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Curiosità sui casinò che forse non conoscevi

in Economia

 

I casinò online sono la vera rivelazione degli anni ’20 del 2000. Il settore del gioco si è addentrato sempre di più all’interno del mondo online, facendo la sua fortuna. Sono moltissimi gli appassionati che si sono trasferiti sul web per giocare ai classici titoli, in quanto le piattaforme risultano più semplici e comode. Quest’ultimo punto è molto importante, in quanto i casinò online permettono al consumatore di giocare quando vuole e dove vuole, direttamente dal divano di casa, senza doversi spostare per la città in cerca della sala più vicina.

Il digitale ha rivoluzionato il settore e non sembra aver intenzione di fermarsi. Questo è solo la conseguenza di un processo che di un intrattenimento che ha radici antiche, secolari e che nel corso degli anni ha fatto gioire, ma anche soffrire, un numero indecifrabile di persone. Sempre sul web molti si divertono a cercare molte più informazioni sui casino, chiedendosi qual è il miglior sito per giocare al Play Six e quali sono le principali curiosità da sapere.

Ci sono una serie di fatti curiosi da conoscere e da raccontare agli amici amanti del gioco.

La nascita della parola casinò

Una cosa che si chiedono in molti è “come nasce il nome casinò?” e in effetti non hanno tutti i torti, essendo un nome abbastanza particolare. La parola, semplicemente, significa “piccola casa” e risale al XVIII secolo. Se proprio vogliamo essere precisi nasce nel 1744. La prima struttura nasce in Italia, a Venezia, e richiedeva come dresscode una maschera per coprire l’identità delle persone. Insomma per tutti quelli che credono che sia di creazione stranieri, in realtà si sbagliano, in quanto l’etimologia del termine è del tutto italiano.

Il primo casinò online e mobile

Come scritto a inizio articolo, il settore dei casinò online è in costante espansione, con un boom avvenuto durante la pandemia. Per questo molti pensano che si tratti di un settore recente, non sapendo che in realtà il primo sito di gioco sul web è del 1994 e lanciato dalla Microgaming. Prendeva il nome The Gaming Club e nel corso della sua esistenza accoglieva sempre più giochi nel proprio catalogo. La nota azienda ha poi lanciato nel 2004 il primo casinò mobile della storia. Inutile dire che la Microgaming è leader nel settore, facendo divertire ancora oggi milioni di utenti.

Sempre meno persone nei casinò fisici

La predominanza di persone nei casinò online ha fatto si che quest’ultimo negli anni 2000 sostituissero quasi del tutto quelli fisici. Le persone che accedono sul web sono ormai il 90%, mentre sono il 10% quelle nei casinò reali.

La vincita più alta nei casinò online

Una cosa che interessa agli utenti è quali sono le vincite più grandi mai fatte. Un esempio lo si può trovare a Helsinki, con un giocatore che per soli 30 minuti di gioco sopra una piattaforma online si è aggiudicato ben 18 milioni di euro. A Cardiff, John Heywood ha vinto un jackpot incredibile, entrando nel libro dei Guiness Book of World Record il 6 ottobre 2015. La vincita? 13,2 milioni di sterline.

 

Scongiurare la “pandemia energetica”

in Economia

Scongiurare la “pandemia energetica”: invocato un patto sociale e aiuti congiunturali per salvare le aziende lucane

Interventi urgenti per scongiurare i pericoli da pandemia energetica, un patto sociale e aiuti congiunturali per la sopravvivenza delle imprese, il monitoraggio dei risultati prodotti dai bandi destinati alle imprese ed eventuale loro adeguamento, rafforzamento delle risorse per la nascita delle comunità energetiche, ampliamento dei punti di conferimento alla rete elettrica dell’energia prodotta, utilizzo di una quota parte delle risorse derivanti dalle royalty petrolifere.

Sono queste le proposte delle parti sociali e produttive per far fronte al caro energia, illustrate oggi in Regione nel corso di una riunione avente ad oggetto “Energia e imprese in Basilicata”.

La Giunta regionale -è stato detto- ha dato una prima risposta attraverso l’erogazione gratuita, mediante rimborso della componente energia del prezzo del gas fornito per le utenze domestiche dei residenti della regione Basilicata e della Pubblica Amministrazione. È inoltre in fase di definizione un bando per le utenze non servite dal metano con finanziamenti per la costruzione di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda la pandemia energetica delle imprese regionali è stato osservato che la Regione sta valutando ogni possibilità di negoziazione col Governo e con la Commissione europea dell’attuale un sistema di aiuti. La manovra economica della Regione in materia energetica andrà quindi anche nella direzione del sostegno del sistema produttivo, così come anche i recenti accordi di sviluppo, stipulati con le compagnie petrolifere, saranno attuati tenendo conto della nuova congiuntura.

​TFS e TFR: ecco quali sono le differenze e a chi spettano

in Economia

Quando un rapporto di lavoro regolato da contratto a tempo indeterminato o determinato giunge a termine o viene interrotto, il lavoratore ha diritto a un’indennità. Ad oggi esistono due diverse tipologie di tale indennità: il TFS, o Trattamento di Fine Servizio, e il TFR, o Trattamento di Fine Rapporto.

Chi lavora come dipendente pubblico o statale e ha firmato un contratto prima del 1° gennaio 2001, a meno che non abbia richiesto, entro i tempi limite, di passare all’altra tipologia di trattamento, potrà ricevere, quando andrà in pensione o metterà volontariamente termine al contratto, il TFS; tutti gli altri lavoratori, sia del settore pubblico sia di quello privato, potranno invece ricevere il TFR.

Entrambi gli indennizzi consistono in una somma di denaro di importo variabile, il cui ottenimento può richiedere tempi più o meno lunghi. Se non vuoi aspettare, puoi richiederne l’anticipo alla banca, la quale studierà per te la migliore proposta di anticipo tfs o del TFR, così da consentirti di avere subito a disposizione il denaro di cui hai bisogno per iniziare a goderti la pensione.

​Che cos’è il TFS

Il Trattamento di Fine Servizio consiste in un indennizzo regolamentato dal DPR n.1032 del 1973, in base al quale tutti i dipendenti pubblici e statali assunti entro e non oltre il 31 dicembre 2000, con contratti a tempo indeterminato o determinato, usufruiscono automaticamente di una delle tre tipologie di TFS:

  • IBU o Indennità di Buonuscita;

  • IPS o Indennità Premio di Servizio;

  • IA o Indennità di Anzianità.

L’attribuzione viene effettuata in base al tipo di lavoro svolto; ad esempio, i dipendenti ministeriali e gli insegnanti universitari percepiscono l’IBU, mentre ai lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale viene riconosciuto l’IPS.

​TFR: di cosa si tratta

Tutti i lavoratori del settore privato, nonché quelli del settore pubblico assunti dopo il 1° gennaio 2001, percepiscono, al termine del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni, fine del contratto o pensionamento, il Trattamento di Fine Rapporto, comunemente noto come “liquidazione”.

Questo tipo di trattamento prevede l’accantonamento di una parte dello stipendio mensile e la somma percepita dal lavoratore tramite la liquidazione non è fissa, ma varia in base a parametri ben definiti.

​Trattamenti di fine servizio e di fine rapporto: le differenze in breve

TFS e TFR sono molto diversi fra loro. La differenza più evidente riguarda, come abbiamo visto, i destinatari del trattamento, pubblici nel primo caso, sia pubblici sia privati nel secondo.

La seconda grande differenza riguarda la natura stessa dei due trattamenti: mentre il TFR può essere considerato a tutti gli effetti una sorta di salario differito, il TFS ha natura prettamente previdenziale e si basa sull’ultima busta paga ricevuta dal lavoratore.

Anche i tempi e i modi in cui vengono erogati sono diversi; in particolare, mentre l’erogazione del TFR è solitamente regolamentata dal contratto collettivo, il TFS viene sempre consegnato al lavoratore entro uno o due anni dal termine del contratto di lavoro, in un’unica soluzione o in più rate.

Bandi Giovani agricoltori: sono 887 le imprese costituite in Basilicata

in Economia

Bandi Giovani agricoltori: sono 887 le imprese costituite in Basilicata, la programmazione di riferisce al periodo 2014 – 2022. Con il IV bando 239 domande finanziate

Attraverso i quattro bandi “Aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori” della Programmazione 2014-2022 abbiamo costituito 887 imprese giovanili, con un contributo forfettario di 70 mila euro per le aziende ricadenti in aree montane e di 60 mila euro per quelle ricadenti in aree diverse. E’ un numero complessivo che rappresenta l’equivalente occupazione di una grande fabbrica, a riprova che il ricambio generazionale in agricoltura può dare buoni risultati in termini di occupazione e di futuro del comparto.  Lo sottolinea  l’Assessore per le Politiche Agricole Francesco Cupparo riferendo che sono state approvate le graduatorie del IV Bando con l’ammissione a finanziamento di 281 domande di cui 239 finanziate per oltre 16 milioni di euro. L’istruttoria delle 314 domande di finanziamento pervenute  è avvenuta in tempi veloci e con visite sul campo per verificare direttamente i progetti dei giovani under 40.

L’ingresso, a conclusione del IV Bando, di altre centinaia di giovani nell’imprenditoria agricola regionale, sino ad un totale di 887 –commenta ancora Cupparo – è l’elemento più significativo per accrescere il ricambio generazionale, che è uno dei presupposti per migliorare la competitività del settore agricolo nel medio periodo e per realizzare una produzione alimentare sostenibile. I valori medi nell’UE indicano che la maggior parte degli agricoltori (56%) ha un’età superiore a 55 anni, circa il 30% ha superato l’età pensionabile e meno del 6% è sotto i 35 anni. Dati che – aggiunge Cupparo – sono ancora più negativi in Basilicata e al Sud dove i giovani che non hanno aziende, terreni, proprietà immobiliari rurali di famiglia, hanno maggiori difficoltà ad intraprendere la strada dell’autoimprenditoria. I nuovi operatori del settore agricolo sono invece innovatori e sono più propensi a impegnarsi nella diversificazione, proponendo nuovi prodotti e servizi. Tre gli ostacoli più significativi per la realizzazione delle loro ambizioni: l’accesso al suolo, l’accesso ai finanziamenti e l’accesso alla formazione e alle conoscenze. Di qui l’impegno a facilitare l’ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati e il ricambio generazionale nel settore. La politica per lo sviluppo rurale non si limita a favorire l’insediamento di giovani agricoltori e nuovi operatori nel settore agricolo, ma sostiene attivamente i giovani imprenditori in numerosi settori dell’economia. L’obiettivo più generale che intendiamo perseguire,  il rafforzamento del tessuto socioeconomico – afferma l’assessore – sta inoltre contribuendo ad accrescere l’attrattività delle aree rurali come luoghi per vivere e lavorare, soprattutto tra i più giovani.

 

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Covid19: misura di sostegno per gli esercenti cinematografici

in Economia

Covid19: misura di sostegno per gli esercenti cinematografici. Le domande devono essere presentate entro le ore 18 del 26 agosto 2022

Dodici esercenti di sale cinematografiche lucane potranno contare su un indennizzo massimo di 11.600 euro per mancato incasso dovuto alla sospensione delle attività a causa del Covid. Lo prevede un’azione di sostegno della Regione Basilicata messa in capo dopo la concertazione con gli operatori del settore e con i rappresentanti dell’AGIS e dell’UECI. Sono ammissibili alla misura di sostegno le spese generali di gestione, i costi per le attività annullate, le spese correlate alla mancata realizzazione delle attività cinematografiche, i costi tecnico-amministrativi, le spese per i contratti a tempo indeterminato e determinato.

Per accedere al contributo gli esercenti dovranno presentare domanda con modalità telematica entro le ore 18 del 26 agosto 2022 compilando il formulario disponibile alla pagina “Portale Bandi

Le richieste di informazioni potranno essere inviate nella sezione dedicata alle FAQ dell’Avviso Pubblico.

Bardi torna sul gas gratis ai lucani: manca solo l’approvazione definitiva

in Economia

Bardi torna sul gas gratis ai lucani: manca solo l’approvazione definitiva. Credo che sia un’iniziativa molto importante, soprattutto in questo momento di crisi. Adesso manca solo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale.

“È giusto dare un segno concreto ai lucani per il grave disagio che subiscono da anni dalle attività estrattive. Le compensazioni ambientali per la prima volta andranno nelle tasche dei cittadini: la Regione Basilicata, per i prossimi 10 anni, destinerà le risorse derivanti dalle compensazioni ambientali in favore dei cittadini, intervenendo direttamente sulle bollette. Credo che sia un’iniziativa molto importante, soprattutto in questo momento di crisi. Adesso manca solo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale. Abbattere le bollette energetiche è anche uno strumento per fermare lo spopolamento e per incentivare tanti lucani a ritornare in Basilicata”. Lo ha affermato il Presidente della Regione Basilicata, intervenuto in diretta a TgCom24. “La nostra iniziativa si innesta in un momento molto difficile per l’Italia, con le bollette che saranno sempre più care per tutti i cittadini. In Basilicata vogliamo andare in controtendenza. La nostra misura che darà il gas gratis ai cittadini, sarà ovviamente mirata anche all’efficienza energetica”, ha concluso Bardi.

Approvato regolamento dismissione beni Riforma Fondiaria

in Economia

Approvato regolamento dismissione beni Riforma Fondiaria.  Cupparo:  stabilite norme per mettere ordine al vasto patrimonio pubblico

Con l’approvazione da parte della Giunta Regionale del regolamento di gestione e dismissione dei beni della Riforma Fondiaria l’Alsia potrà finalmente procedere agli adempimenti attesi da troppo tempo da agricoltori e cittadini finalizzati all’uso più produttivo di beni pubblici nelle nostre aree rurali. E’ quanto afferma l’assessore per le Politiche Agricole, Forestali ed Alimentari Francesco Cupparo sottolineando che la Giunta ha colmato un vuoto normativo derivante da una LR del 1996 e snellendo l’iter e le procedure di vendita in base ad un regolamento del 2019. L’obiettivo centrale che perseguiamo – continua – è quello di mettere ordine, nella totale trasparenza, in un vasto patrimonio di terreni, fabbricati, aziende che risalgono alla Riforma Fondiaria e che in parte sono inutilizzati o solo parzialmente utilizzati. Intanto – precisa Cupparo – la vendita dei suddetti beni è effettuata, prioritariamente, in favore dei soggetti in possesso del requisito di agricoltore attivo e che gli stessi dimostrino, con idonea documentazione, la detenzione ininterrotta a far data dal 1° gennaio 2002. Ciò al fine di scongiurare eventuali processi speculativi come abbiamo previsto attraverso un rigido sistema di determinazione dei prezzi e con criteri e modalità di dismissione degli immobili con destinazione non agricola.
I beni agricoli (poderi, quote) provenienti da esproprio o da acquisto da parte dei cessati enti di riforma e di sviluppo per finalità di riforma fondiaria che sono o che rientrano nella disponibilità dell’ALSIA, saranno ceduti alle condizioni ed ai prezzi stabiliti con specifiche norme del regolamento ad esclusione di quei beni che l’ALSIA vorrà riservarsi in gestione diretta per scopi connessi ai propri compiti d’istituto, nonché quelli interessati da progetti o programmi di pubblico interesse o progetti di riqualificazione territoriale. Con il provvedimento – conclude Cupparo – diamo una svolta storica alla questione annosa del nostro patrimonio derivante dalla Riforma Fondiaria e contiamo di favorire il rilancio delle attività agricole in ampie aree della regione.

 

Foto: fonte sito Alsia

Erasmus+ KA220: i giovani protagonisti dello sviluppo locale

in Economia

Erasmus+ KA220: i giovani protagonisti dello sviluppo locale, il progetto europeo vede tra i protagonisti l’associazione lucana Ascae

 

Aumentare la partecipazione dei giovani nei processi di sviluppo locale attraverso attività di ricerca e formazione: parte da questi presupposti il progetto Erasmus+ KA220 “Youth-Led Local Development: Addressing youth skills and community youth inclusion processes to facilitate the next generation of young community leaders”. Partner italiano dell’iniziativa, implementata da 4 organizzazioni che operano nei settori dello sviluppo locale, impresa sociale, gioventù e formazione con sede in Irlanda, (Ballyhoura Development), Portogallo ( Right Challenge Associação) e Romania (Asociatia Grupul de Actiune Locala Napoca Porolissum), è l’associazione lucana Ascae. Ideata da esperti intersettoriali con lo scopo di sostenere l’inclusione sociale e realizzare attività di promozione della cultura e della tutela ambientale tra i cittadini europei, con particolare attenzione ai giovani, l’Ascae segue il motto dell’UE “United in Diversity – Uniti nella Diversità”. “ L’apprendimento interculturale e l’etica della condivisione sono gli obiettivi dell’associazione- spiega il presidente, Nicola Vita- che punta a dare valore ad ogni peculiarità locale per contribuire alla prosperità comune attraverso iniziative transnazionali.” Il progetto Youth-Led Local Development, nello specifico, punta a favorire il coinvolgimento dei giovani nei processi di Sviluppo Locale di Tipo Partecipativo (SLTP), con particolare riferimento alle metodologie di programmazione dal basso (bottom-up). Tale approccio allo sviluppo locale è fondante nell’ambito del programma Leader e promuove la collaborazione degli attori locali per sviluppare azioni e strategie che possano fornire risposte innovative ai bisogni e alle esigenze locali. In termini pratici, il progetto elaborerà dei percorsi formativi che diventeranno degli specifici toolkit utili per individuare e promuovere le “best practice” per l’integrazione dei giovani nelle strutture pubbliche e private che promuovono lo sviluppo locale. Nei giorni scorsi è stato ufficialmente rilasciato il primo output del progetto, ossia un rapporto di ricerca sull’attuale livello di partecipazione e coinvolgimento dei giovani nei processi di sviluppo territoriale. L’indagine, che è stata svolta su un campione significativo di giovani tra i 18 e i 30 anni attivi nei circuiti delle associazioni di volontariato e gruppi di azione locale, ha messo in luce le principali competenze necessarie per portare un contributo di valore ai progetti di sviluppo locale. Abilità comunicative, capacità di adattamento e problem solving, flessibilità ed empatia sono le principali soft skills su cui intervenire. A queste si aggiungono “skills” più tecniche e specifiche legate agli aspetti digitali o a quelli socio-economici necessarie per il management di comunità locali.“Costruire conoscenze e competenze attraverso la cooperazione dei giovani è il punto di partenza per dare vita a comunità quanto più inclusive e sostenibili”, sostiene Claudia Caggiano, project manager e researcher del progetto, secondo la quale è “fondamentale dare voce ai giovani e alla loro creatività, affidarsi al loro potenziale relazionale per realizzare iniziative e attività che possano rispondere ai bisogni delle comunità locali”. Il partenariato si sta dunque preparando ad allestire un corso di formazione ad hoc, partendo dai risultati delle attività di ricerca, destinato ai giovani interessati a costruire un percorso professionale nel settore dello sviluppo locale. Le attività formative si svolgeranno sia a livello locale che in mobilità transnazionale presso i paesi partner del progetto. Si tratta, pertanto, di una imperdibile opportunità per tanti giovani lucani di mettersi in gioco, crescere e far crescere il proprio territorio.

Foto: fonte Ufficio stampa Associazione lucana Ascae

Progetto Magna Grecia: approvato in Giunta regionale

in Economia

Progetto Magna Grecia: approvato in Giunta regionale;  i comuni coinvolti sono Bernalda, Policoro, Scanzano Jonico, Montalbano Jonico, Nova Siri, Pisticci, Montescaglioso e Matera. Alcune delle azioni da realizzare: campagne di scavi per i siti archeologici, costruzioni di ciclovie, reti di ippovie, acquisizione della certificazione ambientale EMAS-ISO 14001

13 interventi con investimenti programmati per 4.734.000 euro

È stato approvato stamattina in Giunta regionale il progetto Magna Grecia. Si tratta di un intervento che coinvolge 8 comuni (Bernalda, Policoro, Scanzano J., Montalbano J., Nova Siri, Pisticci, Montescaglioso e Matera), 135.124 abitanti culturali, con 13 interventi previsti per 4.734.000,00 Euro di investimenti programmati.
“Un progetto integrato territoriale che punta a favorire la conoscenza e il “riconoscimento” da parte del mercato turistico e delle comunità locali, del “Valore”, della “Specificità” dell’Offerta turistico-culturale del territorio, composto da 11 azioni, tra cui campagne di scavi per i siti archeologici, costruzioni di ciclovie, reti di ippovie, acquisizione della certificazione ambientale EMAS-ISO 14001, segnaletica per la sentieristica, intervento sulle tavole palatine nel nome di Pitagora, sistema informativo territoriale per la fruizione del patrimonio culturale e la rifunzionalizzazione dei siti archeologici. Si tratta di un progetto iniziato con Matera capitale europea della Cultura, che ha trovato spazio in uno dei vari decreti per il Mezzogiorno, che finanziò la progettazione di sistemi culturali integrati, a cui fece seguito la proposta progettuale dei comuni dell’area metapontina, approvata dal Ministero. Oggi con i fondi FSC la Giunta Bardi le 11 progettualità, evidenziando la capacità di coordinamento tra i Comuni, il sistema regionale e le politiche nazionali”, afferma l’assessore all’Ambiente ed Energia, Cosimo Latronico.
“Dopo la nostra strategia sui Borghi, si tratta di un altro tassello a sostegno delle progettazioni territoriali integrate che tutelano le nostre eccellenze culturali e paesaggistiche e mirano a una nuova concezione del turismo e dello sviluppo territoriale improntato alla sostenibilità ambientale ed economica”, aggiunge il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

“Abbiamo approvato oggi un progetto che valorizza complessivamente, attraverso una serie di interventi di piccola entità, il sistema del patrimonio culturale ed archeologico della Magna Grecia lucana. In una visione che oltrepassa i confini lucani la Regione ha candidato e ottenuto anche un finanziamento di 1,5 milioni di euro per inserire l’area nell’ambito del più ampio progetto della Ciclovia Nazionale della Magna Grecia che attraversa 3 regioni tra cui la Basilicata”.

È quanto dichiara l’Assessore alle Infrastrutture Donatella Merra in merito all’approvazione, da parte della Giunta regionale, del progetto Magna Grecia che prevede 13 interventi con investimenti programmati per 4.734.000 euro.

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Imprese agricole: approvato bando produzione energia da fonti alternative

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Imprese agricole: approvato bando produzione energia da fonti alternative per favorire l’autoapprovvigionamento energetico delle aziende agricole

 

Diversificare l’attività dell’imprenditore agricolo attraverso la produzione e la vendita di energia da fonti alternative: è l’obiettivo del bando approvato oggi in Giunta, su proposta dell’assessore per le Politiche Agricole, Forestali ed Alimentari Francesco Cupparo, che attua la Sottomisura 6.4.3 “Sostegno per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili” del PSR Basilicata 2014-2022. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4 milioni di euro. Il sostegno sarà concesso sotto forma di contributo in conto capitale, con intensità di aiuto sino al 50% del costo dell’investimento totale ed un massimale di 100 mila euro per beneficiario. Il contributo è erogato secondo la regola del “de minimis3” (ai sensi del Reg. (UE) n. 1407/2013 e ss.mm.ii).

“Lo scopo centrale dell’operazione – evidenzia l’assessore Cupparo – è quello di favorire l’autoapprovvigionamento energetico dell’impresa agricola, in modo da renderla meno dipendente dai fornitori di energia, soprattutto in una fase complicata per l’incremento dei costi della bolletta. Vogliamo inoltre offrire un’opportunità alla diversificazione dell’attività dell’imprenditore agricolo attraverso la produzione e anche la vendita di energia da fonti alternative. Per questa ragione saranno incentivati impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile solare, fotovoltaica, a biomasse agro-forestali, eolica ed idrica. Il bando concorre al raggiungimento degli obiettivi della Focus area 6a “Favorire la diversificazione, la creazione e lo sviluppo di piccole imprese nonché l’occupazione” e a soddisfare il fabbisogno F6 “Incentivare lo sviluppo di nuovi modelli produttivi e organizzativi orientati alla diversificazione delle attività agricole nelle aree rurali e nelle aziende agricole. La produzione di energie rinnovabili – aggiunge Cupparo – può anche condurre allo sviluppo di infrastrutture tecniche ed avere un effetto positivo sull’occupazione, per la richiesta di maggiore forza lavoro nelle aziende che avviano questo tipo di produzione”.
Possono beneficiare dei contributi dell’avviso gli imprenditori agricoli che conducano l’azienda sulla quale saranno realizzati gli interventi ammessi a finanziamento. La conduzione dell’azienda sarà verificata attraverso la consultazione del fascicolo aziendale al momento del rilascio della domanda sul portale SIAN. L’ambito territoriale interessato dall’applicazione del presente Bando è l’intero territorio regionale, con le priorità territoriali definite dalla scheda di misura del PSR Basilicata 2014-2022.

Rientrano tra le spese ammissibili:

impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili sino ad una potenza massima di 1 MW, comprensivi delle lavorazioni accessorie per il completamento delle opere ed il collegamento alla rete elettrica, nell’ambito del 10% della spesa ammessa; acquisto di impianti, macchine e attrezzature strettamente funzionali al progetto; hardware e software solo se strettamente funzionali al progetto; spese generali pari al 10% della spesa ammessa; cartellonistica obbligatoria sino ad un massimo di 250 euro. Gli investimenti legati agli impianti di energia da fonti rinnovabili saranno sottoposti a Via quando necessario, in base alle norme regionali e nazionali. In caso di impianti alimentati da biomassa si dovranno utilizzare esclusivamente prodotti di scarto dell’attività aziendale agro-forestale. È vietato l’uso del suolo agricolo per la produzione di biomassa da utilizzare. Gli investimenti legati a impianti fotovoltaici o solari dovranno essere esclusivamente integrati e semi integrati. Gli impianti che producono energia elettrica a partire da biomasse devono utilizzare una quota minima dell’energia termica cogenerata pari al 40%.

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