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Rese olio: i dati provincia per provincia

in Storie di Frutta

Rese olio: i dati provincia per provincia. Balza subito agli occhi il dato della Liguria 17,6. I valori più bassi a Bergamo 8,3  e 9,5 in provincia di Torino

Come va la resa in sede di molitura delle olive? Un’istantanea – quando ancora la campagna è in corso – è disponibile sul portale “olivonews” che ha pubblicato un report regione per regione. Come riferito dal sito, considerata la scarsità di olive, il Centro Nord si sta avviando alla chiusura della campagna. Al Sud, in generale, si è a metà campagna, in Puglia la “stagione” sarà più lunga perché i frantoi sono andati a pieno regime più tardi.

Le “rese” delle regioni italiane suddivise per province:

 

PIEMONTE: Torino: 9.5, Vercelli 10.5.
LOMBARDIA: Como 13.3, Sondrio 12.5, Bergamo 8.3, Brescia 11.5, Mantova 10, Lecco 10.1.
TRENTINO: Trento 12.1.
VENETO: Verona 12.5, Vicenza 12, Treviso 10.9, Padova 13.6.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Udine 10.2, Trieste 12.7, Pordenone 10.2.
LIGURIA: Imperia 17.6, Savona 15.8, Genova 13.1, La Spezia 12.
EMILIA ROMAGNA: Piacenza 16.6, Modena 15.3, Bologna 13.2, Ravenna 12.9, Forlì-Cesena 14.8, Rimini 13.8.
TOSCANA: Massa-Carrara 12.7, Lucca 12.6, Pistoia 13.2, Firenze 13.3, Livorno 13.2, Pisa 12.5, Siena 13.6, Arezzo 13, Grosseto 13, Prato 12.8.
UMBRIA: Perugia 13.5, Terni 14.1.
MARCHE: Pesaro-Urbino 12.7, Ancona 12.8, Macerata 12.6, Fermo 11.8, Ascoli Piceno 11.6.
LAZIO: Viterbo 12.5, Rieti 13.2, Roma 12.9, Latina 12.8, Frosinone 14.5.
ABRUZZO: L’Aquila 13.6, Teramo 12.3 Pescara 13.9, Chieti 13.
MOLISE: Campobasso 12.7, Isernia 14.2.
CAMPANIA: Caserta 11.7, Benevento 11.4, Napoli 13.4, Avellino 12.9, Salerno 12.9.
PUGLIA: Foggia 13.9, Bari 13.4, Taranto 12.4, Brindisi 12, Barletta-Andria-Trani 13.8.

BASILICATA: Potenza 13.4, Matera 13.2

CALABRIA: Cosenza 13.3. Catanzaro 16.6, Reggio Calabria 15.4, Crotone 16.5, Vibo Valentia 14.3.
SICILIA: Trapani 15.8, Palermo 15.3, Messina 15.5, Agrigento 16.4, Caltanissetta 15.2, Enna 15, Catania 12.5, Ragusa 12.6, Siracusa 12.7
SARDEGNA: Sassari 12.3, Nuoro 13, Oristano 14, Cagliari 13.1, Sud Sardegna 13.4.

Camminata tra gli Olivi in Basilicata il 29 Ottobre

in Appuntamenti

Camminata tra gli Olivi in Basilicata, domenica 29 Ottobre. L’iniziativa nelle sette Città dell’Olio lucane

 

Camminata tra gli Olivi in Basilicata: insieme per sensibilizzare sull’uso dell’olio EVO di qualità in una dieta equilibrata per prevenire i tumori e a ridurre le malattie epatiche. Torna l’evento promosso dall’Associazione nazionale Città dell’Olio. Tantissimi itinerari alla scoperta degli ulivi millenari per sensibilizzare sulle proprietà salutistiche dell’olio EVO

Domenica 29 ottobre la Basilicata è protagonista della settima edizione della Camminata tra gli Olivi, l’evento promosso dall’Associazione nazionale Città dell’Olio in 150 città italiane. La Camminata si svolgerà in 7 città lucane: Colobraro (MT), Missanello (PZ), Montalbano Jonico (MT), Rapolla (PZ), Roccanova (PZ), Rotondella (MT), Vietri di Potenza (PZ) con

percorsi di trekking, escursioni in bici, degustazioni di pane e olio, visite ai frantoi, esperienze di raccolta delle olive e tanto altro ancora.

“Olio & Salute” è il tema di questa edizione della Camminata tra gli Olivi promossa con la stretta alleanza della Lega Italiana per la Lotta conto i Tumori (LILT) e della Fondazione Italiana Fegato (FIF). Camminare fa bene alla salute ma anche inserire olio EVO di qualità in una dieta equilibrata aiuta a prevenire i tumori e a ridurre le malattie epatiche e l’insorgere di altre malattie croniche degenerative. Per questa ragione durante l’evento oltre agli itinerari previsti con visite a frantoi, Musei dell’Olio, olivi secolari e alle bellezze storico-artistiche delle città coinvolte saranno organizzati momenti divulgativi che hanno l’obiettivo di promuovere nei partecipanti la conoscenza delle proprietà salutistiche dell’olio EVO, alleato intramontabile e imbattibile della salute, sottolineandone le proprietà benefiche e promuovendone un consumo giornaliero corretto.

Gli itinerari.

A Colobraro la Camminata prevede la visita del Convento Francescano “Scrigno di rituali e conoscenze” e una passeggiata tra gli olivi in Contrada Spandale con assaggi guidati di olio EVO. Segue la visita da Amoreolio: un’esperienza multisensoriale tra antichi saperi e sapori e al Museo della civiltà contadina. I partecipanti alla Camminata di Missanello visiteranno l’azienda Montano dove assaggeranno prodotti tipici locali a base di olio, seguirà la visita all’ Oleificio Sagroli dove si potrà assistere alla dimostrazione di spremitura delle olive e degustare l’olio appena franto. A Roccanova ci aspetta una passeggiata a piedi tra gli ulivi storici siti in Contrada Mirello, un incontro divulgativo sulla cultura dell’olio a cura di una guida esperta. Passeggiate tra gli olivi, visite ai frantoi, degustazioni ed incontri divulgativi sugli aspetti benefici dell’olio EVO sono in programma anche a Montalbano Jonico, Rapolla, Rotondella e Vietri di Potenza.

“La Camminata tra gli Olivi nel tempo ha cambiato pelle e sta diventando sempre di più un appuntamento dedicato alla sensibilizzazione della popolazione su temi sociali importanti. Lo scorso anno abbiamo acceso i riflettori sul tema dell’abbandono dei terreni agricoli e in particolare degli oliveti, quest’anno grazie alla collaborazione con LILT e con FIF abbiamo voluto porre l’accento sulle proprietà nutraceutiche dell’olio EVO e sugli effetti benefici che ha sulla nostra salute. L’olio extravergine di oliva, alimento principe della Dieta Mediterranea, è stato definito il primo “nutraceutico” naturale nella storia dell’uomo. A maggior ragione, la tradizione italiana di utilizzarlo nella preparazione quotidiana degli alimenti va conservata e promossa, perché il benessere delle nostre “Comunità dell’olio” passa anche dalla cultura del cibo” ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio.

“Grazie alle Città dell’Olio lucane che anche quest’anno hanno scelto di aderire a questa bella iniziativa. Ci auguriamo di essere in tanti a celebrare la nostra civiltà olivicola non solo attraverso passeggiate tra gli olivi e degustazioni di olio EVO ma anche attraverso incontri di divulgazione per sensibilizzare i partecipanti sulle proprietà salutistiche dell’olio EVO, alleato intramontabile e imbattibile della salute, sottolineandone le proprietà benefiche e promuovendone un consumo giornaliero corretto“ hanno dichiarato il Consigliere nazionale Carmine Lisanti e il Coordinatore regionale delle Città dell’Olio della Basilicata Pasquale Dimatteo.

‘Agri Hub Basilicata’: semi per produrre olio vegetale a fini energetici

in Economia

‘Agri Hub Basilicata’: semi per produrre olio vegetale a fini energetici, è l’obiettivo dell’accordo fra Eni e Alsia per produrre bio-olio

Nascerà in Basilicata uno stabilimento Eni dove produrre bioolio da semi oleoginosi coltivati nella regione. Ha preso il via nei giorni scorsi ‘Agri Hub Basilicata’, un progetto che punta alla creazione di una filiera agricola lucana per la produzione di semi da trasformare in olio vegetale a fini energetici. “Agri hub Basilicata” scaturisce da una convenzione firmata nei giorni scorsi tra l’Alsia e la compagnia petrolifera. “Grazie ai nuovi accordi e al fondo delle compensazioni ambientali continuiamo a investire in progetti no oil. Stiamo facendo i primi passi in una Basilicata che prima o poi sarà senza petrolio e che deve avere altri settori sui quali puntare. Uno di questi – ha spiegato l’assessore regionale alle Politiche agricole, Alessandro Galella, presentando l’iniziativa alla stampa – riguarda proprio l’agricoltura. Daremo così un’opportunità importante ai nostri agricoltori per tornare a investire sui propri terreni affiancando un’altra produzione a quelle esistenti. Non ci sarà sovrapposizione né competizione con la filiera alimentare. Gli imprenditori agricoli non saranno costretti ad abbandonare le colture tradizionali, anzi potranno recuperare i terreni degradati, abbandonati, contaminati o più generalmente non utilizzabili per produzioni alimentari avendo un acquirente sicuro”.

Il progetto si svilupperà in due fasi. La prima servirà a valutare tramite metodologia phenotyping e nella messa a terra le sementi fornite da Eni considerate più promettenti e adatte per il territorio: girasole, cartamo, ricino, colza e camelina. Le prove saranno effettuate su 26 varietà di queste specie in circa 10 ettari di terreno messi a disposizione nelle tre aziende sperimentali dell’Alsia: “Pantanello” di Metaponto, “Gaudiano” di Lavello e “Pantano” di Pignola. Nella seconda, dimostrativa, i risultati ottenuti saranno trasferiti nelle aziende agricole lucane, reputate idonee per le loro caratteristiche, che avranno dato la loro disponibilità.

“E’ un progetto – ha affermato il direttore generale dell’Alsia, Aniello Crescenzi – che può dare un input alla crescita del reddito dei nostri agricoltori, allo sviluppo delle imprese sul nostro territorio e al miglioramento della qualità dei terreni. Una squadra di nostri tecnici seguirà l’andamento della sperimentazione e un comitato tecnico verificherà le procedure. L’investimento è importante, il finanziamento dell’Eni cuba circa 500 mila euro. Per l’agricoltura lucana è un’occasione imperdibile”.

I contenuti tecnici del progetto sono stati illustrati dal funzionario Alsia, Pietro Zienna. E’ intervenuta la dirigente generale della Direzione Politiche Agricole, Emilia Piemontese, che ha rimarcato come alla base del progetto ci debba essere “la capacità di fare rete per creare la filiera”.

Da Matera la road map del turismo dell’olio 2024

in Economia

Da Matera la road map del turismo dell’olio 2024, iniziativa organizzata dall’Associazione nazionale Città dell’Olio

«Un appuntamento strategico, che da il via ad un processo di confronto che può portare grandi opportunità di sviluppo, e in alcuni casi di rinascita, alle comunità euromediterranee, attraverso un’ulteriore valorizzazione dell’olio e delle centinaia di biodiversità che lo generano». Il presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, Michele Sonnessa, ha aperto – questa mattina – così i lavori del ReCoMed, meeting internazionale della rete delle città dell’olio del Mediterraneo (che riunisce Italia, Grecia, Spagna, Marocco, Tunisia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Turchia e Portogallo), che si è svolto stamane, a Matera, nei suggestivi spazi della Casa Cava, nell’ambito dell’evento “Il Turismo dell’Olio del Mediterraneo”, che si svolge tra oggi e domani nella città dei Sassi, capitale europea della cultura del 2019.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione nazionale Città dell’Olio e fortemente sostenuta dalla Regione Basilicata, ha lo scopo di mettere a confronto le best practice sull’oleoturismo dei paesi ReCOMed in vista di un forum internazionale sul tema che, con la collaborazione dei governi dei vari paesi, s’intende organizzare nell’area euromediterranea nel 2024 e che l’ANCO ha già condiviso col ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Ai saluti del presidente ReCOMed, Georgios Karampatos, quindi, è seguita la relazione sull’oleoturismo in Italia della professoressa Roberta Garibaldi, vicepresidente del comitato Turismo in Ocse e massimo esperto del settore a livello italiano, che l’Associazione nazionale Città dell’Olio ha scelto come consulente per questo importante progetto.

«Nonostante l’Italia produca olio di qualità da Nord a Sud, con oltre 500 varietà di olive e 4319 frantoi attivi, non ha ancora sviluppato un’offerta oleoturistica adeguata alla domanda – ha affermato nel suo intervento la Garibaldi – basti pensare che il 64% degli italiani è interessato ad itinerari turistici tra uliveti e frantoi ma solo l’8% ha avuto modo di farlo. C’è quindi un 56% di gap che va colmato mettendo a valore esperienze già consolidate – ha concluso – ad esempio tramite club di prodotto basati sulla qualità, per favorire la commercializzazione di quelle emergenti e renderne facile la prenotazione, come ormai accade con gli hotel e i voli aerei».

All’intervento di Roberta Garibaldi, sono seguite le relazioni dei paesi della Rete delle città dell’olio del Mediterraneo, che hanno fatto emergere – numeri alla mano – quando il trend del turismo dell’olio sia in crescita in tutta l’area, dando all’iniziativa odierna ancora più valore in termini di opportunità future, poiché la condivisione di esperienze può essere sicuramente lo strumento vincente per creare un legame indissolubile e duraturo tra olivicoltura e turismo.

La due giorni de “Il Turismo dell’Olio del Mediterraneo” proseguirà domani, sabato 24 giugno, nel Basilicata Open Space di piazza Vittorio Veneto, dove si terrà la cerimonia di premiazione del Concorso nazionale Turismo dell’Olio 2022/2023. Presenterà l’evento la giornalista enogastronomica e conduttrice TV Fabiola Pulieri. Sono previsti i saluti istituzionali di Michele Sonnessa Presidente Associazione nazionale Città dell’Olio, Antonio Nicoletti Direttore generale APT Basilicata e Vito Bardi Presidente Regione Basilicata e Roberta Garibaldi Presidente della Giuria. Saranno presenti tutte le aziende finaliste del concorso nelle sei categorie in gara.

Tutte le esperienze sono visibili sul sito 

L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”

in Storie di Frutta

L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”. La sesta puntata del programma condotto da Tinto e Monica Caradonna scopre le bellezze della Basilicata. Sabato 13 maggio dalle 11.10 alle 12.00 su Rai 2 e in diretta streaming su RaiPlay

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Sarà dedicata alla Basilicata e in particolare alla Città dell’Olio di Ferrandina, la sesta puntata di “Pizza Doc”, il programma condotto da Tinto e Monica Caradonna che andrà in onda sabato 13 maggio alle 11.10 su Rai2 e in diretta streaming su RaiPlay. Per realizzare la puntata, la troupe della trasmissione ha incontrato l’archeologo Antonio Pecci che ha raccontato la storia della città che sorge in collina su una delle sponde del fiume Basento, nella provincia di Matera. Qui, da sempre la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio extravergine di oliva sono una particolarità di questo territorio; testimonianza “vivente” di una storia millenaria è il cosiddetto “Patriarca”, un albero di circa duemila anni. Considerato l’ulivo più vecchio della Basilicata, con i suoi 8 metri di circonferenza, giganteggia nel cuore di un antichissimo uliveto, a poca distanza dal luogo dove sono stati rinvenuti i resti di un frantoio oleario del IV secolo a.C.
L’approfondimento è proseguito con Pietro Bitonti, presidente di Assoprol Basilicata, che ha parlato dell’oliva “Majatica” figlia del clima e prodotto storico. Diffusa solo nel Comune di Ferrandina e nelle zone limitrofe, dà un olio extravergine di colore giallo-oro con riflessi verdi dal sapore particolarmente delicato e debolmente fruttato. Bitonti ha anche spiegato come, oltre alla produzione dell’olio, Ferrandina abbia raggiunto notorietà internazionale per la produzione delle famose olive infornate. Le prime testimonianze scritte sulle olive
infornate risalgono al 1700, ma tuttora la lavorazione avviene secondo il metodo tradizionale che prevede una prima scottatura in acqua per pochi minuti e una successiva salagione a secco per un breve periodo. Le olive, parzialmente disidratate, sono sistemate su graticci e avviate “all’infornata” negli essiccatoi. La tecnica di lavorazione delle olive infornate di Ferrandina accentua la naturale sapidità dei frutti, ma mantiene al tempo stesso la dolcezza caratteristica della majatica. Con l’olio EVO di Ferrandina gli chef pizzaioli Luca Fusacchia di “Bordo Pizzeria” e Gianluca Graci di “Fauzzeria” dovranno ideare e creare un antipasto e una pizza con a disposizione tre ingredienti base svelati all’ultimo secondo. Durante la preparazione Monica Caradonna, racconterà gli ingredienti scelti, facendoci scoprire i territori di origine attraverso aneddoti e curiosità, approfondendone gli aspetti organolettici,
nutrizionali e storico-geografici. La trasmissione si concluderà con l’assaggio dei piatti preparati dai maestri dell’arte bianca e il brindisi finale dedicato alle eccellenze italiane.
Queste le ricette della puntata: come antipasti sono previsti un bagel con l’impasto del culluriello preparato da Luca Fusacchia e una rivisitazione del Culluriello di Gianluca Graci; come pizze invece “Dalla terra al mare” di Luca Fusacchia e la “Zuppa di speranza” di Gianluca Graci. “Con questa iniziativa, abbiamo l’opportunità di far conoscere al grande pubblico le eccellenze olivicole italiane e le oltre 500 cultivar italiane, uno straordinario patrimonio di sapori e valori da salvaguardare e riscoprire che caratterizza la nostra identità culturale e ci rende unici al mondo" ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio: “Vogliamo far capire ai consumatori quanto è importante saper scegliere l’olio Evo da mettere in tavola e quanto è necessario proteggere il territorio dal rischio abbandono, dando nuovo slancio all’oleoturismo”. “La nostra città – ha dichiarato il sindaco di Ferrandina Carmine Lisanti- è orgogliosa di essere protagonista di “Pizza Doc”. Cogliamo sempre con entusiasmo, tutte le occasioni che ci permettono di mostrare e far conoscere le bellezze della Basilicata e del nostro territorio. La nostra terra è piena di sorprese e l’oleoturismo può essere un’opportunità ulteriore di conoscenza dello straordinario patrimonio storico e gastronomico di Ferrandina.” La prima tappa della puntata è in provincia di Siena con il prosciutto toscano, per conoscerne la storia
secolare. Si prosegue poi con il culluriello, uno dei simboli della Calabria, per vedere quanto questo prodotto, semplice e veloce da preparare, è radicato nelle tradizioni popolari. Ci si sposta in Abruzzo, dove l’impegno degli agricoltori permette la produzione di un prodotto delicato come il fagiolo tondino del tavo. E infine si arriva a Ferrandina, in Basilicata, dove le sue olive oltre a fornire un olio caratteristico della regione vengono servite anche infornate. La puntata si conclude nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, dove il lavoro dei viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario davvero unico, come il vino che vi viene realizzato.

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Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”

in Storie di Frutta

Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”. A Ferrandina (MT), Grassano (MT), Missanello (PZ), Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ), Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

 

L’iniziativa promossa dall’Associazione nazionale Città dell’Olio prevede: corsi di assaggio, laboratori didattici, incontri con olivicoltori, reading di poesie a tema olio, musica dal vivo all’ombra degli ulivi al tramonto. E per la prima volta sono gli olivi attraverso i loro olivicoltori a raccontarci la loro storia millenaria

 

Basilicata protagonista della terza edizione de “La Merenda nell’Oliveta” l’attesissimo evento organizzato dall’Associazione nazionale Città dell’Olio con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione con LILT che si terrà in 100 Città dell’Olio italiane fino al 18 giugno.

Una iniziativa nata per promuovere il turismo dell’olio attraverso un’esperienza unica ed emozionale di convivialità da vivere immersi nel paesaggio olivicolo, seduti all’ombra degli olivi, avvolti dai colori caldi del tramonto.

Quest’anno per la prima volta oltre alle degustazioni di olio EVO e alla tradizionale bruschetta, ai mini-corsi di assaggio e ai laboratori didattici per bambini, ai reading di poesie a tema olio e alla musica dal vivo, allo yoga sotto gli ulivi, tra le originali attività previste ci sarà anche uno storytelling molto speciale in cui saranno gli olivi a parlare attraverso la voce degli olivicoltori per raccontarci la loro storia millenaria.

Sono 9 le Città dell’Olio lucane nelle quali si svolgerà la Merenda: Ferrandina (MT) il 27 maggio, Grassano (MT) il 27 maggio, Missanello (PZ) l’8 maggio, Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ) il 17 giugno, Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

“La Merenda nell’Oliveta è un evento sempre molto atteso. Il trend è in crescita: quest’anno le Città dell’Olio che hanno organizzato la Merenda sono sempre più consapevoli della necessità di investire sull’oleoturismo – ha dichiarato Michele Sonnessa Presidente delle Città dell’Olio – i nostri borghi sono meta di un turismo di comunità. I visitatori sono in cerca di esperienze uniche legate al mondo dell’olio per questo abbiamo deciso di far parlare gli olivi secolari e millenari che sono il fiore all’occhiello del nostro patrimonio olivicolo, attraverso la voce delle persone che se ne prendono cura: gli olivicoltori. Così pensiamo di avvicinare le persone a questa straordinaria coltura che a causa dell’abbandono in alcune zone del Paese rischia di scomparire. Ci vuole tanto amore e tanta cura per conservare l’immenso patrimonio di cui disponiamo e noi abbiamo il dovere di valorizzare l’impegno dei nostri olivicoltori”.

“La Merenda è una bella occasione per visitare i nostri borghi e prendersi del tempo per se stessi all’ombra dei nostri oliveti ma è anche un modo per imparare a riconoscere le caratteristiche del nostro olio e degustarlo in compagnia” ha dichiarato il consigliere nazionale Carmine Lisanti.

“Le Città dell’Olio lucane hanno risposto con entusiasmo alla nostra chiamata. Eventi come questi sono un’opportunità preziosa per far conoscere ai cittadini e ai turisti gli oli EVO del territorio e per fare cultura dell’olio mostrare le bellezze del paesaggio olivicolo” ha concluso Pasquale Dimatteo Coordinatore regionale delle Città dell’Olio lucane.

 

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Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva

in Storie di Frutta

Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva: le ricette vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Le cuoche professioniste della Basilicata possono mettersi alla prova partecipando all’appassionante sfida ai fornelli. Le ricette che valorizzano gli oli extravergine di oliva finalisti dell’Ercole Olivario 2023 vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Anche le cuoche professioniste della Basilicata hanno tempo fino al 10 maggio per iscriversi alla terza edizione di “Extra Cuoca – Il talento delle donne per l’olio extra vergine di oliva”, il concorso nazionale che valorizza la creatività delle chef professioniste promuovendo l’impiego in cucina dell’olio extra vergine d’oliva di alta qualità. La partecipazione al concorso, organizzato dal Comitato di Coordinamento del Premio Ercole Olivario e dall’Associazione Nazionale Donne dell’Olio, in partnership con Lady Chef (Dipartimento femminile della FIC – Federazione Italiana Cuochi) e la collaborazione tecnica dell’Università dei Sapori di Perugia, della Fondazione EVOO SCHOOL, del programma televisivo Agrisapori e di Italia a Tavola, consentirà anche alle cuoche professioniste della Basilicata di mettere alla prova il proprio talento e la propria capacità creativa, elaborando ricette che non solo esaltino le qualità organolettiche di uno degli oli finalisti alla XXXI edizione del Premio Nazionale Ercole Olivario e della II edizione de La Goccia d’Ercole, ma che siano anche in grado di valorizzare l’impiego di prodotti tipici della Basilicata, coniugando al meglio la tradizione gastronomica lucana con un utilizzo innovativo e originale degli ingredienti necessari alla ricetta proposte.

Iscriversi al concorso Extra Cuoca significherà, quindi, per le cuoche partecipanti affrontare una sfida appassionante e ricca di emozioni che persegue un duplice obiettivo: attribuire il meritato valore alla professionalità delle cuoche iscritte che, nelle loro creazioni, dovranno trovare il giusto equilibrio tra fedeltà alla tradizione e slancio creativo, evidenziando il ruolo dell’olio e.v.o. in cucina non come semplice condimento, bensì come vero e proprio ingrediente dei piatti proposti, da abbinare correttamente agli altri prodotti utilizzati; far conoscere alla platea dei consumatori le potenzialità legate all’uso consapevole dell’olio e.v.o. italiano di qualità, rafforzando l’incontro e l’interscambio tra il mondo della produzione e il settore della ristorazione, comunicando la capacità dell’olio di farsi strumento di promozione anche turistica della bellezza dei territori delle Regioni italiane da cui proviene.

Le cuoche professioniste potranno iscriversi gratuitamente entro mercoledì 10 maggio 2023, compilando il modulo on line di iscrizione (disponibile, insieme al regolamento, al sito extracuoca).

Per info contattare la Segreteria Organizzativa del Concorso “EXTRACUOCA” c/o Promocamera – Azienda Speciale Camera di Commercio dell’Umbria Tel. 075.9660.589 – 639 extracuoca@umbria.camcom.it.
Le partecipanti avranno la possibilità di inviare un massimo di quattro ricette, una per ciascuna delle quattro categorie in gara: Antipasti e altre preparazioni (finger food, contorni, torte salate, tramezzini, cocktail), Primi Piatti, Secondi Piatti e Dolci. Gli elaborati, completi di foto del piatto finito, verranno poi sottoposti al vaglio di una Giuria di esperti multidisciplinare – presieduta da Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e composta da Alessandra Baruzzi, Cuoca e Coordinatrice Nazionale Lady Chef; Giuseppe Capano, Chef dell’olio e scrittore-divulgatore; Gianna Fanfano, cuoca e segretaria generale di Lady Chef; Antonietta Mazzeo, Assaggiatrice esperta di olio e giornalista; Martina Rusconi Clerici, Imprenditrice e membro del direttivo Associazione Nazionale Donne dell’Olio; e Fabrizio Salce, Giornalista enogastronomico; – che attribuirà loro un punteggio attenendosi a sette parametri: l’attenzione prestata al profilo sensoriale dell’olio prescelto, la cura nella scelta degli ingredienti utilizzati, la valorizzazione dei prodotti locali, la gradevolezza desumibile dalla descrizione della ricetta, l’aspetto estetico valutabile dalla foto del piatto, la salubrità e il profilo nutrizionale del piatto proposto e infine l’originalità, creatività e innovazione come valori aggiunti.

Una volta formata la graduatoria, si procederà alla fase successiva di proclamazione delle finaliste, che parteciperanno alla “Sfida ai fornelli” finale, dove eseguiranno, in presenza presso l’Università dei Sapori a Perugia, le loro preparazioni davanti a un commissario di cucina.
La Giuria delle finali, composta da un tecnologo alimentare, con funzioni di Presidente, tre giudici internazionali di cucina, un assaggiatore d’olio oliva e un commissario di cucina, assaggerà i piatti ed esprimerà il proprio giudizio assegnando un punteggio sulla base di specifici criteri di valutazione: la Mise en place e pulizia, la valorizzazione dell’olio extravergine utilizzato, la preparazione professionale, la gestione degli scarti alimentari e sostenibilità, l’aspetto estetico e servizio, e il gusto (sapore gradevole in armonia con il tipo di alimento impiegato e uso corretto dei condimenti). A seguire la proclamazione le 8 cuoche vincitrici, la prima e la seconda classificata per ogni categoria di gara.
Extra Cuoca, primo concorso in Italia a premiare cuoche professioniste di eccezionale talento, punta anche ad affinare la conoscenza degli oli e.v.o. di qualità, promuovendo uno specifico percorso di formazione dedicato alle partecipanti, destinato a svolgersi secondo diverse modalità di fruizione parallelamente alle fasi del concorso, con focus sulle caratteristiche sensoriali degli oli extravergine, aspetti nutrizionali, usi dell’olio in cucina ed abbinamenti in sala, biodiversità legata al territorio di produzione e tecniche di conservazione del prodotto. Un’attenzione particolare sarà poi riservata alla promozione delle singole cuoche partecipanti, attraverso interviste e contenuti diffusi sui canali social e sui media.

Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

in Storie di Frutta

Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

L’edizione 2023 della Guida agli Extravergini offre uno spaccato dell’olio lungo la penisola, preciso, completo e ricco di particolari di un comparto centrale della nostra cultura, agricoltura e gastronomia. Pubblicata con il sostegno di Ricrea e Biodea, la guida recensisce 766 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (126 novità a testimonianza di un settore vivace) e 1227 oli tra gli oltre 1600 assaggiati. Cresce il numero delle aziende (indicate con la foglia) che certificano in biologico l’intera filiera (ben 531 gli oli segnalati) e aumentano gli oli (175) del Presidio degli Olivi secolari (riconoscibili dalla chiocciola di Slow Food). Non mancano i riconoscimenti classici: la Chiocciola grande grigia indica le aziende (40) che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia Slow Food; il Grande Olio (81), indicato con il disegno dell’Oliva, è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il Grande Olio Slow (124), riconoscibile dalla scritta slow in campo verde, premia l’attività delle aziende che adottano pratiche agronomiche sostenibili per l’ambiente e per il lavoratore.
Le regioni del Sud Italia

Siccità prolungata, piogge torrenziali e attacchi della mosca olearia: sono molteplici i fattori che hanno influenzato la campagna olearia 2022 del Sud Italia. In Campania, la perdurante siccità ha creato condizioni difficili in fioritura e allegagione, tuttavia, la quantità di frutti è stata soddisfacente in tutta la regione. Le piogge torrenziali di inizio agosto, con frequenti episodi di grandine, in alcuni territori hanno creato gravi danni anche agli olivi. La campagna olivicola della Puglia è iniziata sotto i migliori auspici, con abbondanti fioriture in tutta la regione, ma non sono mancate la flessione produttiva e le difficoltà dovute a stress idrico, elevata umidità e moliture precoci, che hanno risparmiato cultivar organoletticamente più performanti, come Coratina e Peranzana.

In Basilicata si è assistito a un netto calo rispetto all’annata precedente, complici i ripetuti attacchi della mosca, che hanno spinto molti produttori a lasciare sugli alberi le drupe compromesse.

L’andamento negativo è stato più o meno lo stesso in tutti i distretti olivicoli, senza differenze sostanziali tra le zone pianeggianti e l’alta collina. Dopo l’eccellente campagna olearia dello scorso anno, in Calabria si è ripresentata l’ennesima annata nefasta, causata da temperature elevate, prolungata siccità e massivi attacchi di mosca. Problematiche che tuttavia non hanno scalfito lo spirito di sacrificio, la passione e le capacità imprenditoriali degli olivicoltori calabresi, attenti al valore delle produzioni di qualità e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. In Sicilia l’olio continua a godere di una fama qualitativa meritata, ma la produzione regionale continua a calare. Il quadro è peggiorato dall’aggravarsi delle difficoltà economiche che, nell’ultimo anno, hanno determinato un aumento generale dei costi. Conferma infine un leggero calo la produzione olivicola della Sardegna, dove da diversi anni il cambiamento climatico sta normalizzando eventi sfavorevoli: lunghi periodi di siccità, accompagnati da venti di scirocco sempre più frequenti nel periodo di fioritura e allegagione e periodi piovosi alla raccolta.

 

I riconoscimenti

La Chiocciola è il simbolo assegnato dai curatori della Guida a quelle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food. Per quanto riguarda il Sud Italia, ne sono state assegnate 13.

Basilicata
Evo Alampresse di Frantoio Oleario Alamprese, Venosa (Pz)
Fontana dei Santi di Luciano Pepe, Albano di Lucania (Pz)
Cenzino – Coratina e Cenzino – Ogliarola del Bradano di Vincenzo Marvulli, Materia (Mt)

Gli oli del Premio Olivarum a “Olio Capitale” a Trieste

in Storie di Frutta

Gli oli del Premio Olivarum a “Olio Capitale” a Trieste. In programma anche un talk di approfondimento e un corso di degustazione

Basilicata protagonista ad Olio Capitale 2023. Quest’anno al Salone degli Oli tipici e di qualità, l’evento più prestigioso dedicato agli oli EVO, ci saranno i tre oli lucani vincitori del Premio Olivarum e le cinque menzioni speciali. Si tratta di Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera, primo classificato; Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella, secondo classificato, Frantoio Oleario Alamprese Sas di Venosa, terzo classificato. Tra i menzionati, sono arrivati al primo posto nelle rispettive categorie, Antico frantoio Di Perna di Campomaggiore per Prodotto di Montagna; Azienda agricola Marvulli Vincenzo di Matera per Biologico, Azienda Agricola Carriero Filomena di Montescaglioso per Monovarietale; Frantoio Oleario F.lli Pace Srl di Pietragalla per IGP Olio Lucano e Frantoiani del Vulture di Venosa per la menzione Vulture DOP.

Tra i benefici offerti dal Premio alle imprese vincitrici, in un’ottica di rafforzamento della visibilità e delle relazioni commerciali, c’è era infatti la partecipazione gratuita dal 10 al 13 marzo ad Olio Capitale a Trieste.
Il Premio Olivarum che si è svolto lo scorso 4 marzo nella Sala Consiliare di Garaguso è stato un grande successo. Trentatré oli partecipanti, tre primi classificati, cinque menzioni speciali ed altri otto oli EVO per un totale di 16 oli lucani di eccellenza. Sono i numeri della XIX edizione di questo appuntamento importante che rafforza la cultura della qualità degli oli extravergini lucani e consente di promuovere e valorizzare i migliori prodotti lucani del comparto sui mercati nazionali con l’intento di accrescere la visibilità e la competitività.

Per conoscerli meglio e apprezzarne le virtù, in programma, venerdì 10 marzo, dalle 17.00 alle 18.00 un talk di approfondimento dedicato all’evoluzione dell’olio lucano e alla storia del Premio Regionale Olivarum, moderato dal giornalista Simone Marcucci, al quale prenderanno parte Michele Sonnessa, Presidente nazionale Associazione Città dell’Olio, Stefania D’Alessandro, capo panel della Regione Basilicata ed Emilia Piemontese, dirigente generale Politiche agricole della Regione Basilicata, con la testimonianza delle prime tre imprese vincitrici. Sabato, 11 marzo alle 13.00, seguirà un laboratorio di assaggio condotto da Stefania D’Alessandro con gli oli vincitori della XIX edizione del Premio Regionale Olivarum.

 

XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino

 

XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino

in Storie di Frutta

XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino: Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella. Il gradino più alto del podio è stato occupato da Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera. Fra le menzioni speciali l’azienda agricola Petrocelli Gianluca di Montalbano Ionico (Mt)

 

Trentatre oli partecipanti, tre primi classificati, cinque menzioni speciali ed altri otto oli EVO per un totale di 16 oli lucani di eccellenza. Sono i numeri della XIX edizione del Concorso Regionale Olivarum per i migliori oli extravergine di oliva i cui vincitori sono stati proclamati questa mattina nel corso della cerimonia di premiazione nella Sala Consiliare di Garaguso.

Sul podio della XIX edizione del Premio Olivarum il 1° classificato è l’Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera; il 2° classificato, Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella, 3° classificato, Frantoio Oleario Alamprese Sas di Venosa.

Le menzioni speciali sono state assegnate a: Antico frantoio Di Perna di Campomaggiore per Olio Prodotto di Montagna; Azienda agricola Marvulli Vincenzo di Matera per Olio Biologico, Azienda Agricola Carriero Filomena di Montescaglioso per Olio monovarietale; Frantoio Oleario F.lli Pace Srl di Pietragalla per IGP Olio Lucano. Per la Vulture DOP, menzione per Frantoiani del Vulture di Venosa.
Premiati, inoltre otto oli lucani di eccellenza selezionati dal panel del premio regionale, tra cui: Azienda Agricola Zonno Maria di Cirigliano; Pepe Luciano di Albano Di Lucania; Montanaro Savino di Palazzo San Gervasio; La Maiatica Di Angelo Valluzzi di San Mauro Forte; Candida Olearia Snc di Ripacandida; Oliveti Ritrovati Soc. Coop.di Matera; Azienda Agricola Perretta Donato Antonio di Ripacandida; Azienda Agricola Petrocelli Gianluca di Montalbano Ionico (Mt).

Ad assegnare i premi, il vicepresidente della Giunta regionale, Francesco Fanelli. “Siamo molto soddisfatti per aver celebrato e premiato le produzioni di qualità e di eccellenza del comparto olivicolo lucano – ha dichiarato Fanelli, già assessore al ramo dal 2018 al 2022. Il premio Olivarum si conferma un appuntamento importante perché rafforza la cultura della qualità degli oli extravergini lucani e ci consente di promuovere e valorizzare i nostri migliori prodotti del comparto sui mercati nazionali con l’intento di accrescere la visibilità e la competitività. Tra i benefici offerti dal Premio alle imprese vincitrici, in un’ottica di rafforzamento della visibilità e delle relazioni commerciali, la partecipazione gratuita alle fiere dedicate, tra cui: dal 10 al 13 marzo, Olio Capitale a Trieste, dall’11 al 13 marzo, Cultural a Matera, dal 2 al 5 aprile 2023, Sol&Agrifood, a Verona.

Durante la mattinata, è stato illustrato da Michele Sonnessa il Protocollo di Intesa siglato con l’associazione nazionale Città dell’Olio ed è stata proclamata Città dell’Olio anche Garaguso.

Sono interventi il sindaco Francesco Auletta e Michele Sonnessa, presidente dell’associazione Città dell’Olio, Emilia Piemontese, Dirigente Generale Politiche agricole, sulle attività promozionali per il rilancio del comparto olivicolo, seguiti dal focus di Aniello Crescenzi, direttore di Alsia, sui servizi di sviluppo per il per il settore olivicolo, e l’approfondimento sul bando PNRR dedicato all’ammodernamento dei frantoi, a cura dell’Autorità di Gestione del PSR Basilicata 2014-2020, Rocco Vittorio Restaino. Giovanni Pipolo, Capo Panel del Comitato di Assaggio di Salerno ha illustrato i risultati ottenuti attraverso l’analisi degli oli partecipanti al concorso. “Con l’avvio della nuova programmazione tra le diverse azioni previste nella nuova PAC 2023-2027, a sostegno del comparto – ha dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi – adotteremo gli interventi a salvaguardia degli olivi di particolare valore paesaggistico; nell’ambito del 2° Pilastro, per la politica legata all’OCM, solleciteremo il rafforzamento dell’importanza e del ruolo delle organizzazioni di produttori ai fini della concentrazione dell’offerta e del miglioramento della commercializzazione, per consentire il mantenimento del riconoscimento di OP. In coerenza con quanto previsto dal Complemento di Programmazione sullo Sviluppo Rurale, programmeremo azioni corrispondenti alle esigenze specifiche del comparto. Tra le attività più imminenti, la pubblicazione del bando PNRR dedicato all’ammodernamento dei frantoi, la redazione di un Piano Olivicolo Regionale capace di dare un nuovo impulso al comparto con gli indirizzi di carattere produttivo, organizzativo, commerciale per l’olivicoltura lucana del prossimo quinquennio. Attività da realizzare insieme a Città dell’Olio, con cui abbiamo siglato il Protocollo di Intesa e con cui lavoreremo sul Turismo dell’Olio, l’agricoltura sociale e le attività di valorizzazione della filiera, in linea con i valori della cultura della Dieta Mediterranea”.

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