“Petrosinella “dei Fabula Lucana. Una solitudo fiabesca e musicata come tappa pisticcese del Festival Viator

in Cultura

Ieri 30 novembre 2025, nell’atmosfera mistica e misteriosa dell’Abbazia Madonna del Casale di Pisticci, il gruppo musicale Fabula Lucana (composto dalla voce di  Milena Orlandi,   Salvo Nigro per buzuki, tamburo e flauti,  Massimo Bianco e Lorenzo Melchiorre per chitarre) ha messo in scena la fiaba in musica “Petrosinella” tratta da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, scrittore seicentesco che per primo ha dato dignità letteraria alle favole popolari europee. Lo spettacolo ha fatto parte del Festival “Viator. Menti, cuori e corpi sulle Vie Francigene del Sud. Ed.2025” ed è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Pisticci, l’Abbazia Madonna del Casale e l’Associazione Le Matine.

Il Festival Viator, che quest’anno festeggia la sua undicesima edizione, coniuga l’arte all’esperienza del cammino interiore ed esteriore. Nato nel 2015 da un’idea del musico-viandante Giovannangelo De Gennaro e del fondatore dei Radiodervish Michele Lobaccaro, il festival si propone come obiettivo il far rivivere l’esperienza del cammino lungo le antiche vie medievali di Puglia, Basilicata, Molise e Lombardia, nell’ottica di un approccio più lento alla vita, in cui ben si incastona un arte del passato, quella medievale, capace di regalare magia e autenticità al nostro presente.

Tema  del festival di quest’anno è la solitudine (solitudo per i latini), e chi meglio della protagonista della fiaba barocca Petrosinella (antesignana di Raperonzolo), rinchiusa da un’orca nel federiciano Castello di Lagopesole (forse), può darcene testimonianza? La fiaba fa parte della raccolta di cinquanta racconti di tradizione orale “Il cunto de li cunti” ad opera del letterato napoletano Giambattista Basile, che prestò servizio nella Terra di Basilicata fino al 1632 presso il Duca di Acerenza Galeazzo Pinelli. La raccolta, scritta  in lingua napoletana ( una vera rivoluzione per l’epoca), nacque come opera destinata al passatempo o “trattenemiento” dei cortigiani nel momento rituale del dopo-pranzo. Piccola chicca per gli amanti del cinema: da questa raccolta nel 2015 Matteo Garrone ha tratto il film  Tale of tales, in cui tre storie si alternano tra loro.

Petrosinella, illustrazione di Warwick Goble

Ieri, grazie al lavoro del musicista siciliano Salvo Nigro che ha musicato con canzoni e brani originali l’opera del Basile, sembrava di esser stati catapultati presso una corte medievale e di poter partecipare come ogni cortigiano del tempo con pathos e commenti alla storia della povera Petrosinella, aspettando con il cuore trepidante  il finale della sua storia. Il racconto è stato arricchito dall’uso di  strumenti quali chitarra, bouzouki , flauti e tamburi, per ricreare l’atmosfera della corte medievale.

Lo spettacolo, della  durata di circa un’ora, vede l’alternarsi di recitazione e di canzone, della lingua italiana quanto dell’originale napoletano, richiedendo allo spettatore sempre più partecipazione ed attenzione. La noia con Petrosinella dei Fabula Lucana è bandita, rendendo lo spettacolo avvincente per i grandi quanto per i ragazzi e i bambini. Piccolo appunto da fare ai curatori dell’evento: se lo scopo era quello di raccontare una solitudine, questo non si è raggiunto. Perché grazie ai Fabula Lucana e la loro Petrosinella la solitudine è stata abbattuta a suon di tamburi e flauti, unendo i presenti nell’ascolto del racconto. Insieme, i musicisti quanto gli spettatori, ognuno con il proprio vissuto e la propria fantasia, hanno dipinto la storia di Petrosinella, liberandola dalla prigionia del tempo e della propria solitudine.

 Petrosinella è stata un’occasione per riscoprire con gli altri le nostre autentiche radici e la nostra capacità immaginativa tra luci, musiche e parole. Peccato per gli assenti!