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Cultura

La misura del mondo di Daniel Kehlmann. Non solo formule matematiche e dati cartografici

in Cultura/Storie d'Inchiostro
Carl Friderich Gauss

Ecco un libro con il quale è un piacere misurarsi (lo dice il titolo stesso) e che ci concede di  conoscere persone dal quoziente intellettivo piuttosto alto come il fisico  Carl Friederich  Gauss e  il geografo esploratore  Alexander von Humboldt. Fuori dai tanti odiati libri di scuola e svincolati da asettiche formule fisiche e dati sulle altezze dei monti,  i due scienziati sono alle prese con la missione di conoscere le leggi della natura e con la loro vita “disagiata” di bambino prodigio in un mondo che “va troppo lento”, come fu per Gauss,  o di martire per la scienza , come per  Humboldt, capace di calarsi nel cuore dei vulcani e  di legarsi durante una tempesta all’albero maestro per calcolare l’altezza delle onde (per tutti un pazzo o l’incarnazione del diavolo).

Alexander von Humnboldt

Due modi diversi di fare la conoscenza scientifica del mondo, una comodamente  a tavolino nel proprio studio  e l’altra per le  aree sperdute del mondo . Il loro giovane compatriota  Daniel Kehlmann, nato a Monaco nel 1975,  fa animare con la storia del loro incontro, avvenuto a Berlino nel 1828, le pagine del suo libro. Un ‘opera profumata di avventura e ilarità, e impregnata dallo spirito di uomini fuori dal “comune” che si interrogano su ciò che è comune e scontato della natura per il resto del mondo. Se vi siete qualche volta chiesti cosa si cela dietro ad una scoperta scientifica o dietro le quinte della vita di uomini straordinari , e se volete anche prendervi la vostra rivincita personale su Gauss e le sue formule, scoprendo dettagli scabrosi sulla sua vita familiare, La misura del mondo è la via ironica da battere. Buona lettura.

 

Daniel Kehlmann (Monaco 1975) scrittore di lingua tedesca. Trasferitosi con la famiglia a Vienna, ha esordito nel 1997 con Lo spettacolo di Beerholm (Beerholms Vorstellung, nt). Spesso i protagonisti di K. sono uomini che cercano la celebrità, come l’insignificakehlmannnte biografo protagonista di Io e Kaminski (Ich und Kaminski, 2003) o i personaggi reali di La misura del mondo (Die Vermessung der Welt, 2005), romanzo che ha ottenuto grande successo, o il padre e i tre figli al centro de I fratelli Friedland (2014), «conte philosophique» sulla vita inautentica. È uscito nel 2019 Tyll – Il re, il cuoco e il buffone (Feltrinelli).

Cinecampus cinema e magia, aperte le iscrizioni

in Cultura

La residenza, attraverso il metodo “investigativo” del cine-reportage e dell’antropologia visuale, permetterà, ai giovani artisti/filmaker under 35 selezionati, di realizzare un’opera filmica indagando sui residui della magia cerimoniale lucana (fatture, incantesimi, fascinazioni).

L’associazione culturale Allelammie, organizzatrice del Lucania Film Festival, nell’ambito dei bandi SIAE del programma “Per Chi Crea”, indice il concorso per la residenza cinematografica “CINECAMPUS – SUD E MAGIA” riservato a giovani under 35 residenti in Italia con esperienza nella scrittura creativa, in antropologia visuale e nel film making.

Il progetto “CINECAMPUS – SUD E MAGIA” è una residenza cinematografica per la produzione di audiovisivi d’avanguardia sul tema della magia cerimoniale lucana (fatture, incantesimi, fascinazioni). Grazie ad un percorso didattico ed esplorativo sulle comunità lucane interessate, già oggetto di studio del grande etnologo meridionalista italiano Ernesto De Martino, i 10 giovani artisti/film-maker selezionati, saranno accompagnati da docenti, antropologi, registi e operatori del settore, per indagare su quei rimedi che un tempo venivano attribuiti alla magia per affrontare le angosce e le paure dell’essere umano.

La residenza si terrà dal 15 al 25 marzo 2020 presso il CineParco TILT di Marconia di Pisticci (Mt), saranno previsti spostamenti e sopralluoghi nei comuni lucani pertinenti al progetto.I partecipanti beneficeranno di una borsa di studio dal valore di 1.500,00 euro, di vitto e alloggio per tutto il periodo di residenza e di un rimborso di spese viaggio per il raggiungimento della sede operativa.

Le domande di partecipazione per l’iscrizione al bando dovranno pervenire entro e non oltre le ore 23.59 del giorno 25 gennaio 2020.

Il bando completo è consultabile sul sito www.lucaniafilmfestival.it e scaricabile al link: http://www.lucaniafilmfestival.it/bando-di-residenza-cinematografica

 

 

CONTATTI

Associazione culturale Allelammie ℅CineParco TILT

Via Quattrocaselli snc – Marconia di Pisticci (Matera)

www.lucaniafilmfestival.it

allelammie1997@gmail.com

Tel. 0835409510

Cell. 3771967227

 

 

Shangri-La tra mito, letteratura e turismo. Come si riesce a rovinare anche il sogno e la fantasia.

in Cultura/Una finestra sul Mondo

Ciascuno di noi, nel suo piccolo, ha la sua Utopia.

Non ho sbagliato a scriverla con la ‘u’ maiuscola: voglio proprio dire che ognuno di noi crede, spera di poter costruirsi, almeno virtualmente, o trovare, alla fine di una lunghissima ricerca, un luogo dove non solo poter trovare la pace che manca ai nostri giorni, ma in cui poter essere se stessi, in maniera libera, fanciullesca, pura, senza dover fare più i conti con l’ipocrisia, la doppiezza e la gratuita malvagità del quotidiano.

Achab aveva individuato la sua terra ideale, il ‘giardino dell’Odio’  tra le assi impeciate del suo Pequod, all’affannosa ricerca di quel gigantesco nemico degli abissi che gli aveva tranciato una gamba; i personaggi del filma da Oscar ‘Mediterraneo’ si erano ritagliati un paradiso di verità e di pace nella lontana, minuscola e dimenticata isola di Kastellorizo; molti, tra Ottocento e Novecento, sono andati alla ricerca, spesso vana, della loro Atlantide.

Per i più colti, dire Shangri-La significa tante cose: ricerca di purezza, ricerca di primitività, ricerca del Non-Luogo della perfezione dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. In questo senso, una Shangri-La la possiamo trovare dovunque, eventualmente anche in un particolare luogo della nostra città o proprio a casa nostra (per i più fortunati ed ‘illuminati’).

Ma c’è gente che all’esistenza di una vera Shangri-La ci crede davvero: pensano davvero che, in Tibet, sui settemila metri, praticamente tra le montagne e tra le nuvole, ci sia questo luogo magico e meraviglioso in cui potersi scoprire diversi, magari migliori.

Purtroppo non è così: Shangri-La, nome bellissimo, musicale, poetico è l’invenzione letteraria di James Hilton, autore di ‘Orizzonte perduto’ best-seller del 1933 poi diventato film nel 1937. Hilton aveva letto di una mitica Shambala nei testi sacri tibetani e da quella suggestione si era fatto guidare dalla sua penna nella creazione e descrizione di un mondo fantastico in cui si viveva centocinquant’anni, si moriva poco e benissimo, non si era legati alle cose materiali e si era riuscito a cancellare tutti quelli che noi chiamiamo peccati capitali come l’ira, l’avarizia, l’invidia, la superbia, la gola, l’accidia e la lussuria.

Questa è la semplice, cruda, scarna verità. Ahimé.

Ma, a volte, la verità è insopportabile ed anche antieconomica: per cui è meglio viaggiare sulle ali della fantasia.

Per questa ragione, costruita ‘ad hoc’ ed ‘ex-novo’, Shangri-La, una Shangri-La turistica, tutta pseudo-casette tibetane, hotel e ristoranti è stata costruita sotto lo pseudo-monastero di Senze Ling, in una località del Tibet cinese che appartiene alla regione dello Yunnan.

Lì, frotte di turisti asiatici ed occidentali, gasati dal fatto di appartenere ad un’elite di iniziati capaci di trovare e godersi una rarità come Shangri-La, stanno trasformando un angolo di paradiso in una sorta di nuova ‘Las Vegas della spiritualità’ non lontana dalle vette del  Karakal.

Nei silenzi pneumatici e mistici di quelle latitudini, di quelle altezze aeronautiche, in cui l’ossigeno si fa desiderare, stanno penetrando, irrefrenabili, le chiacchiere fastidiose, gli urli e gli schiamazzi sguaiati, le fisime e le fregole di un nuovo turismo ‘mistico’ che di religioso e spirituale ha ben poco.

Ma si sa: davanti al Dio Denaro, tutto il resto scompare. Anche Shangri-La.

Metaponto, sequestrate dalla Polizia 53 pasticche note come “droga dello stupro”

in Cultura

La Polizia di Stato ha denunciato all’Autorità Giudiziaria un cittadino del Gambia per detenzione di sostanza stupefacente: indosso gli sono state trovate e sequestrate 54 pasticche, meglio conosciute come “droga dello stupro”.

Si tratta di sostanze che possono avere effetti sedativi, ipnotici, dissociativi e determinare anche amnesia, particolarmente nocive se associate all’alcool e molto insidiose per i giovanissimi.

L’operazione è stata compiuta da agenti della Polizia Ferroviaria di Metaponto.

Durante una mirata attività di controllo, l’attenzione di una pattuglia è stata attirata da un uomo che girovagava nei pressi della stazione.

Sottoposto a controllo, l’uomo è stato identificato quale cittadino gambiano, trentenne, residente nella provincia di Potenza, con a carico precedenti in materia di stupefacenti.

Gli agenti della Polfer hanno proceduto quindi alla perquisizione personale nei confronti dello stesso. All’interno del suo portafogli hanno così trovato una pasticca di colore rosa con impressa la scritta “Red bull”, mentre in una tasca dello zaino sono stati rinvenuti 6 blister di “Rivotril”, per complessive 53 pasticche, meglio note come “droga dello stupro”.

Ritrovare il benessere dopo le Feste

in La Grande Bellezza

Durante le Feste natalizie la vita scorre frenetica e spesso ci si lascia andare a qualche “stravizio”. Il brindisi che si prolunga a un secondo o terzo bicchiere, una cena eccessivamente pesante, un merenda a base di panettone, sono tutti eventi tipici del periodo natalizio. Per tornare alla “normalità” e, perché no, anche per coccolarsi un poco dopo il trambusto delle feste ricorrere all’aiuto di un centro estetico può essere un’ottima idea.

Cosa fare al centro estetico
Il periodo natalizio non solo ci porta a mangiare e bere di più, ma molti ne escono completamente “stravolti”. Soprattutto chi si dedica a grandi pranzi e cene con i parenti può trovarsi molto stanco dopo le feste; inoltre in molti casi ci si trova a dover rinunciare ad alcune attività periodiche classiche. Come ad esempio la ceretta, la pulizia del viso o una seduta di massaggio. Nei numerosi centri estetici presenti nelle città italiane, come ad esempio il Centro Estetico Indaco, uno dei più noti Centri Estetici a Roma, si possono fare tutti questi trattamenti e anche molti altri. Nei centri estetici professionali si trovano numerosi esperti del settore che si prenderanno cura del nostro corpo, rendendo più piacevole il ritorno alla vita quotidiana dopo il periodo natalizio. Tornare alla normalità del tran tran quotidiano, del lavoro e delle mille faccende da sbrigare, è molto più piacevole se lo si fa dopo aver dedicato del tempo a se stessi.

Non solo trattamenti estetici
Si deve poi considerare anche il fatto che presso un centro estetico sono disponibili anche interventi volti al benessere del corpo e dell’anima. Non stiamo infatti parlando di centri in cui si effettuano esclusivamente trattamenti di tipo estetico, come lo può essere la pulizia del viso o la ceretta. Massaggi, trattamenti per il corpo o in una SPA, interventi che vanno a colpire i depositi di adipe, la muscolatura stanca o problemi di vario genere sono utili anche per sentirsi a proprio agio con il proprio corpo, per ripartire nel nuovo anno con una marcia in più. Nonostante quanto si creda, molti di questi trattamenti sono alla portata di chiunque e si possono effettuare anche nel caso in cui si abbia poco tempo libero nel corso della giornata.

I trattamenti più amati per il 2020
Buona parte dei trattamenti più amati dalle persone riguardano il ringiovanimento. Ad esempio si possono effettuare le cosiddette endermologie, si tratta di interventi mirati che consentono di stimolare la pelle del viso e del corpo, in modo da rimuovere eventuali inestetismi e da favorire il corretto ristabilirsi della cute. In questo modo si eliminano le piccole rughe, ma anche le zone in cui la cute del viso appare spenta o poco tonica. Sono poi moltissime le persone che approfittano del centro estetico per rimuovere definitivamente i peli del corpo o del viso; oggi sono numerosi anche gli uomini che si sottopongono a questo tipo di
trattamento, soprattutto tra coloro che praticano uno sport. Manicure e trucco semipermanente sono poi i nuovi must degli ultimi anni, che permettono di apparire sempre curate e belle, senza il minimo sforzo.

Rubens il partigiano e altri racconti

in Cultura

Pubblicato dalla casa editrice Edigrafema il libro di Enzo Montano

 “Rubens il partigiano e altri racconti” è il titolo del libro di Enzo Montano pubblicato nei giorni scorsi dalla casa editrice lucana Edigrafema.

Undici racconti che si fanno quadri di esistenze, coppie di protagonisti a tracciare una narrazione abitata da personaggi il cui tempo trascorre, cambia, separa. La giovinezza, le speranze, i rimpianti. Le lotte per un’esistenza nuova, donne muse d’amore e uomini che combattono per la libertà.

L’autore traccia immagini pacate, lucide, eleganti e dipinge soggetti che lasciano il segno, animati da sentimenti di giustizia e mai banali. Narrazioni in equilibrio tra paradosso e ironia, passato e presente, dense di passioni, riferimenti storici e letterari dettati da umana sensibilità.

Enzo Montano vive a Pisticci, nella frazione di Marconia, dopo una vita lavorativa nel mondo nella distribuzione alimentare. Sin da giovanissimo si è interessato alla politica ricoprendo nella sua città ruoli nelle formazioni politiche di riferimento e istituzionali. Da sempre appassionato di lettura e di scrittura, è già autore di poesie, Ritratti (Apollo Edizioni, 2019), questa è la sua prima raccolta di racconti.

“Una dimora a Craco”, lanciato il concorso Ghost Town Refuge

in Cultura
Ai progettisti la sfida d’immaginare un sistema diffuso di rifugi contemporanei per ospitare i visitatori fra le rovine del borgo abbandonato. In giuria le più prestigiose firme dell’architettura internazionale.
 Abitare fra le rovine e addormentarsi sotto le volte scoperte di una città fantasma, fra le trame lapidee di strade scoscese e viottoli sassosi: YAC, società che promuove competizioni internazionali di progettazione e architettura e percorsi formativi di eccellenza, lancia il concorso “Ghost Town Refuge”, invitando architetti e progettisti a immaginare fra le rovine di Craco Antica un sistema diffuso di rifugi contemporanei. Una sfida che riporterà vita, con il massimo rispetto per un luogo così prezioso, nel borgo in provincia di Matera abbandonato negli anni Sessanta in seguito a una rovinosa frana. Uno scenario immobile e muto, un assembramento di case aggrappate a uno sperone di roccia, una scultura di abitazioni scoperchiate, volte interrotte e campanili in rovina, talmente affascinante da essere stato scelto nel corso dei decenni come ambientazione cinematografica da diversi registi, da Francesco Rosi per “Cristo si è fermato a Eboli” a Mel Gibson per “La passione di Cristo”, fino a Rocco Papaleo per “Basilicata coast to coast”.

Nonostante l’abbandono, molti turisti visitano Craco ogni anno, attratti dal suo incanto senza tempo. A partire dal 2009, l’amministrazione comunale ha realizzato e ampliato un percorso di visita illuminato, un museo con sala proiezioni, archivio digitale storico, cinematografico e della memoria, un atelier dell’arte e del cinema, un ostello per giovani e un luogo per degustazioni di prodotti tipici. Guide professioniste accompagnano i visitatori lungo un percorso tra i vicoli del centro storico in totale sicurezza. Di giorno, oggi Craco è una città fantasma piena di vita. Di notte cala il silenzio e si odono echi di vite lontane, qualcosa di intangibile ma presente, di misterioso ma percepibile: il vento soffia tra i pinnacoli e fa stridere vecchi cardini arrugginiti, custodi dell’identità di un borgo che non vuole morire. YAC lancia ai giovani architetti e progettisti la sfida d’immaginare un sistema diffuso di rifugi, innovativi e rispettosi della sacralità del luogo, capaci di accogliere chi desideri trascorrere più di un giorno a Craco per coglierne l’anima più profonda.

La giuria è composta dalle più importanti firme del panorama internazionale: David Chipperfield, architetto britannico pluripremiato, curatore della 13esima Biennale di Architettura di Venezia e recentemente nominato direttore di Domus per l’anno 2020, Alberto Veiga, architetto di Santiago de Compostela, docente nelle facoltà di architettura di tutto il mondo, Ian Ritchie, alla guida di uno degli studi di architettura più lungimiranti, influenti e premiati dello scenario contemporaneo (Rice Francis Ritchie di Parigi), João Luís Carrilho da Graça, architetto portoghese pluripremiato e docente al Politecnico di Milano, Vincenzo Latina, professore presso l’Università di Catania e della Svizzera italiana, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, Benedetta Tagliabue, fondatrice dello studio  Miralles Tagliabue EMBT con base a Barcellona, Shanghai e Parigi, David Basulto, fondatore di ArchDaily, una piattaforma internazionale di architettura con sedi a Santiago del Cile, Pechino, Città del Messico, San Paolo, Bogotà e Lima, Angelo Luigi Marchetti, AD della Marlegno S.r.l. – Prefabricated Wooden Buildings, specializzata nella ingegnerizzazione e prefabbricazione di strutture in legno, Giuseppe Lacicerchia, economista della cultura ed esperto di politiche di sviluppo e reti europee, sindaco di Craco dal 1995 al 1999 e dal 2009 al 2019, promotore del Parco Museale Scenografico di Craco, e Franco Audrito, fondatore dello Studio65, attivo in Medio Oriente con sedi a Jeddah, Riyadh, Cairo, Bali, Pechino e Abu Dhabi

Iscrizioni early bird entro il 22 dicembre, standard entro 19 gennaio. Il montepremi è di 15mila euro. Informazioni e iscrizioni: youngarchitectscompetitions.com.

YAC
YAC – Young Architects Competitions – promuove concorsi di progettazione e percorsi formativi in collaborazione con prestigiose realtà professionali e accademiche. Nata nel 2013 dall’intuizione di tre giovani ingegneri, persuasi che il concorso di idee potesse rappresentare lo strumento privilegiato per vivacizzare il dibattito e la ricerca inerente all’architettura, ha maturato esperienze di lavoro e collaborazione con le principali firme dell’architettura contemporanea, affrontando ed approfondendo numerosi temi di progettazione architettonica. A cinque anni dall’avvio della propria attività, YAC decide di aprire il proprio network di architetti di fama ai giovani progettisti, con l’obiettivo di supportarli nel proprio percorso professionale: nascono quattro corsi di formazione, condotti con partner del prestigio di Ferrari, Technogym ed Agenzia del Demanio. I corsi si tengono presso le prestigiose sedi di YACademy: un edificio storico nel cuore di Bologna, all’ombra delle Due Torri, a fianco di piazza Santo Stefano.

Il trucco permanente conviene?

in La Grande Bellezza

Molte donne sono indecise se optare o meno per il trucco permanente, perché dubbiose sulla bontà del risultato finale. In realtà, però, il trucco permanente, o make up permanente, o ancora la micro-pigmentazione, ha un aspetto più naturale di quanto si possa pensare e ti permetterà di eliminare il fastidio di dover applicare l’eyeliner o di disegnare le sopracciglia ogni giorno.  Insomma, con il trucco permanente non dovrai più preoccuparti del trucco sbavato se ti sei dovuta strofinare gli occhi e potrai mangiare e bere senza dover riapplicare il rossetto sulle labbra!

Quando conviene il trucco permanente

Come ci ricordano gli esperti di www.truccopermanente.it, il trucco permanente può essere di grande utilità in una lunga serie di situazioni. Per esempio, è ottimo se soffri di allergie e spesso ti lacrimano gli occhi. Ancora, è una ottima alternativa se soffri di particolare sensibilità ai cosmetici, o se magari hai una vista non perfetta o una mano instabile che rende difficile l’applicazione del trucco. In tutte queste situazioni il trucco permanente… è quel che fa per te!

Applicare l’eyeliner permanente

L’eyeliner permanente può essere applicato sia alle ciglia superiori che a quelle inferiori, o a entrambe, a seconda di quelle che sono le proprie necessità. Generalmente si tende a creare un miglioramento della zona egli occhi per poterla definire in maniera tale che vi sia uno sguardo più naturale, piuttosto che una linea diversa da quello che il proprio aspetto originario. Ad ogni modo, durante la seduta sarà possibile personalizzare il trattamento in ogni suo aspetto, compresa la tonalità, arrivando a quella che meglio si adatta al tuo stile!

Sopracciglia tatuate con il trucco permanente

Ricorda inoltre che le sopracciglia tatuate in modo permanente sono realizzate per poter creare l’aspetto di una zona occhi / fronte più “piena” e di maggiore personalità. Si tratta dunque di una grande scelta per chiunque abbia le sopracciglia non particolarmente folte, o che abbiano subito delle perdite totali o parziali a causa dell’età o di condizioni mediche.

Trucco permanente sulle labbra

La micro-pigmentazione permanente sulle labbra può contribuire a migliorare il loro colore naturale o può essere dare un nuovo vigore al proprio colore preferito! Naturalmente, anche la forma può essere definita e perfezionata, creando un look più completo e sinuoso. D’altronde, non c’è nulla di cui stupirsi: con l’età, il nostro pigmento naturale svanisce e si ritira, e il trucco permanente può dunque darci una mano a ripristinare il colore e la pienezza giovanile!

Il trucco permanente è doloroso?

Il trucco permanente è una procedura completamente non dolorosa. Gli specialisti tendono comunque ad usare un anestetico topico, che lo rende privo di fastidi. A volte è presente un lieve gonfiore, che durerà per circa un giorno, e può essere alleviato con brevi applicazioni di ghiaccio.

In ogni caso, lo specialista fornirà istruzioni molto precise su come prendersi cura del proprio nuovo trucco permanente, e a volte potrà consigliare anche l’applicazione di un unguento specifico, da applicare continuamente per qualche giorno, per poter accelerare il processo di guarigione e perfezionare il risultato. È inoltre possibile che possano essere previste delle sessioni di controllo o di ritocco del trucco.

Roberto Vecchioni incontra gli studenti al Palaercole di Policoro – 4 Dicembre

in Cultura

Mercoledì, 4 dicembre, alle ore 17,30, il cantautore storico della musica italiana e lo scrittore di libri che racconta le bellezze della vita, sarà ospite dell’IC2 di Policoro. Presenterà il suo ultimo libro “La vita che si ama. Storie di felicità”: un viaggio personale,  che lui chiama “il tempo verticale”, uno spazio che tiene uniti tra loro passato, presente e futuro, dove nulla si perde. D’altronde “la felicità non è un angolo acuto della vita o un logaritmo incalcolabile o la quadratura del cerchio: la felicità è la geometria stessa”.

Vecchioni, in questo libro, attinge alla propria biografia per costruire un vero e proprio manuale su come imbrigliare la felicità, senza farla scivolare via, affinché non diventi soltanto un ricordo. Ma ci sono anche le canzoni, scritte in un arco di quasi quarant’anni.

Secondo la recensione curata da Federico Guastella su Slide Italia : “ il libro è una spremuta di umori fra invenzione e realtà, un resoconto quasi diaristico di meraviglie, di sensi di colpa e spesso di umorismo alla maniera pirandelliana del contrario. La vita che si ama è un gioco ritmato da regole, è anche un ridere delle delusioni o delle mancanze, e bisogna accorgersi che essa è sacra perfino nella lotta di trincea”.

Il Dirigente scolastico, Maria Carmela Stigliano, dichiara: “Sono entusiasta per l’evento organizzato dall’IC2 in collaborazione con l’altro istituto che dirigo, l’IIS Pitagora di Policoro, un’occasione culturale unica, per sognare, cantare, parlare, vivere la vita con un grande del panorama artistico-letterario nazionale.”

 

 

A Craco concorso internazionale di architettura: “Ghost Town Refuge”

in Cultura

“Ho il piacere di informare che dal 25 Novembre è in pubblicazione il concorso internazionale “Ghost Town Refuge” organizzato da YAC in partnership con Craco Ricerche srl. Grande entusiasmo e grande felicità. Craco sarà oggetto di un grande concorso internazionale per team che vedano protagonisti i giovani architetti”, così Pino Lacicerchia, presidente Craco Ricerche srl. Che ha aggiunto: “Grande giuria internazionale(D. Chipperfield, Barozzi Veiga,Carrillo Da Graca, Miralles Tagliabue, Franco Audrito,Ian Ritchie , Vincenzo Latina, Un passo importante costruito con pazienza e tenacia , sono convinto che il concorso darà un forte impulso all’attenzione delle autorità pubbliche e degli investitori privati nazionali e internazionali. Come Craco Ricerche srl abbiamo previsto per i progettisti partecipanti al concorso alcuni servizi specialistici di supporto. Approfondimenti, Info e contatti sono disponibili sui nostri siti e social. cracomuseum.eu facebook.com/cracomuseumpms/

Incipit del concorso
Dai templi di Angkor alle rovine di Chernobyl, le città fantasma occupano un angolo particolare dell’immaginario collettivo. Esiste un assioma, una misteriosa e sfuggente proporzione fra la vita che è fluita in un luogo ed il fascino che questo saprà esercitare una volta abbandonato: quasi che ogni evento che scorra nelle architetture sia in grado di lasciarvi una traccia, ogni persona che abbia frequentato un ambiente sia capace di imprimervi un particolare valore.
Qualcosa di intangibile ma presente, di misterioso, ma percepibile. Qualcosa che resta nel tempo: echi di vite lontane che puntualmente sedimentano un fascino indescrivibile sulle città abbandonate.
Craco, a simile regola, non oppone eccezioni.
Cresciuta fra pinnacoli di roccia e creste d’argilla, Craco è l’archetipo della città fantasma.
Una città bruciata dal sole e dai rigidi inverni, un assembramento di case dai laterizi incerti fra loro aggrappate secondo una distribuzione che appare posticcia tanto è espressiva ed affascinante: una scultura di abitazioni scoperchiate, volte interrotte e campanili in rovina.
Un luogo che non appartiene al presente –intrappolato com’è fra le pieghe del passato- e in cui il tempo e l’abbandono hanno praticato uno dei propri più indescrivibili miracoli.
Proprio in cerca di simile miracolo –a caccia di profonde emozioni- ogni anno migliaia di curiosi da ogni parte del globo affrontano un viaggio non sempre confortevole, guidati dall’irresistibile richiamo della più meravigliosa fra le città fantasma.
È per assecondare tale richiamo che nasce Ghost Town Refuge.
Ghost Town Refuge è il concorso di YAC e Craco Ricerche che invita i progettisti ad immaginare fra le rovine di Craco Antica un sistema diffuso di rifugi contemporanei, in grado di permettere ai visitatori la più sublime delle esperienze: abitare fra le rovine e addormentarsi sotto le volte scoperte di una città fantasma.
Nei nuovi rifugi, fra le trame lapidee di strade scoscese e viottoli sassosi, i visitatori potranno coricarsi sotto cieli stellati, in ascolto dei benevoli fantasmi di Craco. Poiché quando il vento soffia fra le vuote finestre ed i tetti divelti, è allora che si fanno vivi gli spiriti del borgo: vecchi cardini ammantati di ruggine, che stridono e uggiolano al calar della sera, custodi irriverenti dell’identità di un borgo che a dispetto del tempo, non vuole morire.
YAC e Craco Ricerche ringraziano i progettisti che raccoglieranno questa sfida.

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