Scorie nucleari: l’ipotesi dei tre siti in Italia respinta dal sindaco di Rotondella. Scongiurare e contrastare che il sito di Rotondella diventi “permanente”
Il sindaco del comune di Rotondella, Gianluca Palazzo, ha espresso contrarietà rispetto all’ipotesi “dell’individuazione tripartita” dei siti che potrebbero ospitare le scorie in tre diverse località, rispettivamente una al Nord, una al Centro e una al Sud Italia.
Nel documento diffuso dal sindaco si legge che “una simile ipotesi renderebbe statisticamente ancora più probabile che il sito sia individuato in Basilicata o nella vicina Puglia”.
Palazzo sottolinea inoltre che delle 17 aree individuate, 15 si trovano fra Puglia e Basilicata con quest’ultima candidata per 10 siti considerati “papabili”.
Il primo cittadino rotondellese ha spiegato che è necessario “individuare in tempi rapidi il sito unico nazionale sia per ovviare alla procedura di infrazione europea e soprattutto per evitare e scongiurare che il deposito temporaneo della Trisaia di Rotondella di fatto diventi un deposito permanente, ipotesi non condivisibile e da contrastare”.
La lettera del sindaco ha fra i destinatari la presidenza del consiglio dei ministri e il presidente della Giunta della Basilicata.
La vicenda dei “siti” è tornata d’attualità dopo che il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto a margine di un convegno di Confindustria a Roma, nel risponere alle domande dei cronisti presenti ha osservato che: “Il deposito delle scorie nucleari non lo vuole nessuno? E allora ne facciamo tre: uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud. E i rifiuti più radioattivi, quelli delle vecchie centrali, li lasciamo all’estero a pagamento”.
Pichetto ha poi aggiunto: “In ogni caso va avanti la procedura di Valutazione di impatto ambientale sui 51 siti”, quelli individuati nella Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) preparata dalla Sogin. La mappa individua 51 siti in 6 regioni: Basilicata, Puglia, Lazio, Piemonte, Sardegna, Sicilia. “Su quella valutiamo”, ha concluso il ministro.