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Policoro: la Polizia di Stato esegue 24 misure cautelari

in Cronaca

Policoro: la Polizia di Stato esegue 24 misure cautelari di cui 14 in carcere

La Polizia di Stato, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del Capoluogo lucano, dalle prime ore di questa mattina sta dando esecuzione a 24 Misure di Custodia Cautelare, di cui 14 in carcere e 10 Obblighi di Dimora e Presentazione alla P.G., nonché a 29 decreti di Perquisizione personale e locale, anche in carcere,” nei confronti di un sodalizio criminale operante nel territorio di Policoro, attivo nel settore del traffico di sostanze stupefacenti e dei reati contro il patrimonio e la persona”, è riportato nella nota diffusa alla stampa.

Maggiori dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa indetta dal Procuratore Distrettuale, dott. Francesco CURCIO, per le ore 11:30 presso la Procura della Repubblica di Potenza.

DDA: “In Basilicata innegabile la presenza criminale mafiosa”

in Cronaca
Giustizia: il tribunale di Potenza

DDA: “In Basilicata innegabile la presenza criminale mafiosa”. Secondo la Direzione distrettuale antimafia il fenomeno è diffuso in egual misura nelle province di Matera e Potenza

In Basilicata “la presenza criminale, a base marcatamente mafiosa, rappresenta una realtà ormai innegabile che investe, in egual misura, le province di Potenza e Matera”.
Lo sostiene la Direzione distrettuale antimafia di Potenza, valutando le conclusioni dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione, oggi, di 37 arresti (28 in cercare e nove ai domiciliari) a carico dei presunti componenti del clan guidato da Renato Martorano e Dorino Stefanutti.
Nel rilevare che la “consorteria potentina” è “ampiamente riconosciuta dalla ‘ndrangheta calabrese e dai clan mafiosi lucani, siciliani e pugliesi”, la Dda ha parlato di “capillare compenetrazione del sodalizio potentino nel tessuto economico ed imprenditoriale cittadino, perseguita anche attraverso il reiterato ricorso ad eclatanti azioni intimidatorie”. In sostanza, le indagini della Polizia hanno consentito di “tracciare il solco di un nuovo corso criminale attivo nella città di Potenza”, entrato fino “nelle sfere istituzionali, come nel caso di una sigla sindacale attiva nel comparto sanitario”[ansa]

Bardi su operazione antimafia in Basilicata

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, esprime a nome suo, del governo regionale e di tutti i lucani il più vivo e sincero sentimento di gratitudine nei confronti delle forze dell’ordine per la operazione compiuta oggi contro il clan Martorano-Stefanutti, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che ha portato all’adozione di misure restrittive nei confronti di 37 persone.
“Ringrazio il ministro degli Interni Lamorgese, la Direzione distrettuale antimafia di Potenza e la Polizia di Stato per questo duro colpo inferto alla criminalità organizzata. E’ la testimonianza più concreta che in Basilicata lo Stato c’è”.

Foto a scopo illustrativo, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo

VIDEO. Ordinanza di misura cautelare: 24 gli indagati nel Metapontino: fra le accuse estorsione, droga, autoriciclaggio

in Cronaca

“In data odierna, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Potenza in costante coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia (che ha garantito la costante applicazione del Magistrato di collegamento alle indagini in corso) e condotte dai Carabinieri e dai Finanzieri delle rispettive Compagnie di Policoro, è stata data esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Potenza, nei confronti di 24 indagati “ritenuti responsabili di aver fatto parte, a vario titolo, di un’associazione dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, operante in diversi comuni della provincia di Matera (Policoro, Scanzano Jonico, Colobraro, Valsinni, Bernalda e Tursi) nonché di reati di estorsione, incendio, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio ed impiego di denaro di provenienza illecita”, è quanto riportato nel comunicato diffuso oggi e firmato dal procuratore distrettuale, Francesco Curcio.

Tra gli arrestati, 12 sono stati associati presso diverse Case Circondariali ed altri 6 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari; inoltre è stata applicata nei confronti di 6 persone la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Le indagini coordinate dalla AG e “sviluppate in modo approfondito, completo e professionale dalla indicata polizia giudiziaria, hanno disvelato, in particolare il più raffinato ed insidioso meccanismo di riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita (e segnatamente dal narcotraffico anche di livello internazionale) per milioni e milioni di euro, in attività produttive che, nel settore agricolo, si era mai potuto constatare in Basilicata”.

L’Ufficio di Procura ha anche contestato il reato di associazione mafiosa, che tuttavia “non è stato ritenuto assistito da gravi indizi dal Gip di Potenza”, è specificato nel comunicato.

I principali reati contestati agli indagati sono:associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti (artt. 74 e 73 del D.P.R. 309/1990); estorsione (artt. 629 ed 81 cpv c.p.); trasferimento fraudolento di valori (art. 12 quinquies D.L. 306/92, convertito in L. 356/92, ora art. 512-bis c.p.), impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio (artt. 648-ter e 648-ter 1 c.p.), incendio (art. 423 c.p.); induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’A.G. (art. 377-bis c.p.).

L’attività investigativa svolta, come spiegato nella nota stampa, “si è sviluppata mediante intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni e sequestri, sfociati anche in arresti in flagranza di reato. I tipi di droga maggiormente commercializzati dal sodalizio sono risultati essere cocaina, marijuana ed hashish”.

Nel corso dell’attività di indagine sono stati complessivamente sottoposti a sequestro, in diversi momenti, circa 7 kg di marijuana, 230 gr. di cocaina e 640 gr. di hashish, nonché di un’area di 10.000 mq adibita alla coltivazione di marijuana con circa 1000 piante di cannabis a dimora e 300 essiccate.

Diversi i canali di approvvigionamento del sodalizio (Puglia, Calabria, Campania ed Albania), ma anche da produzione in proprio attraverso la coltivazione di vasti appezzamenti su cui veniva impiantata cannabis.

Sempre secondo gli investigatori, l’organizzazione criminale è risultata avere un diretto collegamento con ambienti criminali di spessore radicati nella vicina Calabria. [Ultima modifica 13 Maggio 2021]

 

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