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PSR 2014-2022: obiettivo di spesa annuale raggiunto il Basilicata

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PSR 2014-2022: obiettivo di spesa annuale raggiunto il Basilicata. Per il primo insediamento dei giovani in agricoltura 15 milioni di euro

 

Il Programma di Sviluppo Rurale della Basilicata 2014-2022 ha conseguito l’obiettivo di spesa previsto al 31/12/2021; è stata superata la soglia del cosiddetto “disimpegno automatico” delle risorse comunitarie. A comunicarlo è il vicepresidente e assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Francesco Fanelli.

La spesa complessiva si è attestata a circa 88 milioni di euro (3,1 Meuro di fondi Next Generation EU), di cui il 55% per le misure ad investimento e il 45% per le misure pluriennali a carattere climatico ambientale.

“Il 2021 è stato un anno che ha ancora risentito dell’emergenza pandemica, con evidenti impatti sulle imprese e sulla capacità delle stesse di rispettare i piani di investimento programmati – spiega l’assessore Fanelli – attraverso l’accesso alle misure del PSR Basilicata e alle risorse da esso assicurate. Le recenti tendenze all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei macchinari e i ritardi nei tempi di consegna delle attrezzature e di realizzazione delle opere strutturali hanno aggiunto ulteriori difficoltà per le imprese, mettendo a serio rischio l’avanzamento fisico e finanziario del programma e degli investimenti contrattualizzati con le aziende beneficiarie”.

Numerose le misure messe in campo dalla competente Direzione generale. Per risarcire le imprese dalle perdite di fatturato subite a causa della pandemia sono stati impiegati 10 milioni di euro a favore di oltre 3.000 aziende con risorse rivenienti dal Feasr e dal Programma Operativo Val d’Agri e sostenuti gli investimenti nelle filiere produttive, con circa 6 milioni di euro destinate a 45 aziende agricole. A queste si aggiungono le misure a sostegno delle iniziative multifunzionali (agriturismo, fattorie didattiche e sociali), gli interventi a favore delle zone rurali svantaggiate nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne e il sostegno alle aree Leader attraverso i GAL.

Quello che si avvia a conclusione è stato il primo anno di attuazione del periodo di transizione 2021-2022; la Basilicata ha attivato una serie di misure, tra le quali particolare rilievo assumono la sottomisura 6.1 a favore del “Primo insediamento dei giovani in agricoltura”, con uno stanziamento di 15 milioni di euro e le misure a carattere climatico ambientale, fra cui il nuovo bando triennale a favore dell’agricoltura biologica, con una dotazione finanziaria di 60 milioni di euro a favore di circa 3.100 imprese.

“Si è reso necessario operare in una logica bivalente che, da un lato, ha inteso rassicurare le imprese attraverso misure emergenziali e, dall’altro – continua il vicepresidente – ha garantito un adeguato supporto al sistema agroalimentare comunque impegnato in processi di sviluppo che consentiranno alle aziende di agganciare in modo efficace quella che, ci auguriamo, sarà una prossima fase di ripresa economica”.

Un ringraziamento è stato rivolto dall’assessore agli uffici della Direzione generale che hanno garantito il rispetto degli impegni assunti, alle organizzazioni di rappresentanza degli operatori agricoli e ai tecnici per il loro importante contributo al comune raggiungimento degli obiettivi.

“Il 2022 si prospetta come un anno di grande impegno, tanto sul fronte dell’attuazione di quanto già messo in campo con il PSR 2014-2022, quanto sul piano della programmazione. È necessario agire in modo condiviso e corresponsabile con gli altri portatori di interesse – conclude Fanelli – per creare una visione ampia e distinta del futuro del sistema agroalimentare lucano, in cui le risorse siano il mezzo per superare la difficile fase pandemica, realizzare traiettorie di sviluppo innovativo, creare valore aggiunto per l’intera filiera produttiva e favorire occupazione, soprattutto di giovani e donne”.

Zootecnia: oltre 400mila euro al settore in Basilicata

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Zootecnia: oltre 400mila euro al settore in Basilicata. Liquidate pratiche 2019 e 2020 per miglioramento genetico

Fanelli: “L’allevamento di animali di diverse specie occupa un posto strategico nell’agricoltura lucana e apporta un contributo significativo al patrimonio culturale di quest’ultima

 

Con una spesa complessiva pari a € 418.134,38 sono state liquidate tutte le pratiche dei bandi 2019 e 2020 riguardanti interventi a sostegno del miglioramento genetico del patrimonio zootecnico della Basilicata. A comunicarlo è il vicepresidente e assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Francesco Fanelli. Nello specifico, per l’anno 2019, sono state ammesse a finanziamento tutte le 116 pratiche presentate per un totale di € 202.808,52, mentre per il bando 2020 sono state finanziate 133 istanze per una spesa di € 215.325,86.

Intanto, il 31 dicembre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande relative al bando 2021; nei prossimi giorni comincerà l’istruttoria delle 129 istanze pervenute e successivamente si procederà con la liquidazione. Per questa annualità sono stati stanziati € 157.115,56.

“L’allevamento di animali di diverse specie occupa un posto strategico, dal punto di vista economico e sociale, nell’agricoltura lucana e apporta un contributo significativo al patrimonio culturale di quest’ultima. Per essere competitiva – spiega l’assessore Fanelli – la zootecnia ha bisogno di costante innovazione: uno dei mezzi per raggiungere tale obiettivo è proprio la selezione e il miglioramento genetico delle razze allevate. Da qui la decisione di sostenere le attività di miglioramento genetico, non solo per garantirsi una produzione di qualità ma anche per prevenire l’insorgenza e diffusione di malattie pericolose per gli animali e la salute dell’uomo”.

 

Foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nel comunicato stampa

Rosa: mobilità sostenibile e sharing mobility nelle aree protette  

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Rosa: mobilità sostenibile e sharing mobility nelle aree protette. Preservare l’ambiente dalle fonti di inquinamento legate alla mobilità

La giunta regionale ha approvato un avviso pubblico rivolto ai Parchi e enti locali. Un milione di euro la posta finanziaria

Realizzare servizi di mobilità sostenibile e sharing mobility nelle aree della rete ecologica regionale. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa, ha approvato un avviso pubblico rivolto ai Parchi, agli enti gestori delle aree protette e dei Siti Rete Natura 2000 e ai Comuni rientranti nelle convenzioni e nel protocollo per l’applicazione delle misure di tutela e della gestione degli stessi Siti. L’avviso è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale numero 86 del 16 dicembre 2021, insieme al formulario per l’istanza di candidatura e allo schema di accordo di programma. La copertura finanziaria è pari a un milione di euro.

“Spostarsi nelle aree a grande valenza naturalistica ma preservando l’ambiente dalle fonti di inquinamento legate alla mobilità. Diamo agli enti locali che operano all’interno di questi siti – afferma l’assessore Rosa – la possibilità di creare delle strutture e incentivare modalità di viaggio che minimizzino gli impatti ambientali. Penso alla possibilità di usare nei parchi auto elettriche o ad altri mezzi di trasporto a favore di una mobilità sostenibile, uno degli obiettivi della giunta Bardi. Un altro passo avanti rispetto alla transizione ecologica, con la visione della tutela delle nostre bellezze naturali. Iniziamo a coltivare una nuova cultura della mobilità”.

 

Foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nel comunicato stampa

Montalbano Jonico e Grassano sono Città dell’Olio

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Montalbano Jonico e Grassano sono Città dell’Olio. Pasquale Dimatteo Coordinatore regionale: “Basilicata fiore all’occhiello delle Città dell’Olio”. Quella lucana è una grande storia di olivicoltura fatta di passione e dedizione. In totale sono 22 i comuni della Basilicata che fanno parte della rete che raccoglie 400 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extra-vergine di oliva

La Basilicata festeggia l’ingresso del Comune di Montalbano Jonico e Grassano in provincia di Matera nell’Associazione nazionale Città dell’Olio. Salgono a 22 i Comuni lucani che fanno parte della rete che raccoglie 400 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva e nella valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano, con più di 25 anni di attività alle spalle.
“Ringrazio gli amministratori per aver aderito alla nostra associazione dimostrando di voler tutelare e sostenere gli olivicoltori ma anche gli operatori turistici della regione che attraverso le progettualità della nostra grande rete possono avere nuove opportunità di visibilità. Faccio i complimenti al coordinatore Pasquale Dimatteo e al consigliere Carmine Lisanti che stanno lavorando molto bene per dare lustro e protagonismo alla Basilicata” ha dichiarato Michele Sonnessa, presidente delle Città dell’Olio.

“Cresce il numero delle Città dell’Olio della Basilicata, segno tangibile di una scommessa vinta –

ha dichiarato Pasquale Dimatteo Coordinatore regionale delle Città dell’Olio lucane – siamo determinati a coinvolgere sempre più comuni nel lavoro sinergico e di rete che sta portando valore e opportunità alle nostre eccellenze. Punteremo su formazione e qualificazione dell’offerta turistica legata all’olio per ragionare in un’ottica di sistema con tutti i Comuni soci”.
“C’è un nuovo slancio e protagonismo delle Città lucane verso la nostra Rete. Quella lucana è una grande storia di olivicoltura fatta di passione e dedizione. E le nostre Città dell’Olio con le loro proposte di turismo dell’olio e con l’impegno a sostegno dell’agricoltura sociale possono fare la differenza” conclude il consigliere delle Città dell’Olio Carmine Lisanti.

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Che la protezione dell’ambiente non sfoci in puro ambientalismo: un appello

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Distinguere tra realtà e finzione è il miglior modo per pianificare un futuro green

Oggi più che mai dobbiamo fare molta attenzione ai proclami mediatici sull’ambiente a cui siamo esposti ogni giorno. Perché un conto sono i fatti, quelli che ci dicono che l’ambiente è effettivamente in pericolo, come risulta evidente dalla temperatura record di 38°C fatta registrata a Verchojansk, nei pressi della regione Artica, e un conto sono i falsi messaggi, lanciati e rilanciati da più parti, che ci dicono “che non c’è più tempo da perdere”. Operare una distinzione in tal senso è fondamentale, per evitare di muoversi nel campo della finzione: nessuno infatti, nemmeno gli scienziati più autorevoli, sanno con assoluta certezza quando e se la Terra rischia davvero l’estinzione. Dunque la cosa più sensata da fare nel 2022 ormai prossimo è muoversi tutti insieme in direzione del reale; tutti, non solo i governanti, perché chiunque può fare la differenza per l’ambiente. Nel nostro piccolo ad esempio possiamo evitare di prendere la macchina per percorrere distanze di 1 o 2 km circa, oppure possiamo impiegare il meno possibile la plastica, materiale non proprio green che si trova un po’ ovunque. Non solo, possiamo evitare gli sprechi a livello di riscaldamento domestico, facendo sì che i termosifoni scaldino per un massimo di 20°C, oppure possiamo scegliere mobili e arredi per la nostra casa realizzati con materiali e fibre naturali. E potremmo così continuare a elencarvi quei piccoli gesti che fanno e faranno bene all’ambiente, e di riflesso al nostro pianeta. Ciò che invece non fa bene per niente è terrorizzare le persone affermando che “manca 1 minuto alla mezzanotte”. Questa (maldestra) frase è stata pronunciata da Boris Johnson durante COP26; nelle sue intenzioni probabilmente c’era la volontà di dare il giusto risalto alla problematica climatica, ma secondo noi ha ottenuto l’effetto contrario, ossia quello di spaventare ancor più le persone. Considerando gli ultimi 2 anni difficilissimi che il mondo sta vivendo, forse non c’era bisogno da parte sua di gettare ulteriore benzina sul fuoco. Un approccio deciso e decisivo al green, veicolato attraverso un messaggio ottimistico e di speranza, sarebbe stato decisamente meglio.

Da parte nostra, come possiamo non inquinare o inquinare di meno?

Distinguere tra protezione dell’ambiente, obiettivo di breve-medio periodo al quale tutti noi dobbiamo aspirare, sempre se desideriamo abitare un pianeta che sia il più possibile sostenibile, e ambientalismo, religione laica che punta a convertire a colpi di slogan e catastrofismi, oggi più che mai risulta fondamentale. Nel primo caso, è evidente, ci troviamo di fronte a un problema serio e ancora gestibile, non solo attraverso eventi mediaticamente importanti come possono essere la Giornata della Terra o la Giornata Mondiale dell’Ambiente, ma anche attraverso politiche green nazionali e internazionali; nel secondo caso ci troviamo invece di fronte a uno scenario che non possiamo gestire perché rasenta la pura fantascienza. Non insistendo troppo su questo secondo caso, di cui abbiamo già abbondantemente parlato e che risulta fuorviante – in questo articolo non vogliamo certo alimentare la psicosi collettiva – continuiamo a focalizzarci sul primo caso.

Impiegare meno plastica è possibile

In realtà di questa buona pratica ne abbiamo già fatto menzione, tuttavia questo non basta, ed eccoci pronti per un approfondimento. Ci riferiamo all’inquinante plastica, molto spesso non differenziata e addirittura sparsa un po’ ovunque, per strada, all’interno dei parchi pubblici o anche presso zone verdi vicine al centro cittadino. Se differenziarla è la prima cosa che dovrebbe fare un qualsiasi buon cittadino, quest’ultimo dovrebbe anche impiegarne sempre di meno. Come? Ad esempio non facendo più uso di cannucce e sacchetti. Non solo, se acquistiamo cibi sfusi, ma anche detersivi sfusi, l’ambiente ringrazia! E ringrazia pure se rinunciamo alle gomme da masticare e se riutilizziamo bottiglie e tazze fatte appunto in plastica. Questi sono solo alcuni accorgimenti che speriamo possiate fare vostri e “riutilizzare” per aiutarci in questa nostra battaglia per l’ambiente, quello in pericolo non quello sull’orlo dell’estinzione!

 

 

 

Foto apertura 1 | Pixabay

Foto corpo articolo:| Pixabay

 

In Basilicata stagione dei saldi invernali dal 2 Gennaio 2022

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Scatta ufficialmente la stagione dei saldi invernali, in Basilicata dal 2 Gennaio al 2 Marzo. In Puglia, Calabria e Campania dal 5

Sicilia e Basilicata danno il via agli sconti domani 2 gennaio; il 3 gennaio lo farà la Valle d’Aosta, mentre tutte le altre Regioni partiranno mercoledì 5 gennaio. er lo shopping dei saldi, che anche quest’anno interessa oltre 15 milioni di famiglie, secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio ogni persona spenderà circa 119 euro, per un giro di affari di 4,2 miliardi di euro.

Partono i saldi e 4 italiani su dieci (il 39%) hanno già programmato di approfittare degli acquisti a prezzi scontati per acquistare uno o più prodotti, per un budget medio previsto di 150 euro a persona. È quanto emerge dall’indagine previsionale sui saldi condotta da Confesercenti su un campione di consumatori. Purtroppo – evidenzia Confesercenti – si tratta di numeri ancora lontani da quelli pre-crisi: in occasione dei saldi invernali del gennaio 2020, si diceva interessato all’evento 48% degli italiani. Sul risultato pesa l’ombra di omicron e l’impatto negativo che sta avendo sulla fiducia delle famiglie. Ma incide anche la concorrenza all’evento saldi da parte della bulimia di promozioni prenatalizie e natalizie cui sono stati sottoposti i consumatori, a partire proprio da un Black Friday particolarmente ‘ravvicinato’, a meno di un mese dal Natale. Si rafforza invece la tendenza all’acquisto di impulso:

cresce rispetto al 2020 dal 41 al 46% la quota di consumatori che deciderà se acquistare prodotti in saldo sul momento, in base alle offerte.

Dall’indagine emerge poi come, nonostante la crescente concorrenza del web, i saldi rimangono un evento legato soprattutto ai negozi fisici. Inoltre, in cima ai desideri degli italiani ci sono le scarpe.

LE REGOLE PRINCIPALI

Cambi
La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto

Indicazione del prezzo
Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Prova dei capi
Non c’è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante. Prima di effettuare la prova vanno disinfettate le mani e, durante la prova dei prodotti, va sempre indossata la mascherina anche nei camerini.

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Riqualificazione ex Zuccherificio Policoro: bene la prima fase

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Riqualificazione ex Zuccherificio Policoro: bene la prima fase. Idee progettuali idonee alla seconda fase di valutazione”

Idee progettuali idonee alla seconda fase di valutazione”: primo step superato per i due progetti di riqualificazione dell’area dello Zuccherificio di Policoro candidati a finanziamento nel Piano Nazionale di Recupero e Resilienza. E’ quanto emerge dal sito dell’Agenzia per la Coesione Territoriale che ha pubblicato i primi esiti dell’Avviso Pubblico finalizzato al “Finanziamento di interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione di siti per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno”, da cui emerge che degli 8 progetti lucani che hanno superato la prima fase, ben due sono quelli che si intendono realizzare nell’area dell’ex Zuccherificio di Policoro. Il primo, di 47 mln di euro circa, si chiama “Società & energIa: il Futuro della bAsilicata – SI FA. Riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’ex zuccherificio Eridania di Policoro”, ed è presentato dal Consorzio ENEA – TRAIN e vede coinvolti come partner il Comune di Policoro, La Cascina Costruzioni, A.N.C.I. Basilicata, ENFOR, I.I.S. Pitagora – Policoro, ATER Matera, Presidi Educativi srl; il secondo, “Demetra Hub”, di circa 17 mln di euro, è stato candidato dalla FONDAZIONE POIESIS con la collaborazione, oltre del Comune di Policoro, anche di Provincia di Matera, 012 Factory spa, Artemetra srl, Associazione per la sovranità alimentare aps, F.OR.S. coop, Medicert srl, Rete Perlaterra aps, Tecnovia srl e Terra Futura srl. “Buona la prima: una sfida entusiasmante”- sostiene il primo cittadino E. Mascia – “che vede la città proiettata in una dimensione futura che apre ad una molteplicità di opportunità per il territorio metapontino, nonché per l’intera regione. Diciamo che il primo step, ovvero la valutazione dell’idoneità delle proposte, è stato superato brillantemente. Chi ben comincia è a metà dell’opera! Per questo restiamo fiduciosi di raggiungere il traguardo finale, ovvero il finanziamento e la realizzazione dei progetti. Una attività che è stata possibile grazie ad un abile e pregevole lavoro di squadra tra pubblico e privato, che ha visto impegnata l’intera Amministrazione ed in particolare gli assessori Agresti (urbanistica e infrastrutture) e Pelazza (ambiente e politiche di sviluppo) per le rispettive competenze”. “Al centro del nostro agire”- sostengono il sindaco ed i due assessori– “resta sempre l’interesse per la nostra  comunità: ci fa ben sperare questa notizia giunta alla fine dell’anno 2021, soprattutto perché su 8 progetti lucani che hanno superato la prima fase, ben due sono calibrati a Policoro; attendiamo fiduciosi i tempi amministrativi delle successive fasi per raggiungere la tanto agognata realizzazione di un importantissimo obiettivo che questa Amministrazione si è prefissata: ridare decoro e dignità ad una delle aree più importanti della storia recente della Città”.

Foto Ufficio stampa comune di Policoro

Veicoli elettrici per le imprese: aiuti in arrivo

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Veicoli elettrici per le imprese: aiuti in arrivo. Oltre ai taxisti e ai noleggiatori, beneficiari sono i proprietari di villaggi turistici, alberghi, rifugi di montagna, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed&breakfast, residence e attività di alloggio connesse alle aziende agricole, ristoratori e bar

Aiuti per l’acquisto di uno o più veicoli a motore esclusivamente elettrico, nuovi di fabbrica, alle micro e piccole imprese che inseriscono nelle loro attività il trasporto passeggeri per brevissime distanze e ai titolari di taxi e noleggiatori. E’ quanto prevede l’avviso pubblico “Contributi per la mobilità elettrica in favore delle Mpmi operanti nel settore turistico della Basilicata”, approvato dalla giunta regionale, e finanziato con 1.114.918 euro. Nelle prossime settimane il bando sarà pubblicato, con i relativi moduli e allegati, sul Bollettino ufficiale della Regione.

Oltre ai taxisti e ai noleggiatori, beneficiari sono i proprietari di villaggi turistici, alberghi, rifugi di montagna, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed&breakfast, residence e attività di alloggio connesse alle aziende agricole, ristoratori e bar.

Il veicolo comprato con i contributi regionali dovrà servire al trasporto della clientela per mete specifiche, ad esempio una stazione ferroviaria, un porto, una stazione di bus, uno stabilimento od una spiaggia per la balneazione, un impianto sciistico Se fuori dai confini del proprio comune, la distanza da percorrere deve essere limitata e tale che il servizio non incida sui prezzi praticati alla clientela. Nell’ambito dei criteri è stato riservato un punteggio alle imprese localizzate nelle aree naturali protette, nelle aree di interesse naturalistico e nei poli attrattori (comuni con più di dieci mila abitanti).

Il contributo è a fondo perduto e non può essere superiore al 50 per cento del totale dei costi ammissibili. L’importo concedibile per ciascun veicolo non può superare i 15 mila euro. E’ possibile acquistare, anche con leasing, fino a 5 autovetture per un massimo di contributi di 75 mila euro. In caso di acquisto di biciclette con pedalata assistita l’agevolazione non può superare i 15 mila euro.

“Con questo avviso – commenta l’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa – abbiamo inteso favorire modelli di mobilità sostenibile, anche con il ricorso alla sharing mobility, nei centri urbani anche a spiccata vocazione turistica e nelle aree naturali protette. Incentiviamo nuove abitudini e comportamenti dei cittadini verso scelte alternative ai mezzi di trazione fuel, per una nuova cultura della mobilità che sia più rispettosa dell’ambiente. Con questo provvedimento si è tenuto conto delle sollecitazioni del consigliere Vizziello che aveva richiesto tramite una specifica mozione delle scelte in tal senso”.

La gestione dell’Avviso in tutte le sue fasi è affidata a Sviluppo Basilicata, società in house della Regione Basilicata.

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Superbonus 110%: buoni i dati per la Basilicata

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Superbonus 110%: buoni i dati per la Basilicata. In Italia ciascun cittadino, in media, ha chiesto l’ammissione di investimenti per 140 euro, dal minimo di 73€ per abitante in Liguria fino a 425€ in Basilicata

“Il Superbonus sta avendo buoni risultati in Basilicata: secondo i dati pubblicati ieri dal “Sole 24 Ore”, su rielaborazione dei numeri forniti da ENEA, in Italia ciascun cittadino, in media, ha chiesto l’ammissione di investimenti per 140 euro, dal minimo di 73€ per abitante in Liguria fino a 425€ in Basilicata. Un dato importante per tutto il settore dell’edilizia, che punta a una nuova concezione, fatta di efficienza energetica e sicurezza sismica e non più sulla cementificazione e il consumo di suolo, che resta comunque pur sempre una criticità anche in Basilicata. Sul tema del Superbonus, ringrazio sia l’Assessore Merra che il suo Dipartimento per l’attenzione al tema, ma mi preme anche ringraziare gli ordini professionali con i quali ci siamo confrontati anche sul Superbonus in occasione della discussione sul piano strategico regionale. Questi dati importanti per la Basilicata sul Superbonus vanno a favorire i professionisti del settore, creando di fatto nuove opportunità lavorative per i giovani. Adesso dobbiamo immaginare una nuova legge regionale che favorisca la sostituzione edilizia, perché le criticità del Superbonus – che anche ieri ha sottolineato il Presidente Draghi – saranno comunque superate negli anni futuri, quando vi sarà una stabilizzazione della normativa e degli incentivi in edilizia. Oggi le imprese lucane hanno intercettato l’opportunità del Superbonus, ma noi dobbiamo lavorare sulla sostenibilità dell’intero settore”. Lo afferma in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

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Lazazzera confermato presidente Cluster Lucano di Bioeconomia ETS

in Economia

Lazazzera confermato presidente Cluster Lucano di Bioeconomia ETS. Lazazzera ha ricevuto il nuovo mandato a tre anni dalla costituzione del Cluster

Conferma all’unanimità per Domenico Lazazzera a Presidente del Cluster Lucano di Bioeconomia ETS
L’Assemblea Generale degli Associati al Cluster Lucano di Bioeconomia ETS ha confermato all’unanimità Domenico Lazazzera in qualità di Presidente.
Lazazzera ha ricevuto il nuovo mandato a tre anni dalla costituzione del Cluster. Unanimità anche per il consiglio direttivo, composto dall’Avv. Giuseppe Musacchio, dal Dott. Gianfranco Romano, dal Dott. Giuseppe Paternò e dal Dott. Vito Gaudiano. Nel corso della seduta, il Presidente ha illustrato le attività e i progetti regionali, nazionali ed europei ai quali il CLB ha aderito
Attualmente il Cluster conta 67 soci di cui 12 tra enti pubblici di ricerca, Università e aziende pubbliche e 55 aziende private. Nel suo primo triennio di attività ha partecipato a numerosi eventi strategici nel settore della bioeconomia. Inoltre, il CLB è socio del Cluster Nazionale SPRING e ha avviato rapporti con ERRA JP Bioenergy, la più grande piattaforma europea per lo sviluppo di risorse e tecnologie per la transizione energetica, per garantire un costante aggiornamento delle policy europee sui temi della transizione ecologica legati alla bioeconomia. Tra le altre azioni portate avanti, il Cluster Lucano è socio della Fondazione di partecipazione ITS “Efficienza Energetica” di Basilicata e ha collaborato attivamente alla realizzazione del Position Paper che la Fondazione presenterà alla Regione per ottenere finanziamento nell’ambito del PNRR. Sono state altresì avviate le procedure di associazione al Biodistretto dell’Alto Bradano, sempre nell’ottica dello sviluppo dell’agricoltura biologica e della sostenibilità ambientale.
“L’impegno e le sfide del prossimo triennio ci vedranno impegnati per cercare di fare della Basilicata la regione della Bioeconomia, sviluppando e mettendo a frutto le tante inespresse potenzialità – commenta il Presidente di CLB Domenico Lazazzera – Nel corso dei primi tre anni di attività si sono attivati e consolidati rapporti istituzionali di stima e collaborazione con gli uffici regionali del dipartimento attività produttive, guidato dall’Assessore Cupparo, dal neo direttore generale Claps, dal Dr. Travaglio e dalla dr.ssa Paterna. Inoltre, seppur condizionati e limitati dall’evento pandemico, si sono avviati rapporti di proficua collaborazione con i due cluster nazionali, SPRING (chimica verde) e AGRIFOOD, nonché rapporti diretti di collaborazione con gli uffici della Bioeconomia della UE. La fattiva e cordiale collaborazione con gli altri quattro cluster regionali sta portando ad importanti risultati per sviluppare progetti trasversali nella nostra regione. Un ringraziamento particolare va al Presidente Bardi, agli assessori Cupparo e Rosa per la proficua collaborazione, ed a tutti soci del Cluster”.

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