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Trading online: come acquisire le nozioni di base

in Economia

Fare trading online potrebbe risultare una concreta possibilità per affermarsi tra i mercati finanziari.

Naturalmente, negoziare sul Web non è un gioco: c’è bisogno di studiare, impegnarsi e dedicarsi alla programmazione di un buon piano d’investimento.

Si tratta, però, di operazioni abbastanza complesse che, tuttavia, possono essere rese più semplici se si utilizzano gli strumenti giusti. Per tale ragione, questo articolo tratterà dei corsi per imparare il trading online, così che i principianti possano iniziare a comprenderne i meccanismi.

Imparare a fare trading: corsi online

Cimentarsi nell’attività di trading online richiede, almeno all’inizio, la conoscenza dei termini tecnici e di tutte le nozioni legate al mondo delle finanze.

Per i novizi trader che hanno compreso l’importanza della teoria, esistono svariati corsi di trading online, facilmente scaricabili dal Web e totalmente gratuiti.

Si tratta di materiali didattici utili per acquisire le nozioni basilari fino a giungere a livelli più complessi, così da riuscire ad elaborare strategie di mercato mirate e vincenti.

Con l’introduzione di apposite piattaforme di trading, speculare online è diventata un’attività molto più accessibile, sia in termini economici che di esperienza.

Non a caso, i migliori broker forniscono un supporto totale ai propri utenti, permettendogli di scaricare e-book o seguire video-lezioni per apprendere, in maniera pratica ed efficiente, tutto ciò che c’è bisogno di conoscere quando si investe online.

Quale broker scegliere?

Il modo migliore per ovviare alla problematica di una scarsa esperienza alle spalle e alla poca dimestichezza con gli strumenti finanziari è selezionare un buon broker.

Prima di tutto, è necessario che sia dotato delle dovute certificazioni da parte di specifici enti, il cui fine è salvaguardare l’interesse dei trader stessi.

Inoltre, le piattaforme migliori offrono servizi totalmente gratuiti e privi di commissioni. Il successo dei broker online è stato sancito dall’introduzioni di strumenti e funzioni che hanno agevolato il processo d’investimento agli investitori meno esperti.

Attualmente, per accedere ai mercati online, la community di trader opta per trading con CFD. Si tratta di strumenti finanziari derivati con i quali si ha una doppia chance di ricavo. In termini semplici, con la previsione giusta, sarà possibile registrare risultati positivi anche se gli asset selezionati seguono una tendenza negativa.

In conclusione, è consigliabile per i principianti optare per broker che offrono formazione e piattaforma gratuita, semplice e chiara da utilizzare così da potersi focalizzare esclusivamente sui propri obiettivi. In più, è importante, ad esempio, avere l’opportunità di applicare la teoria acquisita mediante un conto demo.

Simulazione di trading ritenuta valida per iniziare a comprendere le dinamiche che regolano i mercati finanziari senza correre rischi reali: si opera mediante del denaro virtuale.

Copy trading: una possibilità per imparare a tradare

Ci sono svariate opportunità per muovere i primi passi nel campo finanziario oltre alla lettura di libri in merito, o a corsi da seguire online.

Tra i metodi più apprezzati, appare il Copy Trading. Bisogna assolutamente chiarire che è uno strumento d’approccio al trading e non una funzione da sfruttare per incrementare i propri guadagni senza impegnarsi.

Per esser più chiari, il Copy Trading da poter provare col broker eToro, consente di replicare le mosse attuate da altri investitori.

Ognuno potrà selezionare i trader migliori analizzandone i rendimenti passati e, in automatico, i loro risultati saranno visibili anche sul proprio profilo.

Per non rischiare troppo, la piattaforma impone un limite di denaro da investire: 20% per ogni strategia.

Dunque, potrebbe essere un buon modo per imparare osservando i migliori e avanzare nel settore pur avendo poca esperienza.

Si consiglia di puntare ad una diversificazione degli investitori da seguire, così da arginare le possibilità di rischio e aumentare le probabili entrate.

In conclusione, in rete è semplice trovare broker, piattaforme e strumenti adatti per iniziare a fare trading online. Con la dedizione giusta, potrebbe rivelarsi un’attività più che soddisfacente.

 

 

“Fragole & Berries” e prospettive del comparto, se n’è discusso a Policoro

in Economia

Produzione, mercato e prospettive future di fragole e berries sono state le tematiche al centro dell’incontro organizzato dalla Libera Associazione Mediterranea Tecnici in Agricoltura (L.a.me.t.a) giovedì 16 gennaio alle 16 all’Hotel Heraclea di Policoro (Mt).

Di seguito proponiamo il video – racconto dell’iniziativa

Canapa legale: la qualità dei prodotti dipende dal CBD

in Economia

La cosiddetta canapa light è una sostanza assolutamente non stupefacente, che non presenta alcun tipo di effetto collaterale e che, al contrario, porta in chi la assume diversi effetti di natura positiva: si tratta infatti di un prodotto che viene consumato non solo a scopo ricreativo, ma anche per sfruttarne le virtù terapeutiche, cosa impensabile fino a qualche tempo fa. A ciò si aggiunga la possibilità, messa a disposizione degli utenti, di poter acquistare la cannabis light e altri prodotti legati a questo mondo sfruttando la rete e, quindi, e-commerce specializzati. In questo modo, per effettuare un ordine in qualsiasi luogo e momento è sufficiente usare il proprio smartphone, così come il pc oppure il tablet. All’interno del panorama delle vendite in rete di questi prodotti, anche quest’anno lo shop online Justbob si conferma il principale punto di riferimento del nostro paese. Il portale, infatti,permette di acquistare le migliori tipologie e le migliori varietà di canapa sativa: canapa assolutamente sicura, che viene selezionata dal team, cresciuta sul suolo italiano e coltivata all’insegna del NO OGM.

Il segreto è nel CBD

La qualità di un qualsiasi prodotto che rientri nel mondo della cannabis light è spesso e volentieri legata alle percentuali di CBD che lo caratterizzano. L’acronimo CBD sta per cannabidiolo, è una delle oltre 100 componenti presenti all’interno delle diverse infiorescenze e la legge italiana consente una sua presenza anche in concentrazioni molto alte. Il CBD, infatti, non presenta alcun tipo di effetto collaterale e, al contrario, dona aroma e sapore alla canapa sativa. Al contrario, una componente da tenere d’occhio è il THC, ovvero il tetraidrocannabinolo: quest’ultimo è considerato potenzialmente nocivo ed infatti la legge italiana lo tollera esclusivamente se presente in concentrazioni che non vadano oltre la soglia dello 0,6%.

Canapa legale da record

Tra i tanti prodotti acquistabili su justbob.it ce ne sono alcuni che rappresentano delle vere e proprie eccellenze nel mondo della marjiuana light. Impossibile ad esempio non citare la California Haze, un vero e proprio must della costa americana, oppure la Charas, un hashish che nasce sulle vette dell’Himalaya. E ancora, sul sito del portale è possibile scegliere altre infiorescenze con origine straniera, come il Burbika, che nasce in Marocco, oppure varietà più aromatiche come la Lemon Cheese, la Melon Kush e la Sweet Berry (i cui nomi non a caso rimandano al limone, al melone ed alla bacca). Dunque, canapa legale da record, ma non solo, visto che lo store presenta anche una selezione che non teme paragoni sia di olio CBD biologico che di olio di cannabis: entrambi derivano dalla canapa sativa ed entrambi sono molto amati per via delle loro proprietà e delle diverse modalità di uso. Anche in questo caso, parliamo esclusivamente di prodotti coltivati in italia ed ottenuti grazie a tecnologie tanto naturali quanto innovative: è il caso, ad esempio, della dilazione con olio di MCT di cocco oil o della spremitura a freddo.

 

Come acquistare cannabis light

Come già anticipato,per acquistare cannabis legale e non solo su Justbob basta visitare il sito e scegliere il prodotto che più si preferisce tra quelli proposti dall’ampio catalogo. Le spedizioni sono rapidissime e gratuite, nel caso in cui l’acquisto sia superiore ai 60 euro di spesa. Velocità dunque, ma anche sicurezza, visto che tutte le consegne targate Justbob sono sempre e comunque anonime.

 

 

Novità del fai da te: sostituire un relè statico

in Economia

Non sono pochi gli esperti di elettronica, che si dedicano a questa attività per passione, per professione o per entrambe, che storcerebbero il naso dinanzi alla decisione di sostituire un relè statico.

Si tratta di un apparecchio ormai superato, che ha fatto la storia degli impianti elettrici, ma che ormai è abbondantemente surclassato dai più moderni relè stato solido, o RSS. Si tratta sicuramente di un apparecchio più affidabile, ma a volte conviene comunque far riferimento alla tradizione.

Del resto, dopo un secolo di onorato servizio, perché smettere di affidarsi al relè statico proprio ora?

Relè statico e relè stato solido: quali le differenze?

Anche se per il proprio impianto si dovesse continuare a fare affidamento sul relè statico, è comunque cosa buona e giusta conoscere le differenze tra i due apparecchi.

Il relè statico, detto anche relè elettromeccanico, è un allocatore di potenza particolarmente utile per strutturare un impianto elettrico in modo che non bisogni continuamente intervenire manualmente sull’interruttore per distribuire corrente elettrica alle varie sezioni dell’impianto.

Il principio di funzionamento del relè statico è estremamente facile e la sua produzione comporta costi ridotti, motivo per cui, tra i due modelli, è sicuramente quello che presenta costi inferiori.

Si dice elettromeccanico proprio in quanto la trasmissione del segnale in uscita avviene attraverso il contatto di una parte mobile fisica, messa in moto da forze elettromagnetiche generate dal segnale a bassa potenza in ingresso.

Il relè stato solido, invece, si fonda sulla tecnologia dei semiconduttori e non presenta parti mobili. I suoi vantaggi sono legati, pertanto, ad una maggiore affidabilità e alla minore esposizione a elementi esterni e all’usura.

Perché impiegare un relè statico?

La questione ha due risposte in base alle circostanze.

Se, infatti, si tratta di effettuare una sostituzione, allora si ha dinanzi un impianto elettrico che è già ottimizzato per l’installazione di un relè statico. Un impianto, cioè, progettato per ovviare agli svantaggi di un apparecchio che risulta essere suscettibile ai campi elettromagnetici, produce interferenze e può generare scintille.

Nel caso di un impianto già pensato e realizzato per ospitare un relè statico, allora la convenienza e il minor costo dell’apparecchio hanno la meglio.

Nel caso, invece, in cui è necessario realizzare ex-novo l’impianto, allora probabilmente un relè stato solido potrebbe rappresentare la soluzione migliore.

Tuttavia, nel caso di una semplice sostituzione, affidarsi alla tradizione non è necessariamente un male.

Sostituire un relè statico: come fare?

Sostituire un relè statico è un’operazione semplice e veloce.

La prima cosa da fare è procurarsi un modello simile a quello da sostituire. Per questo basterà cercare i modelli di relè statico sul sito Rs Components.

Una volta che l’ordinazione è stata completata e recapitata, ciò che bisogna fare è staccare la corrente. Ogni volta che si interviene sull’impianto elettrico è necessario provvedere a interrompere il flusso di corrente.

A quel punto si dovrà provvedere a sganciare i cavi d’ingresso e di uscita dal vecchio modello: per farlo è sufficiente un cacciavite delle dimensioni giuste.

È raccomandabile sempre e comunque controllare lo stato delle teste di rame dei cavi: nel caso in cui siano ossidate o sporche si potrebbe rendere necessario pulirle o, eventualmente, rimuoverle e procedere con la spellatura di una nuova porzione dei cavi per mettere a nudo teste di rame integre.

A quel punto basterà procedere a ritroso: collegare le teste di rame facendo attenzione a non lasciare metallo scoperto e fissarle avvitando le viti di blocco.

Cosa importante è assicurarsi di posizionare il relè perpendicolarmente alle forze esterne, altrimenti il meccanismo del relè potrebbe non funzionare a dovere.

Richieste di prestito in aumento: spiccano quelli più “leggeri”

in Economia

La situazione dei prestiti in Italia in questo periodo è molto incoraggiante: dai dati di settore, infatti, risulta che il 38,1% degli italiani ha richiesto un finanziamento. Oltre un terzo della popolazione tricolore, quindi, si è rivolto a un istituto di credito per richiedere un prestito per i più svariati motivi. Analizziamo tutte le tendenze relative a questo aspetto, cercando di capire quali sono le preferenze generali nel nostro Paese.

 Gli italiani preferiscono gli importi sotto i 5mila euro

Alla base del grande successo dei prestiti troviamo senza ombra di dubbio il recente calo dei tassi, attualmente ai minimi storici, che non può che incoraggiare chi necessita di una somma consistente per ammortizzare delle spese specifiche o semplicemente per avere maggiore liquidità.

In questo contesto l’Osservatorio Crifmettein evidenza un dato molto interessante, che riguarda nello specifico la fascia di importo preferita dai cittadini tricolori. Gli italiani sembranoinfattiprediligere in particolare gli importi più piccoli, e precisamente inferiori a 5mila euro (+1,3%), che rappresentano il 44,5% delle richieste totali. Il motivo di tale preferenza sta nel fatto che i prestiti di importi così ridotti sono molto più semplici da ottenere rispetto a quelli di fascia superiore, in quanto i documenti richiesti sono minori (per via del rischio ridotto); alcune piattaforme digitali come quella di Younited Credit, ad esempio,danno la possibilità di richiedere prestiti di questo tipo direttamente online e in tempi rapidi. Trattandosi dicifre poco impegnative, poi, sarà molto più semplice restituirle mese per mese, rendendo il tutto più sostenibile e poco impattante sul bilancio familiare mensile e annuo.

La cessione del quinto è tra i metodi di restituzione più scelti

 In questa prospettiva non sorprende il dato relativo al metodo di restituzione del prestito più scelto dagli italiani: si tratta della cessione del quinto, uno dei più gettonati in assoluto per via del minor “peso” per il richiedente (trattandosi di un prestito a tasso fisso, dunque senza alcuna oscillazione di costo) e per una maggiore sicurezza per gli stessi istituti di credito. La cessione del quinto, infatti, non presenta praticamente alcun rischio per questi ultimi, in quanto l’importo della rata in questione viene decurtata direttamente dallo stipendio netto del richiedente. Sono in particolare i lavoratori dipendenti con un’età media di 43 anni a ricorrere a questo tipo di soluzione, rappresentando il 58% del totale.

 

 

Enza Barbaro “simbolo della creatività e imprenditorialità femminile”, il riconoscimento in Romania

in Economia

Nella Giornata dedicata alle donne che portano avanti progetti di interesse sociale ed economico, promossa dalla Camera di Commercio Prahova (Romania), la presidente

della delegazione Fic Romania-Moldava, la lucana Enza Barbaro, è stata unanimemente riconosciuta come  “simbolo di creatività ed imprenditorialità femminile”. La sua

attività è considerata particolarmente rilevante per il settore alimentazione, salute e benessere emergendo con grande successo fra le donne che in Romania oggi hanno questo ruolo, sia imprenditrici romene che di altri Paesi dell’Ue.

Il suo intervento nel corso della Giornata dedicato ai temi dell’ educazione alimentare ,

è stato improntato sulla necessità di mangiare sano seguendo le regole della Cucina Mediterranea, per uno stile di vita salutare, riscuotendo grande interesse. La presenza

di imprenditrici italiane non è comunque numerosa. Di qui il significato maggiore dell’

attività di Barbaro.

Il nostro Paese è il primo paese Partner del distretto di Prahova per le attività di esportazione.

Per quanto riguarda i principali gruppi di prodotti esportati dalle aziende di Prahova, secondo la classificazione combinata – categorizzazione delle merci usata sia nella preparazione delle dichiarazioni doganali che per quella della dichiarazione Intrastat

– si tratta di: auto, macchine, apparecchiature elettriche (36%), prodotti alimentari, bevande, tabacco (16, 9%), prodotti minerali (16%), prodotti tessili e abbigliamento (7,7%).
Dai dati presentati dalla Camera di Commercio e Industria Prahova è emerso che

l`Italia, con 8,3%, è al terzo posto per quanto riguarda i principali partner della regione

di Prahova per le attività di importazione. I principali gruppi di prodotti importati dalle aziende di Prahova sono stati: prodotti minerali (22,1%), auto, macchine, apparecchiature elettriche (15,7%), prodotti alimentari, bevande, tabacco (14,2%), metalli comuni e articoli in tali materie (9,2%).
Il fatto che l`Italia è il principale partner del distretto di Prahova, sia per l`esportazione che per l`importazione – spiega Baldantoni che non a caso ha scelto questo distretto romeno come base operativa – è dovuto ad un motivo preciso. Dalle più di 2.400 aziende a partecipazione estera esistenti  nel distretto di Prahova, la maggior parte sono con partecipazione italiana – 645 aziende, al secondo posto si ritrovano quelle con

investitori tedeschi (213 aziende) e al terzo quelle con investitori turchi (160 aziende).

Gli investitori italiani hanno trovato buone opportunità per l`espansione dei loro affari

in Romania, in Prahova, attirati dal fatto che oltre all`esistenza di tutte le utenze, il municipio capitale di distretto è a solo 60 km da Bucarest e Ploiesti può essere

raggiunto attraverso l`autostrada. Va detto che tra i motivi per i quali gli investitori

italiani hanno scelto Prahova, negli ultimi anni, per lo sviluppo delle loro imprese in Romania, c`è anche il fatto che sia i rappresentanti delle autorità locali e dipartimentali che la Camera di Commercio e Industria Prahova sono stati molto aperti allo sviluppo del partenariato romeno-italiano. Tra le motivazioni degli ottimi rapporti tra Italia e

Romania – sottolinea Baldantoni – ci sono gli aiuti sociali ad opera di associazioni Italiane, religiose e non, radicate in Romania, le associazioni come la nostra di emigrati che è punto di riferimento di imprese, oltre alla formazione, il trasferimento di know-how,

le buone prassi, mille e mille motivi come le attivita’ di Palazzo Italia, impegnato nel sostegno all’internazionalizzazione di aziende Italiane, nel sostegno per progetti commerciali e produttivi. Operiamo con la creatività tipica dei lucani e meridionali – continua – in un Paese che garantisce un fisco favorevole alle imprese e un clima

positivo per l’imprenditoria. Il nostro è un lavoro attraverso la rete di Palazzo Italia Bucarest esteso nei Balcani aprendo uffici di delegazione in Ungheria, Serbia, Bulgaria, Moldavia (oltre che una missione in Germania) che merita senz’altro maggiore

attenzione e sostegno istituzionale da parte della Regione, delle associazioni e delle imprese lucane proiettate sui mercati esteri. Palazzo Italia a Bucarest di fatto in pochi

anni è diventato un brand a sostegno dell’italianità “originale”.

Export alimentare lucano in crescita verso Romania e Paesi Balcanici

in Economia

Nel risultato più che soddisfacente (più 35,6% in un anno) di export dell’alimentare lucano – che complessivamente, al primo semestre 2019, ammonta a 28 milioni di euro – ci sono anche i mercati della Romania e dei Paesi Balcanici. E’ stato questo il tema centrale dell’Assemblea annuale della delegazione della Fic Romania-Moldavia, presieduta dalla chef lucana Enza Barbaro, che si è tenuta a Palazzo Italia di Bucarest. La Romania – è stato detto – è di nuovo la terra promessa per gli italiani. Ogni giorno nelle camere di commercio romene vengono registrate quattro nuove imprese a capitale italiano. Di qui la presentazione del progetto marketing italian food in fase di completamento, l’incubatore voluto da Palazzo Ttalia, allo scopo di generare uno strumento aperto ad imprenditori, operatori del settore agroalimentare italiano, che intendono approcciarsi al mercato balcanico, offrendo ogni sostegno logistico ,grazie alle proprie struttura ma anche al sostegno della FIC delegazione Romania, nonche’ aziende che si interessano al progetto. La Fic , e dunque la presidente Barbaro, porta avanti l’attivita’ basilare della valorizzazione del gusto, originalita’ dei prodotti e della formazione.
All’assemblea hanno partecipato 40 associati, provenienti da tutta la Romania e Moldava. Ospiti autorita’ tra cui il presidente della camera di commercio di Ploiesti, Gogulescu, il colonnello Tiveron dell’Ambasciata d’Italia, Luigi Zaccagnini dell’accademia della cucina Italia, la responsabile dell’ICE di Bucarest, il presidente dell’associazione nazionale cuochi Rumeni chef Stefan Bercea, il presidente dell’associazione Someilier Marian Timofti, chef italiani gia’ attivi in Romania da anni. Il Cappellano Don Pierluigi Vignola, nella sua liturgia, ha parlato del protettore degli operatori della ristorazione San Francesco Caracciolo invitando ad applicare nella vita di cuochi, la massima dedizione all’altro bisognoso, donare quello che non e’ superfluo e fare della professione un momento di missione per rendere l’altro felice, invitandoci a rispettare sempre un codice deontologico. La presidente Enza Barbaro ha condiviso con il responsabile di sezione Moldova, Francesco Sanna, nonche’ con i coordinatori Salvo locastro, Pietro Benedetto, Luca Berardo il programma 2020,che si basa sulla formazione continua in cucina e nascita della cucina Euromediterranea per una globalizzazione della conoscenza della ” cucina mediterranea. Grazie alla disponibilita’ di Palazzo Italia che ha allestito un’area Formativa per cuochi,chef, pizzaioli, pasticcieri, somelier, degustatori, nonche’ al sostegno di Marketing Italian food, si garantira’ una formazione continua.
E’ stato quindi presentato il primo ricettario edito da Enza Barbaro, sulle ricette della cucina tradizionale Italiana, elemento importante per il rispetto di ingredienti e fasi di cottura , al fine di evitare che tra i cuochi tesserati ci siano differenze del gusto.
Giovanni Baldantoni, presidente Palazzo Italia ed uno dei “pionieri” dell’imprenditoria italiana in Romania, ha sottolineato il grande potenziale dei mercati dei Paesi Balcani e dell’Est Europa per le piccole e medie imprese lucane e meridionali. Secondo l’Ice l’export agroalimentare italiano in Romania è in crescita tra il 10 e il 20% nel giro di un anno. Solo la Basilicata ha un giro di export di 1,2-1,4 milioni di euro l’anno.

Bando aiuti alle imprese in aree rurali, presentate 236 domande

in Economia

Fanelli: “E’ la dimostrazione di come anche nelle aree interne, nei Comuni più piccoli della nostra regione, permane la volontà di fare impresa, come scelta economica ma anche di vita”. Stanziati 5,6 milioni di euro con la Misura 6.2 del Psr

Sono 236 le domande presentate da operatori economicidelle aree interne e dei piccoli Comuni per ottenere i finanziamenti del bando Misura 6.2 “Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per attività extra-agricole nelle zone rurali”. L’adesione al bando, che presenta una dotazione finanziaria complessiva di 5,6 milioni di euro, “è anche il risultato dell’attività di divulgazione svolta dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione in otto tappe presso altrettanti Comuni delle aree interessate dal bando, rivolto ai 66 Comuni lucani con popolazione inferiore a duemila abitanti”, afferma l’assessore regionale alle Politiche Agricole e Forestali Francesco Fanelli. Attraverso seminari dal carattere operativo, si sono incontrati cittadini e potenziali beneficiari, sono stati illustrati gli obiettivi del bando, le opportunità offerte, le modalità di partecipazione per accedere al contributo forfettario di 40 mila euro per l’avvio di iniziative imprenditoriali in ambito extra agricolo, in un contesto di ruralità che caratterizza fortemente la Basilicata.

“E’ la dimostrazione di come anche nelle aree interne, nei Comuni più piccoli della nostra regione, permane la volontà di fare impresa, come scelta economica ma anche di vita – afferma ancora Fanelli -. Ma è anche la riprova che occorre essere vicini alle comunità locali, informare correttamente circa le opportunità offerte dalle risorse comunitarie, stimolare una partecipazione matura e realmente motivata, accompagnare i potenziali beneficiari verso scelte consapevoli e mai illusorie, affinché le risorse vengano impiegate nel modo migliore, come investimento e non come semplice spesa”.

A breve gli Uffici avvieranno la fase istruttoria, al termine della quale si procederà alla definizione delle graduatorie di merito.

 

Ksenia security: sicurezza e professionalità

in Economia

Proteggere la propria famiglia, gli oggetti a cui si dà più valore o il proprio ufficio è, per molti, una questione di priorità. Per farlo, molte persone hanno scelto di affidarsi all’allarme antintrusione ksenia.

Azienda leader in Italia nel settore della Sicurezza Fisica, è sicuramente una valida opzione per tenere al sicuro i propri cari e le proprie cose nel modo più innovativo ed efficiente possibile.

Ksenia Security: potenzialità made in Italy

Una panoramica generale sul settore in cui l’azienda lavora potrebbe essere importante per comprendere come e perché utilizzare determinati prodotti per la protezione, ad esempio, della propria abitazione.

La Ksenia Security è una società che opera non solo su territorio italiano, ma a livello internazionale.

Il successo di tale azienda, operante nel campo di sistemi di Antintrusione, Controllo Accessi e Videosorveglianza, è stato sancito dall’unione di due componenti essenziali: innovazione e qualità.

Difatti, la Ksenia Security si è specializzata soprattutto nel campo delladomotica, cioè la fusione dell’informatica e l’elettronica per la gestione della propria abitazione. Così facendo, l’azienda si è qualificata tra le migliori in grado di garantire protezione e sicurezza ai propri clienti mediante accessori tecnologici e facilmente utilizzabili.

Cosa offre la Ksenia Security?

Grazie ad appositi dispositivi, semplificare la propria vita e renderla più sicura è diventato un gioco da ragazzi!

LaKsenia Security ha realizzato sistemi d’allarme ottimi per proteggere la propria abitazione o la propria attività commerciale, in quanto in grado di ricoprire vasti perimetri. In più, non sono sistemi pensati solo per proteggersi da malintenzionati, ma grazie a specifici sensori, è possibile evitare anche eventuali perdite di acqua o fughe di gas.

In più, il sistema d’allarme è ricco di funzioni come rilevatori di movimento e sirene con luci di emergenza.

Il nome dei prodotti nati per proteggere la propria abitazione da eventuali intrusioni è Iares, contraddistinti da interessanti qualità che dimostrano le enormi potenzialità di queste centrali anti-intrusione.

L’offerta è abbastanza vasta: è possibile scegliere tra tre taglie in versioni differenti, in grado di coprire dai 16 ai 128 ingressi!

La versatilità è un’ulteriore caratteristica di questi sistemi d’avanguardia, in quanto risultano adattabili ad ogni circostanza. Infatti, è possibile ampliarli in seguito e possono gestire una vasta gamma di periferiche, alle quali si adattano senza alcuna difficoltà!

Il modello Iares16-P è il più piccolo tra i tre, ma con 10 ingressi espandibili fino a 16, interfaccia ethernet compresa e 16 uscite programmabili.

La soluzione più avanzata nel campo della Home & Building Automation risulta il modello Iares 4.0.

Si tratta di un sistema comprendente un numero di uscite pari a quello degli ingressi utili alla gestione delle luci, dell’irrigazione e di tutti gli altri elettrodomestici e strumenti d’automazione presenti presso la propria abitazione.

Prodotti wireless e comprendenti di 3G, sono facilmente controllabili grazie ad apposite applicazioni, così da riuscire gestire e controllare il sistema installato in qualsiasi momento.

Perché scegliere prodotti Ksenia Security?

Opzioni perfette per privati e professionisti, i prodotti Ksenia Security sono stati realizzati con l’obiettivo di soddisfare i propri clienti, puntando all’affidabilità dei sistemi caratterizzati da design adatti ai propri interni!

Si tratta di caratteristiche da non sottovalutare, così come l’ecosostenibilità: l’azienda si preoccupa di rinnovare i sistemi di sicurezza rispettando l’ambiente circostante.

Infatti, strumenti professionali come le centrali anti-intrusione Iares consentono di ridurre la spesa energetica mensile.

Ad esempio, optare per luci wireless che si attivano al passaggio della persona e che si spengano subito dopo, è una soluzione perfetta per evitare sprechi energetici superflui!

Inoltre, controllare il riscaldamento significa gestire al meglio le temperature e le ore di accensione dello stesso.

Tutto ciò significa evitare eccessivi dispendi energetici e decidere di stare dalla parte dell’ambiente!

 

 

 

 

 

 

Sogin, rinnovato il Consiglio di Amministrazione

in Economia

Luigi Perri Presidente, Emanuele Fontani designato Amministratore Delegato

 Roma, 12 dicembre 2019 –L’Assemblea dei soci, riunitasi oggi, ha provveduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione per il triennio 2019 – 2021 di Sogin, la società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi.

L’Assemblea ha nominato Presidente Luigi Perri e designato Amministratore Delegato Emanuele Fontani. Il nuovo Consiglio di Amministrazione è completato da Raffaella Di Sipio, Luce Meola e Enrico Zio.

Luigi Perri, ingegnere nucleare, si è occupato, fin dai primi anni ottanta per la Società NIRA (Nucleare Italiano Reattori Avanzati – Ansaldo) della centrale nucleare PWR di Trino e dell’impianto nucleare sperimentale CIRENE di Latina. Successivamente ha seguito, fra l’altro, la realizzazione di impianti convenzionali di produzione di energia elettrica in qualità di Direttore Impianti Industriali, Civili e Navali della DEMONT. Dal 2009, sempre in DEMONT,è stato impegnato all’estero presso la centrale nucleare slovacca Enel di Mochovce.

Emanuele Fontani, in Sogin dal 2007, è stato Amministratore Delegato della società controllata Nucleco e nell’ultimo triennio è stato Responsabile Disattivazione Impianti di Sogin. Laureato in Ingegneria Nucleare, nel 2012 ha conseguito l’Executive MBA (Master in Business Administration) all’Università Bocconi. In precedenza è stato Project Manager in Enel, dal 2001 al 2007, e Project Engineer in ENI Tecnomare, dal 1999 al 2000.

 

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