L’INTERVISTA. Deposito nazionale scorie nucleari: la parola a Cosimo Latronico

in Cronaca

Deposito nazionale scorie nucleari: la parola a Cosimo Latronico. L’assessore regionale all’Ambiente è intervenuto, attraverso una dichiarazione Ansa, sulla questione in un momento di “calma” quanto meno apparente rispetto al tema. Al momento, come ampiamente noto, si conoscono i siti italiani che potrebbero ospitare l’opera e la Basilicata è fra quelli.

 

E’ intervenuto di recente, attraverso una dichiarazione sul tema “deposito nazionale” delle scorie radioattive. Il sito, come riportato sul sito dedicato (depositonazionale), sarà realizzata e molte fasi  del processo che porterà alla decisione finale sull’ubicazione dell’opera si sono esaurite, infatti

“il 14 gennaio 2022 si è chiusa la consultazione pubblica, comprensiva del Seminario Nazionale, e sono state pubblicate le osservazioni trasmesse. Il 15 marzo 2022 Sogin ha trasmesso, per approvazione, al Ministero della Transizione Ecologica la proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee”, è scritto nel portale ufficiale.

Rispetto al documento definitivo c’è ancora attesa, ciò che si conosce da diversi mesi ormai sono le “proposte” (foto apertura) e la Basilicata c’è.

All’assessore regionale all’Ambiente,  Cosimo Latronico (in quota Fratelli d’Italia, FdI) sono state rivolte alcune domande, e gli è stata chiesta una sorta di interpretazione autentica della sua dichiarazione e del contesto, o l’eventuale “fatto” a cui si lega.

“La Regione Basilicata ribadirà al nuovo Governo le osservazioni già rese in precedenza sulla carta dei siti idonei per il deposito dei rifiuti radioattivi”. E’ quanto a dichiarato lo scorso 12 Ottobre all’Ansa. Assessore Latronico, può spiegarci le ragioni di questa sua precisazione in questo momento storico: è accaduto qualcosa, ci sono notizie sulla designazione delle aree idonee ad ospitare il sito?

“Ho colto lo spunto da un’anticipazione di stampa e il dibattito pubblico apertosi. Non ci sono stati fatti o atti amministrativi definitivi. Come è noto c’è una procedura aperta, si è chiusa la consultazione pubblica, poi Sogin ha trasmesso, per approvazione, al Ministero della Transizione Ecologica la proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee. Nulla di nuovo, dunque”.

Dunque, benché nulla sia definitivo, ci sarebbero aree ritenute idonee anche in Basilicata sembra di capire?

“Ho preferito dirlo in anticipo, soprattutto perché si sta formando proprio in queste ore un nuovo Governo. Pur essendoci nelle carte siti lucani idonei noi esprimiamo la nostra contrarietà, sia come ho già fatto con dichiarazioni all’opinione pubblica, sia nelle sedi istituzionali. La Basilicata ha già dato”.

Torniamo alle aree idonee, la Basilica ci sarebbe come destinazione?

“Tecnicamente sì, ci sarebbero alcune aree eleggibili, come l’area Murgia, Irsina, area Bradanica”.

Parliamo di decommissionig: cioè lo smantellamento del nucleare esistente con riferimento al sito di Rotondella. Com’è la situazione? Ha novità da darci?

“Voglio che sia fatto il punto sul cronoprogramma e l’osservanza delle scadenze, e a tal proposito richiederò un incontro  su Trisaia e lo stato di avanzamento dei lavori. A Sogin, soggetto preposto all’opera di smantellamento, ho richiesto un incontro ufficiale con i nuovi commissari”.

Assessore, parliamo adesso di nucleare come fonte energetica: il partito di cui fa parte, Fratelli d’Italia, rispetto al nucleare si è detto favorevole agli studi su quello di “ultima generazione”, per citare i programmi elettorali di FdI. Qual è sul tema la sua posizione da assessore regionale all’Ambiente?

“Sono cresciuto nel Metapontino, quindi la sensibilità rispetto al tema c’è sempre stata. Onestamente bisogna dire che temi come il nucleare oggi vanno affrontati in maniera laica, senza ideologie e realismo. Famiglie e imprese oggi non sono in grado di pagare le bollette. L’autonomia energetica in un Paese va assicurata. Ricordiamo poi che noi acquistiamo energia prodotta da centrali nucleari dalla Germania, dalla Francia, dalla Svizzera. Con questi paesi condividiamo i rischi e intanto ci vendono energia con un sovrapprezzo altissimo. Quindi nessun pregiudizio, occorre ascoltare la scienza. Il nucleare è l’energia meno inquinante ma allo stesso tempo ha il problema legato alle scorie. Se la tecnologia sarà in grado di offrire risposte al tema scorie, si aprirebbe uno scenario importante. Sul tema energia occorre essere aperti e concreti. Come regione ci stiamo interessando dell’idrogeno e anche in questo caso l’approccio è concreto: la risorsa deve essere competitiva. Un’ultima cosa, dopo Chernobyl siamo rimasti intimiditi dal nucleare. Ma in trentasei anni il mondo è cambiato. Ciò significa apertura e allo stesso tempo prudenza”.