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Rapporto Banca d’Italia, molte ombre sull’economia lucana

in Economia

In Basilicata, petrolio e settore automobilistico in calo. Quarto: “Dare importanza al settore agricolo”

“Il rapporto congiunturale della Banca d’Italia, presentato in questi giorni a Potenza, attinente allo stato di salute dell’ economia lucana se pur non esaustivo del 2019, (riguarda infatti solo il primo semestre dell’anno in corso), offre – afferma il consigliere regionale di Basilicata positiva, Piergiorgio Quarto – interessanti indicazioni per un’analisi più approfondita. Appare subito evidente che i settori portanti dell’economia regionale ossia la produzione delle auto a Melfi e quello delle estrazioni di petrolio e gas registrano una forte battuta d’arresto. Il forte calo della domanda di auto nuove ha determinato come aspetto conseguenziale il forte ricorso all’istituto della cassa integrazione, ammortizzatore sociale indispensabile per lenire i danni occupazionali di portata cospicua in regione. Parimenti l’accertata riduzione delle estrazioni delle compagnie petrolifere Eni e Shell comporterà un ridimensionamento sensibile delle royalities a danno dei Comuni interessati dalla problematica. Dati importanti che si riflettono sostanzialmente sull’andamento dell’economia lucana che appare ancora a tutt’oggi in sofferenza. Negli anni passati – continua Quarto – è mancato un piano organico in grado di valorizzare a livello strutturale l’apparato industriale in regione. Non si è stati in grado di introdurre una programmazione su vasta scala di rilancio occupazionale azionando una dovuta politica degli investimenti nel settore pubblico. La dinamica di espansione messa in atto dalle politiche regionali passate non ha considerato ancora credibile un piano di lungo periodo che valorizzi le risorse della pubblica amministrazione spesso valutate solo in un’ottica di costo negativo per la collettività. Il nuovo esecutivo regionale di centro-destra invece valuta positivamente l’avvio di una riforma sostanziale della macchina amministrativa che permetta di produrre e gestire servizi per i cittadini più efficienti e meglio qualificati.

Positivi, invece, i dati complessivi sulla occupazione che registra un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, risultato incoraggiante alla luce dei segnali non positivi ivi provenienti dalle altre regioni meridionali, dove il dato occupazionale è negativo parliamo infatti del – 0,4%. Settori trainanti e propulsivi nel realizzare il trend positivo regionale, il turismo, l’influsso di Matera capitale della cultura 2019 è fondamentale e l’agricoltura

. Il settore agricolo merita una valutazione accurata e partecipata – prosegue il consigliere regionale – alla luce anche di nuove importanti politiche di valorizzazione programmata del territorio. Ci troviamo di fronte ad una progettualità diversa dove si introduce e trova padronanza l’idea di una new economy che poggi le proprie basi sulla sostenibilità. Un territorio che generi ricchezza e benessere sociale grazie al pieno utilizzo delle sue costanti identitarie ossia la terra, l’acqua e il cielo. Lo sviluppo delle politiche ambientali diventa importante per generare una terapia d’ urto credibile a tutela della salute dei cittadini, angosciata da livelli di inquinamento senza precedenti. Con l’agricoltura si pongono le basi per una reale alternanza al modo di concepire progresso e sviluppo nell’ultimo cinquantennio. La qualità della vita non può non essere contrassegnata da alcuni importanti segnali, indici di valutazione spesso in antitesi col profitto ad ogni costo. Ecco perché – conclude Quarto – valuto positivamente i primi sintomi di un incoraggiante cambiamento si spera congiunturale, accompagnato da dati positivi realistici indirizzati a dare maggior importanza a settori economici come quello agricolo. L’obiettivo, infatti, è raggiungere sviluppo e benessere sociale riuscendo a garantire e tutelare al meglio l’uomo, la sua salute e l’ambiente dove vive”.

“Le Srl trainano l’economia italiana”, gli addetti +3,8%, il fatturato +6,3%

in Economia

I Dati emersi dall’ “Osservatorio sui bilanci delle SRL” del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Dottori Commercialisti che analizza il trend 2016-2018. Medie e grandi imprese sostengono la crescita, aumentando rispettivamente del +4,3% e del +9,6% a fronte delle micro che registrano un calo del -1,5%.

Non si arresta la crescita delle SRL in Italia, seppur il ritmo segna una moderata decelerazione: gli addetti aumentano del+3,8% e il fatturato del +6,3%. Questa la fotografia scattata dall’ “Osservatorio sui bilanci delle SRL” per il Triennio 2016-2018” realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Lo studio, che ha riguardato 367.350 Srl, propone un’elaborazione dei principali indicatori economici ed ha confermato il trend emerso nella primavera scorsa. In particolare oltre ad addetti e ricavi, cresce il valore della produzione (+6%) ed il valore aggiunto (+5,7%). Migliora invece la quota di Srl che nel 2018 chiudono il bilancio in utile, passando dal 70,3% del 2017 al 71,6% del 2018 (+1,3%). In linea anche il ROE che si attesta al 12,4% (+0,8% rispetto al 2017) e il ROI (+3,3% sul 2017). Un quadro positivo se paragonato all’andamento globale dell’economia italiana che nello stesso periodo ha registrato una stagnazione del PIL. La tenuta del trend di crescita coinvolge tutti i comparti, con una accelerazione per costruzioni, trasporti e servizi professionali. Rallentano invece industria, commercio, ristoranti ed alberghi.

Nel dettaglio, emerge per quanto riguarda gli addetti, il settore dei trasporti (+12,5%), seguito da alberghi e ristoranti (+5,5%) mentre per fatturato il comparto in maggiore espansione risulta quello dei servizi (+8,1) che precede i trasporti (+8%).

In relazione alle dimensioni, si conferma la tendenza che vede le grandi aziende più performanti delle piccole. Infatti le medie e le grandi trainano l’incremento, aumentando rispettivamente del +4,3% e del +9,6% a fronte delle micro che registrano un calo del -1,5%.

Soprattutto in relazione al valore aggiunto, sono le medie e grandi imprese a trainare la crescita (+5,9% e +9,9% rispettivamente l’incremento nel 2017), mentre le piccole crescono di meno (+3,1%) e le micro sono in calo (-0,9%). Una dinamica simile si riscontra per ciò che concerne le variazioni di fatturato, valore della produzione e numero di addetti.

Le Srl in Italia globalmente sono 866.247 pari a quasi 5,5milioni di addetti per un fatturato di 1.219miliardi di euro. Il 61,7% è costituito da microimprese (ovvero aziende con fatturato fino a 350mila euro, il 26,9% da piccole imprese (fatturato compreso tra 350mila e 2milioni di euro) ed il restante rispettivamente da medie (9,5%) e grandi (1,9%).

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