“Oggetto: aumento prezzi”. I produttori denunciano gli aumenti

in Economia

Oggetto: aumento prezzi. I produttori ortofrutticoli denunciano gli aumenti. Dalle etichette alle pedane. La “crisi” pesa su frutta e verdura

 

Se il caffè espresso rischia di essere più amaro del solito, visto che in alcune zone d’Italia la tazzina è arrivata a costare 1,50 euro, anche frutta e ortaggi rischiano di avere almeno metaforicamente un sapore diverso e molto poco gradevole per le tasche dei consumatori e non solo.

Già dall’autunno scorso i primi sintomi: aziende fornitrici di packaging, etichette e altri servizi collegati e indispensabili per l’ortofrutta, hanno cominciato ad avvertire i produttori del Metapontino con email il cui “oggetto” (foto a sx) è quello che letto appena svegli, la colazione te la fa andare storta.

E la situazione non sembra mettersi bene, anzi per capire e quantificare gli altri aumenti sarà necessario tornare sul tema.

L’istantanea attuale.

Dall’autunno 2021 i produttori di cibo – di ortofrutta – hanno ricevuto email con quell’oggetto. Nel Metapontino ne sono arrivate in quantità industriali. Dalle etichette agli imballaggi, fino ad arrivare alle cassette e alla “gestione delle pedane”, tutto cambia e soprattutto tutto aumenta. La domanda è legittima: quanto costa al consumatore finale un chilo di clementine o di navel. Quanto costano e costeranno le fragole?

Cosa resta ai produttori e all’economia dei territori che d’agricoltura vivono?

Le ragioni dei rincari sono elencate nelle email spedite dai fornitori di packaging (in questo caso) alle aziende agricole: “scarsa disponibilità di materie prime come legno, plastica”. E, ancora: “cartone, carburanti, energia aumentati fino al 60%. Questo contesto ci porta a chiedere un ulteriore aumento del 12% rispetto alle condizioni attuali”, si legge in una delle tante email spedite ai produttori agricoli e poste all’attenzione di questo giornale che continuerà a seguire la vicenda e i diversi e numerosi aspetti in cui i “costi” hanno un peso strategico e vitale per le stesse aziende produttrici. Un’altra azienda che fa packaging ripercorre l’intera filiera mettendo in evidenza le cause che starebbero alla base degli aumenti: “prima gli incrementi del polipropilene, poi la carenza dello stesso”. Come se non bastasse nella primavera 2021 è iniziata la salita della plastica riciclata (“rpet “) che “ha toccato i livelli della resina vergine”. E infine la “crisi energetica” con “i costi fuori controllo dell’energia elettrica e del petrolio”.

Le cassette e le “pedane”?

Le “cassette” (500x300x155) passano da 0,690 a 0,734. Cambia anche la gestione di quelle, infatti la scarsa disponibilità di materie prime (in particolare il legno) e gli aumenti dei prezzi hanno pregiudicato la reperibilità delle pedane che “dovranno essere restituite contestualmente alla consegna”.

L’Azienda Scarnato di Scanzano Jonico

Nei giorni scorsi, a lanciare un appello è stato Claudio Scarnato, produttore che opera a Scanzano Jonico. “Basta agli aumenti smisurati, ci vogliono azioni”, ha scritto in un post Scarnato. Che spiega: “quest’anno i prezzi di vendita degli agrumi non sono variati. Ma sono triplicati quelli di produzione”.

E, infine Scarnato ha aggiunto: “tutto ciò accadrà anche per albicocche, pesche e fragole”.

La speranza è che le “azioni” chieste dal mondo produttivo ci siano. In ogni caso, l’attenzione resterà alta.

 

Per dettagliare ulteriormente l’inchiesta conoscitiva, mandate le segnalazioni e le richieste di aumento ricevute a redazione@ilmetapontino.it

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