Inclusione lavorativa: politiche per i NEET

in Economia

Inclusione lavorativa: politiche per i NEET, quei giovani che non studiano né lavorano, né cercano attivamente un impiego

Temi al centro di una giornata di analisi e dibattiti organizzata a Potenza da Exeo Lab e Arlab

Un ragazzo su quattro in Basilicata appartiene alla categoria dei Neet in cui rientrano quei giovani che non studiano né lavorano, né cercano attivamente un impiego. Un dato che spinge alla riflessione ed alla ricerca di soluzioni trasversali per ridimensionare il problema. E’ da questi spunti che è partita la giornata di analisi e dibattiti organizzata nel polo bibliotecario di Potenza, dalla Exeo Lab Srl e dall’Arlab, l’Agenzia regionale per il lavoro e l’apprendimento di Basilicata, in collaborazione con la Regione Basilicata. In mattinata è stato presentato il progetto “ Cowork4Youth”, promosso dalla Exeo Lab srl, un piano di ricerca e analisi, finanziato dal programma Eea & Norway Grants, che mira ad aumentare la conoscenza dell’impatto delle politiche esistenti per il lavoro giovanile e ad offrire suggerimenti politici concreti per migliorare le opportunità di occupazione nelle regioni periferiche dell’Area economica Europea , dove si concentra un alto tasso di Neet, di età compresa tra i 25 e 29 anni. Ad introdurre il progetto e ad illustrare i primi output, Nicola Vita, co-founder di Exeo Lab, Valisilis Akvidos e Kostas Gourzis della Panteion University ed Elish Kelly, dell’Economic and social research Institute. “C’ è una sorta di disaffezione in questo momento da parte di queste persone – ha spiegato Gianluca Bombarda, direttore del Fondo Eea & Norway Grants- in pratica si sono un po’ stancate ed è per questo, probabilmente, che nessuno va più alla ricerca di un lavoro”. Un contributo importante al dibattito è stato dato dalla sociologa Lea Battistoni, ex direttore generale del ministero del Lavoro, la quale ha ricordato come “gli interventi previsti nel Pnrr Italia, integrati i finanziamenti dei fondi strutturali, rappresentano un banco di prova per la programmazione delle nuove politiche per la generazione giovanile, mediante la attivazione, a livello centrale di riforme di sistema , e la messa a punto a livello regionale, di politiche integrate e multidimensionali”. Uno spazio importante nei nuovi programmi per le giovani generazioni , ha sottolineato, nel suo intervento Maurizio Sorcioni, direttore direzione studi e ricerche Anpal servizi, “andrebbe riservato allo sviluppo del lavoro autonomo e della creazione di impresa, due leve sulle quali negli ultimi anni si è investito sempre di meno e che invece rappresentano misure di politica attiva del lavoro importanti”. Dell’importanza di gestire tecnologie digitali ha parlato, invece, Sergio Bellucci, giornalista esperto di trasformazioni digitali, e “ questo vale per l’ agricoltura, come per la fabbrica o qualunque lavoro d’ufficio. Gestire questa transizione sarà quindi fondamentale”. A rappresentare la Regione Basilicata, l’assessore alle Attività produttive, Alessandro Galella, che ha ricordato “l’impegno della Regione per accorciare la distanza tra giovani e istituzioni e il lavoro che si sta facendo per innovare il sistema della richiesta da parte delle imprese di figure lavorative che non trova e dei giovani che cercano occupazione e non la trovano”. Nella seconda parte della giornata, l’Arlab ha illustrato i risultati del progetto YOUTHShare, già attivo dal 2018, avviato con l’obiettivo di rafforzare le competenze dei giovani Neet e favorirne l’ingresso sul mercato del lavoro, con particolare priorità ai settori economici resilienti, come, ad esempio, l’economia sociale, la produzione agroalimentare e l’economia circolare. “La Basilicata – ha spiegato nel suo intervento Ioannis Papageorgiou, communication manager YOUTHshare project – è una regione che si basa molto sul settore dell’agricoltura e , proprio per questo motivo, mancavano alcune skills specifiche nel settore. Allo stesso tempo il mercato del lavoro lucano si basa molto sulle piccole e medie imprese e quindi molto è limitato al settore stesso. Molte volte si crea un mismatch tra ciò che richiede il mercato del lavoro e quello che effettivamente i giovani possono esprimere”.