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Cultura

I want you! Grafiche Salluce cerca piccoli autori per raccontare il mondo dei nonni

in Cultura
Francesco Salluce, titolare di Grafiche Salluce e "I nonni raccontano"

In questi giorni in cui tutto si è congelato, bloccato dalla paura del rischio del contagio Covid-19, non si  ferma la voglia di continuare a sognare e a far sognare di Francesco Salluce, titolare dell’azienda tipografica  Grafiche Salluce, con sede a Bernalda,  il quale  ha lanciato  una bellissima iniziativa artistica, tesa a coinvolgere i più piccoli ed i loro nonni. Un meraviglioso esempio di combattività  in questo particolare momento storico e di amore verso la saggezza popolare e la famiglia. Curiosando nella sua libreria, accogliendo così la nostra iniziativa instagram di far uscire i libri dalle loro mensole mentre noi restiamo a casa  #iorestoacasamaescoilibri, Francesco si è trovato tra le mani un volume di “I nonni raccontano“, la prima opera stampata dal fondatore dell’azienda grafica Salluce, il maestro tipografo Giovanni:  ecco accendersi la lampadina nella mente del giovane imprenditore! Ispirandosi a quell’opera, Francesco ci invita ad ” aprire” i forzieri di esperienza di vita e di valori, quali sono i nonni e gli adulti in genere,  usando come chiave la penna e la matita dei loro nipotini, così da unire in uno slancio di affetto e di forza il passato e il futuro, per vivere un presente , nonostante tutto, creativo e positivo. Favole, leggende,aneddoti di vita vissuta, storie folcloristiche , sono ben accette per contrastare il buio e la noia di questi giorni e far rivivere attraverso la fantasia dei bambini le storie del passato appartenuto ai loro nonni.

La devozione al nonno di Albert Anker

Gli elaborati ( eventualmente riportati anche nella versione dialettale degli autori) e i disegni realizzati dai bambini  in relazione alla storia raccontata  verranno poi raccolti in un volume edito dalla Grafiche Salluce.

Quindi, se siete un genitore disperato con a casa un bambino/a annoiato/a che non sa cosa fare con penna e matita, e avete a casa anche un nonno/nonna che passa le giornate del tutto inosservato/a, cosa state  aspettando per  rinchiuderli in una stanza a chiave e  liberarli solo a storia e disegno completato?  Questi sono gli ingredienti perfetti per plasmare i  protagonisti del futuro. E se le norme di sicurezza attuali vietano il contatto fisico  e i vostri  “ingredienti” si trovano in credenze (case) separate, sfruttate webcam e cellulari, per non farvi perdere questa splendida e divertente occasione di far  diventare dei piccoli artisti i vostri bambini e vedere il loro nome stampato su un libro in qualità di autori.

Non facciamo morire inascoltato l’invito di questo giovane tipografo di “mettere in pratica tutta la vostra fantasia e il vostro saper fare”, piccoli amici. Grazie a quanti parteciperanno. Riportiamo i recapiti  per gli interessati.

Pagina Facebook: Grafiche Salluce

email: grafichesalluce@virgilio.it

cell. 3383629575

 

#iorestoacasamaescoilibri. Parte la nostra iniziativa instagram che mette alla porta i libri

in Cultura/Storie d'Inchiostro

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale.
Amos Oz

Con questa citazione dell’autore israeliano Amos Oz, scomparso due anni fa, vogliamo spiegare l’iniziativa social partita su instagram da poche ore e della quale puoi essere protagonista anche tu. Sono giorni di profondo abbandono e sconforto per tutti noi; di isolamento forzato per il bene individuale e collettivo; di lutto e di lacrime. Rallentati i ritmi frenetici, ridotti i rapporti sociali e le attività lavorative al minimo, abbiamo più tempo da dedicare ad attività più introspettive, meditative, come leggere.

La lettrice di Fernando Botero, 2002

Perché se è vero che noi abbiamo l’obbligo di restare a casa, questo non vale per i nostri libri, che possono uscire dalle loro dimore, dai loro scaffali, dalle librerie impolverate, dove ci aspettano con trepidazione per esser letti. “I libri mi hanno salvato dalla disperazione” diceva Simone de Beauvoir, e cosa stiamo aspettando per farci salvare  da essi dalla disperazione di questi giorni?

Ed allora vi chiediamo semplicemente di condividere con una foto nelle vostre storie di instagram la vostra lettura attuale, la storia al cui fascino avete finalmente ceduto, commentandola con una parola, un pensiero, taggando il Met e mettendo in circolo l’hashtag #iorestoacasamaescoilibri.

‌Vincent van Gogh, La lettrice di romanzi, 1888

Scommetto che il selfie con il vostro autore preferito non l’avete mai fatto: insomma cosa state aspettando? Restiamo a casa ma restiamo anche uniti attraverso i libri che sono ponti ostinati, uniscono, creano legami (G. Avigliano).

Buone letture, e siate fotogenici con i vostri libri!

Giornata mondiale dell’acqua, Acquedotto Lucano propone rassegna d’arte sul web

in Cultura

Si conclude con le opere ingegneristiche dell’Acquedotto dell’Agri e del serbatoio pensile di Metaponto

Domenica 22 marzo ricorre la Giornata Mondiale dell’Acqua istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 che, per il 2020 si incentra su tre temi fondamentali : “We cannot afford to wait.
Water can help fight climate change. Everyone has a role to play ”, ovvero “Non possiamo permetterci di aspettare L’acqua può aiutare a combattere i cambiamenti climatici. Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere”. Si riprende così un tema già lanciato nel corso dell’anno 2019, ovvero quello di garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua attraverso il contributo di ciascun cittadino nella salvaguardia della risorsa vitale per il nostro pianeta, soprattutto considerando la stretta correlazione esistente tra i cambiamenti climatici e l’acqua. “Diventa sempre più indifferibile la necessità che noi tutti diventiamo parte attiva nel preservare il futuro della nostra risorsa più preziosa che, purtroppo, anche a causa dei cambiamenti climatici comincia a scarseggiare”, afferma l’amministratore unico di Acquedotto Lucano Spa Giandomenico Marchese. “Soprattutto in questo delicato momento emergenziale che coinvolge il mondo intero- prosegue Marchese- occorre che tutti
mettano in campo azioni a tutela dell’acqua, in primo luogo attraverso un più attento utilizzo della stessa, cominciando a non sprecare la risorsa utilizzandola in maniera oltremodo responsabile”. Acquedotto Lucano celebra questa Giornata con una iniziativa per la fruizione digitale e creativa, permettendo agli utenti di restare a casa, in questo momento in cui il Paese deve fronteggiare l’emergenza del Covid-19, e cogliere così l’occasione per parlare di acqua frequentando il linguaggio dell’arte e della bellezza, servendosi delle opportunità offerte dal web. L’acqua, infatti, oltre ad essere l’elemento naturale intorno al quale ruota la vita di ogni essere vivente, è anche uno degli elementi interpretativi più forti nella letteratura, nell’architettura, nell’arte. Nelle diverse epoche e nelle varie espressioni artistiche, l’acqua è sempre stata fonte inesauribile di interpretazioni e rappresentazioni. Acquedotto Lucano propone una rassegna di opere d’arte che hanno l’acqua come elemento centrale, e una selezione di letture fruibili in questi giorni gratuitamente. Si inizia con Talete – indicato come il primo filosofo della storia del pensiero occidentale che iniziò la ricerca del “principio”, identificato nell’acqua, da cui tutte le cose si sarebbero generate – e si prosegue con un libro di esperimenti per i più piccoli. Nella carrellata di opere ispirate all’acqua, c’è spazio per i dipinti di Giotto, Botticelli e van Gogh; per le torri dell’acqua di Bernd e Hilla Becher e per l’installazione di Bill Viola al Guggenheim; si conclude con le opere ingegneristiche dell’Acquedotto dell’Agri e del serbatoio pensile di Metaponto. La rassegna di arte e letture digitali è fruibile dal sito internet www.acquedottolucano.it e
dalla pagina facebook istituzionale.
www.acquedottolucano.it/campagne-ed-eventi/giornata-mondiale-dellacqua-2020

Il Lucania Film Festival in edizione smart in streaming

in Cultura

Un vero e proprio festival con un palinsesto di incontri e contenuti pluritematici, da vivere in diretta streaming interagendo da casa.

Appuntamento domenica 22 marzo dalle 16 alle 23 sulla pagina Facebook del Lucania Film Festival. Tra gli ospiti John Turturro, Vanessa Scalera, Claudio Santamaria, Francesca Barra, Alessandro Haber.

 

Il Lucania Film Festival, aspettando la ventunesima edizione in calendario dal 7 all’11 agosto 2020, lancia un messaggio positivo per rispondere all’emergenza sanitaria che sta vivendo l’Italia e tutto il mondo: Insieme in streaming, #iorestoacasa!

Dopo l’esperimento di domenica 15 marzo che ha visto protagonisti Carlo Verdone, Rocco Papaleo, Brunori Sas, Franco Arminio, Mohsen Mackmalbaf, la kermesse cinematografica lucana, replica con una nuova puntata dell’edizione straordinaria da condividere in live streaming sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/LucaniaFF/)

Uno spazio virtuale per continuare a fare cinema e a condividere cultura. Perchè #laculturanonsiferma neanche a casa!

Un progetto che prevede una serie di incontri, declinati in diversi format, (cinetalk e lectio magistralis tenute da docenti, critici e autori del cinema italiano e internazionale, proiezioni film in concorso delle passate edizioni, performance musicali e teatrali) che vedranno protagonisti assoluti personalità di spicco nell’ambito del cinema, del teatro e della musica. Con questa iniziativa il Festival aderisce alla campagna virale #iorestoacasa per contrastare la diffusione del Covid-19. “In queste settimane, durante le quali sentiamo frenata la nostra spontaneità, piegate le nostre abitudini autentiche a modi asettici, si apre un entusiasmante paradosso: la creatività può prendere direzioni inaspettate, coinvolgere un pubblico più ampio e assumere un significato simbolico senza precedenti. Siamo chiamati a rispettare delle regole inusuali che trascendono età, condizioni di vita e consuetudini personali, perché si afferma su di noi un appello più alto, che sovrasta la nostra dimensione individuale; non per soffocarla, ma per farcene trovare una più grande. Ora pratichiamo questa Bellezza a distanza, ma continuando ad essere solidali e responsabili, presto torneremo a raccontarvi le storie sotto quel cielo stellato: ne siamo certi, racconteremo anche questa “Storia”, ha commentato Rocco Calandriello, direttore del Lucania Film Festival. Tra i protagonisti della seconda puntata che andrà in onda domani 22 marzo dalle 16:00 alle 23:00 sulla pagina Facebook del Lucania Film Festival l’attrice Vanessa Scalera reduce dal successo della serie televisiva, girata in Basilicata, “Imma Tataranni – Sostituto procuratore” e il regista Francesco Amato; il pluripremiato attore e regista italo-americano John Turturro, l’attore Claudio Santamaria e sua moglie, la giornalista e scrittrice Francesca Barra, protagonisti della serie di Amazon Prime Video “Celebrity Hunted – Caccia all’uomo”, l’attore e regista Alessandro Haber e tante altre personalità di spicco.

 

 

Scrittori in gonnella: nom de plume maschili per donne

in Cultura/Storie d'Inchiostro

 

Le tre sorelle Anne, Emily e Charlotte Brontë ritratte dal fratello Patrick Branwell

Oggi  8 marzo la nostra rubrica vuole festeggiare le donne raccontando il piccolo dramma di grandi scrittrici di ieri e di oggi, che per dar alla  luce i propri libri, rilegati nell’oscurità del cassetto, hanno scelto pseudomini maschili. Considerate figlie minori del dio Apollo, incapaci di trattare temi importanti e sociali al di fuori  della “letteratura rosa” per donna, molte personalità geniali in gonnella hanno dovuto indossare “pantaloni letterari” per esser prese in considerazione dal grande pubblico e per poter trattare temi ritenuti inadatti per il gentil sesso. “Avverse alla pubblicità personale, abbiamo velato i nostri propri nomi sotto quelli di Currer, Ellis e Acton Bell; la scelta ambigua è dettata da una sorta di scrupolo di coscienza, assumendo nomi di battesimo positivamente maschili, noi non ci dichiariamo donne, anche perché ciò che scriviamo non vogliamo che venga fatto rientrare sotto un’etichetta. Vogliamo evitare il pregiudizio”, queste sono le parole di Charlotte, la sorella maggiore delle tre Brönte, chiarificanti circa la situazioni delle scrittrici dell’ 800.

George Eliot all’anagrafe Mary Anna Evans

Anche la scrittrice Mary Shelley ( all’anagrafe Mary Wollstonecraft Godwin ), nota per il suo Frankestein, vittima del pregiudizio di esser donna e di trattare temi non convenienti  per il suo genere, pubblicò le sue opere in anonimato o prendendo in  prestito il nome del marito Percey Shelley.  Curioso è l’episodio della rivelazione  della vera identità da parte delle già citate Brönte al loro editore Smith, Elder & Co. (che si era convinto che tutti i romanzi fossero stati scritti dall’inesistente Ellis Bell). L’editore restò sorpreso, ma preferì continuare a pubblicare i libri con nomi maschili per non scioccare il pubblico. Fu Charlotte, l’ultima superstite, a riabilitare il cognome Brönte per tutte le sorelle.

Alcune scrittrici sono passate alla storia con un nom de plume maschile, gettando nell’oscurità la propria vera identità, come  la scrittrice dell’ epoca  vittoriana  Mary Anna

George Sand,all’anagrafe Aurore Dupin de Francueil ,che fuma in abiti maschili

Evans, meglio conosciuta come George Eliot, autrice di Middlemarch, Il mulino sulla Floss, e l’ anticonformista Aurore Dupin de Francueil (1804-1876), che non solo su carta ma nella vita reale dei salotti francesi indossava gli  abiti maschili di George Sand. Una vera e proprio cross dresser sia nelle sembianze che nella vita privata, ricca di numerose relazioni sentimentali con i più svariati artisti (Chopin, Merimée e De Musset).  Più recente è il caso di  Katharine Burdekin che nel 1937 pubblicò  “La notte della svastica”, romanzo premonitore degli orrori nazisti con il nome di Murray Costantine.  Significativa ai  giorni nostri  è l’esperienza  dell’autrice di Harry Potter che ha scelto di firmare la sua opera come J. K Rowling , rinnegando il suo nome di battesimo  Joanne per ragioni commerciali,  spiegando che i ragazzi avrebbero perso interesse pensando che il suo libro fosse stato scritto da una donna.

J. K. Rowling, autrice di Harry Potter

Donne dalla mente vivace e creativa, con tanto da dire all’umanità  e che per divulgare le proprie idee intelligentemente  hanno aggirato l’ostacolo del pregiudizio sociale di un mondo maschilista e patriarcale con un piccolo sacrificio sul proprio ego. A loro va il merito di aver dimostrato che il mondo della lettere e della poesia appartiene a tutti , indipendentemente dalla composizione dei propri cromosomi sessuali. Buona festa delle donne!

 

MER-B? No, solo una grande Opportunità.

in Cultura/Una finestra sul Mondo

Se ci fosse un nome per indicare quelli della mia generazione, forse quello più evocativo, quello più ‘poetico’ sarebbe la ‘Moon Generation’.

Quelli nati tra il 1968 e il 1969, infatti, pur nella magnifica, pura, angelica inconsapevolezza della primissima infanzia, si sono potuti dire testimoni di un’impresa eccezionale dell’Umanità: la conquista della Luna.

Quel 20 luglio 1969, coi nostri occhietti sempre un po’ annoiati ed assonnati, sorretti a mezz’asta dai nostri genitori tutti esaltati dal grande, storico momento, davanti alle televisioni rigorosamente in bianco e nero che avevamo all’epoca, abbiamo assistito, con la telecronaca del mitico Tito Stagno, all’allunaggio di Armstrong ed Aldrin (Collins, poverino, era rimasto in orbita per riportare i suoi compagni a casa dopo l’allunaggio).

Conquistata la Luna con una serie di imprese storiche (fatta eccezione per lo sfortunato Apollo 13, che mancò la Luna e rischiò di perdersi nello spazio profondo), dagli anni Novanta, dopo la lunghissima vita dello Shuttle Atlantis, la Nasa e l’ESA hanno collaborato per la realizzazione di un sogno: quello della conquista di Marte.

Il Pianeta Rosso non è fuori dalle nostre possibilità, ma prima di inviarvi i primi astronauti era necessario conoscerlo meglio: e la visione al telescopio non era ritenuta sufficiente.

Nasce così, moltissimi anni fa, una trentina circa, il progetto di inviare sul nostro ‘pianeta cugino’ dei rover, degli automi semoventi che potessero svolgere in piena autonomia riprese, esperimenti, verifiche ‘on the field’.

Fu così che, nell’estate del 2003, col fiato sospeso per la temerarietà dell’impresa, la NASA ha lanciato verso Marte il MER-B 1 ed il MER-B 2 (MARS EXPLORATION ROVER 1 – 2).

Progettati per durare tre mesi o poco più, questi due rover, capaci di muoversi fra rocce, in crateri e in condizioni atmosferiche che qui da noi ci farebbero paura, sono durati invece, uno cinque anni abbondanti, ed OPPORTUNITY, quello di cui parliamo oggi, ben quattordici anni, diventando così il più grande successo di un’esplorazione spaziale a targa USA.

In 5111 giorni di permanenza su Marte, la sonda Opportunity ha potuto inviare qui sulla Terra milioni di dati di ogni tipo sull’atmosfera, sulla composizione del terreno, sui fenomeni meteorologici, sismici, vulcanici del nostro pianeta cugino, arricchendo le conoscenze degli scienziati in vista del primo ‘ammartaggio’ che si spera di poter realizzare entro il 2050, per chi avrà, come noi nel 1969, la fortuna di vederlo.

Opportunity è stato dichiarato ufficialmente ‘morto’ dalla NASA il 13 febbraio 2019: ma per tutti noi, come avviene per gli eroi che conquistano l’eternità, le sue ruote ed i suoi occhietti elettronici sono ancora in cerca della verità sulla superficie del Pianeta Rosso.

Angelo Carrozzini, dall’illusione del vivere… verso la trascendenza

in Cultura

 

Con la terza mostra inaugurata presso l’oratorio della chiesa di Marconia di Pisticci il progetto artistico itinerante dei dipinti del maestro Angelo Carrozzini entra nel vivo.
I dipinti di Carrozzini saranno esposti a Marconia fino al 5 marzo. Quindi, dal 7 al 29 marzo la mostra si sposterà presso la chiesa del Purgatorio di Matera, per riprendere il suo cammino il giorno delle Palme c/o l’Istituto “Padre Minozzi” di Policoro e, poi, a ad Lecce, Ascoli Piceno, ecc…
Il progetto artistico itinerante è organizzato con il patrocinio della Provincia di Matera e dell’UPI di Basilicata, oltre che dei comuni ove le mostre vengono allestite, con la collaborazione di associazioni culturali del posto. Il progetto, curato dal prof. Giuseppe Rotunno, prevede la realizzazione di diverse mostre in Basilicata, ma anche a Lecce e provincia, ad Ascoli Piceno, a Dozza (BO) e nella stessa Urbino. Dopo Pisticci, Nova Siri e Montalbano Jonico, la mostra da domenica 1 al 5 marzo è a Marconia di Pisticci. Ad inaugurarla padre Giovanni Colosco. Sono anche intervenuti Rosetta Rotunno, Maria Paola Sgro, Giuseppina Lomassaro e Giovanni Di Lena, dalle cui relazioni è emerso il problema espresso in maniera sublime da Angelo Carrozzini dell’identità personale e degli uomini che trasformano il vivere in una vera e propria “illusione” con l’intento però, di ricercare e scoprire le proprie origini e il loro destino attraverso la ricerca della trascendenza, superando così, il kantiano concetto del trascendentale e per ritornare all’originale ricerca del senso della propria vita e del mondo e in qualcosa o in qualcuno che sta in un al di là non ben definito e individuabile.
Ed è questa la trascendenza che cerca Angelo Carrozzini con i suoi quadri, immergendosi nell’illusione del vivere, che lo porta a cercare di sfuggire, attraverso la sua pittura, alle delusioni della quotidianità, confermando che la sua pittura e il suo operare come uomo e come artista, è come una continua e per ora irrisolta ricerca della componente trascendentale. L’illusione del vivere diventa, quindi, per l’artista prerogativa indispensabile per uscire dall’esistenza del quotidiano e vivere una vita autentica fondata e ispirata alla sublimazione di un mondo che, a prescindere dalla sua esistenza, costituisce comunque la “meta”, il senso del vivere dell’uomo e dell’artista Carrozzini
Come sempre, la serata inaugurale è stata una festa dell’arte. Ancora una volta, infatti, la presentazione dell’artista e delle sue opere è stata arricchita dalla performance delle alunne del Liceo Musicale e del Liceo delle Scienze Umane dell’ISIS “Pitagora” di Montalbano, grazie alla sinergia che si è venuta a creare con il dirigente scolastico prof. Leonardo Giordano e i suoi collaboratori, in particolare il maestro Giovanni Lacolla e la prof.ssa Anna Maria Cariglia. Nella serata marconiana, in particolare, accompagnate alla chitarra da Elisea D’Alessandro e Maria Chiara D’Onofrio del Liceo Musicale “Pitagora”, Rosanna Raimondo, Delfa Melfi, Maria Pia Vena e Valeria Camello hanno declamato alcune poesie di Giovanni Di Lena e Maria Paola Sgro.

Giuseppe Rotunno

Cannole, “San Martino sulle tracce dei Templari. “Educational tour per giornalisti per la conoscenza e la promozione del territorio di Cannole e del Salento.

in Cultura

Finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma Operativo FESR-FE 2014-2020 denominato “Attrattori culturali, naturali e turismo”, si è svolto a Cannole, in provincia di Lecce, un’educational tour per giornalisti ed operatori della comunicazione. Tra i partecipanti, provenienti da diverse parti d’Italia, ma anche dall’estero, dalla Grecia, dalla Svizzera, anche rappresentanti della Basilicata. L’iniziativa è stata finalizzata a promuovere la conoscenza del territorio del Salento otrantino e dei suoi attrattori materiali. Nel corso di quattro giornate giornalisti, web editor, pubblicitari ed esperti della comunicazione inseguendo le tracce del Templari, che a Cannole hanno lasciato tracce evidenti del loro passaggio, hanno avuto modo di visitare e apprezzare le “Vigne grandi”, i famosi oliveti facenti parte del Tenimento dei Templari, ma anche di essere ospitati nella scuola Primaria di Cannole, dove la “tradizione di San Martino” è stata animata dagli alunni, opportunamente guidati dai loro docenti, trasformando la festa in un momento di condivisione culturale, folkloristica, ma anche storica. Quindi, gli ospiti del Comune salentino hanno potuto visitare il Centro Diurno della Cooperativa Don Bosco di Martano, la tenuta Tursani, situata nella Serra di Montevergine, la chiesa di Santu Lasi, le famose quattro torri di avvistamento, la cripta dei pellegrini, appartenuta nel XIII sec. Alla Precettoria Templare di Lecce, l’antico tratturo del Re che qui si incontra con la via Franciscena, ma anche la città di Otranto, con il suo splendido castello e la Cattedrale dei Santi Martiri, e il Faro di Punta Pelascia, dove lo Jonio e l’Adriatico si abbracciano. Il tutto sotto lo scudo dei Templari e la protezione di San Martino, il cui culto nel Salento è particolarmente sentito soprattutto con la maturazione del vino novello: “San Martino, ogni mosto diventa vino”.

Giuseppe Rotunno

Sulla strada di Jack Kerouac. Viaggio nel delirio della vita

in Cultura/Storie d'Inchiostro

La strada entra nella casa- U.Boccioni- 1911

Febbre, frenesia, gioventù bruciata, droga, alcol, promiscuità sessuale, follia, vagabondaggio, queste sono solo alcune delle cose che potrete trovare Sulla strada di Jack Kerouac, uno dei libri più rappresentativi della beat generation. La storia del giovane scrittore Sal Paradiso, che povero in canna decide di viaggiare per il vasto territorio americano da Est a Ovest, da Nord a Sud, in autostop o noleggiando auto con altre anime disperate, è la storia del giovane che abita in ognuno di noi, che si affaccia alla vita a tutta birra (è proprio il caso di dirlo) con un salto nel vuoto,  un viaggio senza mezzi sicuri o programmi ,alla scoperta del suo posto nel mondo. Il viaggio come metafora della nostra vita: come nella nostra esistenza durante il viaggio si fanno incontri, si dicono addii, ci si ritrova, si cerca di dare un senso. Cruciale è la conoscenza per il nostro Sal di Dean Moriarty, un avanzo di riformatorio, con un padre vagabondo ed alcolizzato, cinque anni più giovane, ma che diventa leader del gruppo, il “capo”. Folle come pochi, tre volte sposato e due volte divorziato, con tre figli con due donne diverse, Dean è uno spericolato guidatore ( Dean era di nuovo felice. Tutto quello che gli ci voleva era un volante tra le mani e quattro ruote su strada), ladro di auto, sperimentatore di droghe, in cerca del suo vecchio vagabondo per tutta l’America. Un’anima in pena, irrequieta, egoista che troverà solo in Sal l’amico fedele nonostante lo scorrere del tempo, con il quale condividere il viaggio verso l’estremo sud, in Messico, verso una realtà così diversa sia climaticamente che umanamente, “la vena essenziale della primitivita’ fondamentale”. Pagine forse troppo trasgressive per i moralisti e i conservatori degli anni 50’ e di oggi, ma che sono il campione dei tessuti più giovani colpiti dall’infezione sociale di non avere un punto di riferimento stabile ( sia Dean che Sal sono senza padre). La lettura è scorrevole, fluida, una prosa spontanea come Kerouac ama definirla, anche se a tratti un po’ ripetitiva nei soggetti, negli ambienti, nel delirio febbricitante di queste giovani anime, sempre a caccia di sesso, droga, be-bop, mambo e sax. Esperienze di vita raccontate con un tocco di poesia, sugli sfondi cangianti della vasta America, gettate ai bordi della strada, come rifiuti sporchi, dimenticati da un  Dio un pò distratto, ma che vi invito a raccogliere, perché dietro nascondono una storia, uno slancio di vita estremo e coraggioso, come quello di un fiore che cresce nell’asfalto.

Non abbiate quindi paura di far salire sull’auto delle vostre letture Sal e i suoi amici vagabondi. Allieteranno il vostro viaggio e arricchiranno, anche se poverissimi, il vostro bagaglio culturale! Buona lettura!

Jack Kerouac, mito evergreen della cultura giovanile, è stato il padre della Beat Generation, che fu una rivoluzione culturale, oltre che linguistica e letteraria.Nato nel 1922  a Lowell, nel Massachusetts, da una famiglia franco-canadese cattolica, intraprese presto una vita da vagabondo, entrando in contatto con culture e personaggi diversi. Tra questi il poeta Allen Ginsberg con cui diede vita a un nuovo movimento culturale, la “Beat Generation”, che influenzò i movimenti studenteschi degli anni Sessanta e artisti simbolo dei giovani, come Bob Dylan.I viaggi in automobile, attraverso gli USA, in compagnia dell’amico Neal Cassady ispirarono il romanzo Sulla strada (“On the road”, 1957), vero manifesto della generazione “beat” e di uno stile di vita che incarna i sogni di libertà dei giovani di ogni tempo. Autore di una ventina di romanzi, tra cui “I sotterranei”, “Dottor Sax” e “Big Sur” del 1962, Kerouac morì a St. Petersburg nell’ottobre del 1969, distrutto dall’alcolismo.

Pochi capelli donna: la tricopigmentazione

in La Grande Bellezza

Gli uomini non sono i soli a soffrire di calvizie; anche le donne, infatti, possono perdere i capelli a causa di vari eventi durante la loro vita come, ad esempio, lo stress, la depressione, interventi di chirurgia, il parto e una serie di malattie come l’alopecia.

La micropigmentazione del cuoio capelluto per le donne è un servizio in rapida crescita offerto da alcune cliniche specializzate in interventi per la ricrescita dei capelli.

Tuttavia, sebbene la micropigmentazionesia sostanzialmente attuata nello stesso modo indipendentemente dal sesso del paziente, è comunque importante sottolineare come esistano delle evidenti differenze tra le problematiche tricologiche di un uomo e quelle di una donna, problematiche che vanno inevitabilmente ad influire anche sul tipo di micropigmentazione applicata.

Gianluca Garsia ci spiega la tricopigmentazione nel seguente video

https://www.calvizielatina.it/tricopigmentazione-capelli-lunghi-densita-rasati/

La differenza chiave nella micropigmentazione tra uomo e donna

Quando un uomo riceve un trattamento di micropigmentazione, lo scopo è quello di replicare i singoli follicoli piliferi rasati. Tuttavia, quando viene trattata una donna, l’obiettivo principale è ridurre il contrasto tra i capelli ancora esistenti e il cuoio capelluto “nudo”.

Si tratta di una differenza importante, perché cambia totalmente l’approccio dei tecnici.

Quando un uomo perde i suoi capelli naturali, generalmente diventa calvo in uno schema fisso che include la recessione della sua attaccatura frontale e il diradamento della corona, seguito dal graduale inizio della calvizie totale.

Quando una donna perde i capelli, di solito sperimenta un diradamento diffuso; ciò significa che perde i capelli in modo abbastanza uniforme su tutto il cuoio capelluto, ma è improbabile che diventi completamente calva e la sua attaccatura dei capelli frontale rimarrà quasi certamente intatta. Ciò consente di utilizzare la micropigmentazione del cuoio capelluto in modo molto efficace.

 

Micropigmentazione femminile : è necessario radersi?

La risposta secca a questa domanda è : no. Rasarsi completamente i capelli rappresenterebbe un episodio traumatico nella vita della maggior parte delle donne, quindi i presupposti per effettuare un trattamento di micropigmentazione solitamente non prevedono la rasatura completa del cuoio capelluto

Come funziona la micropigmentazione nelle donne

Il tecnico lavora attraverso il cuoio capelluto dividendo ripetutamente i capelli in molteplici sezioni, applicando il pigmento sul cuoio capelluto.

Sebben non sia particolarmente indispensabile avere una cura massima del dettaglio, è fondamentale assicurarsi che il tecnico utilizzi un pigmento che non cambierà colore una volta terminato il procedimento.

Le cliniche specializzate in questo tipo di trattamenti generalmente non incorrono in questo tipo di problemi. Il risultato finale è effettivamente un cuoio capelluto sfumato, dove diventa davvero difficile notare la differenza di colore tra i capelli e il cuoio capelluto trattato.

 

Tutte le donne possono fare un trattamento di micropigmentazione?

Purtroppo, non è possibile effettuare la micropigmentazione per tutte le donne. Questa procedura, infatti, funziona significativamente meglio su brune e rosse scure ma non è generalmente raccomandata per le donne bionde.

 

L’alopecia femminile può essere trattata con la micropigmentazione?

L’alopecia femminile che si manifesta come un diradamento generalizzato dei capelli, può essere mimetizzata mediante micropigmentazione del cuoio capelluto.

L’alopecia areata (perdita di capelli a chiazze) o l’alopecia totalis (perdita di capelli totale) deve essere valutata caso per caso per determinare l’idoneità e il livello di camuffamento possibile.

Coloro che lamentano una consistente perdita di capelli in seguito ad una fase post partum o alla presenza di alopecia aerata o totalis, possono serenamente affidarsi ai professionisti della micropigmentazione per migliorare la loro condizione estetica e recuperare la fiducia in se stesse.

Il fatto che in rete vengano pubblicate poche foto di donne che hanno subito un trattamento di micropigmentazione, non significa che tale pratica non sia molto diffusa anche tra il sesso femminile ma solo che, tendenzialmente, le donne sono più restie a mostrare certi tipi di interventi.

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