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Cultura

Bosco Pantano Policoro: in bike nella foresta incantata

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Bosco Pantano Policoro: in bike nella foresta incantata. Escursioni gratuite tutti i mercoledì di agosto

In sella! “L’ultima foresta incantata” è pronta a condividere con tutti le meraviglie del Bosco Pantano di Policoro. Ogni mercoledì, per tutto il mese di agosto, sarà possibile visitare la riserva regionale di Bosco Pantano, grazie a un programma di escursioni gratuite in bike alla scoperta de  “L’ultima foresta incantata”.

Un’occasione per poter ammirare da vicino la “grande quercia”,  la farnia inserita, “per rarità botanica, forma e portamento”,  tra gli alberi monumentali d’Italia

nell’ultimo aggiornamento dell’elenco ufficiale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.  Le visite guidate in bicicletta sono anche un modo per far conoscere l’attività di studio, conservazione e valorizzazione di questo lembo di bosco planiziale messa in campo da“L’ultima foresta incantata”,  il progetto,  sostenuto da Fondazione con il Sud,  in fase di realizzazione all’interno della Riserva Regionale “Bosco Pantano” di Policoro.  

Specie simbolo delle riserva che costituisce una autentica rarità è proprio la farnia (Quercus robur).  In corso sono azioni di studio, censimento e monitoraggio dei pochi nuclei di bosco igrofilo rimasti, a cui sarà affiancata la realizzazione di un vivaio che consentirà di allevare le specie igrofile principali a rischio di estinzione e poterle impiegare direttamente negli interventi di ricostituzione e la creazione di un orto botanico che consentirà di ricreare le fisionomie vegetali principali da utilizzare a scopo didattico e turistico.  Legambiente Montalbano, Organizzazione Aggregata WWF Costa Ionica Lucana, Università degli Studi della Basilicata, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e Biorisorse – Bari, Amministrazione Provinciale di Matera, Associazione culturale “I Colori dell’Anima”, Associazione Protezione Civile Gruppo Lucano – Viggiano, Centro servizi impresa soc. coop e Centro Studi Appennino Lucano sono i nove partner del progetto. Le quattro escursioni di 4, 11, 18 e 25 agosto rientrano all’interno delle attività del programma EPOS “Estate nei parchi e nelle aree protette 2021” e si svolgeranno di pomeriggio, a partire dalle ore  16:30, all’interno dell’Oasi Wwf di Policoro. A causa dell’emergenza COVID-19 ed in osservanza delle disposizioni in materia di contenimento della diffusione del virus, la prenotazione è obbligatoria, i posti limitati.

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Policoro, censiti tre alberi monumentali: i primi nel Metapontino

Al via la diciottesima edizione di Argojazz

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Al via la diciottesima edizione di Argojazz. Un mese di eventi, fra gli ospiti atteso Fabio Concato

Mancano pochi giorni   all’inizio della diciottesima edizione del festival  Argojazz, un mese di spettacoli (dall’1 Agosto al 3 Settembre 2021), mostre d’arte, concorsi di poesia, fotografia , danza, teatro ma soprattutto tanta musica live, “la diciottesima edizione di ArgoJazz percorrerà musicalmente in jazz i sentieri erbosi e marini che collegano la località di Marina di Pisticci con le sue splendide location: dal bosco di Macchia, alla foce del fiume Bradano con i suoi concerti per salutare l’alba, alle bellissime spiagge del lido degli argonauti e di macchia con i concerti al tramonto, sino alla bellissima location del resort degli Argonauti gentilmente concesse dalla struttura per i concerti nella splendida location del faro”. E’ quanto scritto nel comunicato degli organizzatori.
“Il festival quest’anno è dedicato alla prematura scomparsa di Franco Battiato “ alla ricerca del centro di gravità “ a rassegna si apre ancora una volta alla scoperta di giovani talenti, seguiti da star del jazz internazionale , il titolo guida di questa diciottesima edizione del festival nasce dall’esigenza che la musica oggi può aiutarci a riprenderci i nostri tempi , non solo per sentire ma anche per ascoltare, non solo per vedere ma anche per guardare. Il jazz è una bellissima storia da raccontare , ma c’è anche bisogno di chi la racconti  con fascino, carisma, con senso del mistero, della sorpresa e dello stupore.

I musicisti coinvolti nel nostro festival quest’anno rispondono a questa caratteristica sono abili narratori, capaci di sognare e di lasciar volare la fantasia, ci condurranno con loro attraverso la musica, e alla scoperta (musicalmente) della terra degli Argonauti,

in un sogno, e di farci volare con le loro note nella fantasia tra i partecipanti citiamo Fabio Concato, Tony Esposito, il funky e rap di Nikaleo e Tecà’ , la Francese Fanelly,  il Lucano Mirko Gisonte, I Deva Project, la Romana Francesca Faro, all’elettronica dei MUGIWARACLIQUE, al swing del quintetto di Lacirignola, al jazz di Camillo Pace e tantissimi altri ospiti”.

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Ciu Ciù: a Montalbano Jonico lo spettacolo teatrale

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Ciu Ciù: a Montalbano Jonico lo spettacolo teatrale.

Sabato 31 luglio con inizio alle ore 20.30 presso la Piazzetta Vitacca, sopra i Calanchi di Montalbano J°, si terrà la prima rappresentazione dello spettacolo teatrale Ciu Ciù” di Emilio Andrisani. L’iniziativa fa parte del progetto “Viaggio nel passato” ed è organizzata dal Parco Letterario “Francesco Lomonaco”, con la partecipazione della “Proloco Montalbano e il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Matera e dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del comune di Montalbano Jonico,”.

Le successive repliche si terranno il 5,12, 22, 24 agosto e il 2 settembre.

La rappresentazione porta sulla scena il chiacchiericcio che ha caratterizzato il quotidiano delle comunità lucane e che ha un profondo significato antropologico. La si può inquadrare tra un’opera comica ed una drammatica, ma non in senso grottesco bensì come caratteristica predominante dei protagonisti, nella contesa di figure vittime e non imbrigliate in una realtà che ha sempre avuto come obbiettivo il mantenimento dello status quo.

I personaggi hanno tutti, ognuno a suo modo, la capacità di innescare situazioni dalle quali non farsi schiacciare, in modo tale da conservare un equilibrio comunitario e non perdere comunque il senso di appartenenza e lo spirito di solidarietà che con l’andare degli anni si è perso negli agglomerati urbani metropolitani. Viene altresì restituito uno spaccato significativo della vita di una comunità elevata a simbolo di tutte le comunità dei comuni lucani. L’interpretazione, i costumi e soprattutto l’impianto scenico, sottolineano le controversie della vicenda, che si sviluppano con un ritmo brillante, senza snaturare la componente drammatica.

La regia è dello stesso Andrisani, mentre gli interpreti, tutti montalbanesi, con la partecipazione di Emilia Fortunato, sono: Angela Quinto, Antonella Astore, Giovanna Guarino, Leonardo Labriola, Mariapina Lopatriello, Martina Zinno, Nunzia De Michele, Pina Montano, Rosanna Grieco, Rosetta Santoro e Valentina Labriola. La serata del 7 agosto verrà invece dedicata alla presentazione dei libri NICOLA ROMEO – da Cirigliano a Montalbano Jonico, da Sant’Antimo a Milano- Le radici lucane dell’Alfa Romeo e NON HO TRADITO-Vincenzo De Leo medico e patriota. Entrambi scritti da Vincenzo Maida che è anche il Presidente del Parco Letterario Francesco Lomonaco.

Il primo è il frutto di una ricerca lunga e faticosa, offerta al lettore in forma narrativa, che ricorda le vicissitudini della famiglia Romeo dalla seconda metà del 1700 fino alla fondazione dell’Alfa Romeo da parte dell’ing. Nicola Romeo e alla sua morte a Magreglio in provincia di Como nel 1938. Una vicenda umana e professionale che affonda le radici in una storia familiare tutta lucana, in modo specifico della provincia di Matera, per poi irradiarsi a livello nazionale e internazionale. Essa ha un grande valore educativo, oltre un importante significato divulgativo.

Il secondo racconta in forma romanzata la vicenda umana del medico Vincenzo De Leo protagonista della rivolta antiborbonica del 1848, condannato a 19 anni di prigione dalla Gran Corte Criminale di Potenza, poi medico da campo nella battaglia decisiva per l’Unità d’Italia: quella sul Vulturno tra l’esercito di Giuseppe Garibaldi e quello borbonico. Egli accolse Carlo Pisacane sull’isola di Ponza, dov’era confinato, e poi, dopo il massacro di quest’ultimo e dei “trecento giovani e forti” della Spigolatrice di Sapri, venne accusato ingiustamente di aver avvisato o fatto avvisare i borboni dello sbarco sull’isola che ispirò la famosa poesia ad Antonio Mercadante. Maida immagina un colloquio notturno durante una notte pandemica con il fantasma di Prospero Rondinelli e insieme ripercorrono le tappe più significative della vita del De Leo.

Dopo i saluti del Presidente della Provincia di Matera Piero Marrese e del Sindaco di Cirigliano Franco Galluzzi, inteveranno l’assessore alla cultura del comune di Montalbano Jonico Ines Nesi, Achielle Spada e Gianni Rondinone, coordinerà Pietro Pierro presidente del consiglio comunale.

La serata si concluderà con la lettura di alcuni brani dei libri e una performance teatrale di Emilio Andrisani .

Parco Letterario Francesco Lomonaco.

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Parco Letterario “Francesco Lomonaco”, firmata la convenzione a Montalbano Jonico

Lucania Film Festival attesi Franco Arminio e Luca Manfredi

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Lucania Film Festival attesi Franco Arminio, Luca Manfredi e Boss Doms oltre al già annunciato Abel Ferrara

La kermesse, in programma dal 7 all’11 agosto 2021 al CineParco “Tilt” di Marconia di Pisticci (Mt), renderà inoltre omaggio a Dante Alighieri, Astor Piazzolla e Nino Manfredi, in occasione rispettivamente del settecentenario dalla morte del Sommo Poeta e i centenari dalla nascita del grande genio argentino e dell’attore simbolo del cinema italiano

Le attività saranno seguite da Rai Cultura e Rai Scuola per l’elevato contenuto del palinsesto.

 Sempre più ricco il parterre che animerà, a Marconia di Pisticci (Matera), dal 7 all’11 agosto 2021, la ventiduesima edizione del Lucania Film Festival. La kermesse cinematografica, curata da Allelammie, dopo l’annuncio nei giorni scorsi della partecipazione di Abel Ferrara in qualità di superospite, vedrà protagonisti anche Franco Arminio, Luca Manfredi e Boss Doms.

Il regista Luca Manfredi, figlio del grande Nino Manfredi, autore e regista del documentario “Uno, nessuno, cento Nino”, e del libro “Un friccico ner core. I 100 volti di mio padre Nino” (Rai Libri), ricorderà la figura del padre non solo come artista, ma anche come marito, padre e nonno, in eterno conflitto con le sue fragilità e i suoi difetti. Un ritratto intimo e affettuoso in occasione dei cento anni dalla nascita di uno degli artisti considerati tra i più grandi interpreti della commedia all’italiana con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman.

Il poeta e paesologo Franco Arminio sarà invece presente al Festival per presentare il suo ultimo lavoro “Lettera a chi non c’era. Parole dalle terre mosse” (Bompiani), portando, ancora una volta la poesia al grande pubblico, sul territorio, offrendo le sue parole come fiaccole per illuminare il presente.

Il Lucania Film Festival ospiterà, anche quest’anno, un’ampia selezione di opere filmiche in concorso (45), tra gli oltre 3000 corti e lungometraggi pervenuti, provenienti da tutto il mondo e che, oltre alla consueta proiezione, verranno audio raccontate dal vivo per il pubblico non vedente nello slot dedicato “Cinema bendato”. 

L’accesso sarà consentito anche ai normo vedenti invitati a usare le bende e a fruire alle live audio drama delle opere in concorso.

L’edizione 2021 renderà inoltre omaggio a Dante Alighieri, a 700 anni dalla morte e Astor Piazzolla, il compositore argentino di cui si celebrano i 100 anni dalla nascita con il concerto “DanTango”, una performance eccellente tra letteratura, danza e musica.

Non mancheranno le anteprime dedicate ad Abel Ferrara, le cinepasseggiate, le masterclass, le lectio magistralis, le mostre, i laboratori e i tanti workshop che saranno presentati nei prossimi giorni assieme alla Piccolissima con un programma parallelo per il gruppo di ragazzi under 18 del Lff. Attesissima la sigla dell’accordo con il Museo del Cinema di Torino per le grandi mostre nei piccoli centri della Basilicata.

Da sempre attento alle tematiche green, il Lucania Film Festival, ospiterà anche un workshop di sartoria e scambio creativo a cura di Atomico Fest rivolto al grande pubblico del festival, per far comprendere le potenzialità di riuso e riciclo dei materiali e dei prodotti, i cambiamenti indotti dall’economia sostenibile e circolare.

Infine, nel land space del CineParco TILT, la spettacolare scenografia “LumiFieno”, accoglierà i poliedrici artisti tra cui l’organittestita elettronico Alessandro D’Alessandro e il dj Boss Doms. Presto il programma dettagliato e le modalità di partecipazione sul sito

El Diablo del volley a Scanzano Jonico

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El Diablo del volley a Scanzano Jonico: Joël Despaigne campione del mondo e miglior giocatore nell’89, a Torre del Faro per il camp di volley e basket

“Mi piacerebbe tornare qui a Scanzano Jonico, non solo per la bellezza del posto ma anche per l’accoglienza ricevuta dalle persone e le attenzioni dei professionisti della Mondotondo Villaggi e Vacanze”, parola del campione del mondo Joël Despaigne che nel 1989 ha portato la sua nazionale, Cuba, sul tetto del mondo a suon di schiacciate.

El Diablo ha vissuto alcuni anni a Matera e spera di tornare a Scanzano Jonico dove nei giorni scorso ha sostato per ragioni lavorative con un camp di atleti, giovani giocatori di basket e volley che si sono dati appuntamento al Villaggio Torre del Faro.

Nel corso dell’intervista ha ricordato l’accoglienza da “eroi” che il popolo cubano, nel 1989, ha riservato alla nazionale di cui è stato l’uomo simbolo,

tanto che la sua forza e l’ “urlo” dopo i suoi numeri vincenti gli sono valsi il soprannome “El Diablo”.

Ma ha ricordato anche il 1990, quando El Diablo in quella circostanza fu Andrea Zorzi della nazionale italiana di volley…

El Diablo perché?

“Il soprannome mi è stato dato dai giornalisti italiani perché ero un Diablo in campo. Uno che voleva vincere”

Ti si addice anche nella vita di tutti i giorni?

Sì, nella vita sono così. Sono una persona tranquilla ma quando si tratta di giocare non mi piace perdere.

Nel 1989 campione del mondo con la tua nazionale poi miglior giocatore: che ricordo hai di quel periodo?

Ricordo bello. Con la nazionale dopo allenamenti durissimi e dopo aver sfidato avversari fortissimi, come i russi che all’epoca erano considerati i più forti, abbiamo conquistato la Coppa del Mondo. Fummo accolti in patria come degli eroi nazionali.

Hai raccontato che avete battuto i russi, i bulgari e anche gli italiani nel 1989, ma l’anno seguente al campionato mondiale è andata diversamente. L’Italia vi ha battuti dopo una sfida durissima decisa dalla schiacciata di Lorenzo Bernardi…

“Ricordo quella sfida, ricordo che avevamo già incontrato e battuto l’Italia che poi in finale ha avuto la meglio. Quel giorno lì il destino ha cambiato la storia, l’Italia è diventata campione del mondo”.

 

Chi era “El Diablo” di quella nazionale italiana?

Tutta la squadra ha giocato benissimo. Tutti, l’allenatore, lo staff all’altezza che in poco tempo ha trasmesso la mentalità di fare risultato: di vincere e ribaltare il punteggio del precedente incontro. I diabli  (sorride) quel giorno erano loro. Ricordo Andrea Zorzi, Lorenzo Bernardi e molti altri…Zorzi fu quello che mi impressionò di più, non sbagliò nulla.

A Scanzano, nelle strutture Mondotondo Villaggi e Vacanze, per il campo di basket e volley, quindi lavori con i ragazzi: cosa insegni loro?

Abbiamo una missione importante: dopo essere stati atleti professionisti ora siamo insegnanti. Il nostro compito ora è fare appassionare i ragazzi, fargli vivere lo spirito dello sport: insegnare la sconfitta, la vittoria, la gestione dei momenti delicati come gli infortuni.

Ciò che trasmetto è affrontare la vita col sorriso, con l’allegria, con la passione.

Cerco di far capire che in ciò che scelgono di fare devono mettercela tutta per trovare la propria strada che potrebbe essere anche quella dello sport professionistico. Il compito è difficile ma bello.

Il Volley italiano proprio in questi giorni sta facendo sognare: le ragazze Under 20 si sono laureate campionesse del mondo contro la Serbia. Al torneo olimpico, i ragazzi di coach Blengini hanno invece esordito con una vittoria contro il Canada. Come giudichi il volley italiano?

“A parte la pandemia che ha rallentato tutto ma il campionato italiano è organizzato molto bene così come il settore giovanile fino alla nazionale. E’ evidente che si lavora con un programma ben preciso. Le nazionali italiane, quella maschile e quella femminile, sono un esempio soprattutto per le giovani generazioni. A loro va il mio augurio che vadano i titoli olimpici, sarebbe importante per tutti e per i ragazzi più giovani”.

In Italia si parla tantissimo di calcio come ben sai, di recente la nazionale di Mancini ha vinto gli europei, cosa pensi di quel successo?

“La cosa che più mi è piaciuta della squadra di Roberto Mancini è stato il gruppo. Staff, allenatore, giocatori sono stati tutti esemplari per l’entusiasmo, la voglia di fare, la voglia di portare a casa il risultato che hanno saputo trasformare in successo. Il titolo guadagnato è stato frutto di entusiasmo, allegria e reciproco aiuto fra i compagni, questo si è percepito. Quello che è accaduto è stato meraviglioso, è la parte bella dello sport”.

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LA NAZIONALE ITALIANA DI VOLLEY DEL 1990

Il 28 ottobre 1990 la nazionale italiana maschile conquistava il primo leggendario trionfo iridato al Maracanazinho di Rio de Janeiro, battendo 3-1 Cuba. Tutti i nomi: Andrea Gardini, Marco Martinelli, Ferdinando De Giorgi, Paolo Tofoli, Roberto Masciarelli, Andrea Anastasi, Marco Bracci, Lorenzo Bernardi, Luca Cantagalli, Andrea Zorzi, Andrea Lucchetta e Andrea Giani.A guidarli il CT Julio Velasco insieme con Angiolino Frigoni (Vice allenatore), Alberto Montorsi (Medico), Massimo Forlani (Fisioterapista), Paolo Giardinieri (Scoutman), Libenzio Conti (Team manager) e Alfredo Di Donato (Capo delegazione).

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Facoltà di medicina in Basilicata: via libera da Anvur

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Facoltà di medicina in Basilicata: via libera da Anvur. Vito Bardi: “Con l’accreditamento dell’Anvur il corso di laurea in Medicina e Chirurgia è realtà”

L’Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario e della Ricerca (Anvur) ha espresso, in un suo documento, parere positivo sulla istituzione del corso di Laurea in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi della Basilicata riconoscendo alla Regione Basilicata un ruolo chiave per il raggiungimento di questo obiettivo. Infatti, nel documento ANVUR si legge che “l’attivazione del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia assume una peculiare valenza strategica a livello regionale. Nasce da una precisa volontà della Regione Basilicata, che ha definito con il Ministero della Università e della Salute un accordo di programma (5 agosto 2020) ed a cui è seguito il parere positivo del Comitato Regionale Universitario di Coordinamento (22 Dicembre 2020) e della Regione (del 2 Febbraio 2021)”.

Inoltre, “il Documento di Progetto risulta ben strutturato e adeguatamente circostanziato, con un’analisi di Corsi della stessa classe di laurea di regioni limitrofe; riferiti anche i potenziali sbocchi occupazionali che giustificano l’attivazione del nuovo Corso”.

Nel documento si riconosce positivamente il ruolo svolto dalla Regione che “mette a disposizione dell’Università le strutture necessarie alle attività cliniche attraverso la predisposizione di specifici protocolli di intesa”.

In sede di visita è stata “confermata la disponibilità di strutture assistenziali accessibili entro il primo triennio, che appaiono coerenti per tipologia, volume di attività e dimensioni alle esigenze del progetto formativo. Iniziative per ulteriori accordi di programma/protocolli di intesa sono già in essere anche con riferimento al coinvolgimento della Medicina Generale e di altre strutture oltre all’Azienda Ospedaliera San Carlo e il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB)”.

“Con l’accreditamento dell’Anvur – sottolinea il presidente della Regione, Vito Bardi – il corso di laurea in Medicina e Chirurgia è ormai una realtà. Anche ANVUR riconosce il ruolo cruciale della Regione e conferma l’impegno di questa amministrazione per il raggiungimento di questo importante traguardo. Si tratta di un segnale storico, sia per la Basilicata sia perché arriva dopo la pandemia. Una bella notizia per tutti i lucani”.

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Facoltà medicina, in Basilicata presa d’atto accordo di programma

Rettore Unibas: “Valenza storica per comunità lucana”

Il Consiglio Direttivo dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) ha formalizzato al Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, e all’Ateneo lucano la propria valutazione positiva in merito all’accreditamento del Corso di Studi in Medicina e Chirurgia nell’Università degli Studi della Basilicata: “Sono estremamente soddisfatto – ha detto il Rettore, Ignazio Marcello Mancini – del risultato ottenuto dall’Ateneo che, mettendo in campo tutte le sue energie migliori, è riuscito, pur in tempi estremamente stretti, a portare a compimento tutti gli adempimenti di propria competenza. Un particolare ringraziamento è d’obbligo alla professoressa Aurelia Sole, al Presidente della Giunta Regionale, Vito Bardi, e ai Ministri Gaetano Manfredi e Roberto Speranza, che hanno posto le basi per un progetto che ha una valenza storica per l’intera comunità lucana”. Il percorso è iniziato ad agosto 2020, con la firma dell’Accordo di programma. L’Ateneo ha approvato la proposta di istituzione nel dicembre 2020 e l’ha sottoposta formalmente per l’accreditamento nel gennaio 2021. Il Consiglio Universitario Nazionale ha espresso lo scorso febbraio il proprio parere positivo, approvando il progetto didattico che, rispetto al classico corso di laurea per formare figure professionali adatte alla medicina generale, affianca alcune idee innovative che ne fanno un corso moderno e particolarmente adatto alle esigenze di un territorio come quello lucano. L’Anvur, nell’arco di tre mesi, da maggio a oggi, ha attentamente valutato tutti i requisiti didattici, di qualificazione della ricerca, strutturali, organizzativi e di sostenibilità economico-finanziaria definiti dal quadro normativo di riferimento, e ha fornito tutti gli elementi positivi perché il Ministero autorizzasse l’attivazione del corso che l’Università della Basilicata ha proposto. L’Ateneo è fiducioso che il Ministero dell’Università e della Ricerca vorrà condividere la proposta di accreditamento, assicurando la sua vicinanza al progetto. Analogo auspicio l’Ateneo esprime rispetto all’azione del Ministero della Salute e, soprattutto, della Regione Basilicata che è impegnata ad assicurare il proprio indispensabile sostegno sia nel triennio di avvio, sia nel dodicennio successivo.

Abel Ferrara ospite al Lucania Film Festival 2021

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Abel Ferrara ospite al Lucania Film Festival 2021, la 22ª edizione al CineParco Tilt a Marconia di Pisticci dal 7 all’11 Agosto

 L’attore e regista newyorkese terrà una masterclass e una lectio magistralis per il pubblico della 22ª edizione del LFF in programma dal 7 all’11 agosto a Marconia di Pisticci (MT). 

 È Abel Ferrara l’ospite d’onore della 22ª edizione del Lucania Film Festival, che si terrà al CineParco “Tilt” di Marconia di Pisticci (MT) dal 7 all’11 agosto 2021.  Il grande regista newyorkese presenzierà la ricca programmazione del festival dove terrà una masterclass e una lectio magistralis aperta a professionisti, cineasti e grande pubblico.Da oltre quarant’anni una delle voci più originali e riconosciute del cinema contemporaneo, Ferrara si racconterà, inoltre, nel talk “Architettura e Spiritualità” moderato da Gemma Lanzo, Critico Cinematografico SNCCI, dedicato all’interazione tra il cinema, l’architettura e i mondi periferici dell’animo.

Dalle metropoli americane buie ed infernali ai paesaggi urbani europei, sino ai quartieri napoletani, Abel Ferrara ha sempre creato e ambientato personaggi tormentati spesso drogati o alcolizzati, e gangster, in balia di demoni interiori, peccatori ed emarginati, in cerca di riscatto, di una via d’uscita, di salvezza e redenzione.

Personaggi interpretati da attori del calibro di Willem Dafoe, Christopher Walken, Harvey Keitel, Gerard Depardieu, tra gli altri.

Sul sito del LFF e sui principali canali social dell’evento saranno comunicati, nei prossimi giorni,  il programma completo e i dettagli delle attività che saranno a lui dedicate. Per la direzione artistica “la presenza di Abel Ferrara al LFF rappresenta un atto altamente simbolico. La sua presenza è un invito alla lettura dei margini e degli opposti come parte di un tutto. È tempo di leggere il dramma umano per riconoscere lo scandalo del vero e il suo splendore. È tempo di redenzione”.

 

Breve nota biografica

Regista, attore e sceneggiatore.

Nato nel quartiere newyorkese del Bronx il 19 luglio 1951, comincia a girare giovanissimo cortometraggi amatoriali in Super 8. Esordisce ufficialmente nel 1979 con “The Driller Killer”, film girato con un budget molto basso, un grande successo fra gli amanti del genere splatter. Nel 1981 realizza “L’angelo della vendetta” interpretato dall’esordiente Zoë Tamerlis. Nel finale l’immagine della ragazza sordomuta vestita da suora che impugna la pistola durante una festa in maschera, diventerà un vero simbolo e icona della categoria horror. Seguirà “Paura su Manhattan” (1984) interpretato da Melanie Griffith. Dal 1984 al 1987, Ferrara si mette alla prova realizzando per la televisione statunitense, due episodi di “Miami Vice”, il film “Il gladiatore” e la puntata pilota del serial della Nbc “Crime Story”. Torna sul grande schermo nel 1987 con “China Girl”, una libera rivisitazione di Romeo e Giulietta ambientato nel quartiere newyorkese di Little Italy. Tra il 1992 ed il 1995 dirige “Il cattivo tenente”, “Occhi di serpente” e  “The Addiction”, tre film che compongono la cosiddetta “trilogia del peccato” massima espressione del pensiero di Ferrara sui temi del peccato e della espiazione delle colpe. Ha dedicato alla figura di Maria Maddalena il film “Mary” (2005), coproduzione italiana ambientata tra New York, Roma e Gerusalemme, con protagonista Juliette Binoche, un’attrice che sviluppa un’ossessione per la figura di Maria Maddalena dopo averla impersonata in un film. Fra gli altri film da lui diretti: “Go go tales” (2007), “Chelsea on the Rocks” (2008), “Napoli Napoli Napoli”, (2009), “4:44 Last Day on Earth” (2011), “Welcome To New York” (2014), “Pasolini” (2014), “Tommaso (2019), “Siberia” (2020).

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Lucania Film Festival 2021: 45 titoli in concorso

 

Valsinni bandiera arancione

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Valsinni bandiera arancione. Il Touring Club Italiano, in Basilicata,  ha assegnato i riconoscimenti anche a Aliano (MT), Castelmezzano (PZ), Guardia Perticara (PZ), San Severino Lucano (PZ)

Il Touring Club Italiano ha assegnato in queste ore le 262 Bandiere Arancioni del triennio 2021-2023, confermandone 251 già in essere e premiando 11 nuove località. In Basilicata sono 5 le Bandiere Arancioni: Aliano (MT), Castelmezzano (PZ), Guardia Perticara (PZ), San Severino Lucano (PZ) e Valsinni (MT).

Il Touring Club Italiano, libera Associazione senza scopo di lucro, che si prende cura dell’Italia come bene comune, 23 anni fa per primo ha colto ed evidenziato il potenziale turistico dei piccoli centri dell’entroterra. Insieme a Regioni, Comuni e altre reti, contribuendo ad evolverli da ambito marginale a destinazione di tendenza.

La Bandiera Arancione è pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita: viene assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità.

Il marchio ha una validità temporanea, ogni tre anni i Comuni devono ripresentare la candidatura ed essere sottoposti all’analisi del TCI che verifica la sussistenza degli standard previsti e garantisce così ai viaggiatori un costante monitoraggio della qualità dell’offerta turistica e alle amministrazioni uno stimolo al miglioramento continuo.

I borghi negli ultimi anni hanno assunto nuova centralità non solo nelle politiche di sviluppo ma anche nelle scelte di viaggio degli italiani: complice anche la pandemia, cresce costantemente il turismo nei piccoli centri e nell’entroterra, luoghi che rispondono ai bisogni di tranquillità, vita all’aria aperta, cibo genuino, vacanza all’insegna del benessere e dell’autenticità. Nonostante il crollo mondiale del turismo nell’ultimo anno e mezzo, per il 66% dei Comuni Bandiera Arancione la stagione estiva 2020 è stata in linea e, in molti casi, meglio dell’anno precedente. E anche per l’estate 2021 le previsioni sono molto promettenti e i borghi, che sanno essere laboratori di innovazione, sapranno rispondere in modo ospitale e creativo, accogliendo i viaggiatori – principalmente italiani – che li visiteranno.

Al termine dell’evento di premiazione, 262 campane suoneranno a festa nell’entroterra d’Italia per celebrare la Bandiera Arancione e condividere il traguardo con tutte le comunità locali che hanno contribuito al suo raggiungimento. Le 262 Bandiere Arancioni assegnate oggi rappresentano delle eccellenze che hanno superato un’approfondita e attenta selezione. Su oltre 3.200 candidature analizzate in questi 23 anni, solo l’8% ha ottenuto il riconoscimento. Inoltre – attraverso piani di miglioramento ad hoc – Touring Club Italiano accompagna i territori verso l’innalzamento della qualità dell’offerta: 46 Comuni (circa il 18% dei certificati) hanno ricevuto la Bandiera Arancione in seconda istanza, dopo aver attuato i suggerimenti ricevuti da TCI.

La Bandiera Arancione porta benefici reali e tangibili (+ 45% arrivi e + 83% di strutture ricettive in media, dall’anno di assegnazione) e supporta un vero e proprio “circolo virtuoso”: i dati raccolti restituiscono un quadro estremamente positivo, in molti casi in controtendenza rispetto al resto del Paese.

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L’Italia di Mancini: la Fiaba di una Rinascita

in Una finestra sul Mondo

L’Italia di Mancini: la Fiaba di una Rinascita. Mancini ha infatti saputo implementare una filosofia di gioco avanguardistica, basata sul controllo della palla e sulla riaggressione.

La trama è di quelle degne dei più grandi romanzi epici, una storia che innalza a piena potenza il senso di patriottismo di un’intera nazione, e che ha riportato il sogno e la speranza nelle menti di adulti e bambini. Sono passati quasi quattro anni dall’incubo sportivo che ha coinvolto i nostri colori, un disastro che per lungo tempo ha affossato entusiasmi e convinzioni, rischiando di allontanare la gente dall’appassionato tifo azzurro. Quando però si raschia il fondo del barile esiste una sola possibilità, la risalita, e la nazionale italiana l’ha compiuta nel migliore dei modi, regalando al mondo intero una delle più belle favole sportive degli ultimi anni. Alla base di una rinascita vi è da sempre un valore fondamentale, la fiducia, un attributo che Roberto Mancini ha da subito elargito a tutto il gruppo, generando un clima di unione ed entusiasmo. L’Italia si è rialzata a piccoli passi, attraverso una crescita costruita e rifinita dalla competenza dell’intero staff azzurro, un lavoro di restaurazione che ha riportato grande consapevolezza nell’ambiente, una virtù che la nostra nazionale aveva perso per lungo tempo. Oggi i ragazzi del “Mancio” sono la in alto, a giocarsi la finale di un Europeo conquistata con le unghie e con i denti, imponendo la propria voglia di rivalsa su potenze come Spagna e Belgio, e riprendendosi con forza il proprio posto fra le protagoniste assolute di questo sport. Dalla mancata qualificazione ai campionati mondiali all’Olimpo delle più grandi, un triennio dal sapore di magia e dai toni a dir poco fiabeschi, in cui i colori azzurri sono tornati a splendere con grande vivacità. Non sono stati solo i valori umani a ritrasformare l’Italia in una squadra di spessore. Mancini ha infatti saputo implementare una filosofia di gioco avanguardistica, basata sul controllo della palla e sulla riaggressione, portando un calcio non solo estremamente offensivo, ma anche stilisticamente elegante e raffinato. Gli azzurri si schierano con ordine, organizzazione ed una maniacale gestione del pallone, con l’intento di imporre la propria qualità su ogni avversario. I nostri ragazzi sono dei pregevoli martelli, ma sanno essere anche dei perfetti incudini, in grado di adattarsi con grande efficacia all’avversario e prendere le giuste contromisure con intelligenza e pragmatismo. Una squadra camaleontica e moderna, in grado di reggere il confronto con chiunque, senza temere nessuno. Altro importante tassello che impreziosisce il mosaico “manciniano”

è la valorizzazione dei giovani, un punto focale del progetto, che ha portato ben 35 calciatori ad esordire in maglia azzurra, fra cui Locatelli, Barella, Pessina, Zaniolo, Raspadori e tanti altri.

Questo tipo di gestione ha notevolmente innalzato la fiducia verso i nostri giovani ed i settori giovanili italiani, dando una vera e propria sterzata rispetto alla mentalità più conservativa e gestionale del passato, incentrata sull’esperienza ed il puro status dei calciatori.
Questi ragazzi ci hanno ridato l’orgoglio di essere italiani e di gioire per questi colori, ed i risultati che continuano a susseguirsi, ormai da tre anni, valgono più di mille parole. Noi tifosi azzurri non possiamo che ringraziarli per tutti i valori che stanno riportando alla nostra nazione, e per tutto il prestigio che hanno riconquistato, con gambe, piedi e soprattutto cuore, arricchito da quel sano ed impattante senso d’appartenenza che ci contraddistingue da sempre. Grazie ragazzi, grazie per averci ridato la gioia di essere italiani.

FRANCESCO LIONETTI

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Foto da goal.com

 

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A Metaponto nuovi scavi archeologici

in Cultura

A Metaponto nuovi scavi archeologici. Prof. Dimitris Roubis: “attività con allievi e metodologie avanzate di scavo”

La Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera dell’Università degli studi della Basilicata dal 28 giugno 2021 sta realizzando nuovi scavi archeologici nella città antica di Metaponto. Si tratta della parte più vicina alla costa antica dell’area urbana, identificata per la prima volta da Dinu Adamesteanu negli anni Sessanta del secolo scorso. Le indagini attuali della Scuola di Specializzazione dell’Unibas stanno mettendo in evidenza subito al di sotto dello strato di abbandono della città una serie di vani privati, ma anche diverse strutture pubbliche, tra le quali un complesso termale. Nella stessa area si è ripresa l’indagine di una basilica paleocristiana con annesso battistero, finalizzata alla comprensione delle fasi tardoantiche di Metaponto. Parallelamente, sono state intraprese delle ricerche geomagnetiche e di “remote sensing”, con l’obiettivo di rilevare anomalie nel sottosuolo in aree adiacenti ai saggi archeologici.

Queste ricerche, di carattere diagnostico, si stanno svolgendo grazie alla collaborazione scientifica con la sede potentina dell’ISPC-CNR. Il professore Dimitris Roubis, direttore scientifico delle ricerche, ha spiegato che “dal 2019 la Scuola di Specializzazione di Matera ha eletto l’area del cosiddetto Castrum di Metaponto come una delle sedi principali per le attività pratiche sul campo dei futuri archeologi; accogliamo difatti numerosi studenti dei corsi di studio del Dipartimento Dicem dell’Unibas, e gli allievi della Scuola di Matera.

Le attività pratiche sul campo consentono loro di apprendere le metodologie di scavo più aggiornate, realizzare rilievi digitalizzati delle strutture esistenti con Gps differenziale, insieme a riprese fotogrammetriche 3d da terra e da drone, per ricavare fotopiani digitali anche con l’utilizzo di specifiche termocamere.

Uno dei principali obiettivi del progetto Metaponto – ha evidenziato il docente – è anche l’individuazione delle infrastrutture portuali antiche della città, condotta attraverso tecnologie avanzate e innovative di diagnosi e di documentazione. Le indagini saranno inoltre l’occasione per raccontare i risultati delle nostre ricerche al pubblico durante una giornata di open day”. Lo scavo si effettua su concessione del Ministero della Cultura, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e la Direzione Regionale Musei della Basilicata. Alle attività collaborano anche il Comune di Bernalda (Matera), il Cluster Basilicata Creativa e l’Associazione Enotria Felix.

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