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sanità

Approvati in giunta ddl per abbattere le liste di attesa: stanziati 9,6 milioni

in Cronaca

Approvati in giunta ddl per abbattere le liste di attesa: stanziati 9,6 milioni

 

In applicazione della risoluzione recentemente approvata dal Consiglio regionale, la Giunta regionale ha approvato stamattina due disegni di legge che destinano in totale 9,6 milioni di euro per il 2023 all’abbattimento delle liste di attesa anche attraverso l’utilizzo di prestazioni erogate dal “privato accreditato”.

“Si tratta di due disegni di legge che vanno nella direzione auspicata da tutti, ossia verso l’abbattimento delle liste di attesa, un problema nazionale, al punto che il Governo Meloni ha stanziato una cifra rilevante proprio per far fronte a questo fenomeno che si ripercuote sulle famiglie e sui più fragili. Risorse importanti stanziati dal governo nazionale, che cercheremo subito di immettere nel sistema sanitario lucano. Intanto, questi DDL sono una risposta immediata: con una rapida approvazione da parte del Consiglio regionale, possiamo dunque sbloccare 9 milioni per abbattere le liste di attesa e dare nuovi servizi ai cittadini e rispondere anche alle legittime aspettative delle imprese del mondo del privato accreditato, che è parte integrante del Servizio sanitario regionale”, afferma in una nota il vicepresidente della giunta regionale e assessore alla Salute, Francesco Fanelli.

“Invece, con determina dirigenziale, sono stati stanziati 600 mila euro per il recupero delle prestazioni di specialistica ambulatoriale da effettuare entro il 31.12.2023, da destinarsi esclusivamente alle strutture private accreditate. La determina mira alla completa attuazione del piano operativo regionale approvato nel 2022. I fondi sono stati trasferiti alle aziende sanitarie di Potenza e di Matera, le adesso hanno uno strumento in più per dare risposte al privato accreditato e ai pazienti”, sottolinea Fanelli.

Liste di attesa: ok alla delibera per “migliorare i tempi”

in Cronaca

Liste di attesa prestazioni sanitarie: approvata la delibera di governance. Ridurre progressivamente i tempi massimi d’attesa per le prestazioni ambulatoriali

È stata approvata dalla Giunta regionale una delibera contenente gli indirizzi strategici e le indicazioni operative in materia di governo dei tempi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate in regime SSR presso le Aziende Sanitarie Pubbliche e le Strutture Sanitarie Private Accreditate della Regione Basilicata.

Ne dà notizia l’assessore alla Salute e Politiche della Persona Francesco Fanelli, il quale annuncia il provvedimento con entusiasmo relativamente al raggiungimento dell’importante obiettivo di governance

“Il rispetto dei tempi di attesa risulta uno dei traguardi più critici dei moderni Sistemi Sanitari e le problematiche relative ai “tempi lunghi”, sia per la specialistica ambulatoriale sia per i ricoveri ospedalieri, sono sempre più contingenti all’interno del contesto italiano in quanto essi incidono sull’accessibilità alle cure e sulla fruibilità delle prestazioni sanitarie erogate” ha dichiarato l’assessore Fanelli. “Alla luce della progressiva minore incidenza epidemiologica da COVID-19, risulta prioritario intervenire sulla gestione delle liste d’attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale mediante azioni di governo finalizzate a garantire l’erogazione dei servizi sanitari entro tempi appropriati rispetto alla patologia e alle necessità di cura; è quanto si deve ai cittadini lucani”.

“Il provvedimento di Giunta – ha spiegato Fanelli – vuole essere un documento efficace di gestione delle liste di attesa mediante l’adozione di strumenti e modi di collaborazione tra tutti gli attori del sistema, sia quelli operanti sul versante delle prescrizioni, sia quelli operanti nell’ambito erogativo, sia i destinatari del servizio sanitario stesso attraverso un uso consapevole e responsabile delle prestazioni offerte. L’obiettivo è quello di garantire agli assistiti tempi di attesa sensibilmente migliorati, un’organizzazione dei Servizi omogenea su tutto il territorio regionale e un sistema di controllo dell’erogazione delle prescrizioni puntuale e tempestivo.

“Nello specifico – ha aggiunto Fanelli –

si ridurranno progressivamente le tempistiche massime relative agli accertamenti diagnostico-strumentali delle prestazioni di specialistica ambulatoriale; saranno aggiornate le regole di prescrizione delle ricette dematerializzate e cartacee al fine di realizzare un sistema informativo che consenta di identificare puntualmente il tipo di accesso della prestazione (“primo accesso” o “controllo” o “follow up”) per un effettivo rispetto delle tempistiche.

Saranno modificati i processi organizzativi delle Aziende Sanitarie Pubbliche secondo chiare e definite linee di responsabilità al fine di creare un panel di profili professionali, funzioni, commissioni e regole di attuazione; saranno aggiornate le regole di organizzazione dell’offerta assegnate a tutte le Strutture Sanitarie Private Accreditate a contratto per realizzare un unico sistema di prenotazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale che garantisca la massima trasparenza e accessibilità in tutte le fasi del percorso dell’offerta di prestazione e le successive prenotazione ed erogazione delle stesse. Sarà inoltre istituito un sistema di rendicontazione, monitoraggio e controllo delle attività in materia di governo dei tempi di attesa e un relativo tavolo di monitoraggio. Il documento- ha concluso l’assessore- è frutto del duro lavoro di mesi; abbiamo stabilito gli indirizzi e le indicazioni operative; ora, non resta che procedere spediti nella loro applicazione e mantenere alta l’attenzione, vigilando sul rispetto della governance affinché si offrano risposte efficienti ai cittadini e in ragionevoli tempi di attesa”.

Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, comunica che nei prossimi giorni si terrà una conferenza stampa di presentazione ed illustrazione degli indirizzi strategici e delle indicazioni operative in materia di governo dei tempi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate in regime SSR presso le Aziende Sanitarie Pubbliche e le Strutture Sanitarie Private Accreditate della Regione Basilicata.

Sanità lucana: la Cisl chiede chiarezza sui conti aziendali

in Cultura

Sanità lucana: la Cisl chiede chiarezza sui conti aziendali. Secondo il sindacato circola l’ipotesi di un commissariamento ministeriale

«L’ipotesi che circola in queste ore di un sostanziale commissariamento ministeriale dei conti della sanità lucana conferma le perplessità espresse a più riprese dalla Cisl Medici sulle condizioni di assoluta precarietà in cui versano attualmente gli assetti delle direzioni strategiche delle aziende sanitarie lucane. Il nostro auspicio è che la lente ministeriale sui conti delle aziende sanitarie possa contribuire a fare chiarezza sulla reale situazione in cui versa il nostro sistema sanitario nell’interesse degli utenti e delle professionalità che operano negli ospedali e negli ambulatori della regione». È quanto afferma la segreteria regionale della Cisl Medici che nei giorni scorsi aveva inviato una segnalazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai ministeri delle Salute e della Pubblica amministrazione, nonché alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza e alla Procura regionale della Corte dei Conti rimarcando «il grave ritardo con cui alcune Asl hanno chiuso i loro bilanci di esercizio 2021, ritardo che rileva tanto come violazione di legge, quanto come mancato rispetto del principio di buon andamento», aveva scritto il sindacato.

La replica di Vito Bardi

 

Bardi: “Conti sotto controllo per la sanità lucana”

Consiglio provinciale Matera su Sanità e criticità

in Politica

Consiglio provinciale Matera su Sanità e criticità: “La sanità non è né di destra, né di sinistra”

Un tavolo istituzionale per aprire un confronto serio sulle criticità della sanità, in particolare di quella del materano, e un invito al confronto con i rappresentanti del territorio prima della presentazione della bozza del nuovo piano sanitario regionale.

Sono queste, in estrema sintesi, le richieste che il Consiglio provinciale di Matera, aperto ai sindaci del territorio e celebrato nella mediateca comunale di Pisticci scalo, ha recapitato sia alla Regione Basilicata che all’Agenas, per il tramite di una delibera condivisa e approvata all’unanimità nella quale si recepiscono proposte e criticità segnalate dai primi cittadini della provincia.

Alla massima assemblea provinciale hanno partecipato in maniera massiccia non solo i sindaci (ben 25 quelli presenti), ma anche i cittadini e numerose associazioni territoriali, unitamente ai rappresentanti di numerose strutture sanitarie private accreditate e ai consiglieri regionali Luca Braia, Pasquale Cariello e Roberto Cifarelli.

Il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, ha chiesto “unità, sinergia e condivisione nell’interesse di tutti i cittadini, non solo quelli del territorio provinciale di Matera, ma di tutta la regione. La nostra è una battaglia che riguarda il sistema lucano nel complesso, perché salvare la sanità materana vuol dire salvare anche quella regionale. Dobbiamo evitare che i lucani siano costretti a recarsi in strutture extraregionali, circostanza questa che incide economicamente anche sulle casse regionali oltre che sulle tasche dei cittadini.

Chiediamo che la discussione sul nuovo piano sanitario regionale si avvii nei tempi giusti e con il coinvolgimento di tutti i territori affinché questa opportunità sia concreta per tutti. Nel contempo, però, segnaliamo anche che ci sono criticità e disservizi nell’offerta sanitaria, che andrebbero subito affrontati”.

Marrese ha concluso sottolineando: “La sanità non è né di destra, né di sinistra: da parte nostra non c’è alcuna volontà di polemizzare, ma solo la consapevolezza che bisogna agire. Per questo abbiamo voluto aprire un momento di confronto, con l’obiettivo di provare a dare tutti, insieme, un contributo per migliorare il sistema sanitario”.

Al Consiglio erano stati invitati anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, l’assessore alla Sanità, Francesco Fanelli, e il direttore generale dell’ASM, Sabrina Pulvirenti: nessuno dei tre, però, era presente anche se l’assessore Fanelli ha inviato una lettera nella quale, oltre a scusarsi per l’assenza, ha evidenziato “una completa disponibilità all’ascolto e al confronto”, invitando sindaci e consiglieri “presenti a trasmettermi gli eventuali spunti di riflessione e di intervento che emergeranno in questa ulteriore preziosa occasione, per continuare ad attenzionare la tematica ed impostare in modo partecipato e condiviso, le future linee di programmazione che possano rivelarsi quanto più risolutive possibile”.

I consiglieri regionali di opposizione, Braia e Cifarelli, hanno chiesto maggiore condivisione e confronto sul tema della sanità e un deciso cambio di passo nella gestione di un diritto che, hanno evidenziato, “non ha colore politico”.

Il consigliere regionale di maggioranza, Cariello, ha definito “sbagliato il comportamento di Bardi e Fanelli che non sono venuti qui, questa sera”, ed ha preannunciato la convocazione di “una delegazione di sindaci in Commissione Sanità, affinché, prima che venga presentato il nuovo piano sanitario regionale, in quella sede si approvi un documento con proposte e impegni”.

Il presidente Marrese ha chiesto che della delegazione preannunciata da Cariello facciano parte anche i sindaci di quei comuni del materano che ospitano strutture sanitarie.

Dopo gli interventi di natura politica e istituzionale, numerosi sono stati anche quelli dei rappresentanti di strutture private accreditate, comitati, associazioni e medici.

Il video integrale della seduta è disponibile al link 

Sanità privata: ripartono le prestazioni in Basilicata

in Cronaca

 

Sanità privata: ripartono le prestazioni: “obiettivo sarà pagare il budget alle strutture con cadenza mensile”

 

Si è tenuto questa mattina l’incontro convocato dalla Regione Basilicata con le strutture private accreditate. Presenti all’incontro i rappresentanti delle associazioni di categoria, Il Presidente della Regione, Vito Bardi, il vicepresidente e assessore alla Salute e Politiche della Persona, Francesco Fanelli e il Direttore Generale della direzione generale per la Salute e Politiche della Persona, Francesco Bortolan.

“Quello di oggi è stato un incontro fondamentale, che ha prodotto un primo risultato molto importante, ovvero la ripresa delle prestazioni sanitarie nell’esclusivo interesse dei cittadini e delle diverse istanze di salute”- ha dichiarato l’assessore Francesco Fanelli- “Fermo restando che si conferma l’impegno di questa amministrazione e degli uffici per risolvere gli aspetti tecnico-finanziari relativi al pagamento delle prestazioni erogate negli ultimi tre mesi del 2022, bisognerà verificare le eventuali risorse a carico del bilancio regionale. Sono convinto che in uno spirito di collaborazione e di condivisione di intenti riusciremo a ripristinare e a garantire gli accordi tra regione e strutture del privato accreditato, per salvaguardare i lavoratori e gli operatori tutti delle strutture e garantire standard di cura efficienti sul territorio, non solo per il presente ma anche e soprattutto per la futura programmazione”.

“Chiudiamo una brutta pagina per la regione Basilicata, che non dovrà più ripetersi. Non bisogna superare certi limiti Abbiamo a ogni modo trovato un primo punto di intesa insieme per la salute dei cittadini. Come presidente, come Giunta e come operatori dobbiamo rispondere alle esigenze dei cittadini e trovare il modo migliore per farlo. Ci rivedremo presto con tutti i dati acquisiti del 2022, per avere una visione unitaria. Per il 2023 il nostro obiettivo sarà pagare il budget alle strutture con cadenza mensile per evitare quello che in Basilicata accade da sempre. Questo è il cambiamento. Dall’altra parte, ci saranno più trasparenza e più controlli. Mi auguro ci sia da parte di tutti la consapevolezza che si debba remare nella stessa direzione e quindi riprendere le attività. Dobbiamo curare i pazienti lucani, il resto non è oggetto di discussione”. Lo ha affermato il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, nel corso della riunione con le aziende della sanità privata accreditata.

Il direttore generale, Francesco Bortolan, ha poi spiegato che, in vista di futuri incontri e della prossima programmazione saranno istituiti tavoli tecnici di confronto attivo costituiti dai rappresentanti delle associazioni di categoria con i quali saranno condivisi i programmi, le azioni e saranno integrati con i suggerimenti provenienti da tutte le parti coinvolte affinché situazioni analoghe a quella attuali, possano essere scongiurate e si possa lavorare in un clima di piena serenità e nell’interesse dei pazienti.

Sanità privata convenzionata: è paralisi per i costi insostenibili

Fanelli su sanità e strutture private: “molti più fondi rispetto al 2019”

in Politica

Fanelli su sanità e strutture private: “molti più fondi dalla Regione Basilicata rispetto al 2019. Sospendere protesta”

 

“In riferimento alle questioni sollevate dalle strutture sanitarie private regionali accreditate istituzionalmente ai sensi della LR n.28/2000 e s.m.i. si precisa che la necessità di assicurare i Livelli Essenziali uniformi di Assistenza (LEA) e il diritto di libera scelta dell’utente nella scelta del luogo di cura deve trovare un equo bilanciamento nell’azione amministrativa di governo del settore che tenga conto della pretesa degli assistiti alle prestazioni sanitarie, con la connessa salvaguardia del diritto alla salute sancito dall’art.32, comma 1, della Costituzione e del mantenimento degli equilibri finanziari, della razionalizzazione e del controllo della spesa sanitaria, che – come noto – non può contare su risorse illimitate.

A tal riguardo, si precisa che nell’anno 2019, ai sensi dell’art.15 comma 14 del DL n.95/2012, il Tetto di spesa complessivo regionale annuo per le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate dalle strutture private accreditate, era pari a circa 28,5 milioni di euro e di ulteriori risorse di cui alla LR n.18/2018.

Negli anni 2020 e 2021, ai sensi dell’art.45 comma 1 ter del DL n.124/2019, tale importo era incrementato di un ulteriore 2% per effetto della certificazione positiva dell’equilibrio economico finanziario del SSR rilasciata dal MEF (circa 29 milioni di euro) e di ulteriori risorse per garantire il pagamento delle prestazioni erogate negli anni 2020 e 2021.

Per l’anno 2022, con la LR n.29/2022, la Regione Basilicata, prevedeva risorse aggiuntive per il privato accreditato pari a 5 milioni di euro, con la finalità di ridurre le liste di attesa che inevitabilmente nel biennio 2020-2021 si sono allungate in maniera significativa a causa dell’emergenza pandemica Covid.
Pertanto, le risorse messe a disposizione nell’anno 2022 per le Strutture private accreditate ammontavano complessivamente a circa 34 ml di euro.
Tale importo sarà confermato anche per l’anno 2023, previa modifica della LR n.29/2022.

Non esiste, dunque, alcun ostacolo, di origine economico-finanziario, alla erogazione, a partire dal mese di gennaio 2023, con oneri a carico del SSR, delle prestazioni di specialistica ambulatoriale erogabili da parte delle Strutture private accreditate.
Pertanto, si invitano le stesse a sospendere la protesta al fine di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

Per quanto attiene all’anno 2022, è importante sottolineare che ad oggi i dati degli ultimi mesi dell’anno non sono ancora disponibili in Regione, in considerazione delle scadenze naturali dei flussi informativi che – anche a livello Nazionale – prevedono la chiusura delle rendicontazioni alla fine del primo trimestre dell’anno successivo, compresa la rendicontazione della mobilità sanitaria interregionale.
Infatti, al fine di risolvere le questioni sollevate dalle strutture private accreditate per le prestazioni erogate nell’anno 2022, la Direzione Generale per la Salute e le Politiche della Persona ha convocato un incontro con i rappresentanti delle citate Strutture in data 11 gennaio 2023, avente oggetto “aggiornamento remunerazione 2022 e programmazione 2023”.

Si sottolinea, infine, con i dati di seguito riportati, l’impegno della Regione Basilicata in merito a tale tematica, considerato che sono stati erogati, dall’anno 2014 all’anno 2018 circa 28,5 milioni di euro annui; nell’anno 2019 circa 28,9 milioni di euro, nell’anno 2020 circa 32 milioni di euro complessivi, incluse le risorse aggiuntive, nell’anno 2021 circa 37,2 milioni di euro complessivi, incluse le risorse aggiuntive e nell’anno 2022 circa 34 milioni di euro, incluse le risorse aggiuntive.

Lo afferma in una nota il vicepresidente della giunta regionale e assessore alla salute e alle politiche della persona, Francesco Fanelli.

 

Sanità: strutture private accreditate verso lo sciopero

A Pisticci consiglio provinciale aperto: tema sanità e strutture

in Politica

A Pisticci consiglio provinciale aperto: tema sanità e strutture. Marrese: “La sanità lucana vive un momento di grande disagio”

Emergenza sanitaria in Basilicata, il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, invita al “confronto costruttivo” e convoca per l’11 gennaio il Consiglio provinciale aperto a tutti i sindaci del territorio.

Mercoledì 11 gennaio, alle 18, nella Mediateca di Pisticci scalo, si svolgerà il Consiglio provinciale di Matera convocato in seduta aperta ai sindaci di tutti i Comuni della provincia per discutere sullo stato della sanità pubblica e delle strutture sanitarie in provincia di Matera: rischi, prospettive, proposte.

L’iniziativa è del presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, che, pur non avendo competenze specifiche nel settore della sanità, conferma il suo personale impegno per fare sintesi sul tema e coordinare enti locali e aziende di settore nel tentativo di risolvere le questioni attualmente sul tavolo.

“La sanità pubblica lucana, così come quella convenzionata – ha spiegato Marrese – vive un momento di grande disagio. Se, da un lato, si rincorrono continui timori per il ridimensionamento di ospedali e strutture sanitarie nel territorio provinciale, dall’altro il quadro si complica tenuto conto della recente decisione delle strutture convenzionate di non erogare, a partire dal 1° gennaio, le prestazioni ai cittadini.

Tutto questo deve convincerci che non è più procrastinabile attendere oltre, essendo invece necessario tutelare le ragioni ed i diritti in campo. Quelli degli enti locali, preoccupati per un’offerta sanitaria territoriale sempre più ridimensionata e insufficiente; quelle dei cittadini, che oltre a vedere un futuro fosco sul piano dei servizi, scontano anche il profondo disagio derivante dallo stop alle prestazioni deciso dalle aziende private convenzionate; quelle delle stesse strutture convenzionate, che mi sento di condividere tenuto conto del fatto che le stesse lamentano l’insufficienza delle somme erogate dalla Regione Basilicata per coprire l’intera produzione extra budget del 2022 e l’assenza del budget per l’anno 2023. Ciò, oltre a determinare la decisione di stoppare le prestazioni, a causa delle difficoltà economiche presenti e future delle stesse strutture convenzionate, potrebbe causare una vera e propria paralisi nell’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini, già complicata dal Covid-19, ma anche una vera e propria emergenza occupazionale.

Fatte queste premesse – ha concluso Marrese – invito tutti ad essere più responsabili nel tentativo di trovare soluzioni condivise, anche nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione che, come è noto, riconosce il diritto alla salute.

Ho, quindi, deciso di convocare un Consiglio provinciale aperto a tutti i sindaci, invitando anche il presidente della Regione, Vito Bardi, l’assessore regionale alla Sanità, Francesco Fanelli, e il direttore generale dell’Asm, Sabrina Pulvirenti. L’obiettivo? Confrontarci in maniera costruttiva su temi che sono di interesse collettivo”.

 

[Nelle foto le strutture ospedaliere di Policoro e Tinchi di Pisticci]

Sanità privata convenzionata: è paralisi per i costi insostenibili

in Economia

Sanità privata convenzionata: è paralisi per i costi insostenibili. L’undici gennaio un incontro con la Regione Basilicata

Centri privati convenzionati fermi:  erogate solo le prestazioni a pagamento. Le strutture interessate incontreranno la Regione il prossimo 11 Gennaio.
Le strutture sanitarie private accreditate hanno protestato perché per loro non è più possibile far fronte ai costi necessari per erogare i servizi. All’appello mancano i soldi dell’ultimo trimestre, all’incirca 4 milioni di euro.
Le aspettative rispetto all’incontro con la Regione, in programma il prossimo 11 Gennaio, sono dunque alte e le richieste sul tavolo sono chiare: programmazione e adeguamento delle tariffe “ferme” agli anni 90.

 

 

Foto da PX

“In tempo per te”: il piano per dell’Asm per abbattere le liste d’attesa

in Cronaca

“In tempo per te” il piano predisposto dall’Azienda Sanitaria Locale di Matera per abbattere le liste d’attesa. Secondo l’azienda consente di recuperare il 40% delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e il 30% dei ricoveri chirurgici

Si chiama “In tempo per te” il piano operativo approvato dall’Azienda Sanitaria Locale di Matera, già da gennaio 2022, per recuperare le prestazioni non erogate a causa della Pandemia da Sars Cov2 ed abbattere le liste d’attesa, sia per le prestazioni specialistiche ambulatoriali, che per i ricoveri chirurgici.
Per garantire l’erogazione dei volumi delle prestazioni ambulatoriali non fornite durante la pandemia, l’ASM ha messo in atto azioni volte ad assicurare la presa in carico dei pazienti, rispettando la data di prenotazione e la priorità, attraverso un aumento delle prestazioni per singola agenda, soprattutto per gli ambulatori che presentano le maggiori criticità dal punto di vista delle liste di attesa. In particolare, per le prestazioni ambulatoriali di cardiologia, radiologia, senologia ed endocrinologia, sono state coinvolte nel piano anche le strutture private accreditate e contrattualizzate con l’ASM. Grazie al contributo delle strutture accreditate si stanno recuperando un numero significativo di prestazioni arretrate. L’ASM prevede di recuperare, entro la fine dell’anno, circa il 40% delle prestazioni specialistiche ambulatoriali non erogate per via del Covid.

Per quanto riguarda il recupero dei ricoveri chirurgici, grazie alla disponibilità di tutti gli operatori sanitari, l’ASM ha provveduto ad incrementare le sedute operatorie sia nei giorni infrasettimanali che nei prefestivi, ampliando anche la finestra di operatività di alcune sale chirurgiche alle 12 ore giornaliere. In questo modo il piano permette il recupero del 30% del volume degli interventi in lista di attesa.

“Nonostante i problemi di carenza del personale, criticità comune a tutte le aziende sanitarie italiane, la Direzione Sanitaria dell’Azienda -afferma Sabrina Pulvirenti, Direttore Generale dell’Asm -si è sempre adoperata, e continua a farlo, per individuare la migliore strategia volta a fronteggiare, in maniera efficace, le criticità del sistema, nell’ottica di garantire il diritto di cura e assistenza ai cittadini. L’adozione del piano ‘In tempo per te’ ha comportato una riorganizzazione complessiva delle attività dopo due anni di pandemia in cui la piena funzionalità degli ospedali è stata compromessa. Grazie alle azioni adottate dalla Direzione Strategica dell’Asm e all’abnegazione di tutto il personale sanitario, stiamo recuperando il tempo perso. Sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare sull’abbattimento delle liste di attesa che rimane per noi una imprescindibile priorità per garantire la più ampia accessibilità e la migliore risposta al fabbisogno assistenziale”.

Foto archivio di un corridoio dell’ospedale di Policoro, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo. L’immagine ha solo scopo illustrativo.

Revocate le misure cautelari per Leone e Piro

in Cronaca
Giustizia: il tribunale di Potenza

Revocate le misure cautelari per Leone e Piro. I due risultano indagati nell’inchiesta sulla Sanità. In precedenza i giudici hanno valutato inconsistenti gli indizi e hanno ritenuto come “sopravvalutate” le dichiarazioni rese dai testi, ragion per cui alcuni giorni fa,  le misure cautelari sono state revocate anche per l’ex consigliere Cupparo e altri indagati

Era nell’aria e adesso è un provvedimento a tutti gli effetti: il Gip del Tribunale di Potenza, Antonello Amodeo,  ha revocato le misure cautelari nei confronti di Rocco Leone (FdI), consigliere regionale e già assessore regionale alla Sanità, e a Francesco Piro, capogruppo in consigliore regionale di Forza Italia.
Gli esiti favorevoli per Leone e Piro si abbinano con quelli registrati in precedenza anche nei confronti di altri indagati, fra questi l’ex consigliere regionale Francesco Cupparo. In quella circostanza il Riesame si concentrò sugli indizi che ha reputato “inconsistenti” e sulla valutazione delle dichiarazioni dei testi ritenute “sopravvalutate”.

Quanto alle posizioni di Leone e Piro, in sostanza per il giudice non sussiste più il pericolo di reiterazione del reato.

Gli effetti “politici” della decisione vanno nella direzione del consolidamento della maggioranza in Consiglio regionale, quindi il governo Bardi (FI) avrebbe – salvo colpi di scena – i numeri per poter proseguire.

Il Consiglio regionale si riunirà nel pomeriggio di oggi. Nella seduta delle 15.30, l’aula dovrà prendere atto della sentenza del Consiglio di Stato sull’elezione di Gino Giorgetti, favorevole a quest’ultimo; esaminare alcuni atti del regolamento interno e iniziare la discussione sulla proposta di legge relativa all reddito energetico regionale.

 

[Foto archivio, non si riferisce ai fatti descritti nell’articolo]

 

 

 

Inchiesta sanità: si sgonfiano le ipotesi accusatorie mosse verso Cupparo Dilascio e Spera

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