Covid19 Basilicata: vaccinati con doppia dose al 66%

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Covid19 Basilicata: vaccinati con doppia dose al 66%. Sono 32 i nuovi contagiati, 33 i guariti. Tre i pazienti in terapia intensiva. Sono stati processati 725 tamponi molecolari. Il tasso di positività regionale è al 4.4%. Nel Metapontino i nuovi contagi: 1 a Scanzano Jonico. I guariti: 1 a Scanzano Jonico, 10 a Pisticci.

La task force regionale comunica che nella giornata di ieri, 23 settembre, sono state effettuate 2.778 vaccinazioni.
A ieri sono 417.754 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (75,5 per cento) e 367.419 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (66,4 per cento) per un totale di somministrazioni effettuate pari a 785.173 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane).
Sempre nella giornata di ieri sono stati processati 725 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 32 (tutti relativi a residenti in Basilicata), sono risultati positivi. Nella stessa giornata sono state registrate 33 guarigioni, tutte di residenti in Basilicata.
Il bollettino quotidiano con i dati riassuntivi consultabile collegandosi alla pagina web.

OPZIONE “TEST SALIVARI” PER I BAMBINI

“I dati che raccogliamo dicono che i vaccini sono efficaci e sicuri”, sono la chiave per aprire una fase diversa e “simbolo di libertà”. Con gli indecisi il dialogo “va tenuto aperto” e “bisogna insistere con garbo e intelligenza e mai essere aggressivi”.
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Rai Radio Rai in una intervista di Anna Ammirati nel nuovo programma C’era una volta – di cui è stata diffusa una anticipazione – che va in onda domani, sabato 25 settembre, alle 11, in una puntata sulle paure. “È umano avere paura – dice Speranza – la mia è il trascorrere del tempo, e temevo che i vaccini non arrivassero in tempo”.

Intanto una nuova circolare del ministero della Salute ‘Aggiornamento delle indicazioni sull’impiego dei test salivari per il rilevamento dell’infezione da SARS-CoV2’, indica che i test molecolari su campione salivare, almeno in una prima fase di avviamento, potranno essere considerati un’opzione alternativa ai tamponi oro/nasofaringei esclusivamente in alcuni contesti, come nell’ambito di attività di screening in bambini coinvolti nel Piano di Monitoraggio della circolazione del virus SarsCoV2 in ambito scolastico o per anziani nelle Rsa, disabili e sanitari. I test antigenici rapidi su saliva non sono invece al momento raccomandati. [ansa]

 

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