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Emergenza coronavirus, in Basilicata interventi per le partite Iva

in Emergenza Covid-19

Da subito 9 milioni di euro ai liberi professionisti e alle microimprese per avere liquidità e superare la crisi

Liquidità immediata, e per i primi due anni a tasso zero, per sostenere anche le spese di gestione nell’emergenza del coronavirus. Un aiuto concreto ai titolari di partite Iva viene dal Fondo “Piccoli Prestiti per il sostegno ed il rafforzamento delle microimprese lucane e dei liberi professionisti”, voluto e istituito dalla giunta regionale della Basilicata.

Il Fondo, finanziato con nove milioni di euro, concede finanziamenti ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che hanno difficoltà ad accedere ai canali tradizionali del credito. L’agevolazione fino al 70 per cento coprirà la necessità di denaro liquido per le spese di funzionamento della propria attività, quali spese di locazione, utenze, personale, acquisto merci e altro. Il rimanente trenta per cento sarà destinato, invece, a sostenere gli investimenti materiali e immateriali destinati a realizzare nuovi progetti, espandere l’impresa e rafforzare le attività in generale.

“La misura risponde alla primaria esigenza di liquidità del mondo imprenditoriale – ha affermato l’assessore alle Attività produttive, Francesco Cupparo, nel cui Dipartimento l’azione è stata ideata e realizzata in pochissimi giorni – ed è rivolta anche ai professionisti, lavoratori autonomi, mettendo a disposizione immediatamente la liquidità necessaria e vitale in momenti di blocco delle attività come quelli che il Coronavirus ci costringe a vivere”.

Il finanziamento concesso parte da un minimo di duemila euro fino a un massimo di trentamila euro. Altra importante novità è che le spese sostenute, sia per gli investimenti che per il circolante, vanno rendicontate entro 24 mesi dal finanziamento. I beneficiari, poi, inizieranno a rimborsare il prestito dopo due anni dall’erogazione.

“Abbiamo pensato per primo agli ultimi, alle persone che non hanno reddito e vivono in una condizione di estremo disagio contando solo sulla Covid Card”, – ha commentato il presidente della Regione; Vito Bardi: “Ora interveniamo a favore della spina dorsale della nostra economia, le partite Iva. E’ solo un primo provvedimento per combattere l’emergenza coronavirus. Siamo i primi a investire 9 milioni di euro per dare sostegno alle partite Iva. Come ho detto, da questa crisi usciremo tutti insieme”.

L’avviso per la presentazione delle domande è pubblicato sullo speciale del Bur, n. 30 del 31 marzo. Da questa data è possibile scaricare i moduli per presentare le richieste di finanziamento. Basta collegarsi alla sezione “Avvisi e bandi” sulla home page del sito istituzionale della Regione Basilicata all’indirizzo www,regione.basilicata.it. e cliccare sulla relativa voce. La procedura è a sportello.

Le domande potranno essere inviate, a partire dalle 8 del 16 aprile 2020, attraverso la Piattaforma “CeBas” Central bandi della Regione Basilicata. Il termine scade il 31 agosto ma può essere prorogato.

I finanziamenti saranno concessi in base all’ordine di presentazione delle domande, fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile.

Soggetto gestore del Fondo è sviluppo Basilicata.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare il soggetto gestore Sviluppo Basilicata SpA ai seguenti riferimenti: telefono 0971-50661; email: infopiccoliprestiti@sviluppobasilicata.it

Filiera agricola, Fanelli: garantita la continuità produttiva

in Economia

“La filiera agricola e quella agroalimentare non si fermano. Continueranno a garantire i beni di prima necessità da portare sulle nostre tavole. Tutte le attività connesse al funzionamento delle stesse filiere resteranno aperte”. Lo dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli che ha voluto dare un chiarimento dopo le continue richieste di agricoltori, allevatori e organizzazioni di categoria, i quali hanno sollevato alcuni quesiti interpretativi dopo l’ultima ordinanza firmata dal presidente della Regione, Vito Bardi che stabilisce la chiusura della Basilicata per contenere i probabili flussi di persone che dal Nord potrebbero rientrare al Sud dopo la chiusura di servizi non essenziali decretati dal premier Conte nell’ordinanza del 22 marzo. Al punto 3a dell’art 1 del dispositivo regionale viene ordinato che “su tutto il territorio regionale è vietato a chiunque di allontanarsi dal proprio domicilio, abitazione o residenza, salvo nei seguenti casi : a) comprovate esigenze lavorative dirette a garantire l’erogazione dei servizi pubblici essenziali, ivi compreso il transito e il trasporto delle merci”.

“Tra questi servizi essenziali – ha chiarito Fanelli – rientrano le attività connesse con i lavori agricoli, dalla raccolta di primizie stagionali alla trasformazione di materie prime come il latte.

Un ringraziamento va a tutti gli operatori del settore agricolo e zootecnico che, nonostante l’emergenza sanitaria e le tante difficoltà, continuano, con l’impegno e la dedizione di sempre, ad assicurare il lavoro nei campi e nelle stalle, assicurandoci l’approvvigionamento quotidiano di beni di prima necessità, di qualità e sicuri”. “Nello specifico, rispetto alle questioni inerenti il comparto agricolo – ha specificato Fanelli – si sta lavorando a una circolare per esplicitare oltremodo ogni dubbio”.

Basilicata, firmato accordo quadro per Cassa Integrazione

in Economia

Assessore Cupparo: compito della Regione, in collaborazione con INPS, il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse finanziarie

Su proposta dell’Assessore regionale alle Attività produttive Francesco Cupparo le associazioni ed organizzazioni datoriali e sindacali hanno sottoscritto l’Accordo Quadro  Regione Basilicata per l’utilizzo della cassa integrazione in deroga ai sensi del decreto “Cura Italia” (17.03.2020, n. 18).

Il Protocollo nazionale (a cui si richiama l’Accordo Quadro) impegna i datori di lavoro privati ad assumere tutte le iniziative possibili per evitare che la particolare situazione determinata dall’emergenza sanitaria in corso e dalle conseguenti ordinanze emanate dal Governo, d’intesa con le regioni, allo scopo di arginare la diffusione del COVID-19 produca effetti negativi sul piano occupazionale.  Lo stesso Protocollo impegna, inoltre, i datori di lavoro nel caso in cui tale situazione determini sospensione o riduzione dell’attività produttiva ad utilizzare nei confronti dei propri dipendenti tutte le forme di sostegno del reddito rappresentate dagli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro previste dalla normativa vigente, in particolare dal D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148 e a richiedere l’intervento della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) solo qualora non trovino applicazione le tutele previste dalla normativa stessa. Datori di lavoro – si precisa – sono da considerarsi anche le associazioni di categoria nonchè i liberi professionisti iscritti all’albo, all’ordine al collegio professionale di competenza. Restano esclusi dal trattamento gli enti pubblici comunque denominati, le società a capitale pubblico e i datori di lavoro domestici.

Regione Basilicata e Parti Sociali  hanno quindi ritenuto opportune definire un accordo quadro finalizzato a stabilire le modalità di intervento, rinviando a successivi accordi tra le Parti gli adeguamenti che si rendano necessari in considerazione di ulteriori misure che saranno adottate a livello nazionale.

In dettaglio, sono beneficiari del trattamento di CIG in deroga i lavoratori subordinati anche a tempo determinato con le seguenti qualifiche: operai , impiegati, quadri. Rientrano, altresì, tra i beneficiari del trattamento:   i soci delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato; i lavoratori somministrati che abbiano terminato i Fondi di Solidarietà; gli apprendisti,

fermo restando che nell’ipotesi in cui in organico vi siano lavoratori non apprendisti la sospensione non può essere riferita ai soli apprendisti; i lavoratori intermittenti nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate secondo la media dei tre mesi precedenti;i lavoratori agricoli nei limiti delle giornate di lavoro svolte nel medesimo periodo dell’anno precedente ovvero, se l’attività è iniziata in seguito, con riferimento alle giornate lavorate secondo la media dei tre mesi precedenti.

La CIG in deroga è riconosciuta per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane a decorrere dal 23 febbraio 2020 e fino al 23 agosto 2020  limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data del 23 febbraio 2020.

I datori di lavoro accedono al trattamento di cassa integrazione in deroga,  previo accordo con le OO.SS.  dei lavoratori  e datoriali comparativamente più rappresentative ad eccezione di quei datori che occupano fino a 5 dipendenti. I  datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti sono comunque tenuti a comunicare preventivamente l’avvio della procedura di sospensione/riduzione orario di lavoro alle OOSS  comparativamente più rappresentative a livello nazionale, o qualora non presenti con le OO.SS territoriali di categoria.

Le autorizzazioni per la CIGD saranno effettuate dalla Regione Basilicata sulla base delle risorse disponibili,( di cui all’articolo 22 del D.L. 18/2020, ripartite tra le Regioni) con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, e comunque subordinate alla verifica preventiva della compatibilità finanziaria da parte dell’INPS.

“La Regione Basilicata – sottolinea l’assessore Cupparo – è  impegnata a monitorare l’andamento delle domande pervenute da parte dei datori di lavoro e a trasmetterlo alle Parti Sociali con report periodici. Provvederemo inoltre, anche in collaborazione con l’INPS, al costante monitoraggio dell’utilizzo delle risorse finanziarie”.

“Riaprire gli ospedali di Tinchi e Stigliano per emergenza Covid-19”, lo chiedono 15 sindaci

in Politica

Di seguito la nota integrale trasmessa alla Regione da 15 sindaci appartenenti all’ambito “Metapontino-collina materana”:

“Egregio Sig. Presidente, egregi Assessori,
una situazione come quella che stiamo vivendo impone a chi ha potere decisionale di adottare tutte le misure possibili per salvaguardare la salute dei cittadini.
L’emergenza è innanzitutto sanitaria, perché è nota la carenza di strutture ospedaliere e di presidi attrezzati per fronteggiare il rischio di aumento dei casi di contagio, ad oggi, per fortuna, nella nostra regione ancora pochi. Per questo motivo non comprendiamo la decisione di non prendere in considerazione l’utilizzo delle strutture di Tinchi e Stigliano, dove sono disponibili posti letto che potrebbero rivelarsi preziosi in un momento del genere, a diretto supporto degli ospedali di Matera e Policoro.

A Tinchi si sono appena conclusi i lavori di ammodernamento dell’edificio, adeguato alle norme antisismiche, e ne ostacolano l’utilizzo solo meri adempimenti tecnici, non coerenti con un’emergenza che altrove ha determinato l’implementazione di interi ospedali in pochi giorni. Una struttura su cui la regione ha investito milioni di euro (oltre che per l’ammodernamento del corpo centrale, per la realizzazione della nuova dialisi), che è facilmente raggiungibile attraverso due arterie stradali principali come la SS. 106 Jonica e la SS 407 Basentana, che è dotata di spazi per la degenza e sale operatorie (attive fino a poco tempo fa), ma sulla quale non c’è mai stato un concreto progetto di sviluppo e neppure in un simile frangente se ne colgono le potenzialità.

Così come potrebbe essere una risorsa l’ospedale di Stigliano, dove l’esistenza dell’hospice non sembra affatto un motivo valido per renderla incompatibile con un reparto malattie infettive (così argomentando, infatti, i malati infettivi dovrebbero essere curati in strutture del tutto isolate), aspetto peraltro non centrale nella richiesta di utilizzo. Una struttura inserita nel cuore dell’attività estrattiva di Tempa Rossa meriterebbe di essere valorizzata, anziché continuamente indebolita nei suoi servizi, non avendo ancora l’ASM provveduto alla sostituzione dei medici della lungodegenza. Oggi la struttura è stata persino “spogliata” dei letti per la degenza, segnale che si interpreta come una riduzione di posti letto.
Né si può lamentare l’assenza di operatori sanitari. Se è vero infatti, che esiste, per l’ospedale di Stigliano, una risorsa di circa un milione di euro destinata a sostenere la spesa riferita agli operatori sanitari, assentita dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne, è altrettanto vero che è all’attenzione del Governo centrale un DL contenente misure urgenti per fronteggiare l’emergenza CoronaVirus che prevede, tra l’altro, lo snellimento delle procedure di abilitazione all’esercizio della professione medica e nuove assunzioni nel settore sanitario.
Avvertiamo l’assenza, sia pure in un momento emergenziale, di una chiara strategia per l’area del Metapontino e della Montagna materana. Potenziare queste due strutture, esistenti e sulle quali sono state investite ingenti risorse, e potenziare l’Ospedale di Policoro, come centro cruciale per il triage e la diagnosi dei pazienti, si tradurrebbe in una risposta alla inadeguatezza di scelte antiche, che l’attuale crisi ha mostrato in tutta la sua drammatica evidenza.
E’ per questo che, come amministratori dell’ambito metapontino-collina materana lanciamo un grido di forte protesta affinché la Regione assuma concretamente l’impegno di valorizzare il ruolo strategico che queste strutture possono rivestire anche per fronteggiare l’emergenza CoronaVirus, prima che sia troppo tardi.”

I SINDACI DEI COMUNI DI: Pisticci, Policoro, Montalbano, Nova Siri, Rotondella, Craco, Accettura, Stigliano, Tursi, Colobraro, Aliano, Gorgoglione, San Mauro Forte, Valsinni, Cirigliano.

Regione, linee programmatiche. Il governatore Bardi: “A breve piano strategico”. Braia (Pd): “Puntare sul petrolio è una retromarcia politica”

in Politica

Botta e risposta fra il governatore lucano, Vito Bardi e il consigliere di minoranza, Luca Braia (Pd). Di seguito un estratto delle note giunte in redazione.

Il presidente della Regione Basilicata si è soffermato su alcuni aspetti emersi dalle dichiarazioni dei consiglieri. “Presto – ha detto – avremo un piano strategico”

“Siamo solamente a un mese di governo: giudicatemi quando avremo redatto un piano strategico: c’è differenza fra linea programmatica e programmazione. La prima non è definitiva, è soltanto un indirizzo politico”. Lo ha detto il governatore della Basilicata, Vito Bardi, nel replicare alle dichiarazioni dei consiglieri nel dibattito in aula sulle linee programmatiche. “A breve – ha continuato il presidente – avremo un piano strategico, che avrà contenuti e che avrà anche quei numeri che tanto professa l’opposizione. Mi è sembrato di assistere ad arringhe di chi fa finta di non capire di averle perse, le elezioni. Ma il popolo lucano ha scelto un’inversione di rotta, un cambiamento. La parola cambiamento non è così volatile, tale da rimanere nell’aria, è di sostanza. Dimostreremo con i fatti che vogliamo il cambiamento. È chiaro – ha ribadito – che ci vuole un po’ di tempo per ottenerlo. Cambiare per noi significa dare quelle risposte che da tanto tempo sono attese dai lucani”. Bardi si è soffermato su alcuni temi, quali ad esempio gli idrocarburi. “Il petrolio – ha assicurato – sarà gestito con la tutela dell’ambiente: i proventi del petrolio devono essere utilizzati soprattutto per il miglioramento delle infrastrutture. I cittadini però devono avere fiducia: l’ambiente sarà salvaguardato”. Un passaggio anche su Matera 2019: “Non dobbiamo guardare – ha detto in merito il governatore – ai risultati che otterremo tra un anno, ma a quello che riusciremo ad avere, in termini di crescita, nel 2030. Cercheremo di programmare attività che guardino lontano, anche oltre il quinquennio: ce la metteremo tutta”. Infine, un passaggio sulla protesta di alcuni esponenti della minoranza, che hanno abbandonato l’aula: “Mi auguro che quello di questa sera sia solo un episodio che venga ricomposto al più presto: amo dialogare, anche e soprattutto con le minoranze”, ha concluso Bardi.

Un estratto della nota di Luca Braia

Da un governo di Centrodestra e da un Governatore come Bardi (come dallo stesso affermato, scelto da Berlusconi e accettato da Salvini e Meloni) che in campagna elettorale ci hanno riempito di slogan all’insegna del famigerato “Cambiamento”, ci saremmo aspettati una discontinuità totale con il passato, una visione opposta in grado di farci sognare e sperare in una Basilicata stile “Dubai”, magari. Preso atto della voglia di tornare a puntare sul petrolio come unica possibilità per i lucani, reputiamo ciò una vera retromarcia politica che, al netto delle rassicurazioni di non estendere ad altre aree della nostra regione, dovesse essere solo palesata, ci troverà netti oppositori senza se e senza ma. Attendevamo indicazioni e scelte chiare sui temi del trasporto su ferro e gomma, sulla viabilità anche rurale e provinciale oltre che sulla sanità, sulla quale non possiamo che denunciare irrituali dichiarazioni contrarie, assunte sull’hospice di Stigliano, e il blocco dell’investimento sulla radioterapia a Matera, su cui assumeremo fermamente nette posizioni.

Semplici auspici e principi nella relazione, riguardo l’Agricoltura: si parla di improbabili ri-programmazioni del PSR Basilicata 2014/2020, con operazioni che metterebbero a rischio la spendibilità dei fondi residui nel poco tempo a disposizione. Si finanzino, piuttosto (anche facendo ricorso ad altri fondi come FSC) gli scorrimenti di tutte le graduatorie esistenti. Parliamo di quelle relative al sostegno dei giovani (bando misura 6.1), oppure quelle legate al miglioramento aziendale (misura 4.1), trasformazione (misura 4.2) e filiere (misura 16.0).

Si impegni, il Governo Regionale (invece non se ne fa neanche menzione) a continuare senza indugi il percorso di digitalizzazione e implementazione del Sistema Informativo Agricolo Regionale (SIA-RB), l’operazione già in corso consentirà al comparto di fare un vero grande salto di qualità nel servizio e nella programmazione, consentendo di poter tornare a puntare anche, come Basilicata, a ritornare ad essere organismo pagatore e, quindi, recuperare il gap legato ai ritardi sull’erogazione dei sostegni agli agricoltori.

Basilicata: Pittella si è dimesso

in Politica/Senza categoria
Basilicata, politica, Marcello Pittella

Marcello Pittella (Pd) ha presentato le sue “irrevocabili dimissioni” dalla carica di Presidente della Regione Basilicata. Lo ha comunicato lui stesso poco fa al presidente del consiglio regionale lucano, Vito Santarsiero (Pd). Pittella, che ha scritto di ritenere “esaurito il mandato ricevuto dagli elettori”, era sospeso dalla carica dal 6 luglio 2018 perché indagato nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità in Basilicata, dove le prossime elezioni regionali si svolgeranno il 24 marzo. (ANSA)

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