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Cultura

La pentola magica: l’idea di Sarah Collins.

in Una finestra sul Mondo
Il Wonderbag e il suo semplicissimo funzionamento

Per noi occidentali che magari, spesso e volentieri, per ragioni di lavoro, saltiamo il pranzo e rimandiamo tutto al crepuscolo e alla sua quiete; per noi che, se lavoriamo in azienda, abbiamo la sala mensa come luogo-principe deputato al pranzo; per noi, infine, che, quando proprio siamo costretti da obblighi imprescindibili, torniamo a casa per scaldare al micro-onde o friggere in padella dei piatti pronti che avrebbero fatto rabbrividire le nostre nonne; ebbene, per tutti noi ricchi e felici abitanti della parte fortunata del mondo cucinare non significa poi un granché, ad onta del fatto che in televisione è tutto un proliferare di cucine e cucinini di chef sedicenti stellati.

Ma, in gran parte dell’Africa e dell’Asia, al contrario, cucinare è un’impresa.

Innanzitutto, non essendoci di norma condotte del gas o linee elettriche, in gran parte del Terzo e del Quarto Mondo si cucina all’aperto sul caro, vecchio fuoco di legna dei nostri progenitori delle caverne: e quel tipo di fuoco non è regolabile con una manopola.

Per badare a quei fuochi migliaia di donne, ragazze e bambine consumano letteralmente la loro vita alla ricerca di legna da ardere e a controllare le fiamme perché non divampino troppo o non si spengano per poca cura. E tutte quelle ore vengono sottratte al lavoro ed alla scuola.

Per di più, cucinare sul fuoco di legna significa contribuire ad abbattere il patrimonio forestale del pianeta a ritmi costanti, aggiungendo al danno anche la beffa dei tanti incendi dovuti al mancato controllo dei tanti, troppi fuochi liberi accesi dovunque dentro e fuori dai villaggi.

Ed infine c’è il discorso dell’inquinamento da combustione di carbone che si va ad aggiungere a tutti gli altri di natura chimica che già abbondano.

Per rimediare a tutti questi problemi e ad altri correlati, un’inventrice sudafricana, Sarah Collins, in collaborazione con la Unilever, ha dato vita al Wonderbag.

L’idea è questa: dopo aver cotto su fuoco vivo per almeno venti minuti ciò che si deve preparare per pranzo o per cena, s’inserisce la pentola, tolta dal fuoco e con tutto il coperchio, dentro un contenitore che, a prima vista, sembra un pouf da salotto e invece è un geniale ritentore di calore che permette di cucinare a puntino e mantenere caldo per ore il cibo che si stava preparando nella pentola sul fuoco.

In questo modo, a cascata, si hanno i seguenti benefici: 1) le mamme (africane ed asiatiche) che spendevano otto ore al giorno davanti al fuoco possono ora lavorare e produrre redditi e benessere per la propria famiglia; 2) le ragazze e le bambine, d’aiuto alle loro mamme, invece che abbandonare precocemente la scuola e finire, magari, spose bambine abusate ed infelici, la possono frequentare con buoni risultati fino al diploma, assicurandosi una qualità di vita migliore; 3) i neonati esposti ai fumi di legna per tante ore non soffrono più di malattie dell’apparato respiratorio; 4) i mariti rompiscatole hanno il loro stufato ed i loro fagioli preferiti perfettamente cotti e magnificamente caldi in qualunque ora tornino da lavoro.

Va detto anche che, per permettere la diffusione di questo dispositivo semplice e geniale, venduto già in oltre 750.000 pezzi nel mondo, la Wonderbag ha attivato una linea di donazioni che permette con 20 dollari di aiutare direttamente una famiglia o un gruppo di famiglie di acquistare un Wonderbag, con 80 dollari di  procurare in zone di particolare disagio 40 pasti ipernutrienti per bambini iponutriti, con 200 dollari di assicurare per un anno colazione, pranzo e cena ad un bambino di aree povere del mondo e con 4000 dollari di fondare quello che si chiama un Wonderfeast, cioè un centro nutrizionale Wonderbag con oltre 150 Wonderbag disponibili, un centro educazionale nutrizionale per donne e ragazze e tanti altri mezzi di superamento della malnutrizione e della fame.

Ditemi voi se Sarah Collins non merita tutto il nostro apprezzamento.

Fragola on the Road, al via la prima edizione con il patrocinio dei comuni della Costa del Metapontino

in Cultura

Fra le iniziative il press tour, il talk show di approfondimento condotto da Dino Paradiso e Show Cooking

POLICORO.  << Valorizzare la fragola e promuovere la bellezza del territorio che ospita la pregiata coltura, sono gli obiettivi dell’iniziativa “Fragola on the Road” nell’ambito della quale il prossimo 25 Aprile si svolgerà a Scanzano Jonico, nella corte del Palazzo Baronale, il talk show di approfondimento dal titolo: La fragolicoltura come volano dell’economia del Metapontino”>>, così ha commentato Roberto Mele  presidente dell’associazione di promozione sociale Officine Creative Lab che ha coordinato l’organizzazione.

Mele ha poi aggiunto: “Main partner dell’evento è il consorzio di valorizzazione Club Candonga, realtà solida e molto ben radicata nel territorio Metapontino e titolare del prestigioso marchio Candonga Fragola Top Quality® che dà lustro al lavoro e all’alta specializzazione raggiunta dei produttori associati; infatti la Basilicata è stabilmente il primo produttore italiano di fragole”.

E, ancora: “Fragola on the Road è alla sua prima edizione, l’intenzione è quella di dar seguito all’evento riproponendolo ogni anno. Quest’anno, fra i comuni della Costa Metapontina, Scanzano Jonico è il comune capofila, per i prossimi anni la scelta verrà effettuata sulla base delle candidature che giungeranno. La collaborazione con i comuni della Costa è stata molto proficua e fattiva e l’auspicio è che questa sinergia prosegua per il futuro”.

Infine, Mele ha spiegato: “Fra le iniziative del Fragola on the Road, sempre il 25 Aprile c’è in programma il press tour che si svolgerà dalle 10:00 quando giornalisti, foodblogger, influencer, visiteranno i campi di fragole. Poi nel corso del talk show serale, Mauro Niso, ricercatore universitario presso l’Università degli studi di Bari, docente del corso di Chimica degli Alimenti e foodblogger per passione,  preparerà in diretta delle ricette con l’impiego di fragole. Sarà inoltre presente Paolo D’Amore, bar manager, presidente della Federazione italiana barman (Fib) e membro del consiglio d’indirizzo nazionale Fib Italia, che preparerà un cocktail alcolico e uno analcolico a base di fragole. Saranno inoltre presenti docenti e studenti dell’Agrario e dell’ Alberghiero dell’ Istituto d’Istruzione Superiore “G.Fortunato” di Pisticci.

A raccontare l’esperienza del Club Candonga nel corso del talk show ci sarà il CEO, Carmela Suriano che ha così commentato: “L’idea del Fragola on the Road nasce per dare concretezza al binomio agricoltura e accoglienza, una formula che potrebbe ampliare le opportunità per un territorio con forti margini di crescita”.

A dare il patrocinio al Fragola on the Road i comuni di Scanzano Jonico, Policoro, Pisticci, Rotondella, Bernalda, Nova Siri e la Provincia di Matera. Il talk show sarà condotto da Dino Paradiso. Sarà presente anche Poste Italiane che per l’occasione ha personalizzato un timbro postale che raffigura una fragola e sarà apposto sulle cartoline ufficiali dell’evento che saranno, quella sera stessa, distribuite.

 

 

 

Campioni del mondo di pizza ne abbiamo? A Policoro sì!

in Cultura

Pugliese, trapiantato in Romagna, già campione del mondo in diverse discipline che riguardano la pizza: lui è Michele Accetta, ora lavora a Policoro da qualche giorno al Beat. La sua pizza è stata elogiata anche da Papa Wojtila.
La novità per Policoro?
“La pizza dessert a base di fragola Candonga”.

SMS per la vita: la start-up nigeriana di Babymigo.com.

in Una finestra sul Mondo
Una simpaticissima neonata nigeriana.

Forse, quando studiava all’università di Ladoke Akintola (la LAUTECH) in Nigeria, Adeloye Olanrewaju non pensava che, qualche anno dopo, sarebbe stato individuato, con la sua società, tra le migliori cinquanta start-up del mondo e che avrebbe ricevuto numerosi premi in giro per il mondo.

D’altronde, anche vedendolo ora, che è l’amministratore delegato di una serie di fortunate iniziative imprenditoriale, il dr. Olanrewaju non sembra più che un simpatico ed atletico ragazzotto in salute dell’Africa centrale.

E invece no.

Questo giovane imprenditore africano ha messo insieme solidarietà e business creando una società che, dal novembre 2017 ha già registrato l’iscrizione di oltre 90.000 utenti ed ha l’ambizioso scopo di ridurre la mortalità infantile nigeriana (ed africana in genere) del 45% entro il 2020: roba non da poco.

Il gioco è semplice: una donna in attesa (o una neomamma) s’iscrive a questo servizio di SMS ad un costo accessibilissimo e può, ventiquattro ore su ventiquattro e trecentosessantacinque giorni l’anno, porre qualunque tipo di domanda relativa alla propria salute o a quella del suo bambino, sapendo che, in poco tempo, al massimo alcune ore, arriverà via sms una risposta che potrà fugare ogni dubbio su come allattare, come svezzare, come curare e come mantenere in perfetta salute psicologica e fisica il nuovo arrivato della famiglia.

In Nigeria nascono ogni anno circa dieci milioni di bambini che vivono anche in zone rurali in cui non solo gli ospedali, ma nemmeno gli ambulatori sono cose a portata di mano: ma ancor di più, ogni anno, per parto o per complicanze successive, muoiono oltre ottocento donne nigeriane a cui nessuno poteva dare informazioni su cosa fare prima, durante e dopo il parto. Salvare queste mamme e quei bambini con questa idea, per quanto ci riguarda, è qualcosa di favoloso.

Auguri, allora alla Babymigo.com e lodi al dr. Olanrewaju per la sua splendida idea.

La buona terra di Pearl S. Buck. Un viaggio tra le campagne cinesi alla scoperta del senso delle cose

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Lavori agricoli in una risaia, miniatura cinese di epoca Ming

Questa storia non è  cibo per cittadini amanti del cemento e delle comodità. È una storia di fatica e sudore , spesso non ripagata, di semplicità e gioia nelle piccole cose, che solo chi è stato punto dalla zanzara dell’amore febbrile per la terra da coltivare può capire. Il protagonista è il contadino Wang Lung, che in età da matrimonio, si lega alla schiava, non bellissima ma operosa, O-Lan. L’arrivo nella casa della donna, prima abitata dai soli due uomini Wang Lung e suo padre, sembra essere una manna dal cielo: la donna non disdegna il lavoro in campagna e la cura della casa. Grazie alla sua parsimonia i due riescono a rilevare la terra dei Hwang, presso i quali O-Lan prestava servizio prima del matrimonio. S’inizia  l’ascesa e il riscatto sociale, ma la terra e il cielo non sono sempre buoni e, in seguito a una carestia, la famiglia, che ora è aumentata di numero, è costretta a emigrare in una città del Sud. Wang Lung lì subirà il trauma di sentirsi straniero, figlio della terra trapiantato in città. Il richiamo dei campi è sempre troppo forte e grazie ad un colpo di fortuna Wang Lung e i suoi riusciranno a tornare a casa  e a ricominciare da capo. Il lettore si sentirà come sulle montagne russe, salendo e precipitando seguendo le vicissitudini di questa famiglia cinese che da povera diventa ricca e rispettata. E in seguito alla tranquillità economica, all’abbandono della continua lotta in campagna per la vita, nel cuore di Wang Lung e dei suoi figli trovano terreno fertile i germi dell’ambizione e della voluttà. Altri drammi infestano la famiglia di Wang Lung come la malattia di O-Lan, l’unica che resta fedele a se stessa. Dal tocco caravaggesco, la storia di questa famiglia è una tela della realtà  quotidiana che appartiene a tutti noi, priva di  giudizi o ipocrisie; mai forse abbiamo sentito il cuore nudo di un uomo con le sue imperfezioni così vicino al nostro . Tocchiamo la vita con mano, in tutte le sue fasi e sfaccettature, proprio come il vecchio Wang Lung teneva stretta tra le mani un pugno della sua buona terra.

Pearl S. Buck (pseudonimo per Pearl Walsh) è nata a Hillsboro (Virginia occidentale) nel 1892, da una coppia di missionari americani trasferiti in Cina poco dopo la sua nascita. L’educazione della Buck, affidata nei primi anni a una governante cinese, fu completata in Inghilterra e in America. Terminati gli studi, Pearl Buck tornò in Cina dove rimase fino al 1932, dedicandosi all’insegnamento. Nel 1934 si stabilì definitivamente in America; nel 1938 conseguì il premio Nobel per la letteratura con questa motivazione: “Per le sue ricche ed epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi lavori autobiografici”. Tra i suoi numerosissimi romanzi ricordiamo: Vento dell’Est: vento dell’Ovest, 1930; Figli, 1932, che insieme con La buona terra e La famiglia dispersa, 1935, forma una trilogia; Stirpe di drago, 1942; La saggezza di Madama Wu, 1946; Lettera da Pechino, 1957. Ha scritto inoltre alcuni racconti per ragazzi e un’autobiografia: Le mie patrie, 1954. I suoi ultimi romanzi sono stati La casa dei fiori, Un ponte per I’altra riva e Le ragazze di Madame Liang. Morì il 6 marzo del 1973.

Beto o Beth? Il dilemma del Partito Democratico Americano per le presidenziali del 2020.

in Una finestra sul Mondo
Il giovane deputato O'Rourke, in corsa per la nomination democratica alle presidenziali del 2020.

Si fa presto a dare Trump già per spacciato. Significa essere osservatori o critici disattenti pensare che le tante gaffes, i tanti scivoloni comunicativi, politici, organizzativi dell’attuale presidente degli Stati Uniti possano davvero aver fatto crollare il solido zoccolo di consenso col quale ‘The Donald’ ha umiliato la Clinton nel 2016. Sarebbe un grave errore dare i Democratici vincitori certi delle prossime presidenziali del 2020.

Trump è riuscito a intercettare, e detiene ancora in grossa parte, un consenso che definire trasversale è poco: un miliardario fanatico e per molti aspetti politically not correct come lui, ha dragato milioni di voti in tutti gli stati e gli strati e, benché in odio all’establishment di Capitol Hill e alla stampa americana, ancora oggi riuscirebbe ad attrarre il proletariato e sottoproletariato urbano e rurale di mezza America, pescando, con altrettanta nonchalance, tra i simpatizzanti del suprematismo bianco così come tra gli evangelici, tra le minoranze etniche e la piccola borghesia wasp delusa dalle politiche della crisi, tra i disillusi democratici e tra i critici repubblicani.

Premesso questo, tanti, troppi candidati democratici cercheranno di ottenere la nomination per sfidare Trump e sottrargli la soddisfazione di un secondo mandato.

Torna alla carica Sanders, per molti più adatto a una bella, comoda, lussuosa casa di riposo che ad una presidential run; si presentano un paio di governatori ed ex-governatori anche di stati importanti (da Hickenlooper, ex-governatore del Colorado a Jay Inslee, attuale governatore dello stato di Washington), tanti senatori (Klobuchar, Booker, Gillibrand), un sindaco (Castro) ed una influencer di Twitter (Marianne Williamson).

Massimo rispetto e un sincero ‘in bocca al lupo’ a tutti loro: quindici minuti di notorietà, come è noto, non si negano a nessuno.

Ma, mettendo un po’ di distanza e di distacco dalle vicende americane, viste le cose del partito democratico statunitense qui dall’Italia, personalmente suggerirei di seguire con molta attenzione la corsa alla nomination di due personaggi che, fra la folla dei pretendenti, mi pare che abbiano quell’aplomb, quel curriculum, quella capacità comunicativa che un buon candidato presidente dovrebbe avere a priori.

Mi riferisco a Beto O’Rourke e a Elizabeth Warren.

Beto (che in realtà si chiama Robert Francis) ha un che di kennediano, nell’aspetto e nel curriculum: se eletto, arriverebbe alla Casa Bianca a soli quarantotto anni (è del 1972), espressione di una generazione che chiede giustamente di poter rappresentare partiti e Paesi un po’ in tutto il mondo. Di origine gallese-irlandese, è cattolico, ma ha studiato in una delle migliori università wasp, la Columbia, dove si è laureato in Letteratura Inglese. Consigliere comunale ad El Paso, quindi pronto a cercare e trovare il consenso dei tanti ‘latinos’ che abitano negli USA, è stato deputato al Congresso dal 2012 al 2018. Sconfitto da Ted Cruz per un seggio al Senato, è uno dei più brillanti sconfitti nella corsa ad un seggio senatoriale. Ha ufficializzato la sua candidatura il 14 marzo 2019.

Beth (Elizabeth) Warren, senatrice di lungo corso, donna del 1949 fieramente nonna, con due figli e due matrimoni alle spalle, presidente della commissione obamiana sulla supervisione delle attività economiche del Senato, è stato nominata da Time tra le 100 persone più influenti del mondo.

Sandersiana, prima di essere clintoniana, la Warren, docente di diritto commerciale ad Harvard, ha grinta(appartiene a famiglia della piccola borghesia combattente americana, quella sospesa tra ‘salvazione e dannazione’), fegato, competenze e determinazione: ha ufficializzato la sua candidatura per il partito democratico il 9 febbraio 2019.

Mi sbaglierò, ed è possibile che nessuno dei due poi corra effettivamente per la Casa Bianca: ma fino a quel momento, fino alla fatidica nomination, io li terrei d’occhio e con un certo interesse.

Vedremo.

Un portachiavi per bere: breve storia di TESTDROP PRO© .

in Una finestra sul Mondo

Dopo esserci divertiti a inquinare tutto l’inquinabile, persino l’etere e le nostre coscienze, come esseri umani ci siamo accorti che forse, e da un pezzo, avevamo superato qualunque limite della decenza e della razionalità.

Gli inquinatori, infatti, si sono resi conto che avevano quasi segato il ramo su cui erano seduti e si sono fermati inorriditi: qualche altro colpo ben assestato e la vivibilità di questo nostro pianeta azzurro e infelice si sarebbe andata a far benedire per sempre.

Nell’Occidente sviluppato questa paura, questa tensione ormai palpabile fra gli elementi naturali, spesso gravemente compromessi, e gli uomini ha portato ad una coscienza, ad una vigilanza ecologica che evita, quasi sempre, tragedie e drammi: ma ci sono parti del mondo in cui dei problemi del terreno, delle acque superficiali e di falda e dell’aria ci si interessa poco o nulla, credendo che non ci sia niente di cui preoccuparsi.

Sapendo questo, e con una capacità di visione non solo imprenditoriale davvero eccezionale, la società israeliana Lishtot (che in ebraico vuol dire ‘bere’) ha inventato un piccolo dispositivo che definire geniale è poco.

Si tratta del TESTDROP PRO© che, grazie alle proprietà dei campi elettrici, riesce a dire, in pochi secondi, se l’acqua di una fonte, di un lago, di un fiume sia potabile o no.

Gli inquinanti più diffusi, biologici e chimici, infatti cambiano le proprietà del campo elettrico dell’acqua e questo apparecchio israeliano, della grandezza di una chiave elettronica di una nostra automobile o poco più, dà risultati affidabili in tempo reale e a costi accessibili.

Per tanti paesi al mondo in cui si crede di poter bere da qualunque fonte senza problemi, andando però incontro a rischi spaventosi, è un’invenzione più che utile e necessaria: è qualcosa d’indispensabile che, magari, per altre ragioni, dovrebbe diffondersi anche in Occidente dove spesso le certezze che avevamo stanno evaporando come gocce d’acqua nel deserto.

Amore di Isabel Allende. Una carrellata di emozioni selezionate dalla nota scrittrice cilena

in Cultura/Storie d'Inchiostro
Giulio Aristide Sartorio, La sirena, 1893, Olio su tela applicata su tavola, 71 x 142 cm, Torino, GAM

Tutte le frecce scoccate dall’arco di Cupido durante una vita intera sono raccolte e offerte al lettore dall’autrice di “La casa degli spiriti”. Frammenti di uno specchio che compongono il riflesso del dio Amore sono selezionati dall’ autrice all’ interno delle sue opere più o meno famose: le schegge ritrovate si riferiscono alla perdita del candore infantile, al primo amore, alla gelosia, all’amore scanzonato e all’amore maturo. Ogni pietra miliare che segna la tappa sentimentale e sessuale è decorata da un breve commento introduttivo della stessa autrice in merito  alle scelte artistiche e alle sue personali esperienze d’ intimità senza tabù e omissioni. Da donna caliente del Sud del mondo l’ Allende non può nascondere i particolari più piccanti e osé del rapporto a due, senza scadere nella volgarità, e dipingendo sempre la carnalità  con un’immagine poetica e trascendentale. Isabel Allende si racconta contestualizzando la sua evoluzione di donna e di amante ai vari periodi storici vissuti in prima persona come la rivoluzione sessuale degli anni ’70 e l’affermazione del femminismo. Una lettura forse un po’ priva di brio perché le scene sembrano ripetersi ma dal gusto delicato, spensierato, frizzante. Le lettrici  nelle sue parole e fantasie potranno riconoscersi. Ai lettori sarà concesso per una volta di scrutare  attraverso l’occhio di una donna il mondo dell’eros e dell’amore.

Isabel Allende nasce nel 1942 a Lima, in Perù, ma a soli tre anni si trasferisce in Cile, dove rimarrà fino al 1973. Proprio in Cile, a soli 17 anni, comincia la sua carriera come giornalista.Nel 1962 si sposa con Miguel Frias dal quale avrà due figli, Paula e Nicolas. Il 1973 è un anno fatale per il Cile: a seguito del golpe militare guidato dal generale Augusto Pinochet, l’allora attuale Presidente cileno, Salvador Allende, zio di Isabel, viene assassinato e comincia un lungo e terribile periodo di repressione. Isabel è costretta all’esilio con il marito e i due figli in Venezuela, dove vi rimane per ben 13 anni. Sono anni difficili e il rapporto con il marito si deteriora fino al divorzio nel 1986.  Nel 1983 esordisce con la sua opera più apprezzata “La casa degli spiriti” con forti richiami autobiografici e dal quale sarà tratto l’omonimo film. Tra gli altri romanzi noti “La città delle bestie” “D’amore e ombra”, “L’isola sotto il mare”.Molto toccante è Paula, scritto in ricordo della figlia Paula, morta a soli 28 anni di una malattia rara. Nel 2010 ha ricevuto il Premio Nazionale Cileno per la Letteratura. Allende è oggi cittadina americana e vive in California con il secondo marito William Gordon.

 

Non è romantico? La nuova rom-com di Netflix.

in Una finestra sul Mondo
La simpatica Rebel Wilson, protagonista di 'Isn't it romantic'

Per i cultori della piattaforma più ‘cool’ della televisione italiana di oggi e soprattutto per coloro che non si fanno fermare dall’ostacolo dell’inglese (perché la passione per il cinema lo rende bello ed interessante tutto, anche quello in cinese mandarino), consiglio di godersi una simpatica commedia sceneggiata dalle brillanti penne di Erin Cardillo, Dana Fox, Katie Silberman e Paula Pell: si tratta di ‘Isn’t it romantic’.

Senza rivelarvi tutta la trama, vi dico che si tratta dell’avventura esistenziale di una ragazza ambiziosa e sfortunata, delusa dal lavoro e dalla vita e disillusa sulle capacità curative dell’amore che, dopo un incidente in metropolitana, si trova immersa in una realtà in cui lei è protagonista (involontaria e riottosa) di una sciropposa commedia romantica.

Ci sono tutti gli elementi classici: il brutto anatroccolo che si scopre bello e affascinante e desiderabile, il bel ragazzone americano tutto addominali che impazzisce d’amore per la sconosciuta Bridget Jones della situazione, l’amico gay, l’amica bellissima, ma per una volta lontana dai riflettori e via discorrendo tra le classiche situazioni a scelta tra ‘Pretty woman’, ‘Arthur’, ‘Il matrimonio del mio miglior amico’, ‘Prima o poi mi sposo’, etc.

A fare da sfondo, da palcoscenico di un’ulteriore commedia supermelensa c’è la sempre rutilante ed affascinante e magnetica New York, che da sola basterebbe a reggere la trama e l’intreccio di qualsiasi film.

A dirigere la protagonista, la bionda e pacioccona Rebel Wilson, c’è il regista Strauss-Schulson (quello, di ‘The final girls’, un horror geniale e poco psyco-gotico, che qualche anno fa ha avuto un certo successo) che ha, come nelle migliori tradizioni, individuato in Liam Hemsworth il belloccio della situazione, tutta passione e carinerie nel classico stile romantico americano.

Inutile dire che il film è stato fatto uscire in America a San Valentino di quest’anno.

Tutto calcolato. Buona visione.

A Montecarlo bandiera arancione per il comune di Valsinni

in Cultura

Valsinni- Montercarlo- Montecarlo si tinge di arancione. Protagonisti di un importante evento nel principato, 54 Paesi Bandiera Arancione, fra questi i comuni lucani di Valsinni, Aliano e Guardia Perticara. Valsinni, Bandiera Arancione fin dal 2002, deve questo riconoscimento e marchio di qualità turistico ambientale a un suggestivo centro storico medioevale e alla capacità organizzativa del paese di accogliere i visitatori che ogni anno si riversano sempre più numerosi tra le viuzze del borgo antico. Lo scorso 15 febbraio l’associazione Paesi Bandiera Arancione, guidata da Fulvio Gazzola, sindaco di Dolceacqua, in collaborazione con la Fondazione Alberto II di Monaco, il Comune del Principato, l’Ambasciata d’Italia e il Touring Club italiano ha organizzato un convegno dal titolo “Pratiche innovative per un turismo sostenibile”, durante il quale sono stati affrontati temi delicati quali il riciclo dei rifiuti, la mobilità elettrica e dove si è discusso ampiamente di iniziative a favore della salvaguardia del mare. Moderatore, il noto attore Ezio Greggio. A rappresentare Valsinni, il sindaco Gaetano Celano che non nasconde l’emozione mentre ci racconta di questo evento. “Sono partito dal mio paese con grande entusiasmo sapendo che un tale incontro con personalità europee e i sindaci dei paesi Bandiera Arancione sarebbe stato un momento di integrazione e soprattutto di promozione del territorio” dichiara Celano. “ Ho lavorato tanto in questi cinque anni del mio mandato e nei precedenti 10 anni in veste di vicesindaco di Valsinni per promuovere la cultura e il paese noto per aver dato i natali a Isabella Morra, poetessa del ‘500 che oggi occupa un posto preminente nel panorama della letteratura italiana.Con la collaborazione del Touring Club e dell’associazione Bandiera Arancioneabbiamo sempre organizzato molti ed importanti eventi anche nel nostro piccolo comune, eventi che hanno riscosso un interesse notevole di pubblico e di critica. “Chi visita Valsinni” continua il primo cittadino“rimane incantato per i suoi vicoli suggestivi e per la storia che palpita in questi luoghi nonché dal castello medioevale che si erge imponente sulla roccia. Questo ho raccontato di Valsinni a Montecarlo con l’invito a tutti di visitare il mio paese per vivere un viaggio nella poesia e nel sogno”. Tra i progetti dell’amministrazione comunale, ci racconta ancora il sindaco, importanza preminente assume il progetto di recupero del centro storico. Queste, dunque, sono le iniziative importanti da promuovere perché l’Italia, composta da tanti piccoli paesi e tante realtà diverse per storia e cultura, ha ancora molto da raccontare. Dare voce a ogni singolo paese, significa recuperare una parte importante della nostra storia.

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