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Luana Casalnuovo

Luana Casalnuovo ha pubblicato 26 articoli

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Nata sotto il segno dei Gemelli, classe 1988. Giornalista appassionata di scrittura, arte, viaggi, fotografia e tanto altro, ha un interesse smisurato per la storia antica e la mitologia. Adora la musica classica e ha studiato pianoforte fin dall’infanzia ma solo in una fase più matura si è dedicata allo studio della chitarra da autodidatta.. I film e la letteratura francese sono i suoi migliori alleati contro la noia ma anche l’ossessione per le series di genere storico e post-apocalittici. Ha un gran senso dell’humor, poco velato e abbondantemente cinico che, spesso e volentieri, mette in gioco per torturare i suoi interlocutori. Presidente di Metis Factory, associazione operante nel settore della cultura, dell’informazione, del giornalismo e dell’editoria. Editore e co-fondatrice di Metis Magazine, mensile di attualità, cultura e approfondimento; capo redattore de ”La Grande Bellezza” presso ilMetapontino.it, rubrica storico-culturale sulla bellezza di ieri e di oggi. Ha collaborato con Radio Raptus come speaker radiofonico per ”Le Breaking News di Metis Magazine”.

COSTUMI DA BAGNO: IL VINTAGE CONTAMINA LA MODA ESTATE 2019

in Cultura/La Grande Bellezza
costumi da bagno vintage 2019

Pronti per la prova costume?

Quanti sono stanchi di sentire questo slogan che rimbomba tra pubblicità, giornali, amici e parenti e che innalza la nostra temperatura corporea ancor prima di quella ambientale?

Sì, perché, esser in forma è bello ma non c’è prova che tenga se non si ha il costume giusto. 

Tra bikini, costumi a fascia o interi, ogni anno ci si ritrova tempestati dalle nuove proposte dei guru della moda e così come il dress code – insieme di regole scritte, o il più delle volte tacite, relative all’abbigliamento – richiede, bisogna tener conto della propria fisicità per poter fare la scelta giusta che possa, soprattutto, risultare fashion. 

Prendiamo, ad esempio, il tanto discusso costume intero; spesso si sente dire che è il capo da bagno più consono per una donna curvy. Sbagliato! Segnando il punto vita, sarebbe più adatto per un corpo longilineo e slanciato oltre ad essere l’alleato perfetto per un aperitivo al tramonto in spiaggia o in piscina, per chi non vuole compromettere la propria abbronzatura ( quasi) total body

Se le vostre forme copiose necessitano giustizia, l’ideale è indossare un bikini che possa esaltare il décolleté e lasciare morbidi i fianchi grazie ai laccetti regolabili. 

Quest’estate 2019 abbiamo visto una netta contaminazione vintage anche nella moda balneare. 

Stiamo parlando dei crochet, costumi da bagno cuciti all’uncinetto; interi o due pezzi, tinta unita o a fantasia, arrivano dagli anni ’70 e vantano un sapore di mare che oscilla tra lo stile hippy al retrò-chic.

Si va dalle fantasie azteche ( perché la lavorazione all’uncinetto si presta molto bene a un tripudio di colori), ai colori pastello, al total black fino ad arrivare a fantasie di ricami crochet di murrine handmade ( per omaggiare la laguna di Venezia che si intreccerà alla preziosità del vetro di Murano). 

fantasie di ricami crochet di murrine handmade,
credits Missoni.com
fantasie azteche
credits annakosturova.com

Se, invece, avete più un animo candido, la vostra scelta non potrebbe che ricadere su un total white effetto crochet, il non plus ultra dello charme anni ’50 che vi donerà un’aria all’Elizabeth Taylor. 

CURIOSITÀ DALLA STORIA

La storia del costume da bagno ha origini molto antiche.

Già in epoca romana era in uso un indumento molto simile al bikini che indossiamo oggi, anche se in origine non si usava né per fare il bagno né per prendere il sole, ma per l’attività sportiva. Questo tipo di utillizzo viene mostrato anche nelle opere d’arte di quel tempo, come il famoso mosaico con le “fanciulle in bikini” conservato nel complesso romano della Villa Romana del Casale ad Enna (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). L’opera, che risale al III secolo d.C., raffigura dieci ragazze dedite a differenti attività atletiche che indossano un costume a due pezzi composto da una fascia per la parte superiore e da una parte inferiore che richiama la forma di un paio di slip.

Italia Sicilia Mosaici e resti archeologici Romani di Villa del Casale di Piazza Armerina, Donne in costume da bagno | Sicily Italy mosaics and archaeological remains of the Roman Villa del Casale in Piazza Armerina,Women swimsuit

Fonte: https://thelivingnews.it/il-costume-da-bagno-una-storia-piu-che-centenaria/

Solo nel 1824 Maria Carolina di Berry, moglie di Carlo Ferdinando di Borbone, si gettò completamente vestita in acqua aprendo le danze balneari anche alle donne alle quali fino a quel momento era concesso unicamente bagnarsi i piedi. 

La duchessa Maria Carolina fu davvero lungimirante, nonostante la mentalità obsoleta dell’epoca, perché comprese con cinquant’anni di anticipo che il bagno al mare sarebbe divenuta un’attività unisex.

L’emancipazione al due pezzi arriverà solo nel 1946 quando un sarto francese Louis Reard creò il bikini paragonandolo addirittura alla bomba atomica che pochi giorni prima era stata testata dagli americani nell’atollo di Bikini ( nelle Isole Marshal ) e da cui, poi, prese il nome. 

Louis Reard, celebra la nascita del bikini il 5 luglio del 1946
@copyright foto https://lolawho.com/bikini-day-jacques-heim-and-louis-reard/

Come vestirsi bene con l’essenziale: istruzioni per l’uso.

in Cultura/La Grande Bellezza

‘’ Io voglio i miei soldi là dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio.’’

 A quanti, leggendo questa nota citazione cinematografica, sarà sicuramente venuta in mente Carrie Bradshaw, personaggio autobiografico creato da Candace Bushnell e protagonista di Sex and City, diventata universalmente icona di stile? Ebbene, vorreste sentirvi come lei dinanzi ai vostri armoire, croce e delizia delle quattro stagioni?

Niente paura, per vestirsi bene basta l’essenziale.

Osservando le guru della moda, tra attrici, blogger e socialite, sempre più spesso si ha l’impressione di non poter raggiungere quel grado di perfezione perché ciò è sintomatico di lusso sfrenato. Eppure, quelle che i media definiscono it girl spesso sono anche sinonimo di estrosità ed eccessi che sarebbero inconciliabili con la vita reale dei comuni mortali più sobri e pratici. Basti pensare all’influencer italiana  più famosa del globo, Chiara Ferragni,  che dal suo attico posizionato nella città simbolo della moda, posta quotidianamente sui social outfit che variano dai total white al total skin, unicamente di brand come Chanel, Prada, o Versace. Per nostra fortuna vale ancora  la stessa vecchia regola di cui Coco Chanel ne fece una filosofia. Per esser sobri bisogna esser essenziali.

‘’ Prima di uscire, guardati allo specchio e togliti qualcosa. ‘’

           Coco Chanel

Ad ogni modo, presentarsi in ordine in un qualsiasi contesto sociale fa la differenza. Che tu vada a un colloquio di lavoro o a una cena con amici, è importante saper scegliere i propri abiti e perché no anche gli accessori nel modo giusto, non dimenticando mai la propria personalità.

GLI ESSENZIALI DA AVERE NEL GUARDAROBA

L’intramontabile Jeans

Hanno fatto la storia di intere generazioni e rappresentano l’icona dell’ abbigliamento casual per eccellenza, i jeans possono aiutarci in ogni occasione. Da indossare con i sandali oppure décolleté, per un party glamour o con le sneakers in situazioni informali.

 

 

 Il tubino nero

Da oltre un secolo è un capo simbolo di eleganza. Un classico eccezionale e versatile per differenti occasioni. Da indossare con una giacca sfiancata nell’ambito lavorativo o con un bolero di raso per una cerimonia. C’è anche chi lo indossa con anfibi e giacca di pelle per rendere il proprio look un misto di eleganza rock.

 

 

 La camicia

Se dalla fine del 1600 la camicia delineava l’appartenenza sociale, dividendo l’aristocrazia dalla plebe, oggi questo capo è tra i più amati sia da donne che da uomini di ogni estrazione sociale. Tra i più versatili degli indumenti, può esser indossato sotto un maglione e i jeans o con un pantalone a palazzo a vita alta per donare al look un tono più glamour.

 

 

Blazer

Con una T-shirt o una camicetta di seta. Con un look da jogging o da disco. Con i jeans strappati o una gonna lunga. Questo capo dovrebbe esser in cima alla lista shopping di ogni donna.

 

 

 

 Il trench

Nato come capospalla per proteggere i soldati sul fronte di battaglia, il trench-coat ovvero cappotto da trincea, di fatto, insieme al tubino nero e alla camicia, è tra gli essenziali di un guardaroba contemporaneo. Può esser indossato con dei tacchi alti e un pantalone a sigaretta oppure con un maglione oversize, grande indumento must-have dell’inverno.

Se, infine,  al tuo outfit vorrai donare un tocco di classe in più, apri l’armadio e indossa un sorriso.

Più essenziale di questo…

 

CURIOSITÀ DALLA STORIA

 Sapevate che i gli antichi romani erano molto vanitosi e ci tenevano particolarmente allo stile? Amavano seguire la moda dell’epoca e abbigliarsi in differenti modi in base alle occasioni e ovviamente al ceto sociale. Il capo di vestiario più in uso erano la toga e la tunica. I tessuti più utilizzati erano la lana e il lino, ma tra la fine del I sec a.C. e l’inizio del I sec d.C., tra i ceti più nobili, iniziarono a diffondersi anche la seta ed il cotone, entrambi molto costosi in quanto provenienti dalla Cina o dall’India; mentre nelle regioni più fredde si usavano anche pellicce e cappelli di feltro.

ATTENZIONE PERÒ: Solo chi godeva della cittadinanza romana aveva il diritto di portare la toga e l’autorità doveva vigilare che gli stranieri non la indossassero. Infine, ieri come oggi, gli accessori contribuivano molto al decoro della donna e tra i più usati vi erano le spille, i pettinini e naturalmente i gioielli: collane, bracciali, catenine, orecchini, anelli alla mani e alle caviglie.

 

copyright:

jeans, vestito nero, trench, camicia bianca, blazer nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbronzatura: quando il segno del costume è trendy

in La Grande Bellezza

Durante l’anno ci si ritrova spesso ad osservare la propria immagine riflessa in uno specchio e a constatarla sempre più sbiadita. E allora che si fa?

Numerosi sono gli escamotage a cui si fa ricorso per donarsi un po’ più di colorito.: autoabbronzanti, prodotti cosmetici di vario genere come terre calde o freddi contouring e nella stragrande maggioranza dei casi ci si rintana durante la fredda stagione in centri di bellezza per immergersi in una calda lampada a raggi UV . Sì perché almeno nell’ ultimo secolo l’abbronzatura è diventata non solo una moda ma sinonimo di benessere e bellezza. Continua a leggere

HYPER SPECTRUM – LA RIVOLUZIONE DI UN OGGETTO IPER-DIMENSIONALE IN ANTEPRIMA MONDIALE

in Appuntamenti

Un evento imperdibile quello che sabato 20 Ottobre, ore 18.00, si terrà a Matera presso Palazzo Lanfranchi.

Siete pronti ad una rivoluzione iper-dimensionale?

In anteprima mondiale assoluta verrà presentato Hyper 3D Spectrum, ideato dall’ Avv. Gaetano Danzi e brevettato come oggetto di design presso la Comunità Europea.

Trattasi di un oggetto in 4D che, unitamente ad altre caratteristiche originali, ne fanno una piattaforma multifunzionale in primis l’arte, la scrittura, la didattica e gli scacchi.

Hyper Spectrum è il luogo perfetto dove far spaziare e crescere il pensiero e la creatività, perché lì si replica l’infinito dentro uno spazio finito.

Ne saranno presentate 5 versioni.

Programma

START

Gaetano Danzi racconta: “come nasce Hyper Spectrum”

Presentazione degli oggetti Hyper 3D Spectrum:

  •  “MondrianEscher”, giocare su un iperquadro di Gaetano Danzi
  •  “Vedere l’invisibile”, il primo iperquadro di Angelo Palumbo
  •  “Ad Speciem Aeternitatis”, la prima iperpoesia di Linda Tantalo (studentessa Liceo Classico Duni – Matera), recitata dalla Prof.ssa Rosalba Demetrio (docente Liceo Classico Duni – Matera)
  •  “Hyper Lux”, un frammento di infinito di Gaetano Danzi
  • “Hyper Tabula”, scrivere e disegnare nello spazio

Seguirà la conferenza sul tema “Verso le dimensioni superiori del pensiero, dalla geometria al design e all’arte, dalla filosofia alla poesia e agli scacchi” con i seguenti relatori.

Paolo Piccinni (docente ordinario di matematica presso l’Università La Sapienza di Roma);

Paolo Maurensig (scrittore, autore di “Canone Inverso” e “La Variante di Luneburg”);

Maristella Trombetta (docente di filosofia estetica presso l’Università di Bari);

Barbara Missana (storica dell’arte e studiosa di neuroestetica).

Presenterà Francesco Diperno (studente creativo).

L’evento si chiuderà con una serie di performance dal vivo.

 

Che cos’è Hyper Spectrum?

Ecco qualche indizio:

 

È un oggetto che poteva essere inventato anche qualche secolo fa.

È una piattaforma realmente tridimensionale che si contrappone agli oggetti virtuali, ma ne conserva gli effetti speciali.

Hyper Spectrum rappresenta la rivincita di un oggetto reale sul mondo virtuale.

È un oggetto concettuale, che esprime numerose idee e significati di stampo matematico, artistico, filosofico, scientifico.

 

 

OMICIDIO BARBALINARDO: HA INIZIO IL PROCESSO

in Cronaca

L’imputato di omicidio volontario, diciasettenne all’epoca del delitto, beneficerà del rito previsto per i minorenni con grandi limitazioni per la partecipazione al processo delle parti offese, i familiari del giovane Matteo Barbalinardo, assistite dagli avvocati Amedeo e Roberto Cataldo.

Il giovane imputato,  in attesa di giudizio, è a piede libero dallo scorso 21 novembre 2017, per scadenza dei termini massimi di custodia cautelare in carcere, nonostante l’accusa di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e porto abusivo di arma da taglio.

Una vicenda che ha sconvolto l’opinione pubblica anche alla luce dei risultati emersi dalle indagini, una registrazione audio rinvenuta dagli inquirenti nella memoria remota del cellulare dell’assassino, che riprodurrebbe i lunghi minuti dell’agonia di Matteo, con quelle che apparirebbero come disperate richieste di aiuto al suo presunto assassino e la promessa disattesa di allertare i soccorsi.

Secondo quanto emerso dalla registrazione, mentre Matteo supplicava aiuto, già agonizzante sarebbe stato sottoposto ad un incalzante interrogatorio da parte del suo aguzzino, elemento considerato dagli inquirenti come una crudele aggravante, al pari dei tagli e ferite giudicati “compatibili con attività di sevizie paragonabili a torture”.

La famiglia di Matteo, gli avvocati Cataldo e tutta la comunità pisticcese  si aspettano che il processo faccia chiarezza su circostanze importanti emerse dalle indagini, le strane fotografie sempre rinvenute nel cellulare dell’assassino, scatti risalenti alla mattina del 18 maggio, alcuni dei quali riprenderebbero quello che potrebbe essere il coltello utilizzato per l’omicidio, il suo fodero e dei sacchi neri per la spazzatura che se scattate, come appare, all’interno della palazzina teatro dell’efferato omicidio smentirebbero le dichiarazioni dell’omicida circa una lite sfociata in una colluttazione e farebbero pensare a veri e propri atti preparatori della scena del crimine.

 

 

copyright foto: http://siciliainformazioni.com/ambra-drago/706885/regole-e-ordine-nel-tribunale-di-palermo-in-aula-alle-9-e-tutti-con-la-toga

10 REGOLE DI BON TON PER LE FESTIVITÀ: DALLA TAVOLA AL LOOK, SENZA DIMENTICARE I REGALI.

in Cultura/La Grande Bellezza

Barbara Ronchi della Rocca, contessa e volto noto della televisione italiana, è una delle massime esperte di bon ton esistenti in Italia. È la signora delle buone maniere e il suo mantra potremmo racchiuderlo in una delle sue più celebri affermazioni:

”Conoscere le buone maniere e saperle usare nei momenti opportuni fa bene anche all’autostima, perché aiuta a sentirsi sicuri di sé, affrancati dall’angoscia del “Che cosa posso dire?”, “Come devo comportarmi?”, “Sarò vestito/a nel modo adatto?”.

Se in un certo qual modo siete anche voi  stati colpiti dall’angoscia di questi tre interrogativi, soprattutto perché ci troviamo nel pieno delle festività e non sapete come agire per  non ricadere in errori di cattivo gusto, non vi resta che fermarvi un attimo e leggere questo vademecum delle buone maniere.

 

1. BUON APPETITO

L’errore più comune di sempre è proprio augurare agli altri commensali ‘’buon appetito’’. Sapete perché? Con questa espressione si augura di avere più appetito del dovuto, invece, sarebbe meno errato augurare un buon pranzo o una buona cena. Se, invece, durante la cena di natale voleste davvero superarvi nell’arte del galateo, non vi resta che restare in silenzio ed elargire sorrisi tra un boccone e l’altro.

 

2. MAI CHIEDERE IL SALE

Che non vi venga in mente di chiedere il sale a tavola. È un gesto scorretto e di cattivo gusto, indice del fatto che la pietanza servita è scialba e non è di vostro gradimento.

 

3. SE UNA PORTATA NON È DI VOSTRO GRADIMENTO…

Siete ospiti per il Veglione a casa di qualcuno? Ricordatevi di non recare offesa alla padrona di casa in alcun modo. Se una portata non è di vostro gradimento, ricordate sempre di comunicarlo prima così da evitare  inutili sprechi di cibo. Nel caso in cui aveste dimenticato di dichiarare i vostri gusti prima di essere serviti, vi presterete abilmente all’assaggio di tutte le portate: assaggiare è comunque un atto doveroso verso chi ha cucinato e ha impiegato del tempo per preparare qualcosa per voi, mangiarne anche una minima porzione è il minimo che possiate fare per onorare il lavoro fatto.

 

4. L’ASSEGNAZIONE DEL POSTO

L’assegnazione del posto è sempre una scelta ardua. Spetterà al padrone o alla padrona di casa assegnare i posti a tavola invitando gli ospiti ad accomodarsi. L’assegnazione va fatta con coscienza, in modo che gli invitati si sentano a proprio agio. Il Galateo, inoltre, prevede che si alternino alle sedute un uomo e una donna e che il capotavola spetti sempre al padrone di casa.

 

5. IL PANETTONE È UNA COSA, IL PANDORO UN’ ALTRA

Panettone e pandoro, due mondi a parte. Non solo per il palato ma anche nel servirli a tavola ognuno segue una regola ben precisa. Se state per servire un candido pandoro, ricordate di farlo già tagliato a fette, mentre se da buon tradizionalisti preferite il panettone, ricordate di portarlo a tavola intero e posizionato su di un piatto decorato. Come mangiarli? Le regole del bon ton prevedono di mangiarli esclusivamente con le mani, a meno che non siano accompagnati da una crema.

 

6. MAI DIRE CIN CIN

È l’ora del brindisi? Dimenticatevi di urlare Cin Cin. Se pensavate che questa espressione fosse la trascrizione onomatopeica del suono dei bicchieri che si scontrano tra loro, vi stavate sbagliando. Cin cin deriva dal cinese “ch’ing-ch’ing”, una formula di cortesia che letteralmente significa “prego’’. Secondo il galateo è importante non far schioccare i bicchieri l’uno contro l’altro, in quanto è ritenuto un gesto poco elegante, specialmente quando i commensali sono tanti e per raggiungere tutti si devono fare acrobazie, talvolta sbracciandosi. Basterà pronunciare ‘’Salute’’ o ‘’A noi’’ per un augurio davvero raffinato.

 

7. IL REGALO RICICLATO 

I regali, ahimè, sono sempre i migliori a metterci in difficoltà e a minare le nostre buone maniere. Che non conosciate bene il destinatario del vostro dono o che lo conosciate fin troppo, una regola dovreste scolpire nelle vostre menti, seppur vi troviate nel ben mezzo di un’apocalisse: mai riciclare un regalo. Cosa dice il Galateo? Piuttosto non regalate nulla.

 

8. UN REGALO UGUALE PER TUTTI

Sempre sui regali, il vademecum delle buone maniere vieta categoricamente di regalare a tutti la medesima cosa: pecchereste di impersonalità e di non aver fatto un regalo sentito.

 

9. L’ABITO NON FA IL NATALE…

Il Natale per molti è la festa più bella e sentita dell’anno e il desiderio di essere eleganti si fa più forte che mai in questo giorno. Spesso, però, avere cadute di stile è così semplice. Per non sbagliare bisogna ricordare sempre di mantenere una certa sobrietà. Gli abiti da sera e le mise importanti sono assolutamente fuori luogo in un pranzo o in una cena in famiglia. A meno che il vostro Natale non sia in un luogo ricercato e che richieda una certa etichetta, cercate di mantenere il vostro look adatto non solo all’occasione  ma anche al luogo.

 

10. …E NEANCHE IL CAPODANNO

Il bon ton suggerisce lo stesso anche a Capodanno. Tra luccichii di palette e abiti corti rischiereste di mettere a disagio gli altri commensali e di trascorrere l’intera cena del Veglione in maniera scomoda. La misura rimane sempre l’abito migliore.

 

Buone feste e che le buone maniere vi accompagnino sempre.

 

Curiosità dalla storia:

Il Galateo deve il suo nome ad un vescovo cattolico italiano: Galeazzo ( Galatheus, in latino) Florimonte.  Fu questo personaggio ad ispirare a Giovanni della Casa, letterato, scrittore e arcivescovo  ‘’quel celebre saggio del viver civile’’ dal titolo ‘’Galateo overo de’ costumi, noto comunemente come Galateo.

 

Trattato di messer Giovanni della Casa, nel quale sotto la persona d’un vecchio idiota

ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona

de modi, che si debbono o tenere, o schifare

nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi.

(titolo completo)

 

 

@copyright foto copertina:

http://www.federicagrimaldi.it/natale-2016-galateo/

LA BASILICATA ESISTE, È UN PO’ COME IL CONCETTO DI DIO. O CI CREDI O NON CI CREDI

in Cultura

A chi è che leggendo questo titolo non è venuto in mente il noto film del regista lucano Rocco Papaleo?

Ebbene si, perché da qualche anno a questa parte la Basilicata coast to coast è diventata il mood di molti che, un po’ per curiosità o passione, decidono di intraprendere un viaggio itinerante percorrendo a piedi i caratteristici e ormai non più sconosciuti borghi lucani.

Se nel 2010 Rocco Papaleo diceva nel suo film ‘’ La Basilicata esiste. È un po’ come il concetto di  Dio. O ci credi o non ci credi’’, potremmo, oggi, sicuramente affermare come San Tommaso, dopo aver toccato con mano, che la Basilicata esiste eccome.

Se ne sono accorti i turisti che negli ultimi anni hanno dato vita ad un vera e propria moda di viaggiare: c’è chi lo ha già fatto a piedi, in moto o in bici, alla scoperta dei due mari di Basilicata e dei tanti borghi e paesaggi che possono essere visitati lungo il percorso.

Continua a leggere su:

Basilicata coast to coast

TUTTE PAZZE PER IL PINK HAIR: DAL ROSA GOLD AL METALLIC PINK

in Cultura/La Grande Bellezza

Credevate che quest’ autunno sarebbe stato cupo e spento?

Care  fashion victim, il colore dell’anno sarà nuovamente pink ma con nuove sfumature.

Nonostante gli esperti abbiano dichiarato che il colore del momento  sia un castano caldo e rassicurante come le sfumature del cioccolato che ben presto prenderanno posto nella nostra fredda quotidianità, ad accompagnare il tutto sarà ancora una volta un colore pastello.

Il pink hair si è timidamente fatto strada tra le chiome delle star di Hollywood, antesignane di uno stile tutt’altro che sobrio, inizialmente comparendo solo sulle punte o su qualche ciuffo. Dopo aver ricevuto il gradimento dei più, la moda dei capelli rosa ha iniziato a mostrare le sue varianti: dal rosa gold al rosa champagne. Quest’anno, invece, il must sarà un rosa metallico che  gioca sulle sfumature iridate e sulle tonalità metalliche.

Se decidete anche voi di convertirvi al pink, qualsiasi esso sia, ricordate che è necessaria una decolorazione. Se avete una base scura per ottenere il metallic pink sarà necessaria una decolorazione più impegnativa rispetto a basi bionde. E’ importante ricordare che la tipicità del pink hair è un effetto shining, ovvero, luminoso. Portare un colore così aumenterà la luminosità del vostro incarnato. Se si ha una pelle abbronzata e olivastra si consigliano toni più accesi, mentre per i coloriti pallidi i toni pastello saranno perfetti.

Curiosità dalla storia:

Fin dalla notte dei tempi la moda di cambiare colore ai propri capelli ha ossessionato le donne di ogni ceto sociale; dall’antica Roma all’antico Egitto ma una delle più bizzarre tecniche di decolorazione e pigmentazione del capello risale al 1600 e la troviamo  proprio in Italia.

Sono tantissimi i manuali di bellezza risalenti a questo periodo storico, ricchissimi di consigli e ricette per essere più belle con chiome tinte di vari colori.

Ad esempio, le signore veneziane del tempo, per ottenere capelli biondi dai riflessi dorati erano solite raccogliere i capelli per poi ricoprirli con un unguento fatto di aceto e urina. Grazie all’ammoniaca contenuta nella pipì, si ottenevano sfumature dorate o, a seconda del colore di base, sfumature ‘’ rosso Tiziano’’.

 

SALUTE E BELLEZZA: I BENEFICI DEGLI OLI ESSENZIALI

in Cultura/La Grande Bellezza

Beno Fignon, giornalista e poeta italiano, una volta disse:

Siamo stati Dèi? Molto di più. Avevamo dodici anni. 

Parole sagge, sì, perché quando si è giovani si è un po’ come essere immortali e  invulnerabili alle cose del mondo. Poi, un bel giorno ci si ritrova – e non c’è omaggio che tenga – con un bel conto da pagare e i segni di tale scotto li portiamo inevitabilmente sulla nostra pelle. La pelle: una tela segnata dai ricordi. Ad esempio, pensiamo solo ai danni che in gioventù possiamo arrecarci con il sole durante le spensierate vacanze e durante i nostri aperitivi in spiaggia. I traumi all’epidermide sono una piaga a lungo termine. Siamo sempre alla ricerca del prodotto miracoloso che possa riequilibrare la situazione: creme e cremine, maschere di bellezza o pomate costose. Ma sono davvero pochi i prodotti davvero efficaci. Tra questi troviamo gli oli dai mille benefici. Avete sicuramente sentito parlare degli oli essenziali ma quanti di voi ne hanno fatto uso? Questi oli, essenziali di nome e di fatto, sono dei preziosi alleati sia per la salute che per il benessere. Non sottovalutiamo questi preziosi aiuti che provengono da Madre Natura perché l’olio essenziale è l’estratto più puro e concentrato della pianta, capace di portare beneficio a corpo e mente.

Ecco di seguito un elenco degli oli essenziali più utilizzati e conosciuti.

Eucalipto: è consigliato per i disturbi delle vie aeree. Grazie alle proprietà balsamiche libera i canali respiratori abbassando anche la temperatura corporea in caso di febbre.

Zenzero: è perfetto in caso di nausea, dolori muscolari e articolazioni. Da utilizzare imbevuto in un fazzoletto e respirandone l’aroma.

Arancio dolce: consigliato per chi ha bisogno di rilassarsi. Distende il sistema nervoso, calma le tensioni e crea un clima morbido e accogliente in casa.

Tea tree oil: È un olio essenziale che deriva dalla pianta della Melaleuca alternifolia, nota anche come pianta del Tè o tea tree. Se utilizzato puro al 100% è un ottimo antisettico, antimicotico, antivirale, possiede un potere balsamico, cicatrizzante, espettorante, fungicida e immunostimolante. Utile come antibatterico può contrastare la formazione di acne, brufoli e pelle grassa, ma anche per il cuoio capelluto per contrastare la forfora e la cute grassa ( si consiglia di versare poche gocce nello shampoo).

Olio di mandorle dolci: Ricco di vitamina E e B, proteine e sali minerali che combattono l’invecchiamento della pelle e ne agevolano il rinnovamento cellulare, è tra i più conosciuti e utilizzati. È perfetto per la pelle secca ma anche per chi vuole combattere smagliature o i capelli sfibrati. È adatto anche per la pelle dei bambini in quanto allevia e previene le irritazioni cutanee.

Olio di Argan: Conosciuto anche come Oro del deserto (per la lunghissima lavorazione con cui viene estratto), questo è tra i più preziosi oli essenziali essendo l’elisir dell’eterna giovinezza. Ricco di tocofenoli (Vitamina E) e squalene, aiuta a combattere i radicali liberi aiutando a prevenire la comparsa di rughe.

Olio di Jojoba: Nell’elenco degli oli più famosi quello di Jojoba è al secondo posto, facile da reperire e ricchissimo di proprietà. Noto per essere privo di grassi e privo di glicerina al contrario dell’olio di mandorle. È perfetto per le rughe del viso ma è anche un’ottima protezione dai raggi solari: può essere utilizzato prima e dopo l’esposizione.

 

Curiosità dalla storia: 

L’utilizzo degli oli essenziali è molto antico. Se ne faceva uso già 5000 anni fa.

Molteplici furono le civiltà che iniziarono ad utilizzare le piante per scopi religiosi, medicinali ma anche cosmetici. L’utilizzo di tali oli fu una pratica che i Greci appresero dagli Egizi, con particolare attenzione per l’arte della profumeria. Infatti tramite la combustione delle piante nacque la prima forma di aromaterapia: la parola profumo deriva dal latino “per fumum” (attraverso il fumo) originariamente riferito alla pratica di bruciare l’incenso. Ricette di profumi con funzione medicamentosa furono trascritte su tavolette di marmo ritrovate nei templi di Esculapio e Afrodite. 

 

@copyright foto:

https://sorgentenatura.it/speciali/aromaterapia

UNA TENDENZA TUTTA MEDIORIENTALE: LA CAVIGLIERA, REGINA INDISCUSSA DELL’ESTATE

in Cultura/La Grande Bellezza

Nelle numerose sfilate di moda che ogni anno si preparano a sorprendere e folgorare noi fashion victim, ci sono loro, quei piccoli e apparentemente insignificanti gingilli che rendono i nostri outfit originali e unici: gli accessori. Quest’estate, è stato impossibile non notarne uno in particolare.

Molti di noi saranno stati catturati prima dal suono del tintinnio e, come tra i più fervidi richiami, abbiamo dal primo istante desiderato indossarne una.  Di cosa stiamo parlando? Della cavigliera ovviamente. Era sparita dalle scene da un po’ di tempo e ora è ritornata in maniera prorompente.

Quest’estate la cavigliera è l’accessorio più trendy.

Il suo scopo principale? Adornare le caviglie come un qualsiasi altro gioiello e, se ancora non lo sapete, ha come scopo anche il lancio di messaggi subliminali.

Come si può immaginare i messaggi sono tutti per il sesso maschile. Alcune esperte ammaliatrici spiegano che se indossata a sinistra la cavigliera denota impegno e fedeltà, se a destra, invece, beh… l’avventura è dietro l’angolo.

Già dall’anno scorso le grandi case di moda come Luis Vitton e Lilly Pulitzer hanno proposto le loro collezioni giocando ognuno su uno stile differente. Ad esempio, Lilly Pulitzer ha puntato ad un modello che quest’estate sta avendo un enorme successo. Sono le ankle toe bracelets, si tratta di quelle cavigliere che partono dalle dita con un anellino e si arrampicano sul collo del piede con un effetto sandalo gioiello.

Perfette per un aperitivo sulla spiaggia. Attenzione però a non indossarle in modo casuale. È necessario abbinare sempre la giusta scarpa e una pedicure accurata. Si badi bene a non indossare cavigliere con diamanti a delle comuni infradito o viceversa, delle scarpe eleganti con una cavigliera super sportiva.

Nonostante sia svanita per un po’ di anni, la cavigliera è rimasta l’accessorio preferito di alcune star di Hollywood come Jennifer Lopez che non si separa mai dalle sue costosissime cavigliere di diamanti veri.

Curiosità dalla storia:

La cavigliera è un antichissimo accessorio. Sembrerebbe nascere in Medio Oriente dove le ballerine del luogo indossavano questo gioiello per produrre un suono caratteristico durante la danza del ventre. Tale suono era prodotto dai ciondoli che col movimento del ballo creava un incantevole tintinnio. Nell’antichità tutti i gioielli avevano lo scopo di affermare un significato culturale, religioso e simbolico.
Essa nasce proprio come simbolo di seduzione.

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