestisce insieme ai suoi partners, ha accolto dal 2012 fino ad oggi oltre 900 rifugiati che provengono da 30 Paesi. Di questi più di 350 sono bambini con le loro famiglie e minori stranieri non accompagnati, che sono ospitati secondo il modello dell’accoglienza diffusa, in piccoli centri della Basilicata, garantendo loro un percorso di integrazione che coinvolge le comunità locali in un processo collettivo di crescita. Non a caso lo slogan della fondazione è “Cominciamo a cambiare il futuro dalle nostre comunità, insieme ai rifugiati”.

Scanzano Jonico: fiamme in un altro lido. Stavolta in località Terzo Cavone

in Cronaca

Scanzano Jonico: fiamme in un altro lido. Stavolta in località Terzo Cavone. Nei giorni scorsi, le fiamme hanno distrutto il Lido la Baia delle Scimmie a Bufaloria. Entrambi gli stabilimenti erano in fase di allestimento

Ancora una volta, a distanza di pochi giorni, a svolazzare non sono i nastri inaugurali che preannunciano l’avvio di nuove attività in riva al mare ma quelli tristi a bande bianche e rosse che il più delle volte delimitano le aree in cui si svolgono indagini. Infatti, un altro lido, sempre a Scanzano Jonico, è stato destinatario di un atto che sembrerebbe ascrivibile a un gesto malavitoso. Le fiamme hanno arso attrezzature e lambito – a giudicare dai segni – anche una porta dell’immobile in legno nella disponibilità del lido “La Kikka” in località Terzo Cavone. Sul posto, come riportato dall’Ansa, i Vigili del Fuoco e la Polizia. Indagini in corso. Il proprietario ha negato di aver ricevuto minacce di qualsiasi natura.

La notte fra il 15 e il 16 Maggio scorsi un altro lido, La Baia delle Scimmie, in località Bufaloria a Scanzano Jonico, ha subito un pesante attacco che ha devastato gran parte delle attrezzature presenti causando danni ingenti.

 

Nel Metapontino, proprio negli ultimi 4 giorni, si è riaffacciata minacciosa l’ombra criminale. Sempre in queste ore una presunta organizzazione criminale – operativa anche a Scanzano Jonico secondo gli investigatori – è stata destinataria di provvedimenti cautelari, i sospetti sono pesantissimi, fino all’associazione mafiosa.

A ciò si aggiungono i due lidi date alle fiamme nella città di Scanzano Jonico che sembra non prendere pace.

Se altrove, in riva al mare, si tagliano i nastri inaugurali di nuove attività che produrranno benessere e opportunità lavorative a Scanzano Jonico invece si mettono quelli per delimitare aree di indagine e si torna a respirare sempre più forte la puzza degli incendi che distruggono speranze, comunità e prospettive.

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Droga nel Metapontino: in esecuzione ordinanze cautelari

 

 

Primo Maggio di Cgil, Cisl e Uil a Scanzano Jonico

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Primo Maggio di Cgil, Cisl e Uil a Scanzano Jonico. In piazza per la pace, il lavoro, la buona occupazione e la legalità. Appuntamento alle 10 in via Tommaso Morlino

È Scanzano Jonico, comune sciolto per infiltrazioni mafiose e attualmente commissariato, la piazza scelta da Cgil, Cisl e Uil Basilicata per celebrare il primo maggio. Al centro dell’iniziativa, che si terrà alle 10 in via Tommaso Morlino, i temi della pace, della legalità, della buona occupazione e della solidarietà. “La scelta di Scanzano – spiegano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Basilicata, Angelo Summa, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli – è parte integrante del rinnovato impegno sindacale per la legalità contro la criminalità organizzata che, così come denunciato dal recente rapporto della Dia, in quest’area della regione è maggiormente presente, condizionando le vite di imprese e lavoratori”.

Per Cgil, Cisl, Uil Basilicata il primo maggio è “l’occasione per riprendere la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici lanciata a Potenza con la manifestazione unitaria del 4 dicembre dello scorso anno, rimettendo al centro la proposta di un Patto per il lavoro e per il rilancio dopo la crisi, da cui ripartire per costruire insieme la Basilicata di domani”.

In vista delle risorse del Pnrr e alla luce della grave crisi energetica e dei comparti industriali, tra i quali l’automotive, “che richiede una nuova gestione delle fonti energetiche locali, ancora più strategiche – affermano Summa, Cavallo e Tortorelli – per le note vicende legate al confitto in Ucraina”, i sindacati chiedono alla giunta regionale “discontinuità, responsabilità e coesione, insieme a misure che incentivino la buona occupazione e l’equità sociale, superando la precarietà e mettendo al centro i giovani”. Dalla piazza del primo maggio l’appello di Cgil, Cisl e Uil a “dare con urgenza risposte ai cittadini lucani che vivono un grande disagio sociale e garantire la piena tutela della salute”.

 

Scanzano Jonico: il bilancio della gestione commissariale

in Politica

Scanzano Jonico: il bilancio della gestione commissariale: 38 interventi per 28 milioni di euro. Compresi nel conto anche gli interventi che si riferiscono al PNRR

Un totale di 38 interventi per più di 28 milioni di euro. Otto interventi erano già stati finanziati prima dello scioglimento del comune per presunte infiltrazioni mafiose. I sei interventi candidati ai Fondi PNRR, per circa 6,5 milioni di euro, si riferiscono all’edilizia scolastica, a quella pubblica, miglioramento raccolta rifiuti e viabilità

E’ stato approvato il bilancio di previsione 2022 – 2024, la gestione commissariale del comune di Scanzano Jonico ha prodotto 11 proposte progettuali oggetto di candidatura e due interventi da candidare, il tutto per oltre 17 milioni di euro.

Edilizia scolastica, edilizia sportiva, edilizia comunale, interventi per il miglioramento del servizio della raccolta dei rifiuti, manutenzione strade, infrastrutturazione, riqualificazione urbanistica e ambientale.

Sempre nella gestione commissariale sono state avviate le procedure per la realizzazione di 25 opere già finanziate per oltre 11 milioni di euro, le voci di intervento vanno anche in questo caso dall’edilizia scolastica a quella sportiva, comunale al miglioramento della raccolta dei rifiuti, manutenzione strade, riqualificazione e infrastrutturazione.

Il periodo esaminato è quello che va dal 27 Dicembre 2019 ad oggi. I dati sono stati resi noti dal commissario prefettizio Rosalia Ermelinda Camerini.

La gestione commissariale ha divulgato gli interventi realizzati e in corso di realizzazione e “i finanziamenti accordati e programmati”. Sono compresi, nell’elenco, anche le voci che si riferiscono al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

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Scanzano Jonico: il Prefetto nomina la dottoressa Camerini

Il comprensorio metapontino torna a respirare ma Scanzano Jonico resta a guardare

in Politica

Nel post-emergenza il comprensorio metapontino torna a respirare ma Scanzano Jonico resta a guardare. Il resto dei comuni della fascia jonica crea sinergie per ottimizzare il PNRR, partecipa alle fiere internazionali e programma il futuro amministrativo . A Scanzano invece il futuro civile, sociale e economico  è fermo al Consiglio di Stato.

“Rigenerazione”, “Pnrr”, “cooperazione”, “promozione”, “turismo”, “fiere”, “itinerari”, “patrimonio culturale”, sono le parole che esprime il territorio metapontino. I comuni della fascia jonica in quello che sembra il “post-pandemia” ma che formalmente è il “fine emergenza” manifestano così, con parole e iniziative, la voglia di tornare “alla normalità” e di superare questo biennio.

Parole e azioni nuove che valgono per tutti i comuni, eccetto uno: Scanzano Jonico.

A Scanzano Jonico il lessico è sempre più o meno lo stesso: “riabilitazione”, “Severino”, “prescrizione”, “ricorso”. Anzi, di recente, nel dibattito cittadino, si sono aggiunte sei parole nuove “Non si vota più a Giugno”.

Sì, nel comune jonico non solo continuerà a mancare un consiglio comunale democraticamente eletto ma al momento è anche inibita la possibilità di andare al voto in tarda primavera come accadrà in altri comuni italiani e come sarà per esempio nella vicina Policoro dove cominciano a delinearsi gli scenari, anzi alcune candidature come quella di Enrico Bianco e Nicola Lopatriello sono state annunciate. Nel “centro-sinistra”, in pole ci sarebbe Gianluca Marrese. Ma si vedrà nei prossimi giorni.

Tornando da questa parte del fiume Agri, di “nuovo” c’è che a Scanzano Jonico non si voterà a giugno perché dopo la prima bocciatura del TAR, l’aspirante sindaco Mario Altieri, che nel novembre scorso dopo la vittoria non è stato proclamato sindaco perché ritenuto – fino a prova contraria – non candidabile, ha riproposto com’è nelle sue facoltà un nuovo ricorso al giudice successivo, cioè il Consiglio di Stato. Da qui la paralisi elettorale: infatti l’intera città nell’attesa che sia definita la vicenda personale di Altieri non potrà esprimere quello che è il diritto al voto. Allo stesso tempo, vale anche che fino a nuovo pronunciamento, eventualmente favorevole ad Altieri, non potrà essere formalizzata la vittoria a maggioranza assoluta della lista Scanzano Rinasce dallo stesso ricorrente guidata. Compagine che come si ricorderà ha avuto il sostegno del candidato Pasquale Cariello, consigliere regionale in quota Lega, il più eletto in assoluto con oltre 1000 preferenze.

Gli scenari ipotizzabili sull’epilogo politico-amministrativo della “vicenda Altieri” – fermo restando che la politica supera spesso la più fervida delle immaginazioni – giungono fino a quello dell’abrogazione della “Severino” oggetto di revisione referendaria nell’election day del 12 Giugno, legge che come è ampiamente noto prevede l’ incandidabilità, l’ ineleggibilità e la decadenza automatica per i parlamentari, i rappresentanti di governo, i consiglieri regionali, i sindaci e gli amministratori locali in caso di condanna.

Una cosa è certa, qualsiasi ipotesi più o meno possibile, e al netto della “fanta-politica”,  richiederà altro tempo.

Quel “tempo” che non consentirà a Scanzano Jonico di partecipare agli accordi virtuosi con altri comuni per proporre progetti condivisi di “rigenerazione urbana” nell’ambito del PNRR. Fino a quel momento qualsiasi slancio “politico” utile a ricostruire la trama delle relazioni sociali, politiche ed economiche cittadine, resterà lettera morta. Così come non sarà possibile – se non solo formalmente – la partecipazione a fiere e iniziative, come Bit Milano in corso,  di respiro nazionale e internazionale di cui la città avrebbe vitale bisogno. C’è da sperare che le sentenze arrivino nei tempi giusti perché non è la vicenda di un uomo ma è la storia di una comunità che ha diritto di sapere nei tempi giusti il suo destino. Mai come oggi è vero il principio secondo il quale “giustizia ritardata è giustizia negata”.

Certo, ad onor del vero, in questo quadro desolante per la città è opportuno ricordare anche le deliberazioni (ambito PNRR) delle settimane scorse rispetto alla realizzazione della nuova palestra scolastica per 1.480.000 euro e “gli interventi di efficientamento energetico” per 70 mila euro”, provvedimenti  del commissario prefettizio.

Ultima modifica ore 19.46 del 10 Aprile ’22

La Cia in piazza a Scanzano per continuare a produrre il cibo più buono del mondo

in Economia

La Cia in piazza a Scanzano per rivendicare il diritto di continuare a produrre il cibo più buono del mondo marchiato “Made in Italy”. Fra gli altri temi: la guerra,  i rincari del gasolio e più in generale dei mezzi di produzione. E gli animali selvatici –  cinghiali e lupi – che distruggono i campi: chieste misure urgenti e condivise.

Il reportage fotografico dalla pagina facebook ufficiale del Met

A riscaldare la grigia giornata di inizio primavera a Scanzano Jonico c’erano gli agricoltori della Cia con le loro ragioni sostenute dalla gente comune, dai sindaci e dalle rappresentanza istituzionali regionali che hanno risposto sì all’invito.

E’ stato ribadito dal palco, in una piazza del Commercio piena, che c’è bisogno di tutti per uscire da un momento buio per il settore primario, vessato dai costi di produzione alle stelle, dalla fauna selvatica che distrugge campi e sacrifici degli agricoltori, e dalle risposte governative ancora troppo blande su temi come il latte e l’incremento, tra gli altri, dei costi dei mangimi

C’erano sì e no 1o gradi, a metà mattinata, ma sono scesi in in piazza in tanti: uomini, donne e giovani agricoltori, domenica mattina, perché vogliono continuare a mantenere “il primato di migliori produttori di cibo al mondo”; perché vogliono difendere il “Made in Italy” dal rincaro insostenibile delle materie prime e per dire con forza “no alla guerra”. Tantissime infatti le bandiere della pace che sventolavano.

“Gli agricoltori sono abituati a conquistare lavorando e sapendo aspettare. Le conquiste che avvengono con la guerra sono il fallimento della politica e dell’umanità”

Dal palco, inoltre, è stato sottolineato come “si era avviata la crescita dopo la pandemia, ora la guerra sta generando aumenti delle materie prima e blocchi della produzione”. E’ stato osservato che senza agricoltura non c’è cibo e che produrlo a queste condizioni, con il costo del gasolio che si è impennato di 50 centesimi, è divenuto insostenibile. Anche il costo dei mangimi è salito. E quando è stato chiesto ai rappresentanti del Governo di ritoccare i prezzi del latte alla stalla in cambio, come hanno spiegato i vertici Cia, si sono ottenute risposte evasive.

Il prezzo del grano è raddoppiato e quel che è peggio: “oggi il grano ce l’hanno i commercianti e gli industriali non certo gli agricoltori”. Vogliamo continuare a seminare grano e dare cibo ma vogliamo costi di produzione sostenibili.

Dobbiamo dare cibo ai cittadini e questo può farlo il Sud Italia che può dare impulso alla crescita. All’agricoltura si legano turismo e la bellezza

dei paesaggi italiani che tutti, nel mondo, riconoscono e apprezzano.

Infine, il tem a della gestione della selvaggina e il dramma dei cinghiali. La Cia ha chiesta una strategia che non si limiti agli abbattimenti. A tal proposito sono stati ringraziati i cacciatori, gli ambientalisti ma è stato rilevato come è necessaria una pianificazione che vada nella direzione di “de-popolare” la selvaggina che fa razzia dei campi, delle produzioni e distrugge il lavoro e il reddito degli agricoltori. “Non vogliamo risarcimenti, vogliamo vivere di quello che coltiviamo e che non devono mangiarsi le bestie selvatiche”.

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