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Le nuove Barbie minute , alte e formose : la Venere di plastica si evolve ma la società no

in Cultura/La Grande Bellezza

Il 9 marzo del 1959 nasceva Barbie , la bambola più venduta al mondo e prodotto di punta della sua casa di produzione: la Mattel.

Simbolo di bellezza, ricchezza e perfezione per quasi 60 anni , oggi la fashion doll più famosa al mondo è in cammino sul sentiero del cambiamento. 

Negli ultimi giorni incalza sul web la sensazionale notizia: la nostra Venere di plastica abbandona la perfezione delle sue forme avvicinandosi alla realtà .

Niente più curve mozzafiato alla Pamela Anderson.

Dopo decenni di successo , la Mattel lancia tre nuove versioni di Barbie : petite ( minuta) tall (alta) e curvy (formosa).  Un vero e proprio cambio di rotta a favore di un corpo più morbido e più somigliante alle forme di una donna reale. Durante il corso del 2016 vedremo uscire i nuovi modelli che prevedono : 4 body shape diverse, 7 tonalità di pelle diverse ( dalla versione afro a quella asiatica) 22 colori di occhi , 24 acconciature e innumerevoli outfit. Ad ogni bambina la sua Barbie. 

Da sempre al centro di polemiche riguardanti il suo corpo statuario, oggi il Time le dedica una copertina : ‘’ Now can we stop talking about my body’’?. Ella ha ora deciso di metter su qualche chilo per incarnare un ideale più ampio di bellezza seppur sempre ben accompagnata dal suo bambolotto lampadato dall’addominale scolpito. Un nuovo passo avanti per la battaglia contro l’anoressia portata avanti da molte case di moda.

 

Ma tutto ciò cela solamente un messaggio positivo o una pura strategia di marketing?

Sembra che questo cambiamento sia scaturito dalla richiesta dei clienti sempre più bisognosi di bambole somiglianti a loro e dalla necessità di far apprendere ai bambini che il corpo di Barbie come lo conosciamo, non deve rappresentare lo standard di bellezza. 

Ma in una società in cui l’hobby del selfie dilaga, tra il botox e innumerevoli interventi di chirurgia plastica su donne sempre meno mature, i cambiamenti che può apportare una Barbie Curvy o petite sono davvero pochi. Ed ecco il paradosso : la bambola di plastica si evolve ma la nostra società no.

Quale sarà il prossimo passo della Mattel se non quello di fabbricare mini palestre e dar vita a nuovi personaggi ‘’personal trainer’’?

Dopo aver frequentato la Willows High School nel Wisconsin, ed aver annunciato la sua campagna elettorale il  12 agosto 2004 per diventare Presidente degli Stati Uniti d’America rappresentando il Partito delle Ragazze, dopo aver avuto ben trentotto animali tra cui un orso , un cucciolo di leone e un’orca, innumerevoli decappottabili e camper rigorosamente pink ,  oggi Barbie original- perfezione fa spazio a quella con qualche chiletto in più. Non rischieranno le nuove generazioni di passar troppo tempo sui tapis-roulant delle loro bambole dai fianchi larghi?  Non rischieranno di subire discriminazioni durante i giochi perché costrette a maneggiare la bambola curvy più simile a loro? 

Michela Marzano , filosofa e saggista italiana dice:

Barbie era la nostra icona. Il suo successo dipendeva dal suo corpo perfetto, indipendentemente dal mestiere e dall’età. Barbie era sempre impeccabile e sublime. Barbie era sempre eterosessuale e sposata. Barbie era sempre felice e vincente. La vita rappresentata nel mondo delle Barbie era, dunque, mitica e irraggiungibile. Le bambine della mia generazione sono cresciute con la convinzione che tutto fosse possibile e che bastasse «volere» per «potere». Barbie ci riusciva; perché non dovevamo riuscirci anche noi? In fondo, bisognava solo imparare a «controllarsi»: controllare il corpo, controllare le emozioni, controllare i bisogni.

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