[en-fi-tèu-ʃi]
n.f. invar. (dir.) concessione ad altri di un fondo agricolo, in perpetuo o per almeno vent’anni, in contropartita di migliorie e di un canone annuo.
Al netto della tecnica giuridica, fra le tante cose che significano le tavole di Eraclea, ce n’è una che è molto più di un “diritto reale di godimento”.
Enfiteusi è far fiorire qualcosa che non è tuo ma lo diventerà perché l’ami e te ne prendi cura.
Le tavole quindi sono una storia d’amore, una promessa, un impegno presente e futuro, verso la terra di cui siamo custodi. Il nostro museo di Policoro dice chi eravamo, chi siamo e chi saremo.
Già che ci siete, non fate i pigri, andate lì vicino a vedere gli scavi e poi accanto al museo l’installazione artistica “rovina inversa”, firmata dal duo belga Gijs Van Vaerenbergh all’interno del Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (MT).
Opera inaugurata a novembre 2025 nel Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (MT), e parte del progetto “Siris” dello studio Tresoldi.
Perché inversa?
Non è solo una questione di percezione: l’installazione non è stata fatta come “convenzione ingegneristica” vorrebbe cioè costruita dal basamento verso l’alto. Tutt’altro la struttura è sospesa, cioè sorretta da una rete in acciaio che delimita il volume del tempio dall’alto, lasciando visibili le fondazioni originali sottostanti.
Se nel vedere la rovina inversa si sveglia l’ingegnere, storico dell’arte, architetto che è in voi, state calmi. Avete ragione, i templi non erano così. Ecco, sappiate che quella che state vedendo è una reinterpretazione di quello che c’era. Una rivisitazione voluta e fantasticamente infedele.
L’opera complessiva rientra nel progetto Siris, un’azione di valorizzazione culturale promossa dal Ministero della Cultura, curata da STUDIO STUDIO STUDIO – il laboratorio interdisciplinare fondato da Edoardo Tresoldi – con la direzione artistica di Antonio Oriente.
Ps. Ora che ci andate al museo, provate i visori con le cuffie; sono una figata pazzesca.
La visione dovrebbe durare di più, quindi chi di competenza ci metta un po’ di quattrini per arricchirla.
Le Tavole di Eraclea testimoniano una riforma agraria del passato in Magna Grecia. Per sanare disparità sociali, con un eccezionale esercizio politico-amministrativo e giuridico, lo Stato recuperò i terreni dei santuari di Dioniso e Athena usurpati dai ricchi, frazionandoli in lotti da affittare e normando capillarmente canoni e irrigazione.
Attualmente i preziosi bronzi sono esposti in prestito a Policoro, presso il Museo della Siritide, dove rimarranno fino a novembre, mese in cui faranno ritorno alla loro sede di custodia permanente presso il MANN di Napoli.
Tavole di Eraclea: