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Deposito nucleare: la Basilicata fra le “regioni interessate”

in Cronaca

Deposito nucleare: la Basilicata fra le “regioni interessate”. Fino al 14 gennaio 2022, potranno essere inviate osservazioni. Le regioni coinvolte: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata, Sicilia, Sardegna.

SOGIN: PUBBLICATI GLI ATTI DEL SEMINARIO NAZIONALE
Inizia la seconda fase della consultazione pubblica che porterà alla predisposizione della Carta Nazionale Aree Idonee (CNAI)

Sogin ha pubblicato questa mattina, sui siti depositonazionale.it e seminariodepositonazionale.it, gli atti del Seminario Nazionale, svoltosi dal 7 settembre al 24 novembre. Con questa pubblicazione prende avvio la seconda fase della consultazione pubblica prevista dal decreto legislativo n.31/2010 nell’ambito dell’iter di localizzazione del sito nel quale realizzare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico. Nel corso di questo periodo, della durata di trenta giorni che si concluderà il prossimo 14 gennaio, potranno essere inviate, con le modalità indicate sul sito depositonazionale.it, eventuali altre osservazioni e proposte tecniche finalizzate alla predisposizione della Carta Nazionale Aree Idonee (CNAI), che terrà conto dei contributi emersi nelle diverse fasi della consultazione pubblica comprensiva del Seminario Nazionale. Dopo la pubblicazione della CNAI, le Regioni e gli Enti locali potranno esprimere le proprie manifestazioni d’interesse, non vincolanti, ad approfondire ulteriormente l’argomento.

Il Seminario Nazionale

Il Seminario Nazionale ha rappresentato il primo momento di confronto pubblico sul progetto del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (DNPT) e sulla CNAPI, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee, pubblicati il 5 gennaio 2021. I lavori del Seminario, aperti il 7 settembre 2021, si sono articolati in nove incontri, trasmessi in diretta streaming sul sito seminariodepositonazionale e si sono conclusi il 24 novembre 2021. Oltre alle sedute plenarie di apertura e chiusura si sono svolte sette sessioni di lavoro, una nazionale e sei territoriali, che hanno interessato

le regioni coinvolte: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata, Sicilia, Sardegna.

Al Seminario hanno partecipato rappresentanti qualificati di Istituzioni, Enti locali, associazioni, comitati, organizzazioni datoriali e sindacali dei territori e singoli cittadini. Durante il Seminario, sono stati approfonditi gli aspetti tecnici relativi al Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico, quelli connessi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente e sono stati illustrati i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla sua realizzazione.

Scorie nucleari: la Basilicata rinnova il no

in Cronaca

Scorie nucleari: la Basilicata rinnova il no. “Unanime contrarietà”. La Basilicata ha già dato per quanto riguarda le estrazioni petrolifere

Relazione dell’assessore all’Ambiente ed Energia Gianni Rosa nella procedura di consultazione sulla localizzazione del Deposito unico dei rifiuti radioattivi in collegamento con la SOGIN.

La Basilicata esprime la totale, unanime, contrarietà alla proposta di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico ex D.lgs. n. 31/2010, redatta da So.G.I.N. S.p.A. nei 17 siti individuati e ricadenti nel territorio regionale. Possiamo permetterci di affermare che questa posizione è unanime perché le Province, i Comuni interessati, l’Anci, in rappresentanza di tutti i Comuni della Regione, la comunità scientifica regionale (UNIBAS, CNR, CGIAM, ARPAB), i corpi sociali e professionali e le Associazioni di settore hanno partecipato, a vario titolo, alla redazione del “Documento delle Osservazioni Tecnico-Scientifiche” (DOTS), approvato dalla Giunta Regionale nella seduta dello scorso 2 marzo e trasmesso a So.G.I.N. S.p.A. il 4 marzo.

Con altrettanta visione di unità, la Regione ha coinvolto nelle sue valutazioni anche la vicina Regione Puglia direttamente cointeressata in due dei 17 siti individuati in Basilicata.

Questo importante documento è frutto di un lavoro di condivisione e di partecipazione che costituisce l’espressione di tutti i cittadini lucani; è frutto del difficile lavoro di coordinamento svolto dalla Direzione Generale del Dipartimento Ambiente e Energia, con il prezioso supporto di FARBAS; è frutto dello sforzo congiunto di tutti i funzionari e collaboratori del Dipartimento Ambiente. E permettetemi di esprimere il mio apprezzamento ed un sentito ringraziamento perché è grazie a tutti se la piccola Basilicata è riuscita a produrre un documento tecnico tanto corposo nei tempi e nelle modalità previste dalla procedura, senza tenere conto della proroga assegnata negli ultimi giorni.

Il DOTS trasmesso, quindi, rappresenta il risultato del coordinamento delle istanze e condivisione di intenti dei cittadini lucani ma è soprattutto un documento tecnico-scientifico che analizza in maniera obbiettiva le criticità della proposta So.G.I.N. S.p.A., che emergono sin da una prima lettura del lavoro condotto negli anni dalla So.G.I.N. e da Ispra, il quale lavoro, con riguardo alla idoneità delle aree identificate in Basilicata, non prende in considerazione, ad esempio, gli strumenti di pianificazione e di programmazione adottati dalla Regione Basilicata negli ultimi anni, è basato su dati risalenti ed è, per questo, poco credibile.

Il procedimento di formazione del DOTS assicura, invece, una base tecnico-scientifica solida che non rappresenta un diniego immotivato ed egoistico nei confronti delle esigenze del Paese, né una sterile contrapposizione istituzionale tra Stato e Regione, ma la sintesi di accurate riflessioni, valutazioni e determinazioni tecnico-scientifiche. Il procedimento adottato dalla Regione Basilicata è una garanzia della scientificità del documento. Il modello organizzativo, coordinato dal Dipartimento Ambiente ed Energia, ha previsto l’analisi della proposta attraverso dei Tavoli Tematici, dando giusto spazio e rilievo sia alla più ampia partecipazione sia ai contenuti di carattere tecnico e scientifico, che consentissero un puntuale inquadramento delle criticità riscontrate e degli elementi oggettivi e quantificabili, declinati secondo i proposti criteri di approfondimento individuati dalla documentazione resa disponibile, e secondo le modalità di cui alla citata procedura di consultazione pubblica indetta dalla Sogin.

Entrando rapidamente nel merito, i lavori condotti dai Tavoli Tematici (Tavolo Tematico 1 – Struttura idro-geo-morfologica; Tavolo Tematico 2 – Struttura naturalistica; Tavolo Tematico 3 – Struttura antropica; Tavolo Tematico 4 –Strutture strategiche di relazione; Tavolo della Ricerca) sono stati principalmente indirizzati a colmare le carenze del quadro conoscitivo adottato a supporto della definizione della CNAPI da parte sia della Sogin sia di ISPRA.

Come già accennato, è utile evidenziare come l’insieme delle informazioni riportate nella documentazione resa disponibile ai fini della consultazione pubblica di cui all’art. 27 del D.Lgs 31/2010, risulti non aggiornata rispetto agli strumenti di pianificazione, di programmazione, agli atti e determinazioni approvate ed adottate dalla Regione Basilicata negli ambiti specifici del paesaggio, infrastrutture, rete ecologica, sviluppo rurale, agricoltura, energia, gestione delle risorse naturali, delle infrastrutture strategiche e dei servizi etc. in una visione di “soggettualità territoriale” e pianificazione strategica integrata.

Il quadro conoscitivo emerso, riportato in dettaglio negli allegati al DOTS, ha previsto un’analisi specifica per ognuno dei 17 siti individuati, che ha evidenziato elementi di criticità e di incompatibilità con la previsione di idoneità emersa nella fase di individuazione delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il Deposito Nazionale ed il Parco Tecnologico.

Allo stesso tempo, sempre in una azione propositiva di collaborazione e trasparenza del processo di consultazione e di partecipazione attiva, è stato costruito una Sistema Informativo Territoriale, corredato di un corposo volume di tematismi, a supporto delle istanze rappresentate ed estremamente utile ad un inquadramento sufficientemente dettagliato degli elementi e fattori di vulnerabilità e criticità esistenti. Il SIT ha censito, organizzato, razionalizzato e rappresentato l’insieme dei dati esistenti, integrando i tematismi relativi ad ambiti e competenze differenti, al fine di consentire una lettura multidisciplinare delle informazioni presenti presso i dipartimenti e uffici regionali. In tale strutturazione del database, sono stati altresì acquisiti e catalogati dati, misure, rilievi, valutazioni e determinazioni rappresentati in studi, indagini ed analisi condotte sui siti direttamente interessati dalla localizzazione, ovvero in aree marginali di prossimità e/o di area vasta, al fine di poter estrarre/estrapolare le informazioni utili alla valutazione degli scenari conoscitivi e delle possibili interferenze.

Dal contesto informativo emerso, ribadendo l’invito ad una analisi dettagliata dei contenuti emersi dai singoli tavoli per ogni sito analizzato, si ritiene utile richiamare alcuni elementi salienti di criticità che impongono una riclassificazione della potenziale idoneità dei siti ricadenti in toto od in parte nel territorio della regione Basilicata. In particolare:

  1. criterio di esclusione CE2 – aree contrassegnate da sismicità elevata

Il criterio di esclusione CE2 ha messo in evidenza una trattazione piuttosto sommaria della problematica. Sono infatti emersi alcuni aspetti di criticità, sia nella formulazione che nell’applicazione di tali criteri. Va anche fatto rilevare che il criterio CE2, unitamente al criterio CE3, non trova alcuna corrispondenza nei criteri di approfondimento, quasi a significare che un ulteriore approfondimento di queste tematiche non sia stato ritenuto necessario. Mentre, invece, è essenziale.

  1. criterio di esclusione CE3 – aree interessate da fenomeni di fagliazione

Nella relazione d’area per tutti i 17 siti considerati è riportato lo stesso risultato: “La ricognizione complessiva del quadro conoscitivo esistente, unitamente agli elementi raccolti mediante i rilievi in campo, non ha fornito nette evidenze di fagliazione nell’area in esame”. L’analisi della SOGIN non prende in esame alcuna fonte di dati, ad esclusione delle due citate nella relazione (ITHACA e DISS). Anche in questo caso, è fortemente carente.

  1. criterio di esclusione CE4 – aree caratterizzate da rischio e/o pericolosità geomorfologica e/o idraulica di qualsiasi grado e le fasce fluviali

Per tutte le aree, la verifica del criterio di esclusione e, in particolare, l’individuazione delle aree a rischio frana, è stata effettuata utilizzando le informazioni riportate nei Piani di Assetto Idrogeologico e nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI). Questi strumenti hanno evidenziato che tutte le aree comprese nel cluster Potenza sono caratterizzate dalla presenza di zone a rischio frana di grado variabile. Alcune di queste (PZ-8, PZ-13) mostrano zone a rischio R1 e R2 direttamente nell’area individuata.

  1. criterio di esclusione CE10 – aree caratterizzate da livelli piezometrici affioranti o che, comunque, possano interferire con le strutture di fondazione del deposito

Il criterio esclude le formazioni caratterizzate da livelli piezometrici affioranti o che, comunque, possano interferire con le strutture di fondazione del deposito. Nella Relazione di Sogin, la formazione viene descritta come un complesso argilloso-marnoso considerabile come un substrato pressoché impermeabile. I dati sperimentali, ottenuti mediante analisi in sito e in laboratorio dai ricercatori del Laboratorio di Geotecnica di Università della Basilicata su campioni rappresentativi del complesso delle Argille Subappennine lucane, mostrano, al contrario, che la permeabilità del sottosuolo può essere elevata, che il sottosuolo è saturo di acqua, e che i livelli piezometrici interferirebbero con le opere.

  1. criterio di esclusione CA9 – parametri chimici del terreno e delle acque di falda

Sulla base dei dati geologico-stratigrafici, idrogeologici, tessiturali e mineralogici attualmente a disposizione per i sedimenti che ricadono nelle aree-cluster individuate in Basilicata, il rischio di una vasta mobilità geochimica, con eventuale interessamento della falda acquifera, in diversi casi non profonda, risulta non trascurabile.

  1. criterio di esclusione CA11 – produzioni agricole di particolare qualità e tipicità, luoghi di interesse archeologico e storico

Non è riportata l’attività in corso di redazione del Piano Paesaggistico Regionale ai sensi dell’Intesa sottoscritta con MIBACT e MATTM che nel Documento Programmatico approvato con DGR 1372/2018 ed integrato con DGR 332/2019 pone al centro di interesse il territorio rurale inteso complessivamente come bene pubblico. Il quadro conoscitivo elaborato nel Piano completo in relazione alle Tutele è stato validato dal Comitato tecnico Paritetico Regione, MIC, MITE ed è il riferimento per il repertorio dei vincoli e relative perimetrazioni. I siti del Deposito Nazionale si collocano all’interno delle aree agricole più importanti della Basilicata. I paesaggi rurali interessati, così come definiti dal Piano Paesaggistico in corso di avanzata formazione, sono quelli dei Terrazzi e della Pianura costiera; i terrazzi del Bradano; l’altopiano della Murgia materana.

  1. criterio di esclusione CA13 – presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche

Tra le infrastrutture strategiche, esistenti o già individuate negli strumenti di pianificazione, che determinano insediamenti futuri di attività antropiche che possono risultare inficiate e/o compromesse dalla costruzione del deposito e, allo stesso tempo, compromettere l’isolamento del deposito stesso, sono da annoverare sicuramente quelle idriche, energetiche (gas, petrolio o di tipo geotermico) e minerarie. Questo si evince dall’analisi del criterio CA13: Presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche, non possono essere escluse tutte quelle opere e grandi infrastrutture strategiche di rilevanza nazionali, già riconosciute e programmate dallo Stato nei piani di sviluppo di vaste aree regionali con la legge Obiettivo 443/2001 e con le successive delibere CIPE 121/2001, 146/2006 e 3/2008. Tra queste vanno annoverate le infrastrutture idriche, sia ad uso idropotabile sia irriguo sia industriale, di accumulo, trasferimento e distribuzione realizzate e da realizzarsi quali dighe, traverse, adduttori, vasche di compenso e condotte di distribuzione a servizio di distretti irrigui (in particolare lo schema idrico Basento-Bradano e il grande adduttore del Sinni), che non sono state affatto considerate dalla proposta Sogin. Questi sono solo alcuni dei rilievi tecnici contenuti nel DOTS che da soli giustificano la posizione di diniego della Regione Basilicata. Tuttavia, proprio per quanto detto all’inizio, la stessa posizione è rafforzata anche dall’unanime no delle Istituzioni locali che rappresentano il comune sentire dei cittadini e della società lucana, e che, per prossimità e vocazione, sono deputati ad un’attenta valutazione e composizione dei differenti interessi coinvolti.

La Basilicata ha già dato e continua a dare alla Nazione. Contribuisce, da anni, al livello di approvvigionamento di petrolio, con il più grande giacimento on shore d’Europa, e oggi ancor di più con un secondo Centro Olio. Nell’epoca del nucleare, ha messo a disposizione il proprio territorio con l’impianto ITREC di Rotondella. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze con uno smantellamento che va avanti da 20 anni e che non è esente da danni ambientali.

La Basilicata è ricca di risorse naturali: stiamo parlando dell’oro blu di cui siamo i maggiori esportatori verso altre regioni con oltre il 70% di produzione idrica. Ospita il Parco nazionale più grande d’Italia, nonché custodisce parte del patrimonio mondiale UNESCO con Matera.

Il rovescio della medaglia è che siamo ancora fortemente penalizzati nell’accessibilità infrastrutturale: siamo la regione con minori chilometri di autostrada in Italia (0,29 Km per 100 Kmq di area) e con una rete ferroviaria marginale ed inadeguata.

In conclusione, ribandendo la totale contrarietà alla proposta di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico ex D.lgs. n. 31/2010 redatta da So.G.I.N. S.p.A. per i 17 siti individuati e ricadenti nel territorio regionale, auspico fortemente che gli elaborati e la documentazione scientifica, tecnica ed amministrativa prodotta sia seriamente valutata nelle prossime fasi di questo complesso procedimento e che si possa giungere alla definitiva dichiarazione di non idoneità di questi territori tale da giustificare la loro esclusione dalla CNAPI.

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Scorie nucleari in Basilicata, la CEI ne discute in video-conferenza

in Appuntamenti

Mercoledì 27 gennaio 2021 alle ore 19 la questione dello stoccaggio delle scorie radioattive che interessa anche la Basilicata sarà discussa in videoconferenza con i delegati del laicato cattolico associato ed alcuni rappresentanti istituzionali.

L’incontro sarà presieduto dall’arcivescovo di Matera-Irsina Monsignor Pino Caiazzo in qualità di Delegato della Pastorale Sociale e del Lavoro della CEB di Basilicata.

Si potranno seguire i lavori attraverso la diretta streaming sul sito di Logos https://www.logosmatera.it/ oppure sulla pagina Facebook di Logos-Matera https://www.facebook.com/logosleragionidellaverita o sul canale Youtube Logos-Matera
https://www.youtube.com/channel/UC6KIkdJ5BFlUa-MGeAoqHvQ

Le Chiese di Basilicata non sono estranee alle vicende che coinvolgono il territorio e alla notizia che in Basilicata sono stati individuati 17 potenziali siti, a fronte dei 67 in tutta Italia per lo stoccaggio delle scorie, si interrogano offrendo una riflessione e un confronto tra diversi attori del discernimento, per una maggiore comprensione del problema e per un eventuale contributo che possono dare quale risposta al documento stesso.
Insieme, il Laicato cattolico associato e la delegazione regionale di Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza Episcopale di Basilicata hanno organizzato un dibattito, che si terrà mercoledì 27 gennaio alle ore 19,00 in diretta streaming, per riflettere sul tema.
L’evento è strutturato sull’intervento dei vari rappresentanti da più luoghi di riunione collegati tutti tra di loro da una connessione in videoconferenza che il team del giornale diocesano di Matera-Irsina Logos-Le ragioni della verità ha organizzato.
L’idea generale è quella di far sentire la voce della Chiesa: Vescovi, Uffici Ecclesiali, Movimenti, Associazioni…Laici. Come uomini e come cristiani è necessario interrogarsi sull’impatto che le scorie hanno su un qualunque territorio, a partire – ovviamente – da quello lucano.

In forza dei suggerimenti che Papa Francesco suggerisce nell’Enciclica Laudato sii, i cristiani devono sentirsi protagonisti di una “conversione ecologica” che produca una “cultura ecologica” in grado di proteggere e valorizzare la casa comune.

Pertanto, risulta doveroso, come Chiesa, proprio alla luce del documento della Sogin, approfondire il tema dell’eventuale stoccaggio delle scorie comprendendone “pro e contro”, al fine di poter fornire un eventuale contributo per la redazione di un documento che il territorio lucano potrà dare.

Da Matera, presso il Salone degli Stemmi si ritroveranno per gli interventi:

• Il delegato della Pastorale Sociale e del Lavoro della CEB di Basilicata mons. Antonio Giuseppe Caiazzo;
• Il presidente della Provincia di Matera e sindaco di Montalbano Jonico Piero Marrese;
• Il sindaco di Matera Domenico Bennardi;
• Il direttore Delegazione Regionale Pastorale Sociale del Lavoro mons. Filippo Lombardi;
• Il moderatore del dibattito Lindo Monaco, Presidente della CRAL (Consulta Regionale Aggregazioni Laicali).
Dalla Regione Basilicata ci sarà l’Assessore all’Ambiente ed Energia Gianni Rosa;
Dalla Provincia di Potenza ci sarà il Presidente Rocco Guarino, sindaco di Albano di Lucania.

Inoltre, dalle rispettive sedi i presidenti delle CDAL (Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali):
• Giancarlo Grano presidente CDAL dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo;
• Annamaria Bianchi presidente CDAL della Diocesi di Tursi;
• Erminia Pantaleo presidente CDAL della Diocesi di Melfi;
• Massimiliano Burgi presidente CDAL dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina.
Inoltre, interverranno:
• il presidente FISM Edmondo Soave del Direttivo CRAL Basilicata;
• il ricercatore Franco Vespe della PSL (Delegazione regionale Pastorale Sociale del Lavoro).

Svolgeranno le relazioni:
• Fausto Santangelo, Ingegnere ambientale, Amministratore CRAL;
• Salvatore Arpaia, Ricercatore, esperto in impatto ambientale.
Intervento conclusivo: Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo Delegato CEB Pastorale Sociale del Lavoro.

Basilicata, deposito scorie nucleari: il 7 Gennaio riunione in Regione. Dal Governo, Speranza: “Basilicata non idonea”

in Politica

Un incontro urgente per fare il punto sulla procedura di consultazione pubblica, avviata oggi, attraverso la quale, entro i prossimi 60 giorni, i soggetti portatori di interessi qualificati potranno esprimersi in merito alla “localizzazione, costruzione ed esercizio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco tecnologico”. L’ha convocato, d’intesa con il presidente della Regione Bardi, l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa.

La riunione avrà luogo in modalità telematica giovedì 7 gennaio 2021 alle ore 10,30.

Sono stati invitati a partecipare i presidenti delle Province di Potenza e Matera, il direttore generale dell’Arpab, il presidente dell’Anci ed i sindaci dei Comuni lucani i cui territori ricadono fra le aree indicate dalla Sogin nella “Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”: Acerenza, Genzano, Irsina, Oppido Lucano, Matera, Montescaglioso, Bernalda, Montalbano Jonico. Sarà presente all’incontro anche il dirigente generale del Dipartimento Ambiente Giuseppe Galante.
L’incontro, già annunciato da Bardi e Rosa in una nota in cui hanno espresso la loro ferma contrarietà “ad ogni ipotesi di ubicazione in Basilicata del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”, servirà “per condividere le attività preparatorie alla formulazione delle osservazioni nei tempi previsti”.
Al termine della riunione è previsto un punto stampa, che si svolgerà orientativamente intorno alle 12,00 presso la sede del Dipartimento Ambiente della Regione.

Speranza: aree Basilicata non idonee a sito unico scorie

“In merito alle indicazioni di carattere generale della carta dei siti potenziali per il deposito delle scorie radioattive, resa pubblica da Sogin, appare del tutto evidente che le aree della Basilicata siano a più bassa idoneità e quindi da escludersi in vista della valutazione definitiva. La ragione principale di tale considerazione è che le aree della Basilicata sono in zona sismica 2. Va altresì valutato che la gran parte dei rifiuti nucleari è già collocato in aree del Paese distanti dalla Basilicata.”
Lo dichiara il Ministro Roberto Speranza

Deposito scorie radioattive: “La Basilicata dice no”

“La Regione Basilicata si opporrà con tutte le sue forze ad ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”. Lo hanno dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi e l’assessore all’Ambiente Gianni Rosa a seguito delle notizie diffuse nella tarda serata di ieri sulla pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede anche alcune zone della Basilicata fra le aree indicate dalla Sogin.
“Non eravamo stati informati – hanno aggiunto Bardi e Rosa – e ribadiamo la nostra contrarietà a questa scelta, certi di interpretare il comune sentire del popolo lucano che come è noto a tutti ha già manifestato questo orientamento, in maniera composta ma decisa, 17 anni fa quando fu indicato il sito di Scanzano Jonico. Ora come allora il nostro territorio, che contribuisce in maniera rilevante al bilancio energetico del Paese con le proprie risorse naturali, non può essere ulteriormente gravato da una attività che rischierebbe di mettere in discussione e di pregiudicare la prospettiva di sviluppo sostenibile che con tanta fatica, in questa difficile congiuntura dovuta all’emergenza sanitaria in atto, le istituzioni e le forze economiche e sociali stanno cercando di concretizzare”.
“Nella consultazione pubblica che è stata prevista – concludono Bardi e Rosa – la Regione produrrà una serie di osservazioni negative che in queste ore sono in corso di elaborazione. A questo scopo giovedì mattina alle 10,30 si terrà una riunione via web con tutti gli organismi regionali coinvolti, Arpab, sindaci interessati e presidenti delle Province per discutere e approfondire ogni aspetto della vicenda”. L’intera giunta regionale guidata dal presidente, Vito Bardi, esprime netta contrarietà alla localizzazione, in Basilicata, di un sito per lo smaltimento dei rifiuti nucleari. “Siamo fortemente contrari a questa scelta sia per oggettive ragioni tecniche in quanto non si possono allocare rifiuti nucleari in zone altamente sismiche, sia per ragioni di opportunità. La Basilicata ha già dato al Paese con i suoi giacimenti petroliferi e non possono aprirsi altre ferite che possano mettere in serio pericolo il destino di questa regione. Non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai lucani. Per questa ragione ci opporremo con ogni mezzo a questa ipotesi, già proposta qualche anno fa e poi fallita grazie a una grande mobilitazione dei lucani. Una ipotesi, fra l’altro, emersa senza alcun coinvolgimento delle istituzioni e delle popolazioni interessate. Per scelte del genere non esistono colori politici. Aspettiamo fiduciosi anche la voce contraria del Movimento 5 Stelle, a partire dal sindaco, Domenico Bennardi, considerato che questa volta la città, già capitale europea della cultura per il 2019, sarebbe fortemente penalizzata”.

Il Segretario Provinciale PD Matera, Claudio Scarnato: Un chiaro NO al Deposito di Scorie Nucleari in Basilicata.

E’ stata pubblicata la mappa delle aree che potranno ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, la cosiddetta Carta delle aree potenzialmente idonee. SI ripropone a distanza di anni il tema della Basilicata dove, secondo quando riportato dalla CNAPI, vi sono alcuni territori che potrebbero ospitare il deposito dei rifiuti radioattivi.
L’Iter per la definizione prevede che dopo 60 giorni dalla pubblicazione della CNAPI, le Regioni, gli enti e i soggetti interessati potranno formulare le loro osservazioni e proposte tecniche alla Sogin con un tempo di quattro mesi.
Questo tempo non va sciupato e va tenuto conto che la Regine Basilicata, territorio già martoriato da dissesti idrogeologici, frane e zone altamente sismiche non si presta ad essere individuata come terra potenzialmente adatta ad ospitare un deposito di scorie nucleari, come già è stato fatto da diversi studiosi durante dibattiti che hanno ricordato il 2003 di Scanzano Jonico, ribadendo la non idoneità della nostra regione a poter ospitare un deposito di tale natura.
Pertanto, chiedo ai nostri rappresentanti di tenere alta l’attenzione e di far emergere nelle sedi opportune quanto le istituzioni, il mondo produttivo e il mondo sociale siano contrari a questa scelta facendo rilevare le giuste motivazioni come è già stato fatto in passato.
Tuttavia, qual’ora non si tenga considerazione dei tanti punti contrastanti a questa scelta, il popolo Lucano, che già nel 2003 si espresse con un chiaro NO, è pronto a scendere nuovamente in campo per contrastare tale decisione e il Partito Democratico della Provincia di Matera è pronto a fare il suo.

ROTONDELLA, IL NO DELL’AMMINISTRAZIONE CITTADINA AL DEPOSITO
L’amministrazione comunale di Rotondella esprime piena e ferma contrarietà all’individuazione dei potenziali siti in Basilicata di cui alla CNAPI. Infatti, la Basilicata presenta un territorio già di per sé fragile– da una parte – ed una connotazione territoriale votata all’agricoltura ed al turismo – dall’altra parte – che per le sue intrinseche caratteristiche e ridotta espansione territoriale mal si conciliano con la realizzazione del sito unico.
Per dette ragioni, nel ribadire la contrarietà ad ogni potenziale scelta della Basilicata per la realizzazione del sito unico nazionale, anticipiamo sin d’ora la formale richiesta alla Regione Basilicata ed alla Provincia di Matera e di Potenza di coordinare le azioni per scongiurare una simile possibilità, ferma ogni azione amministrativa e politica del Comune di Rotondella.

Il no di Gabriele Propati, coordinatore Regionale Lega Giovani Basilicata
La notizia apparsa sugli organi di stampa ci preoccupa non poco. Se il governo Conte pensa di trasformare la Basilicata in un cimitero radioattivo si sbaglia di grosso. Così come fu nel 2003 faremo le barricate in ogni dove. Ovviamente desta sconcerto l’individuazione della mia città,Montalbano Jonico, fra i siti idonei al deposito unico. Pensare di mettere le scorie nucleari in un territorio dove insiste la riserva regionale del parco dei calanchi è davvero grottesco. Come sempre saremo in prima fila a scongiurare questa possibile ipotesi che rischia di mettere ancora di più in ginocchio la nostra economia fondata principalmente sull’agricoltura e sul turismo. Nella mia città darò vita ad un comitato anti scorie insieme ai cittadini ed a tutti coloro che intendono lottare per la propria terra.

In una seconda nota, Propoati ha poi annunciato la nascita di un comitato spontaneo: “Si è costituito un comitato spontaneo di cittadini nella città di Francesco Lomonaco. A seguito delle notizie riportate dagli organi di informazione che vedono Montalbano Jonico fra i 67 siti idonei ad ospitare scorie di carattere radioattivo, alcuni cittadini montalbanesi hanno deciso di formare un comitato civico apartitico denominato “ COMITATO NO SCORIE A MONTALBANO JONICO”. Fanno parte del gruppo promotore:
Gabriele Propati, Antonio Perciante, Rocco Pontevolpe, Donatella Mastropierro, Francesco Tarulli, Antonio Gallicchio, Nicola Giordano, Maurizio Tancredi, Graziano De Biase.
Il comitato comunica che a partire dalle ore 18:00 di oggi ci sarà una raccolta firme in via Armando Miele per dire no ad ogni forma di nucleare nel nostro territorio”.

L’onorevole Caiata (Fratelli d’Italia su deposito scorie: Governo approfitta della pandemia per decidere delle scorie

“Come i ladri di notte, questo Governo nazionale, in piena emergenza sanitaria, in piena crisi economica e sociale, in piene vacanze natalizie, pubblica la Proposta di Carta Nazionale delle Aree
Potenzialmente Idonee (CNAPI), Progetto preliminare del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (DNPT) e dei documenti correlati, e avvia la consultazione pubblica. E come se non bastasse, propone quale sito idoneo la Basilicata. Una Terra che da già moltissimo all’Italia con lo sfruttamento
del suo territorio in quanto maggiore produttore di petrolio.” ad affermarlo l’On.le Salvatore Caiata,
coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. “Oggi, come ieri, è no. Ci opponemmo al Governo Berlusconi, che comprese l’errore e l’orrore di scegliere la nostra piccola Regione come sito nazionale per le scorie nucleari, lo ribadiamo con maggiore forza oggi. Non faremo le barricate. Li faremo barricare in casa. Abusi e soprusi non saranno tollerati da un Governo che si regge in piedi su inciuci di poltrone e che ha carpito la buona fede dei cittadini presentandosi come il difensore del popolo ma che, invece, difende solo i propri interessi di bottega. Dov’è l’avvocato del popolo, Conte? Dove sono i lucani ‘parcheggiati’ nel governo? Margiotta, Liuzzi, Lamorgese, Speranza per una volta, dimostrate di non essere al governo solo per mantenere in piedi una maggioranza precaria e schieratevi. Finora siete stati solo i servitori delle vostre poltrone, sarebbe il caso, adesso, di dimostrare che non siete solo affascinati dal palazzo ma che avete a cuore la terra che vi ha permesso di sedere dove sedete. Noi non staremo a guardare mentre tentano di violentare ancora la nostra terra” conclude l’On.le Caiata.

ITALIA VIVA BASILICATA: NO AL DEPOSITO SCORIE, PRONTI A GENERARE UNA NUOVA SCANZANO

Diamo già troppo al Paese, si guardi verso altri territori per le scorie. Il parlamentare Vito De Filippo, i consiglieri regionali Luca Braia e Mario Polese, i coordinatori provinciali, i dirigenti e gli iscritti di Italia Viva Basilicata esprimono la totale e ferma contrarietà.
La nostra regione non può e non deve essere tra le sedi candidate ad ospitare, nelle aree ricadenti nei Comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Matera, Bernalda, Montalbano e Montescaglioso, il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, cosiddetto CNAPI.
La Basilicata, ha già il suo importante e delicato, in termini di impatto ambientale, ruolo sul piano energetico nazionale con le estrazioni petrolifere e deve oggi più che mai posizionarsi sul tema della transazione energetica come regione che punta alla sostenibilità. Pertanto, la pubblicazione della mappa fino a ieri chiusa nei cassetti di Sogin e la consultazione pubblica che seguirà nei prossimi mesi, siamo certi troverà la stessa Basilicata di 17 anni fa ad opporsi in tutti i modi. Si prevenga una nuova mobilitazione popolare, si guardi già altrove. Ora come allora siamo pronti a generare una nuova Scanzano.

Deposito scorie radioattive, Cifarelli e Pittella (Pd): “La Basilicata non é disponibile”

“La Basilicata si è già opposta 17 anni fa al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e sarà pronta a rifarlo con forza, come allora.” Lo dichiarano i consiglieri regionali del Pd, Roberto Cifarelli e Marcello Pittella.
“E’ evidente che in termini di “sostenibilità” la Basilicata contribuisce già in maniera rilevante al fabbisogno energetico nazionale e non é affatto pensabile che si vada oltre. No, grazie!
Siamo certi – dicono Cifarelli e Pittella – che si farà fronte comune e riteniamo quanto mai utile che nella consultazione pubblica che è stata prevista siano coinvolti i gruppi di minoranza in Consiglio regionale. Siamo pronti ad una risoluzione unitaria in Consiglio regionale che dia forza ad ogni iniziativa si ritenga utile intraprendere, anche contro la sola ipotesi della individuazione di pochi comuni tra le aree idonee.
Abbiamo già scelto cosa vogliamo essere – concludono – e non c’è alternativa al nostro No!”

Il Presidente della Provincia Piero Marrese dice NO alle SCORIE RADIOATTIVE nel territorio della provincia di Matera.

Piero Marrese presidente della provincia di Matera esprime il suo dissenso sulla CNAPI, la Carta delle aree potenzialmente idonee, che, tra le 67 aree individuate come deposito di scorie radioattive, ha inserito anche alcuni comuni del materano. “Una decisione inaccettabile – dice Marrese – che penalizzerebbe i territori lucani in termini turistici, di sviluppo economico, agricolo e agroalimentare. Il materano è ormai un territorio riconosciuto a livello nazionale per la sua vocazione turistica, per gli aspetti produttivi e legati all’agricoltura, per le sue bellezze paesaggistiche e per il suo mare pulito. E immaginare un deposito di scorie radioattive in queste aree, oltre a lasciare sorpresi, rappresenterebbe un “duro colpo” per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio, già fortemente messo in crisi dall’emergenza Covid-19”.
La Provincia, nella fase di “consultazione pubblica” in cui sarà possibile formulare osservazioni tecniche e proposte alla Sogin, la società che gestisce gli impianti nucleari e che ha elaborato la CNAPI, farà sentire la sua voce e ribadirà la sua netta contrarietà, attraverso ogni azione ed iniziativa volta a scongiurare questo scempio nei confronti delle nostre comunità. “Occorre rivedere questa decisione – conclude il presidente Marrese -, sia dal punto di vista scientifico che sotto l’aspetto turistico, agricolo e paesaggistico. In un momento in cui a livello nazionale ci si orienta verso un basso impatto ambientale e verso energie alternative, sarebbe una contraddizione inserire un deposito di rifiuti nucleari, che non può oggettivamente coesistere con le peculiarità e le vocazioni dei nostri territori. Non si tratta di fare campanilismi, né di voler mettere in discussione i criteri adottati nello stilare la mappa, ma siamo pronti a dare la nostra collaborazione per fornire alla Sogin tutti gli elementi necessari, e supportati da studi scientifici, a rivedere la sua posizione”.
Come presidente della Provincia, ma anche come cittadino e padre di famiglia ribadisco il mio forte NO alle scorie in Basilicata!!”

SCORIE NUCLEARI, DE BONIS: “FERMO NO AL DEPOSITO IN BASILICATA. LA NOSTRA REGIONE HA GIÀ DATO

“Sono fermamente contrario alla dislocazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi in Basilicata. Il nostro territorio ha già dato abbondantemente al paese con le trivellazioni petrolifere; che adesso debba anche farsi carico dello smaltimento del nucleare è inaccettabile. Non si tratta del cosiddetto Nymby, bensì di giustizia territoriale. L’economia lucana confida moltissimo nell’agricoltura sostenibile e nel turismo, cosicché è inconcepibile pensare di imporre alla nostra regione un ulteriore prezzo da pagare in termini di gestione del settore energetico. Per questo è mia intenzione presentare una interrogazione parlamentare sul tema, per capire come mai non si sia valutato opportunamente l’impatto che ciò avrà sulla Basilicata e non si siano individuati altri territori. Come diciotto anni fa a Scanzano Jonico, anche oggi faremo tutto quanto in nostro potere per supportare il popolo lucano contro questa assurda decisione”.
Lo ha dichiarato il senatore Saverio De Bonis, commentando la pubblicazione da parte di Sogin della Carta delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, dopo il via libera dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.

Il consigliere regionale Carlo Trerotola (Prospettive Lucane): “Ipotesi scellerata”
E’ davvero stupefacente, dopo che nel 2003 la ferma e corale mobilitazione delle istituzioni e del popolo lucano sventò l’inopinata ubicazione a Scanzano Jonico del cimitero delle scorie nucleari, soltanto ipotizzare che nella nostra regione possa essere allocato il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.
Con il nulla osta governativo alla pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), predisposta dalla Sogin, è stato svelato l’ insensato inserimento tra gli eventuali siti di diversi Comuni lucani, ubicati nel Bradano o nell’area murgiana, tra cui addirittura la città di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.
E’ un’ipotesi scellerata, che bisogna assolutamente scongiurare, recuperando il medesimo spirito unitario di 18 anni fa, che vide lottare insieme, al di là degli steccati politici, cittadini, forze sociali e rappresentanti istituzionali di qualsiasi livello. La Basilicata già paga un prezzo elevato alla sostenibilità ambientale del territorio con la presenza di diversi pozzi petroliferi, che contribuiscono in maniera determinante al fabbisogno energetico dell’intera nazione.
Riproporre ora l’indigesta “ciliegina sui pozzi” dello stoccaggio nazionale delle scorie radioattive significa condannare alla desertificazione la nostra meravigliosa terra, da sempre vocata ad azioni di sviluppo incentrate sulla valorizzazione dell’agricoltura, del turismo e della cultura.
L’intera comunità lucana deve reagire, con la medesima fermezza e passione di 18 anni fa, a quest’ulteriore tentativo d’inquinare la salubrità della nostra aria e la bellezza del nostro habitat naturale.
Le istituzioni elevino forte la voce della netta contrarietà a questa sciagurata ipotesi. Bene ha fatto il Presidente Bardi a convocare una riunione con gli organismi regionali e gli Enti Locali interessati alla consultazione pubblica.
Contemporaneamente si convochi subito un’apposita seduta straordinaria del Consiglio Regionale e si attivino anche i parlamentari lucani.

M5S BASILICATA SU DEPOSITO UNICO SCORIE: FORTE, DECISA E RIGOROSA CONTRARIETÀ A QUESTA SCIAGURATA IPOTESI.

SOGIN S.p.a. ha reso pubblica la nota tecnica relativa ai siti idonei per lo stoccaggio delle scorie nucleari di bassa e media intensità. Un elenco di 67 potenziali siti con determinate caratteristiche diffusi su tutto il territorio nazionale, e che ora vedranno un momento di aperto dibattito pubblico.
Purtroppo constatiamo che tra i siti individuati, ce n’è una moltitudine in Basilicata.
Tutto questo non è assolutamente accettabile, poiché la nostra regione e il nostro territorio hanno già dato e continuano a dare tanto, essendo coinvolti da decenni sia nello stoccaggio di scorie nucleari anche ad altissima attività (con ulteriori problemi di inquinamento delle falde da cromo esavalente, trielina ed idrocarburi nel sito di Rotondella) sia nelle estrazioni petrolifere e ospitando ben due siti di pre-raffinazione, uno in Val D’Agri (con serie conseguenze di inquinamento ambientale a causa di sversamenti legati allo stoccaggio di greggio e presunto traffico di rifiuti pericolosi) e uno nella Valle del Sauro, che già sta mostrando i propri effetti negativi sulla qualità dell’aria nei territori interessati.
Ricordiamo, inoltre, di avere già subito in passato un vero e proprio scempio ambientale con la prima industrializzazione degli anni 60, che ha lasciato abbandonati una serie di siti industriali i quali aspettano ancora di essere recuperati e bonificati (Valbasento e Tito).
Pertanto, saremo con convinzione al fianco di tutte le Istituzioni lucane, a prescindere dal colore politico che le contraddistingue, al fine di far pervenire la nostra forte, decisa e rigorosa contrarietà a questa sciagurata ipotesi.
Così come già avvenuto nel 2003 con la marcia dei centomila, che fece fallire il tentativo di creare il sito unico nazionale delle scorie nucleari nel Comune di Scanzano Jonico, tutta la Comunità Lucana saprà fare di nuovo fronte unico e si presenterà forte e compatta, in tutte le sedi, per scongiurare ogni eventuale coinvolgimento del proprio territorio.

 

 

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