Che la protezione dell’ambiente non sfoci in puro ambientalismo: un appello

in Economia

Distinguere tra realtà e finzione è il miglior modo per pianificare un futuro green

Oggi più che mai dobbiamo fare molta attenzione ai proclami mediatici sull’ambiente a cui siamo esposti ogni giorno. Perché un conto sono i fatti, quelli che ci dicono che l’ambiente è effettivamente in pericolo, come risulta evidente dalla temperatura record di 38°C fatta registrata a Verchojansk, nei pressi della regione Artica, e un conto sono i falsi messaggi, lanciati e rilanciati da più parti, che ci dicono “che non c’è più tempo da perdere”. Operare una distinzione in tal senso è fondamentale, per evitare di muoversi nel campo della finzione: nessuno infatti, nemmeno gli scienziati più autorevoli, sanno con assoluta certezza quando e se la Terra rischia davvero l’estinzione. Dunque la cosa più sensata da fare nel 2022 ormai prossimo è muoversi tutti insieme in direzione del reale; tutti, non solo i governanti, perché chiunque può fare la differenza per l’ambiente. Nel nostro piccolo ad esempio possiamo evitare di prendere la macchina per percorrere distanze di 1 o 2 km circa, oppure possiamo impiegare il meno possibile la plastica, materiale non proprio green che si trova un po’ ovunque. Non solo, possiamo evitare gli sprechi a livello di riscaldamento domestico, facendo sì che i termosifoni scaldino per un massimo di 20°C, oppure possiamo scegliere mobili e arredi per la nostra casa realizzati con materiali e fibre naturali. E potremmo così continuare a elencarvi quei piccoli gesti che fanno e faranno bene all’ambiente, e di riflesso al nostro pianeta. Ciò che invece non fa bene per niente è terrorizzare le persone affermando che “manca 1 minuto alla mezzanotte”. Questa (maldestra) frase è stata pronunciata da Boris Johnson durante COP26; nelle sue intenzioni probabilmente c’era la volontà di dare il giusto risalto alla problematica climatica, ma secondo noi ha ottenuto l’effetto contrario, ossia quello di spaventare ancor più le persone. Considerando gli ultimi 2 anni difficilissimi che il mondo sta vivendo, forse non c’era bisogno da parte sua di gettare ulteriore benzina sul fuoco. Un approccio deciso e decisivo al green, veicolato attraverso un messaggio ottimistico e di speranza, sarebbe stato decisamente meglio.

Da parte nostra, come possiamo non inquinare o inquinare di meno?

Distinguere tra protezione dell’ambiente, obiettivo di breve-medio periodo al quale tutti noi dobbiamo aspirare, sempre se desideriamo abitare un pianeta che sia il più possibile sostenibile, e ambientalismo, religione laica che punta a convertire a colpi di slogan e catastrofismi, oggi più che mai risulta fondamentale. Nel primo caso, è evidente, ci troviamo di fronte a un problema serio e ancora gestibile, non solo attraverso eventi mediaticamente importanti come possono essere la Giornata della Terra o la Giornata Mondiale dell’Ambiente, ma anche attraverso politiche green nazionali e internazionali; nel secondo caso ci troviamo invece di fronte a uno scenario che non possiamo gestire perché rasenta la pura fantascienza. Non insistendo troppo su questo secondo caso, di cui abbiamo già abbondantemente parlato e che risulta fuorviante – in questo articolo non vogliamo certo alimentare la psicosi collettiva – continuiamo a focalizzarci sul primo caso.

Impiegare meno plastica è possibile

In realtà di questa buona pratica ne abbiamo già fatto menzione, tuttavia questo non basta, ed eccoci pronti per un approfondimento. Ci riferiamo all’inquinante plastica, molto spesso non differenziata e addirittura sparsa un po’ ovunque, per strada, all’interno dei parchi pubblici o anche presso zone verdi vicine al centro cittadino. Se differenziarla è la prima cosa che dovrebbe fare un qualsiasi buon cittadino, quest’ultimo dovrebbe anche impiegarne sempre di meno. Come? Ad esempio non facendo più uso di cannucce e sacchetti. Non solo, se acquistiamo cibi sfusi, ma anche detersivi sfusi, l’ambiente ringrazia! E ringrazia pure se rinunciamo alle gomme da masticare e se riutilizziamo bottiglie e tazze fatte appunto in plastica. Questi sono solo alcuni accorgimenti che speriamo possiate fare vostri e “riutilizzare” per aiutarci in questa nostra battaglia per l’ambiente, quello in pericolo non quello sull’orlo dell’estinzione!

 

 

 

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