Covid19 Basilicata: positività al 17.2%

in Emergenza Covid-19

 

Covid19 Basilicata: positività al 17.2%. Un paziente in terapia intensiva. Sono 692 i nuovi guariti. Fra tamponi molecolari e antigienici sono 4.576 i test totali effettuati. Nel Metapontino 40 nuovi casi a Policoro, 28 a Bernalda, 25 a Scanzano Jonico e 16 a Pisticci.

Vaccinazioni e test Covid-19, aggiornamento del 22 febbraio

La task force regionale comunica che nella giornata di ieri, 21 febbraio, sono state effettuate 1.109 vaccinazioni.
A ieri sono 466.838 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (84,4 per cento), 435.027 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (78,6 per cento) e 333.509 (60,3 per cento) quelli che hanno ricevuto la terza dose per un totale di somministrazioni effettuate pari a 1.235.374 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane).
In totale sono 110 le persone ricoverate: 63 nell’ospedale San Carlo di Potenza, di cui nessuna in terapia intensiva, e 47 nell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, di cui 1 in terapia intensiva.
Sempre nella giornata di ieri, sono stati processati 4.576 tamponi (molecolari ed antigenici) per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 812 sono risultati positivi. Nella stessa giornata si sono registrate 702 guarigioni. Dopo le ore 17,00 di oggi sarà inviato il report completo e collegandosi alla pagina web https://bit.ly/3fLEgGd sarà possibile consultare il bollettino quotidiano (infografica) con i dati riassuntivi.

 

La sottovariante di Omicron BA.2 non causa forme più gravi di malattia rispetto a BA.1.

Lo rende noto l’Oms. La sottovariante BA.2 di Omicron non “causa una forma più grave” di Covid rispetto alla variante BA.1 che circola ampiamente nel mondo, afferma l’Oms.

“Non vediamo differenze in termini di gravità tra BA.1 rispetto a BA.2: hanno un livello di gravità simile in termini di rischi di ricovero”, ha affermato Maria Van Kerkhove dell’Oms, durante una sessione di domande e risposte sui social. Questa conclusione “è davvero importante, perché in molti Paesi c’è stata una notevole diffusione sia di BA.1 che di BA.2”, ha aggiunto riferendosi al lavoro finale del Comitato consultivo di esperti sull’evoluzione del virus. Conclusioni che ridimensionano l’allarme suscitato da una pre-pubblicazione di uno studio sui criceti che sembrava mostrare come invece BA.2 potesse causare forme più gravi della malattia. Van Kerkhove ha comunque colto l’occasione per invitare tutti i Paesi a non smantellare i loro dispositivi di sequenziamento e mantenere alta la guardia [ansa]