Intrattenimento online: i numeri del 2023

in Economia

I primi 3 mesi dell’anno in economia sono tradizionalmente legati all’analisi dei numeri dell’anno precedente e alle previsioni sui futuri sviluppi di settore. Non fa eccezione a questa regola l’intrattenimento online, ormai affermatosi in Italia e nel resto del mondo come vero e proprio comparto economico a sé stante e capace di registrare numeri da capogiro. Basti pensare che nel 2023 la sola industria dei videogiochi ha superato la cifra record di 184 miliardi a livello globale e che in Italia il gioco online vale oggi circa 73 miliardi di euro. È il momento di approfondire questi numeri e di capire quanto e come si gioca nel mondo.

Pochi giorni fa l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il nostro organo di vigilanza, ha pubblicato il suo tradizionale Libro Blu, documento che fotografa lo stato di salute del settore. Ebbene sembra che l’intrattenimento in Italia goda di sana e robusta costituzione se pensiamo che nel 2019 valeva all’incirca 46 miliardi di euro e oggi la cifra è più che raddoppiata.

Per quanto riguarda l’analisi territoriale emerge che la regione in cui si gioca di più è la Lombardia (3,1 miliardi di euro spesi, quasi uno in più del 2021), seguita dalla Campania (1,8 miliardi di spesa) e dal Lazio (1,6 miliardi).

Lo scorso anno il numero di giocatori online ha superato gli 11 milioni. Di questi più del 23% ha scelto come disciplina principale le scommesse sportive mentre il 17% ha preferito i giochi di abilità a distanza. In terza posizione tra le preferenze assolute continuano a registrare ottimi numeri i portali di casino online, capaci di rinnovarsi grazie alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e a una personalizzazione della proposta sempre più puntuale e declinata sulle abitudini dei singoli giocatori. Piattaforme che si stanno concentrando sul gioco live e sull’Intelligenza Artificiale, probabilmente le innovazioni più promettenti del prossimo futuro.

Numeri decisamente importanti anche per il settore dei videogame. A livello globale il 2023 passerà alla storia come l’anno del record di 184 miliardi di dollari di ricavi generati. Una crescita dello 0,6% rispetto al 2022, primo anno di flessione da quando sono nati gli studi di settore specializzati. Un trend verso l’alto che sembra non arrestarsi, se pensiamo che Newzoo, una delle principali agenzie di analisi, ipotizza che nel 2026 il comparto dei videogiochi sfonderà ampiamente la cifra simbolo di 200 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la situazione italiana, invece, mancano ancora i dati ufficiali del 2023 e le ultime rilevazioni ufficiali sono datate 2022. In quell’anno il mercato dei videogame ha dato vita a un giro d’affari di 2,2 miliardi di euro (-1,2% rispetto al 2021) e sono saliti sia il fatturato delle imprese (+30%), sia il numero degli addetti (+50%).

Decisamente interessante anche il profilo del videogiocatore medio italiano. Nel nostro Paese gli appassionati di gaming sono più di 14 milioni con un’età media di 29,8 anni. Di questi il 42% sono donne, dato in forte crescita rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti. Entrando nel dettaglio, il pubblico femminile gioca principalmente su dispositivi mobile (smartphone e tablet sono i preferiti del 47,5% del campione intervistato) e predilige categorie come brain/puzzle, trivia e role playing. Chi gioca su console e PC, invece, opta più spesso per family e adventure game.

Altro dato importante, per quanto riguarda l’Italia, è la profonda trasformazione aziendale che sta vivendo il settore dell’intrattenimento. Fino a pochi anni fa l’industria del gaming tricolore era composta da una pletora di piccole start up di successo che si affidavano ai colossi per distribuire le loro creazioni più riuscite. Oggi si assiste invece a un consolidamento verso realtà che possiamo considerare come piccole e medie imprese. L’ultima indagine di mercato effettuata parla di un 80% di realtà aziendali con forma di impresa, il 75% delle quali attive sul mercato da più di 4 anni. Una buona notizia se pensiamo che il mercato si sta allargando ma al tempo stesso si fa sempre più competitivo.