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Cia – Agricoltori: disfunzioni nei servizi irrigui,

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CIA-AGRICOLTORI: “disagi e disfunzioni nei servizi irrigui nell’area metapontina”.

Il direttore della Cia-Agricoltori Basilicata Donato Distefano oggi ha nuovamente segnalato all’Assessore all’Agricoltura Francesco Fanelli “disagi e disfunzioni nei servizi irrigui nell’area metapontina.In particolare – si riferisce in una nota – numerose aziende agricole segnalano carenze di portata idriche, intervalli prolungati sulle turnazioni, bassa fluenza e pressione.Tali disagi si registrano sia sullo schema del Sinni che sullo schema dell’Agri che alimenta la Diga di Gannano e i relativi areali dell’agro di Montalbano e Scanzano.

Riteniamo utile organizzare un incontro con CdB Basilicata”: è la richiesta urgente di Distefano nell’attuale fase di raccolta dei prodotti ortofrutticoli perché è ancor più indispensabile garantire adeguata irrigazione.

La nuova iniziativa fa seguito alla denuncia dei giorni scorsi del Presidente Cia Matera Giuseppe Stasiche ha sollecitato in primo luogo alla Regione Basilicata e a seguire il CdB, l’Autorità di Bacino e l’Eipli a fornire le più ampie garanzie per la corretta e puntuale gestione dei servizi irrigui per l’anno in corso, a partire dall’utilizzo dell’acqua invasata nel Pertusillo, garantendo certezze erisposte immediate agli agricoltori che hanno prenotato quantitativi d’acqua necessari alle colture pregiate specie dell’ortofrutta.

La Cia-Agricoltori da mesi ha tentato di accendere l’attenzione degli enti di gestione delle risorse idriche e della Regione sulla carenza di acqua nelle dighe e negli invasi lucani e la mancanza di oltre 70 milioni di metri cubi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Proprio perché la disponibilità complessiva è ridotta non possiamo permetterci di sprecarne nemmeno una goccia ma al contrario dobbiamo concentrarne l’impiego nelle aree dove oggi il bisogno è maggioree necessario; per queste motivazioni chiediamo alla Regione e al CdB di vigilare e porre in essere tutte le indispensabili soluzioni atte a garantire ora e nei prossimi mesi quantitativi adeguati e precise utilizzazioni.

 

“Un tablet in ogni barca”, al via la digitalizzazione della pesca costiera in Basilicata

in Economia

Questa mattina, 25 maggio, presso il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, nell’ambito del progetto “Promozione del capitale umano nel settore della pesca e dell’acquacoltura”, l’Assessore Fanelli, l’Autorità di gestione del FEAMP Del Corso e la Responsabile di Misura Padula hanno consegnato a due rappresentanti dei pescatori dell’arco jonico e tirrenico 14 tablet finalizzati a creare un network digitale per valorizzare il capitale umano del settore in termini di conoscenze, informazioni, competenze tecniche e professionali, in linea con quanto previsto dalla Misura 1.29 del PO FEAMP Basilicata 2014-2020(Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca).

In collaborazione con il CREA – Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, tali dispositivi sono stati predisposti per veicolare contenuti dedicati e per consentire ai pescatori di essere parte attiva nel flusso di comunicazione. A loro viene richiesta, infatti, la compilazione on linedel “Quaderno di mare”: un questionario destinato a raccogliere informazioni che, opportunamente elaborate, daranno vita a una banca dati su un settore finora poco conosciuto dal punto di vista socio-economico, consentendo di monitorare i dati del pescato, la stagionalità delle catture, le aree di pesca, le azioni di tutela ambientale, le attività di diversificazione. I pescatori potranno anche condividere foto e brevi video per raccontare attraverso le immagini il “loro” mare, il lavoro in barca, gli avvistamenti di cetacei, la bellezza degli scorci marini, ecc..Il CREA,attraverso incontri informativi organizzati via web, guiderà i pescatori nella fase di avvio delle attività e curerà, sul portale regionale del FEAMP,la pubblicazione di report statistici di riepilogo per rendere noti i risultati del questionario.

Al fine di ottenere un settore competitivo e rispettoso dell’ambiente occorre favorire, infatti, come emerso da un’indagine qualitativa del CREA realizzata nel 2019, processi in-formativi, scambi di esperienze tra gli addetti, nonché tra addetti e organismi scientifici, per cui incentivare l’uso del tablet a tale scopo potrebbe rappresentare una “buona pratica” per la piccola pesca costiera lucana.

Accademia della ruralità: sostenere l’ospitalità rurale per salvare le aree interne

in Economia

Le aree interne della Basilicata rischiano di svuotarsi completamente nei prossimi mesi a causa del protrarsi delle restrizioni dovute all’emergenza Covid‐19. I fatti che stanno avvenendo in questi giorni segnalano una grave situazione di allarme di cui l’opinione pubblica non è consapevole. Nei comuni della Basilicata interna, gli operatori agrituristici e i ristoratori, che animano specificamente un turismo attivo ed esperienziale, raccontando il cibo e la storia delle comunità e dei luoghi, hanno rinunciato ad avviare le attività, nonostante il via libera del Governo e della Regione.

Questi operatori, infatti, soddisfano da sempre una domanda extraregionale ed estera di turismo alternativo a quello balneare e delle città. Una domanda che non potrà di nuovo formarsi fintanto che rimarranno le restrizioni alla circolazione interregionale ed a quella tra i diversi Paesi. Una domanda che non può essere sostituita spontaneamente da un’altra di dimensione regionale senza un’accurata e ben mirata promozione, anche mediante forme di incentivo da destinare alle famiglie. Aprire con la certezza che non ci saranno clienti significa per questi operatori sobbarcarsi ad un onere eccessivo e insopportabile.

Non basta aver autorizzato la circolazione nell’ambito della Regione per creare un’opportunità di lavoro alle tante trattorie e agli agriturismi dei piccoli comuni dell’alta collina e della montagna. In questi paesini il turismo non è di passaggio come nelle città. Coloro che li visitano ci vanno appositamente e per più giorni. E il motivo è molto semplice: essi non vanno in tali luoghi per mangiare frettolosamente un pasto e poi andarsene a fare altro; vanno invece a compiere un’esperienza esistenziale, che richiede il tempo necessario per l’ascolto, l’apprendimento e l’assimilazione. L’agriturismo o la trattoria è solamente il fulcro centrale della mappa di un percorso culturale, con una molteplicità di tappe nella spettacolarità della natura e della storia di queste comunità‐territori.

Purtroppo, i provvedimenti nazionali e regionali per l’emergenza e il rilancio dell’economia non tengono affatto conto di questa realtà. L’attenzione è rivolta esclusivamente alla ristorazione e al turismo culturale delle città. Viene invece del tutto ignorata l’ospitalità offerta dalle aree rurali e trascurato il suo indotto, costituito dalle attività agricole e alimentari, dall’agricoltura sociale, dall’artigianato artistico, dalle attività creative e di conservazione della memoria, dall’associazionismo dedicato al turismo attivo (trekking, bici, kayak), dai piccoli tour operator e dalle tante guide individuali. Un terziario civile fatto di ruralitudine innovativa che sta gradualmente diventando l’anima delle zone interne contemporanee.

Vi è, dunque, il fondato rischio che alcuni operatori si vedano costretti a trasferire le proprie attività nelle aree urbane e che altri le chiudano definitivamente dopo il lungo lockdown. Ma un esito siffatto significherebbe il totale svuotamento delle aree interne che vivono proprio di questo gracile e, tuttavia, irrinunciabile tessuto economico.

Come si può scongiurare che lo spettro dell’abbandono si aggiri e aggredisca i paesaggi agrari storici della nostra Basilicata e li condanni alla desertificazione e al degrado? Per evitare tale drammatica prospettiva, proponiamo alla Giunta regionale di adottare urgentemente due misure:

  1. a) un contributo straordinario agli operatori agrituristici e ai ristoratori che svolgono le loro attività nei piccoli comuni interni, a copertura delle spese di gestione;
    b) l’erogazione di voucher alle famiglie da spendere negli agriturismi e nei ristoranti dei piccoli comuni interni.

Questi due interventi vanno accompagnati da un’azione promozionale per far conoscere il patrimonio paesaggistico della Basilicata. I nostri paesaggi rurali che tutti ci invidiano sono, infatti, depositi di fatiche; di cultura materiale e immateriale; di valori e stili di vita continuamente rielaborati; di motivazioni e percorsi tecnologici per produrre, scambiare e consumare beni, organizzare servizi e attività di cura per le persone, le comunità e l’ambiente, conseguire obiettivi di sviluppo sostenibile.

Infine, è necessario organizzare nei piccoli comuni interni percorsi partecipativi dal basso che coinvolgano le amministrazioni comunali e la società civile (organizzazioni imprenditoriali e sindacali, soggetti del Terzo settore, ecc.), per elaborare e realizzare progetti di educazione alla cittadinanza. Tali progetti dovranno promuovere un’autonoma capacità tecnica, politica e giuridica dei cittadini a concorrere alla determinazione delle politiche di sviluppo sostenibile. Cardine dei progetti dovrà essere la trasmissione, da una generazione all’altra, della cultura del “saper fare” per promuovere nuove occasioni di lavoro. Solo se si creeranno istanze dinamiche di confronto e collaborazione, le differenze tra generazioni diverse potranno riconoscersi e interagire per generare e vivificare lo spirito dello sviluppo. Il documento è stato condiviso da:
Accademia Della Ruralità, Comunanza del Cibo Pollino, Consulta Regionale Piccoli Comuni della Basilicata, Turismo Verde Basilicata, AGIA Basilicata, Confesercenti Basilicata e inviato al Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, al VicePresidente Francesco Fanelli, all’Assessore Francesco Cupparo, alla Direzione dell’APT Basilicata.

 

MenuFast: nasce il menù contactless sviluppato dai creativi di Officine Creative

in Economia

MenuFast, il menù digitale veloce, economico e igienico, sostituisce il vecchio menù cartaceo ed è la soluzione ideale per tutelare la salute dei tuoi clienti

 

POLICORO. L’emergenza aguzza l’ingegno: si potrebbe parafrasare così l’idea del team dei creativi di Officine Creative che ha dato una risposta concreta all’esigenza delle attività, ristoranti, pizzerie, pub, bar, bistrot,  costrette a rinunciare per ragioni  sanitarie all’utilizzo dei menù cartacei.

“Hai un’attività? Scegli MenuFast, il menù digitale veloce, economico e igienico”, è riportato nel sito web (menufast.it) online da alcuni giorni. E, ancora: “I nuovi protocolli anti COVID-19 impongono misure adeguate per evitare il rischio contagio. MenuFast sostituisce il vecchio menù cartaceo ed è la soluzione ideale per tutelare la salute dei tuoi clienti, del tuo personale e per aiutarti a ripartire con slancio nella fase 2”.

Ma come funziona? “Raccoglieremo tutte le tue esigenze e procederemo noi alla realizzazione del tuo menù digitale interamente personalizzato per il tuo locale e istantaneamente consultabile dal proprio smartphone”. Dunque, un supporto contactless che evita qualsiasi contatto con il vecchio menù di carta, cartone o plastica.

Nel sito è infatti spiegato: “I tuoi clienti potranno visionare il menù dal proprio smartphone sia per usufruire del servizio d’asporto che seduti nel tuo locale, tutto in piena sicurezza”.

MenuFast – come assicurato dai creativi – è la scelta giusta per una serie di ragioni: sicuramente agevola il processo di adeguamento alle misure anti Covid-19 e nel contempo consente il risparmio di carta e rende in generale molto più smart il processo decisionale dei clienti che hanno sempre a disposizione il menù sia per scegliere cosa mangiare nel punto vendita, sia al di fuori dello stesso. E sempre sul fronte dell’usabilità intelligente, MenuFast assicura aggiornamenti costanti e informazioni dettagliate anche sull’eventuale presenza di allergeni negli alimenti.

Sono due i piani fra cui scegliere quello “lite” e quello “pro” con indicazioni di costi e servizi sul sito.

Lo staff di Officine Creative, a cui collaborano Antonio Fittipaldi, informatico e sviluppatore di siti web e App, Gianluca Pizzolla, giornalista e fotografo adv, Luca Masiello, regista e video maker, Roberto Mele, copywriter e graphic designer, ha infine spiegato: “Ai consueti servizi pubblicitari che possono essere offerti alle aziende come la realizzazione di siti web, App, progettazione brochure, loghi, gestione social network, foto e video, dallo scorso anno abbiamo ampliato le nostre offerte pensando a soluzioni smart per le aziende e i territori. Nel 2019 abbiamo sviluppato APPolicoro, App che è diventata una vetrina dinamica che racconta la città e le sue bellezze e offre spazi e visibilità alle attività commerciali. Vista l’emergenza in corso, e per venire incontro a commercianti, imprenditori e professionisti, per tutto il 2020 APPolicoro sarà gratuita per tutti coloro che manifesteranno l’interesse entro Maggio di entrare nel circuito. Quest’anno abbiamo lanciato MenuFast a costi veramente competitivi e che siamo sicuri rappresenterà un supporto importante per le aziende in quella che sarà la fase di adeguamento alla ‘nuova normalità’ imposta dall’emergenza sanitaria”.

MenuFast, Facebook

MenuFast, Instagram

Fondi PIR: cosa sono e come funzionano

in Economia

Fondi PIR: cosa sono e come funzionano

PIR è l’acronimo di Piani Individuali di Risparmio; si tratta di un tipo di investimento molto diffuso e di semplice accesso, aperto a chiunque, oggi attivabile anche direttamente online. Sono infatti disponibili anche sulle principali piattaforme di risparmio gestito, ma vi si può accedere anche attraverso le proposte messe in atto dalle banche. Per chi non si intende di investimenti e di finanza poter approfittare dell’aiuto da parte di un consulente, per quanto riguarda la scelta dei PIR migliori disponibili sul mercato, è un elemento essenziale. Le proposte sono infatti varie e offrono non solo un guadagno periodico, ma anche interessanti opportunità per quanto riguarda le esenzioni fiscali.

Le tasse sui PIR
Questo è un elemento importantissimo, che porta molti investitori a scegliere proprio i PIR invece di altre opportunità di investimento, o anche congiuntamente ad esse. Per le somme investite in un PIR infatti non sono dovute eventuali imposte di successione; inoltre lo Stato ha esentato i fondi PIR dal pagamento delle tasse sugli utili e sui proventi degli investimenti. Si tratta di importanti sconti, che rendono ancora più interessante la possibilità di scegliere tra i fondi PIR Italia migliori in assoluto. Ad un elevato rendimento si sommano infatti le agevolazioni dal punto di vista fiscale.

Come accedere ai fondi PIR Italia
Per accedere a un fondo PIR Italia non serve essere degli esperti di finanza. Questo tipo di prodotto finanziario è infatti disponibile presso le piattaforme di risparmio gestito, disponibili anche online. Sono a totale appannaggio da parte delle persone fisiche, quindi le aziende o le società non possono accedervi in alcun modo. Le sottoscrizioni online sono semplici e rapide, è sufficiente infatti spostare il capitale da investire nel PIR prescelto sull’account creato sulla specifica piattaforma che si intende utilizzare. Solitamente queste piattaforme mettono a disposizione un chiaro dossier PIR, che riporta quelli disponibili in Italia. È da ricordare il fatto che si possono investire in PIR fino a un massimo di 30.000 euro e che per ottenere le agevolazioni fiscali è necessario mantenere l’investimento nel Piano di investimento scelto per almeno 5 anni.

PIR e pensione integrativa
Con la sempre maggiore incertezza per quanto riguarda il futuro delle pensioni in Italia, sia per quanto riguarda il loro ammontare, sia per l’allontanarsi dell’età pensionabile, molti italiani stanno cercando opportunità di investimento che possano fungere non solo da interessante opportunità per il presente, ma anche da solida base economica per il futuro. I fondi PIR si possono configurare come una seconda pensione, nel senso che garantiscono un buon rendimento e una certa sicurezza sull’investimento nel corso degli anni. Offrono vantaggi fiscali particolarmente interessanti e garantiscono rendimenti tanto più alti e tanto più sicuri quanto è maggiore la durata dell’investimento.

Quanto mantenere un PIR
Come abbiamo detto i vantaggi migliori si ottengono mantenendo i propri fondi in un PIR per un periodo di tempo che parte dai 5 anni. Al di sotto di questo lasso di tempo non si ha infatti diritto alle agevolazioni fiscali. Inoltre, con il passare degli anni, eventuali performance non eccezionali saranno bilanciate da quelle degli anni in cui il PIR ha ottenuto risultati migliori. In più il lungo tempo consente anche di partire con piccoli capitali, per trovarsi poi nel tempo cifre sempre più importanti.

 

 

Bandiera Blu 2020, alla Basilicata cinque riconoscimenti: Policoro, Nova Siri, Metaponto, Pisticci, Maratea

in Economia

Consegnate le Bandiere Blu, in Basilicata il riconoscimento è andato a 5 località: Pisticci, Metaponto di Bernalda, Policoro, Nova Siri, Maratea.

Quella del 2020 è la  34esima edizione,  i riconoscimenti sono assegnati dalla ONG danese Fee (Foundation for Environmental Education). Fra i requisiti richiesti per il riconoscimento,  non basta il mare: “per aggiudicarsi il vessillo blu serve infatti un sistema di servizi a 360 gradi riassunto in 32 criteri che la giuria nazionale valuta in modo sempre più dettagliato”.

 

 

Centri per l’Impiego, monta il malcontento. I sindacati attaccano la Giunta regionale

in Economia

La riorganizzazione dei Centri per l’impiego operata dalla Regione, ed approvata con delibera della Giunta n.213 del 27 Marzo 2020 relativamente ai livelli di responsabilità da individuare attraverso le Posizioni Organizzative, è  fortemente lesiva della dignità  dei lavoratori e non risponde affatto alle indicazioni della Corte dei Conti della Basilicata che ha richiamato la necessità di rafforzarli non solo in termini di nuove assunzioni, ma anche di riorganizzazione e di riconoscimento e valorizzazione delle responsabilità.

La Giunta Regionale sta operando in direzione opposta, trattenendo indebitamente  risorse economiche che il Ministero del Lavoro ha destinato, strutturalmente,  ai Centri per l’impiego.

È  quanto dichiarano Giuseppe Bollettino e Giovanni Sarli per la Cisl FP e Giuliana Scarano e Giulia Adduce per la  FP Cgil.

Poiché  le responsabilità  di ogni tipo, rivenienti dagli accresciuti adempimenti (reddito di cittadinanza, ecc.) ricadenti nei Centri e sub-Centri ben 15 tra Potenza e Matera, sono tutte in capo ai responsabili  dei Centri e sub-Centri, è  inaccettabile, continuano, avere previsto solo quattro Posizioni Organizzative, mortificando enormemente le responsabilità e non riconoscendo gli sforzi sostenuti da questi lavoratori.

E’ indispensabile prevedere una PO per ogni Centro e sub-Centro, differenziandole in relazione alla mole di lavoro, mentre sono medesime le responsabilità ai sensi del Decreto Legislativo n.150 del 2015 e del Decreto Legge n.4 del 2019, convertito dalla Legge n.26 del 2019.

Ricordiamo che  per la funzionalità  dei Centri per l’Impiego le risorse economiche, trasferite alla Regione Basilicata dal Ministero  del Lavoro con la legge di bilancio 2018,  n.205 del 2017, sono circa 6 milioni e mezzo di euro annui e coprono una spesa storica per il personale di ben 122 unità,mentre oggi sono in servizio solo 90 unità, quindi residuano  circa due milioni di euro che non possono essere distratti altrove.

Il ruolo dei centri per l’impiego èstrategico e di notevole importanza per far sì che domanda e offerta di lavoro si incontrino.Non è accettabile che la Regione trattenga risorse anziché promuoverne un potenziamentoattraverso un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie e un’adeguata politica di investimenti. Privando i CPI delle congrue risorse per le P.O. individuate si percorre una strada diametralmente inversa.

Chiediamo quindi adeguate risorse per l’individuazione delle P.O. previste, in caso contrario metteremo in campo tutte le azioni necessarie, sia per garantire la funzionalità dei servizi, sia per la tutela della dignità di questi lavoratori, che sino ad oggi con senso di responsabilità e abnegazione si sono assunti responsabilità  senza riconoscimenti adeguati.

 

FP CGIL                                               CISL  FP

 

f.to G.Scarano- f.to G.Adduce                  f.to G. Bollettino-f.to G. Sarli

 

Comprare azioni Microsoft: cosa consigliano gli esperti?

in Economia

La Microsoft è, da anni, uno dei titoli di maggior interesse per gli azionisti. In effetti, si tratta di un colosso dell’informatica fondato da uno degli uomini più ricchi al mondo: Bill Gates. Con cifre da capogiro ed una produttività invidiabile, la Microsoft ha raggiunto una posizione dominante presso il mercato azionario. Tuttavia, molti investitori si chiedono se il futuro della società sia ancora rosea e promettente.

L’articolo proporrà un’analisi del titolo elaborata da esperti nel settore, così da comprendere se comprare azioni Microsoft è una scelta conveniente per il 2020.

Microsoft: storia del colosso informatico

La Microsoft è un’azienda statunitense operante nel settore informatico, fondata nel 1975 da Bill Gates e Paul Allen.

Si tratta, come la maggior parte delle persone sa, di una delle società più capitalizzate al mondo e rientra tra le maggiori produttrici di software al mondo.

L’IPO (Offerta Pubblica Inziale) risale al 1986, con una capitalizzazione poco inferiore alla cifra di 700 milioni di dollari ed azioni scambiate a 21$. Attualmente, è riuscita a superare i 1.000 miliardi di capitalizzazione.

Il successo della Microsoft è dovuto all’eccellente qualità dei prodotti commercializzati, nonché alla diversificazione degli stessi. Infatti, è bene sapere che l’azienda non produce solo software, ma ha acquisito anche importanti piattaforme come Skype, o si ricorda il lancio di una linea di tabletMicrosoft Surface.

Il titolo è sempre stato ricco di potenzialità per gli investitori, assicurando quasi sempre una buona riuscita degli investimenti, nonostante il settore sia ormai ricco di competitors.

Previsioni Microsoft 2020

Per quanto riguarda il futuro della Microsoft, basandosi sull’opinione degli esperti, risulta ancora promettente.

Il target price medio è di circa 115 dollari, anche se gli scenari più ottimisti vedono un rialzo fino a 130 dollari/azione. In effetti, l’anno si era aperto in maniera più che positiva per il colosso tecnologico, il cui valore poteva anche superare i 150 dollari.

Purtroppo, l’epidemia mondiale covid-19 ha avuto degli impatti negativi su qualsiasi settore dei mercati finanziari, non risparmiando nemmeno la Microsoft. Nonostante ciò, la ripresa è già avvenuta, così che la maggior parte degli esperti consiglia di comprare azioni Microsoft.

Il consiglio principale è quello di non lasciarsi sopraffare dalle cifre da capogiro che hanno da sempre reso il titolo uno dei migliori in termini mondiali, ma di agire riflettendo su quelle che possano essere le scelte più consone al proprio piano di trading.

Come comprare azioni Microsoft?

Nel momento in cui i mercati finanziari si rivelano incerti a causa di fattori esterni, ma società leggendarie come la Microsoft sembrano resistere bene all’impatto, si può ben comprendere la portata della multinazionale che si vuole inserire tra i propri investimenti.

Per comprare azioni Microsoft e trarne tutti i potenziali vantaggi, si consiglia di investire con piattaforme CFD. Strumenti finanziari derivati, constano di numerosi benefici per gli investitori, rivelandosi adatti anche ai neofiti.

I CFD funzionano come dei contratti con cui negoziare su un titolo anche senza acquistarlo, in modo da ottenere profitti dalle frequenti oscillazioni di valore che lo contraddistinguono. In più, offrono rendimenti bilaterali: è possibile investire al rialzo e anche al ribasso.

Elaborando una corretta previsione di mercato, un trader potrà attuare una strategia ribassista e procedere con la vendita allo scoperto nel caso in cui il titolo Microsoft dovesse imboccare tendenze negative.

Per poter sfruttare al meglio le potenzialità del titolo Microsoft, è importante selezionare un broker valido e professionale. Ciò significa operare esclusivamente mediante piattaforme CFD regolamentate e certificate da specifici organi di controllo: requisito fondamentale per evitare truffe. I traders europei dovranno prendere in considerazione providers regolamentati ESMA, cioè legalmente autorizzati a fornire i propri servizi poiché rispettano le normative europee per la tutela degli investitori.

Le migliori piattaforme sono realizzate in maniera chiara ed intuitiva, così da consentire anche ai meno esperti di focalizzarsi esclusivamente sulla propria attività. Inoltre, il trading online mediante broker esperti ed affidabili è esente da commissioni. Una volta depositata la cifra minima richiesta, si potrà procedere con l’attivazione del proprio account ed iniziare a negoziare sul titolo Microsoft.

Comprare azioni Microsoft: conclusioni

La società Microsoft mostra ancora forti segnali di crescita, rivelandosi fonte di aspettative abbastanza alte da parte degli esperti.

Per comprare azioni Microsoft in maniera semplice e, con il giusto impegno, remunerativa, bisogna compiere le scelte giuste ed operare riuscendo a gestire il rischio e il capitale di cui si dispone. Una volta attuate le scelte giuste, anche i principianti potranno vantare importanti risultati nel trading online.

Velocità, precisione e affidabilità: i software di contabilità

in Economia

Un software di contabilità può essere decisamente utile per moltissime aziende e professionisti che desiderano rendere più rapide le operazioni legate al bilancio, l’inserimento dei dati, il raffronto degli indici di comparazione, le previsioni sugli investimenti (benchmarking) e le eventuali criticità da prevedere e risolvere.

Il bilancio, si sa, deve essere accurato e preciso per essere non solo regolamentare ma utile e funzionale a coordinare il flusso di lavoro: delegare la sua composizione a un software di contabilità permette di limitare gli errori e rendere più veloce l’operazione.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche più importanti che un ottimo programma di contabilità dovrebbe avere per aiutarti a scegliere il più adatto a te!

 

La tipologia di azienda

Ogni azienda e attività professionale è contraddistinta da peculiarità che devono essere assecondate dal programma per la contabilità: entrate e uscite, numero di dipendenti, contemporaneità dei progetti o ampio numero di clienti da gestire contemporaneamente sono solo alcune delle discriminanti.

Alcuni software sono più indicati per la gestione di piccole imprese, altri possono essere utili allo sviluppo di piani di più estese dimensioni.

 

Archivio e multimedialità

Per evitare di dover trascrivere i singoli dati (attività desueta e che espone al rischio di commettere qualche errore inavvertitamente) è decisamente utile poter integrare il bilancio con componenti multimediali, come scansioni o immagini, che eliminano un passaggio dalla procedura facendo risparmiare tempo a chi si occupa della contabilità. Disporre di un archivio sufficientemente capiente è anche utile a limitare il numero di documenti stampati da conservare, per ottenere una piena automazione delle procedure.

 

Personalizzazione delle impostazioni

Nella scelta del prodotto che meglio si adatta alle esigenze di ogni singola azienda è utile verificare quale sia il grado di personalizzazione delle impostazioni, grafiche e non, del programma individuato. Per alcune attività è utile avere a disposizione comandi rapidi posizionati in modo strategico, che possono condurre ad analisi specifiche; per altre può essere necessario rivalutare i bilanci passati per creare comparazioni con quelli più recenti. Esigenze di questo tipo possono essere facilitate e velocizzate dalla creazione di cartelle e comandi dedicati.

 

Facilità d’uso

Tutte le persone che in azienda si occupano della contabilità devono avere piena dimestichezza con il programma scelto, non solo per evitare errori e malfunzionamenti ma anche per sfruttare in pienezza tutte le potenzialità più utili ad analizzare l’andamento della società.

Se è la prima volta che utilizzi un software di contabilità sarà decisamente utile prevedere momenti di formazione al suo uso per tutti gli addetti, in modo che in poco tempo vengano a conoscenza nel dettaglio di tutte le sue potenzialità e possano procedere autonomamente e più spediti nella compilazione delle analisi.

Non di raro, gli sviluppatori dei software si mettono a disposizione per insegnare ai propri clienti come utilizzare il programma, in modo da rendere il suo uso più agevole e ancor più veloce e performante: nella scelta dell’azienda dovresti tenere conto anche di questa disponibilità, specie se nella tua società non siete ancora abituati a sistemi totalmente automatici.

Immobili di lusso: a Roma la domanda più alta è per il centro storico

in Economia

Il settore degli immobili di lusso in Italia si concentra in due città, Milano e Roma. In particolare, la domanda è molto alta nella capitale, dove la zona più gettonata per le abitazioni di pregio è quella del centro storico. Si tratta in assoluto del primo mercato per numero di compravendite, con un aumento considerevole nel 2019 del 4,7% secondo i dati elaborati da Nomisma. Nel dettaglio, la maggior parte delle operazioni riguarda appartamenti di lusso a Roma centro, specialmente immobili di prestigio e case di medie dimensioni, in cui il valore aggiunto è ovviamente la localizzazione. Oltre il 65% degli investimenti interessa l’acquisto, mentre il restante 35% le locazioni di immobili, un comparto quest’ultimo che si mantiene stabile da alcuni anni.

Le zone più richieste del centro storico per gli immobili di lusso

La zona più interessante per le abitazioni di lusso a Roma è quella del centro storico, in cui si registrano i valori più alti per le compravendite e le locazioni, con un forte richiamo per gli investimenti immobiliari.

In particolare, una delle aree più dinamiche è quella di Piazza Navona, seguita subito dopo da Campo dei Fiori, in grado di attirare una clientela internazionale proveniente soprattutto da Germania, Austria, Stati Uniti, Cina e Russia.

Tariffe simili si riscontrano anche in alti quartieri del centro di Roma, tra cui la zona di Via del Corso, quella di Piazza di Spagna, ma anche Largo Goldoni, Fontana di Trevi, Via di Ripetta e Via IV Novembre. Naturalmente, il contesto storico e culturale aiuta a mantenere alta la richiesta, inoltre in queste parti del centro storico della capitale si possono trovare diverse case di pregio con un altissimo valore artistico e architettonico.

Si tratta di abitazioni che richiedono un trattamento accurato, per garantire la tutela di decorazioni e arredamenti consoni al posizionamento delle unità immobiliari. Tali aspetti rendono meno incisive le problematiche legate ai servizi, condizione che invece assume un ruolo fondamentale nei quartieri residenziali come Prati, Parioli, Eur e Aventino, con una domanda incentrata sulla sicurezza, le infrastrutture e il progetto architettonico.

La tipologia di immobili di pregio a Roma centro

Uno degli aspetti che rende così ricercati gli immobili di lusso nel centro storico di Roma, oltre al contesto storico, artistico e culturale, è l’ampia offerta di residenze in grado di soddisfare ogni esigenza. In quest’area, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, infatti, sono disponibili abitazioni di ogni tipologia.

Ad esempio, sono presenti palazzi storici, ville signorili, attici con vista sui più importanti monumenti della capitale, appartamenti esclusivi nel cuore del centro romano, abitazioni da usare come rappresentanza, proprietà prestigiose e superattici lussuosi. Non mancano anche loft completamente ristrutturati, indicati per una clientela più giovane, alla ricerca di immobili di lusso ma senza rinunciare al comfort delle comodità moderne.

Negli ultimi anni l’attenzione si è spostata sempre di più verso il progetto architettonico, con un numero crescente di clienti che valorizzano non solo il posizionamento dell’abitazione, ma anche lo stato di preservazione e la firma che si è occupata delle decorazioni interne e dell’arredamento. Il modello più gettonato è un mix tra storia, architettura e design, con la richiesta di concept originali e adeguati alle ultime tendenze internazionali.

Perché investire in immobili di lusso a Roma?

La città eterna, custode di una tradizione millenaria, a dispetto della sua storia è in grado di proporsi come uno dei mercati immobiliari più dinamici del nostro Paese. Il centro storico della capitale rappresenta l’esempio più lampante di questo fenomeno, in cui un contesto storico unico al mondo e un’attenzione particolare alla modernità possono offrire ottime opportunità d’investimento.

 

L’acquisto di abitazioni prestigiose può avere diversi obiettivi, dalla rivalutazione ai fini di una rivendita a breve o lungo medio termine, fino alla locazione residenziale o commerciale.

 

Il settore turistico della Capitale è, infatti, uno dei più solidi in Italia, con un’affluenza costante di vacanzieri da tutto il mondo che mantiene elevata la domanda. Il rendimento può essere davvero significativo, tuttavia si tratta pur sempre di una città complessa e di un comparto estremamente competitivo.

Per questo motivo, è indispensabile analizzare il mercato in maniera accurata, pianificare ogni investimento e rivolgersi a degli esperti specializzati nel settore delle case di lusso. La presenza di una clientela internazionale aumenta sicuramente le potenzialità, allo stesso tempo richiede un approccio professionale, con la consulenza di persone con grande esperienza nel campo in grado di assistere in ogni fase dell’investimento immobiliare.

 

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