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Capitale italiana della Cultura 2026: Bernalda non è fra i comuni finalisti

in Cronaca

Capitale italiana della Cultura 2026: Bernalda non è fra i finalisti. La notizia è stata resa nota dal Ministero dei Beni Culturali. 

Per la Basilicata ci sarà Maratea. La candidatura della Città di Bernalda era stata sostenuta dal comprensorio Metapontino. “La candidatura di Bernalda a Capitale italiana della cultura è una corsa di squadra, che coinvolge tutti i Comuni metapontini in un progetto di promozione e valorizzazione di un territorio, che fa della sua unicità una forza per tutta la Basilicata”, così descrisse il progetto il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, il progetto in occasione della presentazione del dossier, nel novembre scorso.

Il Ministero della Cultura in queste ore ha reso noto che la Giuria per la selezione della città Capitale italiana della Cultura 2026, presieduta da Davide Maria Desario, ha scelto i 10 progetti finalisti dopo aver esaminato le 16 candidature pervenute.

Parteciperanno, dunque, alla fase finale della selezione i seguenti Comuni e Unioni di Comuni, con i relativi dossier:

 

1. Agnone (Isernia): “Agnone 2026: Fuoco, dentro. Margine al centro”

2. Alba (Cuneo): “Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia”

3. Gaeta (Latina): “Blu, il Clima della Cultura”

4. L’Aquila: “L’Aquila Città Multiverso”

5. Latina: “Latina bonum facere”

6. Lucera (Foggia): “Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture”

7. Maratea (Potenza): “Maratea 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario”

8. Rimini: “Vieni oltre. Il futuro qui e ora”

9. Treviso: “I Sensi della Cultura”

10. Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena): “Valdichiana 2026, seme d’Italia”

 

Le finaliste verranno convocate nei giorni 4 e 5 marzo 2024 per le audizioni pubbliche. Sarà l’occasione per ogni candidata di illustrare nel dettaglio il proprio progetto agli esperti che dovranno valutarli. Per ciascun dossier le audizioni avranno una durata di massimo 60 minuti, di cui 30 per la presentazione del progetto e 30 per una sessione di domande effettuate dalla Giuria.

La proclamazione della Capitale italiana della Cultura si terrà entro il 29 marzo 2024. La città vincitrice sarà assegnataria di un contributo finanziario di un milione di euro per concretizzare gli obiettivi delineati nel progetto di candidatura. Questo finanziamento sostanziale permetterà di tradurre le idee in azioni concrete, dando vita a un programma annuale per esporre la ricchezza culturale e le prospettive di sviluppo della vincitrice.

 

Candidatura Bernalda a Capitale italiana della cultura: “corsa di squadra”

Candidatura Bernalda a Capitale italiana della cultura: “corsa di squadra”

in Una finestra sul Mondo

Candidatura della Città di Bernalda a Capitale italiana della cultura. Corsa di squadra, coinvolti anche gli altri comuni dei vicini comprensori

«La candidatura di Bernalda a Capitale italiana della cultura è una corsa di squadra, che coinvolge tutti i Comuni metapontini in un progetto di promozione e valorizzazione di un territorio, che fa della sua unicità una forza per tutta la Basilicata». Così il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, ha presentato stamattina alla stampa il dossier di candidatura, realizzato dalla Fondazione “MeNO” dopo un profondo lavoro di conoscenza del territorio culla della Magna Grecia Lucana. Al tavolo con Tataranno c’erano 7 dei nove sindaci co-protagonsti della candidatura (assenti per impegni istituzionali solo i primi cittadini di Craco e Rotondella), ovvero: Domenico Albano di Pisticci, Eugenio Lucio Stigliano di Nova Siri, Rocco Oliva vice sindaco di Montescaglioso, Salvatore Cosma di Tursi, Pasquale Cariello di Scanzano Jonico, Piero Marrese di Montalbano Jonico e Enrico Bianco di Policoro. Con loro il presidente del Gal Start 2020 che sostiene il progetto, Angelo Zizzamia, e Margherita Orlando, amministratore unico della Fondazione MeNO, che ha portato i saluti del presidente Roberto Albergoni e del direttore artistico Andrea Cusumano. Assente giustificato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha fatto arrivare il suo saluto e la promessa di un sostegno economico di due milioni di euro in caso di vittoria. Il padrone di casa Tatatanno ha espresso la sua grande soddisfazione per la risposta convinta ed entusiasta dei suoi colleghi, al di là di steccati politici e campanili. «E’ stato un percorso politico-amministrativo faticoso e lungo. -ha detto Tataranno-

I Comuni del Metapontino puntano a unire le forze fin dal 2015 con una serie di iniziative in sinergia. Penso al progetto “Magna Grecia”, già finanziato dalla Regione con 5 milioni. Mi fa piacere che si siano uniti anche Montalbano, Craco e Tursi sul solco di una storia comune.

Ringrazio tutti per questo sostegno concreto e convinto. Siamo gli antenati della civiltà europea moderna, e oggi rappresentiamo questo tipo di storia. -ha rimarcato Tataranno- Quindi con questa candidatura, al di là del risultato, dobbiamo puntare sul rafforzamento di un percorso importante per il territorio, che parla con un’unica voce e finora forse è stato un po’ sottovalutato. Il segreto è farsi conoscere, questa è la strada giusta in un’ottica di necessario “contagio” per tutti i nostri cittadini. Ringrazio la Fondazione MeNo per il grande lavoro fatto, e gli uffici comunali per il supporto non indifferente, oltre all’assessore Rocchelia Scarcella». Entusiasta anche il sindaco di Montalbano, Marrese, che ha fatto riferimento al grande esempio di Matera 2019, il cui esempio fa da modello per lo sforzo che si sta compiendo: «Crediamo nella capacità di fare rete -ha detto Marrese- siamo tutti consapevoli che per promuovere il proprio territorio occorre andare al di là dei confini e degli steccati politici. Abbiamo già dimostrato di saper fare rete, siamo ambiziosi e vogliamo raggiungere il massimo risultato; ma al di là di questo, dobbiamo sostenere il progetto per la promozione di tutto il territorio metapontino, che merita di essere conosciuto e quale occasione migliore di questa». Zizzamia ha parlato del coinvolgimento del Gal Start 2020 nell’iniziativa, lodando il progetto sinergico messo in campo. La dottoressa Orlando ha, poi, illustrato per sommi capi il lavoro fatto sul dossier sviluppato in modo sintetico per le esigenze del bando di candidatura, lodando il supporto e l’accoglienza ricevuta: «E’ un progetto di Bernalda con i 9 comuni, che insieme hanno faticato con noi. -ha detto l’Au di MeNO- Noi abbiamo vissuto in questi luoghi, per comprenderne a fondo l’essenza e le risorse. Siamo nati come spin-off di Palermo Capitale italiana della cultura, che ci ha offerto l’occasione di fare un grande lavoro. Stiamo lavorando ad Agrigento Capitale italiana della cultura 2025. La sfida di Bernalda è stata di cuore. Il nostro prossimo obiettivo è di entrare nella short list il prossimo 15 dicembre. Questa è la capacità delle città di pensare sé stesse, sull’esempio delle antiche polis dove il sindaco guida una città per il benessere di tutti. Questo territorio ha una ricchezza naturalistica importante e autentica, incontaminata, nel dossier avremmo potuto scrivere molto di più; ci sono pervenuti tantissimi progetti, ne abbiamo scelti 76 alcuni anche internazionali, e tutti gli artisti vogliono venire a conoscere questo territorio per lavorare qui». Tutti entusiasti anche i sindaci: Stigliano di Nova Siri ha parlato del suo comune che, come Bernalda, fa da cerniera alla Basilicata jonica, esaltando la capacità di fare sistema messa in campo. Cariello di Scanzano Jonico ha rimarcato l’importanza dell’unicità del tessuto produttivo metapontino, rispetto alla quale non esistono steccati politici. Sullo stesso tenore la dichiarazione di Oliva per Montescaglioso, mentre Cosma di Tursi ha espresso il suo dispiacere per la candidatura “antagonista interna” di Maratea: «Si poteva pensare a una candidatura unica -ha detto- anche perché in quella parte di Tirreno si possono ritrovare influssi della Magna Grecia. Sarebbe stato bello». Albano ha sottolineato la natura «ambiziosa del progetto, che mette in luce tutto il nostro territorio -ha detto- mettendo da parte la politica di campanile dei nostri centri. Il mio territorio, come Policoro, avrebbe voluto candidarsi ma alla fine abbiamo trovato una sintesi convinta su Bernalda, che ci permette di valorizzare e promuovere il nostro Metapontino a livello internazionale. Il dossier, a prescindere da come andrà, rimarrà per noi una traccia da seguire sempre insieme. Io ci spero e credo in questo progetto». Bianco ha, infine, sottolineato ancora una volta gli sforzi comuni nel segno della piena collaborazione. In conclusione il sindaco Tataranno ha esaltato il coinvolgimento di alcuni imprenditori locali, come Leo Chiruzzi, che ha allestito un bus di linea con i colori e gli stemmi della candidatura e dei Comuni coinvolti, che sta già girando tutta l’Italia. Un altro imprenditore bernaldese, invece, ha realizzato della t-shirt che saranno distribuite stasera nel corso dell’incontro pubblico di presentazione del dossier a tutti i sindaci partner ed alle persone coinvolte in questo avvincente cammino.

Bernalda Capitale italiana della cultura nel 2026: inviato il dossier di candidatura

in Cultura

Bernalda Capitale italiana della cultura nel 2026, inviato il dossier di candidatura.

Con l’invio del dossier al ministero della Cultura, la città di Bernalda ha intrapreso ufficialmente il cammino della candidatura a Capitale italiana della cultura per il 2026.

Un percorso complesso e avvincente, che ha visto la città di Pitagora allearsi con altri nove centri del Metapontino, al fine di valorizzare e promuovere le tipicità di un territorio contraddistinto da un tratto culturale comune e prestigioso. Così Craco, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico e Tursi hanno unito le forze per la prima volta nella storia della Basilicata,

verso il traguardo in cui il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, e l’Amministrazione comunale tutta stanno concentrando energie e relazioni.

Il progetto con un budget di circa 6 milioni di euro e la stesura del dossier, seguita a sopralluoghi e studi approfonditi sui punti di forza del territorio magnogreco, sono stati affidati al team di professionisti della Fondazione “MeNO”, che con il suo presidente, Roberto Albergoni, e il direttore artistico, Andrea Cusumano, ha coordinato il lavoro di co-progettazione con le istituzioni e le comunità dei dieci partner. Albergoni ha già fatto conquistare il titolo a Palermo nel 2018 e Agrigento per il 2025. Il titolo del dossier “Ascolto, Mondo, Conoscenza e Mistero”, è emerso come elemento cardine della narrazione del territorio: dalle sue bellezze culturali e paesaggistiche, alla storia gloriosa fino alla creatività contemporanea. Il programma culturale prevede 76 interventi nei 12 mesi del 2026 e azioni preliminari a partire già dal 2024. Come indica il titolo, i progetti sono articolati in tre ambiti concettuali: Ascolto del mondo, della conoscenza e del mistero. Il contributo di pensiero degli artisti internazionali coinvolti nella progettazione, oltre ad artisti e operatori residenti, ha arricchito di esperienze e riflessioni il dossier, che è già espressione di questa contaminazione.

Il consiglio comunale di Bernalda e le Giunte degli altri 9 Comuni, hanno già approvato lo statuto della futura Fondazione “Magna Grecia Lucana”, soggetto attuatore del programma strategico culturale contenuto nel dossier e di Bernalda Capitale italiana della cultura 2026 in caso di vittoria.

Il percorso di avvicinamento prevede un’istruttoria del ministero che dovrebbe concludersi a metà dicembre 2023, con la stesura della short list di dieci città candidate, che rappresenta il primo importante traguardo da raggiungere prima della proclamazione, prevista per marzo 2024, quando in caso di vittoria inizierà il lungo percorso di avvicinamento all’anno da Capitale italiana della cultura.

«La candidatura è stata un processo entusiasmante di confronto tra Comuni e cittadini, che desidero ringraziare per i loro contributi e per l’entusiasmo. -commenta il sindaco Tataranno- Siamo certi di avere fatto un buon lavoro. La consegna del dossier è solo il punto di partenza, per l’avvio di attività e progetti che daranno impulso culturale ed economico al nostro territorio». Il dossier sarà illustrato alla stampa e ai cittadini del Metapontino nella prima decade di ottobre, con due distinti incontri pubblici.

(Nella foto il Parco archeologico di Metaponto, frazione di Bernalda)

“Argentina Italia”: concerto e film documentario. Appuntamenti a Pomarico e Scanzano Jonico

in Appuntamenti

“Argentina Italia”: concerto e film documentario. Appuntamenti a Pomarico e Scanzano Jonico

 

L’Argentina ha un forte legame con l’Italia, è la nazione dove vivono più di trentamila lucani. Per celebrare questo forte rapporto, la Provincia di Matera, nell’ambito di “Percorsi culturali italiani” ha organizzato due serate dedicate all’emigrazione con due iniziative interessanti. La prima sabato 19 novembre a Pomarico presso il palazzo Marchesale alle ore 17 e , la seconda, domenica 20 a Scanzano Jonico alle ore 17 presso il Palazzo Baronale. Per l’occasione verrà proiettato il documentario “El Vestido de Dora” (Premio Flaiano 2022) di Maxi Manzo e il concerto Madre Tierra, Sonorità Argentine tra folkore, tango e altre storie…a cura del M° Martin Diaz.

Il film documentario si sviluppa attraverso il racconto della comunità italiana d’oltre oceano negli anni ’60 e la nascita di nuovi costumi che rappresentano la fusione delle tradizioni di entrambi i Paesi. Viene evidenziato il ruolo della comunità italiana che con la sua rete associativa e le sue attività, incoraggia i giovani discendenti ad esprimere le proprie vocazioni. Il concerto Madre Tierra propone invece delle melodie che hanno la profondità delle radici della cultura sudamericana, le armonie sono infinite come las pampas della Patagonia. Un repertorio straordinario tra folklore, tango e la musica argentina con le sue interessanti contaminazioni.

Maximiliano Manzo, detto Maxi, nato a Mar del Plata, si è aggiudicato il Premio Flaiano per la prima edizione Under 35 della sezione di Italianistica intitolata a Luca D’Attanasio. Maxi Manzo è un musicista, operatore culturale e avvocato, che ha un legame speciale con le sue radici italiane: è Consigliere del Consiglio Regionale per gli Abruzzesi nel mondo, ed è membro della Rete dei Giovani Italiani nel Mondo della Commissione VII del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), che include circa 150 rappresentanti under 35 delle collettività italiane all’estero.

Martin Diaz è chitarrista e compositore Argentino. Nato in Comodoro Rivadavia, nel cuore della Patagonia Argentina. Dal 1999 svolge in Europa una ininterrotta attività concertistica come compositore, arrangiatore e solista. Scrive tre tesi sulla musica colta Argentina e del Sudamerica: “Gli Afro-argentini”, “La musica ancestrale Argentina”, “L’elemento latino nell’opera di Duke Ellington”. Ha scritto la musica dell’opera di teatro di Anna Marchesini “Cirino e Marilda non si può fare” accompagnandola nelle sue ultime tre tournèe nazionali con il suo trio “Aire de Mar”. Attualmente lavora come chitarrista e cantante a fianco di Michele Placido, Paola Gassman, Ugo Pagliai.

Andreas Langer Inizia gli studi musicali nel 1988 presso il conservatorio Luis Gianneo di Mar del Plata (Argentina). Oltre alla formazione di stampo classico si interessa ai generi più leggeri e, con il gruppo Del Barrio fondato insieme a Hilario Baggini, si dedica alla diffusione della musica autoctona dell’America del sud, in particolare del folklore argentino, attività che l’ha visto impegnato in prestigiose situazioni concertistiche di tutto il territorio nazionale e anche all’estero. Con Hilario Baggini scrive colonne sonore di documentari per Longway Factory, ed arrangia per quartetto d’archi numerosi brani del repertorio dei Del Barrio, nonché dell’opera Misa Criolla di A. Ramirez.

Aliano aspira al titolo di Capitale italiana della Cultura 2024

in Cultura

Aliano aspira al titolo di Capitale italiana della Cultura 2024: un milione di euro per la città che risulterà vincitrice che resterà in carica un anno

Sono 23 le città che hanno presentato il dossier di candidatura comprensivo di titolo, progetto culturale, organo responsabile del progetto, valutazione di sostenibilità economico-finanziaria e obiettivi perseguiti. Le candidature saranno valutate da una commissione composta da 7 esperti del mondo della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica, che sarà istituita a breve con decreto del Ministro. Entro il 18 gennaio 2022, la commissione esaminerà le candidature e selezionerà i 10 progetti finalisti che saranno invitati a delle audizioni pubbliche che si svolgeranno presso la sede del Ministero della cultura entro il 1° marzo 2022.

Le città finaliste avranno a disposizione trenta minuti per presentare la propria candidatura, seguita da una sessione di ulteriori trenta minuti per le domande della commissione.

Entro il 15 marzo 2022, la commissione proporrà al Ministro della cultura la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2024.Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018, Parma nel 2020 che è stata prorogata al 2021 dal Dl Rilancio.

Le 23 città candidate e il titolo dei dossier
1. Ala (Trento) – Ala. La cultura che avvolge
2. Aliano (Matera) – Aliano sguardi oltre confine
3. Ascoli Piceno – La cultura muove le montagne
4. Asolo (Treviso) – Asolo 2024 Capitale italiana della cultura
5. Burgio (Agrigento) – Ubertosissima civitas: Burgio città della ceramica e delle campane
6. Capistrano (Vibo Valentia) – Capistrano, la cultura ci ripopola
7. Chioggia (Venezia) – Chioggia, sale di cultura
8. Conversano con l’Area metropolitana di Bari (Bari) – Conversano 2024. Una nuova dimensione della cultura
9. Diamante (Cosenza) – Diamante 2024. La Storia ha un futuro brillante
10. Gioia dei Marsi (L’Aquila) – Il fiore tra le macerie
11. Grosseto – Grosseto 2024, naturalmente culturale
12. La Maddalena (Sassari) – La Maddalena Capitale italiana della cultura 2024
13. Mesagne (Brindisi) – Umana meraviglia
14. Pesaro (Pesaro e Urbino) – La natura della cultura
15. Pordenone – Pordenone, la porta si apre
16. Saluzzo con le Terre del Monviso (Cuneo) – Saluzzo Monviso 2024. Una montagna di futuro
17. Sestri Levante con il Tigullio (Genova) – Atlante culturale del Tigullio. Includere e valorizzare secondo l’ispirazione “baudelairiana”: luxe, calme et volupté
18. Siracusa – Siracusa 2024. Città d’Acqua e di Luce
19. Unione Comuni Montani Amiata Grossetana (Grosseto) – Amiata 2024. Il respiro della cultura, la cultura respira
20. Unione Comuni Paestum-Alto Cilento (Salerno) – La Cultura dell’Unione
21. Viareggio (Lucca) – Viareggio la cultura si sente
22. Vicenza – Vicenza 2024. La cultura è una bella invenzione
23. Vinci (Firenze) – Vinci 2024. Cultura dell’impossibile

Chiude in bellezza la quarta edizione del festival Storie Parallele a Salandra

in Cultura/Senza categoria

Dal 24 al 26 settembre nel piccolo borgo di Salandra (MT) una tre giorni di cinema, musica, teatro, immagini e suggestioni.

Si è conclusa domenica 26 settembre a Salandra la IV edizione di Storie Parallele, il festival del cinema documentario realizzato da Fargo Produzioni con la partnership di Mediterraneo Cinematografica e con la collaborazione di Lucania Sound Digital, il Forum delle Associazioni e il patrocinio del Comune di Salandra e della Provincia di Matera. Una kermesse interamente dedicata al genere degli short doc che ha mostrato di avere tutte le carte in regola per poter diventare un punto di riferimento nel panorama dei nuovi festival italiani e un modello per tutte le piccole realtà dell’entroterra desiderose di stimoli, confronti, scambi.

“Soste” il tema di questa edizione: un invito a fermarsi per contemplare, ascoltare, a confrontarsi con altre realtà, quelle parallele appunto. Al contrario le immagini mai ferme si sono dirette verso gli spettatori: per tre giorni le piazze del centro storico si sono trasformate in sale e il cinema si è fatto bene primario, al servizio di tutti.

Il pubblico ha seguito con attenzione le proiezioni degli short doc in concorso che sono stati così premiati dalla giuria composta dai registi Francesca Mazzoleni e Giuseppe Marco Albano e presieduta dal noto Daniele Ciprì, pluripremiato regista e direttore della fotografia:

Miglior Short doc “Mirella” di Kassim Yassin Saleh, che racconta la vera storia di Mirella D’Angelo, una donna romana di 67 anni da tempo costretta su una sedia a rotelle. La sua unica isola felice sembra essere la sua città, Roma, che ama a prescindere da ciò che si dice su di lei.

Migliore Regia “Super Soup” di Iacopo Fulgi e Valerio Maggi lo short doc che racconta la storia della signora Yoonrye, cuoca della boutique 7th Twins a Gwacheon, in Corea del Sud che sta rivitalizzando la sua piccola impresa con una nuova ricetta di zuppa e un’originale campagna pubblicitaria.

Migliore Montaggio “Illusione” di Lorenzo Quagliozzi opera che racconta i sogni e le speranze di una concertista greca di origini italiane che negli anni ’50 del secolo scorso incontra a Trieste l’amore della sua vita. Con lui si trasferisce negli Stati Uniti, dove andrà incontro a un amaro destino.

Miglior Fotografia “Dajla: cinema and oblivion” di Arturo Dueñas Herrero così riassunto: la vita continua a Dakhla, uno dei campi profughi sahrawi nel sud dell’Algeria, dimenticato da 45 anni. La celebrazione di un festival cinematografico, il Fisahara, rompe la monotonia. L’evento finisce, la vita (e l’oblio) continua.

Molto partecipati anche i dibattiti, in particolare “Abitare i paesi. Resistenza o resilienza?”, in cui si  è discusso a lungo del futuro dei piccoli centri, delle speranze e del ruolo delle nuove generazioni  con la partecipazione di Giulia Sonzogno (referente Officina Giovani Aree Interne), Giuseppe Melillo (antropologo), Raffaele La Regina (delegato Assemblea Nazionale PD), Rocco Calandriello (direttore artistico Lucania Film Festival), Giuseppe Soranno (sindaco di Salandra), Nicola Saponara (partner di una start up di sviluppo software) e con l’autore e project manager Luigi Vitelli in veste di moderatore.

Grande successo anche per gli eventi extra legati a Storie Parallele: “Argilla. Sleep Concert – Concerto nei Calanchi” con la partecipazione dell’artista avant pop PIOVE. che ha poi lasciato il palco a “Hydra – performance di improvvisazione su immagini” curato dal compositore e responsabile contenuti musicali Carmine Iuvone e “Il Cammino dei Calanchi” diretto dall’attore e responsabile per le arti performative Giuseppe Ragone, arricchito da esibizioni di artisti del luogo  incorniciati insieme al paesaggio tanto brullo quanto fertile per le menti di chi vi è nato e cresciuto.

Tra gli ospiti presenti anche il giovane saggista e regista Ludovico Cantisani presentato da Carmine Cassino (autore e responsabile contenuti audiovisivi) e l’illustratore e fumettista Giulio Giordano, i giovanissimi allievi della scuola di fotografia e filmmanking SpazioTempo, l’attore romano Josafat Vagni, il producer e musicista Federico Leo e il banditore Rino Locantore ospite fisso della kermesse.

Il direttore artistico di Storie Parallele film festival Nicola Ragone, regista e già Nastro d’argento nel 2015 con il cortometraggio Sonderkommando in chiusura, con grande soddisfazione, ha dichiarato: Ho sentito il vostro cuore, la vostra energia, la vostra identità. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla quarta edizione di Storie Parallele. Grazie a tutto lo staff per la dedizione e per il sacrificio. Ho sentito tanto amore per i luoghi, tanta ammirazione e tanto rispetto. È stato emozionante vedere il nostro paese invaso da visitatori, da persone provenienti da altre regioni. Per la prima volta gli eventi artistici si sono spostati fuori dal centro abitato, per dare vita a luoghi dimenticati e spesso trascurati. C’era gente di tutte le età e questo ci riempie di gioia. Appuntamento alla prossima edizione, con l’obiettivo di fare sempre meglio, affinché Salandra diventi luogo riconoscibile e riconosciuto.

Dunque anche quest’anno il piccolo borgo di Salandra ha confermato l’apertura della sua comunità verso i nuovi stimoli culturali proposti e la grande predisposizione al confronto costruttivo con gli ospiti e gli spettatori che hanno preso parte ai tre giorni di eventi diffusi dentro e fuori dal centro abitato. Cinema, musica, arte, letteratura, degustazioni e dibattiti. Una formula vincente, che ci auguriamo possa crescere negli anni a venire.

Riapre il Palazzo Ducale Malvinni Malvezzi

in Cultura

Riapre il Palazzo Ducale Malvinni Malvezzi: ” grande patrimonio culturale e architettonico della città e della provincia materana che torna ad essere fruibile”

Dopo una intensa opera di ristrutturazione, è stato rimesso a nuovo uno dei palazzi storici più importanti e antichi della città di Matera. Riapre ufficialmente una residenza che potrà diventare un punto di riferimento nel cuore dei Sassi e che ritorna a brillare della luce che l’aveva caratterizzata negli anni passati, riportando in una delle piazze più caratteristiche della città una struttura ristrutturata, riqualificata e ammodernata con servizi all’avanguardia.

L’edificio, sito in piazza Duomo, appartenne alla nobile famiglia dei Malvinni-Malvezzi sino al 1960, anno in cui la proprietà passò alla Provincia di Matera, che lo destinò a sede del Liceo Scientifico fino al 1972 e quindi a sede del Conservatorio musicale fino ai primi anni ’80. Dopo un intervento di consolidamento disposto tra gli anni ’80 e gli anni ’90, dal 2016 sono stati finanziati, per un importo complessivo pari a circa 8.600.000 euro interventi finalizzati a favorire il completamento dei lavori di consolidamento e restauro della struttura, assicurando la piena fruizione dell’immobile. In particolare, sono state consolidate le fondazioni, le murature e le volte, si è proceduto al restauro dei portoni, delle tele, dei candelabri e degli elementi lignei, al rifacimento della pavimentazione, degli accessi e delle scalinate, al restauro dei dipinti su tela e delle decorazioni a tempera, nonché di manufatti e cornici.

Questa mattina si è tenuta la cerimonia di inaugurazione, promossa dalla Provincia di Matera e dal Comune di Matera, con il simbolico taglio del nastro effettuato dal presidente della Provincia di Matera Piero Marrese, dal sindaco di Matera Domenico Bennardi e dal Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli, alla presenza del vice prefetto della Prefettura di Matera Mariarita Iaculli, dell’Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, Mons. Giuseppe Caiazzo, del consigliere regionale Enzo Acito, di autorità civili e militari. Ad accogliere gli ospiti sono stati gli studenti del Liceo Musicale “Tommaso Stigliani” di Matera, che si sono esibiti durante la mattinata con un ricco programma musicale. Sulla terrazza di Palazzo Malvezzi si sono esibiti i giovanissimi  alunni della scuola primaria “Fermi” di Matera.

“Palazzo Malvinni Malvezzi rappresenta grande patrimonio culturale e architettonico della città e della provincia materana che torna ad essere fruibile grazie ad un importante intervento di restauro e riqualificazione – spiega il presidente della Provincia di Matera Piero Marrese –. Sarà il punto di riferimento istituzionale della Provincia per eventi appuntamenti istituzionali, avrà una serie di utilizzi di carattere turistico nella promozione delle attività della Provincia o di altre attività, come convegni ed eventi espositivi, iniziative che possano valorizzare il territorio del materano. Oggi celebriamo la riapertura di un palazzo che torna alla fruizione pubblica grazie ad un notevole impegno della struttura provinciale, che ringrazio per il lavoro intenso che ci ha permesso di conseguire questo risultato. Vogliamo far rivivere nella sua pienezza un luogo di partecipazione pubblica, in cui la città possa identificarsi e proiettarsi al futuro, attraverso idee, progetti, iniziative e volontà di far crescere la comunità”.

“La ricchezza che stiamo riacquisendo oggi va oltre il valore inestimabile e la bellezza straordinaria di questo palazzo – ha aggiunto il sindaco di Matera Domenico Bennardi -. Ci stiamo riappropriando, in qualche modo, di un pezzo di storia della nostra città, perché il Palazzo Ducale Malvinni Malvezzi racconta il ruolo e le vicende di Matera. Oggi abbiamo un motivo in più per proiettare la nostra storia nel futuro, attraverso quello che è, insieme, giacimento e contenitore culturale”.

Nella categoria dedicata le principali notizie di cultura e eventi del territorio e della provincia.

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Percorsi culturali italiani: un mese di eventi

in Cultura

Percorsi culturali italiani: un mese di eventi. Attesi fino al 4 ottobre  Michele Mirabella, Peppe Servillo, Peppone Calabrese, Giampiero Mughini e Lidia Ravera

Al via oggi ad Irsina, presso il chiostro convento di san Francesco con la presentazione del libro di Michele Mirabella,  “Quando c’è la salute. Storie vere o supposte: curiosità, miti e dicerie della medicina” la prima edizione di “Percorsi culturali italiani, un evento promosso dalla Provincia di Matera. Per l’occasione Mirabella dialogherà con il professor Antonio D’Itollo. L’iniziativa rientra nell’ambito di un ricco cartellone di iniziative illustrate questa mattina a Matera, presso la sede della Provincia, alla presenza, tra gli altri di numerosi sindaci e del presidente della Provincia, Piero Marrese. “ Era necessario ripartire, dopo questo difficile periodo legato alla pandemia – ha spiegato Marrese –  dalla cultura. Un settore che ha particolarmente sofferto e che merita la giusta attenzione, in quanto rappresenta un volano importante per lo sviluppo del territorio del materano”.  Per la consigliera provinciale, delegata alla Cultura, Anna Maria Amenta “si tratta di una formula sperimentale che quest’anno coinvolge alcuni centri della provincia, ma che puntiamo ad allargare ad altri comuni già dal prossimo anno”.  La formula organizzativa di “Percorsi culturali italiani” prevede la presentazione di eventi letterari, musicali ed incontri, distribuiti sul territorio materano. Saranno utilizzati sia gli autorevoli spazi istituzionali (la Biblioteca Provinciale Tommasi Stigliani a Matera) sia alcune location di grande interesse (Palazzo Materi a Grassano, piazza Cattedrale ad Irsina). Sono previsti nove appuntamenti dal fino  al 4 ottobre 2021 con protagonisti della scena culturale italiana. Dopo Irsina, a Tricarico, domenica 5 settembre alle ore 21,00 nel cortile della biblioteca comunale, in largo san Francesco, lo chef Luigi Diotaiuti e il gastronomo, conduttore di “Linea Verde” su Raiuno, Peppone Calabrese, parleranno dei  sapori della Basilicata nel mondo.  Ad Irsina, lunedì 6 Settembre  alle ore 21,00 in piazza Cattedrale, Peppe Servillo protagonista con  il suo spettacolo “L’anno che verrà” dedicato a Lucio Dalla. A Rotondella, sabato, 11 Settembre in  piazza Plebiscito ore 21,00 la Compagnia Sole Luna con   la  “Festa della musica popolare”.A Montalbano Jonico sabato 18 settembre alle ore 18,30, Mura Palazzo Rondinelli, Peppe Servillo e i Solis String Quartet con “Caro Carosone”. A Grassano, venerdi 24 settembre ritornerà Giampiero Mughini con il “Nuovo dizionario sentimentale. Delusioni, sconfitte e passioni di una vita” (Marsilio, 2021). A Matera sabato 2 ottobre,  a San  Pietro Caveoso alle ore 21,00 in occasione della serata inaugurale del “Matera Film Festival” il premio Oscar Nicola Piovani proporrà un concerto per orchestra. Durante l’evento la Provincia di Matera consegnerà al maestro Piovani un premio alla carriera. Conduce l’evento Barbara Capponi, giornalista del TG1. La rassegna si concluderà a Matera lunedì 4 ottobre ore 18,00 presso la biblioteca  provinciale Tommaso Stigliani: la scrittrice Lidia Ravera presenterà il suo nuovo romanzo “Avanti, parla” (Bompiani editore, 2021).

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Valsinni bandiera arancione

in Cultura

Valsinni bandiera arancione. Il Touring Club Italiano, in Basilicata,  ha assegnato i riconoscimenti anche a Aliano (MT), Castelmezzano (PZ), Guardia Perticara (PZ), San Severino Lucano (PZ)

Il Touring Club Italiano ha assegnato in queste ore le 262 Bandiere Arancioni del triennio 2021-2023, confermandone 251 già in essere e premiando 11 nuove località. In Basilicata sono 5 le Bandiere Arancioni: Aliano (MT), Castelmezzano (PZ), Guardia Perticara (PZ), San Severino Lucano (PZ) e Valsinni (MT).

Il Touring Club Italiano, libera Associazione senza scopo di lucro, che si prende cura dell’Italia come bene comune, 23 anni fa per primo ha colto ed evidenziato il potenziale turistico dei piccoli centri dell’entroterra. Insieme a Regioni, Comuni e altre reti, contribuendo ad evolverli da ambito marginale a destinazione di tendenza.

La Bandiera Arancione è pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita: viene assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità.

Il marchio ha una validità temporanea, ogni tre anni i Comuni devono ripresentare la candidatura ed essere sottoposti all’analisi del TCI che verifica la sussistenza degli standard previsti e garantisce così ai viaggiatori un costante monitoraggio della qualità dell’offerta turistica e alle amministrazioni uno stimolo al miglioramento continuo.

I borghi negli ultimi anni hanno assunto nuova centralità non solo nelle politiche di sviluppo ma anche nelle scelte di viaggio degli italiani: complice anche la pandemia, cresce costantemente il turismo nei piccoli centri e nell’entroterra, luoghi che rispondono ai bisogni di tranquillità, vita all’aria aperta, cibo genuino, vacanza all’insegna del benessere e dell’autenticità. Nonostante il crollo mondiale del turismo nell’ultimo anno e mezzo, per il 66% dei Comuni Bandiera Arancione la stagione estiva 2020 è stata in linea e, in molti casi, meglio dell’anno precedente. E anche per l’estate 2021 le previsioni sono molto promettenti e i borghi, che sanno essere laboratori di innovazione, sapranno rispondere in modo ospitale e creativo, accogliendo i viaggiatori – principalmente italiani – che li visiteranno.

Al termine dell’evento di premiazione, 262 campane suoneranno a festa nell’entroterra d’Italia per celebrare la Bandiera Arancione e condividere il traguardo con tutte le comunità locali che hanno contribuito al suo raggiungimento. Le 262 Bandiere Arancioni assegnate oggi rappresentano delle eccellenze che hanno superato un’approfondita e attenta selezione. Su oltre 3.200 candidature analizzate in questi 23 anni, solo l’8% ha ottenuto il riconoscimento. Inoltre – attraverso piani di miglioramento ad hoc – Touring Club Italiano accompagna i territori verso l’innalzamento della qualità dell’offerta: 46 Comuni (circa il 18% dei certificati) hanno ricevuto la Bandiera Arancione in seconda istanza, dopo aver attuato i suggerimenti ricevuti da TCI.

La Bandiera Arancione porta benefici reali e tangibili (+ 45% arrivi e + 83% di strutture ricettive in media, dall’anno di assegnazione) e supporta un vero e proprio “circolo virtuoso”: i dati raccolti restituiscono un quadro estremamente positivo, in molti casi in controtendenza rispetto al resto del Paese.

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Europa creativa: 88 milioni per progetti

in Economia

Europa creativa: 88 milioni per progetti: inviti a manifestare interesse per sostenere i settori culturali e creativi

Oggi la Commissione ha pubblicato i restanti inviti a manifestare interesse per i settori culturali e creativi nell’ambito della sezione cultura del programma Europa creativa, mettendo a disposizione un importo totale di 88 milioni di €. Il bilancio sosterrà progetti di collaborazione europea nel settore della cultura, la circolazione e la maggiore diversità delle opere letterarie europee, e offrirà opportunità di formazione e di esibirsi a giovani musicisti.
Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “I settori culturali e creativi, così dinamici, sono stati duramente colpiti dalla pandemia. Ora che le restrizioni vengono abolite, è giunto il momento di concentrarsi sulla ripresa sostenibile delle attività e dei luoghi culturali.

Il bilancio di Europa creativa per i prossimi sette anni è notevolmente aumentato e già quest’anno saranno messi a disposizione 88 milioni di € per aiutare artisti e autori a riavvicinarsi al pubblico in tutta Europa.

Invito tutti gli interessati a verificare le condizioni degli inviti e a cogliere questa opportunità.” Gli inviti si concentrano, tra l’altro, sulla collaborazione e innovazione artistica europea su temi quali il coinvolgimento del pubblico, la digitalizzazione, la coesione sociale e il contributo al Green Deal europeo. L’invito dedicato alle piattaforme europee contribuirà specificamente ad aumentare la visibilità, la programmazione e la promozione degli artisti emergenti. Le organizzazioni interessate possono candidarsi già da adesso e fino alla fine di agosto o di settembre, a seconda degli inviti.

CULTURA E CREATIVITA’, L’ISTANTANEA EUROPEA

I settori culturali e creativi sono sempre stati elementi di ricchezza della vita europea, contribuendo non solo alla coesione sociale e alla diversità dell’Europa, ma anche alla sua economia, in quanto rappresentano il 4,2% del PIL totale dell’UE ed occupano il 3,7% della sua forza lavoro.

Nel 2014 il sostegno dell’UE ai settori culturali e creativi è stato consolidato in un programma di finanziamento autonomo: Europa creativa. Da allora il programma si articola in tre sezioni: la sezione CULTURA riguarda tutti gli ambiti dei settori culturali e creativi, ad eccezione dei settori audiovisivo e dei mezzi di informazione, la sezione MEDIA fornisce sostegno ai settori audiovisivo e cinematografico e la sezione TRANSETTORIALE offre opportunità di collaborazione tra settori.

Nel quadro del programma Europa creativa 2014-2020, che ha visto l’adesione di circa 41 paesi, sono state erogate oltre 13 000 sovvenzioni, ciascuna a beneficio di diverse organizzazioni. Il programma ha cofinanziato 647 progetti di cooperazione culturale tra 3 760 organizzazioni in tutta Europa, attività di formazione di oltre 16 000 professionisti, lo sviluppo e/o la distribuzione di oltre 5 000 film, la gestione di 1 144 sale cinematografiche e la traduzione di 3 500 libri in tutto il continente.

Sostegno settore culturale e creativo in Europa: il programma

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