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Cultura

La Regione sostiene Maratea Capitale italiana della Cultura 2026

in Cultura

La Regione sostiene Maratea Capitale italiana della Cultura 2026. Fra le città concorrenti: Lucera, Latina, Agnone, Gaeta, L’Aquila, Treviso, Alba, Unione dei Comuni Valdichiana Senese.

 

Una delegazione per Maratea Capitale italiana della Cultura 2026 è stata convocata oggi al Ministero della Cultura in audizione pubblica per illustrare nel dettaglio agli esperti il progetto che sarà oggetto di valutazione. Per la Regione Basilicata era presente l’assessore Cosimo Latronico che nel suo intervento ha sostenuto il dossier di candidatura, soffermandosi sulla coerenza del progetto con la strategia di sviluppo regionale. In una lettera al Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha sottolineato come la candidatura di Maratea sia diventata di dimensione regionale e come la stessa corrisponda agli obiettivi strategici di tutta la comunità lucana. La proclamazione della Capitale italiana della Cultura 2026 si terrà entro il 29 marzo 2024. La città vincitrice sarà assegnataria di un contributo finanziario da parte del Ministero della Cultura di un milione di euro per concretizzare gli obiettivi delineati nel progetto di candidatura. “Confermiamo l’impegno della Regione Basilicata – ha scritto Bardi- a sostenere ulteriormente Maratea in caso di proclamazione. Questa nostra volontà vuole essere segno dell’attenzione di questo Governo regionale verso il rilancio di Maratea e dell’intera Basilicata”.

“I Lunedì di Pitagora”: l’omofobia al centro del terzo appuntamento

in Cultura

Il terzo appuntamento de “I Lunedì di Pitagora” ed. 2023/2024 ha affrontato, nella giornata dedicata alla sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo, il difficile tema dell’omofobia. Lo ha fatto attraverso le pagine di “Figlio unico” il libro scritto dall’avvocato Maria Lovito.
Un romanzo che attraverso la storia di Caterina e Giovanni racconta del senso di emarginazione, di solitudine che il pregiudizio e gli stereotipi possono creare ai ragazzi che a volte subiscono le forti pressioni che la società, sia familiare che sociale, impongono.
Una giornata intensa, vissuta dalle studentesse e dagli studenti delle classi quarte dell’IIS ‘‘Pitagora’’ di Policoro che in aula magna hanno ascoltato con attenzione anche le riflessioni del sociologo Rocco Melissa che ha messo in evidenza come sia importante cercare di capire la realtà che ci circonda, di non soffermarci sui preconcetti, ma di andare oltre, di aprire quella mente a tutte le possibilità che si possono avere, senza aver paura di essere diversi, perché la diversità è qualcosa che ci appartiene e che ci rende unici.
Durante l’incontro al quale ha preso parte anche la DS, prof.ssa Maria Carmela STIGLIANO, sono stati letti alcuni brani tratti da libro ‘’Figlio Unico’’ che con garbo e delicatezza ci regala un messaggio importante: l’ascolto e la condivisione degli ingredienti di una vita piena di amore, qualunque tipo di amore si possa provare, perché quando il cuore batte, bisogna solo saperlo ascoltare.

Angelina Mango vincitrice del festival di Sanremo 2024: “Sembrava irraggiungibile”

in Cultura

“Sembrava irraggiungibile per me e invece è arrivato. Sono contenta di averlo fatto, non voglio dimenticare nulla”, così Angelina Mango nel rispondere alla domanda di Marino Bartoletti nel corso della trasmissione domenicale su RaiUno, condotta da Mara Venier. Angelina Mango ha vinto l’edizione 2024 del Festival di Sanremo.

In Basilicata, regione di Angelina, come riportato dall’Ansa: “Caroselli di auto in festa nella notte di Lagonegro (PZ), la città di Angelina Mango, La gioia della cittadina lucana è esplosa pochi minuti dopo l’annuncio di Amadeus e Fiorello”.

Il Comune ha organizzato la visione dell’ultima serata in Municipio, dove il successo della figlia di Pino Mango è stato accolto con brindisi e cori di gioia.”Unica! Angelina Mango ha vinto il Festival di Sanremo!”.

E’ il post, pieno di entusiasmo, pubblicato sui social dal sindaco di Lagonegro (Potenza), Salvatore Falabella. “Ora – ha aggiunto il primo cittadino – ti aspettiamo a Lagonegro per consegnarti le chiavi della Città”.

Durante la diretta su Raiuno, nel pomeriggio di domenica, Angelina nel parlare con giornalisti e critici ha detto: “Non esiste tempo perso. A volte cerco anche i momenti di noia”. Sulla sua vita sentimentale, alla domanda di Mara Venier: “Ho il fidanzato”. Infine nel parlare dell’Eurovision: “Fiera di rappresentare il mio Paese, l’italia, in Europa”.

 

Nella serata dedicata ai duetti, Angelina Mango ha interpretato il più grande successo del genitore scomparso, Pino Mango. Artista straordinario, dal talento unico.

Il gaming può essere un volano del turismo?

in Una finestra sul Mondo

L’importanza del mondo dei videogiochi è sotto gli occhi di tutti ormai da tempo. Non solo per una quantità sempre maggiore di persone che si avvicinano a questo settore ma soprattutto per l’indotto di tutto il settore, arrivando a contare svariati miliardi di dollari in tutto il mondo. La passione verso i videogiochi ha poi dato vita ad una serie di altre forme di intrattenimento che si ispirano alle saghe videoludiche. È il caso, ad esempio, di serie tv o film, alcuni anche particolarmente noti al grande pubblico come la celebre The last of Us, prodotta da HBO e proclamata dai critici come una delle migliori serie del panorama contemporaneo.

Oltre a questo, una passione per un determinato videogioco può fungere da volano per il turismo di una determinata area. È in tal senso, perciò, che il gioco può andare a incentivare il turismo, ovviamente se l’ambientazione richiama ad aree geograficamente esistenti, grandi o piccole che siano. I videogame spesso si ispirano alla storia e alle tradizioni di una località o una terra. Si pensi ad una slot come Gates of Olympus sull’antichità greca o altre su antichità romana. Ma ci sono anche videogame ispirati a film o serie tv o libri celebri. Si faccia un esempio concreto, preso dalle bellezze italiane. È il caso di Monteriggioni, sconosciuta ai più: si tratta di un comune della Toscana composto da meno di 10mila persone. Di certo non meta di un turismo di massa, anche perché l’intera regione vanta vere e proprie perle di rara bellezza come Firenze, Siena o Pisa. Eppure, Monteriggioni si è conquistata ampio seguito grazie alle vicende contenute in Assassin’s Creed. Nello specifico, il piccolo borgo toscano era il luogo originario di Ezio Auditore, il protagonista dei capitoli più fortunati dell’intera saga. Proprio da qui hanno avuto inizio le gesta del personaggio, che ha poi attraversato Firenze, Venezia e Roma, fino a chiudere l’epopea della sua vita a Costantinopoli, nel corso dell’ultimo capitolo. Ad onor del vero, va precisato che non è l’ultimo in senso assoluto per la saga ma solo il conclusivo del racconto degli Auditore.

Rimanendo in Italia, sempre in Toscana per la precisione, il turismo ha ricevuto un grande impatto anche dal Lucca Comics, strettamente legato al gaming. Dal 1995 è rinominato Lucca Comics and Games, a testimonianza dell’importanza sempre maggiore del settore dei videogiochi. Si svolge a cadenza annuale tra fine ottobre ed inizio novembre ed i numeri dei turisti e degli appassionati che si recano ogni anno alla fiera è in costante aumento. Sono quasi mezzo milione le presenze nei tre giorni di eventi, con un indotto stimato in diverse decine di milioni di euro. Oltre al ticket pagato per accedere alla fiera vera e propria, si calcola infatti tutti i ricavi ad essa strettamente collegata. Ad esempio si faccia riferimento alle strutture alberghiere della zona, che accettano prenotazioni di anno in anno perché è impossibile trovare hotel disponibili con poco preavviso. Lo stesso vale per ristoranti e commercianti del posto, che annualmente si vedono travolti da un vero e proprio fiume di turisti.

Cultura lucana, 4 giochi tradizionali della regione

in La Grande Bellezza

Cultura lucana, 4 giochi tradizionali della regione

L’Italia è un paese meraviglioso per tutta la cultura e la storia che ha ereditato e costruito nel corso dei secoli. Così tra arte, storia, letteratura e molto altro, emerge nelle tradizioni popolari il segno distintivo di ogni regione. Emblema di queste tradizioni sono i giochi, che non sono solo dei passatempi ma una diversa espressione della cultura di un popolo. Come quello lucano, tanto attaccato e geloso della propria cultura e delle proprie tradizioni, sia che si tratti di giochi di carte, come possono essere la scopa, la briscola o il tressette, o dei classici giochi da strada come pizzicantò, mazza e pizzico o tuzza muro. Ma oggi c’è anche da dire che i giochi tipici provano a resistere alla straordinaria evoluzione del mondo del gioco, che di questi tempi prende la forma del gaming online, tra console di videogame, app e sale da gioco virtuali. Alcuni articoli di recensione delle piattaforme di gioco e dei loro differenti bonus, come ad esempio il codice promozionale William Hill qui recensito da esperti, dimostrano in maniera chiara quanto sia vasta l’offerta di giochi tradizionali trasformatisi in versione totalmente digitale, a partire dal poker e arrivando alle slot machine. Ma per fortuna accanto all’evoluzione tecnologica la tradizione non viene messa da parte e tanti giochi restano vivi e proseguono anche nelle nuove generazioni.

Giochi di carte

Come in tante altre regioni, anche in Basilicata sono diffusissimi i giochi di carte tradizionali, con i classici mazzi di carte napoletane con i semi di coppe, denari, spade e bastoni. Accanto ad essi, da qualche anno va tanto di moda il mazzo di carte lucano con, tra le figure, il fante al posto della donna. Ma che sia con le lucane o con le napoletane in Lucania si gioca a tanti giochi di carte tradizionali come la scopa, la briscola e il tressette, giochi di concezione semplice ma per i quali serve tanta memoria e strategia nel giocare le carte giuste.

Pizzicantò

Qui si entra nel campo dei giochi della pura tradizione locale, legati strettamente alla storia e alla tradizione religiosa, dove servono solo alcune persone coraggiose. Si tratta infatti di costruire delle torri umane. Tredici persone che formano una piramide attraverso uno schema preciso distribuito su tre piani con i partecipanti che si inerpicano attorno ad un palo di legno su cui aggrapparsi man mano che si sale. Un rituale, un gioco, impreziosito anche da alcune filastrocche dialettali che i pizzicantari cantano mentre si esibiscono in questa prova.

Albero della cuccagna

Questo è un gioco e una tradizione molto diffusa in diversi paesi del mondo. Parte tutto dalla tradizionale concezione per cui nella cuccagna si debba cercare di raggiungere il meritato premio dopo uno sforzo, una specie di metafora della vita. E così in Basilicata e in manifestazioni presenti in alcuni Comuni, come il famoso Maggio di Accettura, c’è un momento della festa in cui i ragazzi del posto scalano una pertica cosparsa di grasso per raggiungere la cima dove si trova la “cuccagna” e recuperare il premio.

Mazza e Pizzico

Ci sono poi dei giochi che non richiedono prove di forza e nemmeno sono legati a usi e costumi religiosi o, ancora prima, pagani, ma fanno parte del divertimento semplice dei ragazzi quando una volta non c’erano tanti soldi per comprare giochi costosi. Uno dei più diffusi è la mazza e pizzico. Lo svolgimento del gioco è facile e intuitivo, dove servono pochissimi attrezzi, anche da oggetti di recupero, e un po’ di scaltrezza. Serve, dunque, una mazza di legno e un pezzo di legno più piccolo, o comunque un altro oggetto leggero. Lo scopo del gioco è colpire l’oggetto piccolo con la mazza e indirizzarlo verso un punto prestabilito con meno colpi possibile.

Tuzza Muro

Infine tuzza muro. I ragazzi di una volta dovevano dotarsi di alcune monetine o, ancora più semplice, di una manciata di bottoni, magari una volta avanzati dai lavoretti alla macchina da cucire che le nonne facevano in casa. Ci si posizionava davanti a un muro e si doveva lanciare il proprio bottone il più vicino ad altri posizionati precedentemente. Chi si avvicinava di più catturava tutte le altre.

Candidatura Bernalda a Capitale italiana della cultura: “corsa di squadra”

in Una finestra sul Mondo

Candidatura della Città di Bernalda a Capitale italiana della cultura. Corsa di squadra, coinvolti anche gli altri comuni dei vicini comprensori

«La candidatura di Bernalda a Capitale italiana della cultura è una corsa di squadra, che coinvolge tutti i Comuni metapontini in un progetto di promozione e valorizzazione di un territorio, che fa della sua unicità una forza per tutta la Basilicata». Così il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, ha presentato stamattina alla stampa il dossier di candidatura, realizzato dalla Fondazione “MeNO” dopo un profondo lavoro di conoscenza del territorio culla della Magna Grecia Lucana. Al tavolo con Tataranno c’erano 7 dei nove sindaci co-protagonsti della candidatura (assenti per impegni istituzionali solo i primi cittadini di Craco e Rotondella), ovvero: Domenico Albano di Pisticci, Eugenio Lucio Stigliano di Nova Siri, Rocco Oliva vice sindaco di Montescaglioso, Salvatore Cosma di Tursi, Pasquale Cariello di Scanzano Jonico, Piero Marrese di Montalbano Jonico e Enrico Bianco di Policoro. Con loro il presidente del Gal Start 2020 che sostiene il progetto, Angelo Zizzamia, e Margherita Orlando, amministratore unico della Fondazione MeNO, che ha portato i saluti del presidente Roberto Albergoni e del direttore artistico Andrea Cusumano. Assente giustificato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha fatto arrivare il suo saluto e la promessa di un sostegno economico di due milioni di euro in caso di vittoria. Il padrone di casa Tatatanno ha espresso la sua grande soddisfazione per la risposta convinta ed entusiasta dei suoi colleghi, al di là di steccati politici e campanili. «E’ stato un percorso politico-amministrativo faticoso e lungo. -ha detto Tataranno-

I Comuni del Metapontino puntano a unire le forze fin dal 2015 con una serie di iniziative in sinergia. Penso al progetto “Magna Grecia”, già finanziato dalla Regione con 5 milioni. Mi fa piacere che si siano uniti anche Montalbano, Craco e Tursi sul solco di una storia comune.

Ringrazio tutti per questo sostegno concreto e convinto. Siamo gli antenati della civiltà europea moderna, e oggi rappresentiamo questo tipo di storia. -ha rimarcato Tataranno- Quindi con questa candidatura, al di là del risultato, dobbiamo puntare sul rafforzamento di un percorso importante per il territorio, che parla con un’unica voce e finora forse è stato un po’ sottovalutato. Il segreto è farsi conoscere, questa è la strada giusta in un’ottica di necessario “contagio” per tutti i nostri cittadini. Ringrazio la Fondazione MeNo per il grande lavoro fatto, e gli uffici comunali per il supporto non indifferente, oltre all’assessore Rocchelia Scarcella». Entusiasta anche il sindaco di Montalbano, Marrese, che ha fatto riferimento al grande esempio di Matera 2019, il cui esempio fa da modello per lo sforzo che si sta compiendo: «Crediamo nella capacità di fare rete -ha detto Marrese- siamo tutti consapevoli che per promuovere il proprio territorio occorre andare al di là dei confini e degli steccati politici. Abbiamo già dimostrato di saper fare rete, siamo ambiziosi e vogliamo raggiungere il massimo risultato; ma al di là di questo, dobbiamo sostenere il progetto per la promozione di tutto il territorio metapontino, che merita di essere conosciuto e quale occasione migliore di questa». Zizzamia ha parlato del coinvolgimento del Gal Start 2020 nell’iniziativa, lodando il progetto sinergico messo in campo. La dottoressa Orlando ha, poi, illustrato per sommi capi il lavoro fatto sul dossier sviluppato in modo sintetico per le esigenze del bando di candidatura, lodando il supporto e l’accoglienza ricevuta: «E’ un progetto di Bernalda con i 9 comuni, che insieme hanno faticato con noi. -ha detto l’Au di MeNO- Noi abbiamo vissuto in questi luoghi, per comprenderne a fondo l’essenza e le risorse. Siamo nati come spin-off di Palermo Capitale italiana della cultura, che ci ha offerto l’occasione di fare un grande lavoro. Stiamo lavorando ad Agrigento Capitale italiana della cultura 2025. La sfida di Bernalda è stata di cuore. Il nostro prossimo obiettivo è di entrare nella short list il prossimo 15 dicembre. Questa è la capacità delle città di pensare sé stesse, sull’esempio delle antiche polis dove il sindaco guida una città per il benessere di tutti. Questo territorio ha una ricchezza naturalistica importante e autentica, incontaminata, nel dossier avremmo potuto scrivere molto di più; ci sono pervenuti tantissimi progetti, ne abbiamo scelti 76 alcuni anche internazionali, e tutti gli artisti vogliono venire a conoscere questo territorio per lavorare qui». Tutti entusiasti anche i sindaci: Stigliano di Nova Siri ha parlato del suo comune che, come Bernalda, fa da cerniera alla Basilicata jonica, esaltando la capacità di fare sistema messa in campo. Cariello di Scanzano Jonico ha rimarcato l’importanza dell’unicità del tessuto produttivo metapontino, rispetto alla quale non esistono steccati politici. Sullo stesso tenore la dichiarazione di Oliva per Montescaglioso, mentre Cosma di Tursi ha espresso il suo dispiacere per la candidatura “antagonista interna” di Maratea: «Si poteva pensare a una candidatura unica -ha detto- anche perché in quella parte di Tirreno si possono ritrovare influssi della Magna Grecia. Sarebbe stato bello». Albano ha sottolineato la natura «ambiziosa del progetto, che mette in luce tutto il nostro territorio -ha detto- mettendo da parte la politica di campanile dei nostri centri. Il mio territorio, come Policoro, avrebbe voluto candidarsi ma alla fine abbiamo trovato una sintesi convinta su Bernalda, che ci permette di valorizzare e promuovere il nostro Metapontino a livello internazionale. Il dossier, a prescindere da come andrà, rimarrà per noi una traccia da seguire sempre insieme. Io ci spero e credo in questo progetto». Bianco ha, infine, sottolineato ancora una volta gli sforzi comuni nel segno della piena collaborazione. In conclusione il sindaco Tataranno ha esaltato il coinvolgimento di alcuni imprenditori locali, come Leo Chiruzzi, che ha allestito un bus di linea con i colori e gli stemmi della candidatura e dei Comuni coinvolti, che sta già girando tutta l’Italia. Un altro imprenditore bernaldese, invece, ha realizzato della t-shirt che saranno distribuite stasera nel corso dell’incontro pubblico di presentazione del dossier a tutti i sindaci partner ed alle persone coinvolte in questo avvincente cammino.

La ricerca della Memoria: il progetto dell’IIS Bernada – Ferrandina

in Cultura

La ricerca della Memoria: il progetto dell’IIS Bernada – Ferrandina. Approvato dalla Regione Basilicata e Unione Europea per valorizzare l’Anno Europeo dei Giovani

Parte da una citazione di Tucidide il progetto approvato dalla Regione Basilicata/Unione Europea per la valorizzazione dell’Anno Europeo dei Giovani, dal titolo “CONOSCERE IL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE E ORIENTARE IL FUTURO”.
Il progetto, che si svolge in piena sinergia con l’IIS Bernalda-Ferrandina, diretto dal prof. Giosué Ferruzzi, oltre ad fase formativa ed un convegno, prevede anche la realizzazione di uno spettacolo di teatro, musica e danza per celebrare le antiche ritualità e culti della divinità poliade di Metapontion e si è avvalso delle professionalità dei docenti dell’IIS di Bernalda: Lombardi, Musillo, Proto, Russo e Torraco, che hanno interagito nell’ambito del progetto “Metapontion: la ricerca della memoria” (Piano delle Arti), di cui la rievocazione rappresenta l’evento conclusivo.
Il progetto dell’OCCSE della Magna Grecia si avvale del patrocinio della Direzione Regionale Musei di Basilicata, grazie all’interessamento ed alla sensibilità dell’arch. Mauro, e prevede il coinvolgimento l’Associazione culturale Neopolites di Taranto e del gruppo teatrale “I viandanti sognatori”. La “Ierogamia di Hera”, che realizzeremo grazie al prezioso contributo dei gruppi rievocativi di danza delle “Nereidi di Taras” e delle nostre “Naiadi di Metapontion”, porta in scena, nella location del Tempio di Hera, già Cattedra di Pitagora, il frutto di un’ampia ricerca di carattere storico e filologico sulle pratiche cultuali e religiose sacre alle stirpi elleniche migrate in Magna Grecia, con particolare riferimento alle popolazioni achee insediatesi nell’agro di Metaponto. L’intento è quello di rappresentare i temi di maggiore spessore etnico, antropologico e religioso intimamente legati alle tradizioni più antiche e nobili della costa di Bernalda e dell’entroterra di Matera. Attraverso la formula moderna ed appassionante della rievocazione storica, è stato coltivato il desiderio di promuovere ed abbinare i beni materiali ed immateriali, sottolineando l’importanza e la funzionalità delle imponenti vestigia architettoniche, urbanistiche ed archeologiche già note e presenti in loco. L’utilizzo delle numerose risorse umane, per lo più giovanili, ha favorito la descrizione puntuale degli usi e dei costumi dell’epoca, così come delle peculiarità del patrimonio identitario mediterraneo di Metaponto.
La dimensione artistica è forte di un ampio utilizzo di costumi, danze e musiche d’epoca ed è inoltre impreziosita dall’inserimento di scenografie e di effetti sonori atti a facilitare la comprensione dei temi trattati. Le declamazioni orali e performances degli attori ed interpreti del tema del matrimonio sacro tra antiche divinità poliadi sono in grado di condurre e coinvolgere gli spettatori sul filo di una narrazione continua e densa di momenti di grande intensità e suggestione. La mimica ed i dialoghi sono stati infine studiati ed adattati per assicurare una dimensione didattica e divulgativa essenziale e costante, descrivendo ogni azione per garantire la massima attenzione, l’interesse ed il gradimento del pubblico per tutta la durata della rappresentazione.
L’esibizione artistica si terrà il giorno 29 ottobre nel Tempio pitagorico alle ore 11.00.
L’ingresso è gratuito.

VII Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia: vincono Federica Nannetti, Lara Martino e Giuseppe Facchini

in Cultura

VII Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia, vincono nelle diverse categorie Federica Nannetti, Lara Martino e Giuseppe Facchini

La consegna dei premi nel corso di un evento che si è tenuto ieri 26 settembre a Roma su iniziativa della Fondazione Alessandra Bisceglia, dell’Ordine dei giornalisti del Lazio e dell’Università Lumsa

ROMA – Sono Federica Nannetti, Lara Martino e Giuseppe Facchini, i giornalisti che hanno vinto la settima edizione del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia, rispettivamente nelle sezioni “Articoli su agenzie di stampa, quotidiani e periodici”, “Servizi radio-televisivi”, “Servizi, articoli, podcast e multimediali sul web”.
Per quanto riguarda i primi classificati, Federica Nannetti, premiata dal noto giornalista e conduttore, nonché socio fondatore della Fondazione Alessandra Bisceglia, Roberto Giacobbo ha vinto con l’articolo “Luisa Rizzo, la campionessa di droni con atrofia muscolare spinale: così posso volare e sogno il cinema” (edizione di Bologna del Corriere della Sera); Lara Martino, premiata dal direttore di TV2000, Vincenzo Morgante, si è distinta con il servizio dal titolo “Il nonno di Genny” (Rai Tgr Campania); Giuseppe Facchini, premiato dal caporedattore della TGR Campania, Oreste Lo Pomo, ha vinto con “Ramini, argento ai mondiali di Paraclimbing: dopo il coma, provo un senso atomico di libertà” (Fanpage).

Ecco i secondi classificati, premiati dal giornalista Fabio Zavattaro, componente della Giuria del Premio: per la sezione “Articoli su agenzie di stampa, quotidiani e periodici” abbiamo Giacomo Puletti con “La luce dell’arte illumina il nero di Burri anche per i non vedenti” (Il dubbio); per “Servizi radio-televisivi” c’è Marco Di Vincenzo con “La campionessa di para pole dance” (RSI News); per la sezione “Servizi, articoli, podcast e multimediali sul web”, Alessandra Lanza con “Senza barriere: la storia di Mohammed” (VD news).
Terzi classificati, premiati sempre da Zavattaro: per la sezione “Articoli su agenzie di stampa, quotidiani e periodici”, Dario Vito con “Intervista a Simone Mantero, ragazzo cardiopatico e trapiantato di cuore” (Inchiostro); per “Servizi radio-televisivi”, Andrea Caruso con “La vendemmia dei divinamente abili” (Rai Tgr Campania); per la sezione “Servizi, articoli, podcast e multimediali sul web”, il lavoro a quattro mani di Davide Giuliani e Giulia Paltrinieri con “Il suono del silenzio” – Q Code Magazine.
Come in ogni edizione, sono stati assegnati riconoscimenti speciali, consegnati da Roberto Giacobbo ad Adriano Biondi per Fanpage, Gabriella Facondo per il programma di TV2000 “Siamo noi” e a Vera Martinella per la sezione di Corriere.it “Sportello Cancro”.

I premi del concorso – dedicato alla memoria dedicato alla memoria di Alessandra Bisceglia, giornalista lucana scomparsa prematuramente il 3 settembre 2008, all’età di 27 anni, in seguito ad una malformazione vascolare rarissima – sono stati consegnati nel corso dell’evento conclusivo che si è tenuto ieri 26 settembre nell’Aula Magna dell’Università Lumsa di Roma. A fare gli onori di casa, Raffaella Restaino, referente per i rapporti istituzionali della Fondazione e mamma di Alessandra e il papà di Ale, Antonio Bisceglia.
La premiazione è stata preceduta da un corso-convegno dal tema “Il giornalismo e le grandi paure. I media tra allarmismo e corretta informazione” – promosso dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio, dalla Fondazione Alessandra Bisceglia e dall’Università Lumsa – che ha garantito ai partecipanti (cinquanta circa in presenza e 70 da remoto), cinque crediti formativi. Numerosi gli ospiti e i relatori. Per i saluti istituzionali sono intervenuti: Donatella Pacelli, docente Lumsa e vicepresidente della Fondazione Alessandra Bisceglia; Francesco Bonini, rettore della Lumsa; Marcello Cattani, presidente di Farmindustria; Paola Spadari, consigliera segretaria dell’Ordine nazionale dei Giornalisti; Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Ecco i relatori del convegno, moderato da Andrea Garibaldi, giornalista e presidente di giuria del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia: Mario Morcellini, professore emerito di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi, Università Sapienza di Roma; Lucia Goracci, inviata Rai; Carlo Chianura, direttore del Master di Giornalismo dell’Università Lumsa; Mirella Taranto, capo Ufficio stampa dell’Istituto Superiore di Sanità; Oreste Lo Pomo, caporedattore TgR Campania; Roberta Serdoz, caporedattrice TgR Lazio; Giorgio Saracino, giornalista e collaboratore Rai; Ilaria Beretta, giornalista e collaboratrice di Avvenire. Al termine del convegno, la fase delle premiazioni, condotta da Roberto Natale, direttore di Rai per la Sostenibilità Esg.
Come in ogni edizione sono stati assegnati riconoscimenti speciali, consegnati da Roberto Giacobbo ad Adriano Biondi per Fanpage.it, Gabriella Facondo per il programma di Tv2000 “Siamo noi” e a Vera Martinelli per la sezione di corriere.it “Sportello Cancro”.
A concludere l’evento, la presidente della Fondazione e sorella di Ale, Serena Bisceglia – che ha ringraziato tutti coloro che hanno consentito la perfetta riuscita dell’evento – e la vicepresidente, Donatella Pacelli.

Bernalda Capitale italiana della cultura nel 2026: inviato il dossier di candidatura

in Cultura

Bernalda Capitale italiana della cultura nel 2026, inviato il dossier di candidatura.

Con l’invio del dossier al ministero della Cultura, la città di Bernalda ha intrapreso ufficialmente il cammino della candidatura a Capitale italiana della cultura per il 2026.

Un percorso complesso e avvincente, che ha visto la città di Pitagora allearsi con altri nove centri del Metapontino, al fine di valorizzare e promuovere le tipicità di un territorio contraddistinto da un tratto culturale comune e prestigioso. Così Craco, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico e Tursi hanno unito le forze per la prima volta nella storia della Basilicata,

verso il traguardo in cui il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, e l’Amministrazione comunale tutta stanno concentrando energie e relazioni.

Il progetto con un budget di circa 6 milioni di euro e la stesura del dossier, seguita a sopralluoghi e studi approfonditi sui punti di forza del territorio magnogreco, sono stati affidati al team di professionisti della Fondazione “MeNO”, che con il suo presidente, Roberto Albergoni, e il direttore artistico, Andrea Cusumano, ha coordinato il lavoro di co-progettazione con le istituzioni e le comunità dei dieci partner. Albergoni ha già fatto conquistare il titolo a Palermo nel 2018 e Agrigento per il 2025. Il titolo del dossier “Ascolto, Mondo, Conoscenza e Mistero”, è emerso come elemento cardine della narrazione del territorio: dalle sue bellezze culturali e paesaggistiche, alla storia gloriosa fino alla creatività contemporanea. Il programma culturale prevede 76 interventi nei 12 mesi del 2026 e azioni preliminari a partire già dal 2024. Come indica il titolo, i progetti sono articolati in tre ambiti concettuali: Ascolto del mondo, della conoscenza e del mistero. Il contributo di pensiero degli artisti internazionali coinvolti nella progettazione, oltre ad artisti e operatori residenti, ha arricchito di esperienze e riflessioni il dossier, che è già espressione di questa contaminazione.

Il consiglio comunale di Bernalda e le Giunte degli altri 9 Comuni, hanno già approvato lo statuto della futura Fondazione “Magna Grecia Lucana”, soggetto attuatore del programma strategico culturale contenuto nel dossier e di Bernalda Capitale italiana della cultura 2026 in caso di vittoria.

Il percorso di avvicinamento prevede un’istruttoria del ministero che dovrebbe concludersi a metà dicembre 2023, con la stesura della short list di dieci città candidate, che rappresenta il primo importante traguardo da raggiungere prima della proclamazione, prevista per marzo 2024, quando in caso di vittoria inizierà il lungo percorso di avvicinamento all’anno da Capitale italiana della cultura.

«La candidatura è stata un processo entusiasmante di confronto tra Comuni e cittadini, che desidero ringraziare per i loro contributi e per l’entusiasmo. -commenta il sindaco Tataranno- Siamo certi di avere fatto un buon lavoro. La consegna del dossier è solo il punto di partenza, per l’avvio di attività e progetti che daranno impulso culturale ed economico al nostro territorio». Il dossier sarà illustrato alla stampa e ai cittadini del Metapontino nella prima decade di ottobre, con due distinti incontri pubblici.

(Nella foto il Parco archeologico di Metaponto, frazione di Bernalda)

LA LETTERA. La “Basilicata Experience” di un “social blogger”

in La Grande Bellezza

Cortese Redazione,
avendo trascorso qualche giorno in questa bellissima regione ,vorrei condividere la mia Basilicata Experience con i lettori della vostra testata essendo un social blogger che ha come missione far trasparire il positivo dai viaggi.

 

Un’ altra regione italiana dal valore paesaggistico, storico e naturalistico, un fazzoletto di terra, incastonato tra Calabria, Campania e Puglia, spesso non apprezzato per come merita e quindi non preso d’assalto dal grande movimento del turismo.
A dirlo è sbagliato anche perché questa fazzoletto offre tanto, un territorio selvaggio, incontaminato, con delle spiagge bianche (62 km) e mare turchese che in proporzione al chilometraggio utile, ha fornito 5 bandiere blu alla nostra Italia (Maratea, Pisticci, Policoro, Bernalda e Nova Siri).

Regione da resti tangibili, torri, torrioni e castelli normanni, parchi paleolitici, con la ciliegina sulla torta poggiata da Matera, con la storica bellezza, storia in una sorta di presepe a cielo aperto.
In questo periodo sono molto gettonati, i borghi abbandonati in seguito a eventi climatici importanti del passato, loro sono i cosiddetti borghi fantasma o paesi fantasma, luoghi pregni di magia, pace e mistero, ingredienti straordinari,  acquistati in questo intenso tour in Basilicata.
Un tris di città fantasma, che hanno farcito la “torta” del nostro itinerario, sulla quale emerge Craco, seguito da Rabatana, dalle forti radici arabe e dulcis in fundo il malinconico Alianello, un borgo fantasma crudo e triste che ci regala una sorta di macchina del tempo e che ci fa pensare come eravamo tanti anni fa, vedendo i resti oggi, resti tangibili nelle abitazioni aperte dove possibile entrare e vedere come si viveva un tempo, nei primi anni del boom economico, quando cominciavano ad arrivare i frigoriferi, le stufe a cherosene, anche se quasi tutte le abitazione avevano il caldo e fedele camino e forno a legna. Ci colpiscono le dispense murali, dove
sono rimasti abbandonati prodotti alimentari, bevande, conserve e detersivi con marchi storici ancora oggi produttivi e non.

Luoghi magici che sono stati coerenti set cinematografici, di film importanti, tra cui “The Passion of the Christ di Mel Gibson, BASILICATA coast to coast di Rocco Papaleo e “Cristo si è fermato ad Eboli”, tratto dal romanzo di Carlo Levi. Già Carlo Levi che nel periodo fascista fu esiliato ad Aliano, dopo essere stato accolto con calore, protetto dai partigiani del periodo, dopo il mese di esilio,recatosi nella capitale ,espresse ferma volontà all’atto della morte di poter essere tumulato nel borgo materano, dove oggi riposa.
Stesso Borgo che oggi è uno dei luoghi di cultura della Basilicata, ospitando la casa dello scrittore, pittore, politico antifascista nonché la pinacoteca ospitata nel palazzo nobiliare De Franchi, nel centro del paese, nelle vicinanze del palazzo comunale.

Una Basilicata magica che nonostante a volte riflettendo, rimane scollegata dal resto dell’ Italia, ma che di fatto all’ interno ha una ottima viabilità di strade statali collegate con apprezzabili strade provinciali che fattivamente offrono un ottimo servizio al turista, sia quello che arriva con vettori di tour operator, sia quelli capillari e numerosi, “fai da te” che alimentano quel turismo lento e continuo come una fontana che, oggi in tanti cercano e ne hanno gran sete per dissetarsi.

Il territorio ben curato, coltivato, dove non si vedono grandi macchie d’ incendi che sono inibite dall’ intelligenza del lavoro delle numerose aziende agricole che danno quella valenza al laborioso popolo lucano aiutando il PIL della regione stessa. La sorpresa della piccola e laboriosa Basilicata, alimenta sogni nel suo piccolo fazzoletto di territorio, fazzoletto di “seta” impreziosito, nell’ accogliere le diverse tipologie di turisti, offrendo servizi utili, sostegni logistici, didattici, con guide che quasi stanno a coccolarsi la loro terra, raccontandola con professionalità e passione, lasciando quel qualcosa al visitatore che arriva da queste parti, già da queste parti, nutrendosi di quella reale e quotidiana Basilicata Coast To Coast.
Let’s go Lucania…ops Let’s Go Basilicata.

 

Gianpiero Taverniti, social blogger calabrese autore del testo e della foto (Craco)

 

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