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Fiume Cavone, la colorazione rossastra dovuta “all’elevato tenore di ferro”. Rosa: “approfondimento su valore Escherichia coli”

in Cronaca

Secondo l’Arpa “non sono state riscontrate particolari criticità”. Tuttavia è stata riscontrata la presenza di Naftalene oltre a significative concentrazioni di manganese, alluminio e ferro. Ci saranno successivi campionamenti al fine di aggiornare le attuali valutazioni anche in relazione allo stato di avanzamento dei monitoraggi in corso da parte del Centro Ricerche Arpab di Metaponto, nell’ambito del piano regionale di tutela delle acque. Per quanto attiene alla presenza di Naftalene, l’agenzia fa sapere che è necessario un monitoraggio di un anno per giungere a un giudizio completo.

LA NOTA STAMPA DIFFUSA DALL’ASSESSORE REGIONALE GIANNI ROSA

La situazione ambientale del fiume Cavone in provincia di Matera è stata oggetto di verifiche da parte dall’ARPA Basilicata. Lo comunica l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata Gianni Rosa.
“Parlare il linguaggio della verità verso i Lucani è l’obbiettivo che si pone il Governo Bardi – dichiara Rosa. L’ambiente e la sua tutela sono, evidentemente, i banchi di prova più sovraesposti in Basilicata. I risultati delle analisi condotte dall’agenzia, ufficializzati direttamente dall’assessorato, non fanno emergere particolari preoccupazioni rispetto alla situazione delle acque superficiali.

Al contempo, è stato richiesto all’Agenzia un approfondimento sull’origine del valore dell’Escherichia coli.

Ulteriormente attenzionati – aggiunge l’assessore Rosa- saranno i sedimenti del fiume, dove si è riscontrata una concentrazione di Naftalene superiore ai livelli di riferimento”. L’assessore Rosa ha chiesto inoltre all’Arpab di svolgere ulteriori analisi nel corso di 12 mesi, al fine di verificarne la persistenza e l’esatta natura. La presenza di ferro, alluminio e manganese, in valori anch’essi significativi ma in linea con quanto riscontrato in altre analisi condotte sui sedimenti di altri corpi idrici regionali, induce comunque ad un ragionevole approfondimento da fare anche rispetto ai monitoraggi che si stanno portando avanti nell’ambito del Piano Regionale della Tutela delle Acque.
Dal canto suo l’assessore Rosa conferma che “il Dipartimento all’Ambiente continuerà ad aggiornare costantemente i cittadini lucani man mano che i controlli proseguiranno nel tempo”.

Sfruttamento del lavoro, 14 ordinanze eseguite

in Cronaca

Quattordici ordinanze sono state eseguite stamani dai Carabinieri del Comando provinciale di Matera nell’ambito di un’operazione contro un’associazione a delinquere finalizzata al caporalato e allo sfruttamento di lavoratori nei campi agricoli del litorale jonico lucano. Le ordinanze sono state eseguite in diversi Comuni della provincia di Matera, tra cui Scanzano Jonico e Policoro [Ansa]

Fuoci d’artificio illegali, sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza

in Cronaca

Con l’approssimarsi delle festività natalizie e del Capodanno le Fiamme Gialle materane hanno intensificati i controlli finalizzati a scoraggiare ogni forma illecita di vendita o detenzione di materiale pirotecnico.
In tale contesto, i finanzieri della Brigata di Metaponto, nell’ambito dei servizi mirati al controllo del territorio, hanno sottoposto a controllo un furgone in transito lungo il tratto materano della strada statale 106 «Jonica» che procedeva a velocità sostenuta in direzione di Reggio Calabria.
I militari, insospettiti dalle dichiarazioni vaghe del conducente, un cittadino di origini siciliane, e da un generico documento di trasporto per generi alimentari, hanno proceduto all’ispezione del mezzo rinvenendo, celati e confezionati in 33 colli di generi alimentari, ben 1.200 manufatti esplosivi artigianali per un peso pari a 400 kg. circa.
I manufatti esplosivi così rinvenuti, non classificati e privi di ogni etichettatura che potesse accertarne la natura e la potenzialità, sono stati sottoposti a sequestro e il conducente dell’automezzo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per detenzione abusiva di materiale esplodente.
I c.d. “botti”, che se collocati sul mercato nero avrebbero fruttato circa € 10.000,00, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria sono stati distrutti.

Come vestirsi bene con l’essenziale: istruzioni per l’uso.

in Cultura/La Grande Bellezza

‘’ Io voglio i miei soldi là dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio.’’

 A quanti, leggendo questa nota citazione cinematografica, sarà sicuramente venuta in mente Carrie Bradshaw, personaggio autobiografico creato da Candace Bushnell e protagonista di Sex and City, diventata universalmente icona di stile? Ebbene, vorreste sentirvi come lei dinanzi ai vostri armoire, croce e delizia delle quattro stagioni?

Niente paura, per vestirsi bene basta l’essenziale.

Osservando le guru della moda, tra attrici, blogger e socialite, sempre più spesso si ha l’impressione di non poter raggiungere quel grado di perfezione perché ciò è sintomatico di lusso sfrenato. Eppure, quelle che i media definiscono it girl spesso sono anche sinonimo di estrosità ed eccessi che sarebbero inconciliabili con la vita reale dei comuni mortali più sobri e pratici. Basti pensare all’influencer italiana  più famosa del globo, Chiara Ferragni,  che dal suo attico posizionato nella città simbolo della moda, posta quotidianamente sui social outfit che variano dai total white al total skin, unicamente di brand come Chanel, Prada, o Versace. Per nostra fortuna vale ancora  la stessa vecchia regola di cui Coco Chanel ne fece una filosofia. Per esser sobri bisogna esser essenziali.

‘’ Prima di uscire, guardati allo specchio e togliti qualcosa. ‘’

           Coco Chanel

Ad ogni modo, presentarsi in ordine in un qualsiasi contesto sociale fa la differenza. Che tu vada a un colloquio di lavoro o a una cena con amici, è importante saper scegliere i propri abiti e perché no anche gli accessori nel modo giusto, non dimenticando mai la propria personalità.

GLI ESSENZIALI DA AVERE NEL GUARDAROBA

L’intramontabile Jeans

Hanno fatto la storia di intere generazioni e rappresentano l’icona dell’ abbigliamento casual per eccellenza, i jeans possono aiutarci in ogni occasione. Da indossare con i sandali oppure décolleté, per un party glamour o con le sneakers in situazioni informali.

 

 

 Il tubino nero

Da oltre un secolo è un capo simbolo di eleganza. Un classico eccezionale e versatile per differenti occasioni. Da indossare con una giacca sfiancata nell’ambito lavorativo o con un bolero di raso per una cerimonia. C’è anche chi lo indossa con anfibi e giacca di pelle per rendere il proprio look un misto di eleganza rock.

 

 

 La camicia

Se dalla fine del 1600 la camicia delineava l’appartenenza sociale, dividendo l’aristocrazia dalla plebe, oggi questo capo è tra i più amati sia da donne che da uomini di ogni estrazione sociale. Tra i più versatili degli indumenti, può esser indossato sotto un maglione e i jeans o con un pantalone a palazzo a vita alta per donare al look un tono più glamour.

 

 

Blazer

Con una T-shirt o una camicetta di seta. Con un look da jogging o da disco. Con i jeans strappati o una gonna lunga. Questo capo dovrebbe esser in cima alla lista shopping di ogni donna.

 

 

 

 Il trench

Nato come capospalla per proteggere i soldati sul fronte di battaglia, il trench-coat ovvero cappotto da trincea, di fatto, insieme al tubino nero e alla camicia, è tra gli essenziali di un guardaroba contemporaneo. Può esser indossato con dei tacchi alti e un pantalone a sigaretta oppure con un maglione oversize, grande indumento must-have dell’inverno.

Se, infine,  al tuo outfit vorrai donare un tocco di classe in più, apri l’armadio e indossa un sorriso.

Più essenziale di questo…

 

CURIOSITÀ DALLA STORIA

 Sapevate che i gli antichi romani erano molto vanitosi e ci tenevano particolarmente allo stile? Amavano seguire la moda dell’epoca e abbigliarsi in differenti modi in base alle occasioni e ovviamente al ceto sociale. Il capo di vestiario più in uso erano la toga e la tunica. I tessuti più utilizzati erano la lana e il lino, ma tra la fine del I sec a.C. e l’inizio del I sec d.C., tra i ceti più nobili, iniziarono a diffondersi anche la seta ed il cotone, entrambi molto costosi in quanto provenienti dalla Cina o dall’India; mentre nelle regioni più fredde si usavano anche pellicce e cappelli di feltro.

ATTENZIONE PERÒ: Solo chi godeva della cittadinanza romana aveva il diritto di portare la toga e l’autorità doveva vigilare che gli stranieri non la indossassero. Infine, ieri come oggi, gli accessori contribuivano molto al decoro della donna e tra i più usati vi erano le spille, i pettinini e naturalmente i gioielli: collane, bracciali, catenine, orecchini, anelli alla mani e alle caviglie.

 

copyright:

jeans, vestito nero, trench, camicia bianca, blazer nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima scomparivano solo le lucciole: ora scompaiono anche le api.

in Una finestra sul Mondo

In un lontano, memorabile giorno del febbraio 1975, Pier Paolo Pasolini, sul Corriere della Sera, in un articolo sconsolato, ma anche pieno di vigore intellettuale, parlava di un fenomeno che si stava verificando in Italia (e per estensioni in Occidente, come compresero bene i lettori) già dalla seconda metà degli anni Sessanta: la scomparsa delle lucciole.

Lungi da me aspirare a tale grandezza giornalistica: non ne sarei capace. Ma un piccolo contributo alla migliore conoscenza dell’ambiente lo voglio dare anch’io.

E si: perché, dati alla mano (è uscito da poco un allarmatissimo report del ministero dell’agricoltura statunitense), si può dire che, oltre alle lucciole di pasoliniana memoria, stanno scomparendo, e a ritmi vertiginosi, anche le api.

Un profetico ed inquietante Einstein affermò un giorno che l’uomo non sarebbe sopravvissuto cinque anni alla scomparsa delle api: e non aveva tutti i torti.

Inverni troppo rigidi, siccità eccessive e ripetute, utilizzo folle di pesticidi e fungicidi e persino l’utilizzo di un particolare nutrimento per le api d’allevamento (l’HSFC), contribuiscono a far crollare pesantemente la popolazioni dei preziosi insetti nel mondo: e le api, ricordiamolo, aiutano all’impollinazione di almeno 130 tra frutte e verdure necessarie alla varietà alimentare umana.

Insomma: se non vogliamo farlo per le api, insetti peraltro gentili, simpatici, operosi e, fino a prova contraria utili, facciamolo per noi stessi. Se l’uomo non riuscirà a fermare la morìa sempre più preoccupante di api, nei prossimi anni potrebbero esserci grossi problemi nel raggiungimento del benessere alimentare necessario a tutti noi. E questo, sì, che sarebbe un problema del quale interessarsi urgentemente.

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