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Scorie nucleari in Basilicata, la CEI ne discute in video-conferenza

in Appuntamenti

Mercoledì 27 gennaio 2021 alle ore 19 la questione dello stoccaggio delle scorie radioattive che interessa anche la Basilicata sarà discussa in videoconferenza con i delegati del laicato cattolico associato ed alcuni rappresentanti istituzionali.

L’incontro sarà presieduto dall’arcivescovo di Matera-Irsina Monsignor Pino Caiazzo in qualità di Delegato della Pastorale Sociale e del Lavoro della CEB di Basilicata.

Si potranno seguire i lavori attraverso la diretta streaming sul sito di Logos https://www.logosmatera.it/ oppure sulla pagina Facebook di Logos-Matera https://www.facebook.com/logosleragionidellaverita o sul canale Youtube Logos-Matera
https://www.youtube.com/channel/UC6KIkdJ5BFlUa-MGeAoqHvQ

Le Chiese di Basilicata non sono estranee alle vicende che coinvolgono il territorio e alla notizia che in Basilicata sono stati individuati 17 potenziali siti, a fronte dei 67 in tutta Italia per lo stoccaggio delle scorie, si interrogano offrendo una riflessione e un confronto tra diversi attori del discernimento, per una maggiore comprensione del problema e per un eventuale contributo che possono dare quale risposta al documento stesso.
Insieme, il Laicato cattolico associato e la delegazione regionale di Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza Episcopale di Basilicata hanno organizzato un dibattito, che si terrà mercoledì 27 gennaio alle ore 19,00 in diretta streaming, per riflettere sul tema.
L’evento è strutturato sull’intervento dei vari rappresentanti da più luoghi di riunione collegati tutti tra di loro da una connessione in videoconferenza che il team del giornale diocesano di Matera-Irsina Logos-Le ragioni della verità ha organizzato.
L’idea generale è quella di far sentire la voce della Chiesa: Vescovi, Uffici Ecclesiali, Movimenti, Associazioni…Laici. Come uomini e come cristiani è necessario interrogarsi sull’impatto che le scorie hanno su un qualunque territorio, a partire – ovviamente – da quello lucano.

In forza dei suggerimenti che Papa Francesco suggerisce nell’Enciclica Laudato sii, i cristiani devono sentirsi protagonisti di una “conversione ecologica” che produca una “cultura ecologica” in grado di proteggere e valorizzare la casa comune.

Pertanto, risulta doveroso, come Chiesa, proprio alla luce del documento della Sogin, approfondire il tema dell’eventuale stoccaggio delle scorie comprendendone “pro e contro”, al fine di poter fornire un eventuale contributo per la redazione di un documento che il territorio lucano potrà dare.

Da Matera, presso il Salone degli Stemmi si ritroveranno per gli interventi:

• Il delegato della Pastorale Sociale e del Lavoro della CEB di Basilicata mons. Antonio Giuseppe Caiazzo;
• Il presidente della Provincia di Matera e sindaco di Montalbano Jonico Piero Marrese;
• Il sindaco di Matera Domenico Bennardi;
• Il direttore Delegazione Regionale Pastorale Sociale del Lavoro mons. Filippo Lombardi;
• Il moderatore del dibattito Lindo Monaco, Presidente della CRAL (Consulta Regionale Aggregazioni Laicali).
Dalla Regione Basilicata ci sarà l’Assessore all’Ambiente ed Energia Gianni Rosa;
Dalla Provincia di Potenza ci sarà il Presidente Rocco Guarino, sindaco di Albano di Lucania.

Inoltre, dalle rispettive sedi i presidenti delle CDAL (Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali):
• Giancarlo Grano presidente CDAL dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo;
• Annamaria Bianchi presidente CDAL della Diocesi di Tursi;
• Erminia Pantaleo presidente CDAL della Diocesi di Melfi;
• Massimiliano Burgi presidente CDAL dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina.
Inoltre, interverranno:
• il presidente FISM Edmondo Soave del Direttivo CRAL Basilicata;
• il ricercatore Franco Vespe della PSL (Delegazione regionale Pastorale Sociale del Lavoro).

Svolgeranno le relazioni:
• Fausto Santangelo, Ingegnere ambientale, Amministratore CRAL;
• Salvatore Arpaia, Ricercatore, esperto in impatto ambientale.
Intervento conclusivo: Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo Delegato CEB Pastorale Sociale del Lavoro.

Irsina, furto nella Chiesa parrocchiale dell’Immacolata

in Cronaca

Irsina, i ladri entrano nella Chiesa parrocchiale dell’Immacolata e forzano il tabernacolo: portati via la pisside e un ostensrio.  Di seguito la lettere di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo.

 

Carissimi confratelli nel sacerdozio, diaconi, religiosi e religiose, carissimi fedeli tutti,

ho appreso da Don Nicolino Menzano che questa notte, nella chiesa parrocchiale dell’Immacolata, in Irsina, sono entrati ladri sacrileghi.  Vi do questa notizia con grande dolore. E’ stato forzato il tabernacolo, portata via la pisside e un ostensorio. Per fortuna le ostie consacrate sono state trovate buttate per terra ma non sappiamo se alcune siano state portate via per utilizzarle per altri scopi.

Secondo il Diritto Canonico chi ha compiuto questo gesto è incorso nella scomunica, la cui assoluzione è riservata solo alla Santa Sede, data la gravità dell’atto (scomunica latae sententiae  secondo il can  1367).

Vi chiedo di pregare e far pregare davanti a Gesù Eucaristia per riparare a un peccato così grave. Preghiera che possa toccare i cuori degli autori di un simile atto e chiedere perdono.  Invito ogni sacerdote, nei prossimi giorni, a celebrare una santa Messa per la remissione dei peccati, a recitare le preghiere di riparazione che vi allego, vivendo un’ora di adorazione coinvolgendo la propria comunità.

Il 7 gennaio 2021 alle h. 17.30, presiederò la celebrazione Eucaristica nella chiesa dell’Immacolata di Irsina.

Subito dopo, con i fedeli, resterò in adorazione davanti alla SS. Eucaristia, invocando la misericordia del Signore. La Vergine Immacolata e Santa Eufemia preghino per noi.

Vi benedico.

Ospedale Madonna delle Grazie, la lettera di Monsignor Caiazzo

in Cronaca

E’ inverosimile pensare che alcuni presidi sanitari, di fondamentale importanza, possano essere ridimensionati o trasferiti altrove

In questi giorni, sto seguendo con grande apprensione le vicende concernenti l’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera. Sento di esprimere e condividere, in questo momento di forte emergenza sanitaria, la preoccupazione che tutti gli abitanti della città e provincia stanno manifestando di fronte alla fragilità e ai ritardi del sistema sanitario. Si avverte il bisogno di avere una sanità capace di contrastare con efficacia l’avanzare della diffusione del Covid 19 e preoccupa soprattutto il futuro. E’ inverosimile pensare che alcuni presidi sanitari, di fondamentale importanza, possano essere ridimensionati o trasferiti altrove. Ritengo che questo sia il tempo in cui le istituzioni tutte, incominciando da quelle nazionali, ognuna per quello che compete loro, si ritrovino a mostrare il volto della responsabilità, mettendo da parte ogni forma di divisione che non giova a nessuno. Non sta a me giudicare quali siano le inadempienze o i ritardi. Anch’io mi sento confuso e vorrei, per il bene della nostra gente, che venissero garantite prossimità e attenzione a tutte le fasce sociali, soprattutto le più deboli. Questa è l’eredità imperitura che ci lascia l’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Cultura è soprattutto capacità di porsi a servizio delle membra più fragili della comunità così come espresso da un servizio sanitario in crescita, efficace e prossimo agli ammalati. Il territorio della nostra arcidiocesi di Matera-Irsina rischia di diventare vittima di grossi tagli al servizio sanitario. Non possiamo accettare un’eventuale scelta che vada in questa direzione: continuare a penalizzare il nostro territorio.

Come pastore, a nome della Chiesa che mi è stata affidata, invito il mondo della politica a proporre, a chi ha il potere decisionale, di fissare nuovi parametri e priorità nel fare le scelte.

Penso che non sia più il momento di studiare strategie sanitarie ma di attuarle per il bene della nostra gente. Tutto sarà possibile se, a mio umile parere, si ritornerà a riesaminare il piano della rete ospedaliera “Madonna delle Grazie” di Matera, senza dimenticare un inevitabile rilancio di tutti i servizi socio-sanitari e nello stesso tempo avere una gestione più efficace di tutti i processi di integrazione ospedale-medicina territoriale. Di fronte alle necessità sanitarie, che devono avere a cuore la salute di tutti, il criterio che guida le scelte non può essere economico: c’è un principio etico che lo sorpassa, cioè il bisogno di essere curati in loco, non emigrando. Incoraggio le istituzioni regionali, provinciali e comunali affinché si agisca compatti nel salvare ciò che è un diritto per tutti: curare e salvaguardare la salute. Nello stesso tempo ringrazio di cuore, ancora una volta, medici, farmacisti, operatori sanitari, infermieri che, nonostante i tanti problemi, stanno lavorando da veri professionisti con amore, dedizione, supplendo anche alla mancanza di personale sanitario. Fiducioso in una soluzione che salvaguardi gli interessi di tutti, all’inizio dell’Avvento, in preparazione al S. Natale di Gesù, invoco su tutti, per intercessione della Madonna delle Grazie, la benedizione dal cielo.

 

Don Pino

Matera, 29 novembre 2020, Prima Domenica di Avvento

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