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Villa Romana del Casale

Obesità, terapie e trattamenti. Villa Lucia Hospital ottiene l’importante riconoscimento SICOB

in Cronaca

L’ospedale di GVM a Conversano è il primo della Puglia nella rete nazionale

Villa Lucia Hospital Conversano è diventato Centro di eccellenza SICOB, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche. L’ospedale di GVM Care & Research – accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale – è il primo e unico in Puglia a far parte della rete nazionale che riunisce i maggiori centri qualificati e specializzati nel trattamento della obesità, in quanto risponde ai criteri richiesti per ottenere l’accreditamento: equipe multidisciplinare, selezione dei pazienti, casistica registrata alla SICOB, volume e tipologia di procedure chirurgiche, follow-up superiore al 50% dei pazienti, servizio di Anestesia e Rianimazione/Terapia intensiva all’interno dell’ospedale.

“Il riconoscimento come centro di eccellenza ottenuto da Villa Lucia Hospital è motivo di grande orgoglio e di grande soddisfazione non solo per GVM ma per tutta la sanità pugliese – spiega Giuseppe Speziale, Vice Presidente di GVM Care & Research – in quanto per la prima volta abbiamo in Puglia un centro di cura della obesità alla pari degli ospedali del Nord considerati finora più performanti. Questo risultato dimostra che non è così. E’ in corso un cambiamento che porterà ad invertire la rotta dei viaggi della salute”.

 

Nel dettaglio l’Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica di Villa Lucia Hospital – guidata dal dottor Antonio Braun – ha trattato 493 pazienti, nel corso del 2018. Di questi interventi eseguiti con tecnica laparoscopica in un anno, il numero più significativo ha riguardato la procedura di sleeve gastrectomy, seguita da bypass gastricobendaggio gastrico regolabile e da mini bypass gastrico. Il nostro obiettivo continuerà a essere lo stesso: lavorare per ottenere risultati eccellenti – spiega il dottor Antonio Braun, responsabile della Unità operativa di Chirurgia Generale di Villa Lucia Hospital – e per offrire ai nostri pazienti tutto il supporto necessario per combattere l’obesità patologica”.

 L’equipe multidisciplinare

Nell’ospedale di Conversano il percorso di diagnosi e trattamento della obesità e dei disturbi del comportamento alimentare prevede un approccio multidisciplinare con un team composto da: chirurgo bariatrico, chirurgo plastico,nutrizionistaendocrinologo, psichiatra/psicologo, gastroenterologo, cardiologo, anestesista e infermiere. Ognuna di queste figure professionali è dedicata all’attività assistenziale del paziente obeso e nello stesso tempo partecipa alle attività del team multi specialistico che si riunisce periodicamente per la discussione dei casi.

L’iter terapeutico

Il programma d’interventi –  finalizzato al dimagrimento e alla rieducazione alimentare – è indicato in quei pazienti che abbiano effettuato un approccio dietetivo nutrizionale fallimentare e che presentino i seguenti requisiti SICOB: pazienti con obesità di seconda classe ossia con Indice di Massa Corporea o BMI (dall’inglese Body Mass Index) compreso tra 35 e 40, in presenza di patologie associate quali diabete, ipertensione, patologie osteoarticolari o pazienti con obesità di terza classe, il cui BMI è superiore a 40.

I pazienti destinati all’intervento vengono inquadrati da un punto di vista metabolico e delle comorbidità (ossia delle patologie correlate al peso) cardiovascolari, respiratorie, osteoarticolari, etc.. mediante una valutazione multidisciplinare preoperatoria che consente di avere un quadro sullo stato di salute generale del paziente e ridurre al minimo le eventuali complicazioni chirurgiche.

Tecnologie innovative

La struttura dispone di risorse e spazi dedicati al trattamento sia medico dietologico che chirurgico della obesità. Da un punto di vista strutturale, Villa Lucia Hospital è dotata di ambienti dedicati alla gestione dei pazienti obesi:ambulatori, reparto di degenza, sala operatoria e terapia intensiva. La sala operatoria è dotata di letto operatorio dedicato per gli interventi di chirurgia bariatrica, colonna laparoscopica 4k a doppio monitor, strumentario laparoscopico dedicato, e strumentario anestesiologico per le intubazioni difficili per i pazienti super obesi. La terapia intensiva inoltre è attrezzata di letti per pazienti fino ai 300 chili di peso, apparecchi di ventilazione meccanicae di apparecchiature per il monitoraggio cardio respiratorio.

Strumentazione dedicata

Per quanto riguarda la strumentazione, la struttura dispone di adeguati strumenti per la misurazione dei parametri antropometrici e dei parametri vitali (bilancia per obesi, sigmomanometro con bracciale, apparecchiature fornite di bracciali per le registrazioni pressorie nelle 24 ore) e per lo studio di altri valori (oftalmoscopio, elettrocardiografo, reflettometro per glicemia, ecografo, spirometro e apparecchiatura per il monitoraggio notturno cardiorespiratorio).

Il Follow up

Nella fase successiva all’intervento il paziente viene sottoposto a riabilitazione nutrizionale comportamentale e motoria. L’attività di monitoraggio successivo è strutturata in modo da garantire una sorveglianza nel breve e medio periodo. La presa in carico dei pazienti obesi prevede un approccio di tipo medico chirurgico, nutrizionale e psicologico e mantiene saldo il rapporto tra il medico e il paziente.

COSTUMI DA BAGNO: IL VINTAGE CONTAMINA LA MODA ESTATE 2019

in Cultura/La Grande Bellezza
costumi da bagno vintage 2019

Pronti per la prova costume?

Quanti sono stanchi di sentire questo slogan che rimbomba tra pubblicità, giornali, amici e parenti e che innalza la nostra temperatura corporea ancor prima di quella ambientale?

Sì, perché, esser in forma è bello ma non c’è prova che tenga se non si ha il costume giusto. 

Tra bikini, costumi a fascia o interi, ogni anno ci si ritrova tempestati dalle nuove proposte dei guru della moda e così come il dress code – insieme di regole scritte, o il più delle volte tacite, relative all’abbigliamento – richiede, bisogna tener conto della propria fisicità per poter fare la scelta giusta che possa, soprattutto, risultare fashion. 

Prendiamo, ad esempio, il tanto discusso costume intero; spesso si sente dire che è il capo da bagno più consono per una donna curvy. Sbagliato! Segnando il punto vita, sarebbe più adatto per un corpo longilineo e slanciato oltre ad essere l’alleato perfetto per un aperitivo al tramonto in spiaggia o in piscina, per chi non vuole compromettere la propria abbronzatura ( quasi) total body

Se le vostre forme copiose necessitano giustizia, l’ideale è indossare un bikini che possa esaltare il décolleté e lasciare morbidi i fianchi grazie ai laccetti regolabili. 

Quest’estate 2019 abbiamo visto una netta contaminazione vintage anche nella moda balneare. 

Stiamo parlando dei crochet, costumi da bagno cuciti all’uncinetto; interi o due pezzi, tinta unita o a fantasia, arrivano dagli anni ’70 e vantano un sapore di mare che oscilla tra lo stile hippy al retrò-chic.

Si va dalle fantasie azteche ( perché la lavorazione all’uncinetto si presta molto bene a un tripudio di colori), ai colori pastello, al total black fino ad arrivare a fantasie di ricami crochet di murrine handmade ( per omaggiare la laguna di Venezia che si intreccerà alla preziosità del vetro di Murano). 

fantasie di ricami crochet di murrine handmade,
credits Missoni.com
fantasie azteche
credits annakosturova.com

Se, invece, avete più un animo candido, la vostra scelta non potrebbe che ricadere su un total white effetto crochet, il non plus ultra dello charme anni ’50 che vi donerà un’aria all’Elizabeth Taylor. 

CURIOSITÀ DALLA STORIA

La storia del costume da bagno ha origini molto antiche.

Già in epoca romana era in uso un indumento molto simile al bikini che indossiamo oggi, anche se in origine non si usava né per fare il bagno né per prendere il sole, ma per l’attività sportiva. Questo tipo di utillizzo viene mostrato anche nelle opere d’arte di quel tempo, come il famoso mosaico con le “fanciulle in bikini” conservato nel complesso romano della Villa Romana del Casale ad Enna (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). L’opera, che risale al III secolo d.C., raffigura dieci ragazze dedite a differenti attività atletiche che indossano un costume a due pezzi composto da una fascia per la parte superiore e da una parte inferiore che richiama la forma di un paio di slip.

Italia Sicilia Mosaici e resti archeologici Romani di Villa del Casale di Piazza Armerina, Donne in costume da bagno | Sicily Italy mosaics and archaeological remains of the Roman Villa del Casale in Piazza Armerina,Women swimsuit

Fonte: https://thelivingnews.it/il-costume-da-bagno-una-storia-piu-che-centenaria/

Solo nel 1824 Maria Carolina di Berry, moglie di Carlo Ferdinando di Borbone, si gettò completamente vestita in acqua aprendo le danze balneari anche alle donne alle quali fino a quel momento era concesso unicamente bagnarsi i piedi. 

La duchessa Maria Carolina fu davvero lungimirante, nonostante la mentalità obsoleta dell’epoca, perché comprese con cinquant’anni di anticipo che il bagno al mare sarebbe divenuta un’attività unisex.

L’emancipazione al due pezzi arriverà solo nel 1946 quando un sarto francese Louis Reard creò il bikini paragonandolo addirittura alla bomba atomica che pochi giorni prima era stata testata dagli americani nell’atollo di Bikini ( nelle Isole Marshal ) e da cui, poi, prese il nome. 

Louis Reard, celebra la nascita del bikini il 5 luglio del 1946
@copyright foto https://lolawho.com/bikini-day-jacques-heim-and-louis-reard/
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