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Siccità e dispersione idrica in Basilicata: Op e associazioni chiedono interventi. A Pisticci stato di calamità

in Economia

Siccità e dispersione idrica in Basilicata: Op e associazioni chiedono interventi. A Pisticci deliberata richiesta dello stato di calamità.

Badursi (Asso Fruit Italia e Fedagri): “La Regione intervenga immediatamente”

 

SCANZANO JONICO. “I livelli di invasamento registrati in Basilicata sono fra i peggiori che siano stati accertati negli ultimi quindici anni, ragion per cui è necessario che sia la Regione, sia gli enti incaricati alla governance dell’acqua adottino immediatamente i provvedimenti necessari: il comparto agricolo non può morire di sete”, così Andrea Badursi presidente di Asso Fruit Italia e Fedagri (Confcooperative) ha commentato l’attuale momento caratterizzato da insufficienza idrica.
E, ancora: “Il tema è ampio e coinvolge problemi molto seri: da quello contingente rappresentato dalle scarse precipitazioni a quello dell’endemica dispersione di acqua destinata all’irrigazione lungo la rete. La necessità quindi è rappresentata anche dalla revisione e dal consolidamento del sistema idrico affinché sia efficiente e non permetta sprechi della preziosa risorsa”.
“Come organizzazione di produttori (OP), già negli ultimi decenni, abbiamo fatto del tema idrico un punto fondamentale del nostro impegno, partecipando a progettazioni e azioni che hanno visto la nostra OP in prima linea per far sì che le aziende si dotassero di sistemi irrigui efficienti e controllabili anche in remoto.
Auspichiamo che la stessa attenzione e la consapevolezza verso il vasto tema idrico guidino gli organi di governo a tutti i livelli per adottare le decisioni più attuali e concrete. Alla Regione Basilicata nel chiedere un impegno immediato, offriamo disponibilità per poter fornire spunti e condividere le conoscenze dirette sull’argomento”.
“Non si può pensare, oggi, di poter fare ortofrutta intensiva, come accade nel Metapontino e più in generale nel Mezzogiorno, trascurando un tema centrale come l’acqua e l’efficienza funzionale della rete idrica”.
E, infine Badursi: “Altrettanta importanza chiediamo verso l’adozione di misure e strumenti che consentano al sistema aggregato di continuare a partecipare a progetti che offrano concrete opportunità di innovazione nella gestione idrica razionale dell’acqua all’interno delle aziende.
Non ci stancheremo mai di ricordare a noi stessi e a chi ha l’onere di governare che gli investimenti in sostenibilità non solo sono risposte reali a problemi seri come la desertificazione ma rendono le aziende competitive e capaci di resistere ai cambiamenti, come quello climatico che ogni anno e con diverse forme fa sentire la sua problematica presenza”.

 

Il comunicato stampa della Città di Pisticci

In queste ore, fra i comuni del Metapontino (Basilicata)  la Città di Pisticci ha deliberato la dichiarazione dello stato di calamità per siccità.

A seguito della persistente siccità che sta colpendo duramente il territorio di Pisticci, su proposta del vicesindaco, Rossana Florio, la Giunta comunale, con una delibera del 25 giugno, ha dichiarato lo stato di calamità naturale.

“Siamo in piena emergenza”, ha spiegato il sindaco, Domenico Albano, “il territorio sta affrontando una siccità estremamente grave, con danni considerevoli alle aziende agricole e zootecniche, costrette a sostenere un significativo aumento dei costi per l’approvvigionamento idrico. Chiediamo alla Regione e agli enti preposti di non far mancare il proprio sostegno a un settore di fondamentale rilevanza per l’economia del nostro territorio”.

Un’emergenza che riguarda l’intera Regione. Le dighe lucane registrano livelli minimi di acqua negli invasi, e il perdurare della siccità prevede una diminuzione dell’erogazione da parte del Consorzio di Bonifica. Inoltre, l’Acquedotto Lucano ha comunicato il 19 giugno che le risorse idriche disponibili potrebbero non essere sufficienti per l’approvvigionamento dell’intero territorio comunale di Pisticci nei prossimi giorni, provocando gravi disagi alla popolazione.

Vista la gravità della situazione e le numerose segnalazioni di danni da parte di allevatori e agricoltori, il Comune di Pisticci ha deciso di qualificare questa emergenza in termini di calamità naturale. Il 25 giugno scorso la Giunta ha deliberato all’unanimità di:

– Dichiarare lo stato di calamità naturale per il perdurare della siccità su tutto il territorio comunale di Pisticci.
– Richiedere alla Regione Basilicata il riconoscimento dello stato di calamità naturale e la concessione di aiuti economici a favore di allevatori e agricoltori colpiti.
– Chiedere un sostegno economico alla Regione Basilicata e agli enti preposti per la realizzazione di infrastrutture e/o sistemi alternativi necessari a ridurre le criticità segnalate.

“Siamo impegnati a promuovere tutte le iniziative opportune e necessarie a supporto delle aziende duramente colpite da questa calamità. è una situazione drammatica che necessita di interventi urgenti”, ha concluso il vicesindaco, Rossana Florio.

 

Siccità: la Cia-Agricoltori chiede che sia istituito il tavolo di crisi

in Economia

Siccità: la Cia-Agricoltori chiede che sia istituito il tavolo di crisi

 

Le disponibilità di acqua nelle principali dighe lucane ad oggi è di circa 200 milioni di mc in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno 2023. Tali risultanze sono particolarmente allarmanti soprattutto per il settore agricolo e per gli effetti negativi che si potrebbero ripercuotere sugli areali asserviti.

La situazione preoccupa molto gli Agricoltori anche in ragione del fatto che i livelli d’invasamento registrati ad oggi sono i peggiori degli ultimi 15 anni, bisogna ritornare al 2008 per registrare livelli di invasamento al disotto di quelli presenti oggi, infatti al 2008 i milioni di mc presenti erano 285.

In termini assoluti oltre alla netta contrazione delle disponibilità rispetto allo stesso periodo del 2023, i livelli invasati ad oggi nelle principali dighe lucane si attestano a 288 milioni di mc, circa 56 milioni di mc in meno nel raffronto con giugno del 2020 anno nel quale i volumi di risorsa invasata si attestarono a circa 334 milioni di Mc e 3 milioni di mc in più nel rapporto con l’anno 2008 anno nel quale furono invasati solo 285 milioni di mc.

Abbiamo citato l’anno 2008 e l’anno 2020 in quanto sono state quelle che vengono ricordate come le due annualità nelle quali è stato rilevato un bassissimo indice di piovosità e di rimando ridotti livelli di accumulo della risorsa idrica nelle principali dighe lucane.

In ragione del quadro rappresentato, considerate le temperature in atto e le previsioni che tendono a confermare ulteriori settimane con modestissimi indici di piovosità è necessario assumere ogni utile soluzione volta a favorire un uso razionale e mirato dell’acqua.

Tutti siamo chiamati ad agire con consapevolezza e responsabilità, a partire dall’uso potabile e contestualmente agli usi irrigui in agricoltura, senza dimenticare in questi periodi gli altri usi a partire da quello turistico.

In merito al comparto agricolo è indispensabile oltre che doveroso adottare tempestivamente un piano di utilizzo che tenga conto delle disponibilità effettive, prevedendo eventuali correttivi e interventi compensativi che salvaguardino le colture in atto e fornisca precise indicazioni in relazione alle seconde e nuove colture.

Bene ha fatto il Consorzio di Bonifica ad allertare tutte le autorità preposte affinché non solo vengano confermate i quantitativi di acqua richiesti e concordati al tavolo interistituzionale per il governo della risorsa idrica in modo da non creare disagi ai piani coltura in corso a partire da quelli destinati agli areali del nord della Basilicata.

Come CIA Agricoltori chiediamo inoltre che si autorizzi il Consorzio ad effettuare tutte le manovre e le operazioni di spostamento/scarico di volumi di risorse attivabili fra gli schemi lucani in modo da poter compensare esigenze e disponibilità con manovre di integrazioni fra areali del territorio lucano.

Questo permetterebbe di affrontare e risolvere alcune situazioni emergenziali in particolare negli areali asserviti dalla diga di S. Giugliano che oggi presentano situazioni di evidenti difficoltà, intervenire per risolvere alcune evidenti criticità negli areali della Valle dell’agri e come innanzi citati l’area del Vulture lavellese.

In ragione di quanto suesposto come CIA Agricoltori chiediamo che venga istituito il tavolo di crisi per la gestione della risorsa idrica a cui far partecipare anche le Organizzazioni Professionali agricole maggiormente rappresentative.

Piena disponibilità a collaborare fornendo tutto il nostro contributo per gestire al meglio questa complessa fase che richiede appropriate ed equilibrate soluzioni in materia di utilizzo e uso della risorsa acqua, bene sempre più prezioso e vitale per Cittadini ed imprese.

In ogni caso non possiamo sottrarci nel rimarcare ancora una volta l’importanza di procedere con grande solerzia al completamento o all’avvio dei lavori che riguardano gran parte delle strutture e delle reti presenti nella nostra Regione.

Urge farlo anche in ragione dei finanziamenti previsti a livello nazionale ed Europeo di quelle disponibili e di quelle che bisogna ulteriormente intercettare.

Riteniamo visto quanto emerge anche con una certa ciclicità di effettuare che oggi bisogna adoperarsi senza riserve sul versante delle opere funzionali all’accumulo e alla distribuzione della risorsa idrica con grande impegno da parte di tutti a partire dalle Istituzioni Regionali per elevare la qualità dei servizi nella filiera dell’oro blu e per il futuro di gran parte della nostra economia.

Abbiamo bisogno in primis visto anche gli effetti dei cambiamenti climatici di poter contare su invasi e strutture connesse oltre alle reti che devono funzionare a pieno regime.

Purtroppo ad oggi non è cosi, sia sugli invasi principali come Montecotugno, Pertusillo, Camastra e San Giuliano ma anche su quelli minori, come il Basentello o Gannano, siamo in attesa dell’entrata a regime di quella di Marsiconuovo tutto è funzionante a regime ridotto o con prescrizioni anche di natura strutturali.

Storia a parte riguarda la Diga del Rendina per la quale non si hanno notizie circa lo stadio della progettazione e i relativi lavori per la sua messa a regime. Ad oggi le informazioni che circolano parlano di un fabbisogno finanziario per procedere ad un organico e completo intervento di oltre 120 Meuro a fronte di una disponibilità di solo 43 meuro. Considerata la strategicità e l’importanza di tale opera per l’area nord della Basilicata bisogna fare ogni sforzo per candidarla nei programmi in essere del PNIISSI.

Questa opera risulta prioritaria e non più procrastinabile, in quanto tali areali del nord della Basilicata vengono serviti tramite risorsa rilasciata dalla Puglia, tramite appropriate e formali intesa assunte al tavolo interistituzionale per il governo della risorsa idrica al quale partecipano l’AdB dell’appennino meridionale, Acqua Sud SPA, Regioni Puglia e Basilicata e CdB.

Attendiamo che una delle principali azioni del nuovo esecutivo regionali riguardi proprio le strutture, le opere e la governance della risorsa idrica quale fattore sempre più centrale nello scacchiere economico e sociale dei nostri territori.

 

FlixBus con l’estate rafforza le tratte in Basilicata

in Economia

FlixBus con l’estate rafforza le tratte in Basilicata: Policoro e Metaponto saranno servite da oltre 20 collegamenti settimanali con Bari, fino a 14 dall’aeroporto di Palese

Milano, 21 giugno 2024 – Con l’arrivo dell’estate, FlixBus rafforza le tratte con la provincia di Matera e la Basilicata, focalizzandosi tanto sulle località di mare della regione quanto su quelle dell’entroterra. Ciò riflette la volontà della società di facilitare la conoscenza del territorio supportando un approccio al viaggio più rispettoso dell’ambiente, basato sull’uso di mezzi di trasporto collettivi.

Sono quattro le mete del Materano raggiungibili con FlixBus dai grandi, medi e piccoli centri italiani, in alcuni casi anche di notte. Oltre al capoluogo, la rete dell’operatore collega Policoro e Metaponto di Bernalda, lungo il litorale ionico, e Ferrandina, nella Collina materana, offrendosi come soluzione ideale per un’esplorazione immersiva del territorio.

I biglietti sono acquistabili tramite tutti i canali della società: dal sito, dall’app FlixBus gratuita e presso i rivenditori fisici in tutta Italia.

Per tutta l’estate Matera sarà collegata, fra le altre, con Bari, Taranto e Napoli circa 30 volte a settimana e con Roma e Altamura fino a 20. Dall’aeroporto di Palese arriveranno a Matera fino a 21 corse a settimana, con la possibilità per chi arriva nello scalo pugliese dall’estero di proseguire con facilità il proprio viaggio nel territorio lucano. Saranno inoltre operativi fino a 14 collegamenti settimanali con molte fra le principali città calabresi, come Cosenza, Catanzaro e Lamezia Terme, e fino a sette con alcuni fra i maggiori centri italiani, come Genova, Firenze e Catania.

Analogamente, chi partirà da Matera potrà beneficiare delle tratte disponibili con mete balneari rinomate come Gallipoli o Porto Cesareo.

Lungo la costa, Policoro e Metaponto saranno servite da oltre 20 collegamenti settimanali con Bari, fino a 14 dall’aeroporto di Palese e fino a sette da Napoli, Firenze e Genova.

Policoro, inoltre, sarà collegata direttamente con la Germania, con fino a cinque connessioni dirette operative con città come Monaco di Baviera, Stoccarda e Francoforte.

Completano il quadro le tratte operative con Ferrandina, raggiungibile comodamente da città come Napoli, Salerno e Roma fino a sei volte a settimana.

Oltre a incentivare la scoperta di territori meno noti della regione, con queste tratte FlixBus si propone anche di contribuire alla deconcentrazione dei flussi turistici e alla promozione delle aree interne, riconosciute dal dibattito pubblico come possibili hub di sviluppo per stili di vita più sostenibili.[1]

Sono in tutto nove i centri raggiungibili a bordo degli autobus verdi sul territorio lucano. Di questi, ben sette sono comuni con meno di 20.000 abitanti: garantendo collegamenti anche con diverse località minori, FlixBus intende facilitare gli spostamenti delle persone anche verso aree meno facilmente raggiungibili dalle altre regioni.

«Crediamo che un’offerta di mobilità collettiva efficiente e capillare possa coniugare al meglio l’esigenza di sostenibilità con quella di economicità, oltre a contribuire a creare opportunità per lo sviluppo turistico del territorio», ha affermato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia. «Anche per questa estate, oltre ad aumentare la frequenza dei collegamenti sulle rotte nazionali più note e battute, abbiamo voluto valorizzare località meno conosciute del nostro bellissimo Paese. La varietà del nostro patrimonio è una ricchezza inestimabile, e riteniamo fondamentale facilitare l’accesso anche a centri meno frequentati. In questo modo possiamo contribuire a mettere in luce le particolarità del territorio incentivando forme di viaggio rispettose dell’ambiente, con la possibilità di generare un indotto per le economie locali e incoraggiare un approccio alla scoperta dei luoghi di cui possano beneficiare anche le comunità di destinazione», ha aggiunto Incondi.

[Foto e comunicato, fonte: Ufficio Stampa FlixBus]

Quanto costa mantenere l’auto: assicurazioni e spese

in Economia

Possedere un’auto comporta una serie di spese che vanno ben oltre il semplice acquisto del veicolo. Tra le spese più significative ci sono le assicurazioni e i costi di manutenzione regolare. Comprendere l’entità di queste spese è fondamentale per una gestione finanziaria consapevole e per evitare sorprese sgradite.

Vediamo quali sono i principali costi associati al mantenimento di un’auto, con un focus particolare sulle assicurazioni e sulle spese operative. Conoscere tutti gli aspetti economici legati al possesso di un’auto è essenziale per pianificare al meglio il budget familiare o personale, garantendo così una gestione efficace delle proprie risorse finanziarie.

Assicurazione auto: un elemento di spesa cruciale

Il costo dell’assicurazione auto è una delle spese più rilevanti per i proprietari di veicoli. Il premio assicurativo può variare notevolmente in base a diversi fattori, tra cui il tipo di veicolo, l’età e l’esperienza del conducente, il luogo di residenza e il profilo di rischio. Inoltre, il tipo di copertura scelto (responsabilità civile, furto e incendio, kasko, ecc.) influenzerà il costo totale.

In media, gli italiani spendono diverse centinaia di euro all’anno per l’assicurazione auto, con variazioni significative tra le diverse regioni e le diverse compagnie assicurative. Utilizzare comparatori online può aiutare a trovare le migliori offerte e a risparmiare sul premio annuale. Ad esempio, un giovane neopatentato che vive in una grande città pagherà un premio più elevato rispetto a un guidatore esperto che risiede in una zona rurale.

Spese operative: carburante, manutenzione e riparazioni

Oltre all’assicurazione, vi sono numerose altre spese operative legate al mantenimento di un’auto. Queste includono il carburante, la manutenzione ordinaria (come il cambio dell’olio, i controlli periodici e la sostituzione dei filtri), le riparazioni straordinarie e l’acquisto di pneumatici. Il costo del carburante può variare in base ai prezzi del mercato e al tipo di carburante utilizzato (benzina, diesel, GPL, elettrico).

Le spese di manutenzione e riparazione dipendono dall’età e dal modello del veicolo, nonché dal chilometraggio annuale. In media, queste spese possono ammontare a diverse migliaia di euro all’anno, rappresentando una parte significativa del budget complessivo dedicato all’auto. Ad esempio, un veicolo più vecchio potrebbe richiedere riparazioni più frequenti e costose rispetto a un’auto nuova, incidendo pesantemente sul bilancio.

Tasse e costi amministrativi: bolli, revisioni e sanzioni

Un’altra spesa importante è rappresentata dalle tasse e dai costi amministrativi. Tra questi, il bollo auto (tassa di proprietà) è una tassa annuale il cui importo dipende dalla potenza del veicolo e dalla regione di residenza. A questa si aggiungono i costi per la revisione periodica obbligatoria, che deve essere effettuata ogni due anni per garantire che il veicolo sia sicuro e conforme alle normative vigenti. Inoltre, eventuali multe o sanzioni per infrazioni stradali possono aumentare ulteriormente i costi di mantenimento. Gestire accuratamente queste spese e prevederle nel proprio bilancio è essenziale per evitare problemi finanziari. Ad esempio, rispettare le scadenze per la revisione può prevenire multe salate e garantire che l’auto sia sempre in condizioni ottimali di sicurezza.

Mantenere un’auto comporta una serie di spese significative, dalle assicurazioni alle spese operative, fino ai costi amministrativi. Conoscere e prevedere questi costi è fondamentale per una gestione finanziaria efficace e per evitare sorprese. Utilizzare strumenti come comparatori online per le assicurazioni, pianificare le spese di manutenzione e tenere sotto controllo le tasse e le revisioni può aiutare a ridurre il peso finanziario legato al possesso di un veicolo. Essere consapevoli di tutte le spese associate al mantenimento dell’auto permette di prendere decisioni più informate e di gestire meglio il proprio budget. In questo modo, si può godere dei benefici di avere un’auto senza incorrere in difficoltà economiche impreviste.

 

Emergenza cinghiali in Basilicata: Cia-Agricoltori promuove raccolta firme

in Economia

Emergenza cinghiali in Basilicata: Cia-Agricoltori Potenza e Matera promuove raccolta firme. “Danni annuali tra 14,6 e 18,7 milioni di euro”

La Cia-Agricoltori di Potenza e Matera promuove la raccolta di firme (obiettivo 20 mila adesioni) per sollecitare l’immediata adozione del piano straordinario di gestione e contenimento della fauna sul territorio Regionale di Basilicata. Lo scopo di tale iniziativa è quello di sollecitare le Istituzioni Regionali ad intervenire con sollecitudine per porre un argine a questo crescente fenomeno che genera guasti incalcolabili e pericoli sempre più diffusi, ricorrenti e impattanti a colture, impianti, bestiame, mezzi e persone.

“Non è più tollerabile uno stato di cose come quello a cui assistiamo da anni, oramai fuori controllo sia sul versante dei danni, sia sul versante dell’ incolumità dei Cittadini senza trascurare potenziale esposizione sul piano sanitario ed igienico”: è quanto sostengono i Presidenti di Cia- Agricoltori Potenza G. Lorusso e Cia-Matera G. Stasi i quali rimarcano l’urgenza e l’indifferibilità di porre in essere un concreto segnale sul versante del governo di una situazione che è oggettivamente di vera e propria emergenza. “Non si può più assistere inermi a così tante aggressioni e continue invasioni di branchi che devastano raccolti e strutture. Non possiamo inoltre – aggiungono – trascurare la singolare situazione che si registra in materia risarcitoria che fa registrare sempre più ingenti e costosi indennizzi e contenziosi sempre più ricorrenti. Basta tergiversare, occorre mettere in campo così come prevedono le disposizioni nazionali, segnali concreti programmi di contenimento al fine di ripristinare una stato di ordinarietà sul nostro territorio, riportando in equilibrio la pressione faunistica e territorio venatorio disponibile lo chiede l’intera Comunità Lucana è un atto dovuto per dare un futuro alla Basilicata”.

Cia Potenza e Matera ricordano che gli importi annuali dei danni all’agricoltura sono oscillati negli ultimi anni tra 14,6 e 18,7 milioni di euro, con una media annuale pari a oltre 17 milioni di euro e solo in Basilicata tra 1,5 e 2 milioni di euro l’anno a cui aggiungere i danni provocati da incidenti automobilistici. La presenza da tempo dei cinghiali persino a Potenza, i continui incidenti stradali provocati (sono stati più di 300 in un anno), il costante allarme in centri abitati testimoniano che lo sforzo compiuto con alcune migliaia di cinghiali abbattuti sinora non è basta. Bisogna il prima possibile riequilibrare il rapporto popolazione faunistica territori e si può fare solo intensificando le attività di caccia e prelievo degli ungulati.

Agricoltura: lavoro vietato nelle ore più calde. Attiva l’ordinanza di Bardi

in Economia

Agricoltura: lavoro vietato nelle ore più calde. Attiva l’ordinanza di Bardi. Il divieto dalle 12.30 alle 16.00

 

E’ vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00 con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2024, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”.

È quanto stabilisce l’Ordinanza n. 1 del 18 giugno 2024 emanata dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

“Adottata in maniera tempestiva – afferma il presidente Bardi – l’ordinanza mira a tutelare e salvaguardare la salute di migliaia di lavoratori impegnati in Basilicata, durante la stagione estiva, in una intensa attività di raccolta e movimentazione di frutta, ortaggi e prodotti tipici stagionali, senza possibilità per i lavoratori di ripararsi dal sole e dalla calura nei momenti della giornata caratterizzati da un notevole innalzamento della temperatura che vede la Basilicata travolta da una eccezionale ondata di caldo con punte record di oltre 40°”.

Worklimate 2.0 è una piattaforma previsionale per ridurre gli impatti dell’esposizione alle elevate temperature sulla salute e produttività dei lavoratori, coordinata dal Consiglio nazionale delle ricerche attraverso l’Istituto per la bioeconomia (Cnr-Ibe) e Inail.

Il provvedimento sarà pubblicato sul prossimo numero del Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata e trasmesso, per gli adempimenti di legge, ai Prefetti e a tutti Sindaci dei Comuni del territorio regionale.

La lettera: “il settore apicolo è letteralmente a terra”

in Economia

La lettera: “il settore apicolo è letteralmente a terra”: freddo e siccità hanno compromesso il comparto in Basilicata. Richiesta l’apertura del “tavolo di crisi” in Regione

 

Gentili,
si sottopone alla Vostra cortese attenzione quanto accade nel settore apistico in Basilicata, nell’anno in corso. Buona parte del territorio risente dell’assenza delle piogge dello scorso anno, quindi tutte le fioriture spontanee, come il rosmarino e la sulla, sono praticamente assenti, ad eccezione di piccole aree a macchia di leopardo, preziose almeno al sostentamento degli alveari, ma solo per pochi fortunati.

Nel contempo, la registrazione di temperature sopra la media nei mesi invernali, ha scaturito fioriture precoci in tutto il settore ortofrutticolo, così gli agrumi, che rappresentano il primo raccolto importante di miele dell’anno, erano già in fiore nella seconda metà di Marzo, quando le famiglie non sono ancora pronte per salire a melario. Poi a metà Aprile la disfatta.

Il brusco calo delle temperature ha letteralmente arrestato la produzione di nettare delle piante; fioriture di agrumi, poi fiori di acacia, poi ancora trifoglio, non sono stati neanche sufficienti a soddisfare il fabbisogno degli alveari più popolosi di api, che in alcuni casi hanno trovato la morte.

Quindi si corre subito ai ripari, con alimentazione di soccorso per gli alveari e per i nuovi nuclei di api. Chi pratica apicoltura nomade sposta le api in altre aree, ma il risultato non cambia. Il mese di Maggio è stato caratterizzato da picchi di caldo e un sostanziale deficit delle precipitazioni con condizioni di siccità di medio-elevata gravità, specie sul lungo periodo. In questo panorama ambientale l’andamento produttivo mostra una situazione piuttosto sconfortante, almeno fino a questo momento. Praticamente assenti i raccolti di miele primaverile precedenti le fioriture di acacia e agrumi, con qualche eccezione circoscritta a pochi areali su un limitato numero di alveari, dove è stato ottenuto qualche esiguo raccolto.
I raccolti di acacia, miele fondamentale per il reddito delle aziende specialmente, risultano estremamente scarsi. Raccolti compromessi con rese molto basse anche per il miele d’agrumi.

Purtroppo anche il raccolto del miele di sulla ha dato risultati molto scarsi, talvolta per la mancata emergenza delle piante a causa della siccità invernale, talvolta perché nonostante la presenza di fiori non vi erano le condizioni per la produzione di nettare o per la bottinatura da parte delle api.

Va sottolineato che per mantenere le famiglie in buone condizioni di salute e in grado di produrre, ma spesso anche per salvarle letteralmente dalla morte per fame a causa della totale assenza di flussi nettariferi, gli apicoltori sono dovuti intervenire con la nutrizione di soccorso, in modo continuativo e abbondante. In alcuni areali, è stata segnalata una maggiore incidenza di patologie da stress nutrizionale. Il settore Apistico è letteralmente a terra, dopo due annate con produzioni ridotte le aziende hanno difficoltà a pagare gli stipendi, e i bilanci sono sempre più in perdita, costringendo molti apicoltori a chiudere o a ridimensionarsi.

Siamo ben coscienti che lo Stato ha stanziato fondi per il rimborso dei premi assicurativi sui danni da eventi climatici, ma allo stato attuale nessun istituto vuole assicurare gli apicoltori e le loro produzioni. In questo scenario, l’Associazione Apicoltori Lucani vuole farsi da porta voce e stare vicino a chi in questo momento stenta a sorreggere le sorti della propria realtà imprenditoriale.

Stiamo chiedendo un tavolo di crisi presso il dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata per supportare e tutelare, almeno in parte, sia le produzioni che il patrimonio apistico.

[ASSOCIAZIONE APICOLTORI LUCANI]

ANDAMENTO PRODUTTIVO: LO ZOOM SULLA BASILICATA

La fioritura degli agrumi è stata anticipata, fino a 20 giorni rispetto alla norma, e molto breve. Ciò ha inciso negativamente sui raccolti che sono stati scarsi, con rese attualmente stimate sui 7 kg/alveare in media, negli areali vocati della provincia di Matera. Il ritorno di freddo tra aprile e maggio e la siccità hanno sostanzialmente azzerato i raccolti di millefiori primaverili, salvo qualche rara eccezione relativa ad areali circoscritti della provincia di Potenza. Azzerati anche i raccolti di miele di sulla che non sembra essere fiorita a causa della siccità.

Big Data nello Scenario iGaming: Analisi e Previsioni nell’Era Digitale

in Economia

Dall’evoluzione ai meccanismi di gioco, fino all’impulso dato dall’intelligenza artificiale e al ruolo dei giganti dello streaming, l’analisi del panorama attuale per il gioco d’azzardo si spinge ben oltre. Nel cuore della rivoluzione digitale, verrà sondata la simbiosi tra la tecnologia e il settore dei casinò online in Italia.

Rivoluzione Digitale: Come l’Innovazione ha Trasformato il Gioco Online

Negli ultimi 30 anni il panorama iGaming italiano ha evidenziato notevoli passi in avanti in differenti ambiti. I procedimenti per la ricarica del conto di gioco e di riscossione dei proventi derivanti dalle vincite sono stati abilmente affinati dai concessionari, al fine di consolidare l’integrità e la salvaguardia dei dati privati degli utenti. 

L’ottimizzazione si è estesa altresì alle dinamiche di gioco, allo scopo di offrire un gameplay sempre più coinvolgente e all’avanguardia. Anche le strategie di marketing si sono evolute; gli operatori hanno cambiato il loro modus operandi passando dall’attrazione di nuovi giocatori alla fidelizzazione dei clienti mediante offerte su misura e servizi in grado di arricchire l’esperienza ludica. 

Strategie di Mercato in Evoluzione: UX e Interfaccia Utente

Gli operatori di casino online, per restare al passo con spettatori sempre più selettivi, hanno virato le loro strategie verso i trend più in auge nel panorama del gioco d’azzardo. I gestori hanno aumentato la cadenza delle revisioni, per assicurare agli utenti un ambiente ludico onesto e attendibile. 

Le priorità delle piattaforme si sono concentrate su due elementi imprescindibili: la veste grafica e l’interfaccia utente. Per innalzare la qualità del design e la giocabilità, il panorama si è popolato di una nutrita pletora di casino in Italia. Le piattaforme sono sempre più intuitive, con cataloghi di intrattenimenti ad-hoc, caratteristiche e features mirate a mantenere l’interesse dei giocatori nel lungo termine. 

AI, Metaverso e Giochi Multicanale: una Nuova Era nel Settore del Gioco

La sfera dei casinò online ha in serbo una serie di novità tecnologiche, tra queste ce ne sono alcune in particolare che sono attese con trepidazione dagli appassionati di gioco d’azzardo. Le tre innovazioni che potrebbero essere introdotte sono:

  • Intelligenza artificiale: la progettazione dei giochi potrebbe mutare sensibilmente con l’implementazione dell’AI. Con l’ausilio di ingegnosi framework, il livello di difficoltà si è conformato in modo dinamico nell’interazione in tempo reale, dando una risposta concreta agli appassionati di casino online.
  • Metaverso: secondo le previsioni degli esperti nel settore, entreremo tutti nel Metaverso, ma non prima della fine del decennio. I produttori di software si stanno già prodigando per lanciare nuovi giochi tridimensionali che prevedono l’utilizzo di AR e VR.
  • Giochi multicanale: anche la fruizione dei giochi online sta per essere ridisegnata, con l’integrazione di molteplici canali di comunicazione. Sebbene alcune directory mostrino incertezze, in Italia ci sono stati segnali di crescita graduale per questa implementazione.

Le Priorità di ADM per il 2024

L’ADM per il 2024 ha delineato una serie di prerogative, mirate a plasmare un contesto iGaming italiano più sicuro, innovativo e orientato al benessere dei giocatori:

  • Snellire le pratiche fiscali: introdurre nuove tecnologie per semplificare le procedure burocratiche nel settore iGaming, puntando alla completa digitalizzazione e al miglioramento della sicurezza.
  • Incrementare la qualità dei servizi offerti: variegare l’offerta di giochi, andando oltre le tradizionali slot, con una particolare attenzione all’avanguardia e all’efficienza.
  • Contrastare le infrazioni con misure efficaci: favorire la crescita del settore attraverso riforme mirate che potenzino l’integrità e l’equità, implementando misure concrete per contrastare le inosservanze.
  • Aumentare la tutela per i giocatori italiani: mettere al centro la salvaguardia dei minori, combattere comportamenti di gioco problematici e introdurre maggior controllo e trasparenza su giochi online e microtransazioni.

Criptovalute nel Gaming in Italia: un Futuro da Decifrare

Nella ventata di freschezza che ha investito il settore iGaming, c’è un’innovazione che stenta a decollare in Italia ma che ha già preso piede in altri Paesi. Da svariati anni la prospettiva di introdurre le criptovalute tra le opzioni bancarie dei casinò online italiani è un tema caldo al tavolo delle trattative. Detto ciò, i decreti normativi in vigore non sono stati ancora del tutto chiare in questo ambito.

Non esistono attualmente portali di casinò italiani che mettono a disposizione versamenti e prelievi con le criptovalute. In aggiunta, altre funzionalità avanzate come i Crypto Gaming Token sono in fase di valutazione. Questi gettoni abbinati agli NFT, si avvalgono di tecnologie blockchain e del sistema Pay to Earn. Questi gettoni, permettono di effettuare una compravendita di oggetti e personaggi.

Simbiosi Tecnologica: L’Intreccio Virtuoso tra Innovazione e iGaming in Italia

La relazione reciproca tra tecnologia e industria italiana del gioco online è palese. Da un lato l’avanguardia mette a disposizione gli strumenti idonei per innalzare l’esperienza, dall’altro il gioco d’azzardo mette in vetrina la piattaforma che permette a questi progressi di brillare. 

Di pari passo con le rivoluzioni in atto menzionate, come notano gli esperti di Stakers, si possono consultare le nuovi recensioni online sui casino in Italia. Il comparto iGaming ci riserverà senza dubbio colpi di scena e nuove opportunità; alcune nel breve termine, mentre per altre ci vorrà più tempo affinchè vengano realizzate.

 

PNRR: Buona la risposta delle aziende agricole della Basilicata

in Economia

PNRR: Buona la risposta delle aziende agricole della Basilicata. 737 istanze, per un importo richiesto di poco meno di 17 milioni di euro

È stata importante la risposta che il comparto primario regionale ha dato alle opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in tema di innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare, per un’agricoltura sempre più smart, moderna ed efficacie.

L’adesione delle imprese agricole lucane alla Misura 2 C1 Investimento 2.3 – Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare del PNRR, declinata in due linee di intervento, “Ammodernamento dei frantoi oleari” (con dotazione nazionale di 100 milioni di euro e dotazione regionale poco superiore di 2 milioni e 300 mila euro) e “Ammodernamento delle macchine per l’agricoltura” (con dotazione nazionale di 400 milioni di euro e dotazione regionale poco superiore di 13 milioni e 200 mila euro), ha fatto registrare in entrambe le linee un importo di contributo richiesto superiore alla dotazione finanziaria assegnata dal Ministero dell’agricoltura alla Regione Basilicata.

Con Determinazione n. 691 del 29 maggio 2024, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 26 del 1° giugno scorso, è stata approvata la graduatoria definitiva a chiusura del bando per l’Ammodernamento dei frantoi oleari, avente l’obiettivo di sostenere l’introduzione di macchinari e tecnologie che migliorino le performance ambientali dell’attività di estrazione dell’olio extravergine di oliva, nonché la qualità del prodotto.

A fronte di 33 domande pervenute, 28 sono state ammesse a finanziamento nell’ambito della dotazione finanziaria assegnata alla Basilicata; entro il 10 giugno prossimo, saranno trasmessi al MASAF, da parte delle Regioni e Province autonome, gli esiti della selezione delle domande con l’indicazione delle somme eccedenti quelle necessarie al pagamento di tutti i beneficiari ammessi, ai fini di una eventuale successiva riassegnazione delle risorse da parte del Ministero.

Il bando Ammodernamento delle macchine agricole sostiene l’implementazione di tecniche di agricoltura di precisione, l’ammodernamento dei macchinari agricoli con minore impatto ambientale, nonché il supporto all’investimento per l’innovazione dei sistemi di irrigazione e gestione delle acque, mediante un contributo in conto capitale a fondo perduto, fino a 70.000 euro.

Il 31 maggio scorso si è chiusa la fase di presentazione delle domande di aiuto. Sono state rilasciate 737 istanze, per un importo richiesto di poco meno di 17 milioni di euro, per le quali è stata già avviata la fase istruttoria al fine di rispettare le scadenze previste dal PNRR.

RFI Basilicata: modifiche alla circolazione ferroviaria per potenziamento infrastrutturale

in Economia

RFI (Rete Ferroviaria Italiana)  Basilicata: modifiche alla circolazione ferroviaria per potenziamento infrastrutturale

RFI, BASILICATA: MODIFICHE ALLA CIRCOLAZIONE FERROVIARIA PER INTERVENTI DI POTENZIAMENTO INFRASTRUTTURALE

· a partire dal 10 giugno
· sulle linee Foggia – Potenza, Battipaglia – Potenza e nella stazione di Potenza Centrale

Potenza, 31 maggio 2024 – Proseguono gli interventi di potenziamento infrastrutturale delle linee ferroviarie e delle stazioni lucane al fine di garantire i massimi standard prestazionali dell’infrastruttura, l’accessibilità e la velocità di percorrenza sulle tratte regionali e interregionali.
Per consentire le attività programmate da Rete Ferroviaria Italiana (società capofila del Polo Infrastrutture Gruppo FS) la circolazione in Basilicata subirà alcune modifiche, in particolare:
· sulla tratta Foggia – Potenza, dal 10 giugno al 14 dicembre, la circolazione ferroviaria sarà garantita tra Foggia e Rocchetta (FG) e tra Melfi (PZ) e Potenza, mentre tra Melfi (PZ) e Rocchetta (FG) sarà effettuato servizio sostitutivo con bus
· sulla tratta Battipaglia (SA) – Potenza – Taranto, la circolazione sarà sospesa tra Battipaglia e Potenza dal 10 giugno all’8 settembre per lavori di adeguamento del Piano Regolatore Generale e velocizzazione negli impianti di Picerno, Eboli e Bella-Muro.
· sempre dal 10 giugno all’8 settembre, sarà inibito il secondo marciapiede della stazione di Potenza Centrale per interventi di miglioramento dell’accessibilità

Maggiori dettagli sui provvedimenti di circolazione sono consultabili sui canali di vendita delle imprese ferroviarie.
FINALITÀ DELL’OPERA IN CORSO DI REALIZZAZIONE
L’interruzione tra Rocchetta Sant’Antonio (FG) e Melfi (PZ), sulla linea Foggia – Potenza, è necessaria per attuare alcune lavorazioni propedeutiche all’elettrificazione della linea. Saranno adeguate alcune gallerie (tra le quali quelle di Leonessa e Capraia) e realizzati i basamenti delle palificate e dei portali della linea alta tensione elettrica, sia lungo linea che nelle stazioni.
Per quanto riguarda, invece, l’interruzione della linea Battipaglia – Potenza, nel tratto compreso tra Eboli (SA) e il capoluogo lucano, gli interventi programmati in questa fase riguarderanno l’adeguamento del Piano Regolatore Generale delle stazioni di Eboli (SA), Picerno e Bella – Muro (PZ). Nel dettaglio, questa prima tranche di interventi, che saranno completati definitivamente entro il 2026, sarà mirata alla velocizzazione degli itinerari di stazione, al miglioramento dell’accessibilità tramite la realizzazione di sottopassaggi pedonali, l’innalzamento a 55cm dei marciapiedi, la realizzazione di ascensori e percorsi tattili, nonché l’ammodernamento delle pensiline.
I lavori nella stazione di Potenza Centrale saranno eseguiti contestualmente a quelli lungo la tratta Eboli (SA) – Potenza. In questa fase gli interventi si concentreranno sul secondo marciapiede, anch’esso interessato da lavori di innalzamento che lo porteranno ad una quota di 55 cm in modo da facilitare la salita e la discesa dei viaggiatori dal treno, e sull’installazione di un ascensore e percorsi tattili. Nell’ambito degli interventi previsti sul secondo marciapiede è, inoltre, previsto l’ammodernamento della pensilina.

[Comunicato stampa RFI]

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