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In centro con ascia e machete: un arresto a Bernalda

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In centro con ascia e machete: un arresto a Bernalda. L’uomo è domiciliato nel centro jonico ma di nazionalità tunisina

Un uomo di 35 anni è stato sottoposto agli arresti “in flagranza di reato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, danneggiamento e resistenza a Pubblico Ufficiale”. Il trentacinquenne, originario dell’Africa, di nazionalità tunisina, è domiciliato a Bernalda.

Dalla ricostruzione fornita dai carabinieri, l’uomo nella serata di domenica avrebbe “terrorizzato i passanti con un machete e un’ascia”, nei confronti degli stessi “avrebbe anche inveito”.

I carabinieri sono intervenuti in Corso Umberto I, hanno individuato l’uomo apparso in “evidente stato di alterazione psicofisica” , lo hanno bloccato e arrestato.

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Cocaina, arresto Bernalda

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Cocaina, arresto Bernalda: un quarantunenne sospettato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina. Posto ai domiciliari.

E’ stato arrestato dai carabinieri un quarantunenne di Bernalda sospettato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Nel comunicato stampa diffusa in queste ore i Carabinieri hanno riportato che “dopo l’attività di osservazione”  è stato scelto il momento opportuno per entrare nell’abitazione dell’uomo e qui rinvenire “13 dosi preconfezionate di cocaina, per un totale di sei grammi”. Sono stati inoltre ritrovati altri 5 grammi di mannite, “sostanza da taglio”. L’uomo è stato sottoposto ai domiciliari.

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Tagli abusivi bosco, un deferimento

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Tagli abusivi bosco, un deferimento: i Carabinieri Forestali di Stigliano, Tursi e Rotondella sequestrano un’area boscata comunale

 I Carabinieri Forestali di Stigliano, Tursi e Rotondella hanno proceduto al sequestro di un’area boscata di proprietà del Comune di Aliano, sita in località “ Valle Carbone”. Nella suddetta area, della superficie pari a circa ha. 07.50.00, erano state abbattute piante di acero trilobo, orniello e cerro, anche di grosse dimensioni,  “la cui relativa massa legnosa, stimata in circa 720 quintali, è stata asportata e commercializzata”, è scritto nel comunicato stampa divulgato in queste ore dai Carabinieri. E, ancora: “Si è  accertata, inoltre, la realizzazione di un piazzale di carico delle dimensioni di circa 750 mq., con l’abbattimento di tutta la copertura arborea e successive operazioni di livellamento.  Dalle indagini è emerso che per i lavori eseguiti non vi era alcuna autorizzazione. Pertanto, si è proceduto al deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare della Ditta esecutrice del taglio e del direttore dei lavori, responsabili dell’abuso”.

 

Aliano, borgo suggestivo nel cuore della Val D’Agri

Aliano è un piccolo borgo di circa 900 abitanti della provincia di Matera, che sorge al centro del paesaggio suggestivo dei calanchi. Il borgo si colloca su uno sperone argilloso e scosceso, a 498 metri di altitudine, e domina la Val d’Agri e il torrente. Per queste caratteristiche il paesaggio è di forte impatto e unico nel suo genere.
La parte più antica del paese, il “borgo antico” appunto, è formata da case costruite con mattoni crudi di argilla. Aliano è circondato da piantagioni di ulivo e da pescheti e agrumeti, meglio conosciuti come i “Giardini di Aliano”.
Immerso in questi suggestivi scenari lo scrittore Carlo Levi, che venne confinato ad Aliano durante il periodo fascista, scrisse il suo libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. La sua casa è situata all’ingresso del centro abitato.

 

VIDEO. Ordinanza di misura cautelare: 24 gli indagati nel Metapontino: fra le accuse estorsione, droga, autoriciclaggio

in Cronaca

“In data odierna, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Potenza in costante coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia (che ha garantito la costante applicazione del Magistrato di collegamento alle indagini in corso) e condotte dai Carabinieri e dai Finanzieri delle rispettive Compagnie di Policoro, è stata data esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Potenza, nei confronti di 24 indagati “ritenuti responsabili di aver fatto parte, a vario titolo, di un’associazione dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, operante in diversi comuni della provincia di Matera (Policoro, Scanzano Jonico, Colobraro, Valsinni, Bernalda e Tursi) nonché di reati di estorsione, incendio, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio ed impiego di denaro di provenienza illecita”, è quanto riportato nel comunicato diffuso oggi e firmato dal procuratore distrettuale, Francesco Curcio.

Tra gli arrestati, 12 sono stati associati presso diverse Case Circondariali ed altri 6 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari; inoltre è stata applicata nei confronti di 6 persone la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Le indagini coordinate dalla AG e “sviluppate in modo approfondito, completo e professionale dalla indicata polizia giudiziaria, hanno disvelato, in particolare il più raffinato ed insidioso meccanismo di riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita (e segnatamente dal narcotraffico anche di livello internazionale) per milioni e milioni di euro, in attività produttive che, nel settore agricolo, si era mai potuto constatare in Basilicata”.

L’Ufficio di Procura ha anche contestato il reato di associazione mafiosa, che tuttavia “non è stato ritenuto assistito da gravi indizi dal Gip di Potenza”, è specificato nel comunicato.

I principali reati contestati agli indagati sono:associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti (artt. 74 e 73 del D.P.R. 309/1990); estorsione (artt. 629 ed 81 cpv c.p.); trasferimento fraudolento di valori (art. 12 quinquies D.L. 306/92, convertito in L. 356/92, ora art. 512-bis c.p.), impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio (artt. 648-ter e 648-ter 1 c.p.), incendio (art. 423 c.p.); induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’A.G. (art. 377-bis c.p.).

L’attività investigativa svolta, come spiegato nella nota stampa, “si è sviluppata mediante intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni e sequestri, sfociati anche in arresti in flagranza di reato. I tipi di droga maggiormente commercializzati dal sodalizio sono risultati essere cocaina, marijuana ed hashish”.

Nel corso dell’attività di indagine sono stati complessivamente sottoposti a sequestro, in diversi momenti, circa 7 kg di marijuana, 230 gr. di cocaina e 640 gr. di hashish, nonché di un’area di 10.000 mq adibita alla coltivazione di marijuana con circa 1000 piante di cannabis a dimora e 300 essiccate.

Diversi i canali di approvvigionamento del sodalizio (Puglia, Calabria, Campania ed Albania), ma anche da produzione in proprio attraverso la coltivazione di vasti appezzamenti su cui veniva impiantata cannabis.

Sempre secondo gli investigatori, l’organizzazione criminale è risultata avere un diretto collegamento con ambienti criminali di spessore radicati nella vicina Calabria. [Ultima modifica 13 Maggio 2021]

 

Auto sospesa in aria, conducente tratto in salvo dai Vigili del Fuoco

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Conducente soccorso da personale del 118, sul posto intervenuti anche i Carabinieri

I Vigili del fuoco del Comando Provinciale di Potenza in data odierna alle ore 15.10 circa, sono intervenuti in strada Convento Montagna a Picerno per incidente stradale.
I VV.F. arrivati sul posto hanno trovato una Fiat Panda 4×4 in bilico su un muretto in cemento armato.
Il personale intervenuto ha subito messo in sicurezza l’auto vincolandola e di conseguenza è stato recuperato l’uomo che era alla guida ed e’ stato affidato al servizio di soccorso di emergenza 118. La strada interessata non è stata chiusa al traffico. I Vigili del fuoco sono intervenuti con un’autopompa e un fuoristrada per un totale di cinque unità. Sul posto anche i Carabinieri e 118.

Presunti “furbetti” del reddito di cittadinanza: in 31 finiscono sotto inchiesta

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Secondo i Carabinieri sarebbe 31 i furbetti del reddito di cittadinanza, persone che nel materano avrebbero percepito la misura in maniera “indebita”, stando alle risultanze delle prime indagini condotte dagli investigatori dell’Arma.

Da quanto emerso, gli indagati sarebbero stati in possesso di entrate finanziarie e altri  beni mobili immobili, circostanze che farebbero venir meno la sussistenza dei requisiti necessari per ottenere il reddito di cittadinanza. Sono scattate così le segnalazioni all’Inps di Matera per avviare l’iter di revoca del beneficio che sarebbe in realtà rivolto a chi non ha reddito e presenta situazione di difficoltà economica e sociale.

Ammonterebbe a 184mila euro l’importo da restituire, le indagini sono state condotte a Pisticci a Marconia, Ferrandina e Matera. Oltre a persone di nazionalità italiana, sono finite sotto la lente degli investigatori anche cittadini provenienti dalla Romania, dal Marocco, Ucraina.

Fra gli indagati anche chi possedeva auto di grossa cilindrata, persone che hanno dichiarato falsamente di essere in possesso del permesso di soggiorno.

Forze dell’Ordine, sindacati: “Tamponi per gli agenti in servizio”

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Potenza, 20 marzo 2020 – La morte di una carabiniere di 46 anni a Bergamo a causa del coronavirus (il secondo in poche settimane) ripropone in modo drammatico il tema delle condizioni di lavoro delle forze dell’ordine, particolarmente esposte al rischio di contagio. Nei giorni scorsi Unarma Basilicata (associazione sindacale dei carabinieri) e Cisl Fns hanno scritto al presidente della giunta regionale Bardi per sollecitare misure a tutela degli operatori di polizia e di soccorso pubblico. Le due sigle sindacali chiedono in particolare l’adozione di un protocollo che preveda il “tampone” o altra misura che certifichi la negatività al SARS-CoV-2 per gli operatori delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico che prestano servizio in regione. Una precauzione che Unarma e Fns Cisl giustificano con le caratteristiche del lavoro in squadre o pattuglie che rende altamente probabile la trasmissione del contagio tra colleghi e, di conseguenza, l’espansione dell’infezione tra la popolazione.
“In questo frangente particolarmente difficile a causa del diffondersi dell’infezione da coronavirus su tutto il territorio nazionale, è sotto gli occhi di tutti l’immane sforzo personale e professionale messo in atto sia da tutti gli operatori del servizio sanitario che da parte delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico”, spiegano Antonio Pagano, segretario generale di Unarma Basilicata, e Rocco Scarangella, segretario generale della Fns Cisl Basilicata. “Questi ultimi, in particolare, si stanno adoperando per verificare il rispetto delle disposizioni legislative e garantire, come sempre, l’ordine e la sicurezza di tutti i cittadini. Le donne e gli uomini in divisa impegnati sul campo, purtroppo, possono contare su una disponibilità minima di dispositivi di protezione individuale e l’indicazione è quella di utilizzarli solo qualora il rischio di possibile contagio sia evidente. L’esperienza ci indica che anche le persone asintomatiche possono, in maniera inconsapevole, veicolare il virus”.
“Gli operatori di polizia e del soccorso pubblico, proprio per la peculiarità dei loro compiti, hanno numerosi contatti, spesso sotto la distanza minima di sicurezza, oltre che con i cittadini anche, ovviamente, con i propri colleghi. Nella consapevolezza che è assolutamente necessario preservare l’apparato della pubblica sicurezza dal rischio di doverne mettere in quarantena intere articolazioni – continuano Pagano e Scarangella – appare evidente quanto sia importante non solo rispettare tutte le procedure precauzionali suggerite ma, anche, effettuare un continuo monitoraggio delle condizioni di salute di tutto il personale impegnato per fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19”.

Scanzano Jonico: sequestrata un’area e denunciate due persone 

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L’ipotesi è quella di “abuso edilizio”

I Carabinieri Forestali della Stazione di Scanzano Jonico, durante il controllo del territorio nel Metapontino, “hanno accertato un abusivismo edilizio e sottoposto a sequestro una superficie di circa 3000 mq”, è scritto nella nota stampa diffusa in queste ore. E, ancora:  “I proprietari del terreno avevano depositato abusivamente un’ingente quantità di materiale misto stabilizzato e frantumato,costituito da rifiuti edili da demolizione e terreno vegetale, quantificato in circa 5000 mc, effettuando una trasformazione del terreno da uso agricolo a uso commerciale in assenza del nulla- osta paesaggistico e dei titoli abilitativi a costruire, previsti dalla legislazione vigente.
I militari hanno provveduto a sequestrare anche i cumuli di materiale sopra descritti e hanno deferito all’Autorità Giudiziaria i responsabili dell’abuso”.

In giro senza “giustificati motivi”, scattano le denunce per 29 persone

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A spasso quando ci sono i limiti imposti dai decreti governativi, per 29 persone le denunce dei Carabinieri

(ANSA) – POTENZA, 12 MAR – Per non aver rispettato le prescrizioni imposte per contenere l’emergenza coronavirus, “in poco più di 24 ore”, 29 persone sono state denunciate dai Carabinieri in provincia di Potenza. In particolare, 28 persone non hanno fornito “giustificati motivi” per i loro spostamenti, anche di notte, e un’altra ha anticipato l’orario di apertura di un bar.

Discarica abusiva, i Carabinieri sequestrano un’area a Montalbano Jonico

in Cronaca

I Carabinieri Forestali della Stazione di Pisticci, nel corso dei controlli volti a contrastare i reati ambientali in materia di rifiuti, hanno sottoposto a sequestro penale un’area di 650 mq, in agro del Comune di Montalbano Jonico, “dove era stata realizzata una discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi”, è quanto riportato in una nota diffusa alla stampa dai Carabinieri in queste ore.
“In una superficie recintata e non accessibile per la presenza di un cancello chiuso a chiave, erano stati depositati circa 25 mc di rifiuti inerti provenienti da lavori di demolizione edile, quali calcinacci, cemento, tufi, etc.., considerati rifiuti speciali non pericolosi.
Il titolare della ditta edile, autore dell’abbandono, aveva depositato, in maniera incontrollata e reiterata, i suddetti rifiuti, senza alcuna autorizzazione; per tale condotta, sono stati contestati i reati di realizzazione di discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti con deferimento all’Autorità Giudiziaria della Procura di Matera.
Inoltre, al medesimo, che era presente sul posto all’atto dell’accertamento, è stata elevata sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada, in quanto il veicolo in suo possesso era privo di copertura assicurativa e di revisione periodica; contestualmente, l’automezzo è stato posto sotto sequestro amministrativo”.

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