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Il Mercato della Terra a Matera il 1 e il 15 Aprile

in Appuntamenti

Il Mercato della Terra a Matera il 1 e il 15 Aprile: Per il quarto appuntamento dedicato ai piccoli produttori locali il Mercato della Terra di Matera raddoppia

Sabato 1° aprile e sabato 15 aprile i produttori aderenti alla Comunità della Terra saranno in viale delle Nazioni Unite a Matera dalle 9:30 alle 13:30 per raccontare le loro storie e i loro prodotti

 

Sabato 1 e 15 aprile torna il Mercato della Terra a Matera dalle 9:30 alle 13:30 in viale delle Nazioni Unite 53, sul sagrato della Chiesa Maria SS Addolorata, ospite della Parrocchia di Serra Venerdì con la collaborazione della comunità parrocchiale e del Parroco don Michele Larocca.

Dai produttori del Mercato della Terra sarà possibile acquistare pasta di grani antichi, lenticchie IGP e ceci, uova fresche di galline allevate all’aperto, birre artigianali, funghi, formaggi, latte e salumi, zafferano biologico, miele, vino, olio evo, confetture, passata di pomodoro pachino, taralli, ortofrutta, peperoni cruschi, lavanda e gadget profumati con lavanda secca. Saranno presenti una ventina di artigiani del gusto dai quali sarà possibile non solo acquistare prodotti buoni puliti e giusti ma soprattutto sarà possibile conoscere le storie di chi ha scelto di aderire alla Comunità della Terra di Matera, incontrare i soci della Condotta e, perché no, tesserarsi e aderire ad un movimento internazionale che tutela la biodiversità e le specificità culturali.

Dopo l’incontro di martedì 28 marzo “La terra in tavola” promosso dalla Condotta Slow Food di Matera dedicato proprio all’incontro tra produttori e ristoratori del territorio materano per promuovere lo scambio di contatti e proposte di entrambe le parti affinché possa realizzarsi una cooperazione non solo formale ma soprattutto sostanziale tra i due stakeholder, il Mercato della Terra ricopre un ruolo ancora più importante diventando una opzione di approvvigionamento anche per i ristoratori materani che vogliono raccontare il territorio e le sue peculiarità.

Il Mercato della Terra di Matera è l’unico Mercato Slow Food di Basilicata e fa parte della rosa di 47 tra quelli italiani e degli 88 presenti in tutto il mondo, l’Organizzazione del Mercato della Terra di Matera è affidata a un Comitato di Gestione eletto a maggioranza dai componenti della Comunità del Mercato della Terra di Matera a gennaio 2023.

La Comunità della Terra di Matera che ha dato vita a questa iniziativa e si è costituita il primo dicembre 2022 e ha organizzato la prima apertura del Mercato il 17 dicembre 2022 a Matera nella sede dell’Hotel Chiostro delle Cererie; unisce ad oggi 28 produttori e trasformatori del territorio materano e conferisce al Mercato della Terra olio EVO, legumi, farina e pasta secca di antichi frumenti e di Senatore Cappelli, uova, confetture, lavanda, ma anche pane, salame, formaggi e latticini di grande qualità, frutta e verdura, miele, birra artigianale e vini.

I Mercati della Terra sono una rete internazionale di mercati che lavorano in accordo con i principi di Slow Food, i protagonisti sono i piccoli produttori e gli artigiani del cibo: vendono ciò che producono e trasformano e possono garantire e raccontare in prima persona la qualità dei loro prodotti. Sui banchi del Mercato della Terra si trova cibo buono, pulito e giusto: i prodotti sono locali, freschi e stagionali; rispettano l’ambiente e il lavoro dei produttori; sono proposti a prezzi equi, per chi compra e per chi vende. I Mercati della Terra sono luoghi dove acquistare prodotti di alta qualità, ma anche spazi per costruire comunità, creare scambio e fare educazione.

In Basilicata il primo Mercato della Terra di Slow Food

in Economia

In Basilicata il primo Mercato della Terra di Slow Food. Appuntamento a Matera, negli spazi dell’hotel Chiostro delle Cererie: 27 produttori coinvolti
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L’attesa è finita: anche la Basilicata avrà un Mercato della Terra di Slow Food! Il primo, a Matera, verrà inaugurato sabato 17 dicembre. L’appuntamento, ospitato presso l’hotel Chiostro delle Cererie di via Cererie 16, si replicherà poi una volta al mese, di sabato, in date che verranno man mano comunicate dagli organizzatori. Il progetto, fortemente voluto dalla Condotta Slow Food Matera che è riuscita a coinvolgere 27 produttori, ambisce ad aggregare le realtà di piccola scala del territorio, offrendo al pubblico alimenti di eccellenza, espressione autentica di questo angolo di sud Italia.

«La nostra volontà è quella di aiutare i produttori ad aprirsi ai consumatori locali, farsi conoscere nei territori dove nascono alimenti eccellenti che, paradossalmente, talvolta hanno più notorietà in altre aree d’Italia che qua – spiega Gianni Pagano, coordinatore dell’ultimo nato, in ordine di tempo, tra i Mercati della Terra di Slow Food –. E poi Matera, anche sulla scia del titolo di Capitale europea della cultura 2019, ha una notorietà internazionale che fa sì che venga visitata da migliaia di turisti ogni settimana. Un mercato come quello che inauguriamo sabato prossimo è una vetrina importante anche da questo punto di vista».

Tra i 27 produttori che hanno confermato la partecipazione alla prima edizione del mercato, ci sono aziende e società agricole, frantoi, masserie e birrifici che proporranno in vendita una gamma vastissima di prodotti: i clienti potranno acquistare – solo per citarne alcuni – formaggi e latticini di varia stagionatura, legumi (tra cui ceci bianchi, lenticchie verdi e rosse), marmellate e confetture, agrumi come arance, pompelmi e limoni, sottoli e sottaceti, ortaggi freschi, uova di galline allevate allo stato semi brado, salumi, mieli, tisane, farine, pasta secca, prodotti di panificazione, biscotti, birre artigianali. Non mancheranno i Presìdi Slow Food, in particolare l’oliva infornata di Ferrandina, il pezzente della montagna materana e l’olio extravergine d’oliva.

«Matera, oltre ad avere una storia lunghissima, vanta una tradizione agricola millenaria, in particolare per quanto riguarda la coltivazione dei cereali» prosegue Pagano. «Ne è testimonianza il fatto che la città è famosa per un pane dalla crosta particolarmente saporita e dalla mollica compatta, che si ottiene dagli ottimi grani della collina materana». Proprio per questo motivo, al mercato partecipa anche un artigiano che produce i famosi timbri del pane di Matera: una tradizione, già a bordo dell’Arca del Gusto di Slow Food, che affonda le radici nei tempi in cui le pagnotte, impastate dalle massaie nelle proprie abitazioni, venivano cotte tutte insieme nel forno comunitario. Per distinguerle, allora, occorreva un segno distintivo, un timbro da apporvi sopra, utile a riconoscerle una volta pronte.

Al Mercato della Terra di Matera, il 47esimo a venire avviato in Italia, non si farà soltanto la spesa. Come accade in tutti gli altri mercati contadini di Slow Food (sono più di 80 in venticinque Paesi del mondo!), alla compravendita si affianca l’attività di educazione alimentare: ogni mercato è infatti uno spazio di incontro tra consumatori e produttori, dove acquirenti e realtà agricole e artigianali di piccola scala – quelle che hanno scelto di non far parte del sistema della grande distribuzione, che troppo spesso antepone l’economicità al valore – hanno occasione di conoscersi e di presentare prodotti di qualità.

Proprio nell’ottica di fare educazione alimentare, in concomitanza con il mercato verranno organizzati eventi tematici con protagoniste le materie prime lucane: dai grani antichi al pane lucano, dalle erbe spontanee alla lucanica, la salsiccia simbolo di questo territorio, fino ai cereali da cui si ottengono le birre artigianali che sono la dimostrazione del fermento della giovane generazione brassicola della zona. Ultima annotazione: non stupitevi se, nei prossimi mesi, troverete le bancarelle targate Slow Food in giro per la Basilicata; l’obiettivo, conclude Pagano, è proprio quello di essere itineranti, approfittando delle feste e delle celebrazioni nei comuni limitrofi a Matera per portare in giro il cibo buono, pulito e giusto.

Comunicato stampa a cura di Ufficio stampa Slow Food

A Matera la presentazione “Osterie d’Italia 2023”

in Economia

A Matera la presentazione “Osterie d’Italia 2023” appuntamento a Matera alla Mensa della Fraternità Don Giovanni Mele il 13 Dicembre

Una bussola tarata sull’autenticità, la sostenibilità e la territorialità
A Matera la Condotta Slow Food presenta “Osterie d’Italia 2023” in un luogo simbolo dei valori dell’associazione dedicata al buon cibo

Martedì 13 dicembre la Condotta Slow Food di Matera presenta la guida “Osterie d’Italia” alle ore 19:00 presso la Mensa della Fraternità “Don Giovanni Mele” insieme agli osti materani entrati in guida, ai soci e a tutti gli appassionati del buon cibo.
Una guida dedicata alla cucina autentica, un’agenda legata ai territori, una bussola per orientarsi tra le proposte gastronomiche di tutta Italia, anche quest’anno la guida “Osterie d’Italia” di Slow Food Editore è in tutte le librerie.
Lo storico sussidiario del mangiarbene è arrivato alla sua trentesima edizione, grazie ad una rete capillare di collaboratori che anche in Basilicata hanno visitato osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti alla ricerca della ristorazione italiana più autentica e di qualità, luoghi segnalati per la cucina territoriale, la rigorosa selezione degli ingredienti e il prezzo giusto.

La Condotta di Matera ha scelto di festeggiare questo importante appuntamento in un luogo fortemente rappresentativo dei valori di Slow Food: la Mensa della Fraternità “Don Giovanni Mele”, inaugurata lo scorso 4 dicembre è un luogo dedicato ai più bisognosi, un punto di riferimento per chi è meno fortunato ma che offre pasti di qualità nel pieno rispetto delle materie prime locali e con una grande attenzione agli sprechi. Dopo la presentazione della guida alle ore 19:00 alle 20:30 gli osti materani – che dopo qualche anno di assenza dalle pagine della guida sono tornati a raccontare la Murgia, i Sassi e i prodotti del territorio – prepareranno la cena con i piatti iconici della cucina materana: La Latteria Rizzi preparerà Fave e Cicorie, a seguire arriverà in tavola la Crapiata del Ristorante Da Nico e per finire Trattoria Stano chiuderà con La Pignata. Il servizio è affidato ai volontari della condotta per un momento non solo di convivialità ma soprattutto di condivisione.

Il prezzo della cena è di €25 – € 20 per i soci Slow Food è possibile prenotare al numero 339.3792491

La Mensa della Fraternità “Don Giovanni Mele” si trova in via Cererie n. 61 a Matera

 

Slow Food: nel sussidiario “mangiarbene” 22 osterie. Due sono del Metapontino

Slow Food: nel sussidiario “mangiarbene” 22 osterie. Due sono del Metapontino

in Storie di Frutta

Slow Food: nel sussidiario “mangiarbene” 22 osterie della Basilicata. Due sono del Metapontino e hanno sede a Rotondella, “La Mangiatoia” e “Locanda Pane e Lavoro”. I numeri della guida al livello nazionale: 1730 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati

22 osterie in guida di cui 6 novità e 3 chiocciole: questi i numeri della Basilicata nella nuova edizione di Osterie d’Italia. Torna lo storico sussidiario del mangiarbere all’italiana: disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore, la trentatreesima edizione di Osterie d’Italia racconta la ristorazione italiana più autentica e di qualità attraverso le visite e le recensioni di più di 240 collaboratori sparsi in tutta Italia, in una rete fitta e capillare. La nuova edizione raccoglie 1730 indirizzi di osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati per la cucina territoriale, la rigorosa selezione degli ingredienti e il prezzo giusto, e introduce tre nuovi simboli per raccontare in modo più ampio e dettagliato l’offerta dei locali recensiti: il simbolo del pane, assegnato alle osterie con un eccellente cestino del pane e di prodotti da forno, autoprodotti o reperiti da fornai di qualità; il simbolo dell’olio, ai locali che valorizzano l’olio extravergine d’oliva sia a tavola che in cucina, secondo una selezione oculata di prodotti d’eccellenza e rappresentativi del territorio; il riconoscimento del Bere Bene, assegnato a quelle osterie che offrono, accanto o in sostituzione a una valida proposta di vini, una selezione di bevande alcoliche e non – birre artigianali, distillati, cocktail ma anche succhi, estratti e infusi – scelti con attenzione e personalità.

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Basilicata: la panoramica 2023

In una regione sempre più protagonista dei flussi turistici italiani e stranieri, in cui alle “spensierate invasioni” estive iniziano ad affiancarsi le visite dei viaggiatori fuori stagione, la proposta enogastronomica lucana vive un momento di definizione identitaria che – come tutte le adolescenze – procede per slanci e titubanze.

Nelle mete più conosciute come Matera, le coste, l’area del Parco Nazionale del Pollino, i locali storici che portano avanti tradizioni, piatti e stili ben radicati convivono accanto a locali che hanno voglia di interpretare la cucina lucana con curiosità e brio.

La tentazione di cedere alla richiesta di piatti tradizionali decontestualizzati o fuori stagione è dietro l’angolo, ma sono tante le realtà che si impegnano a re-interpretare la cucina locale con rispetto, intelligenza e attenzione alle materie prime e alle tecniche di produzione. L’entroterra resta più isolato e silente, ma siamo sicuri che nei prossimi anni scopriremo posti per i quali varrà la pena percorrere strade non sempre comode grazie a donne e uomini che hanno eletto la Basilicata luogo del gusto.

 

Le chiocciole della Basilicata

Gagliardi – Avigliano (PZ)
Al Becco della Civetta – Castelmezzano (PZ) – nuova chiocciola
Da Peppe – Rotonda (PZ)

 

LE VENTIDUE OSTERIE DELLA BASILICATA

ACCETTURA (MT): “PEZZOLLA”; AVIGLIANO (PZ): “GAGLIARDI”; ATELLA (PZ) VILLA DELLA ROSE; AVIGLIANO (PZ) – Lagopesole
“LA TAVERNA”; AVIGLIANO (PZ) – Frusci Monte Carmine “PIETRA DEL SALE”; FRANCAVILLA IN SINNI (PZ) “IL CREPUSCOLO”; CASTELMEZZANO (PZ) “AL BECCO DELLA CIVETTA”;
IRSINA (MT) “NUGENT”; LAGONEGRO (PZ) – Monte Sirino VALSIRINO; MARATEA (PZ) “I SAPORI DI MARIANNA”; LAVELLO (PZ) “FORENTUM”; MATERA “DA NICO”; MATERA
“LALATTERIA RIZZI – LATTE E VINO”; POTENZA “C’ERA UNA VOLTA”; MATERA “STANO”; POTENZA “TAVERNA CENTOMANI”; RIONERO IN VULTURE (PZ) – Monticchio Bagni
“IL RICCIO”; ROTONDELLA (MT) “LA MANGIATOIA”; ROTONDA (PZ) “DA PEPPE”; ROTONDELLA (MT)”LOCANDA PANE E LAVORO”; TERRANOVA DI POLLINO (PZ) “GIARDINI DEGLI DEI”; “TRECCHINA (PZ) LANTERNA VERDE”, TERRANOVA DI POLLINO (PZ) “LUNA ROSSA”;

 

I numeri della guida

1730 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati
più di 240 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano
139 novità
270 locali premiati con la Chiocciola per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food
126 locali premiati con il Bere Bene, un nuovo riconoscimento per la curata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati
450 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini
Osterie d’Italia 2023
a cura di Francesca Mastrovito ed Eugenio Signoroni
Pagine: 940
Collana: Guide Slow
Prezzo al pubblico: 24,00 euro
In libreria dal 26 ottobre 2022

Slow Food “Osterie d’Italia”: una nuova chiocciola in Basilicata

in Storie di Frutta

Basilicata | 1 nuova chiocciola: Al becco della civetta – Castelmezzano (PZ). Il libro, alla sua trentatreesima edizione, sarà in libreria dal 26 ottobre 2022

 

Osterie d’Italia 2023: il libro delle meraviglie che valorizza ostesse e osti che nei territori costruiscono la sovranità alimentare
in libreria dal 26 ottobre, la trentatreesima edizione della guida introduce un nuovo riconoscimento e due simboli per raccontare
in modo più ampio e dettagliato l’offerta dei locali recensiti

Le tante novità segnalate confermano la solidità del modello osteria, scelto da giovani cuochi e imprenditori per le loro nuove aperture

Torna lo storico sussidiario del mangiarbere all’italiana: presentata come ormai di consueto al Piccolo Teatro Strehler di Milano il 24 ottobre e disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore dal 26 ottobre, la trentatreesima edizione di Osterie d’Italia racconta la ristorazione italiana più autentica e di qualità attraverso le visite e le recensioni di più di 240 collaboratori sparsi in tutta Italia, in una rete fitta e capillare. La nuova edizione raccoglie 1730 indirizzi di osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati per la cucina territoriale, la rigorosa selezione degli ingredienti e il prezzo giusto.
Le novità dell’edizione 2023
Un ottimo segnale dello stato di salute di questo specifico segmento di ristorazione è dato dall’alto numero di nuovi ingressi – ben 139 novità rispetto alla scorsa edizione, «molti dei quali aperti di recente e, soprattutto, da giovani cuochi e cuoche, imprenditori e imprenditrici che, tra i tanti modelli offerti dalla ristorazione contemporanea, hanno scelto di calzare proprio quello dell’osteria», commentano nell’introduzione i curatori Francesca Mastrovito ed Eugenio Signoroni. È il caso di giovani professionisti che, dopo svariate esperienze all’estero, in segmenti totalmente diversi, come quello del fine-dining e in ristoranti di ben altro stampo e calibro, scelgono di assumere una forma ben precisa, che nella sua naturale identità permette di rispondere anche a questioni contemporanee sulla sostenibilità ambientale e umana attraverso

un racconto autentico, genuino e accogliente della grande ricchezza di biodiversità, cultura e tradizione enogastronomica territoriale.

Fenomeno, questo, che si attesta nelle grandi città che attingono alle ricette, gli ingredienti e le idee della cucina di mercato, così come in provincia, anche in zone remote e non facilmente accessibili che valgono ben il viaggio grazie alle osterie che si fanno a tutti gli effetti meta d’interesse.
Accanto allo storico riconoscimento della Chiocciola, assegnato a quelle osterie che si distinguono per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con i valori del buono, pulito e giusto di Slow Food, e al riconoscimento della Bottiglia, che segnala una proposta di vini articolata, rappresentativa del territorio e con prezzi onesti, in Osterie d’Italia 2023 compare un nuovo riconoscimento: il Bere Bene, assegnato a quelle osterie che offrono, accanto o in sostituzione a una valida proposta di vini, una selezione di bevande alcoliche e non – birre artigianali, distillati, cocktail ma anche succhi, estratti e infusi – scelti con attenzione e personalità. A ricevere la Chiocciola nella trentatreesima edizione della guida sono 270 osterie, mentre ad aggiudicarsi la Bottiglia e il Bere Bene sono rispettivamente in 450 e 126 locali.

La regione con il maggior numero di Chiocciole è la Toscana (27), seguita dal Piemonte (26) e dalla Campania (25).

Ai simboli che guidano il lettore nel racconto della proposta di ogni osteria – come l’orto di proprietà, una selezione di formaggi di qualità e identitaria, una buona offerta vegetariana, di vini al calice e tanti altri – si uniscono due novità che mettono in luce i punti di forza, le eccellenze e gli elementi rappresentativi del territorio proposti da ogni osteria: il simbolo del pane, assegnato alle osterie con un eccellente cestino del pane e di prodotti da forno, autoprodotti o reperiti da fornai di qualità̀, e il simbolo dell’olio, ai locali che valorizzano l’olio extravergine d’oliva sia a tavola che in cucina, secondo una selezione oculata di prodotti d’eccellenza e rappresentativi del territorio.
A completare uno spaccato così dettagliato sono ancora gli inserti regionali, ovvero sezioni dedicate a realtà con specifiche peculiari di ogni regione, e solo lì ritrovabili: ne sono esempio le pizzerie in Campania, i fornelli in Puglia e le piadinerie in Emilia Romagna, e ancora i trippai toscani, i farinotti liguri e i mangiari di strada siciliani.

I numeri della guida
– 1730 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati
– più di 240 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano
– 139 novità
– 270 locali premiati con la Chiocciola per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food
– 126 locali premiati con il Bere Bene, un nuovo riconoscimento per la curata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati
– 450 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini

Maggiori informazioni
Osterie d’Italia 2023
a cura di Francesca Mastrovito ed Eugenio Signoroni
Pagine: 940
Collana: Guide Slow
Prezzo al pubblico: 24,00 euro
In libreria dal 26 ottobre 2022

La guida Osterie d’Italia 2023 è sostenuta da:

Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione

in Storie di Frutta

Ridurre la perdita e lo spreco di cibo ha il potenziale per contribuire ad altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, incluso quello di Fame Zero

 

Il 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la FAO invita ad agire a ogni livello per far sì che una dieta sana e sostenibile sia accessibile a tutti. Inoltre, qualche ora fa è stato reso pubblico il rapporto SOFA 2019 (State of Food and Agriculture). In esso si mette in evidenza che “ridurre la perdita e lo spreco di cibo ha il potenziale per contribuire ad altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, incluso quello di Fame Zero. Nei paesi a basso reddito, dove l’insicurezza alimentare è spesso grave, aumentare l’accesso al cibo è fondamentale; e l’accesso stesso è strettamente legato alla disponibilità. Prevenire le perdite di cibo a livello locale nella produzione di piccola scala può sia alleviare la carenza di cibo che aumentare il reddito degli agricoltori, migliorando così l’accesso al cibo. D’altra parte, nei paesi ad alto reddito, la priorità è una dieta sana e con il giusto apporto di nutrienti”.
«Il rapporto SOFA evidenzia come il problema dello spreco alimentare sia un problema globale con interconnessioni estremamente complesse. Una sfida che Slow Food ha raccolto nel corso degli anni e che ci ha portato a lavorare con le comunità rurali dei paesi a basso reddito per migliorare la loro sicurezza alimentare, aiutando i piccoli agricoltori a mantenere viva la cultura dei loro cibi tradizionali e a migliorare la catena di distribuzione locale, attraverso orti e mercati contadini», afferma Edie Mukiibi, membro del Comitato Esecutivo Internazionale di Slow Food. «Allo stesso tempo, è essenziale continuare a sensibilizzare i consumatori con un buon reddito, affinché, con le loro scelte, possano contribuire al cambiamento verso un sistema più sostenibile e migliorare le possibilità di accesso a un cibo sano per tutti».
In un mondo in cui il sistema di produzione alimentare si dimostra ingiusto e insostenibile, l’importanza dei due pilastri dell’impegno di Slow Food, l’educazione e la tutela della biodiversità, è sempre più attuale. Una varietà di colture diverse è fondamentale per garantire una dieta sana e la salvaguardia dell’ambiente; la ricchezza della biodiversità agroalimentare, su cui la rete mondiale di Slow Food possiede conoscenze e competenze straordinarie, può quindi aiutarci a migliorare la qualità nutrizionale del cibo.
Un esempio viene dal raduno Indigenous Terra Madre Asia & Pan-Pacific che si è concluso proprio oggi in Ainu Mosir (Hokkaido). «I sistemi alimentari delle popolazioni indigene si basano su diete e pratiche differenziate, che contribuiscono a mantenerci in buona salute: cibi diversi e sani, attività fisica, contatto con la natura, condivisione, comunità e identità culturale”, dice Remi Ie, Consigliere Internazionale Slow Food per il Giappone e indigena Ryukyu. «Affinché questi sistemi alimentari indigeni si conservino vivi e vitali dobbiamo essere consapevoli delle lezioni dei nostri anziani che hanno praticato uno stile di vita lento e sostenibile per generazioni, e coinvolgere in questo i nostri giovani, credendo in loro e delegando a loro le iniziative per riaffermare l’eredità delle antiche tradizioni. Il trasferimento del sapere tradizionale è la chiave per un futuro appagante, nutriente e sostenibile non solo per le comunità indigene, ma per l’intera umanità».
È stato inoltre da tempo accertato che i prodotti dei Presìdi Slow Food, grazie al modo di produzione – che evita l’usi di prodotti chimici, conservanti e additivi chimici – alla fertilità dei terreni di coltivazione e alla salubrità dell’alimentazione per gli animali allevati, sono più ricchi di valori nutrizionali rispetto ad analoghe produzioni convenzionali.
Lo sanno bene gli chef dell’Alleanza Slow Food dei cuochi, chiamati a una missione educativa e impegnati a diffondere il giusto messaggio. In Uganda e Kenya, ad esempio, lavorano per promuovere alternative alla margarina vegetale e ai dadi da brodo, facendo riscoprire l’uso delle foglie secche di Moringa oleifera, molto ricche di vitamina C, o della pasta di arachidi tostate, chiamata binyebwa, ricca di sostanze nutritive. A proposito delle proprietà mediche dei prodotti tradizionali, la clinica fitoterapica Wamiti di Nairobi (Kenya) utilizza il Presidio del miele Ogiek per la preparazione di medicine naturali, mentre ad Arusha (Tanzania), il TRMEGA (Training, Research, Monitoring and Evaluation on Gender and AIDS) in collaborazione con i gruppi locali di Slow Food si occupa di educazione alimentare per i malati di AIDS attraverso la creazione di orti. Un altro esempio viene dal Messico, dove Slow Food è impegnata in un progetto per trattare la malnutrizione infantile con i prodotti del Presidio del miele d’api Xunankab nella penisola dello Yucatán. Anche Slow Food USA si unisce alla FAO per celebrare la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Negli Stati Uniti, in cui il reddito medio pro-capite è alto, aumentano in modo esponenziale i livelli di sovrappeso e obesità, soprattutto nelle fasce povere della popolazione. Quest’anno Slow Food USA ha risposto all’appello della FAO ad agire concretamente per far sì che un cibo sano e sostenibile sia disponibile e accessibile a tutti, chiedendo a politici, imprese private, società civile di impegnarsi per l’obiettivo #ZeroHunger. I membri dell’Alleanza Slow Food dei cuochi negli Stati Uniti hanno risposto impegnandosi a fornire ricette sane per bambini, poi Slow Food USA le ha raccolte in un semplice libretto da distribuire attraverso la rete degli orti scolastici e dei membri di Slow Food.

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