Domani 27 maggio, ore 17.30, il Museo Archeologico della Siritide di Policoro ospiterà il docente di topografia antica Armando Taliano Grasso (Università della Calabria), autore del libro “Le necropoli brettie nel territorio di Crimisa” (Ferrari Editore, 2024 ).Il libro fa parte della collana TpaeΣ , diretta dall’autore, che ha l’obiettivo di ampliare gli studi sulle antichità calabresi.
Dialogheranno con l’autore Antonio La Marca, docente di archeologia classica presso Unical e Antonio Zumbo, docente di storia romana, sempre presso lo stesso ateneo calabrese. Il simposio fa parte dei numerosi incontri culturali organizzati dal Museo della Siritide per far conoscere alla comunità la bellezza delle nostre antiche radici,e far respirare a pieni polmoni tra le stanze del museo una boccata di vivo scambio culturale.
Il Professore Armando Taliano Grasso, grazie alla sua opera di ricerca appassionata e meticolosa, porta alla luce nuovi dettagli sulla cultura del mondo brettio, relativi ai riti sepolcrali. Attraverso la sua opera, l’autore vuole mettere a disposizione i numerosi dati sulle necropoli raccolti attraverso l’analisi dei documenti provenienti dall’Archivio Palopoli di Crucoli (Kr) nel territorio di Crimisa (Cirò e Cirò Marina, KR), finora inediti.

I Brettii , denominati Bruzi o Bruttii dai Lucani e dai Romani, erano un antico popolo di stirpe italica che abitava l’odierna Calabria. Storici come Strabone, Diodoro Siculo e Giustino riportano che i Brettii comparvero in Calabria intorno alla seconda metà del IV sec. a.C. espandendosi nella terra degli Enotri. Si ribellarono ai Lucani, per i quali erano servi-pastori. Divennero briganti e successivamente si riunirono in una Confederazione che elesse come capitale (metròpolis) Cosenza (circa 356 a.C.)
Una bella occasione per sbirciare tra gli usi e costumi dei nostri vicini e per tuffarsi in un passato in cui riconoscere il nostro essere umani, con le stesse paure, gli stessi bisogni e valori di oggi.