Erosione a Terzo Madonna a Scanzano: il fallimento da sinistra a destra. Dalla ricostruzione sintetica dei fatti emerge in molti casi tanta superficialità sul tema da parte di tutta la classe politica lucana regionale
Il dramma dell’erosione viene da parecchio lontano e ogni volta che si cerca di affrontarlo si ha la sensazione che si voglia fermare il mare con le mani. Tanta superficialità, mancanza di progettazione da un emisfero politico all’altro e la vicenda trattata come un’emergenza, e non per quella che è: un dramma strutturale che compromette la sicurezza del territorio e delle persone.
C’è stato un periodo in cui le aspettative degli operatori turistici del comprensorio si sono incrociate: era il 2013 quando si fecero a dir poco
vibranti le proteste a Metaponto di Bernalda dove il mare mangiava la sabbia e i balneari chiedevano “sabbia, sabbia, sabbia” in cui piantare gli ombrelloni e non “promesse da marinai” come si leggeva negli striscioni dell’epoca (nella foto gli operatori di Metaponto che nel 2013 si accamparono con le tende per giorni davanti al Municipio di Bernalda)
Erano gli anni in cui alla guida della Regione c’era il centrosinistra, una sorta di macchina del consenso che appariva invincibile.
Undici anni fa, ad affiancare nelle proteste gli operatori di Metaponto che si accamparono davanti la casa comunale pur di far sentire le loro sacrosante ragioni, c’erano quelli di Scanzano Jonico che già paventavano con eloquenti manifesti funebri la scomparsa della spiaggia jonica, anche quella di Terzo Madonna a Scanzano Jonico.
A Metaponto si avviarono i lavori, sono state realizzate le barriere soffolte, anche se oggi, col senno di poi, l’intervento si è svelato insufficiente, almeno a sentire amministratori e alcuni operatori.
In una nota diffusa alla stampa lo scorso 20 Ottobre 2024, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, ha comunicato che sono stati “analizzati diversi progetti d’intervento che riguardano la costa jonica. L’ultimo incontro c’è stato lunedì scorso, anche alla presenza del progettista dell’intervento che riguarda Metaponto, dove ci sono sette barriere frangiflutti e se ne costruiranno altre quattro”.
Tornando Scanzano Jonico, il lido di Terzo Madonna nel corso degli anni è sparito molto alla volta, tanto che non accoglie più stabilimenti perché non c’è sabbia sufficiente. Anzi, ci sono gli scogli artificiali come traccia dell’unico intervento “tampone” degno di nota.
Adesso la situazione è ai limiti della sicurezza: il mare, spinto dai venti, dà l’impressione di essere ormai pronto a entrare in pineta per riversarsi nei terreni e nelle case delle persone.
In questi giorni, il vento e le mareggiate hanno ulteriormente aggravato la situazione, e si è riacceso il dibattito politico sul tema: i consiglieri di minoranza di Scanzano Jonico, Nicola Mangialardi, Felicetta Salerno e Claudio Scarnato, hanno attaccato il sindaco di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, mettendo in evidenza i ritardi nel deliberare la richiesta dello stato di emergenza.
Il sindaco, lunedì 22 Ottobre, ha deliberato in giunta la richiesta dello stato calamità e emergenza, e ha replicato invitando a non fare politica da social con il solo spirito di aizzare.
Ma venendo alle risorse economiche necessarie per affrontare il problema, da quanto riferito dal sindaco Cariello ci sarebbero 250mila euro; egli stesso ne ha chiesti almeno altrettanti in Regione e come ha raccontato se ne occorreranno il doppio, saranno stanziati -gli avrebbero assicurato da via Verrastro.
Tutto ciò per tamponare la tragica emergenza. Per gli interventi strutturali invece serve molto di più. E i soldi?
Sulla questione è opportuno fare un passo indietro al 2017, come ha raccontato Raffaello Ripoli, ex sindaco di centrodestra di Scanzano Jonico, nella relazione presentata in quello stesso anno, fu evidenziato come l’ingresso del mare in pineta avrebbe determinato la distruzione totale della stessa e la “pendenza” del terreno su cui la pineta è piantata avrebbe portato l’acqua a raggiungere velocemente i campi agricoli e le abitazioni annesse.
I rischi esposti hanno portato all’inserimento di Scanzano fra i comuni destinatari del finanziamento di 7,5 milioni di euro (Rendis Ispra).
“La progettazione doveva essere affidata nel 2020 per eseguire i lavori nel 2021 ma siamo arrivati ad oggi. Vado contro la mia parte politica ma il problema è stato trascurato”, ha detto Ripoli.
Sui 7,5 milioni di euro si apre un altro capitolo: le ridette risorse per Scanzano secondo alcuni sarebbero state “congelate”, secondo altri invece si sarebbe trattato di un “de-finanziamento”, di là da quella che è la disputa politico-semantica, resta che il Lido Terzo Madonna di Scanzano non è stato considerato dai “decisori” immediatamente cantierabile al contrario di altre situazioni che invece le risorse le hanno avute.
Tornando all’attualità, ciò che a quanto pare serve per giustificare l’assegnazione delle risorse è un progetto di difesa senza il quale sarà impossibile captare fondi.
Pasquale Pepe, vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, ha fatto sapere nei giorni scorsi che:
“In riferimento a Scanzano, l’incarico è stato conferito al tecnico che ha quindi già il compito di progettare infrastrutture tali da contenere al meglio le avversità climatiche. Il dissesto idrogeologico è una componente ormai endemica su una parte consistente delle coste italiane. Per evitare l’incedere dell’erosione, bisogna fare una programmazione di largo respiro e la Regione Basilicata, su questo versante, è attenta e impegnata a favorire la realizzazione delle infrastrutture ingegneristiche che dovranno tutelare i nostri litorali”.
Intanto, il mare è lì, pronto a invadere e distruggere la pineta, i campi. E le case in cui vivono le persone.
Se nel 2013 a governare la Basilicata c’era il centrosinistra, ora al secondo mandato c’è il centrodestra.
Il dramma è ancora tutto lì.
Di seguito il botta e risposta della politica cittadina scanzanese dei giorni scorsi
LA DISPUTA POLITICA A SCANZANO JONICO SUL TEMA EROSIONE
INASCOLTATI, INVISIBILI E PRESI IN GIRO
“Apprendiamo allibiti le dichiarazione incoerenti del Sindaco. Sul tema erosione il Sindaco e la sua maggioranza sono inadempienti”, così i consiglieri di minoranza di Scanzano al Centro Nicola Mangialardi, Felicetta Salerno e Claudio Scarnato.
I quali hanno aggiunto: “Oltre un mese fa la Regione Basilicata risponde al nostro sollecito che spetta al Comune dichiarare lo stato di emergenza e per conoscenza indirizza questa lettera anche al Comune”.
E, ancora: “Il 23 Settembre il Sindaco ci dice, in una riunione da lui convocata, che avrebbe convocato un Consiglio Comunale il 30 settembre per dichiarare lo stato di emergenza.
Per l’ennesima volta ci prende in giro, il Consiglio comunale non è stato mai convocato”.
“Come massima autorità della sicurezza territoriale, con l’allerta meteo, per la salvaguardia del territorio e dei cittadini, ieri avrebbe potuto rinunciare ad una domenica di relax per convocare una giunta comunale urgente e deliberare lo stato di emergenza.
È dall’inizio di questa legislatura che proponiamo soluzioni ai problemi della comunità, seppur senza clamore, ma siamo inascoltati. A giorni, con un’iniziativa pubblica renderemo il nostro lavoro alla comunità”, hanno così concluso Mangialardi, Salerno e Scarnato nella nota congiunta.
LA REPLICA DI PASQUALE CARIELLO
“Sul tema erosione le minoranze sono state sempre coinvolte. L’Amministrazione da me diretta, nel 2023, ha percepito un finanziamento di 250mila euro per i lavori di messa in sicurezza, siamo in attesa che si perfezioni l’iter regionale per appaltare le opere”.
“Abbiamo già pronta la delibera da portare in consiglio che avremmo condiviso con i consiglieri di minoranza con i quali abbiamo avuto un incontro il 23 Settembre. Lo spirito, tengo a precisare, è quello di collaborazione perché il problema erosione non riguarda solo me o solo le minoranze, è un tema che non può e non deve dividere. Interessa l’intero territorio.
L’emergenza viene da molto lontano, ricordiamo lo stanziamento del 2017. Se poi l’intenzione delle minoranze è attribuire su di me il problema, ai consiglieri dico che hanno sbagliato bersaglio.
Bisogna capire che bisogna risolvere per sempre la questione, ho detto ai consiglieri di minoranza di aver avuto fitte interlocuzione con la Regione, abbiamo affrontato il tema del dissesto idrogeologico e attendiamo dal commissario il progetto di 7,5 milioni di euro, ho parlato il Dipartimento infrastrutture e altri uffici. Come detto, per Scanzano ci sono 250mila euro, ho fatto presente che ce ne vorranno almeno il doppio, e mi hanno assicurato che saranno concesse”.
“Non si deve andare sempre contro il sindaco, bisogna lasciar perdere i social che servono ad aizzare, ma è necessario vedersi, confrontarsi, soprattutto se in ballo c’è un tema come la sicurezza del territorio e dei cittadini. Per il consiglio comunale era giù tutto pronto ma considerata l’urgenza, approveremo gli atti per lo stato di emergenza in giunta. Si tenga presente che abbiamo il segretario comunale che viene qui a Scanzano una volta a settimana, quindi sarebbe impensabile fare consiglio, giunte o quello che vogliamo di domenica. Capisco che fare i consiglieri di minoranza è semplice, mentre governare è difficile”.
Infine: “Ricordo che la vicina Rotondella ha percepito 14 milioni di euro, Scanzano 7 e aspetta dal 2017 pur avendo un tratto di costa molto più lungo. Se a Rotondella bisogna mettere in sicurezza i rifiuti a Scanzano dobbiamo mettere in sicurezza le attività produttive”.