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Incendi a Scanzano: un arresto e indagini sui recenti roghi di cui è sospettato

in Cronaca

Incendi a Scanzano: un arresto e indagini  sui recenti roghi di cui è sospettato

Nella notte fra lunedì e martedì 24 Gennaio è stata data esecuzione alla ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza che ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di un 39enne residente a Scanzano Jonico, sospettato di “incendio doloso e danneggiamento seguito da incendio, tentata estorsione, violenza a pubblico ufficiale aggravati dall’uso del c.d. “metodo mafioso”, dall’aver agito per motivi abbietti o futili, dall’aver approfittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, dall’aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità alle persone offese”, è scritto nel comunicato stampa diffuso in queste ore dalla Procura distrettuale della Repubblica del Tribunale di Potenza, Direzione Distrettuale Antimafia.

Nel comunicato è poi spiegato che le “articolate indagini” sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica e condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Matera, dal Commissariato di P.S. di Policoro e dalla Direzione Investigativa Antimafia – Dipartimento della P.S. – Sezione Operativa di Potenza.

Nella nota diffusa alla stampa è precisato che gli accertamenti compiuti sono nella fase delle indagini preliminari, che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa dell’indagato.

A seguito di articolate indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura della Repubblica e condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Matera, dal Commissariato di P.S. di Policoro e dalla Direzione Investigativa Antimafia – Dipartimento della P.S. – Sezione Operativa di Potenza, è stata data esecuzione alla ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza che ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di SURIANO Davide, 39enne residente a Scanzano Jonico.

I reati ipotizzati nei suoi confronti sono quelli di incendio doloso e danneggiamento seguito da incendio, tentata estorsione, violenza a pubblico ufficiale aggravati dall’uso del c.d. “metodo mafioso”, dall’aver agito per motivi abbietti o futili, dall’aver approfittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, dall’aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità alle persone offese.

Gli accertamenti compiuti sono nella fase delle indagini preliminari, che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa dell’indagato.

I reati contestati riguarderebbero 5 episodi incendiari avvenuti nel Maggio del 2022 a Scanzano Jonico, i fatti finiti sotto la lente degli inquirenti riguardano due stabilimenti balneari presenti nella citata località marittima oltre che le proprietà di un ufficiale di p.g. impegnato nelle indagini antimafia in quel contesto territoriale, e un opificio della stessa famiglia dell’uomo oggi indagato.

“Nella serata del 15.05.2022, in Loc. Bufaloria, a Scanzano Jonico, si sviluppava un incendio che interessava la intera struttura lignea dello stabilimento balneare “Baia delle Scimmie”, avente una superficie di circa mq 70. La struttura comprendeva un ristorante, un bar ed un magazzino”.

E, ancora: “nella serata del 17.05.2022, in loc. Terzo Cavone presso il lido balneare denominato “La Kicca” si sviluppava un incendio che interessava nr. 20 pedane in legno componenti il percorso pedonale all’ingresso dello stabilimento balneare; nella nottata del 19.05.2022 si sviluppava un incendio che questa volta interessava l’intera struttura lignea dello stesso stabilimento balneare “La Kicca”, che andava completamente distrutto.

“Il 23.05.2022, veniva danneggiato con il fuoco un deposito di attrezzature agricole, di proprietà di un poliziotto in servizio presso il Commissariato di P.S. di Policoro; nella nottata del 25.05.2022, un incendio di vaste proporzioni distruggeva gran parte di Commercio Ortofrutticolo”, sito in Scanzano Jonico in località Parisi; andavano altresì bruciate 1000 pedane in legno, 500 binz in plastica e 300 quintali di prodotti ortofrutticoli, oltre a celle frigorifero”

Le indagini, secondo quanto riportato nel comunicato, hanno consentito di accertare che l’arrestato sarebbe stato “l’organizzatore ed in alcuni casi anche l’esecutore materiale degli incendi sopra indicati, in concorso con complici al momento rimasti ignoti”.

Le attività di indagine, spiegano gli investigatori, poste in essere immediatamente dopo i fatti, si sostanziavano nell’analisi di immagini di telecamere poste nelle vicinanze dei luoghi interessati dagli eventi, in acquisizioni documentali, in dichiarazioni di persone informate sui fatti, nell’analisi dei tracciati GPS di autovetture di persone a vario titolo coinvolte nella vicenda, dall’analisi delle risultanze dei tabulati di traffico telefonico, in intercettazioni che si sono rivelate di fondamentale importanza.

Il quadro indiziario raccolto – fatta salva la verifica dibattimentale – ha portato a ritenere, a livello di gravità indiziaria, che l’uomo “abbia realizzato gli incendi dei due stabilimenti balneari per ritorsione nei confronti dei loro custodi da cui pretendeva somme di denaro, con modalità tipicamente mafiosa, consistita nell’incendio degli stabilimenti balneari”, scrivono gli inquirenti.

Nell’indagine è finita anche la vicenda di un danneggiamento subito dal deposito agricolo di un agente di Polizia che in passato aveva colto in fragranza, per altri reati, l’arrestato.

Secondo gli investigatori l’incendio dell’opificio di famiglia – sempre sulla base degli indizi raccolti – “sarebbe stato realizzato sia per depistare le indagini che già all’epoca erano indirizzate nei suoi confronti in modo da presentarsi come l’ultima vittima della scia di incendi che si erano verificati in Scanzano Jonico in quei giorni”, sempre secondo gli inquirenti.

Le modalità delle attività delittuose di cui è sospettato sono state qualificate dalle competenti autorità di “tipo mafioso”.

Saranno chiaramente gli esiti processuali a far luce sui fatti e le eventuali responsabilità della persona indagata e sottoposta alla misura cautelare dell’arresto.

Nuovo raid incendiario a Scanzano Jonico: stavolta tocca al comparto ortofrutta

in Cronaca

Nuovo raid incendiario a Scanzano Jonico: stavolta tocca al comparto ortofrutticolo. Le fiamme si sono sviluppate qualche minuto prima della mezzanotte di mercoledì 25 Maggio. E’ il quarto episodio in città, indaga l’antimafia. Sul posto il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e degli agenti di Polizia e Carabinieri. Sopralluogo svolto anche dal commissario prefettizio, la dottoressa Ermelinda Camerino, che attualmente governa Scanzano Jonico.

SCANZANO JONICO. Ancora un rogo a Scanzano Jonico, in fiamme stavolta un magazzino ortofrutticolo in località Parisi. Sembrerebbero due gli inneschi esterni che nella notte fra il 24 e il 25 Maggio hanno devastato l’immobile, relative pertinenze e apparecchiature.

In meno di un mese si tratta del quarto episodio in città, gli altri tre hanno riguardato i lidi la Baia delle Scimmie, in località Bufaloria, e il lido la Kicca, a Terzo Cavone. In quest’ultimo caso gli autori hanno agito in due volte, per l’esattezza in due nottate consecutive: il secondo tentativo ha praticamente distrutto la struttura che era in allestimento e pronta per l’estate 2022.

Scenario apocalittico anche nell’ultima orribile vicenda: lamiere piegate e annerite, roghi, fumo e quel puzzo che strozza gole e speranze di una città, Scanzano Jonico, che ormai sembra l’epicentro di una sorta di guerra dichiarata dalla criminalità allo Stato.

Ad indagare è la Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza a cui toccherà far luce sui recenti fatti di fuoco. E non solo.

 

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Estorsioni e incendi dolosi, 21 arresti tra Scanzano e Policoro

in Cronaca

Circa 150 Carabinieri sono impegnati stamani, fra Policoro e Scanzano Jonico (Matera), nell’esecuzione di 21 misure cautelari, emesse dal gip di Potenza su richiesta della Procura della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia, che hanno colpito un clan accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di far parte del racket delle estorsioni, di tentativi di omicidio, di incendi dolosi ad aziende ortofrutticole, di rapine e spaccio di droga. (ANSA)

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