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La Basilicata per Slow Wine 2024

in Economia

La Basilicata per Slow Wine 2024: Quattro chiocciole, 1 bottiglia e 5 Top Wine: questi i riconoscimenti della Guida Slow Wine 2024 assegnati alla Basilicata. A quelli si aggiungono i 3 video realizzati in vigna e cantina dai collaboratori, accessibili direttamente dalla guida tramite QRCode.

Disponibile dall’ 11 ottobre in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore, la quattordicesima edizione di Slow Wine racconta le migliori cantine italiane e le etichette più interessanti, selezionate da più di 200 collaboratori sparsi in tutte le regioni della penisola. È l’unica guida in Italia, infatti, realizzata a partire dalle visite di tutte le cantine recensite, tratteggiando così uno spaccato aggiornato e puntuale del panorama vitivinicolo italiano contemporaneo di qualità.

Il tema già accennato lo scorso anno si afferma come centrale in questa edizione: la crisi climatica e le sue conseguenze stanno modellando in maniera significativa il mondo enologico. Le condizioni climatiche avverse, in intensità e forza del tutto eccezionali, unite alla peronospora che ha dimezzato la produzione di intere regioni, la flavescenza che contribuisce all’estinzione di alcune varietà e insetti importati da altri continenti sono elementi che, nel complesso, definiranno in maniera sempre più impattante la produzione italiana (e non solo) del vino, soprattutto di impronta biologica, ponendo questioni importanti sui prezzi delle uve e l’immancabile risvolto della medaglia che è la speculazione.

La Basilicata vista da Slow Wine

La Basilicata è un territorio ricco di linguaggi vitivinicoli, piccolo eppure variegato, e con un passato importante, che una nuova generazione di vignaioli sta mirabilmente e con entusiasmo riscoprendo e raccontando. Si lavora per una legittima consacrazione e il giusto riconoscimento nel panorama internazionale. La ricchezza del suo patrimonio enologico oggi inizia a tradursi in vini di eccellenza, il che garantisce spazi e giusta visibilità tra gli addetti ai lavori, ma soprattutto sulle tavole degli appassionati di tutto il mondo. Al ruolo principe dell’Aglianico del Vulture, che sembra aver trovato anche uno stile più contemporaneo e una beva più agile e fresca, si aggiungono, in particolare, i vini dell’areale della Doc Matera. Anche qui una nota e un auspicio per un maggior impegno nel voler cercare un’interpretazione ancor più autentica di un terroir che ha delle potenzialità straordinarie, e che non ha ancora espresso appieno le sue doti più belle. Probabilmente una maggiore cooperazione tra produttori e territori, una visione più ampia e partecipativa da parte di chi ha ruoli istituzionali, favorirebbero e darebbero all’intero settore una spinta propulsiva, e di certo contribuirebbero significativamente alla consacrazione di questa piccola, meravigliosa regione e della sua bellissima storia enologica. Tutti i dettagli di tipologie, annate e zone di produzione e tutti i riconoscimenti che Slow Wine ha assegnato alle aziende lucane sono disponibili qui.

La guida Slow Wine 2024
Il racconto delle 2.006 cantine visitate e recensite è affidato ancora una volta a schede che descrivono i vigneti e i migliori vini (in elenco gerarchico di qualità) disponibili in commercio, nonché le persone dell’azienda. Il lettore, inoltre, ha la possibilità di essere guidato in un viaggio ancora più immersivo grazie ai video girati durante le visite in cantina e in vigna, fruibili da 422 QR code.

Oltre alle schede dedicate alle cantine, Slow Wine fornisce un racconto puntuale delle migliori etichette con l’assegnazione di una serie di simboli e riconoscimenti: tra i Top Wine, l’edizione 2024 distingue i Vini Slow (vini che, oltre ad avere una qualità eccellente, condensano valori legati a territorio, storia e ambiente) e i Vini Quotidiani, ovvero vini di alta qualità con un prezzo massimo di 12 euro sullo scaffale. Alle cantine più interessanti viene invece assegnato il massimo riconoscimento della Chiocciola, che premia le aziende il cui lavoro ben interpreta i valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food. Seguono poi altri riconoscimenti quali la Bottiglia, ai produttori che esprimono un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione, e la Moneta, alle realtà che esprimono un buon rapporto tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie prodotte.

I numeri di Slow Wine 2024

25.100 vini assaggiati durante le degustazioni • 2.006 cantine visitate e recensite • 238 cantine buone, pulite e giuste premiate con il simbolo della Chiocciola • 198 cantine i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica premiate con il simbolo della Bottiglia • 63 cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto tra la qualità e il prezzo premiate con il simbolo della Moneta • 799 Top Wine, dal profilo organolettico eccellente di cui 421 Vini Slow: Top wine buoni, puliti e giusti e 130 Vino Quotidiano: Top wine che costano fino a 12 euro in enoteca • 540 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto di vino per chi si presenta in azienda con l’edizione cartacea della guida Slow Wine 2024

Basilicata del vino: taglio del nastro al Vinitaly 2023

in Economia

Basilicata del vino: taglio del nastro al Vinitaly. Assegnato Premio Angelo Betty benemeriti della viticoltura a Giuseppe Avigliano di Vitis in Vulture Lavello

Taglio del nastro ieri al Vinitaly, nello stand della collettiva lucana costituita da 17 aziende, alla presenza del Presidente della Giunta regionale e assessore ad interim alle Politiche agricole, Vito Bardi.

“Il comparto vitivinicolo – ha affermato il Presidente – riveste un ruolo di straordinaria importanza e siamo felici di affiancare gli operatori per la loro capacità di valorizzare la nostra antica tradizione agricola, accompagnata dalla crescente capacità di innovare. Crescita e modernizzazione vanno di pari passo con la qualità – ha aggiunto il presidente – che oggi è cresciuta anche grazie alle misure del Piano Nazionale di Sostegno del settore vino con cui negli ultimi 5 anni sono stati concessi contributi per il rinnovo dei vigneti pari a 5,7 milioni di euro e con 1,7 milioni di euro per la promozione dei vini nei paesi extra UE.

La Regione Basilicata continua a fare la sua parte anche con i Programmi di valorizzazione della Filiera finanziati dalle risorse FEASR del Programma di Sviluppo Rurale Basilicata 2014-2023 con cui sono stati investiti 4 Milioni di euro per favorire l’innovazione dei processi di produzione e il miglioramento della distribuzione e della remunerazione lungo tutta la filiera. Con grande orgoglio – ha concluso il presidente, mi congratulo con Giuseppe Avigliano della Cantina Vitis in Vulture di Lavello a cui è stato assegnato, alla presenza del Direttore Generale dell’Apt Basilicata, Antonio Nicoletti, il Premio Betty Benemerito della viticoltura italiana a dimostrazione della passione e del lavoro costante per il successo dei nostri vini lucani.” La motivazione a sostegno della premiazione: “Passione per il territorio, motivazione, entusiasmo, voglia di innovare la tradizione del settore vitivinicolo, contraddistinguono Giuseppe Avigliano, agronomo, docente di enologia e viticoltura, fondatore e presidente della cooperativa agricola Vitis in Vulture, impegnato nello sviluppo della viticoltura dal 2006.

Si è impegnato per una viticoltura al passo con i tempi ed i cambiamenti, per aumentare l’efficienza aziendale ed un costante miglioramento gestionale, tutti elementi fondamentali per consolidare e far crescere il primato produttivo.”

L’inaugurazione dello stand lucano è stata animata dall’incontro Effervescenza lucana- Gli spumanti della Basilicata in scena”, con degustazione accompagnata dalle fragole della Basilicata, a cura di Andrea Zanfi del Magazine Bubble’s Italia. Sotto i riflettori i rossi di Basilicata in abbinamento ai formaggi lucani, a cura di Roberto Rubino Presidente ANFOSC e di Eugenio Tropeano, presidente AIS Basilicata.

Nel corso della kermesse, altri eventi in programma nello stand istituzionale: oggi lunedì 3 aprile, dalle 10.30 alle 11.30, le imprese vincitrici del Premio Regionale Olivarum XIX edizione, presenti in contemporanea al Sol&Agrifood, il salone dedicato agli oli extravergine di oliva, si racconteranno al pubblico interessato. Ancora protagonista il vino icona della Basilicata, l’Aglianico del Vulture, nel panel delle 12.00, insieme al Consorzio Qui Vulture che, con il giornalista Luciano Pignataro, approfondirà le opportunità future e le prospettive di crescita del vino Aglianico del Vulture sui mercati nazionali e internazionali. Interverranno: Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Gerardo Giuratrabocchetti, presidente Consorzio Qui Vulture, Cristian Scrinzi, Cantine Re Manfredi, Francesco Perillo, presidente Cantine di Venosa, Paolo Montrone, presidente Enoteca Lucana. Seguirà la master class di Luciano Pignataro dal titolo “L’Aglianico del Vulture secondo Luciano Pignataro”. Alle 16.00, presentazione di Vitis in Vulture sulla linea dei vigneti da collezione, a cura di Giuseppe Bottinelli.

Domani, martedì 4 aprile 2023, dalle 12.00 alle 13.00, degustazione dei vini del Consorzio dell’Alta Val d’Agri, a cura di Eugenio Tropeano, presidente AIS Basilicata. Slow Wine, Basilicata bella, pulita e buona da bere è il titolo dell’incontro in programma dalle 14.00 alle 15.00, accompagnato da degustazione di vini DOC lucani, a cura di Rocco Catalano, coordinatore della guida Slow Wine Basilicata. Dalle 16.00 alle 17.00, gli enologi Michele e Paolo Latorraca presenteranno Bauccio e Drogone 2007-2016, l’eleganza e l’evoluzione delle top line di Aglianico del Vulture di Cantine Madonna delle Grazie. Mercoledì 5 aprile, dalle 12.00 alle 13.00, per i wine lover, spazio alla degustazione del vino Ola Don Mimì, a cura dell’azienda agricola Porsia.

La partecipazione al Vinitaly della collettiva lucana è organizzata dalla struttura di Agromarketing della direzione generale Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata e si avvale della collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier di Basilicata e dell’Unione Regionale Cuochi Lucani.

‘Donne del vino’: Carolin Martino nel Consiglio Nazionale

in Storie di Frutta

‘Donne del vino’: Carolin Martino di Rionero in Vulture nel Consiglio Nazionale. La giovane vignaiola ha proseguito con l’attività di famiglia

‘Per la prima volta la Basilicata avrà una rappresentante nel Consiglio nazionale dell’associazione “Le donne del vino”. E’ Carolin Martino di Rionero in Vulture
Donne e vino, un binomio sempre più vincente. Per la prima volta dalla nascita dell’associazione nazionale “Le Donne del vino”, fondata nel 1988, una lucana entra a far parte del Consiglio nazionale che sarà guidato per il triennio 2023-205 dalla campana Daniela Mastroberardino. È Carolin Martino, produttrice dell’omonima cantina di Rionero in Vulture, a rappresentare la Basilicata nell’associazione che da 35 anni promuove la cultura del vino attraverso il contributo di esperienze e conoscenze di donne impegnate in questa mission.
Cresciuta tra botti e profumi di travasi, Carolin Martino ‘Donne del vino’: Carolin Martino nel Consiglio Nazionaleo. La giovane vignaiola nel podcast racconta del suo ingresso nel cda dell’associazione e dei progetti futuri.

L’Aglianico “Alberi in piano” tra i migliori vini d’Italia

in Storie di Frutta

Medaglia d’oro dai Decanter World Wine Awards

Continua ad essere lucano uno dei migliori vini al mondo. La conferma è arrivata in queste ore dai Decanter World Wine Awards che hanno assegnato un nuovo importantissimo riconoscimento per l’Aglianico lucano “Alberi in Piano” prodotto a Barile (Potenza) dalla cantina “Il passo”, nel cuore del Vulture. Per il vino del 2016 è arrivata in queste ore una nuova medaglia d’oro nell’ambito della 17esima edizione del più grande e prestigioso concorso vinicolo al mondo. Giudicato dai più autorevoli esperti e professionisti del wine business, i DWWA che ogni anno si svolgono a Londra, sono riconosciuti a livello internazionale per l’affidabilità del loro rigoroso processo di degustazione e selezione. “Dopo mesi di sacrifici, dovuti anche alla pandemia e al conseguente rallentamento delle attività, arriva una notizia che ci rende contentissimi – commenta la titolare dell’azienda, Maria Grimolizzi – che non fa che dare lustro al prodotto, ma soprattutto premiare i tanti sacrifici che ormai da decenni facciamo per realizzare un vino di qualità. Continuo a ribadire che il premio valorizza non solo la nostra cantina, ma un intero territorio, quello del Vulture”. L’evento DWWA annovera giudici provenienti da tutto il mondo, compresi Master of Wine e Master Sommelier, numerosi dei quali sono autorevoli esperti nel proprio settore. Ma come avviene la degustazione? Viene suddivisa in categorie, partendo da una classificazione per regione. Ogni giudice assaggia ogni vino autonomamente, conoscendone la regione di origine, lo stile e la fascia di prezzo, ma non il produttore né il marchio. Confrontano poi le rispettive note di degustazione per prendere una decisione unanime sulla medaglia da assegnare a ciascun vino. Le categorie delle medaglie corrispondono al sistema di punteggio basato su 100 punti utilizzato da Decanter, nonché da numerosi ed eminenti critici di enologia di tutto il mondo. Il vino rosso dei Grimolizzi, da sempre impegnati nel settore olivicolo e cerealicolo, nel 2012 con l’acquisto di una vigna trentennale e la decisione di produrre un vino Aglianico del Vulture doc, negli anni passati ha già ottenuto dai Decanter World Wine Awards una medaglia di platino ed una d’argento. “Mi piace condividere questo premio – conclude Maria Grimolizzi – con l’enologo lucano Fabio Mecca, che negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti, e la cui presenza è fondamentale nel lavoro quotidiano che portiamo avanti”.

Enoturismo, Fanelli: stretto legame tra territorio e produzioni

in Senza categoria

Visite in cantina, mappatura delle aziende in grado di offrire proposte in termini di visite guidate e degustazioni, possibilità di organizzare la cantina come una vera e propria struttura ricettiva per ospitare wine travellers interessati al mondo del vino e scoprirlo in modo più lento e suggestivo. Con l’approvazione della delibera di Giunta, proposta dall’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, avente come oggetto “Disposizioni regionali per lo svolgimento dell’attività enoturistica in Basilicata da parte degli imprenditori agricoli”, la Regione, recependo la legge nazionale che regolamenta il settore dell’enoturismo, punta a potenziare questo segmento di attività extra-agricola anche in questo momento di ripartenza. Si punterà a offrire ai cultori del vino un’offerta di qualità sia in termini di accoglienza e sia di professionalità, organizzando i tour e il servizio con personale altamente specializzato. Proprio per questo, la Regione ha inteso istituire un elenco regionale degli operatori che svolgono attività enoturistica per dare all’enoturista garanzie di qualità. “Il turismo del vino – ha dichiarato l’assessore Fanelli – è un fenomeno culturale ed economico sempre più crescente. Bisogna promuovere lo stretto legame tra territorio, prodotti agroalimentari e turismoQuesta è una strada che, anche in questa fase di ripartenza, potrà favorire un turismo di prossimità, sostenibile, slow, incentivando gli appassionati a scoprire quello che c’è dietro un’etichetta, ossia il prodotto, il luogo di produzione, le storie dei produttori, la cultura e le origini di un luogo che avranno un sapore indimenticabile. Oltre alla classica degustazione si punta a offrire un’esperienza autentica, a un tipo di turismo integrato che si basa sul binomio turismo -agricoltura e questo, diventa un vero e proprio modo di fare vacanza. Le nostre zone, a forte vocazione rurale, potranno essere mete privilegiate per trascorrere qualche giornata in pieno relax, dopo questo periodo caratterizzato da ristrettezze di mobilitazione. Si tratta – ha concluso Fanelli – di una strategia di marketing territoriale che si mira a consolidare interessanti opportunità offerte dalla valorizzazione del territorio, specie quello delle nostre aree interne, con la possibilità di crescita per tutta la filiera agroalimentare”.

Tra i requisiti minimi da possedere per un’azienda: l’apertura settimanale o stagionale per almeno 3 giorni; l’uso di strumenti di prenotazione informatizzati; la presenza di cartelli da affiggere con le informative relative all’accoglienza; la presenza di una pagina web aziendale; l’uso di calici di vetro per le degustazioni; la preparazione del personale addetto all’accoglienza (che può essere costituito dal titolare dell’azienda o dai familiari, dai dipendenti dell’azienda o da collaboratori esterni), l’indicazione di  parcheggi in azienda o nelle vicinanze, di disporre di materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno tre lingue, compreso l’italiano.

Le attività enoturistiche comprendono: visite guidate nei vigneti alla scoperta dei luoghi di coltivazione della vite, della storia e della pratica vitivinicola ed enologica, iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo compresa la vendemmia didattica, attività di degustazione anche in abbinamento ad alimenti.

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