Covid19 Basilicata: sale il numero dei positivi e c’è una vittima

in Emergenza Covid-19

Covid19 Basilicata: sale il numero dei positivi e c’è una vittima. Processati 788 tamponi molecolari. 65 i positivi.
Un decesso a Viggianello. Un paziente in terapia intensiva.
Nel Metapontino: 8 a Bernalda, 2 a Policoro, 2 Scanzano Jonico, 2 a Tursi, 1 a Pisticci. Guariti: 1 Bernalda.

La task force regionale comunica che nella giornata di ieri, 2 agosto, sono state effettuate 4.641 vaccinazioni. A ieri sono 358.807 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (64,9 per cento) e 261.759 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (47,3 per cento) per un totale di somministrazioni effettuate pari a 620.566 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane). Sempre nella giornata di ieri, sono stati processati 788 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 67 sono risultati positivi (65 residenti, 1 domiciliato e 1 fuori regione). Nella stessa giornata sono state registrate 9 guarigioni di residenti in Basilicata. Sono attualmente 20 le persone ricoverate di cui una in terapia intensiva. Il bollettino quotidiano con i dati riassuntivi è consultabile  collegandosi alla pagina web. Un decesso si è verificato a Viggianello.

Il bollettino di ieri.

ANTICORPI: POSSONO PREDIRE IL RISCHIO CONTAGIO

Gli anticorpi neutralizzanti presenti nel sangue possono predire il rischio di venir contagiati dal Sars-Cov-2 dopo esser stati vaccinati e possono essere un marcatore predittivo affidabile per valutare la necessità di una terza dose per proteggere dalle varianti emergenti. Lo dimostra uno studio basato sui dati di quasi 11.500 operatori sanitari in Israele, pubblicato sul New England Journal of medicine.
Tra gli operatori sanitari sono stati identificato 39 lavoratori che erano stati infettati da SARS-CoV-2 nonostante fossero completamente vaccinati con doppia dosa di Pfizer-BioNTech, andando incontro alla cosiddetta “breakthrough infection”. Tutti avevano sintomi lievi o nessuno. Per 22 dei 39 lavoratori gli autori sono stati in grado di ottenere misurazioni anticorpali effettuate il giorno in cui sono state rilevate le infezioni o nella settimana precedente. I ricercatori hanno anche esaminato i dati di 104 lavoratori completamente vaccinati che non sono stati infettati pur essendo stati a contatto con il virus. Il confronto ha mostrato che i livelli di anticorpi neutralizzanti erano più bassi tra coloro che sono stati infettati, fornendo la prima prova diretta di questo effetto. I risultati rafforzano i dati precedenti raccolti durante gli studi clinici sul vaccino Oxford-AstraZeneca relativi a un legame tra livelli più elevati di anticorpi neutralizzanti e una minore probabilità di infezione. Lo studio “è un passo importante nell’ulteriore convalida dell’uso del titolo di anticorpi neutralizzanti diretti contro il virus come un elemento correlato della protezione” o marker, afferma Miles Davenport, immunologo presso l’Università del New South Wales a Sydney, in Australia. (ANSA)

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