Cariello: “A me interessano i progetti per Scanzano non le postazioni”. La maggioranza non c’è e lo spettro di un nuovo commissariamento è reale
In sintesi, nelle puntate precedenti: giovedì sera, sette consiglieri bocciano i punti presentati dalla “maggioranza”. A votare contro: Claudio Scarnato e Felicetta Salerno per SìAmo Scanzano, Fabio Massimo Sgarrino e Maria Dattoli per Patto Civico per Scanzano e infine Stefania Zuccarella, Donato D’Amico e Giusy Altieri per Impegno in Comune per Scanzano Jonico, gruppo che ha certificato la presa di distanza dei tre consiglieri da Scanzano Rinasce, la lista capeggiata proprio da Cariello, hanno in sostanza fatto venir meno i numeri necessari.
Pallottoliere alla mano quindi, Scanzano Rinasce non è più forza autosufficiente. A farne parte attualmente: Alberto Marzano, Maria Ponzio, Francesco Puppio, Vincenza Natale, Ugo Valicenti e Pasquale Cariello, ascoltato questa mattina poco dopo le 10.00.
In molti se lo chiedono: sei ancora il sindaco di Scanzano Jonico formalmente in carica?
“Ad oggi sì”.
Nelle ultime 24 ore sui rispettivi canali social abbiamo sentito le posizioni espresse dai gruppi SìAmo Scanzano e Patto Civico per Scanzano Jonico con i loro rappresentanti. Al momento (ore 10.26 del 16 Dicembre, ndr) non si sono espressi sui social i consiglieri di “Impegno in Comune” – Scanzano Jonico, che per chiarezza è il gruppo composto da tre consiglieri eletti con Scanzano Rinasce. Li hai sentiti tu?
“No, io non ho sentito nessuno. Ho visto e ascoltato i video di Patto Civico per Scanzano e SìAmo Scanzano. Ormai le dichiarazioni di voto si fanno su facebook e non in consiglio comunale. Ho visto il nervosismo dei consiglieri di SìAmo Scanzano, soprattutto della consigliera Felicetta Salerno. Penso che quando si decide di andare in consiglio comunale e votare contro alcuni atti poi non si deve essere nervosi se si è consapevoli o ci si rende conto di aver fatto un errore o aver bocciato la crescita e il futuro della città. È chiaro che io li dichiaro tutti e sette responsabili i consiglieri perché hanno certificato ciò che ho detto, nei rispettivi video hanno detto di essere all’opposizione. Loro sono vittime di personaggi…”
Vuoi dire che ci sarebbe una regia occulta, una sorta di eminenza grigia dietro i sette consiglieri?
“C’è una regia dietro che muove i fili. Una regia ben definita che blocca la crescita di questa città. Il mio auspicio in questa legislatura è che ciò che era stato detto dai palchi di lavorare insieme perché siamo tutti giovani si avverasse. Ma così non è stato. Ci sono odio, cattiveria e invidia nei miei confronti. Io non abbandonerò certamente la nave ma non vivo di politica, sia chiaro. Approverò il bilancio di previsione in Giunta e lascerò l’ente al commissariamento. Penso di aver lavorato e lavorato bene, stavamo portando avanti tanti progetti”
Nelle dichiarazioni rilasciate sui social dalle minoranze ci sono stati anche tentativi di apertura, per esempio Patto Civico per Scanzano Jonico ha chiesto espressamente di riunire tutti i consiglieri comunali e mettere i programmi sul tavolo. Come giudichi questa proposta?
“Sgarrino che era l’anima di centro di questa città avrebbe dovuto tirarsi fuori dalle beghe della maggioranza, anzi avrebbe dovuto proseguire il percorso di collaborazione avviato sul discorso erosione della costa. Noi non abbiamo offerto nulla a nessuno se non progetti futuri per una città migliore e che si metta al passo degli altri comuni. Mettersi intorno a un tavolo è l’ennesimo ricatto, sicuramente dietro non ci sono progetti ma poltrone. Io non ho da togliere o dare nulla a nessuno se non rispondere ai miei cittadini. E se in consiglio mancano i numeri, vorrà dire che questa esperienza politica è finita. E non sono io il problema della fine di questa esperienza”.
Spostiamo un attimo l’attenzione su un aspetto importante della vicenda: Scanzano Rinasce ha perso pezzi importanti che hanno dato vita a un nuovo gruppo. Scanzano Rinasce è la lista che ha vinto le elezioni, quindi il problema è nato lì.
“In campagna elettorale i tre consiglieri sostenevano che Cariello fosse il miglior candidato sindaco e che sarebbe stato il miglior sindaco per la città. Dal giorno dopo l’elezione, quando si è parlato di postazioni, Cariello non era più buono. Ripeto, a me le postazioni non interessano. A me interessa la città”.
Cosa porti con te di questa esperienza politica?
“Resta l’amarezza non personale ma politica per un comune che ha tante potenzialità e che per colpa dei sette consiglieri non può decollare”.