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Angela Divincenzo

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L’INTERVISTA. Enrico Bianco e i suoi primi 30 giorni da sindaco

in Politica

Recupereremo il non fatto e approfitteremo delle opportunità del Pnrr anche sul tema sociale. Modernità passa anche attraverso un’idea di trasparenza nei bandi e nella ricerca dei migliori gestori e risorse imprenditoriali che non necessariamente sono a Policoro ma vengono fuori da una selezione, da una concorrenza sana e leale.

 

E’ da poco  più di un mese sindaco di Policoro, come è cambiata la sua vita e la sua routine quotidiana?

“E’ cambiata subito ed è cambiata in maniera importante. Già dal primo giorno dopo la fine della campagna elettorale ho trascorso in Comune la stragrande maggioranza del tempo. Sto cercando di organizzare il mio lavoro e la mia vita privata in funzione di questo impegno”.

Amministra la terza città più popolosa della Regione. Tra le più avanzate dal punto di vista dei servizi, centro produttivo che vanta una posizione strategica. Una città comunque ancora ricca di potenzialità inespresse. Premesso che il lavoro di un amministratore va giudicato nel lungo periodo e sulla base di una programmazione, quali sono le priorità e gli obiettivi che si è posto insieme alla sua Giunta in questi primi 100 giorni, di fatto già cominciati?

“I primi cento giorni sono di fatto emergenza, ci troviamo in piena stagione turistica e quindi lavoriamo in grandissima parte su interventi che riguardano la zona lido e sulla gestione di alcuni servizi connessi al settore turistico. Stiamo, inoltre, affrontando il passaggio dal vecchio al nuovo servizio di gestione dei rifiuti per poter garantire alla città di nuovo buone percentuali di raccolta differenziata. Abbiamo provveduto a ripulire il canale di Fosso Ricino che creava problemi anche alle abitazioni private. Ad ogni modo la programmazione che partirà tra settembre e ottobre riguarderà le scelte strategiche per lo sviluppo della città”.

Giunta e Consiglio presentano riconferme e volti nuovi. Da buon allenatore che discorso ha fatto alla sua squadra a insediamento avvenuto? CI sono parole, valori che ha detto loro di seguire quali stelle polari?

“Quella fatta con i consiglieri eletti è stata una bella riunione e ho detto loro quello che penso da sempre. Che fare il consigliere in una città come Policoro è un grande onore che va trasmesso ai propri figli. La Giunta è composta in gran parte da persone che conoscevo e con le quali ho collaborato in questi dieci anni, con loro c’è già affinità, ai nuovi ho detto che ci muoveremo tutti nella stessa direzione, al di là delle singole competenze. Chiunque può prendere un’iniziativa, purché vada nella direzione dell’interesse della città, senza individualismi, ma condividendo ogni scelta. Questo è il nostro valore aggiunto”.

Il Piano d’ambito e la gestione rifiuti sono stati temi da lei più volte invocati durante la campagna elettorale. Come si sta procedendo per la loro attuazione?

“Sulla questione servizio rifiuti ho detto, sul Piano d’Ambito – che è il nostro, quello sul quale sono già state fatte delle scelte – stiamo attendendo un parere che è intervenuto successivamente alla fase in cui, durante l’amministrazione Leone, terminammo la sua redazione. Andremo in Consiglio comunale già a settembre per procedere all’adozione e alla successiva approvazione. E’ uno strumento necessario per permettere ai privati di sviluppare a pieno le loro iniziative economiche e anche per garantire da subito alla città investimenti turistici che in questo momento non sono possibili”.

Policoro città inclusiva, ecologica, moderna. Così l’ha immaginata il sindaco Bianco. In che azioni si tradurranno parole che rischiano, diversamente, di rimanere meri slogan elettorali?

“L’inclusività è un concetto che può essere espresso anche attraverso scelte di tipo urbanistico. Dare risposte alle fasce più deboli della popolazione con investimenti dell’Ater che saranno possibili in tutti i nuovi quartieri che andranno a nascere, in tutti i piani di lottizzazione significa rendere la città inclusiva. Cosa non possibile con l’attuale Piano regolatore. Ci sono, poi, tanti nuovi servizi alla persona che non sono stati attivati, mi dispiace dirlo ma abbiamo potuto verificare il mancato utilizzo di risorse importanti, parliamo di 6 milioni di euro del Piano Sociale di zona che non sono stati attivati negli ultimi tre anni e che cercheremo di recuperare. Per questo ambito sono previsti sostegni e fondi importanti, per metterli a regime occorre avere le idee chiare e fare scelte intelligenti. Recupereremo il non fatto e approfitteremo delle opportunità del Pnrr anche sul tema sociale. Modernità passa anche attraverso un’idea di trasparenza nei bandi e nella ricerca dei migliori gestori e risorse imprenditoriali che non necessariamente sono a Policoro ma vengono fuori da una selezione, da una concorrenza sana e leale. Un esempio in tal senso fu, anni fa, la partecipazione ad un bando per la gestione dell’asilo nido della migliore cooperativa sociale d’Italia, la Orsa di Bergamo, che qualificò il personale locale e portò un modello e un progetto moderno per il quale oggi è riconosciuta come un’eccellenza. Questa città deve sforzarsi di pensare che quando si mette a bando un servizio l’utente finale è chi fruisce di questo servizio, non il Comune.  Abbiamo poi una città che ci permette di disegnare dei percorsi ecologici, abbiamo spazi giusti per sviluppare una mobilità diversa. C’è un corridoio ecologico che dal Museo porta al mare, un’autostrada verde per pedoni e bici. Nel regolamento urbanistico prevedemmo già 5 anni fa l’obbligo per tutti i comparti di piste ciclabili e poi ci sono percorsi verdi che abbiamo immaginato per collocare quartieri. Tante piccole cose e l’idea di città che ha un’alternativa alle macchine, come chiede l’Europa e come impone il futuro”.

Il Presidente del Consiglio comunale votato all’unanimità durante la prima assise comunale è una buona apertura dell’opposizione. Come intende costruire il rapporto con l’altra parte del Consiglio?

“Ho molto apprezzato la posizione assunta dall’opposizione in Consiglio, che è andata incontro a quello chiesto dalla città in campagna elettorale, e cioè agire nell’interesse della città senza generare conflitti. Iniziamo certamente con il piede giusto, so che le cose potranno cambiare in termini di confronto che mi auguro, però, possa essere sempre leale”.

E’ prassi, e spesso anche segno di scarsa onestà intellettuale, che il nuovo amministratore dica che nulla di buono è stato lasciato dagli uscenti. Lei cosa dice, ci sarà qualcosa che possa essere considerata una buona eredità, o almeno qualcosa che possa essere implementato ma che si può salvare?

“Non voglio essere ipocrita e con onestà dico che chiaramente qualcosa di buono è stato fatto e che l’amministrazione uscente ha pagato molto i conflitti interni e la mancanza di una visione. Ma in generale ritengo che tante delle cose fatte passare come risolte non lo sono affatto anzi rappresentano dei problemi da affrontare. Penso al finanziamento della piazza centrale al mare. Lì abbiamo il progetto esecutivo, si parla di cantierabilità dell’opera perché i rapporti con chi opera in quella piazza non sono stati risolti. Oggi non è possibile andare in appalto. Altri problemi sono sorti con il sistema di videosorveglianza, fatto partire senza preoccuparsi di adeguare regolamento e informative e quanto la legge prevede”.

Il suo è un gruppo civico collocato nel centro destra. Davanti alla caduta del Governo Draghi per mano anche del suo centrodestra, davanti a un Paese in grande difficoltà come si porrà il sindaco Bianco in vista del voto di settembre?

“L’ho chiarito in campagna elettorale e immediatamente dopo: questo è un progetto civico tagliato sulle questioni della città e che ha delle relazioni importanti con il centrodestra. Relazioni che coltiveremo nell’esclusivo interesse della nostra comunità. Al voto di settembre ci muoveremo in quel perimetro politico auspicando un governo di centro destra che possa attenzionare alcuni grossi temi, come avviene oggi con la Regione Basilicata. Il Presidente Bardi ha fatto una grande apertura di credito nei confronti di Policoro e da sindaco ho chiesto attenzione, tra le altre cose, sull’ampliamento della zona artigianale e sulla questione ospedale. Perché, al di là delle emergenze estive, c’è da recuperare una prospettiva e una programmazione. Diversamente si farebbe un danno all’intero territorio”.

A qualcuno è sembrato però poco credibile chiedere attenzione sulla questione ospedale dopo due anni nei quali la sanità lucana è stata amministrata dall’attuale consigliere Leone, oggi tra i banchi della sua maggioranza.

“Pensarlo significa non capire i processi. Lo stato in cui versa il nostro ospedale è frutto di un disegno di dieci anni fa. L’ex assessore Leone ha cercato di recuperare, con delibera di Giunta, due Unità complesse, cardiologia e medicina d’urgenza, e ha messo mano alla bozza di riforma sanitaria che prevedeva per Policoro la realizzazione del Dea di primo livello. Bozza poi accantonata per polemiche  politiche. Perché evidentemente gli interessi dell’ospedale di Matera non coincidono con lo sviluppo dell’ospedale di Policoro che invece ha bisogno di recuperare un ruolo ben preciso. Non si può pensare che sia tenuto in vita solo per essere corridoio dell’Ospedale di Matera. Se la politica non sarà in grado di fare scelte giuste su questo tema si aprirà un confronto serrato tra territori. La questione è più ampia e viene da lontano. Si tratta di interessi territoriali che si scontrano, di pesi politici sui territori che non mi lasciano, purtroppo, ben sperare. Per questo occorre collaborazione e intesa anche con le associazioni e i comitati, batterci insieme per un obiettivo che è comune a tutti”.

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