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Exuvia

Caparezza annuncia “Exuvia”: Simulacro d’arte e genialità

in Cultura

L’Exuvia infatti è un termine biologico usato per descrivere i resti di un esoscheletro in seguito ad una muta o metamorfosi

Era il settembre del 2017 quando Michele Salvemini, noto come Caparezza, annunciava il suo “Prisoner 709”, un lavoro artisticamente elevatissimo e cupo come nessun altro all’interno della sua variegata discografia. L’artista pugliese aveva infatti riversato all’interno di quel disco i suoi più grandi disagi e sofferenze, portando il grande pubblico all’interno della sua “galera dalle barre chiuse”, e consentendo loro di avvicinarsi a Michele, più che al personaggio da lui costruito.
A distanza di quasi quattro anni ecco che la chioma più famosa d’Italia si risveglia ed annuncia il suo ultimo, attesissimo progetto dal nome “Exuvia”, un lavoro che, stando alle parole del cantante, segna il passaggio da una condizione attuale ad una del tutto nuova, rappresentato metaforicamente dall’uscita di un insetto da una crisalide. L’Exuvia infatti è un termine biologico usato per descrivere i resti di un esoscheletro in seguito ad una muta o metamorfosi, fenomeni associabili a tante specie animali, fra cui gli artropodi.  Sembrerebbe logico pensare a questo disco come una sorta di “sequel” del precedente, dato che questo passaggio rappresenterebbe la fuga dalla prigione e quindi l’inizio di una nuova fase della vita. Passiamo ora alla simbologia che si cela dietro a questa nuova produzione. In primis è interessante notare quanto il logo dell’album possa sembrare all’apparenza semplice, ma allo stesso tempo intriso di significato. Parliamo infatti di due cerchi, disegnati uno dentro l’altro e con delle spirali a squarciarli. Il genio di Molfetta ha spiegato, attraverso i suoi social, il significato di tali incisioni, e dalle sue parole possiamo apprendere che il cerchio grande indica una condizione passata, mentre quello piccolo una futura, con le spirali a simboleggiare un ciclo di morte e rinascita, come avviene in tantissime culture del nostro mondo. Altresì chiaro è che questa simbologia non sia legata solamente alla “lore” artistica, ma anche alla sua vita privata, in quanto lo stesso Michele ha spesso descritto il suo percorso umano attraverso la musica, ponendo il personaggio e l’uomo sulla stessa linea. Caparezza è quindi tornato per proseguire il suo percorso, lasciandosi alle spalle le negatività dell’opera precedente e guardando avanti verso il futuro, evolvendo ulteriormente la sua figura umana ed artistica. Le notizie non sono però terminate, ed infatti il primo singolo dell’album è stato rilasciato in concomitanza con l’annuncio dello stesso, quindi alla mezzanotte del 31/03. Il pezzo prende il nome dell’opera intera, ed il suo significato è ben chiaro.  La canzone è un vero e proprio inno alla rinascita ed al cambiamento, senza però dimenticare i problemi e le sofferenze del passato, cicatrici che rimarranno indelebili ma che allo stesso tempo forgiano la nostra evoluzione, il nostro futuro. Dal punto di vista musicale la composizione si presenta strumentalmente  particolare e dalle sonorità fresche e catchy, impreziosite da una metrica che profuma d’innovazione. Il testo è come sempre molto efficace e profondo, spesso cupo, ruvido e dalla terminologia altissima, tipica dello spessore culturale alla quale “Capa” ci ha abituati ormai da tempo.
Dalla meravigliosa mostra di “Museica”, passando dall’opprimente prigione di “Prisoner 709”, arriviamo dunque alle lande selvagge di questo “Exuvia”, colmi di aspettative e di grande curiosità. Caparezza ha costruito intorno a sé un’immagine di grande profondità umana ed artistica, venendo omaggiato dal mondo intero per la qualità dei suoi lavori, e noi non vediamo l’ora di continuare a vivere il suo percorso insieme a lui. 

Francesco Lionetti

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