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Scanzano Jonico. Zuccarella: il sindaco vuole o non vuole la sua maggioranza?

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Scanzano Jonico. Zuccarella: il sindaco vuole o non vuole la sua maggioranza?

SCANZANO JONICO. Sento la necessità di fare chiarezza su quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale rispetto a
quello che circola: delle vere e proprie menzogne! Quasi certamente tese a trovare un capro espiatorio a cui attribuire colpe e responsabilità altrui.

Ho atteso che passasse un po di tempo per evitare reazioni emotive o affrettate e dopo una lunga e ragionata riflessione ho ritenuto di spiegare la mia posizione in maniera chiara, corretta, rispettosa delle norme e dei regolamenti che disciplinano il funzionamento degli organi democratici.”

Ma, procediamo con ordine.
Uno dei punti all’Ordine del Giorno, previsto nell’ultimo Consiglio Comunale riguardava “l’incompatibilità di un consigliere di maggioranza” riferita a fatti antecedenti la propria candidatura.
La questione sta in questi termini: com’è potuto accadere che in seno alle procedure di cause di ineleggibilità dei consiglieri comunali, tale evenienza non sia emersa? Cosa prevista dalla norma al fine di convalidare o meno l’elezione, con la conseguente nomina o decadenza.
Ebbene, nel primo Consiglio Comunale questo punto è stato, ampiamente trattato e con il parere favorevole degli uffici competenti e del segretario comunale è stato deliberata la convalida della elezione di tutti i consiglieri comunali eletti, dico di “tutti” i consiglieri Comunali eletti.
Non si comprende come mai l’esito dell’istruttoria degli uffici preposti per la verifica non abbiano evidenziato tale “situazione di incompatibilità”, o quantomeno perché nessuno fosse a conoscenza anche ufficiosamente di tali situazioni.
Ma, sorvolando su questo punto sta di fatto che essendo stato già trattato tale punto, quando lo stesso è stato riproposto, a fronte di una pregiudiziale presentata dai consiglieri di minoranza, i quali ritenevano non duplicabile una discussione su un questione già definita, e sulla base delle mie conoscenze giuridiche, ho ritenuto meritevole di accoglimento la pregiudiziale pertanto, ho votato convintamente in maniera diversa e non contro la maggioranza per spirito di contraddizione, così come qualcuno vuol far passare.
Contrasto fortemente l’idea che qualcuno vuol far passare ovvero che il mio voto, su un argomento tecnico-giuridico, possa essere frutto di “oscure ombre” alle mie spalle con l’intento di poter determinare una “crisi” in seno al Consiglio per un ipotetico commissariamento del comune di Scanzano, c’è ne vuole di coraggio ad esprimere tale considerazione.
Il mio voto, lo ripeto, ha riguardato esclusivamente una questione squisitamente giuridica e non politica.
Questo dicono i fatti, ad oggi, e nulla più!
Mi sono candidata e poi eletta, per pensare e agire esclusivamente con la “mia testa”, questo è quello che penso e che continuerò a fare.
C’è un programma elettorale da iniziare a sviluppare e mi auguro che quanto prima ci si possa concentrare su questo, invece di concentrarsi su altro e fare inutili quanto sterili polemiche.
Per quanto mi riguarda, il sostegno e la fiducia al Sindaco non verranno scalfiti mai da un legittimo e democratico confronto su singoli atti amministrativi che, in futuro, potranno vederci anche non allineati nella stessa direzione ma, questo non potrà rappresentare il timore della mancata tenuta politica della maggioranza.

 

Il Sindaco a mio avviso dovrebbe ricompattare e dar fiducia alla sua maggioranza e portare avanti il programma elettorale. A tal proposito, al più presto, sarà opportuno sottoporre all’attenzione dei cittadini la parte di programma fino ad ora realizzata.

Appare grottesco agitare lo spauracchio del commissariamento per arrestare un fisiologico dibattito, anche nella maggioranza, di situazioni poco chiare. Bisogna crescere e abituarsi al confronto anche tra posizioni diverse senza gridare “al lupo! al lupo!” oppure gettare nel panico un’intera comunità.
Bisogna invece valorizzare ogni singolo consigliere e laddove possano esserci eventuali divergenze confrontarsi in maniera democratica ed evitare di “pubblicizzare” l’accaduto come sinonimo di “spaccatura” in seno alla maggioranza.
Il dilemma è: il sindaco vuole o non vuole la sua maggioranza?

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